Nella vita è meglio puntare in alto o mantenere i piedi per terra?

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Re: Nella vita è meglio puntare in alto o mantenere i piedi per terra?

Messaggio Da loonar il Mar 19 Nov 2013 - 23:06

che ho tentato il suicidio lo sto dicendo per la prima volta qua
per cui non era a scopo dimostrativa come l'amico di Silvio
ho perso alcuni amici suicidati
altri ne ho tirati fuori dai pronto soccorso in cui si sono salvati con lavande gastriche
ho maturato con quelle esperienze la mia avversione al suicidio
non mi piaceva perdere amici così
allora forse ho sbagliato a dire che è vigliaccheria, coraggio
è come pare a te Rasputin, ma comunque a me il suicidio sta sul cazzo!

Capito Rasp!

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Re: Nella vita è meglio puntare in alto o mantenere i piedi per terra?

Messaggio Da Rasputin il Mar 19 Nov 2013 - 23:07

loonar ha scritto:che ho tentato il suicidio lo sto dicendo per la prima volta qua
per cui non era a scopo dimostrativa come l'amico di Silvio
ho perso alcuni amici suicidati
altri ne ho tirati fuori dai pronto soccorso in cui si sono salvati con lavande gastriche
ho maturato con quelle esperienze la mia avversione al suicidio
non mi piaceva perdere amici così
allora forse ho sbagliato a dire che è vigliaccheria, coraggio
è come pare a te Rasputin, ma comunque a me il suicidio sta sul cazzo!

Capito Rasp!
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Ma cosa credi, che uno si sveglia una mattina e decide di lavorare in un carcere? Quella è gente perversa! (Vanessa Lutz)

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Re: Nella vita è meglio puntare in alto o mantenere i piedi per terra?

Messaggio Da loonar il Mar 19 Nov 2013 - 23:08

vuoi i particolari sul mio tentato o meglio non riuscito suicidio?
te li dico in MP se ti interessano!

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Re: Nella vita è meglio puntare in alto o mantenere i piedi per terra?

Messaggio Da Rasputin il Mar 19 Nov 2013 - 23:09

loonar ha scritto:vuoi i particolari sul mio tentato o meglio non riuscito suicidio?
te li dico in MP se ti interessano!
no

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Re: Nella vita è meglio puntare in alto o mantenere i piedi per terra?

Messaggio Da silvio il Mar 19 Nov 2013 - 23:32

loonar ha scritto:che ho tentato il suicidio lo sto dicendo per la prima volta qua
per cui non era a scopo dimostrativa come l'amico di Silvio
ho perso alcuni amici suicidati
altri ne ho tirati fuori dai pronto soccorso in cui si sono salvati con lavande gastriche
ho maturato con quelle esperienze la mia avversione al suicidio
non mi piaceva perdere amici così
allora forse ho sbagliato a dire che è vigliaccheria, coraggio
è come pare a te Rasputin, ma comunque a me il suicidio sta sul cazzo!

Capito Rasp!
Anche a me è capitato di pensarci su, la prima ero in carcere, i primi mesi, pensavo che mi seppellissero li dentro, guardavo il codice e le pene erano sui trent'anni, mi dissi che cazzo faccio qui, sentivo un senso di claustrofobia, eravamo in quattro in una celletta di tre metri per uno e mezzo, io ero all'ultimo piano di un letto a castello di tre con il soffitto a cinquanta centimetri, mi dovevo legare per il pericolo di cadere.
Poi mi ci sono abituato ma ci ho pensato.
Una altra volta ero sommerso dai debiti, andava tutto male, la casa pignorata, tutto a pezzi, li veramente mi è venuto in mente di farmi fuori, ma il pensiero di lasciare altri nei guai mi ha fermato, no combatto fino all'ultimo, semmai faccio secchi gli altri, crepino loro.
Ma la vita ragazzi, è un frutto dolce per alcuni, un casino per altri, io per esempio sono duro per certi aspetti, non ho mai paura, ma sento il dolore del mondo, degli altri.
Ci sono notizie che passano così, ma io mi ci metto sopra a pensare, come quella di un padre in francia che ha impiccato una figlia di tre anni ed il bimbo di diciotto mesi, per me è una tragedia interiore.
Spesso a volte quando sono in pace, specie nel verde sento il desiderio di morire, di sparire per sempre e non soffrire più.
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Re: Nella vita è meglio puntare in alto o mantenere i piedi per terra?

