Pagare le "tasse"...

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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da paolo1951 il Sab 19 Apr - 23:00

primaverino ha scritto:Ma che significa: "dopo gli si mangerebbe tutto le tasse"?
Non c'è pure la il criterio di progressività impositiva?
Oltre il "certo limite" non andrebbe ad intaccare il reddito dello scaglione precedente... O no!?
Non importa primaverino... l'essenziale è che anche in Svezia sono mal messi come noi!
Lo stato incentiva sempre e comunque pelandroni e parassiti.
E probabilmente anche là questi galantuomini pretendono di far la morale a chi li mantiene. boxed 

paolo1951
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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da primaverino il Sab 19 Apr - 23:43

paolo1951 ha scritto:
primaverino ha scritto:Ma che significa: "dopo gli si mangerebbe tutto le tasse"?
Non c'è pure la il criterio di progressività impositiva?
Oltre il "certo limite" non andrebbe ad intaccare il reddito dello scaglione precedente... O no!?
Non importa primaverino... l'essenziale è che anche in Svezia sono mal messi come noi!
Lo stato incentiva sempre e comunque pelandroni e parassiti.
E probabilmente anche là questi galantuomini pretendono di far la morale a chi li mantiene. boxed 

Un punto di vista interessante...
Possiamo allora convenire sul fatto che indipendentemente dal grado di tassazione in essere, i Paesi europei siano improntati ad una visione statalista parassitaria/finto etica a danno del ceto produttivo e che pertanto non vi sia via d'uscita allo status quo?
Possiamo azzardare che il Paese aderente UE meno europeista (da sempre) ovvero la Gran Bretagna, stia per indire un referendum per l'uscita dall'Unione anche a causa della presa d'atto dell'andazzo continentale?
E che questa (dis)unione europea sia inevitabilmente destinata al naufragio a differenza (anzi... A favore) del resto del Mondo?
Vuoi dire che i guidatori contromano abbiano capito l'antifona per tempo e si preparino a consegnarsi mani e piedi al fratello Yankee (in politica estera è già così e da mo'...) in maniera definitiva?
Dobbiamo pensare che finnici, mangiarenne, faccendieri off-shore "per molti ma non per tutti", tenutari di domicilii fiscali di comodo appannaggio degli evasori (quelli veri, mica i "mangiascontrini") mangiakrauti, ex-toreri, italioti e blagueurs non abbiano capito un cazzo e si stia inesorabilmente per assistere (da tragici protagonisti, purtroppo) alla fine del Vecchio Continente?

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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da paolo1951 il Dom 20 Apr - 8:43

Io non azzardo previsioni per il futuro di nessun paese... ed in un certo senso non mi interessa sapere se la nostra situazione possa avere una "via d'uscita".
Tu hai scritto che nulla è ineluttabile, io concordo parzialmente, dico cioè che si deve andare avanti pensando che nulla lo sia... il vecchio proverbio "tentar non nuoce".

La mia ricetta è semplicissima meno Stato, meno assistenzialismo, meno tasse, più libertà per l'individuo.
Chi riesce ad arricchirsi lo fa per sé stesso, per il suo sporco interesse, ma involontariamente genera anche vantaggi a tutta la società. Non è il caso di mettergli i bastoni fra le ruote, semmai è il caso di indirizzare in un certo modo la sua attività ma senza frenare quello che è il motore di tutto il processo: il profitto.
Non dobbiamo tassare di più chi è più ricco, ma chi da meno vantaggi alla società.
E "vantaggioso" significa soltanto che produce beni e servizi che piacciono ad un maggior numero di cittadini, che sono da essi graditi e fruibili, vantaggioso è ciò che spinge i cittadini a lavorare e produrre per godere di questi beni e sevizi.
Deve essere chiaro che nessuno ha il "diritto" all'assistenza pubblica, questa ci dovrà essere per semplici ragioni di opportunità (pace sociale) ma costituisce piuttosto una gentile "concessione".

PS: decisamente contro questi "criteri" vanno ovviamente sia un alto livello di tassazione in generale sia la così detta "progressività" delle imposte dirette.

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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da DIO il Dom 20 Apr - 18:21

paolo1951 ha scritto:
primaverino ha scritto:Ma che significa: "dopo gli si mangerebbe tutto le tasse"?
Non c'è pure la il criterio di progressività impositiva?
Oltre il "certo limite" non andrebbe ad intaccare il reddito dello scaglione precedente... O no!?
Non importa primaverino... l'essenziale è che anche in Svezia sono mal messi come noi!
Lo stato incentiva sempre e comunque pelandroni e parassiti.
E probabilmente anche là questi galantuomini pretendono di far la morale a chi li mantiene. boxed 
Scusami ma solletichi troppo la mia curiosità: qual'è il tuo attuale lavoro?

