libri su cristianesimo

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libri su cristianesimo

Messaggio Da marco1309 il Ven 7 Feb - 14:46

ciao a tutti,
vorrei chiedere qualche consiglio su libri da leggere.

ho appena finito di leggere l'illusione di dio di dawkins.

vorrei che mi consigliaste qualcos'altro sull'argomento. 

in particolare, mi piacerebbe qualcosa sull'origine del cristianesimo, con riferimenti anche alle culture precedenti, cosa ad esempio è stato copiato da egiziani, sumeri, in cosa si somiglia alle altre religioni, ecc ecc.
o anche qualcosa sulla bibbia, viste ovviamente da un punto di vista più imparziale possibile (so che è difficile, eheh)

ho per le mani i primi due libri di biglino (il libro che cambierà per sempre ecc ecc, e il dio alieno) e quello di augias indagine sul cristianesimo.

grazie!

marco1309

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Re: libri su cristianesimo

Messaggio Da Sun Tzu il Ven 7 Feb - 15:05

marco1309 ha scritto:ciao a tutti,
vorrei chiedere qualche consiglio su libri da leggere.

ho appena finito di leggere l'illusione di dio di dawkins.

vorrei che mi consigliaste qualcos'altro sull'argomento. 

in particolare, mi piacerebbe qualcosa sull'origine del cristianesimo, con riferimenti anche alle culture precedenti, cosa ad esempio è stato copiato da egiziani, sumeri, in cosa si somiglia alle altre religioni, ecc ecc.
o anche qualcosa sulla bibbia, viste ovviamente da un punto di vista più imparziale possibile (so che è difficile, eheh)

ho per le mani i primi due libri di biglino (il libro che cambierà per sempre ecc ecc, e il dio alieno) e quello di augias indagine sul cristianesimo.


grazie!

Proprio sulla stessa tematica non saprei:Io almeno consiglio di leggersi Perchè non sono Cristiano Di Russell

P.S L'imparzialità la penserei come la libertà di metterli a confronto per quello che dice l'uno e l'altro in maniera critica.Tutto qui,ti direi che per esempio questo libro non è un amen, "e cosi sia" nè la Bibbia "è l'amen."L'amen è ciò che tu vuoi che sia,tranne questioni scientifiche e logiche dimostrate oltre la congettura.


Ultima modifica di Sun Tzu il Ven 7 Feb - 16:03, modificato 3 volte

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Re: libri su cristianesimo

Messaggio Da Rasputin il Ven 7 Feb - 15:12

Ciao Marco e benvenuto.

Occhio ad Augias secondo me è un viscido lacché

prova a cercarti qualche intervista su youTube

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Re: libri su cristianesimo

Messaggio Da paolo1951 il Ven 7 Feb - 18:03

Rasputin ha scritto:Ciao Marco e benvenuto.

Occhio ad Augias secondo me è un viscido lacché

prova a cercarti qualche intervista su youTube
Non concordo, indipendentemente da chi sia Augias come persona (anch'io mi scuso con il dir: non lo conosco...), "inchiesta sul cristianesimo" e "inchiesta su Gesù" mi sono sembrati 2 libri interessanti e ben fatti.
Circa poi i "legami" tra Cristianesimo e religione egizia... so di citare solo romanzetti, ma Chistian Jacq personalmente l'ho trovato molto interessante e anche di piacevole lettura.

paolo1951
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Re: libri su cristianesimo

Messaggio Da Hara2 il Ven 7 Feb - 18:21

marco1309 ha scritto: 
ho per le mani i primi due libri di biglino 

 crying

Hara2
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Re: libri su cristianesimo

Messaggio Da Rasputin il Ven 7 Feb - 20:56

paolo1951 ha scritto:
Rasputin ha scritto:Ciao Marco e benvenuto.

Occhio ad Augias secondo me è un viscido lacché

prova a cercarti qualche intervista su youTube
Non concordo, indipendentemente da chi sia Augias come persona (anch'io mi scuso con il dir: non lo conosco...), "inchiesta sul cristianesimo" e "inchiesta su Gesù" mi sono sembrati 2 libri interessanti e ben fatti.
Circa poi i "legami" tra Cristianesimo e religione egizia... so di citare solo romanzetti, ma Chistian Jacq personalmente l'ho trovato molto interessante e anche di piacevole lettura.

Non sono in grado di criticare Augias a livello di storico, però...


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Re: libri su cristianesimo

Messaggio Da silvio il Ven 7 Feb - 20:58

Rasputin ha scritto:Ciao Marco e benvenuto.

