Ateismo e nichilismo morale

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Ateismo e nichilismo morale

Messaggio Da Conradine il Ven 31 Gen - 21:59

Salve a tutti. L'argomento di cui volevo parlare è uno che mi sta particolarmente a cuore, in quanto lo ritengo strettamente correlato alla qualità della vita e alle strategie di comportamento da adottare per massimizzarla.

Arrivo al punto: la mia tesi è che la più logica conseguenza dell'ateismo sia il nichilismo morale, poiché in assenza di un'autorità divina non può esistere una base oggettiva per il bene ed il male; di conseguenza il valore intrinseco della vita ed il dovere morale nei confronti dei propri simili viene meno.

C'è qualcuno disposto a discutere o confutare la mia tesi?

Conradine
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Re: Ateismo e nichilismo morale

Messaggio Da kalab99 il Ven 31 Gen - 22:09

Ciao! In linea di massima sono d'accordo con te.
Già letto Dostoevskij?
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Re: Ateismo e nichilismo morale

Messaggio Da Conradine il Ven 31 Gen - 22:13

Ho studiato la sua opera "L'idiota" al liceo ma mentirei se dicessi di conoscere davvero questo autore. A cosa ti riferivi di preciso?

Conradine
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Re: Ateismo e nichilismo morale

Messaggio Da kalab99 il Ven 31 Gen - 22:19

I fratelli Karamazov...la tesi di fondo è in soldoni: "se Dio non c'è, allora tutto è permesso".
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Re: Ateismo e nichilismo morale

Messaggio Da Conradine il Ven 31 Gen - 22:26

Quello che credo è che, in assenza di un'autorità superiore in grado di definire in maniera chiara ed oggettiva i concetti di bene e male, la scelta più logica sia stabilire la propria personale e soggettiva scala delle priorità e stabilire la propria condotta in base ad essa e al contesto in cui ci si viene a trovare.

Non penso che tutte le azioni siano eguali perché, anche in assenza di un giudizio superiore, esistono comunque le conseguenze - a breve, medio e lungo termine - delle proprie azioni.

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Re: Ateismo e nichilismo morale

Messaggio Da Minsky il Ven 31 Gen - 22:54

Conradine ha scritto:... la mia tesi è che la più logica conseguenza dell'ateismo sia il nichilismo morale, poiché in assenza di un'autorità divina non può esistere una base oggettiva per il bene ed il male; di conseguenza il valore intrinseco della vita ed il dovere morale nei confronti dei propri simili viene meno.

C'è qualcuno disposto a discutere o confutare la mia tesi?
Nooooooo....!!!! JJ-2: LA VENDETTA   ahahahahahah

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Re: Ateismo e nichilismo morale

Messaggio Da Conradine il Ven 31 Gen - 23:02

So che è un argomento che probabilmente avete già trattato ma ci tenevo particolarmente a discuterne, se non è eccessivamente ridondante per il forum.

Conradine
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Re: Ateismo e nichilismo morale

Messaggio Da Minsky il Ven 31 Gen - 23:28


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Re: Ateismo e nichilismo morale

Messaggio Da Conradine il Ven 31 Gen - 23:35

Mi rendo conto che l'argomento sia già stato trattato in altre sedi ma credo che non rappresenti un eccessivo dispiego di tempo riassumere sinteticamente la tua opinione in merito a quanto ho detto.

Le discussioni che hai riportato non possono aiutarmi perché l'utente JJ parla del nichilismo morale partendo da una posizione radicalmente diversa dalla mia. La mia non è una "accusa di nichilismo" fatta da credente ad atei.

Io sono ateo, ritengo che il nichilismo morale sia la posizione più logica e razionale che si possa assumere nei confronti del dilemma etico, e vorrei discutere di questo argomento, se possibile.

Conradine
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Re: Ateismo e nichilismo morale

Messaggio Da Rasputin il Sab 1 Feb - 10:26

Conradine ha scritto:Mi rendo conto che l'argomento sia già stato trattato in altre sedi ma credo che non rappresenti un eccessivo dispiego di tempo riassumere sinteticamente la tua opinione in merito a quanto ho detto.