Deh, sono onniscente ma è per parlare, of course

DIO
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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da paolo1951 il Dom 20 Apr - 20:18

DIO ha scritto:
paolo1951 ha scritto:
primaverino ha scritto:Ma che significa: "dopo gli si mangerebbe tutto le tasse"?
Non c'è pure la il criterio di progressività impositiva?
Oltre il "certo limite" non andrebbe ad intaccare il reddito dello scaglione precedente... O no!?
Non importa primaverino... l'essenziale è che anche in Svezia sono mal messi come noi!
Lo stato incentiva sempre e comunque pelandroni e parassiti.
E probabilmente anche là questi galantuomini pretendono di far la morale a chi li mantiene. boxed 
Scusami ma solletichi troppo la mia curiosità: qual'è il tuo attuale lavoro?

Deh, sono onniscente ma è per parlare, of course
Data la tua onniscenza avrai già capito che non sono uno "statale", né prendo appalti dalle PA... Vai comunque sul mio profilo e troverai indicazioni in abbondanza!  moon

PS: ti do anche un'altra indicazione, ho 63 anni e non sono prossimo alla pensione... boxed 

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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da paolo1951 il Dom 20 Apr - 20:27

A proposito, DIO, sono appena andato sul tuo profilo vedo che anche tu come è costume di questo forum, sei molto riservato...
Peccato, perché io da molto tempo desidero capire che cazzo è Dio!
Cristosanto, rivelati una benedetta volta!

paolo1951
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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da DIO il Lun 21 Apr - 8:49

paolo1951 ha scritto:A proposito, DIO, sono appena andato sul tuo profilo vedo che anche tu come è costume di questo forum, sei molto riservato...
Peccato, perché io da  molto tempo desidero capire che cazzo è Dio!
Cristosanto, rivelati una benedetta volta!
Dio è imperscrutabile ai vostri occhi mortali. Non potresti capire neanche se il profilo fosse compilato.
Comunque scusa ma non ho mica capito che lavoro fai.

DIO
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Messaggio Da paolo1951 il Lun 21 Apr - 10:05

DIO ha scritto:
paolo1951 ha scritto:A proposito, DIO, sono appena andato sul tuo profilo vedo che anche tu come è costume di questo forum, sei molto riservato...
Peccato, perché io da  molto tempo desidero capire che cazzo è Dio!
Cristosanto, rivelati una benedetta volta!
Dio è imperscrutabile ai vostri occhi mortali. Non potresti capire neanche se il profilo fosse compilato.
Comunque scusa ma non ho mica capito che lavoro fai.
Dio oltre che imperscrutabile... è anche uno che non si fa mai i cazzi suoi!
Comunque caro onnisciente ti accontento: ho un piccolo centro EDP.

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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da jessica il Mar 22 Apr - 10:41

paolo1951 ha scritto:La mia ricetta è semplicissima meno Stato, meno assistenzialismo, meno tasse, più libertà per l'individuo.
Chi riesce ad arricchirsi lo fa per sé stesso, per il suo sporco interesse, ma involontariamente genera anche vantaggi a tutta la società. Non è il caso di mettergli i bastoni fra le ruote, semmai è il caso di indirizzare in un certo modo la sua attività ma senza frenare quello che è il motore di tutto il processo: il profitto.
Non dobbiamo tassare di più chi è più ricco, ma chi da meno vantaggi alla società.
E "vantaggioso" significa soltanto che produce beni e servizi che piacciono ad un maggior numero di cittadini, che sono da essi graditi e fruibili, vantaggioso è ciò che spinge i cittadini a lavorare e produrre per godere di questi beni e sevizi.
Deve essere chiaro che nessuno ha il "diritto" all'assistenza pubblica, questa ci dovrà essere per semplici ragioni di opportunità (pace sociale) ma costituisce piuttosto una gentile "concessione".
PS: decisamente contro questi "criteri" vanno ovviamente sia un alto livello di tassazione in generale sia la così detta "progressività" delle imposte dirette.
e infatti è da mò che lo dico: neoliberismo da sangue da naso. persino i più convinti tra i tuoi colleghi, che hanno avuto modo di sperimentare davvero, e non solo a belle parole, quello che sostieni, si sono accorti dell'impossibilità pratica di queste belle e promettenti teorie (ma già agli inizi del 900!).
non esistono mercato libero e profitto libero. o meglio, esistono ma portano appunto a uno dei tuoi famosi "equilibri naturali", cioè il totale controllo del mercato da parte di pochissime e grossissime entità in guerra fra loro con morte totale di tutti i pesci piccoli (dei quali, ti ricordo, tu fai parte). il benessere non è un equilibrio naturale, è un equilibrio instabile che va mantenuto con fatica.