Occhio ad Augias secondo me è un viscido lacché

prova a cercarti qualche intervista su youTube
 Anche a me non piace, poi è uno legato alla sinistra che conta, col portafoglio ben gonfio.

silvio
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Re: libri su cristianesimo

Messaggio Da paolo1951 il Sab 8 Feb - 8:57

silvio ha scritto:
Rasputin ha scritto:Ciao Marco e benvenuto.

Occhio ad Augias secondo me è un viscido lacché

prova a cercarti qualche intervista su youTube
 Anche a me non piace, poi è uno legato alla sinistra che conta, col portafoglio ben gonfio.
Ok, è chiaro che i libri si scrivono per incassare i diritti d'autore!
Ma qui, torno a dire, non stiamo parlando dell'uomo Augias, del perché ha scritto questi libri, bensì di quello che ha scritto, delle sue idee.

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Re: libri su cristianesimo

Messaggio Da Cosworth117 il Sab 8 Feb - 11:23

Augias non mi piace neache un pò, specie per l'intervista postata dal Rasp.

Consiglio "Perché non possiamo essere cristiani" di Odifreddi.

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Re: libri su cristianesimo

Messaggio Da Prece il Sab 8 Feb - 17:47

Rasputin ha scritto:
paolo1951 ha scritto:
Rasputin ha scritto:Ciao Marco e benvenuto.

Occhio ad Augias secondo me è un viscido lacché

prova a cercarti qualche intervista su youTube
Non concordo, indipendentemente da chi sia Augias come persona (anch'io mi scuso con il dir: non lo conosco...), "inchiesta sul cristianesimo" e "inchiesta su Gesù" mi sono sembrati 2 libri interessanti e ben fatti.
Circa poi i "legami" tra Cristianesimo e religione egizia... so di citare solo romanzetti, ma Chistian Jacq personalmente l'ho trovato molto interessante e anche di piacevole lettura.

Non sono in grado di criticare Augias a livello di storico, però...

Augias in questa intervista fa (come è suo metodo) domande provocatorie per stimolare la discussione; poi la trasmissione era parte di un un servizio pubblico, seguita da spettatori di diverse impostazioni, che un giornalista deve comunque rispettare, e fra questo pubblico c'era senzaltro chi non è in sintonia con Odifreddi e che, per spirito di parte, gli avrebbe posto domande anche più provocatorie.
Tornando in tema, ho letto sia Odifreddi che Augias e da ragazzo lessi Bertrand Russel (Perchè non sono cristiano), sono tutti meritevoli di lettura, ma Odifreddi mi ha appassionato perchè segue un ragionamento matematico e distaccato, cioè sembra scrivere senza partecipare emotivamente alle sue idee.

Prece
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Re: libri su cristianesimo

Messaggio Da silvio il Sab 8 Feb - 21:32

paolo1951 ha scritto:
silvio ha scritto:
Rasputin ha scritto:Ciao Marco e benvenuto.

Occhio ad Augias secondo me è un viscido lacché

prova a cercarti qualche intervista su youTube
 Anche a me non piace, poi è uno legato alla sinistra che conta, col portafoglio ben gonfio.
Ok, è chiaro che i libri si scrivono per incassare i diritti d'autore!
Ma qui, torno a dire, non stiamo parlando dell'uomo Augias, del perché ha scritto questi libri, bensì di quello che ha scritto, delle sue idee.
Ma conta anche la stima che si ha dello scrittore, e Augias non mi piace.

silvio
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Re: libri su cristianesimo

Messaggio Da Rasputin il Dom 9 Feb - 10:35

silvio ha scritto:
paolo1951 ha scritto:
silvio ha scritto:
Rasputin ha scritto:Ciao Marco e benvenuto.

Occhio ad Augias secondo me è un viscido lacché

prova a cercarti qualche intervista su youTube
 Anche a me non piace, poi è uno legato alla sinistra che conta, col portafoglio ben gonfio.
Ok, è chiaro che i libri si scrivono per incassare i diritti d'autore!
Ma qui, torno a dire, non stiamo parlando dell'uomo Augias, del perché ha scritto questi libri, bensì di quello che ha scritto, delle sue idee.
Ma conta anche la stima che si ha dello scrittore, e Augias non mi piace.

