Quegli 80 euro di Renzi

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Re: Quegli 80 euro di Renzi

Messaggio Da SETH OTH il Lun 1 Ago - 20:27

MA DIO @#!&+
Ma davvero la raccomandata per l'esenzione del canone (d merda) in bolletta va rifatta ogni anno???

Ma sono stronzi?

SETH OTH
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Re: Quegli 80 euro di Renzi

Messaggio Da Minsky il Lun 1 Ago - 20:41

SETH OTH ha scritto:

Ma sono stronzi?
Sì.

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Re: Quegli 80 euro di Renzi

Messaggio Da SETH OTH il Lun 1 Ago - 21:35

Ah ecco mi era sembrato

SETH OTH
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Re: Quegli 80 euro di Renzi

Messaggio Da Minsky il Mar 2 Ago - 13:11

https://www.facebook.com/WIlM5s/videos/815364235230585/

Il presidente del Coniglio più amato nella storia d'Italia? Può essere?

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Re: Quegli 80 euro di Renzi

Messaggio Da Minsky il Sab 6 Ago - 19:07


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Re: Quegli 80 euro di Renzi

Messaggio Da Minsky il Mar 9 Ago - 6:04


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Re: Quegli 80 euro di Renzi

Messaggio Da Minsky il Ven 12 Ago - 21:42

Renzi e i “picchiatori del web”: una verità imbarazzante

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Re: Quegli 80 euro di Renzi

Messaggio Da Minsky il Gio 18 Ago - 17:14


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Re: Quegli 80 euro di Renzi

Messaggio Da Minsky il Dom 21 Ago - 20:34

Il Fatto Quotidiano ha scritto:Palazzo Chigi, gli obiettivi dei dirigenti? Tutti raggiunti al 100%. E fioccano premi di risultato

Istat certifica la "crescita zero" e intanto i collaboratori del premier al Dipartimento per la programmazione e coordinamento della politica economica conseguono i risultati al 100%. La sola Manzione ottiene così 80mila di “variabile” e 34mila di premio, arrivando a guadagnare 93mila euro più di Renzi che l’ha nominata. Il “tutti bravi-tutti promossi” urta però con la realtà oggettiva dei dati. Non senza prove di sciatteria e obiettivi senza senso, ovviamente raggiunti

di Thomas Mackinson | 17 agosto 2016

Istat certifica la “crescita zero”, il debito pubblico sale di 77,2 miliardi. Intanto la Presidenza del Consiglio promuove a pieni voti i vertici del suo Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica, il motore stesso della politica per lo sviluppo del governo. Sul sito del governo è stata pubblicata la “tabella delle performance” aggiornata al 29 luglio, una quarantina di pagine in tutto, con il bollino dell’Ufficio per il Controllo interno (Uic), che è come dire Palazzo Chigi che dà i voti a se stesso. Promuovendosi a pieni voti. E se il target raggiunto non è stato proprio il 100%? Nessun problema: perché era stato preventivamente fissato all’80, al 60 o al 40% e così via. E le cifre in ballo sono di tutto rispetto.

Ad esempio quelle di Antonella Manzione, l’ex comandante dei vigili che da Firenze Renzi si è portato a Roma per metterla a capo del Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi del governo: nel 2015 ha preso 55mila euro di stipendio tabellare, 36mila di retribuzione di posizione più una componente variabile di 80mila e altri 34.600 come premio di risultato. In tutto nel 2015 ha portato a casa 207mila euro, 93mila euro più di Renzi che l’ha nominata. Idem per Ferruccio Sepe, capo del dipartimento. Buon per loro, si dirà, se non per un dettaglio: numeri e parole di quel documento sembrano aver perso ogni rapporto col reale. A prenderli per veri si direbbe infatti che in Italia va tutto a meraviglia: le opere pubbliche, gli affari per le imprese, la lotta alla burocrazia e alla corruzione. Quando si tenta di approfondire il merito delle singole valutazioni emerge la distanza con la realtà oggettiva dei dati (Pil e debito) e con la percezione soggettiva dei governati (a luglio la fiducia nell’esecutivo è calata di altri due punto scendendo al 20,2%). Non senza errori, “successi” discutibili e sproloqui in burocratichese stretto. Vediamone alcuni.