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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da paolo1951 il Mar 22 Apr - 11:19

jessica ha scritto:
paolo1951 ha scritto:La mia ricetta è semplicissima meno Stato, meno assistenzialismo, meno tasse, più libertà per l'individuo.
Chi riesce ad arricchirsi lo fa per sé stesso, per il suo sporco interesse, ma involontariamente genera anche vantaggi a tutta la società. Non è il caso di mettergli i bastoni fra le ruote, semmai è il caso di indirizzare in un certo modo la sua attività ma senza frenare quello che è il motore di tutto il processo: il profitto.
Non dobbiamo tassare di più chi è più ricco, ma chi da meno vantaggi alla società.
E "vantaggioso" significa soltanto che produce beni e servizi che piacciono ad un maggior numero di cittadini, che sono da essi graditi e fruibili, vantaggioso è ciò che spinge i cittadini a lavorare e produrre per godere di questi beni e sevizi.
Deve essere chiaro che nessuno ha il "diritto" all'assistenza pubblica, questa ci dovrà essere per semplici ragioni di opportunità (pace sociale) ma costituisce piuttosto una gentile "concessione".
PS: decisamente contro questi "criteri" vanno ovviamente sia un alto livello di tassazione in generale sia la così detta "progressività" delle imposte dirette.
e infatti è da mò che lo dico: neoliberismo da sangue da naso. persino i più convinti tra i tuoi colleghi, che hanno avuto modo di sperimentare davvero, e non solo a belle parole, quello che sostieni, si sono accorti dell'impossibilità pratica di queste belle e promettenti teorie (ma già agli inizi del 900!).
non esistono mercato libero e profitto libero. o meglio, esistono ma portano appunto a uno dei tuoi famosi "equilibri naturali", cioè il totale controllo del mercato da parte di pochissime e grossissime entità in guerra  fra loro con morte totale di tutti i pesci piccoli (dei quali, ti ricordo, tu fai parte). il benessere non è un equilibrio naturale, è un equilibrio instabile che va mantenuto con fatica.

Non credere che non abbia letto già in precedenza ...o non ricordi questa tua affermazione!
Semplicemente la ritengo non vera.
Da sempre la tendenza dominante è stata al contrario aumentare il potere dello Stato... semmai potresti dire che lo stato liberale fu sempre solo un'utopia (come l'anarchia), ma non che ha portato le catastrofiche conseguenze che tu paventi... di sicuro ciò che mai è esistito non può aver prodotto danni.

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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da jessica il Mar 22 Apr - 12:45

paolo1951 ha scritto:
Non credere che non abbia letto già in precedenza ...o non ricordi questa tua affermazione!
Semplicemente la ritengo non vera.
Da sempre la tendenza dominante è stata al contrario aumentare il potere dello Stato... semmai potresti dire che lo stato liberale fu sempre solo un'utopia (come l'anarchia), ma non che ha portato le catastrofiche conseguenze che tu paventi... di sicuro ciò che mai è esistito non può aver prodotto danni.

 eeeeeeek eeeeeeek eeeeeeek eeeeeeek eeeeeeek 
quello che tu dici non essere mai esistito esiste in realtà da sempre ed è lo stesso meccanismo che agisce rapidamente a discapito dei molti in favore di pochissimi fintantochè non viene arginato.
è proprio il tuo mercato "non regolato" o meglio "autoregolato" che permette all'industriale della prima rivoluzione industriale di far lavorare bambini di sei anni in minera o in tabacchificio, o "apprendisti" di otto a spazzare camini per sedici ore al giorno. non è necessaria nessuna abilità speciale per tirare un carrello di carbone in un cunicolo, non è un lavoro contrattabile bilateralmente. per te c'è un euro al giorno per iniziare a lavorare alle 6 e finire alle 4 se vuoi, se no muori di fame. no non sto esagerando, sono tutte cose documentate. e infatti, fino all'intervento "esterno" e non autoregolantesi del mercato, questo genere di libero mercato ha prodotto il peggioramento devastante delle condizioni di vita dell'intera popolazione, fatto salvo qualche isolato "fortunato".
è lo stesso "libero mercato" che nella seconda rivoluzione dà vita a trust e cartelli che poi sono i genitori dell'imperialismo. e anche in questo caso non esistono "autoregole" del buon mercato, che porterebbero appunto alla morte dei molti in favore dei pochi, anche su scala mondiale, e per evitare questo sono appunto necessari interventi esterni a regolare il mercato che col cazzo si autoregola. interventi tra stati che portano a ben due guerre mondiali con oltre 50 milioni di morti.
è lo stesso libero mercato in cui sostanzialmente versa attualmente il mondo della finanza internazionale (e guardacaso vedi un po' da dove partono le famose crisi, altro che i troppi maestri in italia...) e l'occidente nei confronti delle neo-colonie.
paolo, te prego...


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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da paolo1951 il Mar 22 Apr - 14:22

@jessica,
lo sapevo benissimo dove andavi a parare: alla società inglese fine settecento, ottocento... era logico, come la scuola italiana (che quasi ignora il XX secolo nei suoi programmi) "siete" in molti ad esservi fermati a quell'epoca!
Comunque non è affatto vero che neanche allora ci fosse "poco Stato" anzi... solo che lo Stato non faceva direttamente l'imprenditore ma era un'emanazione di una ristretta lobbie industriale, una nuova oligarchia borghese che aveva sostituito quella dei nobili.