Le discussioni che hai riportato non possono aiutarmi perché l'utente JJ parla del nichilismo morale partendo da una posizione radicalmente diversa dalla mia. La mia non è una "accusa di nichilismo" fatta da credente ad atei.

Io sono ateo, ritengo che il nichilismo morale sia la posizione più logica e razionale che si possa assumere nei confronti del dilemma etico, e vorrei discutere di questo argomento, se possibile.

Conradine, i valori morali sono di origine umana non divina, e non sono certo immutabili  wink.. 

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Re: Ateismo e nichilismo morale

Messaggio Da Conradine il Sab 1 Feb - 11:14

L'obiettivo dei valori morali è facilitare il conseguimento dello scopo della morale stessa, quale che esso sia, quindi?

Conradine
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Re: Ateismo e nichilismo morale

Messaggio Da Rasputin il Sab 1 Feb - 11:21

Conradine ha scritto:L'obiettivo dei valori morali è facilitare il conseguimento dello scopo della morale stessa, quale che esso sia, quindi?

Mi pare una falsa premessa, quindi non ne posso trarre conclusioni  boh 

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Re: Ateismo e nichilismo morale

Messaggio Da Sun Tzu il Sab 1 Feb - 11:40

Allora anzitutto non appena ho più tempo nè discuterò:

Nè approfitto per chiarificarmi il ragionamento on da evitare straw man me lo dovresti confermare:

"la mia tesi è che la più logica conseguenza dell'ateismo sia il nichilismo morale, poiché in assenza di un'autorità divina non può esistere una base oggettiva per il bene ed il male; di conseguenza il valore intrinseco della vita ed il dovere morale nei confronti dei propri simili viene meno."

a)Se non esiste un autorità trascendente allora non esiste una base oggettiva del bene e del male.

b)Se a è V allora gli esseri umani non hanno un dovere verso i loro simili.

c)Se b è V allora l'ateismo porta al nichilismo morale

Confermi la concatenazione di queste tesi?


Ultima modifica di Sun Tzu il Sab 1 Feb - 11:42, modificato 1 volta
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Re: Ateismo e nichilismo morale

Messaggio Da Conradine il Sab 1 Feb - 11:41

La premessa è questa.

Posto che non esistano il bene ed il male oggettivi, cosa che io credo, la morale può essere considerata niente di più e niente di meno di un codice di comportamento creato per conseguire un obiettivo.

Nel caso di una morale eteronoma (creata da altri per essere insegnata) l'obiettivo è, nella sua forma più "benevola", facilitare l'inserimento del soggetto nel gruppo umano nel quale egli dovrà vivere (tribu, clan, nazione ecc.) e rendere possibile, o più agevole, la cooperazione tra gli individui. Da qui regole di pura utilità (non rubare, non uccidere ecc.) vengono ammantate di una sorta di sacralità, insegnate sin dall'infanzia allo scopo di renderle innate, in modo che non sia solo per paura delle conseguenze ma anche per istinto (istinto acquisito) che il soggetto eviterà di infrangerle.

Del resto, la morale è anche uno strumento di controllo: se l'obiettivo è garantire l'obbedienza al leader o alla classe dirigente, quale essa sia, si insegna alle persone che disobbedire al leader / presidente / re / sacerdote è immorale, oltre che sconveniente. A prescindere da quale sia il comportamento del suddetto gruppo di comando (insegna ai bambini fin da piccoli che l'adulterio è un crimine contro il cielo, falli partecipare presto alle lapidazioni, e da adulti la riterranno una pratica assolutamente normale e legittima).

Nel caso di una morale autonoma (creata dall'individuo per l'individuo), sostanzialmente il soggetto stabilisce le sue personali priorità e, tenendo conto dell'ambiente, delle circostanze e delle possibilità a sua disposizione, elabora un codice di comportamento che lo faciliti del conseguimento dei suoi obiettivi.


Ultima modifica di Conradine il Sab 1 Feb - 11:50, modificato 1 volta

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Re: Ateismo e nichilismo morale

Messaggio Da Conradine il Sab 1 Feb - 11:45

a)Se non esiste un autorità trascendente allora non esiste una base oggettiva del bene e del male.

b)Se a è V allora gli esseri umani non hanno un dovere verso i loro simili.

c)Se b è V allora l'ateismo porta al nichilismo morale

Confermi la concatenazione di queste tesi?


