Kyenge e Turco, pazza idea: "Quote nere nel lavoro"

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Messaggio Da massi76 il Sab 21 Dic 2013 - 11:13

verde per la definizione di ateismo. verde per la difesa dell'ateismo.  ok

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Re: Kyenge e Turco, pazza idea: "Quote nere nel lavoro"

Messaggio Da silvio il Sab 21 Dic 2013 - 11:16

Comunque sarà la natura a fare il suo corso, nel senso che le scelte anche delicate come il tema degli immigrati saranno dettate dalla più bieca legge della sopravvivenza, se non c'è posto per tutti alla fine i più forti, i più determinati, salveranno la pelle, magari mascherandosi per benefattori, di escamotage etico morali c'è ampia scelta.
Credo che come al solito manchiamo di ragionevole equilibrio, non affrontando il problema alla radice, cosa non facile d'accordo, ma almeno aprendo un dibattito serio senza odiose ideologie.

E' chiaro che non si può accogliere tutto il mondo in crisi, non ci sono le risorse sufficienti.

E' nostro dovere vivere in armonia con tutti, perché è funzionale ad una vita migliore e speranza per chi verrà in futuro, quindi dobbiamo porci il problema del disagio di milioni di persone, nessuno ha una ricetta, ma almeno incrementare i programmi di cooperazione e sviluppo dei paesi del terzo mondo, cercando di trovare forme di equilibrio, spostando certe produzioni in quei paesi, cioè portando lavoro, e fare accordi esclusivi commerciali in cambio.

silvio
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Re: Kyenge e Turco, pazza idea: "Quote nere nel lavoro"

Messaggio Da loonar il Sab 21 Dic 2013 - 11:31

le uniche soluzioni possibili sono nell'ordine:

1-fine della pressione economica dell'occidente sui paesi sfruttati
2-nascita di una "borghesia/quadri medi" nei paesi sfruttati economicamente dai paesi occidentali
3-decremento demografico nei paesi sfruttati economicamente dai paesi occidentali


questi 3 punti, saranno il volano necessario affinchè si determini un equilibrio economico tale da far regredire i flussi migratori, rendendo possibile e fruttuosa la vita in quei paesi; tutto il resto, a mio modesto parere, sono chiacchiere da bar.

loonar
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Re: Kyenge e Turco, pazza idea: "Quote nere nel lavoro"

Messaggio Da paolo1951 il Sab 21 Dic 2013 - 11:36

Akka ha scritto:ma voglio dire, i problemi dell' europa sono dovuti all' immigrazione!!?? al mescolamento delle ''razze''?? se preservassimo la razza pura in italia usciremmo dalla crisi?? che discorsi sono! è follia

il fatto è che quando c'è crisi, e quando tutti stanno meno bene di qualche tempo prima, tanti si mettono in testa che il problema siano i senegalesi, i siriani, i marocchini e gli albanesi...

ma state tranquilli che non sono certo i siriani a portarvi via quei 4 soldi che c' avete in banca, e di certo i soldi che vi portano via non vanno ai siriani, statene pur certi, perchè se queste sono le vostre paure non c'è davvero nulla da temere!

è ben altra la gente da temere!! e tutta italaina!!
Tutto vero Akka... ma non è questo il punto, almeno personalmente il pericolo lo vedo nel rinunciare alla nostra cultura liberale-laica a favore di un terzomondismo che ci presenta come progresso un ritorno al medioevo.
Dopo la fatale crisi del comunismo, una certa sinistra non ha saputo far di meglio che sfogare il suo odio verso il capitalismo riscoprendo i valori del "buon selvaggio", o di società, culture che non sono riuscite ad andare aldilà del medioevo.
Arrivando a paradossi del tipo meglio Hamas a Gaza dello stato d'Israele. Meglio un Egitto "democraticamente" in mano a Morsi e alla Fratellanza mussulmana che sotto la dittatura di Mubarak. Aiutiamo i ribelli siriani... riserviamo "Il 10% di partiti, associazioni e imprese agli immigrati", cioè a Islamici o a persone che nei loro paesi di origine non riescono ancor oggi ad andare aldilà di una società tribale, che trattano la donna ben peggio di un animale domestico, che hanno un concetto troglodita della sessualità, della libertà, dei rapporti sociali.
Tutto questo al nobile scopo di distruggere quella orrenda società capitalistica, occidentale originata da Rinascimento ed Illuminismo.