In realtà allora come oggi lo Stato interveniva pesantemente nell'economia del paese, la politica imperialista da te citata era proprio volta a favorire questa oligarchia. Nei conflitti economico-sociali lo Stato non era affatto neutrale, ma faceva leggi che favorivano una ristrettissima classe dominante, che grazie a sistemi elettorali fortemente censitari ed altri espedienti (vedi ad esempio "borghi putridi" in Inghilterra) teneva saldamente nelle sue mani il potere.
Non fu affatto quella l'epoca del "libero mercato", ma l'epoca in cui il libero mercato fu distrutto, l'epoca dei monopoli, della quasi scomparsa dell'artigianato, della piccola proprietà contadina.
Lo so tu e Karl Marx attribuite all'iniziativa privata la causa di ciò, e vedete nello Stato che prende il posto dei grandi industriali e dei latifondisti il rimedio... in realtà vi era una terza via, che nessuno volle mai tentare veramente:
quella di una "repubblica democratica" dove lo Stato non prende il posto delle oligarchie economiche, ma si limita a contrastarne lo strapotere. Non statalizzazione ma NEP... curioso vero che ci sia arrivato persino un certo Lenin!
Solo che poi venne Stalin... e tutto finì a puttane!

Malgrado tutto, malgrado le previsioni di Marx, sul accumulo e la concentrazione "inevitabile" della ricchezza nelle mani di pochi... una classe media sopravvisse e anzi si sviluppò nel XX secolo, questa classe media-produttiva fu però costantemente oggetto di rapina sia da parte dello Stato che dei grandi industriali.
Pensa per esempio alla prima guerra mondiale, i grandi industriali si arricchirono, la classe media si rovinò imprestando allo Stato (visto ingenuamente come la Nazione) tutto quanto aveva...
Poi questa classe media "rovinata" si lasciò stupidamente sedurre dalle lusinghe di "sirene" poco raccomandabili (i vari fascismi) senza accorgersi che dietro queste "sirene" si nascondeva proprio il loro nemico... e pago giustamente il prezzo di tale errore.
Nel secondo dopo guerra arrivarono altre sirene... qui in Italia ci fu la DC anticomunista, quella DC che creò un sistema economico statalizzato da far invidia all'URSS... e da ultimo mettici anche un Berlusconi che malgrado tante belle promesse fece più o meno le stesse cose dei democristiani e non ci liberò. non ci tolse neanche un pezzettino di Stato dal groppone...

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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da primaverino il Mar 22 Apr - 15:38

Pensierini in libertà...

Eh... Il gruppo IRI e la grande abbuffata che ne conseguì... Altri tempi, certo, ma davvero un'occasione unica e irripetibile (persa) di coniugare pubblico & privato in una congiunzione virtuosa al fine di fare dell'Italia un "modello" di Nazione vincente.
Il gruppo IRI... La prima Azienda del Mondo (fatte salve poche multinazionali USA).
Si occupava "di tutto" ed era pure all'avanguardia in molti settori.
E la grande imprenditoria italiana andata a puttane...
Qualcuno di voi ha fatto in tempo a mangiare un Certosino (il formaggio, non il gatto) quando i "formaggiai" italiani erano ancora italiani?... Galbani, Invernizzi, Locatelli... O tempora... O mores... La Galbani aveva tremila venditori e i loro prodotti erano vere e proprie leccornie. Mangiate un Certosino adesso: fa cagare (e una volta ci ho pure trovato un pelo di topo dentro, non scherzo).
E l'Innocenti?... Diecimila operai in quattro "divisioni".
I "tubi Innocenti" da ponteggio (brevetto loro, mi pare) i torni verticali, la Lambretta e la Mini Minor prodotta su licenza Austin-Morris...
La Fiat che dava lavoro a duecentocinquantamila dipendenti (stimati in "un milione" compreso l'indotto) e che quando uscì la 127 i crucchi erano ancora lì col loro fottuto Maggiolino raffreddato "ad aria" come cent'anni prima... Le Alfa Romeo che (Ferrari, Maserati e Lamborghini a parte) davano la "paga" a chiunque su strada, mentre la BMW produceva dei rottami che si ribaltavano anche in parcheggio, la Mercedes faceva le macchine "per gli sboroni snob e per i rappresentanti", la Porsche faceva un "mega Maggiolino" pericolosissimo (citofonare James Dean...) e l'Audi non sapevamo nemmeno cosa fosse...
E la meccanica, la carpenteria pesante, il tessile...
Le aziende farmaceutiche (Farmitalia, Carlo Erba etc.). Tutto scomparso.
Le ditte che fuori dai cancelli c'era sempre il cartello con su scritto "cercasi operai" e che se non ti piaceva una ditta, potevi dire: "No grazie" e il giorno dopo essere assunto in quella a fianco...
La disoccupazione che in provincia di Varese era minore di quella del canton Ticino...
L'Italsider che faceva "l'acciaio migliore del mondo" e che i giapponesi venivano qui ad "imparare" come si fa...
L'agricoltura e la zootecnia italiane "fiori all'occhiello" ben prima delle menate sullo "slow food" (anche perché non era concepibile il Fast food...) o relativamente ai marcissimi "consorzi" che adesso puoi allevare maiali in Romania ma comunque fregiarti del Marchio "Prosciutto di Parma"... Ma vaffanculo, vai!... Luca Zaia che fa la pubblicità (nel mentre che è ministro!!!) del McItaly... Ma crepa, bastardo! In Francia t'avrebbero ghigliottinato sul posto.
L'Alitalia (la prima compagnia del mondo ad impiegare esclusivamente aerei a reazione) impeccabile per puntualità e servizio... I treni in orario e puliti...
La RAI dove si accedeva "per concorso" e non perché sei amico di Tizio o Caio (persino il Leccaculo Nazionale, al secolo Bruno Vespa, è entrato vincendo regolare concorso) e dove le professionalità venivano garantite in ottica di "servizio pubblico" al di là delle conventicole che pure (assai probabilmente) già erano operative.
L'Olivetti dissanguata da De Benedetti e quel suo socio poi fatto ministro delle Finanze (Visentin) che ha imposto il "registratore di cassa" (per il bene del Paese, si capisce, perché finalmente l'evasione fiscale dei bottegai sarebbe stata sconfitta) che ha prodotto milioni di pezzi che costavano trentamila lire cadauno rivenduti a due milioni e mezzo (porco BIP) e poi, passata l'ondata produttiva, tutti a Taiwan (e il Merdoso nel frattempo è diventato cittadino svizzero coi nostri miliardi in saccoccia).
E il Sindacato che difendeva i diritti dei Lavoratori e non qualsiasi "rottinculo/fancazzista" iscritto purché fosse. Ma poi come glielo spieghi "alla base" che la CIG ti garantisce adesso ma (se elevata a "sistema") t'inculerà i figli e i nipoti, nel Paese delle Cicale?
Non fare oggi ciò che un altro dovrà fare (domani) al posto tuo.
Si potrebbe stampare sul Tricolore in guisa di "motto nazionale"...

