Ma se c'è crisi non potrebbero stampare più soldi?

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Ma se c'è crisi non potrebbero stampare più soldi?

Messaggio Da paolo1951 il Gio 27 Feb - 18:37

Ho riportato nel titolo, pari pari, una domanda fatta tempo fa su http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20120121021716AA78xWW
Ma basta googlare per trovarne centinaia di simili sul web...
Certamente molti hanno risposto più o meno correttamente che se si stampasse il doppio della carta moneta in breve tempo tutti i prezzi raddoppierebbero e quindi in termini reali avremmo esattamente gli stessi soldi di prima... ok, anche se a ben vedere, questa è una ipotesi direi molto ottimista, in realtà il deprezzamento della moneta sarebbe ancor maggiore e quindi avremo molto meno soldi di prima!
Ma quello che notavo e volevo far notare è un'altra cosa:
facendo una breve ricerca (quindi senza pretesa...) mi sembra che nessuna delle risposte date in questi siti web, spieghi minimamente il perché questo (intendo l'inflazione) avviene...
C'è qualcuno tra di noi che se la sente di provarci in modo semplice?

paolo1951
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Re: Ma se c'è crisi non potrebbero stampare più soldi?

Messaggio Da Minsky il Gio 27 Feb - 20:44


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Re: Ma se c'è crisi non potrebbero stampare più soldi?

Messaggio Da paolo1951 il Gio 27 Feb - 23:34

Non male... ma perché siamo stati così fessi da accettare conchiglie come pagamento???
... e poi addirittura un pezzo di carta, buona giusto per pulirsi il culo?

paolo1951
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Re: Ma se c'è crisi non potrebbero stampare più soldi?

Messaggio Da paolo1951 il Ven 28 Feb - 8:52

Su ragazzi, perché abbiamo accettato le inutili conchiglie al posto del buon pollo o dei pecorini di ... Delfi (mi sembra)???
E soprattutto perché abbiamo accettato poi della carta al posto delle conchiglie?

Che senso ha discutere di euro & lira se non risolviamo prima questo piccolo problemino?
... e pensate che sul "ritorno alla lira", quel buffone di Grillo ci vorrebbe fare un referendum popolare!!!

paolo1951
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Re: Ma se c'è crisi non potrebbero stampare più soldi?

Messaggio Da Minsky il Ven 28 Feb - 21:04

paolo1951 ha scritto:Su ragazzi, perché abbiamo accettato le inutili conchiglie al posto del buon pollo o dei pecorini di ... Delfi (mi sembra)???
E soprattutto perché abbiamo accettato poi della carta al posto delle conchiglie?

Che senso ha discutere di euro & lira se non risolviamo prima questo piccolo problemino?
... e pensate che sul "ritorno alla lira", quel buffone di Grillo ci vorrebbe fare un referendum popolare!!!
E perché tu accetti dei bit registrati nella memoria di un server di una banca, come compenso per il tuo lavoro? La questione è che il denaro è un mezzo di scambio che ha valore per stipulazione, non intrinsecamente. Se ancora ci fossero i dobloni d'oro, sarebbe diverso, anche se i dobloni comunque non li puoi mangiare. Ma oggi il denaro è informazione pura, è stato completamente dematerializzato.

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Re: Ma se c'è crisi non potrebbero stampare più soldi?

Messaggio Da paolo1951 il Ven 28 Feb - 22:37

No, Minsky sei completamente fuori strada... neanche il rublo dell'URSS (quello che al cambio ufficiale valeva 1$)  era come tu dici "complletamente dematerializzato", o per lo meno lo era solo a livello internazionale (dove infatti non veniva accettato) ma non all'interno dell'URSS.
Euro, dollaro e sterlina hanno un valore reale del tutto paragonabile al doblone d'oro, alla moneta-merce.

PS: infatti anche i dobloni quando arrivarono nel XVI secolo grandi quantità di oro in Europa persero buona parte del loro valore proprio come succede alla carta moneta quanto se ne stampa troppa.

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Re: Ma se c'è crisi non potrebbero stampare più soldi?

Messaggio Da holubice il Sab 1 Mar - 7:37

Che dire, basterebbe leggere questa banconota..