Anche le supercazzole promosse al 100%
Ci concentriamo su Ferruccio Sepe perché è il dirigente che muove la “cassa” che fa defluire investimenti in ogni ambito pubblico, dalle opere (Cipe) alla ricerca e ai fondi per la coesione territoriale e urbana. Nel 2015, aveva quattro “obiettivi strategici” da conseguire denominati “Azioni per la crescita del Paese”. Ne prendiamo uno a caso. Titolo: “Avvio di una programmazione concertata di medio-lungo termine (Agenda urbana nazionale) finalizzata ad un aumento dell’efficacia e della coerenza delle politiche urbane in Italia”. Niente di più ragionevole. E veniamo ai risultati attesi. L’azione per la “crescita del Paese” si traduce in un improbabile “presentazione di un Progetto operativo nell’ambito del Programma Operativo Nazionale Governance e capacità istituzionale 2014-2020, rivolto al rafforzamento degli strumenti conoscitivi e di valutazione delle politiche urbane, alla definizione concertata di contenuti, obiettivi e indicatori dell’Agenda urbana nazionale e al trasferimento di conoscenze e competenze a supporto degli EE.LL. nel processo di implementazione di soluzioni tecnologico organizzative ICT abilitanti gli obiettivi dell’Agenda”. Non conta capire tutto, altrimenti sarebbe scritto in italiano. Conta che l’obiettivo in fin dei conti era la trasmissione del progetto entro e non oltre il 31 dicembre. Il risultato effettivo, concreto, sembra quasi irrilevante nella valutazione della performance.

“Pagina non trovata”. La sciatteria nelle valutazioni
Per accreditare un esito positivo delle attività svolte viene indicato, dove possibile, qualcosa di concreto come un sito, una mappa, un report, una tabella. Sempre nella pagella di Sepe si può allora apprezzare l’esito di un’altra “azione per la crescita”. E’ il piano di riorganizzazione dei porti italiani. L’obiettivo si consegue con la trasmissione di una istruttoria il cui risultato “è visibile alla seguente pagina web”. Segue indirizzo web, ma porta a una pagina inesistente. E nessuno, per dire quanto devono contare queste “valutazioni delle performance”, se n’è accorto. Il target è comunque raggiunto al 100% anche se i porti italiani sono in crisi, comunque.

“Segui le opere di Cantieri in Comune”. E non ci sono
Arriviamo così a un’operazione che fu cavallo di battaglia di Renzi della prima ora: lo Sblocca Italia. Il 2 giugno 2014, durante la Festa della Repubblica, il premier invita i sindaci d’Italia a segnalare cantieri e investimenti bloccati da burocrazia. Rispondono 1.650 sindaci segnalando 3.300 interventi. A settembre arriva il decreto che dà disco verde alle opere purché cantierabili entro agosto 2015. Oltre a coordinare tutta l’operazione, il Dipartimento per la programmazione e coordinamento della politica economica deve anche rendere fruibili i risultati dell’operazione che trasferisce 189 milioni di euro nei cantieri. Era questo uno degli “obiettivi”: realizzare la banca dati e mappare gli interventi (saranno 137) per monitorare la spesa. Nell’indicare il conseguimento dell’obiettivo si rimanda al sito “Cantieri in Comune”, dove il cittadino può verificare quanti fondi ha ricevuto il suo comune. Bellissimo. Ma se questo vale un premio, si dovrebbe dare il Nobel a chi riesce a rappresentare (anche) com’è finita l’operazione? Questi benedetti cantieri sono stati poi chiusi nei tempi? Quanti e quali sono in ritardo rispetto alle scadenze previste? Ecco, tutto questo non c’è. Ed è parte di quella Italia che manca. Nonostante i premi ai dirigenti.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/08/17/palazzo-chigi-gli-obiettivi-dei-dirigenti-tutti-raggiunti-al-100-e-fioccano-premi-di-risultato/2977938/

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Re: Quegli 80 euro di Renzi

Messaggio Da Minsky il Mer 31 Ago - 7:28


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Re: Quegli 80 euro di Renzi

Messaggio Da Minsky il Sab 3 Set - 10:58



Bocciata all’esame del 2012, ha vissuto gli ultimi anni più sugli aerei di stato del marito che sulla cattedra. Ma ecco che improvvisamente viene assunta a tempo indeterminato sotto casa. È, ma guarda un po’, la moglie del Premier. Comunque… BUONA SCUOLA A TUTTI !! …E Voi merdacce che per una supplenza fate anche 500km: non rompete i coglioni!!

