Ascoltare i credenti (a volte) mi fa tornare bambino

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Ascoltare i credenti (a volte) mi fa tornare bambino

Messaggio Da cosmos il Sab 30 Nov - 22:23

Non vi è nulla di offensivo in questa frase chiaramente.

Ma è molto stimolante per me ascoltare persone che credono in Dio ed entrare nel loro mondo, nel loro punto di vista, per cogliere aspetti che ho lasciato andare dalla mia mente durante l'infanzia... è come scavare nel passato quando ero bambino e, prima di diventare col tempo un ateo, coglievo la vita e le sue sfumatore in tutt'altro modo.

Quando ascolto un credente, riaffiora in me una parte di quella mentalità che ho abbandonato nell'adolescenza.
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Re: Ascoltare i credenti (a volte) mi fa tornare bambino

Messaggio Da jillo il Gio 5 Dic - 11:40

cosmos ha scritto:Non vi è nulla di offensivo in questa frase chiaramente.

Ma è molto stimolante per me ascoltare persone che credono in Dio ed entrare nel loro mondo, nel loro punto di vista, per cogliere aspetti che ho lasciato andare dalla mia mente durante l'infanzia... è come scavare nel passato quando ero bambino e, prima di diventare col tempo un ateo, coglievo la vita e le sue sfumatore in tutt'altro modo.

Quando ascolto un credente, riaffiora in me una parte di quella mentalità che ho abbandonato nell'adolescenza.
Un adulto che ragiona da bambino è un bamboccio. Un adulto che ragiona da minore è un minorato. Un adulto che è capace di farsi piccolo non è né l'una né l'altra cosa.

Hai abbandonato quella mentalità (sicuramente), o hai abbandonato quello spirito?
Perché una cosa è ragionare come bambini, altra è sforzarsi di tornare bambino e di sentire con un cuore di bambino.

"...Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me" , "chi è il più piccolo tra tutti voi, questi è il più grande" , "la grandezza sta nel servire, non nell'essere serviti".

jillo
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Re: Ascoltare i credenti (a volte) mi fa tornare bambino

Messaggio Da alberto il Gio 5 Dic - 12:39

jillo ha scritto:
cosmos ha scritto:Non vi è nulla di offensivo in questa frase chiaramente.

Ma è molto stimolante per me ascoltare persone che credono in Dio ed entrare nel loro mondo, nel loro punto di vista, per cogliere aspetti che ho lasciato andare dalla mia mente durante l'infanzia... è come scavare nel passato quando ero bambino e, prima di diventare col tempo un ateo, coglievo la vita e le sue sfumatore in tutt'altro modo.

Quando ascolto un credente, riaffiora in me una parte di quella mentalità che ho abbandonato nell'adolescenza.
Un adulto che ragiona da bambino è un bamboccio. Un adulto che ragiona da minore è un minorato. Un adulto che è capace di farsi piccolo non è né l'una né l'altra cosa.

Hai abbandonato quella mentalità (sicuramente), o hai abbandonato quello spirito?
Perché una cosa è ragionare come bambini, altra è sforzarsi di tornare bambino e di sentire con un cuore di bambino.

"...Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me" , "chi è il più piccolo tra tutti voi, questi è il più grande" , "la grandezza sta nel servire, non nell'essere serviti".
a parte il non sequitur.
prendo l'ultima frase e mi chiedo: perché la grandezza sta nel servire? se uno serve, c'è uno che viene servito. perché uno è bene e uno è male? perché il più piccolo tra voi - cioè: il più ingenuo? il più ignorante? il più "semplice"? il più "spontaneo"? - poi sarà il più grande? quindi se sarà il più grande diventerà cattivo?

insomma: siamo sempre lì: si vuole una persona umile, che non si fa domande, privo di ambizione (come se fosse una cosa negativa!), che subisce, che sopporta. così sarà grande nel regno dei cieli... nel frattempo prendendosela in tasca in questo mondo qua. diffidente

alberto
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Re: Ascoltare i credenti (a volte) mi fa tornare bambino

Messaggio Da Sun Tzu il Gio 5 Dic - 12:50

jillo ha scritto:
cosmos ha scritto:Non vi è nulla di offensivo in questa frase chiaramente.

Ma è molto stimolante per me ascoltare persone che credono in Dio ed entrare nel loro mondo, nel loro punto di vista, per cogliere aspetti che ho lasciato andare dalla mia mente durante l'infanzia... è come scavare nel passato quando ero bambino e, prima di diventare col tempo un ateo, coglievo la vita e le sue sfumatore in tutt'altro modo.

Quando ascolto un credente, riaffiora in me una parte di quella mentalità che ho abbandonato nell'adolescenza.
Un adulto che ragiona da bambino è un bamboccio. Un adulto che ragiona da minore è un minorato. Un adulto che è capace di farsi piccolo non è né l'una né l'altra cosa.

Hai abbandonato quella mentalità (sicuramente), o hai abbandonato quello spirito?
Perché una cosa è ragionare come bambini, altra è sforzarsi di tornare bambino e di sentire con un cuore di bambino.