..oppure osservare questo spazzino prima della II guerra mondiale:



Gente, sta accadendo uno di quei scambi sui binari della storia che tante volte avete letto sui vostri libri di scuola. Cade il Faraone, la magnificenza della civiltà Ellenica, l'Impero Romano, quello Sacro Romano Impero, l'Impero su cui non tramontava mai il sole di Carlo V finisce per mandare i suoi nipoti a pulire i cessi dei fast food di Londra. E tanti altri.
Insomma, dobbiamo farci da parte, perché è il turno di qualche d'un altro.

Ohi, chissà, magari sono anche gustose...




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Re: Ma se c'è crisi non potrebbero stampare più soldi?

Messaggio Da holubice il Sab 1 Mar - 7:46

E poi, ve lo ricordate tutti, che noi siamo messi peggio dello Zimbabwe...?

"Manco nello Zimbabwe..."



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Re: Ma se c'è crisi non potrebbero stampare più soldi?

Messaggio Da paolo1951 il Sab 1 Mar - 8:02

Prima di tutto mi scuso con Minsky, ieri sera gli ho detto: "... sei completamente fuori strada", mentre aveva detto una cosa verissima il denaro è "de-materializzato", "ha valore per stipulazione".
Ma quello che io volevo dire (anticipando forse il discorso di Holu) è che tra la banconota dello Zinbawe e il nostro euro ce ne corre della differenza... idem con il marco tedesco del 1919 !!!

E ancora, non è poi che siamo sempre così stupidi quando accettiamo un pezzo di carta o delle conchiglie come pagamento del nostro lavoro o dei beni che vendiamo!

Quel pezzo di carta è si sempre privo di valore "intrinseco" ma in qualche caso un "valore" ce l'ha eccome e in altri no... è solo spazzatura.

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Re: Ma se c'è crisi non potrebbero stampare più soldi?

Messaggio Da paolo1951 il Sab 1 Mar - 8:16

Holu a te piace sempre fare la Cassandra... forse un po' per scherzo, un po' sul serio. Ma se davvero fossimo messi come lo Zimbabwe è chiaro che non avremmo l'euro... oppure l'euro sarebbe una moneta ben diversa da quello che è?
Non so quanto "valgano" quei 100.000 miliardi di dollari... di certo non ci paghi il debito pubblico italiano che è solo 2.500 miliardi.
Dunque ci siamo quasi... supponiamo che 200 miliardi di dollari dello Zimbabwe valgano oggi un euro, perché c'è questa "proporzione"?

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Re: Ma se c'è crisi non potrebbero stampare più soldi?

Messaggio Da ToninoScalzo il Sab 1 Mar - 8:32

Più si mette in circolazione del denaro e più il denaro perde valore, altrimenti ...
 
Poi esistono pure delle convenzioni tra "stati alleati" e a fare i furbi si rischia di essere esclusi dall'alleanza.
 
Comunque il cittadino medio è totalmente tenuto all'oscuro dei veri meccanismi che ruotano  attorno alla fabbricazione di denaro.
 
A noi viene spiegato solo che attraverso il nostro "voto libero" possiamo cambiare
il destino del mondo:
il famoso libero arbitrio nelle nostre mani.
 
Cosa che d'altronde succedeva già nel medioevo ... al cittadino medio veniva data la possibilità di cambiare il destino del mondo attraverso
il suo voto alla madonna:
Sempre il discorso del libero arbitrio nelle mani di tutti.

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Re: Ma se c'è crisi non potrebbero stampare più soldi?

Messaggio Da paolo1951 il Sab 1 Mar - 8:53

La così detta democrazia non è poi tanto diversa da altri sistemi meno democratici... per costringere la gente a votare in certo modo, basta "costringerla" a "pensare" (o meglio a "credere") in un certo modo.

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Re: Ma se c'è crisi non potrebbero stampare più soldi?

Messaggio Da paolo1951 il Sab 1 Mar - 8:56

La lusinga è spesso più efficace della violenza... tu elettore sei furbo, intelligente e quindi hai capito benissimo che devi votare così... se non votassi così, allora saresti uno stupido, ma tu non sei di certo uno stupido...

paolo1951
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Re: Ma se c'è crisi non potrebbero stampare più soldi?