E chissà quante altre cose ora dimentico...
Vabbè... Comunque mi sono sfogato.
Ad majora fratelli e sorelle...  wink.. 

primaverino
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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da paolo1951 il Mar 22 Apr - 16:24

primaverino ha scritto:Pensierini in libertà...

Eh... Il gruppo IRI e la grande abbuffata che ne conseguì... Altri tempi, certo, ma davvero un'occasione unica e irripetibile (persa) di coniugare pubblico & privato in una congiunzione virtuosa al fine di fare dell'Italia un "modello" di Nazione vincente....
Non so se l'IRI era veramente quello che dipingi tu... per esempio Enrico Mattei la pensava esattamente all'opposto e pare dicesse che l'ENI non doveva diventare un carrozzone come l'IRI.
... e in effetti dopo la sua "morte" i suoi timori divennero realtà!

Comunque ci sarebbe anche un'altra domanda da porsi: come mai l'IRI malgrado tante eccellenze fece quella brutta fine?

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Messaggio Da primaverino il Mar 22 Apr - 17:12

paolo1951 ha scritto:
primaverino ha scritto:Pensierini in libertà...

Eh... Il gruppo IRI e la grande abbuffata che ne conseguì... Altri tempi, certo, ma davvero un'occasione unica e irripetibile (persa) di coniugare pubblico & privato in una congiunzione virtuosa al fine di fare dell'Italia un "modello" di Nazione vincente....
Non so se l'IRI era veramente quello che dipingi tu... per esempio Enrico Mattei la pensava esattamente all'opposto e pare dicesse che l'ENI non doveva diventare un carrozzone come l'IRI.
... e in effetti dopo la sua "morte" i suoi timori divennero realtà!

Comunque ci sarebbe anche un'altra domanda da porsi: come mai l'IRI malgrado tante eccellenze fece quella brutta fine?

