fenomeno sociale gioco d'azzardo

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fenomeno sociale gioco d'azzardo

Messaggio Da jessica il Mer 23 Apr - 13:45

ci pensavo sta mattina mentre facevo colazione al bar, e alle 7:45 c'era già una scena che, penso, a tutti sarà capitato di vedere, se non anche di vivere. la vecchietta al bar che continua ad infilare baconote da 20€ in quegli scatoloni pieni di luci e colori.
il mercato del gioco d'azzardo ha un giro d'affari che viaggia verso il 5% del pil, di cui più della metà fatto dalle macchinette di cui sopra.
lasciamo pure perdere i regaloni dei governi alle concessionarie (sconti del 95% sull'evaso, amnistie, tassazione ridicola etc) e parliamo del fenomeno sociale:
prima un po' di dati (solo per chi ci crede, la fonte è eurispes, quindi è facile che siano inventati di sana pianta!)
due milioni di italiani a basso rischio
un milione ad alto rischio dipendenza o già dipendente
è una pratica diffusa principalmente tra bassi redditi, pensionati, precari, disoccupati (d'altronde questo lo preconizzava già il buon milton friedman, parlando di business sulla povertà) fenomeno in netta crescita, dai 15 miliardi di fatturato accertato del 2000 ai quasi 100 di oggi, spesa pro capite media per ogni italiano maggiorenne superiore ai 1500 euri annui.
anche l'indagine della corte dei conti ci dice che le più interessate sono le "fasce sociali deboli" tra cui principalmente cassintegrati, lavoratori precari e saltuari, persone con bassa o bassissima scolarizzazione. l'esito attuale è un costo sociale (parlando solo di costo monetario) che si stima sui sei miliardi di euro anno, impossibile dare dei numeri per i danni non monetarizzabili.
volevo sapere quale pensate sia l'approccio che lo stato dovrebbe avere nei confronti del fenomeno, magari anche solo nell'ingenua ipotesi che non vi siano interessi occulti di sorta da parte della politica.
semplificando credo si possa stringere a tre vie:
-la via ultraliberista in cui per lo stato sei responsabile di te stesso e sei libero di giocare o non giocare a tuo rischio e pericolo, se ci lasci lo stipendio e diventi dipendente soccazzitua e se vuoi assistenza la paghi pure
-la via "svizzera" in cui una % del fatturato è versato a favore dell'assistenza, della prevenzione, delle attività di informazione e della ricerca sulla dipendenza
-la via jessicomunista in cui si vietano le macchinette e si riducono notevolmente anche i giochi "di stato".

jessica
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Re: fenomeno sociale gioco d'azzardo

Messaggio Da primaverino il Mer 23 Apr - 13:54

Moralmente concorderei con la versione Jessicomunista, ma la "via svizzera" mi pare la più ragionevole.
La copertura finanziaria si trova solo (comunque) nel tassare le slot machine al pari del resto.
Nel quinquennio 2006-2011 (mi pare, ma potrei sbagliare di un anno in più o in meno) il fatturato lordo del gioco d'azzardo complessivo è raddoppiato mentre lo Stato ha visto crescere gli introiti di un magro 10%.
Ergo non è possibile prescindere dalla tassazione ridicola, come giustamente la definisci tu.
Se non si interviene in questo modo, temo che l'unica ipotesi percorribile rimanga quella "ultraliberista".

primaverino
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Re: fenomeno sociale gioco d'azzardo

Messaggio Da Hara2 il Mer 23 Apr - 15:25

Giocare a  bazzica è vietato, le slot sono permesse perchè interessi malavitosi e politici corrotti così han voluto.
I giochi d'azzardo si dividono in due categorie, quelli sociali e quelli solipsistici, i rischi per la salute, che il gap è una oatologia psichiatrica, nel gioco "sociale" sono molto minori.
I tornei di texas hold'em in realtà sono sport, così come, ad esmpio, lo è diventato il bridge, che, da gioco d'azzardo "duro", adesso si svolge, praticamente sempre, in forma di torneo, mitchell o duplicato, e di competizioni a tutti i livelli.
Inoltre anche i giochi aleatori tradizionale, dalle tombole al black jack alle scommesse sui cavalli ecc, comunque sono competizioni, calcolo di probabilità, stimoli e non lobotomia
 
Io, che legalizzerei praticamente qualunque cosa, le vieterei OVUNQUE senza incertezze
.
Lo stato non può intascare denaro sfruttando e incoraggiando i disturbi compulsivi delle persone più fragili. 