"...Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me" , "chi è il più piccolo tra tutti voi, questi è il più grande" , "la grandezza sta nel servire, non nell'essere serviti".
Anche Gandhi era umile,anche Confucio era umile,anche Mandela e  numerosi atei erano umili.Perciò non è necessario essere cristiani,ghandiani o confuciani o mandeliani o atei, per essere umili.Si potrebbe esserlo ma essere ugualmente non umili a prescindere.La predica sull'umiltà non prevede necessariamente aderenza a religioni,per me l'uomo decide di se stesso,la giustificazione "io ti insegnerò l'umiltà" perchè questo dice la mia divinità,non la comprendo.

E per la cronaca anche Confucio affermava "di amare il proprio prossimo",certo come dice Russel Avessi predicato Confucio dall'alba al tramonto ai bambini,probabilmente sarebbero confuciani convinti di essere umili.

« Se io sostenessi che tra la Terra e Marte ci fosse una teiera di porcellana in rivoluzione attorno al Sole su un'orbita ellittica, nessuno potrebbe contraddire la mia ipotesi purché io avessi la cura di aggiungere che la teiera è troppo piccola per essere rivelata persino dal più potente dei nostri telescopi. Ma se io dicessi che, giacché la mia asserzione non può essere smentita, dubitarne sarebbe un'intollerabile presunzione da parte della ragione umana, si penserebbe giustamente che stia dicendo fesserie. Se però l'esistenza di una tale teiera venisse affermata in libri antichi, insegnata ogni domenica come la sacra verità e instillata nelle menti dei bambini a scuola, l'esitazione nel credere alla sua esistenza diverrebbe un segno di eccentricità e porterebbe il dubbioso all'attenzione dello psichiatra in un'età illuminata o dell'Inquisitore in un tempo antecedente. »

Allo stesso modo se io predicassi confucio come sacra verità,saresti qui a parlarmi del concetto di umiltà secondo i dialoghi confuciani non secondo il vangelo cristiano.


Ultima modifica di Sun Tzu il Gio 5 Dic - 13:36, modificato 3 volte
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Re: Ascoltare i credenti (a volte) mi fa tornare bambino

Messaggio Da jillo il Gio 5 Dic - 13:04

alberto ha scritto:
jillo ha scritto:
cosmos ha scritto:Non vi è nulla di offensivo in questa frase chiaramente.

Ma è molto stimolante per me ascoltare persone che credono in Dio ed entrare nel loro mondo, nel loro punto di vista, per cogliere aspetti che ho lasciato andare dalla mia mente durante l'infanzia... è come scavare nel passato quando ero bambino e, prima di diventare col tempo un ateo, coglievo la vita e le sue sfumatore in tutt'altro modo.

Quando ascolto un credente, riaffiora in me una parte di quella mentalità che ho abbandonato nell'adolescenza.
Un adulto che ragiona da bambino è un bamboccio. Un adulto che ragiona da minore è un minorato. Un adulto che è capace di farsi piccolo non è né l'una né l'altra cosa.

Hai abbandonato quella mentalità (sicuramente), o hai abbandonato quello spirito?
Perché una cosa è ragionare come bambini, altra è sforzarsi di tornare bambino e di sentire con un cuore di bambino.

"...Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me" , "chi è il più piccolo tra tutti voi, questi è il più grande" , "la grandezza sta nel servire, non nell'essere serviti".
a parte il non sequitur.
prendo l'ultima frase e mi chiedo: perché la grandezza sta nel servire? se uno serve, c'è uno che viene servito. perché uno è bene e uno è male? perché il più piccolo tra voi - cioè: il più ingenuo? il più ignorante? il più "semplice"? il più "spontaneo"? - poi sarà il più grande? quindi se sarà il più grande diventerà cattivo?

insomma: siamo sempre lì: si vuole una persona umile, che non si fa domande, privo di ambizione (come se fosse una cosa negativa!), che subisce, che sopporta. così sarà grande nel regno dei cieli... nel frattempo prendendosela in tasca in questo mondo qua. diffidente
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Re: Ascoltare i credenti (a volte) mi fa tornare bambino

Messaggio Da jillo il Gio 5 Dic - 13:38

Sun Tzu ha scritto:
1-Anche Gandhi era umile,anche Confucio era umile,anche Mandela e  numerosi atei erano umili.Perciò non è necessario essere cristiani,ghandiani o confuciani o mandeliani o atei, per essere umili.Si potrebbe esserlo ma essere ugualmente non umili a prescindere.

2-La predica sull'umiltà non prevede necessariamente aderenza a religioni,per me l'uomo decide di se stesso,la giustificazione "io ti insegnerò l'umiltà" perchè questo dice la mia divinità,non la comprendo.
1- L'umiltà non è rivendicata dal cattolicesimo come una prerogativa propria ed esclusiva.
forse non era chiaro il senso del mio intervento. Rispondevo a questo:
cosmos ha scritto: Quando ascolto un credente, riaffiora in me una parte di quella mentalità che ho abbandonato nell'adolescenza
Non è la mentalità bambina a dover caratterizzare (e non distinguere) il credente, ma un cuore puro e umile al servizio dell'altro, fratello e compagno di viaggio.

