Pagare le "tasse"...

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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da primaverino il Mar 15 Apr - 16:43

paolo1951 ha scritto:E poi altro 85.000 esuberi nella PA... quando milioni di persone dovessero pagare "veramente" gli statali, vedresti scorrere il sangue a fiumi!
Altro che licenziamenti... a quel punto li andrebbero a cercare casa per casa per linciarli alla faccia della solidarietà di "classe".
 ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah 

Che poi gli 85.000 "esuberi" altro non sarebbero che 85.000 pre-pensionati...
Spoiler:
In culo agli "esodati"...  mgreen 
Mi ricorda quella vecchia storia (che sempiternamente persiste in questa Carneval-nazione) dei tremila esuberi alle Ferrovie, circa trent'anni fa, te lo ricordi?
I Giornaloni titolavano: "Tremila esuberi alle Ferrovie; saranno trasferiti alle Poste"...  ahahahahahah 
Se non fosse (stata e tuttora è) una cosa tragica, ci sarebbe da ridere.

primaverino
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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da jessica il Mar 15 Apr - 18:08

paolo1951 ha scritto:Ormai sei al massimo ... citi te stessa!
perchè? se devo darti una risposta che ho già dato (e che tu hai messo sotto il famoso tappeto a svuotamento periodico)ad una cosa che hai già detto, chi dovrei citare secondo te?


Come la Chiesa autoproclami la tua infallibilità... però la Chiesa un po' logica l'ha sempre conservata... tu cara ragazza mi rasenti ormai la schizofrenia!
io non autoproclamo un cazzo, io mostro su cosa sono fondate le mie idee, contrariamente a quanto sembra non voler fare la maggioranza dei sostenitori del libero imprenditore in libero stato

vnd ha scritto:Dici...
Non si può far nulla per redimerla?
Però, scusa se ti rompo il cazzo ma...  non dovremmo fare commenti sulla persona...
Solo che trattandosi di lei... che non riesce a fare un discorso in croce senza metterla sul personale... ed è moderatrice...
E' un piccolo garbuglio....
La distanza minima tra due punti sta su una retta.
Questo, però, è un gomitolo....
no in effetti non riesco. mentre tu argomenti con dati e documenti le tue tesi, io, non avendone, sono costretta a ridurmi a questi mezzucci, ad inventarmi cose, ad incolpare le femministe statali infiltrate all'istat che falsificano i dati per tenersi il posto da statale nullafacente. sono costretta a linkare machomen.org e cazzivari.it per mostrare di avere anche io qualcosa da dire. ti do del cretino perchè fai qualcosa che ti ho chiesto io di fare e se poi me lo fai notare glisso e dico che fai solo il tuo dovere.  ahahahahahah 
scusa, hai ragione.

primaverino ha scritto:Vuoi dire che gli onestissimi dipendenti che "pagano" tutte le tasse, qualora fosse chiarito loro che cosa significhi, si trasformerebbero in un'orda selvaggia di evasori tout-court? Ma sarai ben malfidato, cazzo! Pensi che tutti siano ladri come te?
Osi forse sospettare che uno solo dei tuoi dipendenti ti dica: "ok, capo... Fino a ieri stavamo a scherzà... Mo' stàmo a parlà seriamente... Facciamo che dichiariamo che mi dai settecento euro part-time (o quattrocento "a chiamata") e per il resto ci mettiamo d'accordo".
Ma cosa pensi? Che siamo tutti figli della stessa madre?
L'onestissimo e integerrimo dipendente (previa presa di coscienza) converrebbe una buona volta per tutte (dimostrazione pratica alla mano) che il sistema di tassazione è giusto!
Dura lex, sed lex.
Perché poi (quando tutti pagheremo le tasse) lo Stato le abbasserà... L'ha detto Mario Monti. Tu chi cazzo sei per contestare un Mario Monti?
Dannato vecchio caprone! Ma quando la capirai che è giusto cosi?
bravo, hai colto esattamente il punto. se non siamo ancora in bancarotta è proprio perchè una larga fetta di persone non può scegliere di non pagare le tasse (per fortuna, certo il discorso non vale per paolo che tanto sa che non le pagano comunque perchè sono dipendenti). e infatti non esiste proporzione alcuna tra gettito da lavoro dipendente e gettito da lavoro indipendente, 8\10 dei "ricchi", secondo il fisco, sono dei lavoratori dipendenti o pensionati ex dipendenti, pensa un po' e tutti questi scemi che vogliono mettersi a fare i padroncini, aprire la fabbrichètta e girare col masevati, sciocchi, autocondannarsi a essere poveri e disonesti invece di cercarsi un lavoro da ricchi e onesti... strano che bankitalia ci dica che il lavoratore in proprio abbia capacità di risparmio doppia rispetto al dipendente, miracolo... ah no, ma scusa, in questo 3d non si possono usare i numeri, perchè sono tutti fasulli e taroccati dalle femministatali, cancella quanto ho appena scritto...

jessica
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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da primaverino il Mar 15 Apr - 20:18

@ Jess

Ho come l'impressione che stiamo parlando di due mondi diversi...

primaverino
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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da paolo1951 il Mar 15 Apr - 21:57

primaverino ha scritto:@ Jess

Ho come l'impressione che stiamo parlando di due mondi diversi...
Non è vero... se c'è una cosa evidente è che parlate dello stesso mondo!
Solo che lo guardate da due punti di osservazione diversi.

jessica e primavero si rivolgono agli stessi clienti, ma addottano due sistemi di vendita ben diversi: jessica vuole che i "clienti" siano obbligati a fruire dei prodotti che vende, e questo anche a costo di dover regalare quei prodotti... ma a questo punto ha anche bisogno di uno Stato che la paghi per il suo lavoro e per acquistare quanto poi regala... a sua volta lo Stato per pagare lei deve tassare te.
Tu ti rivolgi alle stesse persone... ma a differenza di jessica i tuoi servizi li fai pagare! Non puoi permetterti di regalarli, perché se il pasto non te lo paga il consumatore non te lo paga mica nessun altro.
Da primaverino la gente va a mangiare solo se il prezzo e il cibo sono buoni.
Se così avviene, primaverino deve però scontare il fio del suo successo, lo Stato deve penalizzarlo a favore di jessica...
Se invece non avviene, se primaverino dice che le cose non vanno troppo bene... che c'è crisi e che non riesce a pagare le tasse a favore di jessica, jessica allora si incazza di brutto:
insomma primaverino sei proprio un morto di fame, un incapace se non hai nemmeno i soldi per mantenere (oltre a te stesso) almeno anche uno statale a far un cazzo!

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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da primaverino il Mar 15 Apr - 22:30

paolo1951 ha scritto:
primaverino ha scritto:@ Jess

Ho come l'impressione che stiamo parlando di due mondi diversi...
Non è vero... se c'è una cosa evidente è che parlate dello stesso mondo!
Solo che lo guardate da due punti di osservazione diversi.

jessica e primavero si rivolgono agli stessi clienti, ma addottano due sistemi di vendita ben diversi: jessica vuole che i "clienti" siano obbligati a fruire dei prodotti che vende, e questo anche a costo di dover regalare quei prodotti... ma a questo punto ha anche bisogno di uno Stato che la paghi per il suo lavoro e per acquistare quanto poi regala...  a sua volta lo Stato per pagare lei deve tassare te.
Tu ti rivolgi alle stesse persone... ma a differenza di jessica i tuoi servizi li fai pagare! Non puoi permetterti di regalarli, perché se il pasto non te lo paga il consumatore non te lo paga mica nessun altro.
Da primaverino la gente va a mangiare solo se il prezzo e il cibo sono buoni.
Se così avviene, primaverino deve però scontare il fio del suo successo, lo Stato deve penalizzarlo a favore di jessica...
Se invece non avviene, se primaverino dice che le cose non vanno troppo bene... che c'è crisi e che non riesce a pagare le tasse a favore di jessica, jessica allora si incazza di brutto:
insomma primaverino sei proprio un morto di fame, un incapace se non hai nemmeno i soldi per mantenere (oltre a te stesso) almeno anche uno statale a far un cazzo!

Beh, mon ami...
L'hai messa giù in po' dura, questo va detto...
Ma al di là delle considerazioni di maniera debbo amaramente convenirne.
Come ti ho già detto (in MP, ma ormai è il segreto di Pulcinella) a me hanno sollevato una verifica fiscale perché non si capacitavano di come a fronte di un perdita d'esercizio io riuscissi (secondo Lorsignori) a mantenere undici dipendenti pur lavorando in perdita.
Ovvero si dava per scontata l'assoluta insussistenza della "funzione sociale dell'Imprenditore" che viceversa stava alla base della mia filosofia lavorativa e che, e perdonate la supponenza, si necessiterebbe ad ogni livello imprenditoriale.
E' stata decretata la sconfitta (su basi puramente arbitrarie e del tutto preconcette) del mio "modus cogitandi", prima ancora che "operandi" sancendo una buona volta per tutte che il sottoscritto non può/non "sa stare" sul mercato per evidenti incongruenze/contraddizioni nel merito.
E perciò deve pure pagare una multa...

Tempo fa chiacchieravo col quaqquaraqquà (una volta li chiamavano "direttori di filiale") preposto alle filiale della BPM presso la quale ho il c/c "di lavoro".
Egli disse: "ma se un'azienda non sa stare sul mercato è giusto che chiuda...
Ah, come dite!?... L'avevo già detto in altro luogo?...
Si. Avete ragione. Chiedo venia.
A certe puttanate non ci si abitua mai...