L'IRI era veramente quel che ho detto io.
Aveva seicentomila dipendenti (fonte: mio padre) o non meno di 556.000 (fonte: Wikipedia) ed aveva interessenze in tutto lo scibile industriale dell'epoca, dalla chimica alla farmacologia, dalla carpenteria leggera e pesante all'industria dell'automobile, dal tessile (Montefibre) alla cantieristica navale, dai trasporti alla logistica e chi più se ne ricordi più ne metta.
Avrebbe potuto rappresentare (per davvero) la perfetta sintesi tra libera iniziativa su vasta scala e "controllo" (non "gestione diretta", bada bene) statale onde evitare appetiti eccessivi, appannaggio lobbistico e personalismi di sorta inclusi.
Enrico Mattei (un fottuto genio col maledetto dono della lungimiranza, che aveva previsto come sarebbe andato tutto in vacca con decenni d'anticipo) tentò di sganciare il settore energetico dal "carrozzone para-statale" che stava trasformandosi in una conventicola volta solo ad ingrassare "gli amici degli amici" in modo momentaneo (o a breve termine, se preferisci) pure a scapito dei loro figli e nipoti (!!!) il che è "tutto dire"...
Teorizzava (giustamente) la convenienza nazionale a discapito degli interessi multinazionali che avrebbero favorito nel lungo termine le Aziende straniere a maleficio delle nostrane, in quei tempi floridissime per giunta.
In pratica aveva previsto i nefasti influssi del c.d. "libero mercato deregolamentato a cazzo" e dell'eventuale (per l'epoca) globalizzazione con almeno quarant'anni di anticipo.
E il suo lucidissimo pensiero ha talmente spaventato i (futuri) competitors da decretarne la prematura fine. Nell'indifferenza generale e con l'implicito e conigliesco "placet" di una classe dirigente del tutto inetta e miope.
Al pari di alcuni Grandi Uomini di Stato (le Maiuscole sono "dovute" proprio perché si tratta di menti eccelse) è però stato "lasciato solo" senza quel supporto che l'Italia avrebbe dovuto fornirgli, ma in quanto "Cialtronia in nuce" non fornì.
Egli aveva ben compreso con largo anticipo, che i tempi sarebbero stati maturi per saldare i "vecchi debiti" (con lo Zio Sam, per esempio) e poi definitivamente alzare la testa dalla comoda greppia dentro la quale ci si pasceva beatamente (ma pur brillando di "luce riflessa") per dare una "smossa" a questo Paese che aveva mezzi, volontà e capacità per brillare di "luce propria".
Non si diventa la sesta (o la settima o l'ottava, fai tu) Potenza industriale del Mondo solo grazie all'aiutino (peraltro assai gradito... Thank you, Yankee...) e senza meriti propri.
Questo il buon Enrico (che non era un santo, comunque, sia detto a scanso di apologie che non mi competono) l'aveva perfettamente compreso, ma poi si scontrò con quella parte "malata" del Paese che preferì continuare a crogiolarsi nell'italico "chiagne e fotte" che tanto bene produce (al momento e in anni di vacche grasse) ma che prima o poi, come la Storia ci insegna, ti presenterà il "conto".
Ecco, carissimo, che in maniera indiretta ho risposto anche alla tua ultima domanda.
I Partiti (associazioni private, per chi l'avesse dimenticato) si sono incistati nella "gestione diretta" della res publica, contravvenendo a qualsiasi logica economica predeterminata e sostituendosi (o "sovrapponendosi" se ti pare un termine migliore) a quella "managerialità di Stato" che avrebbe potuto essere e NON è stata.

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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da DIO il Mar 22 Apr - 18:14

paolo1951 ha scritto:
DIO ha scritto:
paolo1951 ha scritto:A proposito, DIO, sono appena andato sul tuo profilo vedo che anche tu come è costume di questo forum, sei molto riservato...
Peccato, perché io da  molto tempo desidero capire che cazzo è Dio!
Cristosanto, rivelati una benedetta volta!
Dio è imperscrutabile ai vostri occhi mortali. Non potresti capire neanche se il profilo fosse compilato.
Comunque scusa ma non ho mica capito che lavoro fai.
Dio oltre che imperscrutabile... è anche uno che non si fa mai i cazzi suoi!
Comunque caro onnisciente ti accontento: ho un piccolo centro EDP.
EDP? Ma in che lingua è???

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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da paolo1951 il Mar 22 Apr - 20:35

DIO ha scritto:
paolo1951 ha scritto:
DIO ha scritto:
paolo1951 ha scritto:A proposito, DIO, sono appena andato sul tuo profilo vedo che anche tu come è costume di questo forum, sei molto riservato...
Peccato, perché io da  molto tempo desidero capire che cazzo è Dio!
Cristosanto, rivelati una benedetta volta!
Dio è imperscrutabile ai vostri occhi mortali. Non potresti capire neanche se il profilo fosse compilato.
Comunque scusa ma non ho mica capito che lavoro fai.
Dio oltre che imperscrutabile... è anche uno che non si fa mai i cazzi suoi!
Comunque caro onnisciente ti accontento: ho un piccolo centro EDP.
EDP? Ma in che lingua è???
Ora stai diventando noioso... googla!

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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da DIO il Mar 22 Apr - 21:03

Ah ok, sei un europarlamentare!
Comunque io non sarò un pozzo di scienza quindi la mia opinione vale più o meno come la cacca di colombo sui davanzali, però in onestà mi pare che nella risposta sul libero mercato tu non ne abbia imbroccata una.