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Re: Quegli 80 euro di Renzi

Messaggio Da Minsky il Mar 6 Set - 12:32


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Re: Quegli 80 euro di Renzi

Messaggio Da Minsky il Ven 9 Set - 20:41

Mogli, fratelli e cugini: il vitalizio è di famiglia

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Re: Quegli 80 euro di Renzi

Messaggio Da Rasputin il Ven 9 Set - 22:22

Minsky ha scritto:Mogli, fratelli e cugini: il vitalizio è di famiglia

Ehm, se ne accorgono adesso? boxed

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Qualunque somiglianza con la realtà è puramente casuale ed involontaria.
La pena di morte andrebbe applicata immediatamente e senza processo a chiunque, anche in tenera età, esprimesse il mero desiderio di diventare giudice o funzionario di qualsiasi categoria.

Rasputin
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Re: Quegli 80 euro di Renzi

Messaggio Da Minsky il Sab 10 Set - 5:53

http://www.dailymotion.com/video/x2noil6_faight-against-terru-georgetown-university_fun

ahahahahahah

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Re: Quegli 80 euro di Renzi

Messaggio Da Minsky il Sab 10 Set - 5:58

Il Sole 24ORE ha scritto:L’allerta della grande distribuzione: la ripresa non c’è

–di Emanuele Scarci 09 settembre 2016

A parità di rete i dati sono anche peggiori: -1,4% le vendite di grocery nella grande distribuzione e -2,6% per il discount. Gli ultimi dati sono stati forniti ieri in occasione della presentazione, a Milano, del Rapporto Coop 2016. I dati delle vendite di Nielsen sono peggiori di quelli, perfettamente confrontabili, rilevati da Iri (+0,3% nel semestre, a rete corrente) e da Istat (+0,4% a valore per il solo food), ma la sostanza non cambia: al di là dell’errore statistico, i consumi si muovono intorno allo zero virgola.

Sul trend dei consumi pesano evidentemente la crisi degli ultimi anni e alcune tendenze di fondo del nostro Paese, fotografate dall’analisi a tutto campo del Rapporto curato da Albino Russo, direttore dell’ufficio studi Coop: l’erosione dei redditi e del risparmio delle famiglie (dal 2007 a oggi il tasso di risparmio è calato di circa 3 punti percentuali); un tasso di disoccupazione giovanile elevatissimo (al 37,6% e quattro under 35 su cinque ammettono di sentirsi ai margini della società); la ricchezza finanziaria concentrata nel portafoglio degli over 65: 154mila euro contro i 18mila degli under 35.

Sui fattori strutturali si innestano le cento sfaccettature della rivoluzione silenziosa a tavola degli italiani: la spesa per alimentari è calata del 12% in un decennio; si sono tagliati i consumi di carni rosse, pasta, salumi, latticini, uova e dolciari; a fronte di più acquisti di frutta e verdura, pesce, prodotti bio e integrali, latte ad alta digeribilità, dolcificanti, tonno naturale, prodotti a base soia, riso e gluten free.

In grande crescita anche il ricorso al cosiddetto “altro cibo”: beveroni, integratori e pillole generano un giro d’affari da 2,5 miliardi di euro in Italia, con un salto del 7,7% rispetto all’anno prima.

La ripresina delle vendite nel 2015 ha dato qualche sollievo ai bilanci boccheggianti delle catene commerciali: l’anno scorso le 9 grandi Coop hanno registrato ricavi per 11,2 miliardi contro 11,4 miliardi dell’esercizio precedente (11,94 miliardi l’intera rete, 11,93 miliardi nel 2014).

Le Coop hanno fatto peggio della media di un campione individuato dallo stesso ufficio studi sull’Ebitda (4% contro il 4,3%) e ancora di più sull’Ebit (0,4% contro l’1,9%); meglio sul risultato netto (1,3% contro 1,1%) grazie a una gestione finanziaria risalita dallo 0,9% all’1,6% dei ricavi. Coop conta su una raccolta di risparmio dai soci che l’anno scorso si è assestata a 10,65 miliardi dai 10,95 miliardi del 2014, mezzi che le assicurano la copertura degli investimenti. «Il calo della raccolta non ci preoccupa - ha rassicurato Stefano Bassi, presidente dell’Ancc -. Siamo tranquillissimi. Non spingiamo sulla raccolta e stiamo rafforzando le garanzie per i risparmiatori».