2- Gesù non "insegna l'umiltà", riconosce in essa un valore e ci indica nell'amore verso il prossimo la strada da percorrere per seguirlo. Aderire al cattolicesimo significa amare il prossimo e ... amare Dio. Poi, l'uomo, decide sempre da sé... comunque.

Se nel mondo spargessimo senza troppa parsimonia i semi dell'umiltà e avessimo più mandeliani, confuciani, ghandiani,... il mondo sarebbe più giusto e il peso delle ingiustizie e privazioni ripartito equamente fra tutti.
Essere cristiani, secondo il dettato evangelico, significa anche questo... ma non solo.

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Re: Ascoltare i credenti (a volte) mi fa tornare bambino

Messaggio Da Sun Tzu il Gio 5 Dic - 13:50

jillo ha scritto:
Sun Tzu ha scritto:
1-Anche Gandhi era umile,anche Confucio era umile,anche Mandela e  numerosi atei erano umili.Perciò non è necessario essere cristiani,ghandiani o confuciani o mandeliani o atei, per essere umili.Si potrebbe esserlo ma essere ugualmente non umili a prescindere.

2-La predica sull'umiltà non prevede necessariamente aderenza a religioni,per me l'uomo decide di se stesso,la giustificazione "io ti insegnerò l'umiltà" perchè questo dice la mia divinità,non la comprendo.
1- L'umiltà non è rivendicata dal cattolicesimo come una prerogativa propria ed esclusiva.
forse non era chiaro il senso del mio intervento. Rispondevo a questo:
cosmos ha scritto: Quando ascolto un credente, riaffiora in me una parte di quella mentalità che ho abbandonato nell'adolescenza
Non è la mentalità bambina a dover caratterizzare (e non distinguere) il credente, ma un cuore puro e umile al servizio dell'altro, fratello e compagno di viaggio.

2- Gesù non "insegna l'umiltà", riconosce in essa un valore e ci indica nell'amore verso il prossimo la strada da percorrere per seguirlo. Aderire al cattolicesimo significa amare il prossimo e ... amare Dio. Poi, l'uomo, decide sempre da sé... comunque.

Se nel mondo spargessimo senza troppa parsimonia i semi dell'umiltà e avessimo più mandeliani, confuciani, ghandiani,... il mondo sarebbe più giusto e il peso delle ingiustizie e privazioni ripartito equamente fra tutti.
Essere cristiani, secondo il dettato evangelico, significa anche questo... ma non solo.
Perchè Aderire al confucianesimo significherebbe odiare il prossimo o non aderire a nessuna religione significherebbe odiare il prossimo?

Se nel mondo spargessimo senza troppa parsimonia i semi dell'umiltà e avessimo più mandeliani, confuciani, ghandiani,... il mondo sarebbe più giusto e il peso delle ingiustizie e privazioni ripartito equamente fra tutti....

...Ragione per la quale il Vangelo è relativo.
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Re: Ascoltare i credenti (a volte) mi fa tornare bambino

Messaggio Da jillo il Gio 5 Dic - 14:02

Sun Tzu ha scritto:
jillo ha scritto:
Sun Tzu ha scritto:
1-Anche Gandhi era umile,anche Confucio era umile,anche Mandela e  numerosi atei erano umili.Perciò non è necessario essere cristiani,ghandiani o confuciani o mandeliani o atei, per essere umili.Si potrebbe esserlo ma essere ugualmente non umili a prescindere.

2-La predica sull'umiltà non prevede necessariamente aderenza a religioni,per me l'uomo decide di se stesso,la giustificazione "io ti insegnerò l'umiltà" perchè questo dice la mia divinità,non la comprendo.
1- L'umiltà non è rivendicata dal cattolicesimo come una prerogativa propria ed esclusiva.
forse non era chiaro il senso del mio intervento. Rispondevo a questo:
cosmos ha scritto: Quando ascolto un credente, riaffiora in me una parte di quella mentalità che ho abbandonato nell'adolescenza
Non è la mentalità bambina a dover caratterizzare (e non distinguere) il credente, ma un cuore puro e umile al servizio dell'altro, fratello e compagno di viaggio.

2- Gesù non "insegna l'umiltà", riconosce in essa un valore e ci indica nell'amore verso il prossimo la strada da percorrere per seguirlo. Aderire al cattolicesimo significa amare il prossimo e ... amare Dio. Poi, l'uomo, decide sempre da sé... comunque.

Se nel mondo spargessimo senza troppa parsimonia i semi dell'umiltà e avessimo più mandeliani, confuciani, ghandiani,... il mondo sarebbe più giusto e il peso delle ingiustizie e privazioni ripartito equamente fra tutti.
Essere cristiani, secondo il dettato evangelico, significa anche questo... ma non solo.
Perchè Aderire al confucianesimo significherebbe odiare il prossimo o non aderire a nessuna religione significherebbe odiare il prossimo?