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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da paolo1951 il Mar 15 Apr - 22:35

jessica ha scritto:... bravo, hai colto esattamente il punto. se non siamo ancora in bancarotta è proprio perchè una larga fetta di persone non può scegliere di non pagare le tasse (per fortuna, certo il discorso non vale per paolo che tanto sa che non le pagano comunque perchè sono dipendenti)...
jessica non è questione di chi "non può scegliere di non pagare", ma di chi paga e di chi non paga o fa solo finta di pagare.
Se io compro un pacchetto di sigarette pago allo stato 2 euro, perché 4 euro escono realmente dal mio borsellino e di questi 4 euro 2 passano allo Stato.
Se io non pago il tabacchino per lo stato è lo stesso... i 2 euro lui li prende ugualmente, in questo caso li paga il tabaccaio quando fa la "levata".
Ma le imposte di cui parli tu, o le paga il datore di lavoro oppure lo stato non prende nulla. Anche se hanno scritto sulla busta paga che sono la tua Irpef... non fa nulla, se io datore di lavoro non la verso il 16 del mese, lo stato non incassa un solo euro.

Con l'INPS la cosa è ancora più divertente perché si distingue una parte a carico ditta e una a carico del dipendente  carneval ... già ma per caso sapresti spiegare la differenza tra queste due parti?
A me viene in mente la barzelletta del carabiniere a cui il maresciallo aveva dato due banconote da 5 euro, perché comprasse con una un pacchetto di Malboro e con l'altra dei francobolli... solo che arrivato dal tabacchino, non si ricordava quale delle 2 banconone dovesse usare per le sigarette e quale per i francobolli, e così non comprò nulla...

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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da paolo1951 il Mar 15 Apr - 22:42

primaverino ha scritto:
paolo1951 ha scritto:
primaverino ha scritto:@ Jess

Ho come l'impressione che stiamo parlando di due mondi diversi...
Non è vero... se c'è una cosa evidente è che parlate dello stesso mondo!
Solo che lo guardate da due punti di osservazione diversi.

jessica e primavero si rivolgono agli stessi clienti, ma addottano due sistemi di vendita ben diversi: jessica vuole che i "clienti" siano obbligati a fruire dei prodotti che vende, e questo anche a costo di dover regalare quei prodotti... ma a questo punto ha anche bisogno di uno Stato che la paghi per il suo lavoro e per acquistare quanto poi regala...  a sua volta lo Stato per pagare lei deve tassare te.
Tu ti rivolgi alle stesse persone... ma a differenza di jessica i tuoi servizi li fai pagare! Non puoi permetterti di regalarli, perché se il pasto non te lo paga il consumatore non te lo paga mica nessun altro.
Da primaverino la gente va a mangiare solo se il prezzo e il cibo sono buoni.
Se così avviene, primaverino deve però scontare il fio del suo successo, lo Stato deve penalizzarlo a favore di jessica...
Se invece non avviene, se primaverino dice che le cose non vanno troppo bene... che c'è crisi e che non riesce a pagare le tasse a favore di jessica, jessica allora si incazza di brutto:
insomma primaverino sei proprio un morto di fame, un incapace se non hai nemmeno i soldi per mantenere (oltre a te stesso) almeno anche uno statale a far un cazzo!

Beh, mon ami...
L'hai messa giù in po' dura, questo va detto...
Ma al di là delle considerazioni di maniera debbo amaramente convenirne.
Come ti ho già detto (in MP, ma ormai è il segreto di Pulcinella) a me hanno sollevato una verifica fiscale perché non si capacitavano di come a fronte di un perdita d'esercizio io riuscissi (secondo Lorsignori) a mantenere undici dipendenti pur lavorando in perdita.
Ovvero si dava per scontata l'assoluta insussistenza della "funzione sociale dell'Imprenditore" che viceversa stava alla base della mia filosofia lavorativa e che, e perdonate la supponenza, si necessiterebbe ad ogni livello imprenditoriale.
E' stata decretata la sconfitta (su basi puramente arbitrarie e del tutto preconcette) del mio "modus cogitandi", prima ancora che "operandi" sancendo una buona volta per tutte che il sottoscritto non può/non "sa stare" sul mercato per evidenti incongruenze/contraddizioni nel merito.
E perciò deve pure pagare una multa...

Tempo fa chiacchieravo col quaqquaraqquà (una volta li chiamavano "direttori di filiale") preposto alle filiale della BPM presso la quale ho il c/c "di lavoro".
Egli disse: "ma se un'azienda non sa stare sul mercato è giusto che chiuda...
Ah, come dite!?... L'avevo già detto in altro luogo?...
Si. Avete ragione. Chiedo venia.
A certe puttanate non ci si abitua mai...
Mi sembra di avertelo già scritto giusto in MP... i funzionari dello Stato giustamente non possono concepire che tu svolga una funzione "sociale" che nemmeno lo stato si sogna di svolgere.
I politici non ammettono che lo stato licenzi, non certo per bontà d'animo ma semplicemente perché sanno che questi privilegiati sono e sempre saranno i loro complici più fidati nella rapina ai danni della Res publica.

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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da jessica il Mer 16 Apr - 9:00

paolo1951 ha scritto:
primaverino ha scritto:@ Jess

Ho come l'impressione che stiamo parlando di due mondi diversi...
Non è vero... se c'è una cosa evidente è che parlate dello stesso mondo!
Solo che lo guardate da due punti di osservazione diversi.

jessica e primavero si rivolgono agli stessi clienti, ma addottano due sistemi di vendita ben diversi: jessica vuole che i "clienti" siano obbligati a fruire dei prodotti che vende, e questo anche a costo di dover regalare quei prodotti... ma a questo punto ha anche bisogno di uno Stato che la paghi per il suo lavoro e per acquistare quanto poi regala...  a sua volta lo Stato per pagare lei deve tassare te.
Tu ti rivolgi alle stesse persone... ma a differenza di jessica i tuoi servizi li fai pagare! Non puoi permetterti di regalarli, perché se il pasto non te lo paga il consumatore non te lo paga mica nessun altro.
Da primaverino la gente va a mangiare solo se il prezzo e il cibo sono buoni.
Se così avviene, primaverino deve però scontare il fio del suo successo, lo Stato deve penalizzarlo a favore di jessica...
Se invece non avviene, se primaverino dice che le cose non vanno troppo bene... che c'è crisi e che non riesce a pagare le tasse a favore di jessica, jessica allora si incazza di brutto:
insomma primaverino sei proprio un morto di fame, un incapace se non hai nemmeno i soldi per mantenere (oltre a te stesso) almeno anche uno statale a far un cazzo!
ed è questo tuo parlare di "clienti" che continua a mettere in evidenza il tuo pensiero bacato. tu non sei cliente dello stato. lo stato non è mercato, commercio, acquisto di servizi. è questo non riuscire a tirare su la testolina dal tuo orticello e voler rimanere convinto che tutto fuori dovrebbe funzionare come là dentro che non ti permette di avere una visione minimamente globale della faccenda. quello che tu auspichi non è una evoluzione, ma un ritorno al terzo mondo.
su una cosa hai ragione, il mondo che io e prim guardiamo è proprio lo stesso.

paolo1951 ha scritto:jessica non è questione di chi "non può scegliere di non pagare", ma di chi paga e di chi non paga o fa solo finta di pagare. ecc...
ma ancora con queste cagate stratosferiche?
nel tuo mondo ideale a contratto, i soldi che tu paghi in tasse per il tuo dipendente (se le paghi, perchè come saprai non siamo proprio agli ultimi posti come lavoro nero... ah no scusa, niente classifiche e numeri) li daresti al dipendente. allora chi è che paga le tasse? tu che scuciresti la stessa cifra o lui che oggi, qui, guadagna la metà?
la peculiarità del nostro sistema è che permette a te (vera e unica entità produttiva nel paese) di non pagare (allo stato) dei soldi del dipendente, che il tuo dipendente non guadagna, senza magari che neanche lui lo sappia, e qualche volta ottenendo anche ragione di fronte alla legge.

@ primaverino: il tuo intento di ammortizzatore sociale è senz'altro molto nobile, ma dubito assai che siano in molti quelli come te. se la tua attività va in perdita, quanti anni pensi di poter reggere, sperando che migliori? tre? e poi? al di là della cazzata sulla multa per "fatturato disatteso" (per la quale sono abbastanza convinta che potresti far qualcosa per vie legali) è chiaro che il ruolo di ammortizzatore sociale è un ruolo in perdita (di denaro e nell'immediato) e per questo non dovrebbe (salvo casi eccezionali) essere il ruolo di un privato... ma tu lascia tagliare a paolo...
ora mi balena una domanda per il buon paolo, alla quale però lui non può dare risposta, visto che si basa su numeri ocse, quindi per definizione falsi, magari tu a quei numeri un po' ci credi:
se è come dite voi, cioè che l'imprenditore italiano è il più tartassato nell'universo, lo stato gli impedisce di vivere e ammazza l'impresa, com'è che in italia tutti vogliono fare gli imprenditori? come mai abbiamo tre volte gli imprenditori tedeschi? e parlo di imprenditori eh, non di autonomi, tra i quali rientrano anche gli sfigati ex-cococo e balle varie, per i quali la risposta è abbastanza ovvia...
fosse come dite voi, non dovremmo avere il deserto?

jessica
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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da paolo1951 il Mer 16 Apr - 10:34

jessica ha scritto:
paolo1951 ha scritto:
primaverino ha scritto:@ Jess

Ho come l'impressione che stiamo parlando di due mondi diversi...
Non è vero... se c'è una cosa evidente è che parlate dello stesso mondo!
Solo che lo guardate da due punti di osservazione diversi.