Quoto. A me non piacciono nemmeno molte delle sue idee

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Re: libri su cristianesimo

Messaggio Da paolo1951 il Dom 9 Feb - 10:58

Rasputin ha scritto:
silvio ha scritto:
paolo1951 ha scritto:
silvio ha scritto:
Rasputin ha scritto:Ciao Marco e benvenuto.

Occhio ad Augias secondo me è un viscido lacché

prova a cercarti qualche intervista su youTube
 Anche a me non piace, poi è uno legato alla sinistra che conta, col portafoglio ben gonfio.
Ok, è chiaro che i libri si scrivono per incassare i diritti d'autore!
Ma qui, torno a dire, non stiamo parlando dell'uomo Augias, del perché ha scritto questi libri, bensì di quello che ha scritto, delle sue idee.
Ma conta anche la stima che si ha dello scrittore, e Augias non mi piace.

Quoto. A me non piacciono nemmeno molte delle sue idee
Ecco questo è già un altro discorso ... perché dire semplicemente "Augias non mi piace" o  "... non mi piace neache un pò", non significa proprio nulla.
Però anche tu Rasp fa per favore ancora un piccolo sforzo ulteriore... dicci qualcuna almeno di queste idee che non ti piacciono!  carneval

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Re: libri su cristianesimo

Messaggio Da Sun Tzu il Dom 9 Feb - 13:21

Ba Augias stà confondendo comunque il piano razionale con il piano della fantasia,o con l'idealizzazione della stessa.Se è per questo si può pensare infatti che la divina commedia abbia più piani di interpretazione,ma ciò non implica che Dante sia stato all'inferno,o in purgatorio o in paradiso.In secondo luogo il "logos Eracliteo",non ha niente a che vedere con il Dio abramitico,o meglio la "teologia deista" non ha continuità con il cristianesimo.L'ente della teologia deista,E' un ente postulato a priori da qualsiasi dimostrazione.In terzo luogo molto platonicamente ammette un piano sovrazionale,ripercorrendo il vecchio detto filosofico che i sensi possono sbagliarsi,e che comunque si può pensare un piano che esula i 5 sensi,e in cui l'idea si imporrebbe ai sensi.Ma di fatto se tale piano esistesse sarebbe identificabile con il pensiero che può comunque sbagliarsi,visto che irrimediabilmente il pensiero è comunque legato alle percezione dei 5 sensi,infatti dovrebbe dimostrare la possibilità di pensare senza fare nessuna esperienza,e come si fa ad avere idee non mediate dai sensi?E' impossibile un dualismo tanto radicale.Potrei avere un'idealizzazione di un percezione,ma non potrei avere la stessa idealizzazione senza nessuna percezione,e poi cosa mi garantirebbe che tale idealizzazione sia più giusta o più corretta della stessa percezione che ho con i sensi?Quel logos corrisponderebbe in realtà,con l'idea stessa di armonia che risiede all'interno dell'essere umano,che avrebbe un'analogia con un ordine al di fuori, ,ovvero un'idea dell'uomo non un' esistenza al di fuori dell'idea quindi risiederebbe nell'essere umano stesso,un tendere a questa idea assoluta,come quasi a un tendere a se stessi,al che praticamente dovrebbe eliminare ogni forma di tomismo e ritornare alle concezioni plotiniane di Uno.
Sono invece d'accordo con lui anche sul fatto che ci sia stato un cristianesimo non necessariamente violento,che tuttavia è stato spesso perseguitato per motivazioni di potere,fra l'altro non si vede perchè se la chiesa non ha mai scisso i due aspetti nella pratica,lo debba fare io.In quarto luogo non conosco cristiani che separino come fa lui stesso il piano della fede da quello della ragione,infatti per loro è razionale che un uomo cammini sulle acque in base alla petizione di principio,che se esiste una divinità trascendente allora tutto è possibile razionalmente,anche che venga curato senza medicine,sfociando nella "mirabilia".Tutto il piano della razionalità viene giustificato con la possibilità della "razionalità dei miracoli",quindi ogni improbabilità viene giustificata in base al circolo vizioso,che Dio esiste quindi ogni forma di comune irragionevolezza sarebbe comunque ragionevole,e sarebbe ragionevole in quanto Dio esiste,ovviamente senza avere alcuna definizione di questa divinità,ma in  base a un a priori e basta.

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Re: libri su cristianesimo

Messaggio Da Rasputin il Dom 9 Feb - 16:31

Paolo, per brevità potrei dirti le idee di Augias che mi piacciono  mgreen 

Scherzi a parte, non riesco a ricordarmi di un'occasione nella quale abbia chiaramente espresso come la pensa.