Messaggio Da Avalon il Mer 20 Nov 2013 - 8:16

Malattia degenerativa debilitante: celo.

E allora, sapere che sarò io a decidere fin quando essere me ha un senso, che non è codardia né fuga dalla responsabilità: è dignità, è rispetto per chi mi vuol bene.

Chi conoscendomi potrebbe mai pensare che io sia vigliacca?

Scegliere di morire perché la vita ti sopraffà è diverso che lasciare la festa perché è il momento giusto.

Loon, idem, una vita fa. bacio 


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Re: Nella vita è meglio puntare in alto o mantenere i piedi per terra?

Messaggio Da jillo il Mer 20 Nov 2013 - 10:24

”loonar” ha scritto:  fai delle gran prediche, ma poi razzoli male.
Purtroppo razzolo male e ho razzolato anche peggio. Non è una conclusione tua, perché questa affermazione la  trai già da quanto ho apertamente scritto io. Mi guardo bene dal predicare. Semmai, proprio perché non ambisco a razzolare male a vita , rivolgo raccomandazioni a me stesso.

 

”loonar” ha scritto: Noi atei abbiamo l'onestà di dire le cose come stanno, senza fare tanti giri di parole intorno al nulla
Non generalizzerei con quel “noi” atei. Non siete tutti uguali. Essere atei non significa godere della certificazione di qualità di pensiero e valori appiccicata alla fronte.
Quei miei giri di parole attorno al nulla sono risposta a quella tua convinzione che pretende stimare i credenti in quanto tali inadeguati o incapaci di riconosce e godere della bellezza di questa vita.


”loonar” ha scritto: *: vita piena, completa, vissuta nella consapevolezza e assaporando le gioie in un modo che solo chi sa che quello è l'unico momento in cui potrai farlo può capire... e che nessun illusoria vita eterna può compensare!


”loonar” ha scritto:  Su Monicelli, uno a 90 anni passati con una malattia incurabile e con una vita soddisfacente a cui non ha più niente da chiedere che si suicida, mi dispiace per aver scoperto che fosse malato, mi dispiace che abbia dovuto ricorrere ad un metodo così barbaro per togliersi la vita, ma la sua scelta la comprendo , la rispetto e la ritengo onorevole. Nonostante io per principio sia contro il suicidio.
Su Monicelli e sul suo ultimo gesto, sono grosso modo concorde con te, così sulla contrarietà, di principio, al suicidio. Poi, nel caso particolare, io non mi sento di celebrare questo gesto estremo come titanico o eroico, ma nemmeno di biasimarlo.

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Re: Nella vita è meglio puntare in alto o mantenere i piedi per terra?

Messaggio Da Masada il Mer 20 Nov 2013 - 11:25

silvio ha scritto:Un mio conoscente, diciamo amico, ma è uno che me ne ha combinate di tutti i colori, mi rompeva il cazzo che si voleva suicidare, dammi il ferro che mi sparo, io vai fare in culo, mi fai pure carcerare, vai dal farmacista e fatti dare i barbiturici, stronzo così lo metti nei guai pure a lui, alla fine esasperato gli porto una corda con un bel nodo scorsoio ed una scaletta, gli faccio guarda è facilissimo, vai in quel bosco appendila ad un ramo robusto usando la scala, ficcaci la tua testa di cazzo dentro e buttati giù, fai presto non ti preoccupare.
Il coglione col cazzo che l'ha fatto, se lo voleva fare lo faceva e basta senza dire nulla a nessuno, come un mio amico che a 16 anni si ucciso con un sacchetto di plastica.

Di solito si dice che chi lo fa non lo dice, e chi lo dice non lo fa.

Vero nella maggior parte dei casi, ma quando ti capita l'eccezione ... il senso di colpa te lo porti tutta la vita. Uno in più sul groppone...
meglio evitarlo...