Messaggio Da holubice il Sab 1 Mar - 9:01

paolo1951 ha scritto:La lusinga è spesso più efficace della violenza... tu elettore sei furbo, intelligente e quindi hai capito benissimo che devi votare così... se non votassi così, allora saresti uno stupido, ma tu non sei di certo uno stupido...
Noi abbiamo sovrammercato di pesone furbe.

E' di persone intelligenti che siamo fortemente deficitari..

 crying 

holubice
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Re: Ma se c'è crisi non potrebbero stampare più soldi?

Messaggio Da paolo1951 il Sab 1 Mar - 9:08

holubice ha scritto:
paolo1951 ha scritto:La lusinga è spesso più efficace della violenza... tu elettore sei furbo, intelligente e quindi hai capito benissimo che devi votare così... se non votassi così, allora saresti uno stupido, ma tu non sei di certo uno stupido...
Noi abbiamo sovrammercato di pesone furbe.

E' di persone intelligenti che siamo fortemente deficitari..

 crying 
Non saprei, è parimenti difficile trovare sia uno che pensi di non essere furbo o di non essere intelligente.

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Re: Ma se c'è crisi non potrebbero stampare più soldi?

Messaggio Da paolo1951 il Dom 2 Mar - 11:05

... rimane un cosa che nessuno. mi sembra, abbia qui ancora tirato fuori:
non si sarà mica una relazione tra PIL e moneta "stampabile"???

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Re: Ma se c'è crisi non potrebbero stampare più soldi?

Messaggio Da paolo1951 il Sab 15 Mar - 10:16

... volevo dire che il denaro (o meglio la carta moneta) è forzatamente collegato alla "ricchezza" che qualcuno produce e magari qualcun altro rapina... quindi più genericamente "possiede".
Le lettere di cambio dei mercanti genovesi avevano un valore reale persino nella lontana Costantinopoli, perché effettivamente le banche genovesi erano in grado (e lo facevano...) di cambiare quei pezzi di carta con la quantità di oro fino in esse indicato.

Lo stipendio accreditato sul c/c ha un valore se con la carta bancomat io posso comprare nei "mercati" i beni reali di cui ho bisogno o che comunque desidero comprare.

Insomma la moneta dovrebbe essere, in teoria, emessa da chi produce!
Invece il "batter moneta" è diventato ben presto un monopolio dello Stato.
Ma lo Stato in genere non produce un cazzo... e allora?
Allora la "credibilità" della banconota è semplicemente collegata alla capacità che uno stato dimostra nel rapinare quei cittadini che lavorano e producono beni e servizi.  moon 

So di aver detto tutte ovvietà... ma quanti di coloro che per esempio mi dicono: "io sono un onesto e pago tutte le tasse", queste ovvietà non le sanno o fanno finta di non saperle?

Come fa a pagar le tasse uno statale che lavora in un ente assolutamente inutile, in un organismo che non produce nulla o produce solo cose che il mercato non richiede... che nessuno è disposto a pagare per avere, né che sia pur indirettamente servono a produrre cose utili, richieste dal mercato e quindi "apprezzabili"?

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Re: Ma se c'è crisi non potrebbero stampare più soldi?

Messaggio Da holubice il Dom 16 Mar - 8:04

Questo articolo può dare spunti di conversazione:

Il Fatto: Argentina di nuovo sull’orlo del precipizio, dodici anni dopo il default finanziario



"La crisi finanziaria argentina del 2001 ha colpito l’immaginazione e, purtroppo, anche i portafogli degli italiani. Le dimensioni della crisi e i legami culturali fra i due Paesi hanno assicurato a questo episodio un’ampia copertura sui nostri mezzi di informazione. Così, oggi, nel dibattito italiano si moltiplicano i riferimenti all’esperienza argentina. Un’insistenza spiegata anche da un’ovvia analogia: l’aggancio del peso al dollaro, sperimentato dall’Argentina negli anni 90, ricorda molto quello della lira al marco, realizzato entrando nell’euro. Analogia utilizzata per dimostrare tutto e il contrario di tutto. Da una parte abbiamo quelli che, come l’attuale presidente del Consiglio, ripetono che l’euro ci ha difeso da una crisi “di tipo argentino”. Dall’altra quelli che, come Nouriel Roubini, fin dal 2006 avevano chiarito che l’entrata nell’euro esponeva l’Italia agli stessi rischi corsi dall’Argentina agganciandosi al dollaro: perdita di competitività, accumulo di debito estero, rischio di default."




