i forconi

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Re: i forconi

Messaggio Da paolo1951 il Sab 21 Dic - 23:13

La ricerca la fanno i privati per il profitto economico, gli stati per esigenze militari... quella in cui jessica vuole "investire" destinando soldi pubblici alla scuola italiana, è una cosa tutta diversa che si chiama piuttosto "clientelismo":
cioè visto che voglio il tuo voto ti finanzio la tua interessantissima ricerca sullo studio delle mestruazioni delle formiche.

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Re: i forconi

Messaggio Da silvio il Sab 21 Dic - 23:31

La scuola in Italia cade in pezzi, siamo arrivati un po all'estremo, non vanno le strutture, i servizi, qualche cosa deve essere fatta.

silvio
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Re: i forconi

Messaggio Da paolo1951 il Dom 22 Dic - 8:45

silvio ha scritto:La scuola in Italia cade in pezzi, siamo arrivati un po all'estremo, non vanno le strutture, i servizi, qualche cosa deve essere fatta.
Sì, ma qui nessuno cerca di fare "qualche cosa" per la SCUOLA, semmai si vuole fare qualche cosa solo per gli INSEGNANTI.
Pensi sia servito alla "scuola" abolire i concorsi per sostituirli con i corsi abilitanti?
Pensi sia servito alla scuola mettere 3 maestri dove ce n'era uno?
Pensi sia servito alla scuola creare una classe di insegnati di "sostegno" in massima parte capaci di sostenere un cazzo! ?

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Re: i forconi

Messaggio Da silvio il Dom 22 Dic - 8:59

Si sono d'accordo, ma non giustifica il fatto, che i nostri figli devono fare i conti con una pubblica amministrazione del genere.
Io spero che da qualche parte venga una vera rivolta a tutto ciò.

silvio
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Re: i forconi

Messaggio Da paolo1951 il Dom 22 Dic - 9:52

silvio ha scritto:Si sono d'accordo, ma non giustifica il fatto, che i nostri figli devono fare i conti con una pubblica amministrazione del genere.
Io spero che da qualche parte venga una vera rivolta a tutto ciò.
Questo è il problema: cosa determina una vera "rivoluzione"?
Paradossalmente direi che non furono mai le "rivolte popolari"... questo nel bene come nel male.
La rivoluzione francese per esempio diede veramente frutti per tutta l'Europa quando divenne la dittatura illuminata di Napoleone, la rivoluzione russa trionfò grazie al colpo di stato militare di un Trotzki, alla dittatura spietata di Stalin che cinicamente attese il momento favorevole per esportarla in mezzo mondo con la forza dell'Armata Rossa ... il "popolo" è conformista e conservatore, non "rivoluzionario".
Per questo non credo ai "forconi".

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Messaggio Da loonar il Dom 22 Dic - 11:19

quoto Paolo51
anche sulla scuola

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Re: i forconi

Messaggio Da Paolo il Dom 22 Dic - 11:31

Tute le rivoluzioni sono sempre state fatte da un esigua minoranza, quasi un élite, e le masse si fanno poi trascinare e condizionare. Così dal fascismo al nazismo o alla rivoluzione russa o cinese. Non credo però che siano i forconi questa élite!!

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Re: i forconi

Messaggio Da jessica il Dom 22 Dic - 11:44

lurkator ha scritto:hysterical
Lo sviluppo e l'economia del paese lo portano avanti le persone che si fanno il culo dalla mattina alla sera, cioè quelle che pagano anche i vostri stipendi da mantenuti. E avete pure il coraggio di lamentarvi.

paolo1951 ha scritto:La ricerca la fanno i privati per il profitto economico, gli stati per esigenze militari... quella in cui jessica vuole "investire" destinando soldi pubblici alla scuola italiana, è una cosa tutta diversa che si chiama piuttosto "clientelismo":
cioè visto che voglio il tuo voto ti finanzio la tua interessantissima ricerca sullo studio delle mestruazioni delle formiche.
l'allievo aveva superato il maestro, ma poi per fortuna paolo è riuscito a ripigliarsi con questa mossa formidabile.
la ricerca la fanno i privati? ma in che paese? in italia i privati pretendono che la ricerca la faccia il pubblico, con soldi pubblici per le esigenze dei privati... e ovviamente non dev'essere ricerca di base o sulle mestruazioni delle formiche, perchè vogliamo roba in grado di generare ricchezza ora, subito. "i soldi per la ricerca devono essere indirizzati a questo" disse il vice del ministro dello sviluppo ed economia del governo b. invitato a una riunione dei pezzigrossi dell'ateneo. e questo era un pezzo meccanico che aveva estratto dalla tasca. industria, impresa, economia. per voi non c'è altro. manco riuscite ad alzare la testa di qualche centimetro e rendervi conto che tutto quello che vi permette di portare la pagnotta a casa oggi è merito di qualche stronzo che ieri ha studiato ciò che considerate "mestruo delle formiche". e con buona probabilità finanziato da soldi pubblici.

lurkatore, immagino che quello che si fa il culo dalla mattina alla sera saresti tu, mi sfugge al momento chi sarebbero i mantenuti, forse puoi chiarire... ma giusto per curiosità, se vuoi dirlo, quale sarebbe questo duro lavoro da tiracarretta?

