L'uomo o la società?

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Re: L'uomo o la società?

Messaggio Da mix il Sab 14 Dic - 21:00

compasso ha scritto:Bah, 3d buttato al cesso.... Peccato  bye
Perché questa reazione?
Se qualche argomento non ti interessa svilupparlo basta dirlo.
Per me il discorso OT si può chiudere senza tanto disturbo. Proprio nessuno anzi.
Vedendoti rispondere mi parevi interessato. Mi ha indotto a proseguire. Anche perché poteva sembrare scortese non farlo.
Ma sapere che non ti interessa mi induce invece a dimenticarmene completamente senza nessun indugio.

mix
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Re: L'uomo o la società?

Messaggio Da Masada il Dom 15 Dic - 13:47

compasso ha scritto:Masada

Riporto un passo di una intervista di Matteo Corsini del movimento libertario come risposta al tuo intervento
...
L’autentica coesione può esserci solo se ognuno non vede nell’altro né uno da sfruttare, né uno sfruttatore. Per questo lo Stato deve togliersi di mezzo dalle interazioni sociali degli individui.

Matteo Corsini del movimento libertario.

ci sta, ma come si fa in concreto, come si favorisce l'autentica coesione?
credi davvero che basti eliminare lo stato per ottenere magicamente questo effetto, di avere esseri umani che non considerano gli altri come persone da sfruttare o da cui si viene sfruttati?

non noti il paradosso che lo stato esiste proprio per evitare che singoli potenti si impadroniscano del diritto come in epoca feudale?

secondo me quindi questa analisi dice cose vere ma le mette insieme e arriva a conclusioni improprie.
perchè non è lo stato il colpevole.
sono i singoli cittadini che hanno gestito lo stato, scritto quelle leggi... le loro motivazioni, la loro cultura...

non è lo stato in sè, è lo stato dello stato italiano...

e come si può affermare che lo stato deve togliersi di mezzo dalle interazioni sociali quando dovrebbe esserne il garante, il formalizzatore, il facilitatore, l'espressione sintetica proprio di queste molteplici interazioni,... quando è lo stato che stila i programmi delle discipline della scuola e quindi condiziona la cultura dominante necessariamente, stabilisce e favorisce una idea di uomo, seppur non rigidamente definita come nello stato etico?


non so, mi sembra un discorso che parte da contenuti giusti, li mixa a suo modo, trova causa-effetto semplicistici, e poi arriva a una conclusione utopica e contraddittoria in se stessa.

no?

però potresti farci un esempio di come "lo Stato deve togliersi di mezzo dalle interazioni sociali degli individui" magari in relazione a qualche articolo della costituzione di cui parli nel post.

Magari con un esempio capisco meglio il senso del discorso che ho probabilmente frainteso.


ciao.

Masada
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Re: L'uomo o la società?

Messaggio Da compasso il Lun 16 Dic - 9:02


L'autentica coesione e' ovviamente un obiettivo utopico..... Un credente cattolico, a mio avviso, non perderà mai questa sua "servitù" essendo una connotazione della sua fede. Per conto mio immagino che sia realizzabile una "semplice" convivenza di diversi, una laicità rispettosa.... e che potremmo come atei favorire il passaggio da una visione centrata sulla società/Stato ad una centrata sull'uomo, col nostro l'impegno civile.
Anche eliminare lo Stato e' un obiettivo utopico di sapore anarchico. Seppure il libertarismo e' stato associato spesso all'anarchia non credo che il Corsini intenda "eliminare" completamente lo Stato. Per conto mio sono d'accordo con te che "resti". E' pur sempre un bene/prodotto che soddisfa alcuni bisogni dell'uomo, necessitato dal fatto che questi vive con gli altri e non da solo. Certo, se consideriamo che il rapporto fra cittadino e Stato in Italia viene disciplinato da qualcosa come 150.000 fra leggi, regolamenti e quant'altro a fronte di soli 5.000 della Francia, Germania, Inghilterra.... Qualcosa vorrà pur dire: una eccessiva presenza dello Stato forse? E qui molto può essere fatto, credo, senza che si cada in conflitti ideali pretestuosi

compasso
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