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Re: Ma se c'è crisi non potrebbero stampare più soldi?

Messaggio Da holubice il Dom 16 Mar - 8:22

paolo1951 ha scritto:...Come fa a pagar le tasse uno statale che lavora in un ente assolutamente inutile, in un organismo che non produce nulla o produce solo cose che il mercato non richiede... che nessuno è disposto a pagare per avere, né che sia pur indirettamente servono a produrre cose utili, richieste dal mercato e quindi "apprezzabili"?
Allo stato dell'arte, una persona saggia dovrebbe vendere tutto quanto ha sotto il sole e spostarsi in un altro Paese prima che tutto quanto venga giù.

Un mio collega ha venduto tutto ed ha aperto una gelateria in Germania (i genitori stavano là, e parla già la lingua). Un altro mio collega ci ha lasciati proprio ieri, e va a lavorare a Berlino.

Se avete una casa che, ipoteticamente, ha un valore di 250.000 euro, molto probabilmente potreste trovarvi solo con 90.000 euro di qui a poco.
O forse meno.

Vogliono dare 700 euro al mese agli operai della Electrolux di Pordenone. Questo significa solo che tutto il nostro Paese dovrà tornare prezzi di beni mobili e immobili comparabili.

Perché non tornare all'inflazione a 2 cifre a cui siamo sempre stati abituati? Una del tipo 25% come a fine anni settanta... In quel caso a prenderla in $u/o sarebbero quasi esclusivamente i possessori di Btp a 20-30 anni, che vedrebbero azzerati gli interessi percepiti, e intaccato pure il valore del proprio investimento.

Eh, guardate, oggi come oggi non vorrei proprio essere nei panni di chi ha un sacco di soldi.

E chi dormirebbe più la notte...



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Re: Ma se c'è crisi non potrebbero stampare più soldi?

Messaggio Da holubice il Dom 16 Mar - 8:25

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Re: Ma se c'è crisi non potrebbero stampare più soldi?

Messaggio Da paolo1951 il Dom 16 Mar - 9:55

holubice ha scritto:
paolo1951 ha scritto:...Come fa a pagar le tasse uno statale che lavora in un ente assolutamente inutile, in un organismo che non produce nulla o produce solo cose che il mercato non richiede... che nessuno è disposto a pagare per avere, né che sia pur indirettamente servono a produrre cose utili, richieste dal mercato e quindi "apprezzabili"?
Allo stato dell'arte, una persona saggia dovrebbe vendere tutto quanto ha sotto il sole e spostarsi in un altro Paese prima che tutto quanto venga giù.

Un mio collega ha venduto tutto ed ha aperto una gelateria in Germania (i genitori stavano là, e parla già la lingua). Un altro mio collega ci ha lasciati proprio ieri, e va a lavorare a Berlino.

Se avete una casa che, ipoteticamente, ha un valore di 250.000 euro, molto probabilmente potreste trovarvi solo con 90.000 euro di qui a poco.
O forse meno.

Vogliono dare 700 euro al mese agli operai della Electrolux di Pordenone. Questo significa solo che tutto il nostro Paese dovrà tornare prezzi di beni mobili e immobili comparabili.

Perché non tornare all'inflazione a 2 cifre a cui siamo sempre stati abituati? Una del tipo 25% come a fine anni settanta... In quel caso a prenderla in $u/o sarebbero quasi esclusivamente i possessori di Btp a 20-30 anni, che vedrebbero azzerati gli interessi percepiti, e intaccato pure il valore del proprio investimento.

Eh, guardate, oggi come oggi non vorrei proprio essere nei panni di chi ha un sacco di soldi.

E chi dormirebbe più la notte...