... certo concordo, la gente da temere è tutta italiana (anzi direi più in generale europea), e per tornare al dilemma posto da Fux, molto più gli stupidi che i farabutti.

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Re: Kyenge e Turco, pazza idea: "Quote nere nel lavoro"

Messaggio Da Faria il Sab 21 Dic 2013 - 11:37

loonar ha scritto:le uniche soluzioni possibili sono nell'ordine:

1-fine della pressione economica dell'occidente sui paesi sfruttati
2-nascita di una "borghesia/quadri medi" nei paesi sfruttati economicamente dai paesi occidentali
3-decremento demografico nei paesi sfruttati economicamente dai paesi occidentali


questi 3 punti, saranno il volano necessario affinchè si determini un equilibrio economico tale da far regredire i flussi migratori, rendendo possibile e fruttuosa la vita in quei paesi; tutto il resto, a mio modesto parere, sono chiacchiere da bar.

te pareva che tutta la colpa è degli occidentali cattivi

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Re: Kyenge e Turco, pazza idea: "Quote nere nel lavoro"

Messaggio Da Griiper McCloubit il Sab 21 Dic 2013 - 11:40

paolo1951 ha scritto:
Se funzionassero... sì, potrebbero anche andare. Ma appunto non funzionano affatto.
Non ho detto né che la cosa a me piacerebbe, né tanto meno che si dovrebbe prendere questa strada!

A me sembra proprio che tu abbia detto quello...


paolo1951 ha scritto: [...] Per un ateo dire che una cosa "non funziona", non ha mai funzionato ed è convinto che non potrà mai funzionare, equivale esattamente, nel linguaggio del credente, a dire che è un crimine, che è moralmente inaccettabile.

A me sembra che questa sia una cazzata pazzesca.

A me sembra che a volte basti ammettere di aver detto una cazzata...

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Re: Kyenge e Turco, pazza idea: "Quote nere nel lavoro"

Messaggio Da paolo1951 il Sab 21 Dic 2013 - 11:44

loonar ha scritto:le uniche soluzioni possibili sono nell'ordine:

1-fine della pressione economica dell'occidente sui paesi sfruttati
2-nascita di una "borghesia/quadri medi" nei paesi sfruttati economicamente dai paesi occidentali
3-decremento demografico nei paesi sfruttati economicamente dai paesi occidentali


questi 3 punti, saranno il volano necessario affinchè si determini un equilibrio economico tale da far regredire i flussi migratori, rendendo possibile e fruttuosa la vita in quei paesi; tutto il resto, a mio modesto parere, sono chiacchiere da bar.
A parte il solito linguaggio "sinistro-buonista" che usa la parola "sfruttamento" e i suoi derivati più o meno come noi genovesi usiamo l'intercalare "belin"... potrei anche essere d'accordo, ma allora che fare in concreto?
Accoglierli qui o piuttosto aiutarli a casa loro?
... e un'altra domanda: cosa può indurre realmente gli "occidentali" ad aiutarli?
La diffusione di un nobile e disinteressato spirito umanitario o delle concrete prospettive di guadagno economico?

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Re: Kyenge e Turco, pazza idea: "Quote nere nel lavoro"

Messaggio Da Rasputin il Sab 21 Dic 2013 - 11:47

alberto ha scritto:
Rasputin ha scritto:okok

yukyuk  mgreen 

Comunque continuano a non piacermi i buonismi e la caccia alle streghe... wink.. 

_________________
Mi dissocio espressamente da tutte le dichiatrazioni da me rilasciate a partire da un'ora fa.
Qualunque somiglianza con la realtà è puramente casuale ed involontaria.
La pena di morte andrebbe applicata immediatamente e senza processo a chiunque, anche in tenera età, esprimesse il mero desiderio di diventare giudice o funzionario di qualsiasi categoria.