PUNTO

Hara2
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Re: fenomeno sociale gioco d'azzardo

Messaggio Da primaverino il Mer 23 Apr - 15:43

Va bene...
Allora aboliamo anche le sigarette.
Altro che legalizzare la cannabis...

primaverino
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Re: fenomeno sociale gioco d'azzardo

Messaggio Da Hara2 il Mer 23 Apr - 16:05

primaverino ha scritto:Va bene...
Allora aboliamo anche le sigarette.
Altro che legalizzare la cannabis...
Centrasega

(cit)

Hara2
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Re: fenomeno sociale gioco d'azzardo

Messaggio Da primaverino il Mer 23 Apr - 16:07

Hara2 ha scritto:
primaverino ha scritto:Va bene...
Allora aboliamo anche le sigarette.
Altro che legalizzare la cannabis...
Centrasega

(cit)

Si ok.
Le persone deboli giocano.
Quelle forti fumano.

primaverino
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Re: fenomeno sociale gioco d'azzardo

Messaggio Da Hara2 il Mer 23 Apr - 17:36

primaverino ha scritto:
Hara2 ha scritto:
primaverino ha scritto:Va bene...
Allora aboliamo anche le sigarette.
Altro che legalizzare la cannabis...
Centrasega

(cit)

Si ok.
Le persone deboli giocano.
Quelle forti fumano.
Ci siamo sempre massacrati (ab)usando di qualsiasi cosa che gratifichi momentaneamente i nostri bisogni, anche quelli "strani". Il tabacco, (gli alcolici ecc), è entrato da secoli nel nostro quotidiano, e lo stato incassa, vero, ma, anche lasciando perdere l'opinione pubblica che contasega,  si è capito che è una perdita secca per le casse statali.
Le slot come igrattaevinci le schedine il lotto il bingo ecc invece sono un guadagno secco, oltretutto "imposto" che non fa parte delle nostre culture.
Il GAP è una patologia con un'incidenza che aumenta assai velocemente mentre il tabacco perde terreno

Scusa se 'sto post è scritto male ma sto di fretta

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Re: fenomeno sociale gioco d'azzardo

Messaggio Da Rasputin il Mer 23 Apr - 18:00

Il gioco d'azzardo di stato, che comprende non solo le macchinette ma anche il ben più grosso giro di lotto enalotto totocalcio ecceccecc io lo chiamo tasse per gli imbecilli.

La strategia è la solita: togliere ai poveri, hanno poco ma sono in tanti.

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Mi dissocio espressamente da tutte le dichiatrazioni da me rilasciate a partire da un'ora fa.
Qualunque somiglianza con la realtà è puramente casuale ed involontaria.
La pena di morte andrebbe applicata immediatamente e senza processo a chiunque, anche in tenera età, esprimesse il mero desiderio di diventare giudice o funzionario di qualsiasi categoria.

Rasputin
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Re: fenomeno sociale gioco d'azzardo

Messaggio Da jessica il Mer 23 Apr - 18:18

Hara2 ha scritto:Ci siamo sempre massacrati (ab)usando di qualsiasi cosa che gratifichi momentaneamente i nostri bisogni, anche quelli "strani". Il tabacco, (gli alcolici ecc), è entrato da secoli nel nostro quotidiano, e lo stato incassa, vero, ma, anche lasciando perdere l'opinione pubblica che contasega,  si è capito che è una perdita secca per le casse statali.
Le slot come igrattaevinci le schedine il lotto il bingo ecc invece sono un guadagno secco, oltretutto "imposto" che non fa parte delle nostre culture.
Il GAP è una patologia con un'incidenza che aumenta assai velocemente mentre il tabacco perde terreno

Scusa se 'sto post è scritto male ma sto di fretta
mah, in realtà non è poi mica tanto vero. il volume dei giocatori e del giro di $ è aumentato a dismisura, quello degli introiti statali è percentualmente diminuito di tre volte, complice la differente tassazione nei vari tipi di gioco. in pratica nel 2012 la tassazione "media" portava entrate inferiori al 10% del fatturato. approssimativamente in pari con le spese sociali correlate (senza tener conto di giri criminali e altro).
per quanto riguarda il fumo c'è invece la famosa ricerca della philip morris (preventiva per la paventata class action) che sembra dire il contrario, ma vabè, è ot.