Se nel mondo spargessimo senza troppa parsimonia i semi dell'umiltà e avessimo più mandeliani, confuciani, ghandiani,... il mondo sarebbe più giusto e il peso delle ingiustizie e privazioni ripartito equamente fra tutti....

...Ragione per la quale il Vangelo è relativo.
ma no Sun Tzu, non ho scritto questo... e non capisco come tu abbia  inteso questo (o come io abbia dato ad intendere questo... ma ci sta visto il tempo risicato col quale posso seguire la discussione... e se così fosse mi scuso per la poca chiarezza).
Chi aderisce al confucianesimo (bontà, giustizia, umiltà, amore per il prossimo a parte) non crede nel Dio cristiano.
I due comandamenti (che riassumono tutti gli altri) per il cristiano sono 1)ama Dio sopra ogni cosa, 2) ama il prossimo tuo come te stesso...
Amare il prossimo non basta. Amare il prossimo può anche (cosa lodevolissima) chi aderisce al confucianesimo.

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Re: Ascoltare i credenti (a volte) mi fa tornare bambino

Messaggio Da Sun Tzu il Gio 5 Dic - 14:20

jillo ha scritto:
Sun Tzu ha scritto:
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Sun Tzu ha scritto:
1-Anche Gandhi era umile,anche Confucio era umile,anche Mandela e  numerosi atei erano umili.Perciò non è necessario essere cristiani,ghandiani o confuciani o mandeliani o atei, per essere umili.Si potrebbe esserlo ma essere ugualmente non umili a prescindere.

2-La predica sull'umiltà non prevede necessariamente aderenza a religioni,per me l'uomo decide di se stesso,la giustificazione "io ti insegnerò l'umiltà" perchè questo dice la mia divinità,non la comprendo.
1- L'umiltà non è rivendicata dal cattolicesimo come una prerogativa propria ed esclusiva.
forse non era chiaro il senso del mio intervento. Rispondevo a questo:
cosmos ha scritto: Quando ascolto un credente, riaffiora in me una parte di quella mentalità che ho abbandonato nell'adolescenza
Non è la mentalità bambina a dover caratterizzare (e non distinguere) il credente, ma un cuore puro e umile al servizio dell'altro, fratello e compagno di viaggio.

2- Gesù non "insegna l'umiltà", riconosce in essa un valore e ci indica nell'amore verso il prossimo la strada da percorrere per seguirlo. Aderire al cattolicesimo significa amare il prossimo e ... amare Dio. Poi, l'uomo, decide sempre da sé... comunque.

Se nel mondo spargessimo senza troppa parsimonia i semi dell'umiltà e avessimo più mandeliani, confuciani, ghandiani,... il mondo sarebbe più giusto e il peso delle ingiustizie e privazioni ripartito equamente fra tutti.
Essere cristiani, secondo il dettato evangelico, significa anche questo... ma non solo.
Perchè Aderire al confucianesimo significherebbe odiare il prossimo o non aderire a nessuna religione significherebbe odiare il prossimo?

Se nel mondo spargessimo senza troppa parsimonia i semi dell'umiltà e avessimo più mandeliani, confuciani, ghandiani,... il mondo sarebbe più giusto e il peso delle ingiustizie e privazioni ripartito equamente fra tutti....

...Ragione per la quale il Vangelo è relativo.
ma no Sun Tzu, non ho scritto questo... e non capisco come tu abbia  inteso questo (o come io abbia dato ad intendere questo... ma ci sta visto il tempo risicato col quale posso seguire la discussione... e se così fosse mi scuso per la poca chiarezza).
Chi aderisce al confucianesimo (bontà, giustizia, umiltà, amore per il prossimo a parte) non crede nel Dio cristiano.
I due comandamenti (che riassumono tutti gli altri) per il cristiano sono 1)ama Dio sopra ogni cosa, 2) ama il prossimo tuo come te stesso...
Amare il prossimo non basta. Amare il prossimo può anche (cosa lodevolissima) chi aderisce al confucianesimo.
E chi ha stabilito che non basta?Il vangelo,ma stante al fatto che tu segui il vangelo e confucio segue il cielo.L'uno non ha più autorità dell'altro.

Il mondo potrebbe essere giusto anche con persone che non necessariamente seguirebbero il vangelo,stante così le cose mi pare proprio che il" giusto" è relativo all'uomo non a un Dio.
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Re: Ascoltare i credenti (a volte) mi fa tornare bambino

Messaggio Da jillo il Gio 5 Dic - 14:52

Sun Tzu ha scritto:
jillo ha scritto:
Sun Tzu ha scritto:
jillo ha scritto:
ma no Sun Tzu, non ho scritto questo... e non capisco come tu abbia  inteso questo (o come io abbia dato ad intendere questo... ma ci sta visto il tempo risicato col quale posso seguire la discussione... e se così fosse mi scuso per la poca chiarezza).
Chi aderisce al confucianesimo (bontà, giustizia, umiltà, amore per il prossimo a parte) non crede nel Dio cristiano.
I due comandamenti (che riassumono tutti gli altri) per il cristiano sono 1)ama Dio sopra ogni cosa, 2) ama il prossimo tuo come te stesso...
Amare il prossimo non basta. Amare il prossimo può anche (cosa lodevolissima) chi aderisce al confucianesimo.
E chi ha stabilito che non basta?Il vangelo,ma stante al fatto che tu segui il vangelo e confucio segue il cielo.L'uno non ha più autorità dell'altro.