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Re: Kyenge e Turco, pazza idea: "Quote nere nel lavoro"

Messaggio Da paolo1951 il Sab 21 Dic 2013 - 11:50

Griiper McCloubit ha scritto:
paolo1951 ha scritto:
Se funzionassero... sì, potrebbero anche andare. Ma appunto non funzionano affatto.
Non ho detto né che la cosa a me piacerebbe, né tanto meno che si dovrebbe prendere questa strada!

A me sembra proprio che tu abbia detto quello...
A me invece sembra che tu non sappia leggere. Secondo te, se uno dice che una macchina non funziona, sta proponendo di acquistarla e di usarla?


Griiper McCloubit ha scritto:
paolo1951 ha scritto: [...] Per un ateo dire che una cosa "non funziona", non ha mai funzionato ed è convinto che non potrà mai funzionare, equivale esattamente, nel linguaggio del credente, a dire che è un crimine, che è moralmente inaccettabile.

A me sembra che questa sia una cazzata pazzesca.

A me sembra che a volte basti ammettere di aver detto una cazzata...
Ok a te sembra una cazzata pazzesca... e ora per favore dimmi anche il perché!


PS: ... se vuoi prova a spiegare il senso di frasi tipo questa: « È stato peggio di un crimine, è stato un errore. » (Talleyrand (o Fouché)).
Ho detto spiegare, che di certo non vuol dire condividere...

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Re: Kyenge e Turco, pazza idea: "Quote nere nel lavoro"

Messaggio Da Griiper McCloubit il Sab 21 Dic 2013 - 12:19

paolo1951 ha scritto:
Griiper McCloubit ha scritto:
paolo1951 ha scritto:
Se funzionassero... sì, potrebbero anche andare. Ma appunto non funzionano affatto.
Non ho detto né che la cosa a me piacerebbe, né tanto meno che si dovrebbe prendere questa strada!

A me sembra proprio che tu abbia detto quello...
A me invece sembra che tu non sappia leggere. Secondo te, se uno dice che una macchina non funziona, sta proponendo di acquistarla e di usarla?

Può essere che io non sappia leggere, va bene, ma mi pare che anche altri allora hanno lo stesso problema... o magari potrebbe essere che sei tu che non sai scrivere?
Io leggo che per te deportazioni e stermini, se fossero funzionali alla causa (funzionassero), potrebbero andare bene.
Se non è una cazzata è un abominio.

paolo1951 ha scritto:
Griiper McCloubit ha scritto:
paolo1951 ha scritto: [...] Per un ateo dire che una cosa "non funziona", non ha mai funzionato ed è convinto che non potrà mai funzionare, equivale esattamente, nel linguaggio del credente, a dire che è un crimine, che è moralmente inaccettabile.

A me sembra che questa sia una cazzata pazzesca.

A me sembra che a volte basti ammettere di aver detto una cazzata...
Ok a te sembra una cazzata pazzesca... e ora per favore dimmi anche il perché!

Perchè non vedo il nesso tra "cosa che non funziona" e "crimine/cosa moralmente inaccettabile".


paolo1951 ha scritto:PS: ... se vuoi prova a spiegare il senso di frasi tipo questa: « È stato peggio di un crimine, è stato un errore. » (Talleyrand (o Fouché)).
Ho detto spiegare, che di certo non vuol dire condividere...

Fammi capire, te posti una frase e io dovrei spiegarla? e che stiamo a scuola?

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Re: Kyenge e Turco, pazza idea: "Quote nere nel lavoro"

Messaggio Da paolo1951 il Sab 21 Dic 2013 - 12:49

Griiper McCloubit ha scritto:
paolo1951 ha scritto:
Griiper McCloubit ha scritto:
paolo1951 ha scritto:
Se funzionassero... sì, potrebbero anche andare. Ma appunto non funzionano affatto.
Non ho detto né che la cosa a me piacerebbe, né tanto meno che si dovrebbe prendere questa strada!

A me sembra proprio che tu abbia detto quello...
A me invece sembra che tu non sappia leggere. Secondo te, se uno dice che una macchina non funziona, sta proponendo di acquistarla e di usarla?