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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da jessica il Mar 22 Apr - 21:42

DIO ha scritto:Ah ok, sei un europarlamentare!
Comunque io non sarò un pozzo di scienza quindi la mia opinione vale più o meno come la cacca di colombo sui davanzali, però in onestà mi pare che nella risposta sul libero mercato tu non ne abbia imbroccata una.
caro dio, non sarai un pozzo di scienza, ma sostanzialmente ci hai preso: non ne ha imbroccata una (ma ultimamente ci sto facendo il callo).
quello che non riesco a capire è se veramente travisa quello che scrivo perchè non capisce cosa scrivo, se lo fa perchè è più comodo trovare delle risposte o se la sua città di smeraldo vista con gli occhiali verdi lo acceca così tanto da non fargli capire più una mazza di niente...
paolo, ma che minchia vai dicendo?
io ho citato tre rivoluzioni industriali, cazzo, forse sei tu che neanche sai di cosa parlo sempre per il famoso discorso della birra al pub.
prima:
nel mio esempio non esiste alcuna ingerenza dello stato nel libero contratto tra lavoratore e datore di lavoro. le industrie avevano assoluta libertà contrattuale (contratto giornaliero) e non vi era alcuna regolamentazione da parte dello stato sulla relazione tra domanda e offerta di posti di lavoro. che tradotto vuol dire che l'edp dell'epoca poteva tranqullamente pigliarsi un dipendente di anni cinque, farlo lavorare 16 ore al giorno, pagarlo l'equivalente di 2 euro al giorno senza che questo fosse un problema di natura legale. il semplice fatto che londra fosse piena di indigenti, orfani o disperati rende i tuoi sogni di "autoregolamentazione" tali. nella realtà, appunto, l'equilibrio naturale si raggiungeva con manodopera a costo pressochè nullo a livello sub-schiavistico, come ampiamente documentato in qualsiasi libro di storia comunista e non, per le scuole o anche per i volonterosi che vogliono studiare al pub.
e questi sono gli effetti del libero mercato di cui parli, perchè la domanda e l'offerta di lavoro non era affatto toccata dallo stato.
la fine della libertà comincia agli inizi dell'800 quando la legge impone agli edp dell'epoca di non assumere bambini sotto gli otto anni e di non farli lavorare per più di 12 ore consecutive.
ahhhh orrore! la morte della libertà! danni atroci all'autoregolamentazione naturale! lasciateci far lavorare i bambini di cinque anni, cazzo!

la seconda: si capisce ben presto che il libero mercato a livello sovranazionale è una mezza fregatura per la maggiorparte dei casi, perchè la tua "naturale evoluzione" della cosa porterebbe a far vivere i più forti (sul mercato) e a far soccombere i più deboli, portando quindi all'estinzione della maggiorparte delle grandi industrie nazionali più deboli rispetto a quelle di altri paesi (cioè succederebbe in grande quello che è successo in piccolo con la prima). consci di questo fatto, anche gli stati più liberaliberisti alla paolo attuano una politica di protezione delle proprie ricchezze industriali, cioè regolamentano il mercato con strumenti che non sono interni al mercato, per sopravvivere.

la terza: o meglio, gli strascichi della terza, li vedi coi tuoi occhi, sempre che tu sia in grado di staccarti le fette di prosciutto. l'industria occidentale migra laddove il mercato è libero: non ci sono tasse, non ci sono diritti dei lavoratori, non ci sono norme da rispettare. e qual è il tuo equilibrio naturale raggiunto? pace amore e ricchezza per tutti? manco per il cazzo. violazione sistematica dei diritti umani per la stragrande maggioranza delle persone a favore della ricchezza di pochi culi che si arricchiscono in questo modo. governi nazionali che sono di fatto l'emanazione di multinazionali e che eseguono ciò che è conveniente al mercato, cioè a dieci persone che hanno in mano più soldi che tutto il resto del paese, o più spesso del continente, e non ai cittadini.
questo è il mercato completamente libero. anche i tuoi amici americani si sono resi conto che, per lo meno dentro i confini statali, se si lascia fare alla "naturale autoregolamentazione" si finisce come nel terzo mondo, si sono dovuti inventare leggi per regolamentarlo e organi per controllarlo. sei un po' in ritardo rispetto a loro, ma fai sempre a tempo a svegliarti anche tu.

jessica
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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da paolo1951 il Mar 22 Apr - 22:02

Io non ho detto che lo Stato non debba mai intervenire.
Se in un'asta pubblica vi è chi fa turbativa, il controllore deve intervenire, ma il controllore per svolgere questa funzione, per far rispettare le regole di una concorrenza leale, non deve essere parte in causa.
Se invece è lo stesso controllore a fare turbativa... chi sarà a bloccarlo?

Per fare un esempio concreto guarda questo forum: tu come moderatrice dovresti far rispettare un certa correttezza dei vari interventi, ma visto che tu meriti senza dubbio la palma della scorrettezza... chi ti può più bloccare?

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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da paolo1951 il Mar 22 Apr - 22:18

PS: cara jessica, ho già avuto modo di vedere quanto tu sia ignorante in storia e di certo non penso di poter colmare le tue lacune, ma ancora una cosa te la voglio spiegare:
prima della rivoluzione industriale vi erano in molti stati leggi che impedivano di "pigliarsi un dipendente di anni cinque, farlo lavorare 16 ore al giorno, pagarlo l'equivalente di 2 euro al giorno senza che questo fosse un problema di natura legale". Vi erano per esempio nel Lombardo-veneto  e risalivano a Maria Teresa... poi però lo Stato italiano per compiacere gli industriali intervenne abrogando quelle leggi.
Agli inizi del 900 non furono le leggi dello Stato a cambiare ancora una volta le regole, ma fu semmai un certo Giovanni Giolitti che decise semplicemente   di non "intervenire" più, di non mandare più l'esercito a sparare sugli scioperanti ma di lasciare alla contrattazione, al mercato di autoregolamentarsi... così si arrivò alle 8 ore!