Bah iniziamo da coloro che "hanno un sacco di soldi"... a me non fanno affatto pena, se non riescono a dormire la notte è solo perché sono troppo avidi, cioè hanno i soldi nel cuore e non solo nel portafoglio.
In realtà credo che i soldi mai come oggi (in un momento di crisi economica) mostrino la loro forza, il loro potere.

Purtroppo invece  la maggior parte delle persone che ha qualche soldo ha però ancor più "debiti" e quel che è peggio ha moltissimi crediti "in sofferenza" la cui esigibilità è estremamente incerta.
E questi crediti sono proprio loro la cosa che non ti fa dormire di notte!!!
Non perché ti rodi all'idea che quei soldi se li godono altri... o comunque non solo e non tanto per questo, ma perché a quei crediti è legata la tua sorte, forse la tua possibilità di sopravvivenza commerciale... e perché sta nelle mani di altri questa tua sorte, tu non puoi più fare altro che pregare o imprecare.

Scappare, andare all'estero può essere un'idea ma io consiglierei, ben più che il nord, il sud...

Personalmente avrei anche un sogno che definirei "sionismo" senza ebraismo, consisterebbe in questo:
cercare una zona della terra poco popolata, chiedere al governo locale di potervi formare un "focolare" italiano ...
Quindi lasciar partire dall'Italia per quella destinazione artigiani, commercianti, piccoli imprenditori, professionisti, operai e impiegati che non vogliono un posto statale sicuro, quelli a cui non frega un cazzo dell'articolo 18, ma chiedono solo di lavorare e guadagnare il più possibile...

Libereremmo così l'Italia di milioni di evasori fiscali, che saranno giustamente condannati a vivere in un inferno africano o australiano dove ci saranno scarsissime tutele sindacali, dove dovrai pagarti le medicine e il medico, dove il posto di lavoro non sarà un diritto ma una conquista, dove la burocrazia sarà quasi inesistente, dove insomma ci sarà la legge della giungla... dove i processi dureranno pochi giorni... dove un insegnante avrà 30 o più studenti per classe, lavorerà 40 ore alla settimana e dovrà pure dimostrare di conoscere le materie che insegna, cioè che gli si chiede di insegnare... dove le imposte non supereranno il 20% del PIL, ecc. ecc.

In Italia invece resteranno le persone oneste tipo i milioni di statali che pagano le tasse, i grandi e medi industriali con le loro maestranze che giustamente vogliono garantito il loro posto di lavoro, i loro diritti acquisiti, ... tutte le organizzazioni umanitarie e di volontariato, cattoliche e laiche, i politici e gli economisti di professione, gli antinucleari, gli anti-TAV... gli psichiatri, gli psicologi e i neurologi... i preti cattolici e quelli laici o persino atei... i grillini e quelli del SEL...

Come scegliere chi parte e chi resta?
Su base rigorosamente volontaria, con l'unica avvertenza che chi decide di partire sottoscriva un documento in cui si dichiara ben consapevole di quello che perde, e si assume pienamente ogni responsabilità circa le possibili infauste conseguenze!
Tra queste conseguenze io ci metterei pure la rinuncia esplicita alla pensione INPS e ai contributi versati fino ad oggi a questo nobile istituto (tanto sono tranquillo che rinunceremo ben a poco... è già "sparito" tutto).

Io ho 63 anni ma se fosse possibile sarei pronto a partire per questo nuovo Exodus anche domani!

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Re: Ma se c'è crisi non potrebbero stampare più soldi?