Si, sostanzialmente è così. Ritengo che l'assenza di un'autorità trascendente liberi l'essere umano da qualsiasi obbligo nei confronti dei propri simili.
Ogni obbligo o deriva da un semplice e razionalissimo calcolo delle conseguenze ("io non uccido Tizio perché Caio mi ucciderebbe per ritorsione") oppure è autoimposto ("io non uccido Tizio perché proverei senso di colpa e non voglio provarlo").

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Re: Ateismo e nichilismo morale

Messaggio Da Sun Tzu il Sab 1 Feb - 11:51

Conradine ha scritto:
a)Se non esiste un autorità trascendente allora non esiste una base oggettiva del bene e del male.

b)Se a è V allora gli esseri umani non hanno un dovere verso i loro simili.

c)Se b è V allora l'ateismo porta al nichilismo morale

Confermi la concatenazione di queste tesi?


Si, sostanzialmente è così. Ritengo che l'assenza di un'autorità trascendente liberi l'essere umano da qualsiasi obbligo nei confronti dei propri simili.
Ogni obbligo o deriva da un semplice e razionalissimo calcolo delle conseguenze ("io non uccido Tizio perché Caio mi ucciderebbe per ritorsione") oppure è autoimposto ("io non uccido Tizio perché proverei senso di colpa e non voglio provarlo").

Grazie non appena mi è possibile risponderò su quelle tesi.
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Re: Ateismo e nichilismo morale

Messaggio Da Sun Tzu il Sab 1 Feb - 13:28

a)Se non esiste un autorità trascendente allora non esiste una base oggettiva del bene e del male.
Non esiste una base oggettiva del bene e del male quindi non esiste una autorità trascendente.Se quindi adesso parlerai di qualsiasi prop etica anche se utilitaristica:stai affermando che dovrebbe esistere una autorità trascendente per rendertela oggettiva,non esistere per rendertela soggettiva e personale.

A giustifica B e B giustifica A quindi in realtà è una petizione di principio.Ed è riconducibile a una petizione di principio in quanto hai affermato un argomento ad autorictas.

Perchè il dolore fisico non è un male oggettivo?E necessario l'esistenza di un autorità per renderlo oggettivo?


b)Se a è V allora gli esseri umani non hanno un dovere verso i loro simili.

E perchè non hanno un dovere per alleviare le sofferenze e il dolore degli altri?

c)Se b è V allora l'ateismo porta al nichilismo morale

E perchè mai l'ateismo quindi scaturirebbe nel nichilismo morale?

Se Dio non esiste non è vero che tutto è permesso.

Poniamo che a) sia V:

Dimostrazione per assurdo:

Se a è v allora non deve esistere nessun male oggettivo senza un entità trascendente
Il dolore fisico è un male oggettivo anche se non esiste una autorità.
Quindi non è necessario che un male oggettivo non esista qualora non esistesse una autorità trascendente.
Ora ,ma la a) dice che è necessaria l'esistenza di una autorità affinche un male oggettivo esista,o non è necessaria nessuna autorità affinche esista un male oggettivo o è necessaria una autorità affinchè esista,se quindi il dolore fisico esiste ed è un male perchè e necessaria l'autorità?

La a cosi come e scritta si regge su un paralogisma ad autorictas.

a)Non è necessaria autorità affinché essa possa essere oggettiva come non oggettiva.
b)Quindi non è necessario che gli esseri umani possano come non possano avere doveri verso i loro simili
c)Quindi non è necessario che l'ateismo porti al nichilismo morale.
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Re: Ateismo e nichilismo morale

Messaggio Da Conradine il Sab 1 Feb - 13:59

stai affermando che dovrebbe esistere una autorità trascendente per rendertela oggettiva,non esistere per rendertela soggettiva e personale

In effetti ho detto questo ma non era esattamente quello che intendevo. Mi sono espresso poco chiaramente.
Intendevo dire che se Bene e Male fossero enti oggettivi, reali, non astratti, come possono esserlo le leggi fisiche, una autorità onnisciente potrebbe indicarli e definirli con chiarezza. Oppure li si potrebbe definire come si fa con un'equazione matematica.
Per capirsi: la legge della gravità esiste anche in assenza di materia sulla quale essere applicata, il concetto di "giusto" non esiste in assenza di una mente che lo concepisca, e questo lo rende astratto.
Lo rende una fantasia, se vogliamo.