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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da jessica il Mar 22 Apr - 23:22

questo intervento distrugge, polverizza ogni tuo record precedente!
hai una capacità di darti la zappa sui piedi fino a ridurteli in moncherini... di tutti quelli che potevi citarmi mi tiri fuori giolitti??? i governi giolitti sono quelli che più di tutti legiferano su protezionismo, riposi festivi, orari di lavoro e tutela di minori per legge, cazzo, per legge imposta, non per contratto "libero". nazionalizza treni e telefoni, istituisce le assicurazioni statali, è il papà della tassazione progressiva sulla quale fino a ieri cagavi sopra, e mi tiri fuori giolitti?e mi parli di autoregolamentazione? ??  ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah e tu non vorresti colmare le mie lacune in storia? e meno male cazzo, che dovrei imparare? la storia ribaltata come un guanto ad uso e consumo di paolo e silvio?
ma i thailandesi di nove anni che lavorano dodici ore al giorno lo fanno perchè i comunisti si sono messi in mezzo o perchè le industrie sono libere di arruolarli alle condizioni che preferiscono, senza che una legge dica A a riguardo?
ma quando la smetti di dire cazzate?

jessica
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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da jessica il Mar 22 Apr - 23:42

ah, dimenticavo:
paolo1951 ha scritto:Per fare un esempio concreto guarda questo forum: tu come moderatrice dovresti far rispettare un certa correttezza dei vari interventi, ma visto che tu meriti senza dubbio la palma della scorrettezza... chi ti può più bloccare?
per me la scorrettezza è parlare senza sapere di cosa stai parlando, glissare sulle repliche che non sai dare, ricominciare da zero ogni volta che ti fa comodo come se l'interlocutore non avesse parlato fino a quel momento, considerare attendibili solo le fonti che ti piacciono, semplicemente infilare sotto il tappeto i dati che non ti piacciono, rispondere a mo' di avvocheto anche quando la risposta non è pertinente, fingere di fraintendere il senso degli interventi altrui, pertanto il "senza dubbio" torna al mittente seduta stante.
dopo di che ti rendo noto che vi sono altri tre moderatori attivi, un amministratore di moderazione e un amministratore ai quali inoltrare le tue eventuali lamentele. altresì ti rendo noto che non esiste alcuna tua segnalazione (presa o meno in considerazione) dalla data della mia investitura a mod, pertanto anche in questo caso ti stai appigliando al nulla, cercando di creare l'ingiustizia dello "stato" cattivo che non ascolta la voce del povero utente-autonomo.
per ultimo ti faccio presente (anche se so che sarà pressochè inutile visto che hai l'innata abilita di vedere solo ciò che ti fa comodo) che non esiste alcun tono da me rivolto nei tuoi confronti che tu non abbia prima usato nei miei. ora evidentemente la qualità delle tue argomentazioni è arrivata ad un punto tale che sei addirittura costretto a tirare in ballo delle argomentazioni sulla persona per cercare di dar loro un qualche supporto. bravo.

jessica
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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da paolo1951 il Mer 23 Apr - 7:42

jessica ha scritto:...  i governi giolitti sono quelli che più di tutti legiferano su protezionismo, riposi festivi, orari di lavoro e tutela di minori per legge, cazzo, per legge imposta, non per contratto "libero". nazionalizza treni e telefoni, istituisce le assicurazioni statali,  è il papà della tassazione progressiva sulla quale fino a ieri cagavi sopra, e mi tiri fuori giolitti?e mi parli di autoregolamentazione? ??  ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah e tu non vorresti colmare le mie lacune in storia? e meno male cazzo, che dovrei imparare? la storia ribaltata come un guanto ad uso e consumo di paolo e silvio?
...

Così, tanto per fare una domanda di storia a caso, jessica sai dirmi in che anno e sotto quale governo fu approvata in Italia la legge delle 8 ore lavorative (48 settimanali)???

Beh, penso che ... se non lo sai lo andrai a cercare su internet.  carneval

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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da jessica il Mer 23 Apr - 10:05

si si, quello che vuoi. rimane il fatto che neanche 20 anni prima, in libertarissimo regime di libero mercato autoregolantesi senza bisogno dell'intervento dello stato (o almeno secondo paolo) vennero decretati per legge l'abbassamento degli orari di lavoro, i minimi salariali, l'età minima, le ferie retribuite, i riposi settimanali... sto ancora cercando di capire dove ci vedi tu il libero mercato, ma pazienza, dormirò lo stesso anche senza saperlo visto che non lo vuoi dire.
ma così, tanto per fare una domanda a caso, sarebbe comunque interessante chiederti cosa sarebbero quei tuoi "equilibri naturali" tanto agognati.

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