Come interpretare il margine industriale a lumicino di Coop? «L’anno scorso abbiamo investito 646 milioni nell’attività caratteristica - ha detto Marco Pedroni, presidente di Coop Italia - Abbiamo puntato sulla convenienza, registrando vendite a valore stabili e aumentando i volumi. Inoltre Coop ha una missione sociale che ci spinge a fare scelte anche onerose: per esempio la rinuncia totale all’olio di palma. Siamo stati la prima catena a deciderlo, anche se sappiamo che l’allarme scatta quando si assumono determinate quantità». Pedroni ha annunciato anche il rilancio sul prodotto a marchio, fatto di una rivisitazione delle oltre 3mila referenze già a scaffale e «il lancio di altre 4mila referenze per un fatturato di 3 miliardi e un’incidenza del 27% a valore e del 33% a quantità».

Bassi ha spiegato che se la redditività caratteristica è peggiore della media «ciò dipende anche dalla nostra volontà di rimanere al Sud senza licenziare nessuno e con contratti di lavoro onerosi (13,8% contro il 10,1% della media della Gdo ndr)». Anzi a proposito del rinnovo contrattuale Coop (in discussione da oltre un anno), Bassi ha avvertito che «per investire e mantenere l’occupazione dobbiamo liberare nuove risorse riducendo in generale i costi e tra questi, in occasione del rinnovo contrattuale, il differenziale troppo pesante che la distribuzione cooperativa sopporta rispetto all’impresa privata, senza voler omologarci a questa».

Infine Pedroni ha annunciato che, prima del Natale, a Milano Bicocca Village risorgerà il Supermercato del futuro realizzato per Expo con l’Mit senseable city lab di Boston e lo studio Carlo Ratti. Si tratta di circa mille mq, di cui 300 circa dedicati alla ristorazione. «Il nuovo Supermercato del futuro sarà un laboratorio dove Coop potrà testare sul campo le soluzioni più innovative del nostro settore».

http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2016-09-08/i-consumi-non-vedono-ripresa--154926.shtml

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Re: Quegli 80 euro di Renzi

Messaggio Da Minsky il Sab 10 Set - 10:24



DISPREZZO

La sanità va a rotoli, ci sono province italiane che contano 2 posti letto ogni mille abitanti, pari alla media dei paesi africani, e nessuno si è mai accorto che la Menarini, un colosso farmaceutico di Firenze, ha frodato il sistema sanitario nazionale aumentando il prezzo dei suoi prodotti farmaceutici con false fatturazioni, per oltre trenta anni.
Si legge dalla stampa, che il tribunale ha condannato la Menarini anche a risarcire la Presidenza del Consiglio in relazione ad uno specifico addebito corruttivo.
Dunque la Presidenza del Consiglio era costituita parte civile nel processo contro i fratelli Aleotti, proprietari della Menarini.
Eppure il Presidente del Consiglio Renzi, circa un anno fa, in viaggio a Berlino, ha visitato gli stabilimenti Menarini, con grande compiacimento della Presidente Aleotti, oggi condannata a dieci anni.
La Aleotti proprio un anno fa dichiarava la propria soddisfazione alla stampa, tronfia della sensibilità mostrata dal Governo presieduto da Renzi nel comprendere le loro “necessità”.
Curioso che mentre Renzi dichiarava di comprendere le esigenze della Menarini, nel contempo la Presidenza del Consiglio era costituita parte civile nel processo per frode contro la medesima casa farmaceutica.
È improbabile che Renzi non fosse stato informato della vicenda, è verosimile che lo sapesse e che, nella sua incommensurabile arroganza politica, non si sia posto nemmeno il problema della prudenziale inopportunità di incontrare e abbracciare amichevolmente chi stava sotto processo per aver frodato il servizio sanitario nazionale.
Renzi è l’espressione di un Governo retto da un Parlamento di usurpatori e non si pone il problema di incontrare chi ha accumulato ricchezze togliendo fondi ad una sanità già in difficoltà.
Disprezzare Renzi è ciò che possiamo fare ora, ma impedirgli di continuare a rappresentarci è ciò che dobbiamo fare in futuro.

www.democrazia-atea.it

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Re: Quegli 80 euro di Renzi

Messaggio Da Minsky il Lun 12 Set - 11:26


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Re: Quegli 80 euro di Renzi

Messaggio Da Minsky il Dom 18 Set - 20:08

La parassita PD da 20 mila euro prende una multa? Ecco cosa fa per farsela pagare. In una nazione civile sarebbe cacciata.