jessica e primavero si rivolgono agli stessi clienti, ma addottano due sistemi di vendita ben diversi: jessica vuole che i "clienti" siano obbligati a fruire dei prodotti che vende, e questo anche a costo di dover regalare quei prodotti... ma a questo punto ha anche bisogno di uno Stato che la paghi per il suo lavoro e per acquistare quanto poi regala...  a sua volta lo Stato per pagare lei deve tassare te.
Tu ti rivolgi alle stesse persone... ma a differenza di jessica i tuoi servizi li fai pagare! Non puoi permetterti di regalarli, perché se il pasto non te lo paga il consumatore non te lo paga mica nessun altro.
Da primaverino la gente va a mangiare solo se il prezzo e il cibo sono buoni.
Se così avviene, primaverino deve però scontare il fio del suo successo, lo Stato deve penalizzarlo a favore di jessica...
Se invece non avviene, se primaverino dice che le cose non vanno troppo bene... che c'è crisi e che non riesce a pagare le tasse a favore di jessica, jessica allora si incazza di brutto:
insomma primaverino sei proprio un morto di fame, un incapace se non hai nemmeno i soldi per mantenere (oltre a te stesso) almeno anche uno statale a far un cazzo!
ed è questo tuo parlare di "clienti" che continua a mettere in evidenza il tuo pensiero bacato. tu non sei cliente dello stato. lo stato non è mercato, commercio, acquisto di servizi. è questo non riuscire a tirare su la testolina dal tuo orticello e voler rimanere convinto che tutto fuori dovrebbe funzionare come là dentro che non ti permette di avere una visione minimamente globale della faccenda. quello che tu auspichi non è una evoluzione, ma un ritorno al terzo mondo.
su una cosa hai ragione, il mondo che io e prim guardiamo è proprio lo stesso.

paolo1951 ha scritto:jessica non è questione di chi "non può scegliere di non pagare", ma di chi paga e di chi non paga o fa solo finta di pagare. ecc...
ma ancora con queste cagate stratosferiche?
nel tuo mondo ideale a contratto, i soldi che tu paghi in tasse per il tuo dipendente (se le paghi, perchè come saprai non siamo proprio agli ultimi posti come lavoro nero... ah no scusa, niente classifiche e numeri) li daresti al dipendente. allora chi è che paga le tasse? tu che scuciresti la stessa cifra o lui che oggi, qui, guadagna la metà?
la peculiarità del nostro sistema è che permette a te (vera e unica entità produttiva nel paese) di non pagare (allo stato) dei soldi del dipendente, che il tuo dipendente non guadagna, senza magari che neanche lui lo sappia, e qualche volta ottenendo anche ragione di fronte alla legge.

@ primaverino: il tuo intento di ammortizzatore sociale è senz'altro molto nobile, ma dubito assai che siano in molti quelli come te. se la tua attività va in perdita, quanti anni pensi di poter reggere, sperando che migliori? tre? e poi? al di là della cazzata sulla multa per "fatturato disatteso" (per la quale sono abbastanza convinta che potresti far qualcosa per vie legali) è chiaro che il ruolo di ammortizzatore sociale è un ruolo in perdita (di denaro e nell'immediato) e per questo non dovrebbe (salvo casi eccezionali) essere il ruolo di un privato... ma tu lascia tagliare a paolo...
ora mi balena una domanda per il buon paolo, alla quale però lui non può dare risposta, visto che si basa su numeri ocse, quindi per definizione falsi, magari tu a quei numeri un po' ci credi:
se è come dite voi, cioè che l'imprenditore italiano è il più tartassato nell'universo, lo stato gli impedisce di vivere e ammazza l'impresa, com'è che in italia tutti vogliono fare gli imprenditori? come mai abbiamo tre volte gli imprenditori tedeschi? e parlo di imprenditori eh, non di autonomi, tra i quali rientrano anche gli sfigati ex-cococo e balle varie, per i quali la risposta è abbastanza ovvia...
fosse come dite voi, non dovremmo avere il deserto?  
jessica questa volta mi hai messo davvero tante ca.. zzate al fuoco, che non so da dove cominciare!
Inizierò dalla domanda a cui non potrei "dare risposta", perché tanti imprenditori in Italia? ... cioè per usare le tue parole "com'è che in italia tutti vogliono fare gli imprenditori?"
Io come dici tu sono ignorante, ma tu sei sicura che "imprenditore" in Italia, sia la stessa categoria che quel nome indica in Germania?
Tu mi aggiungi che parli di "di imprenditori eh, non di autonomi, tra i quali rientrano anche gli sfigati ex-cococo e balle varie"... già ma forse ignori che con il termine giuridico di "imprenditore" (o meglio di "impresa") si indicano da noi  anche soggetti che non sarebbero catalogati in altri paesi nemmeno come "autonomi"!!!
Sono qualificati imprenditori in Italia anche finti lavoratori dipendenti (vedi cottimisti nell'edilizia), sono imprenditori piccolissimi agenti di commercio... agenti di assicurazione che riescono a stipulare qualche polizza a mamma, papà, nonni, parenti stretti e ... poi cessano l'attività lasciando i clienti all'agenzia "vera"!
Sono imprenditori i venditori "porta a porta", sono imprenditori decine di migliaia di partite IVA "fantasma", cioè gente che ha preso la partita IVA e poi ... nulla di nulla, neanche logicamente la dichiarazione di cessazione, poi gente che da anni non esiste più... morta, emigrata, che fa dell'altro, che non fa nulla...

PS: Non so esattamente come sia oggi la situazione, ma in Sicilia so di sicuro che 30 anni fa molti comuni anche abbastanza grossi avevano nelle tue statistiche un popolazione più che doppia rispetto a quella realmente residente!

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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da primaverino il Mer 16 Apr - 10:45

jessica ha scritto:
se è come dite voi, cioè che l'imprenditore italiano è il più tartassato nell'universo, lo stato gli impedisce di vivere e ammazza l'impresa, com'è che in italia tutti vogliono fare gli imprenditori? come mai abbiamo tre volte gli imprenditori tedeschi? e parlo di imprenditori eh, non di autonomi, tra i quali rientrano anche gli sfigati ex-cococo e balle varie, per i quali la risposta è abbastanza ovvia...
fosse come dite voi, non dovremmo avere il deserto?  

Abbiamo il triplo degli imprenditori tedeschi perché abbiamo una tradizione imprenditoriale diversa da quella tedesca. E' talmente ovvio che mi fa persino specie il doverlo precisare.
La nostra tradizione imprenditoriale è storicamente basata su artigianato e piccola impresa, colà no.
Ed è proprio questa impresa quella che sta soffocando non "tutte le imprese", è chiaro?
La grande impresa è proporzionalmente molto meno tassata, tuttavia, in linea di massima è quasi tutta esterovestita, ormai.

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Messaggio Da paolo1951 il Mer 16 Apr - 10:57

jessica ha scritto:
... al di là della cazzata sulla multa per "fatturato disatteso" (per la quale sono abbastanza convinta che potresti far qualcosa per vie legali) è chiaro che il ruolo di ammortizzatore sociale è un ruolo in perdita (di denaro e nell'immediato) e per questo non dovrebbe (salvo casi eccezionali) essere il ruolo di un privato... ma tu lascia tagliare a paolo...  
Qui poi le cazzate si sprecano!
Tu chiaramente non hai nemmeno la più vaga idea di cosa sia un accertamento fiscale se hai il coraggio di scrivere:
... al di là della cazzata sulla multa per "fatturato disatteso" (per la quale sono abbastanza convinta che potresti far qualcosa per vie legali)
Porcodio, ma hai una vaga conoscenza delle leggi fiscali italiane? ... in particolare di quelle sul contenzioso tributario?
Sai cosa significano termini giuridici come "inversione dell'onere della prova", "presunzione semplice"?
Conosci la normativa degli "studi di settore", "ricavometro", "spesometro", ...
Sai quali sono i costi per "ricorrere alle vie legali"... quali le probabilità che NON ti diano ragione anche quanto ragione tu ce l'hai, proprio in base alla legge?
Sei mai stata davanti ad una "commissione tributaria"?
Hai mai assistito ad un accertamento tributario ai danni di una impresa?
Tu stai sproloquiando di una realtà che neanche sei in grado di immaginare... e che del resto lo Stato cerca di tenere ben nascosta... ed è facile nascondere perché milioni di jessiche non hanno nessun interesse, nessuna voglia di conoscere.

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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da primaverino il Mer 16 Apr - 12:37

jessica ha scritto:

... al di là della cazzata sulla multa per "fatturato disatteso" (per la quale sono abbastanza convinta che potresti far qualcosa per vie legali)

(Da uno stralcio del colloquio con gli Agenti del Fisco)
dr. X ... In questo Ufficio ci sono falchi e colombe; non per voler sembrare migliori di altri colleghi, sig. Primaverino, ma a lei sono capitate due colombe...

Traduzione: il nostro lavoro finisce qui. Un eventuale ricorso verrebbe esaminato da altri colleghi... Pagare la multa è la cosa migliore, secondo noi... E anche secondo lei...