Perchè il dolore fisico non è un male oggettivo?E necessario l'esistenza di un autorità per renderlo oggettivo?


Alla seconda domanda non so rispondere. Non so se sia sufficiente l'esistenza di una autorità divina per rendere oggettivo il male ma so che, in assenza di essa, il male non è oggettivo.

La sofferenza è, sicuramente, sgradevole per chi la prova e per chi empatizza con essa. Ma chi stabilisce che essa è sbagliata? Il mondo è pieno di sistemi morali che stabiliscono che la sofferenza di determinati individui - siano essi criminali, paria, impuri o quel che è - è cosa giusta e legittima.

Il punto è che se la sofferenza fosse oggettivamente un male, se violasse un decreto divino una legge cosmica, dovrebbe succedere *qualcosa* (non saprei dire cosa di preciso: un intervento angelico, un terremoto, una punizione karmica) che invece non succede. E' un dato di fatto che le uniche conseguenze che colpiscono chi cagiona la sofferenza sono quelle procurate dalle sue azioni. L'atto di cagionare sofferenza non è diverso da quello di pulire un pavimento, è un'azione che potenzialmente mette in moto altre azioni, come una frana o una slavina.


E perchè non hanno un dovere per alleviare le sofferenze e il dolore degli altri?


Perché le sofferenze e il dolore, in assenza di bene e male , diventano eventi neutri dal punto di vista morale. La sofferenza è sicuramente svantaggiosa per chi la prova ma può comportare invece un vantaggio per un altro; e in effetti, spesso l'azione più conveniente è avvantaggiarsi egoisticamente della sofferenza e debolezza altrui.

Certo, se io provo empatia verso l'altro, non potrò sopportare la sua sofferenza senza provarne a mia volta. Ma se non la provo, se non avverto senso di colpa, non ho alcuna ragione per risparmiare della sofferenza all'altro all'infuori del calcolo delle conseguenze (posso comunque aiutare qualcuno che verosimilmente potrà aiutare me).


Se a è v allora non deve esistere nessun male oggettivo senza un entità trascendente
Il dolore fisico è un male oggettivo anche se non esiste una autorità.
Non può esistere un male che sia soggettivo e oggettivo contemporaneamente.
Quindi non è necessario che un male oggettivo non esista qualora non esistesse una autorità trascendente.


Il punto è che io non credo che la sofferenza sia un male oggettivo. La mia sofferenza è un danno per la mia persona; la sofferenza di un altro con cui empatizzo, idem. Quindi, se io non empatizzo con nessuno al di fuori di me stesso, mi salvo da ogni sofferenza che non mi coinvolga in prima persona, e questo per me è molto conveniente.


a)Non è necessaria autorità affinché essa possa essere oggettiva come non oggettiva.
b)Quindi non è necessario che gli esseri umani possano come non possano avere doveri verso i loro simili
c)Quindi non è necessario che l'ateismo porti al nichilismo morale.

Non ho mai detto che sia necessario ed inevitabile che l'ateismo porti al nichilismo morale, infatti in molti casi non è così. Ho detto invece che è la scelta più logica e conveniente.

Sul punto A) non sono d'accordo: l'utile ed il dannoso sono certamente concetti oggettivi, il bene ed il male non lo sono. Se io sparo a Tizio e ne ottengo un grande beneficio, e nessuna punizione (neppure il senso di colpa), io ricavo un utile oggettivo, lui un danno oggettivo. Ma nulla può stabilire che la mia azione sia oggettivamente buona o malvagia.

Sui punti B e C sono d'accordo: non è necessario rigettare il dovere verso i propri simili e non è necessario abbracciare il nichilismo morale. Però è oggettivamente conveniente.