Il mondo potrebbe essere giusto anche con persone che non necessariamente seguirebbero il vangelo,stante così le cose mi pare proprio che il" giusto" è relativo all'uomo non a un Dio.
Aspè Sun, mi sa che qui stiamo pasticciando con le parole.

Basta eccome amare il prossimo! Ma basta per essere delle brave e buone persone.
Per noi cristiani  per essere tali significa anche riconoscere in Gesù il Figlio e significa amare Dio sopra goni cosa.

1 Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente" (Mt 22,37). Fa immediatamente eco alla solenne esortazione: « Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo" (Dt 6,4).
Dio ha amato per primo. L'amore del Dio unico è ricordato nella prima delle "dieci parole". I comandamenti poi esplicitano la risposta d'amore che l'uomo è chiamato a dare al suo Dio. 

2 "Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri" (Gv 13,34).
Chi ama il suo simile ha adempiuto la legge. Infatti, il precetto: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non desiderare e qualsiasi altro comandamento, si riassume in queste parole: Amerai il prossimo tuo come te stesso. L'amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è l'amore" (Rm 13,8-10).

Ecco chi lo ha stabilito. Questi comandamenti non sono imposti a nessuno ma sono accolti solo da chi vuole accoglierli.

- quanto al fatto che affinché il mondo possa reggersi su regole giuste ed eque non occorre che si sia tutti cristiani, mi pare ovvio. Ma sul concetto di giustizia concedimi questa considerazione da credente:
Quanto è giusto agli occhi di Dio è giusto agli occhi dei giusti (credenti o non credenti)Quanto è "giusto" agli occhi degli uomini, non sempre è giusto agli occhi di Dio.
Giustizia umana e giustizia divina non sempre coincidono.

jillo
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Re: Ascoltare i credenti (a volte) mi fa tornare bambino

Messaggio Da Sun Tzu il Gio 5 Dic - 15:58

jillo ha scritto:
Sun Tzu ha scritto:
jillo ha scritto:
Sun Tzu ha scritto:
jillo ha scritto:
ma no Sun Tzu, non ho scritto questo... e non capisco come tu abbia  inteso questo (o come io abbia dato ad intendere questo... ma ci sta visto il tempo risicato col quale posso seguire la discussione... e se così fosse mi scuso per la poca chiarezza).
Chi aderisce al confucianesimo (bontà, giustizia, umiltà, amore per il prossimo a parte) non crede nel Dio cristiano.
I due comandamenti (che riassumono tutti gli altri) per il cristiano sono 1)ama Dio sopra ogni cosa, 2) ama il prossimo tuo come te stesso...
Amare il prossimo non basta. Amare il prossimo può anche (cosa lodevolissima) chi aderisce al confucianesimo.
E chi ha stabilito che non basta?Il vangelo,ma stante al fatto che tu segui il vangelo e confucio segue il cielo.L'uno non ha più autorità dell'altro.

Il mondo potrebbe essere giusto anche con persone che non necessariamente seguirebbero il vangelo,stante così le cose mi pare proprio che il" giusto" è relativo all'uomo non a un Dio.
Aspè Sun, mi sa che qui stiamo pasticciando con le parole.

Basta eccome amare il prossimo! Ma basta per essere delle brave e buone persone.
Per noi cristiani  per essere tali significa anche riconoscere in Gesù il Figlio e significa amare Dio sopra goni cosa.

1 Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente" (Mt 22,37). Fa immediatamente eco alla solenne esortazione: « Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo" (Dt 6,4).
Dio ha amato per primo. L'amore del Dio unico è ricordato nella prima delle "dieci parole". I comandamenti poi esplicitano la risposta d'amore che l'uomo è chiamato a dare al suo Dio. 

2 "Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri" (Gv 13,34).
Chi ama il suo simile ha adempiuto la legge. Infatti, il precetto: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non desiderare e qualsiasi altro comandamento, si riassume in queste parole: Amerai il prossimo tuo come te stesso. L'amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è l'amore" (Rm 13,8-10).

Ecco chi lo ha stabilito. Questi comandamenti non sono imposti a nessuno ma sono accolti solo da chi vuole accoglierli.

- quanto al fatto che affinché il mondo possa reggersi su regole giuste ed eque non occorre che si sia tutti cristiani, mi pare ovvio. Ma sul concetto di giustizia concedimi questa considerazione da credente:
Quanto è giusto agli occhi di Dio è giusto agli occhi dei giusti (credenti o non credenti)Quanto è "giusto" agli occhi degli uomini, non sempre è giusto agli occhi di Dio.
Giustizia umana e giustizia divina non sempre coincidono.
Ma abbiamo detto che esistono uomini che non hanno avuto necessità del Vangelo per essere "buone e brave" persone.Quindi se sono brave e buone persone senza che conoscano nè il vangelo nè Gesù Cristo allora non serve tale necessità,non è necessario per essere buone e brave persone nè il Vangelo nè Gesù Cristo.Salvo che non ci si illuda di essere più buoni e più bravi perchè si legge il Vangelo.