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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da jessica il Mer 16 Apr - 13:22

primaverino ha scritto:Abbiamo il triplo degli imprenditori tedeschi perché abbiamo una tradizione imprenditoriale diversa da quella tedesca. E' talmente ovvio che mi fa persino specie il doverlo precisare.
La nostra tradizione imprenditoriale è storicamente basata su artigianato e piccola impresa, colà no.
Ed è proprio questa impresa quella che sta soffocando non "tutte le imprese", è chiaro?
La grande impresa è proporzionalmente molto meno tassata, tuttavia, in linea di massima è quasi tutta esterovestita, ormai.
eh, la piccola impresa che ha prodotto il miracolo del nordest (quello stesso miracolo per cui avevamo, nel periodo d'oro, il pil più alto del mondo e gli operai meno pagati d'europa, ma sorvoliamo) e che ora soffoca, perchè? l'ho già chiesto a paolo, ma anche questo è finito sotto il tappeto: ti pare che l'origine di questa crisi sia in qualche modo legata a sanguisughe statali, a tassazioni strane, a convergenze planetarie? a chi dobbiamo "La crisi"? questa come quelle precedenti, per la precisione. è una crisi che si genera per l'ingerenza dello stato nel privato, o forse viceversa, sono i danni fatti da un mercato senza regole e senza controlli, come quello che vorrebbe il nostro paolo, che poi si propagano a tutta l'economia mondiale?
scusa, divago.
veramente sono cose oltre la mia capacità di comprensione: si, d'accordo, tu lo fai perchè ti va bene così e preferisci rimetterci ma vedere 10 famiglie salve, ma parliamo della "ggente". la stessa che se si trova un posto in regione lascia il cappotto in ufficio per far vedere che c'è e poi va al mare. perchè gli altri insistono a fare i masochisti, se quello che ci dite tu & 51 è vero? basta la tradizione? non credo proprio. anche fare l'arrotino era una tradizione. non paga, la molli là. se è vero che si guadagna di più e si sta meglio a fare il commesso dall'orafo che l'orafo (come appunto ci tenete a spiegarmi che l'evasione non c'entra ) perchè uno non fa il commesso?
cazzo vado a lavorare per mc donald no? guadagno di più, faccio le mie 8 ore e ho finito, vado a casa senza pensieri di visite fiscali, tasse e controtasse, contributi e salcazzo cos'altro, e finisce là...
e si vede che oltre che lavorare il mio papà spacciava droga... ah no, ma me l'hai già detto, quello era in una posizione troppo privilegiata (e era infatti superfortunato già che figurava tra i redditi più alti della categoria, pur avendo meno della metà della metà del giro di molti onesti colleghi).
cazzo la badante di mia nonna piglia quasi 1000 euri al mese, ha le ferie, ha i contributi, ha l'alloggio (ok, da condividere con una ultranovantenne) e i pasti... perchè non proponi a paolo di venire a lavorare per me da dipendente se il suo lavoro è così duro e così poco remunerativo come ci dice?
io posso capire, ero ricca... ma perchè la mia compagna di corso, figlia di tassista, aveva la mensa gratuita e le tasse universitarie al minimo e girava con scarpe da 400 euro e l'altra era figlia di spalamerda a marghera e pagava tassa piena e pasti regolari ma aveva le scarpe del mercatino? credi sia una sfortunata coincidenza dovuta alla presenza di poche mele marce?

paolo1951 ha scritto:
Qui poi le cazzate si sprecano!
Tu chiaramente non hai nemmeno la più vaga idea di cosa sia un accertamento fiscale se hai il coraggio di scrivere:
... al di là della cazzata sulla multa per "fatturato disatteso" (per la quale sono abbastanza convinta che potresti far qualcosa per vie legali)
Porcodio, ma hai una vaga conoscenza delle leggi fiscali italiane? ... in particolare di quelle sul contenzioso tributario?
Sai cosa significano termini giuridici come "inversione dell'onere della prova", "presunzione semplice"?
Conosci la normativa degli "studi di settore", "ricavometro", "spesometro", ...
Sai quali sono i costi per "ricorrere alle vie legali"... quali le probabilità che NON ti diano ragione anche quanto ragione tu ce l'hai, proprio in base alla legge?
Sei mai stata davanti ad una "commissione tributaria"?
Hai mai assistito ad un accertamento tributario ai danni di una impresa?
Tu stai sproloquiando di una realtà che neanche sei in grado di immaginare... e che del resto lo Stato cerca di tenere ben nascosta... ed è facile nascondere perché milioni di jessiche non hanno nessun interesse, nessuna voglia di conoscere.
ahhh che le cazzate si sprechino l'hai detta giusta!
ricavometri settorometri e spesometri sono misure (pressochè inutili) per tentare di arginare il sistema che tu difendi: quello dell'evasione sistematica delle imposte. ma fatto -come piace a te- alla cazzo. cioè sparando nel mucchio. mucchio nel quale se avessero preso un primaverino meno onesto con metà dei dipendenti in nero non si sarebbero accorti di nulla. un po' come lasciare a casa un insegnante che sa fare il suo lavoro perchè paolo ha deciso che bisogna dimezzare...
riguardo il costo delle vie legali, siamo più o meno sulla stessa cifra che si vede richiesta l'operaio senza contributi che porta in tribunale il datore di lavoro... ne abbiamo parlato già di questa sentenza no?

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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da primaverino il Mer 16 Apr - 14:38

jessica ha scritto:
primaverino ha scritto:Abbiamo il triplo[...]
1) eh, la piccola impresa che ha prodotto il miracolo del nordest (quello stesso miracolo per cui avevamo, nel periodo d'oro, il pil più alto del mondo e gli operai meno pagati d'europa, ma sorvoliamo) e che ora soffoca, perchè? l'ho già chiesto a paolo, ma anche questo è finito sotto il tappeto: ti pare che l'origine di questa crisi sia in qualche modo legata a sanguisughe statali, a tassazioni strane, a convergenze planetarie? a chi dobbiamo
2) "La crisi"? questa come quelle precedenti, per la precisione. è una crisi che si genera per l'ingerenza dello stato nel privato, o forse viceversa, sono i danni fatti da un mercato senza regole e senza controlli, come quello che vorrebbe il nostro paolo, che poi si propagano a tutta l'economia mondiale?
scusa, divago.
3) veramente sono cose oltre la mia capacità di comprensione: si, d'accordo, tu lo fai perchè ti va bene così e preferisci rimetterci ma vedere 10 famiglie salve, ma parliamo della "ggente". la stessa che se si trova un posto in regione lascia il cappotto in ufficio per far vedere che c'è e poi va al mare. perchè gli altri insistono a fare i masochisti, se quello che ci dite tu & 51 è vero?
4) basta la tradizione? non credo proprio. anche fare l'arrotino era una tradizione. non paga, la molli là. se è vero che si guadagna di più e si sta meglio a fare il commesso dall'orafo che l'orafo (come appunto ci tenete a spiegarmi che l'evasione non c'entra )  perchè uno non fa il commesso?
5) cazzo vado a lavorare per mc donald no? guadagno di più, faccio le mie 8 ore e ho finito, vado a casa senza pensieri di visite fiscali, tasse e controtasse, contributi e salcazzo cos'altro, e finisce là...
e si vede che oltre che lavorare il mio papà spacciava droga... ah no, ma me l'hai già detto, quello era in una posizione troppo privilegiata (e era infatti superfortunato già che figurava tra i redditi più alti della categoria, pur avendo meno della metà della metà del giro di molti onesti colleghi).
cazzo la badante di mia nonna piglia quasi 1000 euri al mese, ha le ferie, ha i contributi, ha l'alloggio (ok, da condividere con una ultranovantenne) e i pasti... perchè non proponi a paolo di venire a lavorare per me da dipendente se il suo lavoro è così duro e così poco remunerativo come ci dice?
io posso capire, ero ricca...
6) ma perchè la mia compagna di corso, figlia di tassista, aveva la mensa gratuita e le tasse universitarie al minimo e girava con scarpe da 400 euro e l'altra era figlia di spalamerda a marghera e pagava tassa piena e pasti regolari ma aveva le scarpe del mercatino? credi sia una sfortunata coincidenza dovuta alla presenza di poche mele marce?

paolo1951 ha scritto:
Qui poi le cazzate si sprecano![...]
ahhh che le cazzate si sprechino l'hai detta giusta!
7) ricavometri settorometri e spesometri sono misure (pressochè inutili) per tentare di arginare il sistema che tu difendi: quello dell'evasione sistematica delle imposte. ma fatto -come piace a te- alla cazzo. cioè sparando nel mucchio. mucchio nel quale se avessero preso un primaverino meno onesto con metà dei dipendenti in nero non si sarebbero accorti di nulla. un po' come lasciare a casa un insegnante che sa fare il suo lavoro perchè paolo ha deciso che bisogna dimezzare...
8) riguardo il costo delle vie legali, siamo più o meno sulla stessa cifra che si vede richiesta l'operaio senza contributi che porta in tribunale il datore di lavoro... ne abbiamo parlato già di questa sentenza no?