Rifiutando il dovere verso i miei simili, io posso comunque obbedire alla legge per evitare la punizione ma riservarmi la possibilità di infrangerla qualora il guadagno che ne dovessi ricavare superasse i danni alla mia persona.

Abbracciando il nichilismo morale, è possibile ridurre di molto la sofferenza della propria vita eliminando senso di colpa, indignazione, rancore e gratitudine, tutti concetti che abbisognano di una base morale oggettiva per esistere.

Conradine
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Re: Ateismo e nichilismo morale

Messaggio Da holubice il Sab 1 Feb - 14:39

Ne discutevo più o meno anche io tempo fa, tirando fuori una celebre frase di un libro:

"Se Dio non esiste, allora tutto è permesso" - Ivan Karamazov


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Re: Ateismo e nichilismo morale

Messaggio Da Conradine il Sab 1 Feb - 14:54

In effetti, anche esistendo un dio onnipotente - o anche solo sufficientemente potente da concretizzare la minaccia dell'inferno - la sola ragione razionale per evitare un comportamento vantaggioso ed egoistico è il timore della punizione.
Se un individuo potesse in qualche modo eludere la punizione di dio (come i maghi nel gioco "Dante's Inferno", che evitano le torture accettando di sorvegliare gli altri dannati), nemmeno l'esistenza del suddetto dio regolatore sarebbe ragione sufficiente per evitare il male.

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Re: Ateismo e nichilismo morale

Messaggio Da Steerpike il Sab 1 Feb - 15:17

L'ateismo non è incompatibile con la credenza in una morale assoluta (e non penso nemmeno che il teismo la implichi necessariamente: si può credere in una divinità e non essere d'accordo con le sue opinioni etiche).
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Re: Ateismo e nichilismo morale

Messaggio Da kalab99 il Sab 1 Feb - 15:42

Il punto secondo me si gioca sull'esistenza del bene e del male in sé, che implica l'esistenza di Dio, che rappresenta il bene. 

Questione: può l'uomo darsi una morale se non crede nel bene e nel male?
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Re: Ateismo e nichilismo morale

Messaggio Da kalab99 il Sab 1 Feb - 15:43

Il punto secondo me si gioca sull'esistenza del bene e del male in sé, che implica l'esistenza di Dio, che rappresenta il bene. 

Questione: può l'uomo darsi una morale se non crede nel bene e nel male?
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Re: Ateismo e nichilismo morale

Messaggio Da kalab99 il Sab 1 Feb - 15:44

Steerpike ha scritto:L'ateismo non è incompatibile con la credenza in una morale assoluta (e non penso nemmeno che il teismo la implichi necessariamente: si può credere in una divinità e non essere d'accordo con le sue opinioni etiche).

Si dà una morale relativa?
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Re: Ateismo e nichilismo morale

Messaggio Da Sun Tzu il Sab 1 Feb - 16:35

Conradine ha scritto:

Se Bene e Male fossero enti oggettivi, reali, non astratti, come possono esserlo le leggi fisiche, una autorità onnisciente potrebbe indicarli e definirli con chiarezza. Oppure li si potrebbe definire come si fa con un'equazione matematica.Per capirsi: la legge della gravità esiste anche in assenza di materia sulla quale essere applicata, il concetto di "giusto" non esiste in assenza di una mente che lo concepisca, e questo lo rende astratto.Lo rende una fantasia, se vogliamo.

Ma questo è un pendio scivoloso,infatti non è necessaria l'entità trascendente per indicarli e definirli oggettivamente.A monte dovresti probarne l'esistenza per poterlo affermare.Da un essere potresti non ricavarci un dover essere ma non implica l'inesistenza del dolore fisico né che non debba essere un male,perchè un dolore fisico non è un male?.Da una descrizione non ci ricaveresti una prescrizione.E' giusto torturare un uomo fino a farli provare un dolore fisico talmente grande da svenire?Questo punto è gnoseologico,perchè tu concepisci l'idea di un qualsiasi oggetto non innatamente allora,ovvero in che senso bene e male sono a priori?Quindi invece sulla seconda la legge di gravità "esiste",se sussiste un mondo sulla quale osservarla,quindi è sia soggettiva che oggettiva,soggettiva perchè comunque interagisci con un oggetto,soggettiva perchè puoi anche soggettivamente decidere di non interagirci.Quindi ti faccio una domanda esiste una mente che lo concepisca senza un mondo che possa fartelo concepire?Se io ho cento talleri e li ho in tasca,ma con la mente ne concepisco duecento,sono aumentati i cento talleri che ho in tasca?