Può essere che io non sappia leggere, va bene, ma mi pare che anche altri allora hanno lo stesso problema... o magari potrebbe essere che sei tu che non sai scrivere?
Io leggo che per te deportazioni e stermini, se fossero funzionali alla causa (funzionassero), potrebbero andare bene.
Se non è una cazzata è un abominio.

paolo1951 ha scritto:
Griiper McCloubit ha scritto:
paolo1951 ha scritto: [...] Per un ateo dire che una cosa "non funziona", non ha mai funzionato ed è convinto che non potrà mai funzionare, equivale esattamente, nel linguaggio del credente, a dire che è un crimine, che è moralmente inaccettabile.

A me sembra che questa sia una cazzata pazzesca.

A me sembra che a volte basti ammettere di aver detto una cazzata...
Ok a te sembra una cazzata pazzesca... e ora per favore dimmi anche il perché!

Perchè non vedo il nesso tra "cosa che non funziona" e "crimine/cosa moralmente inaccettabile".


paolo1951 ha scritto:PS: ... se vuoi prova a spiegare il senso di frasi tipo questa: « È stato peggio di un crimine, è stato un errore. » (Talleyrand (o Fouché)).
Ho detto spiegare, che di certo non vuol dire condividere...

Fammi capire, te posti una frase e io dovrei spiegarla? e che stiamo a scuola?
No era solo per spiegarti che certe cazzate prima di me, le avevano già sparate persone di ben maggior levatura... anche se (sia che si tratti di Fuché, sia di Talleyrand) non erano magari a tuo avviso "brave persone".
E' un po' la stessa cosa che fai tu facendomi notare che molti altri "leggono" a modo tuo quanto scrivo...

Il nesso comunque tra "crimine" e "cosa che non funziona" è per me questo:
quando una cosa non funziona, non risulta "economica" viene quasi sempre creata una ideologia e/o religione che la condanna come crimine o peccato grave.

Ti faccio alcuni esempi:
per una società di predoni come era quella degli Ebrei della Bibbia, l'omosessualità maschile era un peccato grave, un crimine perché non procreava... non generava soldati. Viceversa lo stupro di una schiava assolutamente no!
Per un società agricola-feudale, la schiavitù era funzionale e quindi assolutamente ammissibile, pienamente lecita, per una società industriale cessa di essere funzionale e allora ecco nascere nell'ottocento le dottrine abrogazioniste.
Finché le guerre non arrivarono a provocare le distruzioni delle guerre moderne, finché non si rivelarono deleterie anche per i "vincitori" il pacifismo non esisteva e comunque la difesa della pace era sempre subordinata ad un calcolo di convenienza economica.

L'etica o la basi su Dio oppure la basi sull'utilitarismo... io almeno non conosco una "terza via".

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Re: Kyenge e Turco, pazza idea: "Quote nere nel lavoro"

Messaggio Da Griiper McCloubit il Sab 21 Dic 2013 - 13:22

basarla sul rispetto per il prossimo no?

e comunque a me continua a gironzolarmi in testa che per te (e probabilmente tanti altri come te) se lo sterminio fosse funzionale ed "economico" potrebbe andare bene, cosa che non hai smentito.

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Re: Kyenge e Turco, pazza idea: "Quote nere nel lavoro"

Messaggio Da loonar il Sab 21 Dic 2013 - 13:47

paolo1951 ha scritto:
loonar ha scritto:le uniche soluzioni possibili sono nell'ordine:

1-fine della pressione economica dell'occidente sui paesi sfruttati
2-nascita di una "borghesia/quadri medi" nei paesi sfruttati economicamente dai paesi occidentali
3-decremento demografico nei paesi sfruttati economicamente dai paesi occidentali