Tornato dal vivere in spagna, x, non racconta molto di quello che ha vissuto, solo aneddoti di serate, sembra tutto normale.

Si sistema provvisoriamente a casa di una nostra cara amica in comune.
Il giorno dopo partivo per andare in vacanza.
Ceno da loro.
...x mi sta un po' sulle palle...
l'unica "specialità" sul tavolo sono delle tartine di aperitivo, tipo 8.
Lui se ne mangia con gusto subito 4... eravamo in 6...

Mi sembrò il suo solito gesto del cazzo, e invece era la sua ultima cena.
Dalla spagna era tornato con una corda nella valigia.

Nella serata si mise a parlare con z, la ragazza brasiliana di y.
Parlarono lui in spagnolo, lei in portoghese.
Lui le disse chiaro: mi son portato una corda per impiccarmi domani.

Lei lo guardò strano, pensando stesse scherzando.
mah...
Noi non ci accorgemmo, nell'altra stanza, di nulla.

Fine serata, me ne vado, verso l'auto, fra poche ore si parte per le vacanze... improvvisamente mi dico: torno indietro e suono perchè x venga con noi, tanto è qui a far nulla in città...
dai...
arrivo sotto casa loro, al campanello, sto per suonare, poi mi viene in mente che si è fottuto le tartine, e già che non era il max della simpatia, si fotta...
pensate che cazzata... per quale nobile motivo... un pensiero del cazzo, e me ne vado...

Il mattino seguente, prima dell'alba, andò a impiccarsi in un luogo veramente premeditato, quasi gustato, per il gesto...

Non so, son passati anni, a me neppure l'aveva detta la sua intenzione, ma dei segnali li aveva lanciati.

A non averli colti... ancora ci penso e mi pesa.

Ho cenato con un uomo che aveva già deciso di togliersi la vita e io non me ne ero accorto...

E' vero, chi sbandiera può essere il piagnina che gli piace che tutti lo consolano per le sue disgrazie, lo dice, ma non lo farà mai, come sembra il caso dell'amico di silvio.

Tuttavia in generale è meglio non sottovalutare i segnali.
Distrarlo con due-tre settimane di vacanza magari gli avrebbe dato 10-40 anni belli di vita...

Era solo un brutto momento.
Un tarlo di merda gli era entrato in testa.

Non si seppe mai il motivo, cosa gli fosse successo in spagna per tornare con quella decisione.


Una frase chiara la disse, a tutti, a tavola, e non per le parole, ma per lo sguardo cupo e il tono cinico e gelato con cui la disse, e l'inopportunità nel contesto: "la mia casa? pensavo fosse in spagna, ma mi sbagliavo. pensavo di ritrovarla qui, ma mi sbagliavo. io non ho più casa."

Forse è la resa, la resa totale, il sentimento, il segnale che non si deve mai sottovalutare.


Diverso è il caso di chi ha davanti come prospettiva solo dolore e sofferenza per una malattia incurabile.
Sembra quasi che persino la parola suicidio sia inopportuna.
E' tutta un'altra storia.


A volte c'è gente che si suicida perchè semplicemente si è presa tre quattro sberle di fila dalla vita, e ha fatto un paio di cazzate di troppo, e non esce dal frullatore del suo cervello.
Può capitare a tutti.

Anche solo un affetto, un amico vero, lì fa la differenza tra la vita e la morte.


Meglio esserlo.





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Re: Nella vita è meglio puntare in alto o mantenere i piedi per terra?

Messaggio Da Avalon il Mer 20 Nov 2013 - 11:29

Masada ha scritto:Meglio esserlo.

Sempre.

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Re: Nella vita è meglio puntare in alto o mantenere i piedi per terra?