Bel post pieno di spunti interessanti ma... Davvero "tanta roba".
Mi permetto, quindi, di schematizzare per punti riservandomi di approfondire successivamente un argomento alla volta (se ti va, of course)

1) Non è questione di miracoli economici. Rispondevo alla tua domanda relativamente al pregresso storico imprenditoriale italiano.
La piccola-media impresa sarebbe stata la "spina dorsale" produttiva indipendentemente dai risultati.
La Germania ha altre tradizioni e ciò vale per qualsiasi Paese.
2) Questa crisi non ha precedenti. Nemmeno relativamente al 1929. E' tutto cambiato nel frattempo. L'unica cosa che le accomuna è l'estenuante durata (sette anni questa, per ora, e circa dodici quella del '29). Da quella si uscì solo a prezzo di una guerra mondiale, da quest'ultima speriamo prima e in modo diverso.
3) Ci sono dipendenti pubblici (e privati) seri e onesti e ci sono i parassiti.
Idem per la classe imprenditoriale.
Eviterei le banalizzazioni al riguardo.
4) e 5) Il problema sussiste data la crisi in atto. Anche qui, comunque, stai semplificando eccessivamente, a mio avviso.
Non puoi pensare che un soggetto investa buona parte di quello che ha (o tutto quello che ha) in un investimento consistente e poi un bel giorno dica: "Però!... Se vado a pulire i cessi guadagno di più. Da domani tutti a casa". (che è sostanzialmente ciò che in prima battuta i medesimi Agenti del Fisco sostenevano, cadendo nel tuo stesso errore interpretativo)
Senza contare che se hai più di 24 anni e meno di 55 in questa Nazione di merda fai pure fatica a trovare un posto da "puliscicessi".
6) La tua compagna figlia di tassista è un'idiota. Come quel sotto occupato che lavorava al call-center (a 700 €/mese) ed è stato il primo in Italia a comprare l'ultimo StronzPhone che ne costava 800...
Il discorso relativo alle tasse universitarie da pagare in base al "dichiarato" è evidentemente da riformare. Ieri la mia lavapiatti (in lacrime) mi pregava di licenziarla e poi di riassumerla tra breve con contratto a chiamata o part-time (ovviamente farlocco) perché ha un CUD troppo alto e le vogliono levare l'alloggio popolare per morosità (morosità dovuta alle mie difficoltà nel pagare regolarmente lo stipendio).
E' il sistema che è marcio.
7) Ricavometri, spesometri e minchiometri (come onestamente confermavano i dr. X e Y dell'Agenzia delle Entrate) dovrebbero essere integrati da altre verifiche "sul campo".
Per ragioni varie si preferisce operare "a tavolino".
8) Ti ho già spiegato che non si tratta di costi legali (nel mio caso, poi... Figurati che il mio avvocato è la sorella del mio commercialista. Lui non lo pago da cinque anni e lei deve ancora prendere i soldi di quando mi hanno processato per l'affaire del lavapiatti...)  mgreen 
Non è questione di costi, nel caso mio... Ho commercialista e avvocato gratis (che Dio li benedica)
Il fatto è che se ricorri "è peggio per te". Più chiaro di così non so essere.

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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da Paolo il Mer 16 Apr - 14:47

jessica ha scritto:
primaverino ha scritto:Abbiamo il triplo degli imprenditori tedeschi perché abbiamo una tradizione imprenditoriale diversa da quella tedesca. E' talmente ovvio che mi fa persino specie il doverlo precisare.
La nostra tradizione imprenditoriale è storicamente basata su artigianato e piccola impresa, colà no.
Ed è proprio questa impresa quella che sta soffocando non "tutte le imprese", è chiaro?
La grande impresa è proporzionalmente molto meno tassata, tuttavia, in linea di massima è quasi tutta esterovestita, ormai.
eh, la piccola impresa che ha prodotto il miracolo del nordest (quello stesso miracolo per cui avevamo, nel periodo d'oro, il pil più alto del mondo e gli operai meno pagati d'europa, ma sorvoliamo) e che ora soffoca, perchè?

L'origine della crisi è abbastanza semplice, se così si può dire. E questo vale ancora di più nel Nord Est. E si chiama globalizzazione. Ovvero molte nostre realtà produttive (grandi o piccole) sono nate e hanno progredito limitandosi a interagire solo con realtà locali. Ma in poco tempo il mondo è cambiato profondamente e questi imprenditori non l'hanno capito. Così anzichè ammodernarsi e investire in tecnologie o comunque adeguarsi alle nuove realtà logistico commerciali, sono rimasti ancorati a schemi superati e obsoleti. Poteri fare mille esempi. Nel Nord Est c'è (o c'era) una area industriale che viveva sulla produzione delle sedie !! E' evidente che una tecnologia così bassa come quella di produrre sedie viene facilmente copiata a trasferita nei paesi emergenti, dove le condizioni socio economiche sono del tutto diverse. La possibilità di cercare la merce su internet in tutto il mondo, la possibilità di spedizioni rapidissime tramite i corrieri espressi (DHL FRDEX..) ha reso possibile acquisatre un'infinità di prodotti in qualsiasi parte del mondo a prezzi per noi impensabili (vedi Cina). Altro caso classico del Nord Este sono i trasportatori. Li c'erano ditte di trasporti molto grosse. Ma l'apertura delle forntiere e la libera circolazione delle merci e dei mezzi hanno permesso a ditte rumene, moldave, russe ucraine ... di arrivare sul nostro mercato a condizioni assolutamente concorrenziali e questo ha provocato il tracollo di molti autotrasportatori italiani. La lista è moooolto lunga. E da qui il disastro annunciato che è successo. Ma non possiamo che pianegere noi stessi perchè chi l'ha capito per tempo e si è organizzato non ha probelmi, gli altri invece solo li che piangono.

Poi per lo stato e la burocrazia ci sarebbe un altro discorso assai più complesso, ma mi limito alla analisi delle ditte private che oggi chiudono.

Paolo
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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da paolo1951 il Mer 16 Apr - 15:49

jessica ha scritto:... perchè non proponi a paolo di venire a lavorare per me da dipendente se il suo lavoro è così duro e così poco remunerativo come ci dice?...
Grazie per l'offerta di lavoro ma preferisco l'eutanasia all'essere tuo dipendente!
Certi tipi di "datori di lavoro democratici" già li conobbi 36 anni fa quando ero dipendente di una associazione social-comunista (il CNA)...

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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da paolo1951 il Mer 16 Apr - 16:03

Paolo ha scritto:...
L'origine della crisi è abbastanza semplice, se così si può dire. E questo vale ancora di più nel Nord Est. E si chiama globalizzazione. Ovvero molte nostre realtà produttive (grandi o piccole) sono nate e hanno progredito limitandosi a interagire solo con realtà locali.
...
Poi per lo stato e la burocrazia ci sarebbe un altro discorso assai più complesso, ma mi limito alla analisi delle ditte private che oggi chiudono.  
Ok  quoto..  tutto e soprattutto la parte finale.
Infatti qui non stiamo parlando di come sia nata questa crisi economica che è mondiale ed è partita da fuori del nostro paese. Al massimo stiamo parlando di come l'Italia ne possa uscire senza trovarsi con tutte le ossa rotte.
Ma a me interessa proprio il discorso che tu definisci "assai più complesso".
Voglio dire che se prima ci permettevamo di sprecare, forse oggi questo "lusso" non ce lo possiamo più permettere. O anche che se prima a certe cose non ci si faceva caso, e si cantava: "finché la barca va lasciala andare... tu non remare", ora che dobbiamo invece remare eccome... la cosa non ci sta più bene!
Insomma leggete per favore la bella novella del camerata Pirandello "il treno ha fischiato" ... e forse anche jessica capirà cosa intendo dire!
IL TRENO HA FISCHIATO

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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da paolo1951 il Mer 16 Apr - 16:13

jessica ha scritto:...
ricavometri settorometri e spesometri sono misure (pressochè inutili) per tentare di arginare il sistema che tu difendi: quello dell'evasione sistematica delle imposte. ma fatto -come piace a te- alla cazzo. cioè sparando nel mucchio. mucchio nel quale se avessero preso un primaverino meno onesto con metà dei dipendenti in nero non si sarebbero accorti di nulla. un po' come lasciare a casa un insegnante che sa fare il suo lavoro perchè paolo ha deciso che bisogna dimezzare...
riguardo il costo delle vie legali, siamo più o meno sulla stessa cifra che si vede richiesta l'operaio senza contributi che porta in tribunale il datore di lavoro... ne abbiamo parlato già di questa sentenza no?
... l'evasione sistematica delle imposte non esiste che nella tua testa!!!!
Se fosse come tu dici dove prenderebbe lo Stato i soldi per finanziare una spesa pubblica che supera il 50% del PIL!!!

Circa la sentenza che tu citi, ancora una volta dimostri la tua abissale ignoranza e il tuo pressapochismo forcaiolo... l'imprenditore in questione è stato assolto penalmente per aver agito in stato di necessità, ma la sanzione civile è rimasta integralmente, l'imprenditore inoltre non aveva evaso ma solo omesso il pagamento di un'IVA che aveva comunque dichiarato!!!

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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da vnd il Mer 16 Apr - 16:32

jessica ha scritto:
no in effetti non riesco. mentre tu argomenti con dati e documenti le tue tesi, io, non avendone, sono costretta a ridurmi a questi mezzucci, ad inventarmi cose, ad incolpare le femministe statali infiltrate all'istat che falsificano i dati per tenersi il posto da statale nullafacente. sono costretta a linkare machomen.org e cazzivari.it per mostrare di avere anche io qualcosa da dire. ti do del cretino perchè fai qualcosa che ti ho chiesto io di fare e se poi me lo fai notare glisso e dico che fai solo il tuo dovere.  ahahahahahah 
scusa, hai ragione.


Innanzitutto non sei autorizzata a dare del cretino a nessuno.
Soprattutto, non tu.
Ho segnalato il post di insulti. Vediamo se come moderatrice sarai in grado di dimostrare un minimo di coerenza o sei proprio quella che sembri.


In quanto alle fonti che non riconosci, perché preferisci quelle autoreferenziali e femministe... Beh... Non è una novità.

Da una che crede a puttanate come il rapporto CEDAW e che ci viene a raccontare balle sulla disparità stipendiale tra uomo e donna, ci si può aspettare questo ed altro.


Ultima modifica di vnd il Mer 16 Apr - 16:35, modificato 2 volte

vnd
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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da primaverino il Mer 16 Apr - 16:33

@ Jess e Paolo51

Tralasciando la differenza tra l'operaio che porta in Giudizio il datore di lavoro (99% di probabilità di successo con o senza ragioni valide... Ne so qualcosa...) e un imprenditore che citi in giudizio l'Agenzia delle Entrate...