questi 3 punti, saranno il volano necessario affinchè si determini un equilibrio economico tale da far regredire i flussi migratori, rendendo possibile e fruttuosa la vita in quei paesi; tutto il resto, a mio modesto parere, sono chiacchiere da bar.
A parte il solito linguaggio "sinistro-buonista" che usa la parola "sfruttamento" e i suoi derivati più o meno come noi genovesi usiamo l'intercalare "belin"... potrei anche essere d'accordo, ma allora che fare in concreto?
Accoglierli qui o piuttosto aiutarli a casa loro?
... e un'altra domanda: cosa può indurre realmente gli "occidentali" ad aiutarli?
La diffusione di un nobile e disinteressato spirito umanitario o delle concrete prospettive di guadagno economico?
il colonialismo, il neo colonialismo e l'economia globalizzata hanno sfruttato e sfruttano
è il verbo che più si attaglia al loro operato
se ne hai uno di migliore e conforme alle tue idee dimmelo pure

cosa fare in concreto? rileggiti il punto uno
qui o casa loro? rileggiti il punto due e tre ela conclusione
perchè "aiutarli"? per aiutarci! meglio avere un vicino benestante che al bisogno ti può prestare il sale per la pasta, che un barbone incazzato pronto a entrarti in casa e sporcarti tutto il tinello.

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Re: Kyenge e Turco, pazza idea: "Quote nere nel lavoro"

Messaggio Da paolo1951 il Sab 21 Dic 2013 - 17:20

Griiper McCloubit ha scritto:basarla sul rispetto per il prossimo no?

e comunque a me continua a gironzolarmi in testa che per te (e probabilmente tanti altri come te) se lo sterminio fosse funzionale ed "economico" potrebbe andare bene, cosa che non hai smentito.
Ok se mi riesci a dimostrare che il "rispetto per il prossimo" è un principio primo e non un principio a sua volta derivato o da Dio o da un'etica utilitaristica e/o edonistica.

Io comunque non ho niente da smentire, perché, anche se tu vorresti farmi il processo, io non sto parlando di me ma dell'etica in generale. Ma questo vedo che tu non vuoi o forse proprio non riesci a capirlo.


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Re: Kyenge e Turco, pazza idea: "Quote nere nel lavoro"

Messaggio Da Rasputin il Sab 21 Dic 2013 - 18:01

L'etica è inversamente proporzionale alle cause di forza maggiore.

Che piaccia o no.

Adesso mi si incazzano tutti ah ah

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Re: Kyenge e Turco, pazza idea: "Quote nere nel lavoro"

Messaggio Da loonar il Sab 21 Dic 2013 - 18:05

paolo51, paolo51, paolo51!!!
ma sempre a pretendere risposte senza mai darne a chi te le fa?

domande:
- pensi che un'etica laica sia impossibile?
- pensi che un'etica sia inutile?
- cosa useresti per regolare i comportamenti umani verso un maggiore civismo?
- o preferisci un "homo homini lupus" senza etica?

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Re: Kyenge e Turco, pazza idea: "Quote nere nel lavoro"

Messaggio Da Griiper McCloubit il Sab 21 Dic 2013 - 18:53

paolo1951 ha scritto:
Griiper McCloubit ha scritto:basarla sul rispetto per il prossimo no?

e comunque a me continua a gironzolarmi in testa che per te (e probabilmente tanti altri come te) se lo sterminio fosse funzionale ed "economico" potrebbe andare bene, cosa che non hai smentito.
Ok se mi riesci a dimostrare che il "rispetto per il prossimo" è un principio primo e non un principio a sua volta derivato o da Dio o da un'etica utilitaristica e/o edonistica.

Io comunque non ho niente da smentire, perché, anche se tu vorresti farmi il processo, io non sto parlando di me ma dell'etica in generale. Ma questo vedo che tu non vuoi o forse proprio non riesci a capirlo.


Ho il sospetto che tu non abbia letto la parte in azzurro della mia firma e di conseguenza nemmeno quello che segue...  wink..   

Comunque, per me "rispetto per il prossimo", con le dovute eccezioni, si intende grosso modo "non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te". Ora se questo puoi farlo risalire alla religione perchè sta scritto nella bibbia ok, però per quanto mi riguarda è un principio sostanzialmente valido, che tra l'altro con Dio non c'entra nulla.
Per il resto lungi da me l'idea di farti un processo, ho solo riportato quanto da te scritto (mica l'ha scritto l'etica generale eh) e detto quello che ne penso.
Se ho male interpretato e continuo a farlo scusa, capisco che tu ne sai molto di più sull'argomento e che io non ci arrivo, del resto se ne parlo qui è solo per tentare di capire se le mie idee sono davvero così infantili/buoniste/idiote e così lontane dal poter essere applicate.