Messaggio Da holubice il Dom 16 Mar - 12:47

paolo1951 ha scritto:...Personalmente avrei anche un sogno che definirei "sionismo" senza ebraismo, consisterebbe in questo:
cercare una zona della terra poco popolata, chiedere al governo locale di potervi formare un "focolare" italiano ...
Quindi lasciar partire dall'Italia per quella destinazione artigiani, commercianti, piccoli imprenditori, professionisti, operai e impiegati che non vogliono un posto statale sicuro, quelli a cui non frega un cazzo dell'articolo 18, ma chiedono solo di lavorare e guadagnare il più possibile...
Libereremmo così l'Italia di milioni di evasori fiscali, che saranno giustamente condannati a vivere in un inferno africano o australiano dove ci saranno scarsissime tutele sindacali, dove dovrai pagarti le medicine e il medico, dove il posto di lavoro non sarà un diritto ma una conquista, dove la burocrazia sarà quasi inesistente, dove insomma ci sarà la legge della giungla... dove i processi dureranno pochi giorni... dove un insegnante avrà 30 o più studenti per classe, lavorerà 40 ore alla settimana e dovrà pure dimostrare di conoscere le materie che insegna, cioè che gli si chiede di insegnare... dove le imposte non supereranno il 20% del PIL, ecc. ecc.
"L'uomo ha sempre barattato un po' di felicità per un po' di sicurezza"

S. Freud


Mi fai venire in mente le miei chiacchiere con un mio amico che, vivendo e lavorando in California, mi ospitò là qualche anno fa.

Viveva in un lussuoso residence, pagato dalla ditta italiana che l'aveva spedito là, residence che visto da fuori assomigliava ad un castello delle fiabe ma che, una volta entrato, con i suoi sceriffi a far sempre la ronda intorno al muro di cinta, il filo spinato mascherato incima al muro di finta, le telecamere e i sensori, non era affatto diverso dalla caserma in cui ho trascorso un anno della mia vita.

Mi diceva che il suo appartamento di 70 metri quadri costava di affitto, 12 anni fa, 1.600 euro, e che c'era la fila per ottenere un posto. Davanti al cancello di ingresso, una volta dati i tuoi documenti di 'visitatore' all'ufficiale di picchetto", vedevi una placida collina puntellata di spledide casette bianche in legno, tutte quante con ben in vista dei cartelli piantati nel giardino. Su cartelli c'era scritto sempre: "Se metti un piede detro questo giardino, arriveranno immediatamente i Vigilantes L.A., Private Troops Vigilantes, etc.".

La cosa che il cittadino Losangelino brama, più di ogni altra, è il potersi addormentare senza risvegliarsi in piena notte con un 'sombreros' baffuto e nerboruto che gli pianta una pistola alla testa e gli vuole tutto il cash.

Là si gira armati. E' risaputo. Ed è risaputo che se uccidi qualcuno ti abbrustoliscono. E' risaputo che, sia che tu uccida un uomo, sia che tu ne uccida 200, sempre e solo una volta ti abbrustoliscono. Un tempo le bande della città ti fermavano al semaforo rosso dentro la tua Mercedes scappottata, ti puntavano addosso la pistola, e con tue mani in altto, ti portavano via il Rolex e il portafoglio. Siccome ultimamente incappavano in cittadini a volte più avvezzi di loro con il 'ferro', anno visto bene di cambiare la procedura: ti si affiancano al finestrino, ti sparano subito alla tempia, poi, ma solo poi, ti portano via sempre il tuo Rolex e il tuo portafoglio.

E gli Stati Uniti, tutto sommato, non è poi il peggiore (o il migliore) dei Paesi meno interventisti nelle vite private ed economiche altrui. Posti come il Brasile, il Sud Africa, sono molto più spinti, da questo punto di vista. Infatti, anche il buon Pistorius, come il mio amico, viveva in una caserma del genere. Solo che poi, alla moglie, ha finito per sparargli lui.

Che ti devo dire Paolo, a me pare che il tuo 'paradiso del proletariato artigianato' esita già in giro per il mondo. Prova a sentire se il comune di Pretoria ha qualche marciapiede o muretto da risistemare...




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Re: Ma se c'è crisi non potrebbero stampare più soldi?

Messaggio Da paolo1951 il Sab 22 Mar - 23:34

... riprendo questo 3D, perché oggi il signor Beppe Grillo ha proposto esattamente questa soluzione per tirar fuori l'Italia della crisi, non ha detto di  "stampar più soldi", anche perché sull'uscita dall'euro è stato "elusivo", ma di non pagare più i debiti con l'Europa.
E la carta moneta altro non è che un "debito" che lo stato (tramite la sua banca centrale) si è impegnato ad onorare...
Stampare una maggior quantità di banconote o far saper che quelle esistenti saranno pagate solo parzialmente, e perderanno quindi una parte del loro valore, è esattamente la stessa cosa.