Citare in Giudizio l'Agenzia delle Entrate?
 ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah

Vabbè... Oggi sono in vena di confidenze...
Ventisei anni fa mio padre fu vittima di una truffa simile a quella dei bond Parmalat.
Ci costituimmo in "comitato" prendendo uno dei migliori avvocati cassazionisti romani (onestissimo, peraltro, dato che la causa è sinora costata veramente poco) che chiamò in Giudizio il Ministero del Tesoro (di cui la Consob è diretta emanazione) per responsabilità oggettiva, dato che la Finanziaria in questione era all'epoca quotata a Piazza Affari.
Sono ancora qui che aspetto i miei soldi poiché la Cassazione NON si è ancora pronunciata.
In primo grado diedero (ovviamente) ragione a noi.
In Appello la sentenza fu ribaltata...
@ Jessica
E' il sistema che è marcio porca puttana! Lo vuoi capire SI o NO?

p.s.: in Italia le cause durano un'eternità, tranne quelle "di lavoro". Perché in Italia (e solo in Italia) esiste il "Giudice del lavoro" (nel resto del mondo esiste il Giudice e basta).
Il quale decide SEMPRE a favore del dipendente, che abbia ragione o meno.
Ergo (nella migliore delle ipotesi) è meglio accettare un ricatto stragiudiziale che impegolarsi in una battaglia persa.
T'é capì?

primaverino
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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da Paolo il Mer 16 Apr - 17:02

Beh Paolo, forse non è nemmeno così complesso. Espongo il mio punto di vista.

In Italia si sono creati due poteri che di fatto sono strettamente interconnessi. Le lobby economiche come le banche, le grandi società di servizi (telefonia, autostrade, luce, gas...) e il potere burocratico. Le lobby si sono formate principalmente negli ultimi venti anni in quanto i grossi capitali e capitalisti hanno capito che non c'era più convenienza ad investire nel mondo produttivo e hanno così di fatto monopolizzato il settore dei servizi. I servizi infatti non conoscono crisi. Dal momento che tutti ne hanno bisogno di fatto possono forse diminuire la loro dimensione ma mai andare in crisi (non so come la produzione dell'alluminio nel Sulcis!). Poi l'altra risorsa sono state le opere pubbliche, di fatto in mano ad un ristretto gruppo di aziende sempre più potenti (vedi l'esempio di Impregilo).

Però per avere il controllo su tutto questo le lobby hanno dovuto usare la politica e la burocrazia. Così sia la corruzione che le clientele si sono moltiplicate raggiungendo i livelli che oggi possiamo vedere. La burocrazia (dai grandi dirigenti ai politici, dai giudici ai vertici delle forze dell'ordine..e così via) si è enormemente rinforzata fino ad avere uno controllo totale su qualunque settore delle attività nazionali.

Ovviamente il tutto ha fatto lievitare enormemente i costi sia perchè tutto l'apparato pubblico si è auto aumentato ogni compenso fino ad arrivare a cifre astronomiche con stipendi milionari, sia perchè le lobby senza un vero controllo hanno continuato ad aumentare i costi dando però un servizio sempre più scadente.

Tutti questi costi sono stati finanziati fin che è stato possibile stampando denaro o emettendo titoli di stato. Ora che questo non ci è più permesso le varie caste non sono disposte a rinunciare ai loro privilegi e così tramite la leva fiscale cercano in tutti i modi di drenare denaro al mondo produttivo.

Considerando che di fatto la burocrazia tiene saldamente in mano tutte le leve del potere, non vedo nessuna possibilità di liberarci di questa situazione. Un esempio è stato quando, mi sembra il governo Letta, ha fatto una legge per diminuire gli assurdi compensi dei funzionari pubblici imponendo un tetto. La corte costituzionale ha subito bocciato la legge perchè dichiarata incostituzionale in quanto lede diritti acquisiti (e chissà poi perchè no alle diminuzioni delle pensioni dei poveri lavoratori o la legge che ha creato gli esodati?? Mahhh) visto che questo avrebbe portato ad un drastico taglio anche dei loro assurdi stipendi !!

E' un sistema oramai chiuso su se stesso e che si auto difende a auto alimenta. Il Berlusca è stato il re di tutto questo diventando l'uomo più ricco di Italia.

L'unico vero attacco l'ha portato Grillo (anche se io non condivido i rimendi che propone) che ha dato un vero scossone al sistema. E questo ha obbligato le varie lobby di destra e di sinistra a coalizzarsi per non essere spazzate via. E qui hanno fatto a mio avviso una bella mossa (bella per loro ovvio). Dopo il fallimentare tentativo con Monti hanno preso Napolitano come baluardo alla avanzata grillina. Visto che sembra persona integerrima e super partes hanno potuto, con vari governi fantoccio, mantenere lo staus quo e facendo finta di cambiare qualcosa di fatto non cambiano niente.

E in tutto questo le tasse non c'entrano nulla. Ovvero lo stato incassa più che a sufficienza per potersi gestite e non servirebbe nulla di più. Anzi ce ne sarebbe d'avanzo se il tutto fosse gestito correttamente, invece così .... L'unica cosa che si può dire che l'evasione crea una iniquità fisacle. Ma qui non vedo nulla di equo. Perciò non vedo perchè solo la fiscalità dovrebbe essere equa. Io non vedo differenza tra l'evasore e il burocrate che si da uno stipendio e pensione di milioni di euro. Anzi ancora più colpevoli perchè in più godono dell'immunità!!


Paolo
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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da paolo1951 il Mer 16 Apr - 17:21

primaverino ha scritto:@ Jess e Paolo51

Tralasciando la differenza tra l'operaio che porta in Giudizio il datore di lavoro (99% di probabilità di successo con o senza ragioni valide... Ne so qualcosa...) e un imprenditore che citi in giudizio l'Agenzia delle Entrate...

Citare in Giudizio l'Agenzia delle Entrate?
 ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah
 quoto.. ma ... boxed mad.. 
Non c'è nulla da ridere!
Un dipendente va dal giudice del lavoro con un prospetto di calcolo fatto da un sindacalista dove si dice che deve ricevere tot euro in più... e il giudice, che di paghe e contratti non sa una mazza, fa subito il decreto ingiuntivo... poi sarà onere del datore di lavoro dimostrare (a sue spese) che quel prospetto era completamente sbagliato. Ma il giudice si fida ciecamente del sindacato!
(Per inciso il giudice si comporta in modo analogo anche con la fattura di un professionista iscritto in una di quelle cosche che in Italia chiamiamo "ordini professionali"... basta che un ordine professionale "tari" la sua fattura e per il giudice il compenso richiesto è senz'altro giusto e dovuto... anche se poi viene fuori che quel professionista meriterebbe di esser pagato a legnate!!!)

Fai invece ricorso tributario... in primo grado neanche leggono cosa scrivi... respingono il ricorso e poi sarà compito del cancelliere cercare di scrivere due banalissime righe di sentenza per giustificare il "respingimento". In secondo grado, con un buon e costoso avvocato, puoi avere più fortuna... ma ti conviene affrontare i costi? Ti conviene far "incazzare" quelli dell'Agenzia Entrate?
Tieni poi conto che se ti dessero solo parzialmente ragione, tu rischi di pagare comunque più di quello che avresti pagato pagando subito la sanzione originaria:
jessica chiaramente non lo sa ma se paghi senza discutere la sanzione ti viene ridotta ad un sesto, in caso di ricorso invece la paghi intera... per cui se ti danno ragione solo al 50% paghi tre volte tanto.  carneval

paolo1951
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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da primaverino il Mer 16 Apr - 23:08

paolo1951 ha scritto:
primaverino ha scritto:@ Jess e Paolo51

Tralasciando la differenza tra l'operaio che porta in Giudizio il datore di lavoro (99% di probabilità di successo con o senza ragioni valide... Ne so qualcosa...) e un imprenditore che citi in giudizio l'Agenzia delle Entrate...

Citare in Giudizio l'Agenzia delle Entrate?
 ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah
 quoto.. ma ... boxed mad.. 
Non c'è nulla da ridere!
Un dipendente va dal giudice del lavoro con un prospetto di calcolo fatto da un sindacalista dove si dice che deve ricevere tot euro in più... e il giudice, che di paghe e contratti non sa una mazza, fa subito il decreto ingiuntivo... [...]