Oltre che viscido, paraculo pure  carneval 

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Re: libri su cristianesimo

Messaggio Da silvio il Dom 9 Feb - 21:31

paolo1951 ha scritto:
Rasputin ha scritto:
silvio ha scritto:
paolo1951 ha scritto:
silvio ha scritto:
Rasputin ha scritto:Ciao Marco e benvenuto.

Occhio ad Augias secondo me è un viscido lacché

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 Anche a me non piace, poi è uno legato alla sinistra che conta, col portafoglio ben gonfio.
Ok, è chiaro che i libri si scrivono per incassare i diritti d'autore!
Ma qui, torno a dire, non stiamo parlando dell'uomo Augias, del perché ha scritto questi libri, bensì di quello che ha scritto, delle sue idee.
Ma conta anche la stima che si ha dello scrittore, e Augias non mi piace.

Quoto. A me non piacciono nemmeno molte delle sue idee
Ecco questo è già un altro discorso ... perché dire semplicemente "Augias non mi piace" o  "... non mi piace neache un pò", non significa proprio nulla.
Però anche tu Rasp fa per favore ancora un piccolo sforzo ulteriore... dicci qualcuna almeno di queste idee che non ti piacciono!  carneval
Faparte di un ambiente radical snob, borghese e violento, di sinistra, ma di una sinistra particolare, che deve affossare una serie di valori tradizionali, ma non per demolire la Chiesa, la Destra, ecc..., ma per favorire un potere che viene da una parte del liberalismo industriale, gli illuminati, che devono pilotare le coscienze per favorire certi affari, scelte economiche, vedi Agnelli, De Benedetti, Scalfari.
Ben inserito nella RAI nel mondo editoriale, dietro compensi lauti, case di lusso, conti in banca che io dovrei vivere 10 vite per averli, so quello che dico per conoscenza diretta, ma di una cosa sono certo di sinistra non c'è ombra, come la maggioranza dei sinistri borghesi di questo paese e sono tanti, tantissimi.
Si è ateo come i compari, ma anche qui si tratta di ateismo politico e gelo interiore, freddi razionali, calcolatori, uomini di potere.
Potrebbero essere vescovi con la stessa facilità.
Hanno contribuito attivamente alle cose come sono, consapevolmente, ma se ne lavano le mani, duri e puri come Caifa.

silvio
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Messaggio Da Rasputin il Lun 10 Feb - 7:28

Verdone a Silvio!

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Messaggio Da paolo1951 il Lun 10 Feb - 8:07

silvio ha scritto:...
Faparte di un ambiente radical snob, borghese e violento, di sinistra, ma di una sinistra particolare, che deve affossare una serie di valori tradizionali, ma non per demolire la Chiesa, la Destra, ecc..., ma per favorire un potere che viene da una parte del liberalismo industriale, gli illuminati, che devono pilotare le coscienze per favorire certi affari, scelte economiche, vedi Agnelli, De Benedetti, Scalfari.
Ben inserito nella RAI nel mondo editoriale, dietro compensi lauti, case di lusso, conti in banca che io dovrei vivere 10 vite per averli, so quello che dico per conoscenza diretta, ma di una cosa sono certo di sinistra non c'è ombra, come la maggioranza dei sinistri borghesi di questo paese e sono tanti, tantissimi.
Si è ateo come i compari, ma anche qui si tratta di ateismo politico e gelo interiore, freddi razionali, calcolatori, uomini di potere.
Potrebbero essere vescovi con la stessa facilità.
Hanno contribuito attivamente alle cose come sono, consapevolmente, ma se ne lavano le mani, duri e puri come Caifa.
Silvio il tuo ragionamento a me suona analogo al seguente:
Stalin era un porco, quindi il comunismo è una porcheria.
Oppure anche a questo:
la Chiesa è piena di preti pedofili, quindi il cattolicesimo è una vergogna...

Per me il comunismo rimane una dottrina sbagliata anche quando mi viene presentato da una persona come Antonio Gramsci.
Il Cattolicesimo mi disgusta anche nella sua veste francescana...

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Messaggio Da silvio il Lun 10 Feb - 22:30

Non so se hai colto la mia critica ad Augias, io non entro nel merito di ciò che scrive, ma entro nel merito perché lo scrive, cioè non scrive per semplice spirito divulgativo o di studio, ma fa parte di una sottile propaganda politica ed economica, che è molto ambigua.
Gramsci era un teorico, condivisibile o no, ma non ambiguo, Stalin era un uomo durissimo e spietato, ma non ambiguo.