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Re: fenomeno sociale gioco d'azzardo

Messaggio Da jessica il Mer 23 Apr - 18:22

Rasputin ha scritto:Il gioco d'azzardo di stato, che comprende non solo le macchinette ma anche il ben più grosso giro di lotto enalotto totocalcio ecceccecc io lo chiamo tasse per gli imbecilli.

La strategia è la solita: togliere ai poveri, hanno poco ma sono in tanti.
comunque ormai macchinette+giochi online costituiscono circa i 3\4 del gioco d'azzardo italiano, e non sono affatto tasse, solo spese "per imbecilli", di cui la parte tassata è minima (praticamente minore di qualsiasi altra attività).

jessica
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Re: fenomeno sociale gioco d'azzardo

Messaggio Da Rasputin il Mer 23 Apr - 18:28

jessica ha scritto:
Rasputin ha scritto:Il gioco d'azzardo di stato, che comprende non solo le macchinette ma anche il ben più grosso giro di lotto enalotto totocalcio ecceccecc io lo chiamo tasse per gli imbecilli.

La strategia è la solita: togliere ai poveri, hanno poco ma sono in tanti.
comunque ormai macchinette+giochi online costituiscono circa i 3\4 del gioco d'azzardo italiano, e non sono affatto tasse, solo spese "per imbecilli", di cui la parte tassata è minima (praticamente minore di qualsiasi altra attività).

Sicura? Qui sono statali, ci vogliono permessi ballevarie per i bar esattamente come per i tabacchini collo sportello totoenalottosalcazz

Le vincite saranno anche esentasse, ma gli introiti no non mi pare proprio  boh

Comunque la strategia menzionata è quella, a prescindere da a chi vadano

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Re: fenomeno sociale gioco d'azzardo

Messaggio Da jessica il Mer 23 Apr - 18:51

no raspa, sicura. ma non hai mica seguito l'interessante vicenda letta-porsia e la maximulta da quasi 100 miliardi?

comunque, per la cronaca, anche enalotti, grattaevinci, lotto e balle varie sono tutti in concessione a spa (sisal, snai, lottomatica), e dubito assai che anche in germania siano statali, casomai avranno concessioni e saranno tassati un po' meglio di qua. in effetti per enalotti e lotterie la tassazione è alta, ma videopoker e macchinette (di spa lussemburghesi o di posti simili) sono regalate.
e si, la strategia è quella, qui sotto ben descritta!:

 ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah 

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Re: fenomeno sociale gioco d'azzardo

Messaggio Da primaverino il Mer 23 Apr - 18:53

Poi non è per fare il puntacazzista, ma il bravo Monti (che Dio lo chiami a sé quanto prima) ha introdotto una tassa fissa del 6% sulle vincite...

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Messaggio Da Rasputin il Mer 23 Apr - 19:11

jessica ha scritto:no raspa, sicura. ma non hai mica seguito l'interessante vicenda letta-porsia  e la maximulta da quasi 100 miliardi?

comunque, per la cronaca, anche enalotti, grattaevinci, lotto e balle varie sono tutti in concessione a spa (sisal, snai, lottomatica), e dubito assai che anche in germania siano statali, casomai avranno concessioni e saranno tassati un po' meglio di qua. in effetti per enalotti e lotterie la tassazione è alta, ma videopoker e macchinette (di spa lussemburghesi o di posti simili) sono regalate.
e si, la strategia è quella, qui sotto ben descritta!:

 ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah 

Beh ma le SPA pagano le tasse no? Per tacere di quello che possono costare le concessioni  wink..  Comunque ok, sono male informato. A quanto mi risulta però le multe da 100 miliardi non le paga nessuno eh...

no non seguo nessuna delle vicende di Cialtronia, vivo altrove  mgreen 

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Messaggio Da Hara2 il Mer 23 Apr - 20:20

jessica ha scritto:

per quanto riguarda il fumo c'è invece la famosa ricerca della philip morris (preventiva per la paventata class action) che sembra dire il contrario, ma vabè, è ot.
Ero di fretta, leggi:
il tabacco è un onere e non un guadagno per lo stato che le spese sanitarie pubbliche riguardanti patologie (con)causate da nicotina superano di moltissimo le entrate.
Più tutto il resto.