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Messaggio Da silvio il Sab 21 Dic 2013 - 20:36

loonar ha scritto:le uniche soluzioni possibili sono nell'ordine:

1-fine della pressione economica dell'occidente sui paesi sfruttati
2-nascita di una "borghesia/quadri medi" nei paesi sfruttati economicamente dai paesi occidentali
3-decremento demografico nei paesi sfruttati economicamente dai paesi occidentali


questi 3 punti, saranno il volano necessario affinchè si determini un equilibrio economico tale da far regredire i flussi migratori, rendendo possibile e fruttuosa la vita in quei paesi; tutto il resto, a mio modesto parere, sono chiacchiere da bar.

Concordo, è uno sforzo da fare

silvio
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Re: Kyenge e Turco, pazza idea: "Quote nere nel lavoro"

Messaggio Da Fux89 il Sab 21 Dic 2013 - 21:24

paolo1951 ha scritto:
Fux89 ha scritto:Mi stai dando del criminale o dell'idiota?
Io non ho detto né una cosa, né l'altra...
Lanci il sasso e nascondi la mano?  Royales 

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Re: Kyenge e Turco, pazza idea: "Quote nere nel lavoro"

Messaggio Da silvio il Sab 21 Dic 2013 - 22:13

paolo1951 ha scritto:
loonar ha scritto:le uniche soluzioni possibili sono nell'ordine:

1-fine della pressione economica dell'occidente sui paesi sfruttati
2-nascita di una "borghesia/quadri medi" nei paesi sfruttati economicamente dai paesi occidentali
3-decremento demografico nei paesi sfruttati economicamente dai paesi occidentali


questi 3 punti, saranno il volano necessario affinchè si determini un equilibrio economico tale da far regredire i flussi migratori, rendendo possibile e fruttuosa la vita in quei paesi; tutto il resto, a mio modesto parere, sono chiacchiere da bar.
A parte il solito linguaggio "sinistro-buonista" che usa la parola "sfruttamento" e i suoi derivati più o meno come noi genovesi usiamo l'intercalare "belin"... potrei anche essere d'accordo, ma allora che fare in concreto?
Accoglierli qui o piuttosto aiutarli a casa loro?
... e un'altra domanda: cosa può indurre realmente gli "occidentali" ad aiutarli?
La diffusione di un nobile e disinteressato spirito umanitario o delle concrete prospettive di guadagno economico?
Credo che la prospettiva di una invasione di disperati non sia una cosa auspicabile per l'Europa, quindi aiutare in casa loro è una prospettiva ragionevole.
Cosa a  cui i governi Europei  hanno pensato nel passato, poi la crisi economica ha reso difficili e dispendiosi questi interventi.
Vi era anche l' interesse di mangiarci su da parte dei politici, cosa che ha fatto fallire molte iniziative.
Però ci sono molte possibilità in termini di scambio che possono essere convenienti per entrambi i soggetti.
Ad esempio tutta la produzione di bassa tecnologia, parte dell'agricoltura, può essere spostata in Africa, Medio Oriente, lasciando in Europa la parte evoluta.
Questo cercando di fare muro verso l'Estremo Oriente, hanno un mercato vasto non devono saturare il nostro.
Quindi ogni Nazione Europea, può adottare un paese del terzo mondo, anche di più, investendo li e assicurandogli l'esportazione dei loro prodotti, la cui distribuzione però deve rimanere sotto il nostro controllo, almeno per i primi tempi.
Loro si impegnano a comprare la tecnologia evoluta da noi ed a collaborare economicamente e politicamente.

silvio
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Re: Kyenge e Turco, pazza idea: "Quote nere nel lavoro"

Messaggio Da paolo1951 il Sab 21 Dic 2013 - 22:47

Fux89 ha scritto:
paolo1951 ha scritto:
Fux89 ha scritto:Mi stai dando del criminale o dell'idiota?
Io non ho detto né una cosa, né l'altra...
Lanci il sasso e nascondi la mano?  Royales 
No semplicemente rispetto il regolamento del forum che proibisce di dare dell'idiota a qualcuno...