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Messaggio Da paolo1951 il Mar 11 Feb - 8:32

silvio ha scritto:Non so se hai colto la mia critica ad Augias, io non entro nel merito di ciò che scrive, ma entro nel merito perché lo scrive, cioè non scrive per semplice spirito divulgativo o di studio, ma fa parte di una sottile propaganda politica ed economica, che è molto ambigua.
Gramsci era un teorico, condivisibile o no, ma non ambiguo, Stalin era un uomo durissimo e spietato, ma non ambiguo.
Sì credo di aver capito, ma trovo la cosa irrilevante.
Penso che chi fa qualcosa di buono per motivi egoistici e meschini, sia meglio di chi sbaglia sia pur motivato da nobilissime intenzioni.
L'opera divulgativa svolta da Augias (che non è uno storico) mi sembra oggettivamente apprezzabile indipendentemente da quelli che possano essere i fini che Augias persegue.

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Messaggio Da ToninoScalzo il Mar 11 Feb - 9:20

silvio ha scritto:Non so se hai colto la mia critica ad Augias, io non entro nel merito di ciò che scrive, ma entro nel merito perché lo scrive, cioè non scrive per semplice spirito divulgativo o di studio, ma fa parte di una sottile propaganda politica ed economica, che è molto ambigua.
Gramsci era un teorico, condivisibile o no, ma non ambiguo, Stalin era un uomo durissimo e spietato, ma non ambiguo.

Non condivido! Stalin era ambiguo (un mediocre, un arrivista, uno che abusava della parola comunista) come del resto lo sono tutti i politici. Che poi molti di noi si siano fatti un’idea distorta sul “cattivo dittatore” sovietico (era un uomo “oggettivamente malvagio”) è un altro discorso: i suoi crimini non sono diversi da quelli commessi da Lincoln, Cesare e altri personaggi passati alla storia come eroi buoni. Il nostro giudizio è condizionato dai libri che abbiamo letto.
In quanto al comunismo di Marx viceversa (a me non piace nemmeno Gramsci) è una teoria scientifica: basata sulla razionalità (metro/misura) umana! Cioè il contenuto del capitale è misurabile in termini di vero/falso, mentre tutte le teorie religiose si basano sui concetti di buono /cattivo.
Ad esempio la democrazia sarebbe un concetto “oggettivamente” buono (paradosso), ed è indiscutibile che ogni idea non democratica sia “cattiva”! Stesso discorso vale per i santi, tutta gente troppo buona … che si opponeva ai malvagi.
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Vorrei accennare al concetto di “catena religiosa”. Noi sappiamo che la matematica si basa su delle nozioni elementari e in qualche modo ogni matematico ha fede in quelle premesse (per definizione indimostrabili). Tali premesse però non devono mai cadere in contraddizione fra loro, altrimenti perderebbe significato. Anche nelle religioni esistono le premesse per fede, ma quelle religiose non hanno alcun vincolo razionale, si basano solo istinti: possono tranquillamente cadere in contraddizione (vedere il comandamento « non ammazzare » che si significa di tutto e il contrario di tutto) », ma quello che conta è la fiducia nel gran Guru.
Ora per restare sul concetto catena, chiunque ha letto qualcosa di Einstein si sarà accorto che non si reputava ateo perché (secondo lui) gli atei (non tutti) nel tentativo di rompere l’incatenamento religioso (la contraddittorietà spacciata) si sarebbero re-intrappolati nei cocci di quella maledetta catena.

Einstein era religioso? No!!!

Era agnostico? No!!!
Era uno che gli piaceva parlare di aria fritta? No!!!

E allora qual era il problema di Einstein?

Io invito chiunque a iscriversi ad un circolo religioso, a spacciarsi per credente e a frequentarlo con assiduità. Dopo un po’ di tempo si accorgerà che ogni volta che esprime un suo pensiero intimo (anche in difesa della chiesa) tutti lo guarderanno come fosse un cretino! Perché? Perché i “religiosi” sono convinti che c’è un gran Mogol (vivo e vegeto, altro che Gesù Cristo) e noi tutti dobbiamo memorizzare, parola per parola, ogni suo singolo pensiero … altrimenti siamo degli imbecilli.
Insomma quel vergognarci delle nostre idee intime è l’intrappolamento mentale cui si riferisce Einstein ed è la stessa catena allusa da Marx quando esorta: << proletari di tutti i paesi unitevi!>>