Come ho già scritto in altro post, non credo che Grillo sia così stupido da non sapere queste cose, ma al contrario è così intelligente da sapere benissimo che queste cose non le sa la maggioranza degli Italiani...

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Re: Ma se c'è crisi non potrebbero stampare più soldi?

Messaggio Da Minsky il Mar 13 Gen - 17:39

Il Fatto Quotidiano ha scritto:Crisi economica: la nuova ondata è già in viaggio, ma nessuno se ne cura perché…

di Roberto Marchesi | 15 dicembre 2014

La “Grande Recessione” non si è ancora conclusa, ma una nuova crisi, che si sovrapporrà a quella attuale, è già in fase montante. E’ come il maremoto, che nella vastità dell’oceano non lo vedi avanzare. Lo vedi solo all’ultimo momento quando si abbatte sulla costa con una forza inarrestabile e devastante.

Si potrebbe ancora evitare, o almeno ridurne gli effetti più deteriori, se si facessero subito le necessarie riforme utili a limitare i rischi e a ricreare le condizioni per una forte ripresa economica.

Putroppo i politici che hanno in mano le redini dell’economia globale sono troppo condizionati dai “desideri” di quei cosiddetti “poteri forti” che credono ancora di poter moderare gli eccessi dei mercati. Oppure, più semplicemente, a quei poteri forti poco importa, perché queste crisi ormai sono come il gioco d’azzardo, qualcuno perde, qualcun’altro guadagna, e loro sono tutti convinti di essere più bravi degli altri e di guadagnare sempre in ogni caso.

Il primo segnale della forte crisi montante è il crollo del prezzo del petrolio, sceso in pochi mesi di oltre il 40%. I consumatori esultano perché ancora non ne conoscono le cause, e la causa principale è che la finanza internazionale ha cominciato ad alleggerire le proprie posizioni (cioè a vendere) per fronteggiare la tensione che si sta creando su tutti i mercati finanziari dovuta alla minore liquidità circolante collegata allo stop dei QE (quantitative easing americani).

Il problema vero però non è la carenza di liquidità circolante, ma è l’eccesso di libertà lasciata agli operatori finanziari per le loro “scommesse” sui mercati.

In poco più di un decennio le liberalizzazioni nel mercato finanziario hanno prodotto una massa incontrollata (o comunque insufficientemente controllata) di capitali che oggi ammonta, per i soli Cds (Credit Default Swaps – i piu rischiosi) approssimativamente a 2,77 trilioni di dollari (circa duemiladuecentoventidue miliardi di euro).

Il Cds è una forma di assicurazione sul credito, ma viene il più delle volte usato (insieme ai “Futures” e ad altre invenzioni finanziarie) come scommessa sul futuro andamento del mercato.

Quindi la Borsa è ormai diventata una specie di Las Vegas a livello globale che muove dimensioni immense di capitali a velocità di nanosecondi (milionesimi di secondo) e li moltiplica più volte grazie alle scommesse sulle scommesse che creano infinite “bolle artificiali di capitali virtuali”.

Ci vorrebbero nuove regole e riforme serie per imbrigliarle, invece le curano coi pannicelli caldi delle regole stabilite a Basilea (l’ultimo è il Basel III) e nei controlli degli stress test (vedasi quelli dello stress test” europeo), che sono assolutamente insufficienti a parare l’ondata di piena del prossimo tsunami finanziario.

Obama, nei primi due anni del suo mandato presidenziale, quando aveva ancora la maggioranza in entrambe le ali del Congresso americano (che detta regole pressoché globali in questo campo) era riuscito a far approvare la legge “contenitore” denominata “Dodd-Frank” che conteneva però in pratica soltanto i principi ispiratori della riforma, che poi non è riuscito a realizzare appieno avendo trovato fortissima opposizione dal partito repubblicano, ma anche in diverse frange del suo stesso partito.

Ora che i democratici di Obama hanno perso (nelle elezioni del novembre scorso) la maggioranza anche nel Senato è praticamente certo che anche quel poco che è stato scritto nella Dodd-Frank verra cancellato o neutralizzato completamente.