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Re: Quegli 80 euro di Renzi

Messaggio Da Minsky il Dom 9 Ott - 17:13


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Re: Quegli 80 euro di Renzi

Messaggio Da Minsky il Mer 2 Nov - 15:22

CORRIERE DEL TICINO ha scritto:Obama-Renzi: le vere ragioni della svolta

LEGGI IL COMMENTO DI MARCELLO FOA


19 ottobre 2016 11:41

di MARCELLO FOA - Ma perché Obama improvvisamente "ama" Renzi? Ricordatevi che fino a qualche tempo fa il premier italiano non godeva di grande considerazione a Washington. La ragione a mio giudizio è da ricercare nelle alchimie del potere in Europa, considerando due fattori, uno di fondo e uno di merito.

Vediamo quello legato al contesto. L'establishment internazionale si è spaccato dopo il Brexit e non c'è concordanza sulla strategia da seguire per far fronte all'uscita della Gran Bretagna e ai rischi di implosione dell'eurozona. Alcuni sintomi sono evidenti: Mario Monti e il Financial Times si schierano per il no al referendum, mentre la Casa Bianca appoggia il sì; alcuni commentatori come Larry Summers invitano a riconsiderare i nazionalismi e le ragioni dei populismi, altri spingono nella direzione opposta dunque verso l'imposizione degli Stati Uniti d'Europa.

Nel merito: la Germania si è ribellata agli Stati Uniti, bocciando il TTIP e mostrando crescenti dubbi sulle sanzioni alla Russia. Fino ad oggi Washington ha lasciato che l'egemonia tedesca sul Vecchio Continente fosse incontrastata, ma lo scatto d'orgoglio del governo tedesco ha vanificato o comunque reso più complicato un progetto a cui la Casa Bianca teneva molto. Lo sgarbo in termini diplomatici non è stato indolore. L'impressione è che l'America ora sia molto meno comprensiva nei confronti di Berlino con cui ha un conto aperto.

E allora la grande apertura di Obama a Renzi va letta soprattutto in quest'ottica. Il premier italiano viene rivalutato non per meriti particolari ma perché con una Gran Bretagna in uscita dalla Ue, una Spagna senza governo, una Francia che si avvia a un'elezione presidenziale dall'esito incerto, l'Italia rappresenta l'unico grande Paese europeo in grado di opporsi o perlomeno di dar fastidio alla Merkel. E il suo premier può riuscirci solo se viene percepito come più importante e più credibile di quanto sia stato sin d'ora.

La grande cerimonia alla Casa Bianca, in occasione dell'ultima cena di Stato dell'era Obama, costituisce un'investitura solenne di fronte a tutti e, soprattutto, alle cancellerie europee. Renzi ora diventa l'uomo degli americani, ed è paradossale che a interpretare questo ruolo sia colui che fino a ieri sembrava disposto a difendere, almeno in parte, anche le ragioni di Mosca. Accettando di mandare i soldati italiani al confine con la Russia - con una decisione pericolosissima per l'Italia - Renzi aveva già segnalato da che parte stava. Ora la consacrazione di Obama spazza via ogni dubbio. E conferma di che pasta è fatto Matteo da Rignano.

http://www.cdt.ch/commenti-cdt/commento/165041/obama-renzi-le-vere-ragioni-della-svolta

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Re: Quegli 80 euro di Renzi

Messaggio Da holubice il Mer 2 Nov - 16:09

Minsky ha scritto:di MARCELLO FOA - Ma perché Obama improvvisamente "ama" Renzi? Ricordatevi che fino a qualche tempo fa il premier italiano non godeva di grande considerazione a Washington. La ragione a mio giudizio è da ricercare nelle alchimie del potere in Europa, considerando due fattori, uno di fondo e uno di merito. ...
La Gran Bretagna sta già facendo le valige.

Al di là delle Alpi questa potrebbe essere il prossimo presidente della Repubblica Francese ...