Sempre per la serie "Confidenze"...
Tempo fa (nel 2011, anno di riferimento per la verifica fiscale di cui già sapete) avevo "a ruolo" due pizzaioli part-time.
Si trattava di part-time "verticale" dato che il sabato sera e la domenica sera erano presenti entrambi e il mezzogiorno e le sere in settimana le facevano "alternati" e parimenti i giorni di riposo a rotazione.
Si trattava di due dei migliori professionisti che abbia mai visto all'opera, tecnicamente parlando, ma purtroppo uno era alcoolizzato e l'altro si fece "tirar dentro" dal primo con evidenti ripercussioni sull'andamento lavorativo.
Venero richiamati "bonariamente e verbalmente" dal sottoscritto, una prima volta...
Ad uno mandai pure (per raccomandata) un "richiamo ufficiale".
Decisi infine (esasperato dal procrastinarsi della situazione) di allontanare l'alcoolizzato per manifesto calo di rendimento.
Ne ottenni un'impugnazione del licenziamento patrocinata dalla CGIL locale.
Mi recai presso i loro uffici per vedere di mediare ove possibile...
La dott.ssa Calpurnia (nome di fantasia) mi presentò un conteggio "impossibile"...
Tuttavia mi disse che si poteva "mediare" per 5.000 euro in 5 rate mensili.
Sollevato, tirai fuori il libretto degli assegni, offrendomi di pagare perlomeno la prima rata seduta stante (maybe I'm an idiot...).
La dottoressa mi disse che prima, però, bisognava avere il "nulla osta" da parte del dipendente e che solo dopo avrei potuto/dovuto ottemperare ai miei obblighi.
Passarono due settimane e ricevetti una telefonata in cui mi spiegavano che il dipendente, per nulla soddisfatto della mia offerta (ma quale offerta?... Han fatto tutto loro...) chiedeva il doppio.
Tentai di contattare il mio ex dipendente per un chiarimento diretto ma egli si limitò a comunicarmi che, di li in avanti, ci saremmo "parlati" solo tramite avvocato.
Senza dilungarmi in ulteriori dettagli, arrivo al dunque: gli ho dato diecimila euro in comode rate: 5.000 la settimana successiva e altrettanti il mese dopo.
E "muto" che sennò è peggio...  mgreen 

Il secondo invece si superò... Dopo circa sei mesi si licenziò di sua sponte (nonostante le mie insistenze affinché rimanesse, dato che ormai si era "redento" dall'alcoolismo indotto da quell'altro cretino, ironia della sorte).
Ci accordammo per la liquidazione tenendo presente che alcune decine di ore di straordinario non erano state contabilizzate e quindi gli avrei corrisposto una buonuscita "brevi manu", cosa che poi avvenne. Un gentlemen's agreement se mi passate il termine.
Passano sei mesi e mi arriva una comunicazione da parte dello stesso avvocato di prima, ove si dice che in base ai calcoli effettuati dal Sindacato (sempre quello, ça va sans dire) si evince che gli vanno 135.000 euro a vario titolo (non è un refuso).
La motivazione?
Tempo prima, siccome siamo sul cosiddetto "Asse del Sempione", era stato deciso il blocco del traffico dalle otto (mi pare) alle ventuno di alcune domeniche.
Io avevo redatto di mio pugno un pezzo di carta con su scritto che i dipendenti avrebbero prestato servizio in un lasso di tempo intercorrente tra le 9.30 e le 15.00 (servizio pranzo) e tra le 18 e la mezzanotte (servizio cena) stando ovviamente "largo" con i tempi onde evitare problemi coi Vigili.
Ebbene il Sindacato disse che il dipendente "lavorava" 11 ore e mezza al giorno pagato quattro... E che così funzionava "da anni"...
E naturalmente il dipendente dichiarò che era vero e che aveva pure dei "testimoni/clienti" in grado di confermarlo (tre Nome e Cognome mai sentiti prima in vita mia).
Risultato? Finirò di pagarlo a rate nel marzo del 2016...
La cifra pattuita (beh... Pattuita si fa per dire) ammonta a ventimila euro.
Quello che ho cacciato io ne ha presi diecimila.
Quello che se n'è andato di suo (costringendomi, tra l'altro a trovare un sostituto in fretta e furia) ne sta prendendo il doppio.
W l'Italia!

primaverino
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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da jessica il Gio 17 Apr - 11:27

primaverino ha scritto:
Bel post pieno di spunti interessanti ma... Davvero "tanta roba".
Mi permetto, quindi, di schematizzare per punti riservandomi di approfondire successivamente un argomento alla volta (se ti va, of course)
1) Non è questione di miracoli economici. Rispondevo alla tua domanda relativamente al pregresso storico imprenditoriale italiano.
La piccola-media impresa sarebbe stata la "spina dorsale" produttiva indipendentemente dai risultati.La Germania ha altre tradizioni e ciò vale per qualsiasi Paese.
si, ma quello che chiedevo era molto più semplice: se il lavoro dell'imprenditore, in italia, è davvero più oneroso e meno redditizio di quello del dipendente, perchè continuano a volerlo fare con moooolta più frequenza che negli altri paesi?


2) Questa crisi non ha precedenti. Nemmeno relativamente al 1929. E' tutto cambiato nel frattempo. L'unica cosa che le accomuna è l'estenuante durata (sette anni questa, per ora, e circa dodici quella del '29). Da quella si uscì solo a prezzo di una guerra mondiale, da quest'ultima speriamo prima e in modo diverso.
non facevo paragoni di "entità", la mia domanda era: cosa l'ha innescata? stato tasse e multe equitalia?


3) Ci sono dipendenti pubblici (e privati) seri e onesti e ci sono i parassiti.
Idem per la classe imprenditoriale.
Eviterei le banalizzazioni al riguardo.
4) e 5) Il problema sussiste data la crisi in atto. Anche qui, comunque, stai semplificando eccessivamente, a mio avviso.
Non puoi pensare che un soggetto investa buona parte di quello che ha (o tutto quello che ha) in un investimento consistente e poi un bel giorno dica: "Però!... Se vado a pulire i cessi guadagno di più. Da domani tutti a casa". (che è sostanzialmente ciò che in prima battuta i medesimi Agenti del Fisco sostenevano, cadendo nel tuo stesso errore interpretativo)
Senza contare che se hai più di 24 anni e meno di 55 in questa Nazione di merda fai pure fatica a trovare un posto da "puliscicessi".
cazzo! siamo in un 3d in cui sto dialogando con uno che mi dice di appartenere all'unica categoria che paga davvero  e che il resto del paese vive sulle sue spalle e un altro che si rifiuta di prendere in considerazione due numeri in croce perchè alla fine del documento c'è anche la firma di una donna e vieni a dire a me che sto banalizzando la questione???
ah beh...

6) La tua compagna figlia di tassista è un'idiota. Come quel sotto occupato che lavorava al call-center (a 700 €/mese) ed è stato il primo in Italia a comprare l'ultimo StronzPhone che ne costava 800...
Il discorso relativo alle tasse universitarie da pagare in base al "dichiarato" è evidentemente da riformare. Ieri la mia lavapiatti (in lacrime) mi pregava di licenziarla e poi di riassumerla tra breve con contratto a chiamata o part-time (ovviamente farlocco) perché ha un CUD troppo alto e le vogliono levare l'alloggio popolare per morosità (morosità dovuta alle mie difficoltà nel pagare regolarmente lo stipendio).
E' il sistema che è marcio.
no, non è affatto un'idiota, anzi. il punto è che piena di soldi lo era davvero, ma povera. e, a discapito dell'evasione sistematica che secondo p51 esiste solo nella mia testa, il problema era che, anche volendo, il suo papino non avrebbe potuto dichiarare più del 20% di quello che tirava su, perchè questo era ciò che gli richiedeva la cooperativa con cui lavorava. traduco: un tassista con un reddito 5 volte più grosso di quello di tutti gli altri avrebbe destato sospetti, perchè tutti  gli altri, pur lavorando alla stessa maniera, dichiaravano la stessa percentuale. il che significa che oltre ai, diciamo, 50 mila euri non corrisposti al fisco (e va bene, seguiamo pure la linea paolese e diciamo che sono 50mila euro in meno mangiati da qualche scaldasedia statale) lei che avrebbe tranquillamente potuto permetterseli non pagava i pasti (diciamo un 800 euro l'anno?)che quindi le venivano pagati da qualcun altro -onesto-, non pagava tasse universitarie, o pagava una roba minima, ora non so quanto ma la massima (la mia) era sui 3000 euro, e, ancora più simpatico, aveva ciulato il posto in graduatoria borse a qualcuno che ne aveva comunque più bisogno di lei (per esempio quell'altra che si pagava tutto di tasca propria facendo la cameriera (in nero) la sera perchè il suo di papino portava a casa 1300 euri al mese per quattro persone. stipendio d'oro.
ma naturalmente, come ci tiene ad insegnarci sempre il nostro buon paolo, non chiamiamoli parassiti.

7) Ricavometri, spesometri e minchiometri (come onestamente confermavano i dr. X e Y dell'Agenzia delle Entrate) dovrebbero essere integrati da altre verifiche "sul campo".
Per ragioni varie si preferisce operare "a tavolino".
perfettamente d'accordo. giusto per chiarezza, anche se mi sembra di averlo detto ormai tante volte, non sto affatto dicendo che va bene così, che mi piace pagare 70 mila euro di tasse l'anno, che le regioni funzionino o che la vecchia del latte che non mi fa lo scontrino dovrebbe finire in galera...

8) Ti ho già spiegato che non si tratta di costi legali (nel mio caso, poi... Figurati che il mio avvocato è la sorella del mio commercialista. Lui non lo pago da cinque anni e lei deve ancora prendere i soldi di quando mi hanno processato per l'affaire del lavapiatti...)  mgreen
Non è questione di costi, nel caso mio... Ho commercialista e avvocato gratis (che Dio li benedica)
Il fatto è che se ricorri "è peggio per te". Più chiaro di così non so essere.
boh. ovviamente non conosco nulla del caso in particolare, ma di ricorsi contro l'agenzia delle entrate se ne fanno e vincono ogni giorno. e qui ti parlo per esperienza diretta.