Messaggio Da mix il Mer 20 Nov 2013 - 13:49

Masada ha scritto:
silvio ha scritto:Un mio conoscente, diciamo amico, ma è uno che me ne ha combinate di tutti i colori, mi rompeva il cazzo che si voleva suicidare, dammi il ferro che mi sparo, io vai fare in culo, mi fai pure carcerare, vai dal farmacista e fatti dare i barbiturici, stronzo così lo metti nei guai pure a lui, alla fine esasperato gli porto una corda con un bel nodo scorsoio ed una scaletta, gli faccio guarda è facilissimo, vai in quel bosco appendila ad un ramo robusto usando la scala, ficcaci la tua testa di cazzo dentro e buttati giù, fai presto non ti preoccupare.
Il coglione col cazzo che l'ha fatto, se lo voleva fare lo faceva e basta senza dire nulla a nessuno, come un mio amico che a 16 anni si ucciso con un sacchetto di plastica.
Di solito si dice che chi lo fa non lo dice, e chi lo dice non lo fa.

Vero nella maggior parte dei casi, ma quando ti capita l'eccezione ... il senso di colpa te lo porti tutta la vita. Uno in più sul groppone...
meglio evitarlo...

Tornato dal vivere in spagna, x, non racconta molto di quello che ha vissuto, solo aneddoti di serate, sembra tutto normale.

Si sistema provvisoriamente a casa di una nostra cara amica in comune.
Il giorno dopo partivo per andare in vacanza.
Ceno da loro.
...x mi sta un po' sulle palle...
l'unica "specialità" sul tavolo sono delle tartine di aperitivo, tipo 8.
Lui se ne mangia con gusto subito 4... eravamo in 6...

Mi sembrò il suo solito gesto del cazzo, e invece era la sua ultima cena.
Dalla spagna era tornato con una corda nella valigia.

Nella serata si mise a parlare con z, la ragazza brasiliana di y.
Parlarono lui in spagnolo, lei in portoghese.
Lui le disse chiaro: mi son portato una corda per impiccarmi domani.

Lei lo guardò strano, pensando stesse scherzando.
mah...
Noi non ci accorgemmo, nell'altra stanza, di nulla.

Fine serata, me ne vado, verso l'auto, fra poche ore si parte per le vacanze... improvvisamente mi dico: torno indietro e suono perchè x venga con noi, tanto è qui a far nulla in città...
dai...

arrivo sotto casa loro, al campanello, sto per suonare,
se tu avessi suonato ti avrebbe risposto che l'indomani aveva un impegno importante a cui era necessario partecipasse.

credo che in quella situazione interagire con le persone sia una "fatica" improponibile
probabilmente in quel momento stava tirando un respiro di sollievo per l'arrivo agognato della fine della serata.

non è che tu hai qualche questione irrisolta in merito al perdono?
a cominciare dal tuo?
scrivi in modo speciale, ora molti ti apprezzano qui, però percepisco in te un'inquietudine ed un'amarezza di sottofondo.
forse dovuta a una eccessiva ed inflessibile pretesa su te stesso?   boh 
lascia...ti vivere potrebbe essere l'augurio più opportuno, forse.

vabbè, una diagnosi da strapazzo internettiana, solo cazzate, con una probabilità del 95%.
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Re: Nella vita è meglio puntare in alto o mantenere i piedi per terra?

Messaggio Da alberto il Mer 20 Nov 2013 - 14:17

ci attribuiamo a volte ruoli e responsabilità che semplicemente non abbiamo.
e la gran parte delle volte siamo poco più che spettatori.

io non me ne frego, io se un amico ha bisogno ci sono, ma non ho la pretesa di essere io la soluzione e non ho la vocazione crocerossina.
si fa quel che si può, a volte una frase messa giusta, una visitina, fanno tanto. ma FORSE perché il nemico non era forte.
in altri casi puoi fare tutto ciò che vuoi, la pagina è già scritta.

fatemi provare a strapparvi un sorriso.
due amici miei. uno viene lasciato dalla sua morosa. propositi suicidi adolescenziali.
chiama l'altro amico e lo sommerge di confessioni, di analisi, di rimorsi, di rimpianti.
l'altro guarda più volte l'orologio, ha altri impegni a cui non vorrebbe mancare.
alla fine il primo fa:
"E' finita. Pippo, io m'ammazzo"
"Beppe... io vo via."

(spoiler: alla fine non s'è ammazzato)

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Re: Nella vita è meglio puntare in alto o mantenere i piedi per terra?