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Re: i forconi

Messaggio Da silvio il Dom 22 Dic - 12:35

paolo1951 ha scritto:
silvio ha scritto:Si sono d'accordo, ma non giustifica il fatto, che i nostri figli devono fare i conti con una pubblica amministrazione del genere.
Io spero che da qualche parte venga una vera rivolta a tutto ciò.
Questo è il problema: cosa determina una vera "rivoluzione"?
Paradossalmente direi che non furono mai le "rivolte popolari"... questo nel bene come nel male.
La rivoluzione francese per esempio diede veramente frutti per tutta l'Europa quando divenne la dittatura illuminata di Napoleone, la rivoluzione russa trionfò grazie al colpo di stato militare di un Trotzki, alla dittatura spietata di Stalin che cinicamente attese il momento favorevole per esportarla in mezzo mondo con la forza dell'Armata Rossa ... il "popolo" è conformista e conservatore, non "rivoluzionario".
Per questo non credo ai "forconi".

Una guida ci vuole, anche perché il problema del singolo si risolve nel quadro del suo mondo personale, invece qui parliamo di una intera società.
Partendo dalla premessa che l'Italia ha tutte le carte per riprendersi e non è un sogno,perché noi abbiamo una cultura del fare, dell'inventare, della tecnica, della produzione artistica, industriale, artigianale, agricola e via così, ma qualcosa la blocca.
Ora il compito di analizzare e spiegare se possibile il perché di questo blocco, di mancato sviluppo è una manchevolezza di cui il Governo , l' Informazione pubblica e privata, ecc...  sono responsabili.
Abbiamo Università, Istituti di Ricerca, tipo CNR ecc..., che non riescono a produrre uno straccio di documento che abbia un minimo valore.
Io stesso se devo essere sincero ho difficoltà a comprendere lo stato delle cose, pur andando a guardare ISTAT, CENSIS, CONFINDUSTRIA, SINDACATI, ecc....
Mi chiedo perché il Governo non abbia la capacità di tirare fuori un centro studi che abbia la forza morale di analizzare con rigore la crisi, soprattutto produttiva e indirizzare verso prodotti, regione per regione, comune per comune, che abbiano un valore nell'attuale mercato.
Anche per indirizzare le politiche economiche in modo razionale.
Perché il punto é sempre la capacità di produrre cose serie che portino ricchezza.
Noi oggi abbiamo bisogno di una guida capace e seria, che non viene da sola, ma anche dalla associazione di persone che abbiano una reale esigenza di cambiamento.
I forconi possono essere un momento di partenza, come i 5 stelle, in fondo lo stesso Renzi, che perlomeno indicano la necessità di liberarsi da certo vecchiume.

silvio
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Re: i forconi

Messaggio Da Griiper McCloubit il Dom 22 Dic - 14:00

Silvio dici bene, le potenzialità ci sono, nonostante la carenza di materie prime.
Ma il problema secondo me è che non si tratta solo di rimuovere il vecchiume, che sarebbe un problema temporaneo, ma di cambiare mentalità.
Abbiamo acquisito la mentalità distorta di un "do ut des" finalizzato solo a scopi utilitaristici e corta visuale. Cambiare non sarà un processo facile, nè a breve termine nè indolore.
Quasi come liberarsi dal giogo religioso.
Ce la si può fare e da qualche parte bisogna pure iniziare, anche con il rischio di sbagliare, che è comunque meglio dell'immobilismo.

Griiper McCloubit
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Re: i forconi

Messaggio Da Akka il Lun 23 Dic - 0:51

va be' dai, che l' italia sia tra gli stati dell' ue che investono meno in ricerca non è una novità(in più spende male, distribuendo i finanziamenti a pioggia e non secondo i risultati prodotti! ma qui in italia siamo tutti belli e buoni uguali, indipendentemente da quello che si fa o non si fa)

però è anche vero che le grandi industrie, per interessi loro, finanziano la ricerca, e così in tutto il mondo civile

il dramma è che in italia entrambe queste cose avvengono poco, quando invece dovremmo spendere tanto, anzi tantissimo in ricerca e in innovazione, visto che è l' unica via percorribile

noi siamo un paese importatore, materie prime non ne abbiamo, quindi dobbiamo trasformare ed esportare se vogliamo tirare a campare, però non possiamo certo competere coi prezzi di cinesi, vietnamiti e compagnia bella.. quindi? quindi dovremmo produrre beni con un grande valore aggiunto, cioè beni che una volta lavorati valgano molto di più delle singole materie prime di cui sono costituiti, ma per farlo bisogna investire proprio in ricerca e innovazione, ed essere un passo avanti agli altri(aimè è il contrario..)

insomma, non possiamo importare merci per produrre ciò che produce anche la cina, quindi, finchè abbiamo ancora un vantaggio rispetto ai cinesi, dovremmo sfruttarlo proprio investendo in ricerca e innovazione, cercando sempre di proporre qualcosa di innovativo

ma l' italia è totalmente scollegata da questi meccanismi di competizione, in italia non piacciono nè la competizione nè l' innovazione... a noi ci piace la politica che distribuisce... ma ormai sta per finire pure questo

tra un po' non avremo più nè un' economia di mercato(e tantomeno un' economia di mercato competitiva) nè una politica socialista che distribuisce risorse(perchè non potrà più farlo, non possiamo più fare debito!! abbiamo firmato accordi molto chiari con l' ue su questo e introdotto il pareggio di bilancio in costituzione)

qualcuno aveva sperato(ingenuamente, e pure io c' ho sperato, soprattutto dopo la sfiorata catastrofe dello spread a 675!!) che entrando nell' euro, non potendo più inondare di moneta il mercato, non potendo più fare debito a volontà, non potendo più spendere ciò che non avevamo, non potendo più sprecare con tanta disinvoltura ecc.. la politica sarebbe stata costretta ad autodisciplinarsi, ebbene non è stato così, piuttosto di rinunciare a qualcosa loro(e il loro sistema clientelare) tagliano i posti letto negli ospedali, l' austerità non ha funzionato

non ci sono le condizioni materiali per la ripresa stando così le cose

Akka
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