I primi segnali già si vedono. Lo scorso anno fu approvata infatti una norma, denominata HR-4413, nella quale si identificavano come “end-users” (utilizzatori) gli operatori finanziari con un portafoglio di derivati inferiore a $100/mln. mentre quelli con una quantità di derivati superiore a tale cifra erano denominati “dealers” (intermediari). Chiaro che quel limite dei 100 milioni, ai lupi affamati di Wall Street, andava troppo stretto. Le Lobbies si sono così date da fare fino a far approvare recentemente dal Congresso una nuova norma che eleva il limite degli “end-users” a 8 miliardi di dollari. Così, anche se già prima aggiravano la norma costituendo tante piccole agenzie rientranti nel limite, ora potranno sviluppare di nuovo volumi immensi di derivati con i quali invadere i mercati e ipnotizzare di nuovo gli ingenui risparmiatori con promesse di guadagno che non si realizzeranno mai, perché sono solo bolle destinate a scoppiare.

Non si deve però pensare che i volponi del Congresso americano e tutte le altre faine alla guida delle economie globali non vedano i pericoli che ho appena descritto. Li vedono benissimo, solo che a loro sta bene così! Sono matti? Nient’affatto, sta bene così perche loro (e i loro referenti) hanno tutto da guadagnare, almeno per un po’.

La crisi del 2008 ha infatti insegnato loro che con le crisi economiche e con le susseguenti “necessarie” politiche di austerità si possono smantellare agevolmente tutte le “pretese” dei velleitari “Welfare States” realizzati pazientemente e con sacrificio nel secolo scorso dalle classi non privilegiate della popolazione.

Se qualcuno pensa che però adesso questi “squali famelici” non potranno più farla franca di nuovo perché la gente è stata “scottata” appena sei anni fa, è meglio che si ricreda subito. Basta vedere la parabola di Obama, che aveva già perso molti favori del suo elettorato dopo appena due anni, per capire che hanno sempre più potere le chiacchiere dei media che la capacita’ di analisi della gente. Quando scoppierà la nuova bolla (forse nel 2015, ma più probabilmente nel 2016) sarà un gioco da ragazzi dare tutta la colpa ad Obama e ai democratici. Ha già funzionato pefettamente nelle due elezioni di medio termine, funzionerà ancora meglio in presenza di una nuova crisi finanziaria gravissima (come quella del 2008 o peggio).

La gente avrà perso di nuovo un sacco di soldi ma sarà arrabbiatissima con chi ha governato negli ultimi 8 anni, quindi voterà in maggioranza (o starà a casa) a chi prometterà di risolvere la crisi grazie alla libertà finalmente raggiunta dei mercati. Così i “liberisti” otterranno una vittoria schiacciante che forse consentirà davvero al Paese di superare finalmente la crisi, ma sarà una ripresa con un welfare in disfacimento, e il Paese si dividerà ancor più pesantemente tra ricchi e poveri, regalando agli oligarchi che tirano le fila del potere reale una montagna di potere e di ricchezza che non si vedeva più dai tempi dei faraoni egizi.

Non è fantapolitica, è strategia reale perfettamente riscontrabile nei fatti.

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http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/15/crisi-economica-nuova-ondata-gia-in-viaggio-nessuno-se-ne-cura-perche/1274641/

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Re: Ma se c'è crisi non potrebbero stampare più soldi?

Messaggio Da Paolo il Mar 13 Gen - 18:01

Un mio amico lo ha fatto. La crisi l'ha superata ..ma gli hanno dato otto anni di prigione ! mgreen

Tutto inutile in Italia. Se le autorità monetarie europee decidessero di aprire i cordoni della borsa all'Italia (ovvero niente più quella che viene chiamata austerità) ci sarebbe l'assalto alla diligenza. Politici e poteri forti, che in Italia sono saldamente uniti e fortemente supportati da grassi burocrati (super stipendi, pensioni d'oro privilegi di ogni tipo) ne farebbero uno scempio. E questo l'europa (in primis la Merkel) lo sa benissimo e se ne guarda bene dal farlo. Non sono mica così scemi !!

Paolo
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