Messaggio Da Masada il Gio 21 Nov 2013 - 9:08

mix ha scritto:

non è che tu hai qualche questione irrisolta in merito al perdono?
a cominciare dal tuo?
scrivi in modo speciale, ora molti ti apprezzano qui, però percepisco in te un'inquietudine ed un'amarezza di sottofondo.
forse dovuta a una eccessiva ed inflessibile pretesa su te stesso?   boh 
lascia...ti vivere potrebbe essere l'augurio più opportuno, forse.

vabbè, una diagnosi da strapazzo internettiana, solo cazzate, con una probabilità del 95%.
direi che c'è anche questo! ok 
ma ho anche difetti peggiori.
come preoccuparmi per mille cose, e poi comunque non fare un cazzo mgreen 

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Re: Nella vita è meglio puntare in alto o mantenere i piedi per terra?

Messaggio Da Sally il Gio 21 Nov 2013 - 9:42

Masada ha scritto:
mix ha scritto:

non è che tu hai qualche questione irrisolta in merito al perdono?
a cominciare dal tuo?
scrivi in modo speciale, ora molti ti apprezzano qui, però percepisco in te un'inquietudine ed un'amarezza di sottofondo.
forse dovuta a una eccessiva ed inflessibile pretesa su te stesso?   boh 
lascia...ti vivere potrebbe essere l'augurio più opportuno, forse.

vabbè, una diagnosi da strapazzo internettiana, solo cazzate, con una probabilità del 95%.
direi che c'è anche questo!  ok 
ma ho anche difetti peggiori.
come preoccuparmi per mille cose, e poi comunque non fare un cazzo mgreen 

ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah 

Questo post Masada avrei potuto scriverlo io... pianto2 


Io sono molto brava a perdonare gli altri, ma me stessa non mi perdono mica tanto facilmente, sai? Anzi... sono 29 anni che mi tengo il muso... quindi so cosa significano quel "sottofondo di amarezza", quel sentirsi in colpa sempre, quella sensazione di non bastare a se' stessi (e agli altri). Sad

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Messaggio Da Masada il Gio 21 Nov 2013 - 11:41

Diva ha scritto:
Masada ha scritto:
mix ha scritto:

non è che tu hai qualche questione irrisolta in merito al perdono?
a cominciare dal tuo?
scrivi in modo speciale, ora molti ti apprezzano qui, però percepisco in te un'inquietudine ed un'amarezza di sottofondo.
forse dovuta a una eccessiva ed inflessibile pretesa su te stesso?   boh 
lascia...ti vivere potrebbe essere l'augurio più opportuno, forse.

vabbè, una diagnosi da strapazzo internettiana, solo cazzate, con una probabilità del 95%.
direi che c'è anche questo!  ok 
ma ho anche difetti peggiori.
come preoccuparmi per mille cose, e poi comunque non fare un cazzo mgreen 

ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah 

Questo post Masada avrei potuto scriverlo io... pianto2 


Io sono molto brava a perdonare gli altri, ma me stessa non mi perdono mica tanto facilmente, sai? Anzi... sono 29 anni che mi tengo il muso... quindi so cosa significano quel "sottofondo di amarezza", quel sentirsi in colpa sempre, quella sensazione di non bastare a se' stessi (e agli altri). Sad
bacio 

L'unico rimedio non placebo che ho trovato per ridurre il problema è circondarmi di persone semplici, solari, leggere, positive, ottimiste e pragmatiche... poco importa che la loro apparente superficialità le porti a non comprendere o apprezzare le mie masturbazioni mentali, e quindi buona parte di me come persona e interessi, intanto, almeno, non me le lasciano amplificare e dal loro esempio imparo anche ad essere un po' più terrestre e meno alieno.
Ma è soprattutto l'atmosfera che creano che mi lascia respirare aria fresca e pulita, come un aprire le finestre al mattino.

Tuttavia resto fiero di me e mi piaccio, perchè consapevole che i miei difetti altro non sono che la manifestazione non ben gestita dei miei più grandi e identificativi pregi...


Ma per gestire, e compensare, l'oro restano le persone diverse da me.


Generatori gratuiti e perpetui di un'invidiabile leggerezza dell'essere nel mondo.
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Messaggio Da Avalon il Gio 21 Nov 2013 - 11:48

La tua soluzione mi piace, Masada.