Per i confuciani lo ha stabilito confucio.Per gli islamaici lo ha stabilito maometto.Per me invece,bhè diciamo che le fallacia ad autorictas sono sempre fallacie ad autorictas.

Per noi ma non per loro.Per loro ma non per noi. (relativo)

In ogni caso hanno parlato esseri umani non dei,ciascuno poi li ha chiamati dei in virtù della cultura in cui è nato.

Perchè un cristiano che ama il suo Dio è più buono o bravo di un islamico che ama il suo Dio?

Dipende dal sistema di riferimento da cui parti.

"Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te" (Gesù Cristo)

“Quello che non auguri a te stesso, non augurarlo agli altri.” (Confucio)

Direi che puoi renderti conto di come nessuno abbia il "monopolio etico."
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Re: Ascoltare i credenti (a volte) mi fa tornare bambino

Messaggio Da jillo il Gio 5 Dic - 19:26

Il Vangelo, il Dio cristiano,  non pretende affatto rendere le persone più buone, trasformarle in brava gente. 
"Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di commensali"


Dove è scritto "siate buoni"! Non c'è scritto. 
Il comandamento di amore tra fratelli non ci rende più buoni, ci rende solo umani.

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Re: Ascoltare i credenti (a volte) mi fa tornare bambino

Messaggio Da holubice il Gio 5 Dic - 20:07

alberto ha scritto:
jillo ha scritto:..."...Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me" , "chi è il più piccolo tra tutti voi, questi è il più grande" , "la grandezza sta nel servire, non nell'essere serviti".
a parte il non sequitur.
prendo l'ultima frase e mi chiedo: perché la grandezza sta nel servire? se uno serve, c'è uno che viene servito. perché uno è bene e uno è male? perché il più piccolo tra voi - cioè: il più ingenuo? il più ignorante? il più "semplice"? il più "spontaneo"? - poi sarà il più grande? quindi se sarà il più grande diventerà cattivo?

insomma: siamo sempre lì: si vuole una persona umile, che non si fa domande, privo di ambizione (come se fosse una cosa negativa!), che subisce, che sopporta. così sarà grande nel regno dei cieli... nel frattempo prendendosela in tasca in questo mondo quadiffidente
Perchè in questo mondo ci sono, purtroppo due sole categorie:


  • I butta in culo
  • I piglia in culo

E' brutto, ma è così.

Ti sei messo mai ad osservare come si comporta uno dei cosidetti 'arrivati'? Sono sicuro che non ti siano sfuggite certe dinamiche, certi metodi, certe strategie, certe abilità nel costruire cordate per raggiungere una determinata posizione o poltrona. E' un film che si ripete sempre con lo stesso canovaccio, qualunque sia lo sfondo, sipario, settore.

Una persona ricca ti potrebbe anche offire un giorno da bere. Ma sta sicuro che prima o poi te lo rinfaccerà...

Ab uno disce omnis...
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Re: Ascoltare i credenti (a volte) mi fa tornare bambino

Messaggio Da cosmos il Gio 5 Dic - 21:11

holubice ha scritto:
Perchè in questo mondo ci sono, purtroppo due sole categorie:

  • I butta in culo
  • I piglia in culo

E' brutto, ma è così.
Dannatamente vero.
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Re: Ascoltare i credenti (a volte) mi fa tornare bambino

Messaggio Da cosmos il Gio 5 Dic - 21:14

Ma il Dio cristiano, come quello islamico, come quello raccontato da tante altre religioni, non è alla fine lo stesso Dio ripreso da culture differenti?

Voglio dire... un credente una volta mi ha detto che c'è tanta confusione a riguardo e che in realtà il Dio che si parla in tutte le religioni è sempre lo stesso.
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Re: Ascoltare i credenti (a volte) mi fa tornare bambino

Messaggio Da Rasputin il Gio 5 Dic - 21:19

cosmos ha scritto:Ma il Dio cristiano, come quello islamico, come quello raccontato da tante altre religioni, non è alla fine lo stesso Dio ripreso da culture differenti?

Voglio dire... un credente una volta mi ha detto che c'è tanta confusione a riguardo e che in realtà il Dio che si parla in tutte le religioni è sempre lo stesso.
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Re: Ascoltare i credenti (a volte) mi fa tornare bambino

Messaggio Da cosmos il Gio 5 Dic - 21:31

Rasputin ha scritto:
cosmos ha scritto:Ma il Dio cristiano, come quello islamico, come quello raccontato da tante altre religioni, non è alla fine lo stesso Dio ripreso da culture differenti?