Hara2
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Messaggio Da Rasputin il Mer 23 Apr - 20:26

Hara2 ha scritto:
jessica ha scritto:

per quanto riguarda il fumo c'è invece la famosa ricerca della philip morris (preventiva per la paventata class action) che sembra dire il contrario, ma vabè, è ot.
Ero di fretta, leggi:
il tabacco è un onere e non un guadagno per lo stato che le spese sanitarie pubbliche riguardanti patologie (con)causate da nicotina superano di moltissimo le entrate.
Più tutto il resto.

Sicuro?  ??? 

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Messaggio Da Hara2 il Mer 23 Apr - 20:37

No, e neanche il ministero della salute è stato capace di accertare  i costi  ma prova a moltiplicare a occhio e croce il numero dei malati  con le spese amministrative, la cresta e ladrocini vari, le operazioni, i ricoveri, le ricadute, tutte le medicine (le chemio, le radio, gli anticorpi, le terapie che durano lustri), gli ictus che arrivano dopo i tumori...

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Messaggio Da Rasputin il Mer 23 Apr - 20:41

Hara2 ha scritto:No, e neanche il ministero della salute è stato capace di accertare  i costi  ma prova a moltiplicare a occhio e croce il numero dei malati  con le spese amministrative, la cresta e ladrocini vari, le operazioni, i ricoveri, le ricadute, tutte le medicine (le chemio, le radio, gli anticorpi, le terapie che durano lustri), gli ictus che arrivano dopo i tumori...

Prova a moltiplicare 30 anni da fumatore per 1 pacchetto al giorno.

I conti li sanno fare credimi

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Messaggio Da Hara2 il Mer 23 Apr - 21:14

Rasputin ha scritto:


Prova a moltiplicare 30 anni da fumatore per 1 pacchetto al giorno.

11 milioni di fumatori con una spesa media intorno ai 1.400 euro all'anno (io da solo aumento sensibilmente la media) farebbe 15.400 milioni di euro annui.

Le terapie antitumorali costano un botto,  lo stato stesso, non sa calcolare quanto incidono queste patologie su una  spesa sanitaria complessiva di 119.000 milioni di euro annui. Esclusi i costi per la ricerca e l'enorme voragine dell'assistenza sociale



I conti li sanno fare credimi

Ci credo, ma gli interessi delle industrie del tabacco e quelli dello stato non coincidono. Forse.


Nota che la philip morris   ha dichiarato nel 2013:  
attività totale 38.168.000 , totale passività 45.934.000, margine operativo lordo 14.490,00


Mah

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Messaggio Da Minsky il Mer 23 Apr - 22:15

Hara2 ha scritto:
jessica ha scritto:

per quanto riguarda il fumo c'è invece la famosa ricerca della philip morris (preventiva per la paventata class action) che sembra dire il contrario, ma vabè, è ot.
Ero di fretta, leggi:
il tabacco è un onere e non un guadagno per lo stato che le spese sanitarie pubbliche riguardanti patologie (con)causate da nicotina superano di moltissimo le entrate.
Più tutto il resto.
Sissì, è così, i conti esatti sono stati fatti oltre vent'anni fa e quella volta il rapporto era di circa 5:1. È verosimile che oggi non si discosti molto, al più potrà essere 4:1.

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Re: fenomeno sociale gioco d'azzardo

Messaggio Da Minsky il Mer 23 Apr - 22:24

jessica ha scritto:...
semplificando credo si possa stringere a tre vie:
-la via ultraliberista in cui per lo stato sei responsabile di te stesso e sei libero di giocare o non giocare a tuo rischio e pericolo, se ci lasci lo stipendio e diventi dipendente soccazzitua e se vuoi assistenza la paghi pure
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-la via jessicomunista in cui si vietano le macchinette e si riducono notevolmente anche i giochi "di stato".
Le macchinette rendono molto perché sono truccate: solo un ignorante assoluto potrebbe pensare di giocare contro una macchinetta elettronica o contro un programma di computer online e avere qualche probabilità di vincere. Queste dovrebbero essere vietate per la semplice ragione che sono una truffa ai danni dei minus habens, e uno Stato di diritto dovrebbe proteggere i cittadini più deboli. Anche lotto e simili giochi di Stato, peraltro, sono molto sfavorevoli per il giocatore. Ma questo si può tollerare perché costituiscono un'importante entrata erariale, i proventi vanno a beneficio dello Stato e quindi della comunità. Quest'ultima è propriamente la "tassa sulla stupidità". I giochi classici, invece, sono abbastanza equi. Per esempio la roulette europea, con un solo zero, è il gioco più favorevole per il giocatore. Si può giocare a lungo, se lo si fa con criterio, prima di arrivare a perdere somme importanti. Talvolta i casinò propongono serate promozionali in cui non si paga biglietto d'ingresso, e queste possono essere delle buone occasioni per togliersi lo sfizio di giocare d'azzardo con un investimento modesto.