Mi offro come persona solare, positiva, ottimista e pragmatica... ma di semplice e leggero non ho un tubo. Può andare lo stesso? mgreen 

Le manifestazioni stortignaccole dei pregi del carattere s'impara a gestirle, col tempo e l'esperienza. La fierezza di sé è invece più rara, ed è il patrimonio migliore per affrontare la vita bacio 

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Messaggio Da Sally il Gio 21 Nov 2013 - 12:04

@ Masada: io invece tendo a circondarmi sempre di gente simile a me... l'unica persona che ho lasciato entrare nella mia vita e che e' radicalmente diversa da questo punto di vista me la sono sposata. Non che mio marito sia un tipo solare e dedito alla coccola (almeno non quanto vorrei io, e si', accetto l'offerta di Avalon bacio )... lui e' una persona capace di un tale lirismo razionale che mi interrogo spesso su come faccia a raggiungere le vette che io riesco a dominare solo con la poesia. Un mistero. Sara' nato cosi' o sara' che la vita l'ha cambiato, ma in questo senso ci riequilibriamo. Le persone "leggere" invece mi fanno sentire ancora piu' aliena... quelle che quando parli ti guardano come se gli rivelassi per la prima volta che il ketchup non contiene pomodoro. boh

Poi scusate ma oggi sono piu' spleen del solito... soffro di ansia da separazione dai miei elettrodomestici: nel giro di qualche giorno mi hanno lasciata la caldaia, l'hard disk esterno e stamattina l'asciugatrice. crying 

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Messaggio Da Avalon il Gio 21 Nov 2013 - 12:10

Non ricordarmi i pianti al capezzale della mia macchina del pane Royales 

Diva, un marito razionalmente lirico, lo voglio conoscere. Il mio primo, era il genere di persona descritta da Masada: non superficiale o stupido, no... ma solare, gentile e semplice.

E' stato capace di dirmi con tono apprensivo e affettuoso "ma guarda che se ti fai tuta quelle domande prima o poi diventi matta"... Sì, so che capite tutti perché è un EX marito.

L'ingegnere mi capisco quando parlo. E risponde pure. E adora le coccole. Non credevo esistesse una persona così... e poi ne ho trovate due.
Sì, lo so, ho un gran culo. E non intendo smagrirlo di un etto, visti i risultati mgreen 

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Messaggio Da Fux89 il Gio 21 Nov 2013 - 12:18

Diva ha scritto:accetto l'offerta di Avalon bacio
Ehi, mettiti in fila! :D

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Messaggio Da Avalon il Gio 21 Nov 2013 - 12:21

Devo ricordarmi di portare i numerini come dal salumiere... ahahahahahah 

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Messaggio Da Sally il Gio 21 Nov 2013 - 13:57

Avalon ha scritto:
Diva, un marito razionalmente lirico, lo voglio conoscere.
Non t'illudere. E' uno di poche, pochissime, POCHERRIME parole. crying 

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Re: Nella vita è meglio puntare in alto o mantenere i piedi per terra?

Messaggio Da Lyallii il Gio 21 Nov 2013 - 16:28

Diva ma meglio se loro stanno zitti! Possiamo parlare di piu noi!
Cmq... Io credo di essere abbastanza semplice e positiva.
L unica cosa che non va sono i momenti di pazzia, le manie che quando mi prendono non riesco a fermare.
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Re: Nella vita è meglio puntare in alto o mantenere i piedi per terra?

Messaggio Da Lake Bird il Gio 21 Nov 2013 - 18:18

Ho letto giusto i primi tre/quattro posts, non me ne vogliate. Rispondo al primo post: secondo me è una domanda che varia da persona a persona, in quanto riguarda strettamente il carattere di ognuno di noi. Per esempio anch'io, come fux89, sono parecchio pessimista. Per esempio, mia sorella, che è l'opposto del mio carattere, è molto determinata e punta in alto. C'è però da dire che tra i due io sono sempre quello che rimane meno deluso, date le mie basse aspettative. Con ciò non voglio dire che non ho subìto delusioni e mia sorella non è mai stata contenta, anzi.
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