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Messaggio Da paolo1951 il Mar 11 Feb - 9:41

ToninoScalzo ha scritto:...
In quanto al comunismo di Marx viceversa (a me non piace nemmeno Gramsci) è una teoria scientifica: basata sulla razionalità (metro/misura) umana! Cioè il contenuto del capitale è misurabile in termini di vero/falso, mentre tutte le teorie religiose si basano sui concetti di buono /cattivo.
...
Ho seri dubbi che il comunismo di Marx sia solo "una teoria scientifica"... "misurabile in termini di vero/falso..."
Certo le intenzioni dichiarate di Marx erano queste, ma che il suo pensiero sia davvero coerente con queste "intenzioni" è cosa tutta da dimostrare.

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Re: libri su cristianesimo

Messaggio Da paolo1951 il Mar 11 Feb - 9:55

ToninoScalzo ha scritto:...
Vorrei accennare al concetto di “catena religiosa”. Noi sappiamo che la matematica si basa su delle nozioni elementari e in qualche modo ogni matematico ha fede in quelle premesse (per definizione indimostrabili). Tali premesse però non devono mai cadere in contraddizione fra loro, altrimenti perderebbe significato. Anche nelle religioni esistono le premesse per fede, ma quelle religiose non hanno alcun vincolo razionale, si basano solo istinti: possono tranquillamente cadere in contraddizione (vedere il comandamento « non ammazzare » che si significa di tutto e il contrario di tutto) », ma quello che conta è la fiducia nel gran Guru.
...
Non so se ho ben capito quanto scrivi, ma mi sembra che tu confonda "religioso" con "ecclesiale".
Come tu osservi, persino "la matematica si basa su delle nozioni elementari e in qualche modo ogni matematico ha fede in quelle premesse (per definizione indimostrabili)"... l'incoerenza delle religioni deriva dal concetto di "rivelazione", concetto certamente tipico di tutte le religioni tradizionali, ma per esempio un Kant tentò (almeno) di costruire una religione nei limiti della semplice ragione.
E d'altra parte anche certe comunità, "scuole" (sedicenti) scientifico-filosofiche... si comportano di fatto come le religioni: vedi l'esempio tipico dell'aristotelismo medievale e post-medievale.

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Re: libri su cristianesimo

Messaggio Da Rasputin il Mar 11 Feb - 10:24

silvio ha scritto:Non so se hai colto la mia critica ad Augias, io non entro nel merito di ciò che scrive, ma entro nel merito perché lo scrive, cioè non scrive per semplice spirito divulgativo o di studio, ma fa parte di una sottile propaganda politica ed economica, che è molto ambigua.
Gramsci era un teorico, condivisibile o no, ma non ambiguo, Stalin era un uomo durissimo e spietato, ma non ambiguo.

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Re: libri su cristianesimo

Messaggio Da ToninoScalzo il Mar 11 Feb - 12:33

“Paolo1951” ha scritto:Non so se ho ben capito quanto scrivi, ma mi sembra che tu confonda "religioso" con "ecclesiale".
Come tu osservi, persino "la matematica si basa su delle nozioni elementari e in qualche modo ogni matematico ha fede in quelle premesse (per definizione indimostrabili)"... l'incoerenza delle religioni deriva dal concetto di "rivelazione", concetto certamente tipico di tutte le religioni tradizionali, ma per esempio un Kant tentò (almeno) di costruire una religione nei limiti della semplice ragione.
E d'altra parte anche certe comunità, "scuole" (sedicenti) scientifico-filosofiche... si comportano di fatto come le religioni: vedi l'esempio tipico dell'aristotelismo medievale e post-medievale.
Premesso che Marx (come Darwin, Kant e chiunque altro) andrebbe letto e giudicato direttamente da noi e non per interconnessa persona, perché in quest'ultimo caso si cade nella più classica e passiva forma di fede. Però al momento vorrei rispondere al punto che più mi preme e che da un significato alla frase "oppio dei popoli" (pare che l'avesse detto anche Kant).
Gli ecclesiali, è risaputo, vanno in confusione quando in palio ci sono le cosiddette “questioni economiche”. E sebbene la cosa mi faccia schifo, posso capire il perché in quei momenti fraintendano il significato di certe paroline della bibbia.
Ben diversa è però la posizione del fedele (il tifoso), di chi cioè ha delegato ad altri il delicato compito del pensare.
A tal proposito t’invito a leggere il passo sottostante
Ciao.
“ToninoScalzo”
I morti viventi (Dicembre ’07 / Gennaio ’08)

Certi film lasciavano … già quelli di oggi non lasciano nulla – dicevo – certi film lasciavano una strana sensazione. Il letto, a volte, faceva paura. Perché?
Chissà quante volte, tra un incubo e l’altro, ci siamo chiesti: “Chi è Pinocchio?”, “Chi sono i Vampiri?” o ancora “Chi sono gli zombie?”.