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Messaggio Da jessica il Gio 24 Apr - 0:09

Rasputin ha scritto:Beh ma le SPA pagano le tasse no? Per tacere di quello che possono costare le concessioni  wink..  Comunque ok, sono male informato. A quanto mi risulta però le multe da 100 miliardi non le paga nessuno eh...

no non seguo nessuna delle vicende di Cialtronia, vivo altrove  mgreen 
si certo che pagano le tasse, ma a seconda del tipo di gioco (soprattutto per quelli "nuovi" tipo slot e poker) queste arrivano a essere parecchio basse. cioè, dovrebbero pagarle, visto che in realtà non è andata proprio così. e ovviamente la multa da 100 è passata alla fine dei conti, se non mi sono persa qualche pezzo, a meno di 1...

Hara2 ha scritto:Ero di fretta, leggi:
il tabacco è un onere e non un guadagno per lo stato che le spese sanitarie pubbliche riguardanti patologie (con)causate da nicotina superano di moltissimo le entrate.
Più tutto il resto.
avevo capito.
allora da quel che ricordo le cifre di cui parla minsk si riferiscono al rapporto tra introiti tassa(monopolio cazzivari) e danni "sanitari" approssimativi stimati.
adesso te la metto giù così perchè non mi ricordo una mazza...
c'è stata una parentesi in cui andavano molto le class action contro le multinazionali del tabacco, la philip morris ha commissionato uno studio effettuato nei paesi dell'est, mi pare ex jugoslavia, in cui dimostrava (a sentir loro, io non l'ho letto ho visto solo delle tabelle riassuntive, anzi a essere onesti non ho neanche mai trovato tale studio) che gli stati non potevano impiantare cause riguardo i danni monetari poichè l'intero ciclo del tabagista medio non andava a pesare sulle casse dello stato, infatti le malattie legate al tabagismo (dopo aver cercato per 50 anni di negare la loro esistenza comprando dottori e ricercatori) hanno scarsa sopravvivenza quindi costi sanitari piuttosto bassi se paragonati a tutti i costi a cui andrebbe incontro los tato per il non-fumatore vivo (pensione, normali cure mediche cazzivari)
si lo so che sembra incredibile ma queste erano le motivazioni, almeno come le spacciavano.

jessica
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Messaggio Da Rasputin il Gio 24 Apr - 8:01

Ok grazie per le informazioni sulle lobby del tabacco (Che esistono, non sono roba da complottisti).

Sulle macchinette mangiasoldi so (Spero di ricordarmi giusto) che - almeno qui da me - sono tarate per pagare in vincite l'80% di quello che viene giocato.

Sembra molto, ma a mio parere non lo è, rimane, oltre al danno sociale, una truffa legalizzata.

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Messaggio Da jessica il Gio 24 Apr - 9:28

anche qui siamo circa a quei numeri: 75% (lo porteranno a 74 se non l'hanno già fatto). il problema è il controllo, dovrebbero essere tutte attaccate in rete col ministero delle finanze e render conto di vincite\perdite ecc...ma non lo erano (da lì la maximulta mai pagata)
c'era poi anche un servizio su come vincere in maniera truffaldina se si possedeva la chiave di apertura (cioè forzare la vincita e pigliare per sè parte di quel 75%) ...
mah, io rimango della mia idea sulle macchinette...

jessica
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Re: fenomeno sociale gioco d'azzardo

Messaggio Da Hara2 il Gio 24 Apr - 9:36

Quelle vecchie venivano tarate manualmente dal comodatario e le percentuali variavano, ad esempio in un circolo nel quale, sotto  la facciata del bridge si giocava d'azzardo,  la puntata più bassa era 5000 lire poi 5 euro, era sul 90% (una volta vinsi quasi 3 milioni e poi smisi) , altrove anche sotto il 50%.
Come già detto nei giochi da casinò il banco trattiene una minima parte, che giustamente gli compete, come pure i luoghi di gioco online di poker (0,10%).
Ma giocare dal vivo con gli altri proprio no?

Hara2
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