Voglio dire... un credente una volta mi ha detto che c'è tanta confusione a riguardo e che in realtà il Dio che si parla in tutte le religioni è sempre lo stesso.
Balle.
Già, altrimenti il Dio cristiano, come quello musulmano dovrebbero far parte anche degli Dei delle religioni politeiste.
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Re: Ascoltare i credenti (a volte) mi fa tornare bambino

Messaggio Da cosmos il Gio 5 Dic - 21:33

jillo ha scritto:Hai abbandonato quella mentalità (sicuramente), o hai abbandonato quello spirito?
Perché una cosa è ragionare come bambini, altra è sforzarsi di tornare bambino e di sentire con un cuore di bambino.
Quando dialogo con un credente mi immedesimo in lui e conseguentemente mi ritornano a mente le idee e i pensieri della mia infanzia.

E' come tornare indietro nel tempo.
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Re: Ascoltare i credenti (a volte) mi fa tornare bambino

Messaggio Da *Valerio* il Gio 5 Dic - 21:50

jillo ha scritto:Il Vangelo, il Dio cristiano,  non pretende affatto rendere le persone più buone, trasformarle in brava gente. 
"Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di commensali"


Dove è scritto "siate buoni"! Non c'è scritto. 
Il comandamento di amore tra fratelli non ci rende più buoni, ci rende solo umani.
Comandamento = imposizione

Ma lasciamo perdere, mi chiedo per l'ennesima volta perchè vi ostinate tanto nel continuare a ripetere frasi come queste che vogliono dire tutto e, soprattutto in questo caso, un bel niente.
Se questo tuo intervento era una risposta a Sun Tzu, fossi in lui mi sentirei un po' preso in giro.

*Valerio*
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Re: Ascoltare i credenti (a volte) mi fa tornare bambino

Messaggio Da Sun Tzu il Ven 6 Dic - 7:30

jillo ha scritto:Il Vangelo, il Dio cristiano,  non pretende affatto rendere le persone più buone, trasformarle in brava gente. 
"Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di commensali"


Dove è scritto "siate buoni"! Non c'è scritto. 
Il comandamento di amore tra fratelli non ci rende più buoni, ci rende solo umani.
Bhè allora se la Bibbia non serve a trovare istruzioni etiche per essere più buoni piuttosto che cattivi che senso hanno i comandi?,non è necessario tornare come i bambini per essere più buoni o avere una "purezza di cuore" qualunque cosa significhi buono o purezza di cuore,io pensavo,che essere più buoni qui fosse inteso nella maniera ideale "più innocente",e collego il "più innocenti" con "più umili,ma evidentemente come dici mi sbaglio."Ma stante così le cose,e cioè "non si pretende di essere più buoni" allora non avrebbe senso "tornare come i bambini per essere più innocenti o più puri di cuore"(che sarebbe una forma di codifica etica detta magari in maniera poetica)..ma allora,non sequitur come ha detto alberto .La poiesi più umani significa umani migliori,essendo la stessa una similitudine retorica, quindi la parabola dei bambini non ha senso etico poiche la Bibbia non ha senso etico,ma se non ha senso etico non si capisce perchè tornare bambini,nello  stesso senso etico da te esposto ma anche negato.O meglio se la bibbia non ha senso etico allora non ha senso tornare come i bambini in senso etico (purezza di cuore).confused
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Re: Ascoltare i credenti (a volte) mi fa tornare bambino

Messaggio Da Sun Tzu il Ven 6 Dic - 8:27

holubice ha scritto:
Perchè in questo mondo ci sono, purtroppo due sole categorie:


  • I butta in culo
  • I piglia in culo

E' brutto, ma è così.
Non offenderti (potresti ma è solo una domanda di logica)se ti faccio una domanda rispetto a questa strana affermazione su cui non sono convinto:

Tutti (in quanto solo questi ci sarebbero=solo) sono "o butta in culo  o piglia in culo",e brutto ma è così.

Ma se tutti nessuno escluso sono così,sei un butta in culo o un piglia in culo?

Io non nè sono convinto penso che non ci siano solo butta in culo e piglia in culo,ma anche chi non è un butta in culo nè è un piglia in culo. Non è una visione della vita troppo negativa?E poi non penso che i miei genitori siano per esempio butta in culo o piglia in culo,ammettendo pur di esserlo io almeno qualche altro escluderebbe il "Solo x o y". Secondo te,sei proprio sicuro che dell'umanità possa solo dirsi questo?