Vorrei però, a tal proposito, far notare che a differenza degli autori moderni (che evidentemente hanno l’obbligo di solleticarci qualcos’altro), quelli di una volta miravano a solleticare il nostro inconscio. Non dai soldi facili erano mossi, ma dalla loro vena poetica. Oggi, invece, i romanzieri confondano la letteratura con la pornografia e la macelleria con i film dell’orrore. In realtà nulla peggiora o migliora, tutto si evolve! Tutto è servo di questa o di quella logica! E oggi più che mai regna sovrana la logica del mercato, la cui mira è: “Migliorare la confezione per rifilarla senza contenuto”! Sembra un’involuzione, è vero, ma se vista con l’occhio del venditore è un netto miglioramento. Già, non è stato mica facile infinocchiare le nuove generazioni. Ci sono voluti dei capitali enormi! Si è dovuto insistere e persistere, a livello mediatico, che giovane è sinonimo di “verità” e vecchio di … “imbroglio”.  L’impresa è stata ardua, è vero, ma alla fine la genialità ha trionfato. E sì, chi riesce a vendere e a caro prezzo il nulla – bisogna ammetterlo – è un “genio”, è l’evoluzione stessa, reincarnata e fattasi uomo d’affari.
Pinocchio è un bambino che affronta la vita confidando in un fato amico. Il fato (la fatina) in cui confida è però un venticello, è il ricordo dell’amore materno. Un ricordo mascherato, un’illusione: la sensazione che il mondo ha un occhio di riguardo tutto per noi; un abbaglio che ci trascineremo sempre dietro … fino alla morte.

Il vampiro è invece nell’immaginario femminile (e non solo), l’ombra nera che si cela dietro ogni principe azzurro. È la notte che succede al giorno. È l’incubo che si alterna al sogno. È l’eco di un urlo lontano.

E i morti viventi, invece? Chi sono i morti viventi?

Da bambino ero un divoratore di fumetti. In particolare ne amavo due generi: quelli italiani di Sergio Bonelli (Tex Willer, Zagor, etc.) e quelli americani di Stan Lee (L’Uomo Ragno, Hulk, etc.).
Tra i vari personaggi, a colpire la mia attenzione, c’era anche un certo “Dottor Strange”. Un ex-chirurgo dedito alla stregoneria, che viveva nell’attuale New York e che a volte si rifugiava in altra dimensione: parallela alla nostra ma separata da una porta magica. La porta, sebbene invisibile, era accessibile a tutti, bastava solo desiderarlo e sapersi concentrare. Aldilà di quella porta si apriva una specie di medio evo, i cui abitanti, il popolo dei “senza mente”, erano degli invasati, degli esseri privi di volontà e fedeli seguaci di “Dormammu”: signore di quei luoghi e Dio del male.
Solo Clea, a causa del suo amore per l’ex-chirurgo, aveva riacquistato la ragione ed era sfuggita a quel controllo mentale. Fuga pero che significava contagio … seguaci, pericolo. E in quel luogo, infatti, tanto lei quanto il Dottor Strange, erano considerati dei ricercati, dei criminali, dei mostri agli occhi di tutti. Malgrado ciò, i due innamorati, non riuscivano a provare odio per quella gente, non potevano né volevano far del male a chi non aveva colpa per il proprio agire. Loro due odiavano svisceratamente solo Dormammu.

Ho detto tutto questo perché le facce e le movenze dei “Senza Mente” ricordavano, in ogni minimo dettaglio, i Morti Viventi, i protagonisti di molti film dell’orrore.

E allora chi saranno mai questi “Zombie” o “Morti Viventi” che dir si voglia?