Paolo ha scritto:L'origine della crisi è abbastanza semplice, se così si può dire. E questo vale ancora di più nel Nord Est. E si chiama globalizzazione. Ovvero molte nostre realtà produttive (grandi o piccole) sono nate e hanno progredito limitandosi a interagire solo con realtà locali. Ma in poco tempo il mondo è cambiato profondamente e questi imprenditori non l'hanno capito. Così anzichè ammodernarsi e investire in tecnologie o comunque adeguarsi alle nuove realtà logistico commerciali, sono rimasti ancorati a schemi superati e obsoleti. Poteri fare mille esempi. Nel Nord Est c'è (o c'era) una area industriale che viveva sulla produzione delle sedie !! E' evidente che una tecnologia così bassa come quella di produrre sedie viene facilmente copiata a trasferita nei paesi emergenti, dove le condizioni socio economiche sono del tutto diverse. La possibilità di cercare la merce su internet in tutto il mondo, la possibilità di spedizioni rapidissime tramite i corrieri espressi (DHL FRDEX..) ha reso possibile acquisatre un'infinità di prodotti in qualsiasi parte del mondo a prezzi per noi impensabili (vedi Cina). Altro caso classico del Nord Este sono i trasportatori. Li c'erano ditte di trasporti molto grosse. Ma l'apertura delle forntiere e la libera circolazione delle merci e dei mezzi hanno permesso a ditte rumene, moldave, russe ucraine ... di arrivare sul nostro mercato a condizioni assolutamente concorrenziali e questo ha provocato il tracollo di molti autotrasportatori italiani. La lista è moooolto lunga. E da qui il disastro annunciato che è successo. Ma non possiamo che pianegere noi stessi perchè chi l'ha capito per tempo e si è organizzato non ha probelmi, gli altri invece solo li che piangono.

Poi per lo stato e la burocrazia ci sarebbe un altro discorso assai più complesso, ma mi limito alla analisi delle ditte private che oggi chiudono.  
tutto molto condivisibile e anche interessante, meriterebbe un 3d per i fatti suoi. ma questo è il terreno su cui fiorisce la crisi. la globalizzazione non si è innescata dal nulla nel 2008... è un processo ben più lungo e più lento. dopo di che, se in questo 3d fosse ammesso utilizzare i numeri invece che le opinioni basate sul proprio sentore, si potrebbe cercare di vedere se si stanno riprendendo meglio quegli stati che alleggeriscono e tagliano o quelli che invece investono e proteggono.  

paolo1951 ha scritto:
Grazie per l'offerta di lavoro ma preferisco l'eutanasia all'essere tuo dipendente!
Certi tipi di "datori di lavoro democratici" già li conobbi 36 anni fa quando ero dipendente di una associazione social-comunista (il CNA)...
ma dai, chissà che mi credevo? mi aspettavo invece una risposta del tipo: si jessica, arrivo, grazie per salvarmi da questo calvario, grazie per triplicarmi i guadagni, grazie per farmi diventare finalmente uno dei ricchi privilegiati dipendenti...

paolo1951 ha scritto:
... l'evasione sistematica delle imposte non esiste che nella tua testa!!!!
Se fosse come tu dici dove prenderebbe lo Stato i soldi per finanziare una spesa pubblica che supera il 50% del PIL!!!
se in questo 3d i numeri fossero ammessi potrei mostrartelo molto facilmente

Circa la sentenza che tu citi, ancora una volta dimostri la tua abissale ignoranza e il tuo pressapochismo forcaiolo... l'imprenditore in questione è stato assolto penalmente per aver agito in stato di necessità, ma la sanzione civile è rimasta integralmente, l'imprenditore inoltre non aveva evaso ma solo omesso il pagamento di un'IVA che aveva comunque dichiarato!!!
 ahahahahahah  ahahahahahah  ahahahahahah  oltre che a pensare adesso cominci anche a parlare come berlusconi. però ti sei dimenticato un comunista, dopo forcaiolo. contributi e stipendi sono andati fumati per fallimento, e il reato penale non è stato riconosciuto per mancanza dell'elemento psicologico di volontarietà... poi i sei fortunati dipendenti hanno fatto accordi, che non conosco, con chi ha rilevato l'attività. se non sai di cosa parli, perchè parli?

vnd ha scritto:
jessica ha scritto:
no in effetti non riesco. mentre tu argomenti con dati e documenti le tue tesi, io, non avendone, sono costretta a ridurmi a questi mezzucci, ad inventarmi cose, ad incolpare le femministe statali infiltrate all'istat che falsificano i dati per tenersi il posto da statale nullafacente. sono costretta a linkare machomen.org e cazzivari.it per mostrare di avere anche io qualcosa da dire. ti do del cretino perchè fai qualcosa che ti ho chiesto io di fare e se poi me lo fai notare glisso e dico che fai solo il tuo dovere.  ahahahahahah
scusa, hai ragione.


Innanzitutto non sei autorizzata a dare del cretino a nessuno.
Soprattutto, non tu.
Ho segnalato il post di insulti. Vediamo se come moderatrice sarai in grado di dimostrare un minimo di coerenza o sei proprio quella che sembri.
In quanto alle fonti che non riconosci, perché preferisci quelle autoreferenziali e femministe... Beh... Non è una novità.

Da una che crede a puttanate come il rapporto CEDAW e che ci viene a raccontare balle sulla disparità stipendiale tra uomo e donna, ci si può aspettare questo ed altro.
vnd, cristodiddio ,ma ogni tanto riuscire a capire il senso di quello che leggi no? non io, ma tu hai dato della cretina a me per aver spostato un tuo post (su tua richiesta), e quando te l'ho fatto notare hai glissato con un "hai fatto solo il tuo dovere". ricordi o hai anche problemi di memoria? io sto solo riportando il fatto a ruoli invertiti.
comunque cosa io sia autorizzata a fare non me lo vieni a dire te, segnala quello che ti pare (magari capire cosa c'è scritto prima di segnalare potrebe essere un passo avanti verso l'illuminazione) ovviamente non ci penserò io ma gli altri mods, anzi per l'occasione faremo prendere in carico ad un collega maschio, così stai tranquillo...
riguardo le fonti, non è che non riconosca le fonti delle tue affermazioni, è che non ci sono.piccola differenza.
la disparità stipendiale è un fatto, certificato non solo dal cedaw ma da qualunque instituto di statistica mondiale (ah si, giusto, ma ci hai già spiegato che tutti sono corrotti dal potere della grande vagina).
ultima cosa, per parlare di coerenza non sei certo la persona più qualificata, evita, ci fai più bella figura.  

primaverino ha scritto:@ Jess e Paolo51

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Citare in Giudizio l'Agenzia delle Entrate?
ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah
cosa che sarà anche buffa, ma come ti dicevo accade ogni giorno... però no problem, fai come credi.

@ Jessica
E' il sistema che è marcio porca puttana! Lo vuoi capire SI o NO?
senti, passare ora ai massimi sistemi è un po' troppo impegnativo nell'ambito di questa discussione. che il sistema sia marcio penso non sia una novità da capire, ma così stiamo parlando di tutto e di niente. qui siamo partiti parlando di quei famosi 85mila statali (random) da mandare a casa per il bene dell'italia che lavora e produce. siamo passati per un mare, anzi un oceano di merda neoliberista da quattro soldi studiata su un bignami redatto da luttwak durante una visione mistica dell'impero in rovina, "ricette" inconsistenti senza capo nè coda smotate in modo che qualunque primate con pollice opponibile avrebbe potuto ritenere ovvio e riproposte tali e quali dopo un periodico reset di memoria, contestazione di documenti in favore di idee autogenerate, e vieni a chieder a me se voglio capire. ti prego prim, ti prego.


p.s.: in Italia le cause durano un'eternità, tranne quelle "di lavoro". Perché in Italia (e solo in Italia) esiste il "Giudice del lavoro" (nel resto del mondo esiste il Giudice e basta).
Il quale decide SEMPRE a favore del dipendente, che abbia ragione o meno.
Ergo (nella migliore delle ipotesi) è meglio accettare un ricatto stragiudiziale che impegolarsi in una battaglia persa.
T'é capì?
oh beh, di questo si potrebbe discuterne per altre venti pagine, ma ammesso che abbiamo appurato che oltre alla convenienza economia, di quantità di lavoro, di tasse che non si pagano, di tutele statali, ora ci si debba aggiungere anche quella giudiziaria, continuo a non capire perchè mai paolo si ostini a rifiutare la mia offerta...

jessica
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Re: Pagare le "tasse"...

Messaggio Da primaverino il Gio 17 Apr - 13:10

jessica ha scritto:
si, ma quello che chiedevo era molto più semplice: se il lavoro dell'imprenditore, in italia, è davvero più oneroso e meno redditizio di quello del dipendente, perchè continuano a volerlo fare con moooolta più frequenza che negli altri paesi?

Perché sono convinti di guadagnare un sacco di soldi.
Poi si scontrano con la realtà e vanno a ramengo.
Perlomeno nel mio settore è così, almeno da quando hanno abolito il "numero chiuso" delle licenze commerciali in nome della "libera concorrenza".
L'italiota medio si informa su quanto costa una pizza o una tazzina di caffè e poi fa questo ragionamento: "Ma se una pizza costa un euro e la vendo a cinque e una tazzina di caffè costa 13 cent e la vendo a un euro, come faccio a NON guadagnare?".
Tanto è vero che di nuove attività ne nascono e muoiono a decine di migliaia l'anno.
E di quelle che non muoiono la metà cambia gestione entro due/tre anni.
Naturalmente si dovrebbero fare i debiti distinguo, ma tieni conto che per aprire una pizzeria d'asporto (o rilevarne una in vendita) possono bastare poche decine di migliaia di euro e con anticipo minimo (confidando nel mito del "me la pago col lavoro", altra mistificazione ormai buona per l'archivio) ovvero una cifra alla portata di molti (tipo un ex-dipendente che si "gioca" la liquidazione, tanto per dirti).
Inoltre non dimenticare la diffusa pratica del comodato d'uso, laddove un fornitore (tipici casi quelli di birre e caffè) ti mette a disposizione le attrezzature in cambio dell'acquisto esclusivo dei suoi prodotti.

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