... e con il crollo del governo Italiano a seguito di un 'NO' al referendum, visto l'andazzo, sono dai per eventuali vincitori loro in Italia ...



... senza contare i mal di pancia della Polonia e di tutti i paesi ex comunisti. Insomma, nei fatti l'Unione Europea è tutto meno che unita. E c'è la seria possibilità che tutto salti in aria. Ecco spiegato tutte le aperture di credito verso Renzi ed il suo governo. Gli Usa non hanno mai esultato per la formazione di un super Stato europeo, ma visto il modo come Putin riesce a circuire i Paesi suoi dirimpettai quando questi sono tra loro bizzosi, alla fine una UE compatta è più opportuna ed militarmente più efficace.

A mio modo di vedere la UE deve al più presto tornare ad essere una CEE. Ovvero null'altro che un'aria di scambi commerciali in cui sia facile fare affare tra stati confinanti, e proteggersi in qualche modo da merci dell'oriente costruite da maestranze pagate dai 30 ai 40 centesimi l'ora. Qualsiasi forma di governo unitario comune è destinato a naufragare, perché ogni Stato vive come una indebita ingerenza le imposizioni comunitarie (Sud Europa) e come un furto il fare cassa comune per ripianare bilanci in default (Nord Europa). Ognuno padrone a casa propria, ognuno sgravato dai debiti dei vicini cicale. Ma liberi di fare affari tra di noi. E chiusura ermetica alle merci prodotte con manodopera ridotta in schiavitù. In qualche modo la nuova CEE deve funzionare come funzionava con l'ex ...



... COMECON, il patto di libero scambio tra i Paesi del blocco comunista che impediva a qualsiasi merce di superare la Cortina di Ferro. Allora erano loro a doversi proteggere dalle merci occidentali, perché con la loro qualità e tecnologia avrebbero fatto fallire le fabbriche carrozzoni statali. Ora noi, se vogliamo salvare lo Stato Sociale come lo abbiamo conosciuto fin qui, dobbiamo fare lo stesso con il Made in China, il Made in India etc. Oppure addio alle scuole pubbliche, al medico gratis quando arrivi al Pronto Soccorso, alla pensione come l'ha goduta il povero babbo ...

crying

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Re: Quegli 80 euro di Renzi

Messaggio Da holubice il Sab 5 Nov - 16:23

Mi sa che 80 euro non bastan più ...



Firenze, scontri alla Leopolda

"Gli scontri sono subito partiti all'angolo tra via Cavour e piazza San Marco, a Firenze. Lancio di bottiglie, fumogeni, bombe carta e la carica delle forze dell'ordine alla manifestazione organizzata contro il governo Renzi, il referendum e la Leopolda. Un migliaio di persone si sono ritrovate in piazza, nonostante il divieto della questura che aveva proibito il corteo verso la Leopolda, e autorizzato solo un presidio. Ma i manifestanti avevano reagito:" Vogliamo arrivare alla kermesse, non accettiamo divieti"." (continua nel link)

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Re: Quegli 80 euro di Renzi

Messaggio Da Rasputin il Sab 5 Nov - 19:31

holubice ha scritto:Mi sa che 80 euro non bastan più ...



Firenze, scontri alla Leopolda

"Gli scontri sono subito partiti all'angolo tra via Cavour e piazza San Marco, a Firenze. Lancio di bottiglie, fumogeni, bombe carta e la carica delle forze dell'ordine alla manifestazione organizzata contro il governo Renzi, il referendum e la Leopolda. Un migliaio di persone si sono ritrovate in piazza, nonostante il divieto della questura che aveva proibito il corteo verso la Leopolda, e autorizzato solo un presidio. Ma i manifestanti avevano reagito:" Vogliamo arrivare alla kermesse, non accettiamo divieti"." (continua nel link)

E nemmeno un migliaio bastano, ci vogliono minimo un paio di miloni, meglio ancora se bene armati.

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Qualunque somiglianza con la realtà è puramente casuale ed involontaria.
La pena di morte andrebbe applicata immediatamente e senza processo a chiunque, anche in tenera età, esprimesse il mero desiderio di diventare giudice o funzionario di qualsiasi categoria.

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Re: Quegli 80 euro di Renzi

Messaggio Da Minsky il Ven 18 Nov - 15:26

Le polemiche di Renzi contro l'Ue sono solo parole. E qui ci sono le prove

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