Giordano Bruno era un “criminale” vissuto sul finire del 16° secolo e giustiziato al rogo proprio nell’anno 1600.
Da quel che ho letto, le colpe di cui si era macchiato erano così gravi e così atroci che i giudici “incorrotti e incorruttibili” dell’epoca non seppero trovare un solo cavillo burocratico per smussargli la pena. I “crimini” a suo carico erano così deplorevoli e così orrendi da rendere insperabile la possibilità che qualcuno provasse un briciolo di pietà per lui.
Gli stupratori di vecchiette e gli assassini in genere, tutto sommato, erano degli esseri umani, e la giustizia dal “cuore tenero” del medio evo, in cambio di una “sana” e “spontanea” confessione, spesso leniva le sofferenze del fuoco con lo strangolamento. Cioè, il più delle volte il condannato (“il sicuro criminale”) arrivava al rogo già morto.

Ma questo non fu, né poteva essere il caso del “mostro” Giordano Bruno.

All’epoca i “media” erano ancora agli esordi, perlomeno non erano evoluti come quelli odierni. Diffondere in maniera capillare la propria voce, per la nobiltà era cosa assai difficile. Eppure, già allora, chi deteneva il potere riusciva a toccare l’anima “pia” delle persone comuni.

Il divino, un po’ come quella magica tela di una famosa fiaba, appariva invisibile agli occhi e ai cuori della “stupida plebaglia” del lontano medioevo, ma la vera magia del “timor di Dio” dei santi inquisitori andava oltre ogni arcano mistero della fede. Nessuno, infatti, nemmeno a livello intimo osava mettere in discussione la regolarità di un processo. Chiunque, oggi come allora poteva sbagliarsi, è vero … ma di sicuro un fedele servitore del “altissimo” mai avrebbe potuto confondere una sentenza per un capriccio.

E mentre ardeva al rogo, il re dei criminali, fu pure “giustamente” costretto ad assistere allo sfogo di un’orda inferocita di “brava gente” che gli inveiva contro a più non posso.
Gli sputi e gli insulti (Vergogna! Bastardo! Assassino! Vigliacco!) quella notte si sprecarono. Molti urlarono con tale rabbia, vigore, passione e sentimento, da restare senza voce per delle settimane intere.
In fin dei conti è raro trovarsi a faccia a faccia col proprio incubo, è troppo bello avere la possibilità di saperlo inerme (l’incubo) proprio come inermi eravamo noi (nel sonno) quanto lui ci tormentava e ci perseguitava. Eh già, sarebbe troppo bello ...
Tuttavia, per quella gente, quel troppo bello era divenuto realtà. Peccato solo che le autorità erano troppo buone! Troppo sensibili! Troppo scrupolose! Troppo tenere! Troppo …
L’intimo umano è molto strano. In quelle condizioni l’odio avrebbe dovuto prendere il sopravvento, eppure nel cuore di Giordano Bruno non c’era più posto per quel sentimento. Persino i gendarmi, ipocritamente pagati per vietare il lancio di sassi nel presunto tentativo di difendere la pur misera dignità del condannato, non gli facevano alcuna rabbia. L’unica cosa che gli bruciava nel petto più delle fiamme erano le lacrime di chi, magari rintanata chissà dove, stava soffrendo in solitudine per lui.
«Ti prego, non piangere per me! Ti prego … Io non merito niente!». Erano le sole parole che, più o meno, avrebbe voluto dirle. «Se davvero fossi stato degno del tuo amore, mai avrei dovuto scrivere che ogni banale puntino luminoso del Cielo in realtà è un mondo, è un’altra Terra. Se davvero avessi tenuto a te, non mi sarebbe costato nulla, al processo, rinnegare quei miei scritti. Ritrattare quella mia folle idea di un Universo vivo, popolato da esseri a noi alieni». Poi, però, temendo d’essere ascoltato per davvero e forse tremando all’idea di perdere anche il refrigerio di quella lacrima solitaria, avrebbe sicuramente aggiunto: «Non è stato certo per farti un dispetto che ho agito così, credimi! Non era mia intenzione farti soffrire, anzi … È che, nelle verità che difendevo, io ho intravisto un cuore che batteva. Un cuore grande. Un cuore troppo uguale al tuo!».

Probabilmente quando si sta per morire non c’è più posto per l’odio. Forse l’odio è la prima cosa a svaporare, quando si è penzoloni legati sopra un rogo. Poi, via-via svapora la carne e infine tutto il resto.
Sì, probabilmente è così! Sicuramente è così! D’altronde, perché mai non dovrebbe essere così?
Però … Forse … Volendo … A ben vedere …
Riflettendoci bene c’è pure un’altra spiegazione: “Si può odiare un cane, una pianta e tutto ciò che è vivo, ma non si possono odiare i morti … viventi solo in apparenza”.

ToninoScalzo
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