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Re: Kyenge e Turco, pazza idea: "Quote nere nel lavoro"

Messaggio Da Fux89 il Sab 21 Dic 2013 - 22:52

#ipocrisia

Fux89
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Re: Kyenge e Turco, pazza idea: "Quote nere nel lavoro"

Messaggio Da paolo1951 il Sab 21 Dic 2013 - 23:50

loonar ha scritto:paolo51, paolo51, paolo51!!!
ma sempre a pretendere risposte senza mai darne a chi te le fa?

domande:
- pensi che un'etica laica sia impossibile?
- pensi che un'etica sia inutile?
- cosa useresti per regolare i comportamenti umani verso un maggiore civismo?
- o preferisci un "homo homini lupus" senza etica?
Una etica laica è possibile, ma è un'etica relativa, perennemente in fieri, senza nessun punto fermo da porre come centro del suo universo.
Se al contrario affermi dei valori assoluti, immutabili, che è bestemmia negare... allora anche se ti rifiuti di ammetterlo, hai ancora una volta creato Dio, un Dio forse un po' più astratto, meno grottescamente antropomorfo dei precedenti... ma non troppo diverso.
Come intuì Feuerbach l'uomo crea Dio a sua immagine e somiglianza alienando in lui i suoi sentimenti, la sua coscienza, poi però non riesce più a riconoscerlo come una propria creatura.

La massima "homo homini lupus" non è una regola etica ma semplicemente una constatazione di quella che è la realtà, da cui è necessario partire se vuoi cercare di modificare questa realtà.
Altrimenti resterai sempre nel migliore dei casi un sognatore inconcludente.

Dimenticavo "per regolare i comportamenti umani verso un maggiore civismo" credo che sia ancora necessaria purtroppo la religione... magari una religione opportunamente "riformata", ma senza la paura degli Dei, senza la convinzione che c'è un Dio a cui si deve ubbidire la maggior parte della gente non riesce a crearsi un etica.

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Re: Kyenge e Turco, pazza idea: "Quote nere nel lavoro"

Messaggio Da loonar il Dom 22 Dic 2013 - 8:24

quindi sei un ateo che sente il bisogno di una religione, visto che a quanto dici, senza religione siamo lupi in preda al relativismo
giusto?

loonar
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Re: Kyenge e Turco, pazza idea: "Quote nere nel lavoro"

Messaggio Da paolo1951 il Dom 22 Dic 2013 - 9:21

loonar ha scritto:quindi sei un ateo che sente il bisogno di una religione, visto che a quanto dici, senza religione siamo lupi in preda al relativismo
giusto?
Io veramente non ne sento il bisogno... e neanche mi sento "lupus". Seguo una mia legge morale perché mi fa piacere seguirla, perché trovo più soddisfazione a dominare certi impulsi "predatori" che nel cercare di soddisfarli (magari con scarse possibilità di riuscirci).
Non cerco l'assoluto, mi bastano alcuni principi relativi (che penso semplicemente originati dal condizionamento sociale).
Non ritengo senza senso la compassione, ma tuttavia non la spingo di certo fino all'estremo "francescano".

Tuttavia chiamami pure presuntuoso, ma non credo che questa sarà mai un'etica vincente in una società democratica dove il potere è in mano alla maggioranza, o per lo meno che non lo sarà ancora per molti secoli se non millenni.

E inutile fingere, farsi illusioni di sapore anarchico... il comune di Milano mise a disposizione di tutti un certo numero di biciclette per muoversi nel centro storico chiuso a traffico... dopo un giorno ne rimasero due, solo perché erano già rotte.
Gli anarchici dicono che l'uomo è "buono" e che è la società, il denaro, lo stato... che lo corrompono.
Per me non è affatto vero, il "peccato originale" sta proprio nell'uomo, nell'individuo.

paolo1951
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