In questo senso per me:Falsa Dicotomia

Un pò,Come non riesco a capire perchè per le religioni tutti sono diavoli o streghe
,e poi ci siamo anche siamo anche noi licenziosi libertini brilli .Ma sono O.T
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Re: Ascoltare i credenti (a volte) mi fa tornare bambino

Messaggio Da mix il Ven 6 Dic - 12:14

quando la rappresentazione della realtà diventa un po' difficile, l'anima semplice rifugge la complessità e si rifugia nelle semplificazioni e nelle favoletta precostituite largamente diffuse tra quelle come loro.
cosa potrà ottenere chi le richiama alla logica ed alla razionalità? parlando una lingua per loro aliena, che fa paura ed è straniera?
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Re: Ascoltare i credenti (a volte) mi fa tornare bambino

Messaggio Da jillo il Ven 6 Dic - 13:33

Sun Tzu ha scritto:
Bhè allora se la Bibbia non serve a trovare istruzioni etiche per essere più buoni piuttosto che cattivi che senso hanno i comandi? ,non è necessario tornare come i bambini per essere più buoni o avere una "purezza di cuore" qualunque cosa significhi buono o purezza di cuore,io pensavo,che essere più buoni qui fosse inteso nella maniera ideale "più innocente", e collego il "più innocenti" con "più umili, ma evidentemente come dici mi sbaglio. "Ma stante così le cose, e cioè "non si pretende di essere più buoni" allora non avrebbe senso "tornare come i bambini per essere più innocenti o più puri di cuore"(che sarebbe una forma di codifica etica detta magari in maniera poetica)..ma allora,non sequitur come ha detto alberto .La poiesi più umani significa umani migliori, essendo la stessa una similitudine retorica, quindi la parabola dei bambini non ha senso etico poiche la Bibbia non ha senso etico, ma se non ha senso etico non si capisce perchè tornare bambini,nello  stesso senso etico da te esposto ma anche negato.O meglio se la bibbia non ha senso etico allora non ha senso tornare come i bambini in senso etico (purezza di cuore).
 

Premessina : la “poiesi mancata” più umani non significa umani migliori. Infatti non ho scritto “più umani” come hai invece deliberatamente tradotto tu. Ho scritto umani. Anzi, ho proprio scritto “solo” umani. Non ho posto in comparazione umani cattivi con umani buoni e umani buoni con umani migliori e più buoni ancora. Ho anche aggiunto “non ci rende più buoni”.
Amare il prossimo ci rende “solo” umani. L’umanità può infatti reggersi solo nell’amore per l’altro… amore per l’altro riversato nella solidarietà, nella vicinanza agli ultimi, nel dialogo coi lontani, nelle scelte equo solidali, nella carità… e se è gesto d’amore non è gesto interessato.
Senza amore, e tutto quando l’amore produce, l’umanità non si regge. Infatti non regge e lo vediamo.  Holubice ha ben sintetizzato.
Fine premessina.


Se nel Vangelo non troviamo (e lo ribadisco)  il comandamento di essere buoni ( semmai leggiamo “Perché mi chiami maestro buono, nessuno è buono se non il Padre mio che è nei cieli”) non significa che la Bibbia (compresi i suoi comandamenti che chiami in causa) non abbia un valore etico.

L’Antico Testamento, in particolare attraverso l’attività dei profeti, esorta tutta il popolo a vivere nella giustizia, nella carità , nella fede, nella compassione per i sofferenti, nella ricerca della pace.
Queste sono le virtù cui i profeti esortano ad indirizzare lo sguardo. L’etica è una virtù retta dall’amore.
La lealtà civica è anch’essa dovere,  quando anche fosse rivolta  ad un reggente straniero (Ger. 29.7). "Impara a fare del bene" (Isa. 1.17); in tal modo la fine del tempo sarà una di pace e di giustizia; non ci saranno più guerre (Isa. 2.2...).


Colossesi 3:1-6:” Se dunque siete stati risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassù dove Cristo è seduto alla destra di Dio... Fate dunque morire ciò che in voi è terreno: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e cupidigia, che è idolatria. Riassume in qualche modo, per principi generali l’etica cristiana…
Principi da interpretare ed attualizzare ai nostri tempi.


La scienza definisce l’etica come “una serie di principi morali, lo studio della moralità.” Perciò l’etica cristiana riguarda i principi che derivano dalla fede cristiana e che guidano le nostre azioni… azioni che ovviamente non possono essere tipizzate e inquadrate in una casistica interminabile di situazioni, ma di volta in volta valutate alla luce di principi generali forniti dalla Scritture dai quali,  noi cristiani, traiamo i principi etici.
Ora il tornare alla semplicità, all’umiltà di cuore dei bambini non significa regredire, né, come Odifreddi asserisce citando Paolo nel suo “Perché non possiamo essere cristiani”, rileva incoerenza con l’essere cristiani … Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato. (Prima lettera di Paolo ai Corinzi, cap 13,11).
E a questa castroneria mi riferivo nella domanda volta a Cosmos nel mio post originario (pensare e ragionare da bambini è diverso , caro Odifreddi, dal sentire da bambini),
ma non esprime necessariamente una esortazione alla “bontà”. Semmai la necessità di tornare a quella condizione per comprendere quello che Cristo ha detto e fatto… infatti  “Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli”… Tornare come bambini significa recuperare la “vista e l'udito dell'anima” per risollevarci e “tornare” a guardare in alto.
Quella purezza non ci rende necessariamente “buoni” (forse, ma non è questo il rilievo fondamentale che qui vuole toccare Gesù) ci rende capaci di recepire quanto altrimenti resterebbe nascosto, ci rende quindi cristiani, ossia aperti all’accoglimento della sua parola... buoni o meno buoni che noi si sia...


jillo
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