Conradine ha scritto:Alla seconda domanda non so rispondere. Non so se sia sufficiente l'esistenza di una autorità divina per rendere oggettivo il male ma so che, in assenza di essa, il male non è oggettivo.

Tu dici che non lo sai ma allora come fai a sapere che in assenza di essa il dolore fisico non è oggettivo in quanto non c'è autorità?Come fai a sapere che non è oggettivo in assenza di essa?Tu sai che se ci fosse potrebbe (non né sei certo) essere oggettivo,in assenza invece sei certo/a che non è oggettivo.Ma allora dovresti concludere,potrebbe essere comunque oggettivo.Posso sapere quindi come fai a essere assolutamente certo che il dolore fisico non è oggettivo in assenza della divinità,ma  potrebbe essere oggettivo in presenza di tale possibilità?

Conradine ha scritto:La sofferenza è, sicuramente, sgradevole per chi la prova e per chi empatizza con essa. Ma chi stabilisce che essa è sbagliata? Il mondo è pieno di sistemi morali che stabiliscono che la sofferenza di determinati individui - siano essi criminali, paria, impuri o quel che è - è cosa giusta e legittima.

Perchè non è sbagliato torturare una persona?E perchè torturarli sarebbe una cosa legittima?

Conradine ha scritto:Il punto è che se la sofferenza fosse oggettivamente un male, se violasse un decreto divino una legge cosmica, dovrebbe succedere *qualcosa* (non saprei dire cosa di preciso: un intervento angelico, un terremoto, una punizione karmica) che invece non succede.

Ma questo è un pendio scivoloso,perchè dovrebbe succedere qualcosa piuttosto che non succedere assolutamente niente?Infatti perchè è necessario che se si produce un terremoto la causa sia un ente trascendente ?Non è forse una falsa causa?E quindi perchè necessario che sia come non sia di un decreto divino.In particolare anche se non esiste non implica che non debba esserci il dolore fisico.
Non è mica necessario che se vedo un uovo rotto caduto vicino a un tavolo allora sia caduto dal tavolo come non esserci caduto.

Conradine ha scritto:E' un dato di fatto che le uniche conseguenze che colpiscono chi cagiona la sofferenza sono quelle procurate dalle sue azioni.

Perchè chi si ammala e prova dolore è sempre e comunque responsabile del suo dolore?Sei proprio sicuro/a che sia un fatto?SE è un fatto allora significa che tutti coloro che provano dolore fisico devono anche avere fatto qualcosa per procurarselo,ma siccome non è vero che tutti hanno fatto qualcosa per procurarselo allora perchè se non hanno compiuto azioni per procurarselo,provano comunque lo stesso dolore come quelli che possono aver agito per poterselo procurare?



Conradine ha scritto:L'atto di cagionare sofferenza non è diverso da quello di pulire un pavimento, è un'azione che potenzialmente mette in moto altre azioni, come una frana o una slavina.
Non è necessario che da A--->B solo perchè c'è A prima di B



Conradine ha scritto:Perché le sofferenze e il dolore, in assenza di bene e male , diventano eventi neutri dal punto di vista morale. La sofferenza è sicuramente svantaggiosa per chi la prova ma può comportare invece un vantaggio per un altro; e in effetti, spesso l'azione più conveniente è avvantaggiarsi egoisticamente della sofferenza e debolezza altrui.

Perchè se è neutra allora è svantaggiosa?,ovvero se è neutra non è nè svantaggiosa ne vantaggiosa,o non è neutra quindi è svantaggiosa o è neutra quindi non è nè svantaggiosa nè vantaggiosa.Dunque non è necessario che ci svantaggi della sofferenza o della debolezza altrui.

Conradine ha scritto:Certo, se io provo empatia verso l'altro, non potrò sopportare la sua sofferenza senza provarne a mia volta. Ma se non la provo, se non avverto senso di colpa, non ho alcuna ragione per risparmiare della sofferenza all'altro all'infuori del calcolo delle conseguenze (posso comunque aiutare qualcuno che verosimilmente potrà aiutare me).


Non è necessario che se qualcosa avviene avverrà sempre cosi.Non è necessario che se un tacchino alle 9 del mattino prende da mangiare e ne conclude che ogni giorno riceverà da mangiare alle 9 del mattino,allora il giorno del ringraziamento non sia smentito.Non è detto che potrà come non potrà aiutarti,quindi il tuo calcolo potrebbe non tornarti affatto.E se ti aiutasse a patto che lo aiutassi perchè ti sarebbe conveniente?



Conradine ha scritto:Il punto è che io non credo che la sofferenza sia un male oggettivo. La mia sofferenza è un danno per la mia persona; la sofferenza di un altro con cui empatizzo, idem. Quindi, se io non empatizzo con nessuno al di fuori di me stesso, mi salvo da ogni sofferenza che non mi coinvolga in prima persona, e questo per me è molto conveniente.

Ho detto dolore fisico,perchè dunque se tu provi un dolore fisico lo stò  provando anche io.In che senso se io ho la febbre allora tu hai necessariamente la febbre?E se vessi bisogno di qualcuno per essere aiutato a farti guarire la febbre non empatizzeresti perchè potrebbe causarti dolore piuttosto che curarti? [/quote]



Conradine ha scritto:Non ho mai detto che sia necessario ed inevitabile che l'ateismo porti al nichilismo morale, infatti in molti casi non è così. Ho detto invece che è la scelta più logica e conveniente.

Be lo ho chiesto e dalla 1 seguiva la 3.Tu hai confermato.
Questo allora significa che per te l'ateismo porta alla scelta più conveniente ma allora non è logico né necessario concluderlo.

Conradine ha scritto:Sul punto A) non sono d'accordo: l'utile ed il dannoso sono certamente concetti oggettivi, il bene ed il male non lo sono. Se io sparo a Tizio e ne ottengo un grande beneficio, e nessuna punizione (neppure il senso di colpa), io ricavo un utile oggettivo, lui un danno oggettivo. Ma nulla può stabilire che la mia azione sia oggettivamente buona o malvagia.

Ma entrambi sono sostituzioni sia del bene=utile per me e del male=non utile per me, quindi perchè sarebbero oggettivi?E dunque perchè la tua azione sarebbe utile come non utile?
Se il tuo utile e compiere genocidio perchè sarebbe utile piuttosto che non compierlo avendo comunque un utile?

Conradine ha scritto:Sui punti B e C sono d'accordo: non è necessario rigettare il dovere verso i propri simili e non è necessario abbracciare il nichilismo morale. Però è oggettivamente conveniente.

Dunque l'ateismo non comporta al nichilismo morale,nè al fatto che non debbano essere aiutati gli altri.Se per te e conveniente troverai che un altro possa non reputarlo conveniente quindi è soggettivo.Perchè non mi conviene aiutare qualcuno,anzi perchè è necessario che né debba avere un tornaconto?Mica è necessario,posso essere un medico ateo e aiutare qualcuno anche senza averne tornaconto come averlo.

Conradine ha scritto:Rifiutando il dovere verso i miei simili, io posso comunque obbedire alla legge per evitare la punizione ma riservarmi la possibilità di infrangerla qualora il guadagno che ne dovessi ricavare superasse i danni alla mia persona.Abbracciando il nichilismo morale, è possibile ridurre di molto la sofferenza della propria vita eliminando senso di colpa, indignazione, rancore e gratitudine, tutti concetti che abbisognano di una base morale oggettiva per esistere.

Purtroppo anche se abbracci il nichilismo morale non va via il dolore fisico.Tortureresti a morte un bambino se dovessi ricavare un guadagno che supererebbe i danni alla tua persona?Perchè scusami,la domanda un po' forte,ma sei proprio sicuro che la cosa implicherebbe ridurre una forma di “senso di colpa piuttosto che aggravarlo”?
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