chiesa assassina

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Re: chiesa assassina

Messaggio Da Rasputin il Ven 6 Giu - 21:46

primaverino ha scritto:

Ecco, così va meglio...  ok 
1) Si possono fare entrambe le cose, dato che una non esclude l'altra
2) Certamente. Così come evito di andare a duecento all'ora con la macchina e come sto attento a non sporgermi troppo dal balcone.
3) Non me l'hai chiesto ma ti rispondo lo stesso... E come ho provato dolore quando sono morti i miei, anziché gridare di gioia perché sono andati in paradiso (forse)

Altre domande sciocche?

1. una è inutile, l'altra no.

2. allora il tuo dio o è un incapace, o è un figlio di puttana

3. evito le cose personali.

Altre risposte sceme?  carneval 

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Mi dissocio espressamente da tutte le dichiatrazioni da me rilasciate a partire da un'ora fa.
Qualunque somiglianza con la realtà è puramente casuale ed involontaria.

Shoot to kill upon detection.

Rasputin
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Re: chiesa assassina

Messaggio Da Minsky il Ven 6 Giu - 21:53

primaverino ha scritto:
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primaverino ha scritto:
Libero tu, ovviamente, di illuderti che una volta eradicata qualsiasi superstizione o principio universale qual che fosse, si vivrebbe in un mondo migliore.
Ad ognuno la propria stampella.
Quindi riempiamoci di superstizioni... tanto non fanno alcun male, giusto?

Non l'ho detto.
Se non hai niente da dire puoi anche tacere. O continuare a parlare senza dire, fai tu.
Non ho detto che l'hai detto. Era una domanda. Sei d'accordo o no con l'affermazione?

Il problema non è la superstizione in sé (o qualsiasi altro costrutto teorico-filosofico) bensì le eventuali prevaricazioni che possono derivarne.
Come sostengo (con buona pace di chi dice siano stronzate) per fare il prepotente non ho bisogno di dio.
1) Tu no, forse. Ma per qualcuno è un aiuto robustissimo. [...]
2) E questa debolezza viene instillata con una procedura esecrabile, ignobile e inumana nei bambini fin dalla più tenera età.
3) Finché l'umanità continuerà a perpetrare questo genere di abominio sulla sua stessa prole, non ci sarà alcun cambiamento nella struttura ferale della società umana che tu indichi.

1) Appunto. Non è l'idea in sé, ma l'utilizzo che se ne fa.
2) Le culture in effetti si tramandano nel corso delle generazioni.
3) Allora bisogna allevare i figli allo stato brado.

Bravo, vedo che ti stai avvicinando al nocciolo della questione.

Vedi, l'utilizzo che si può fare di un'idea come quella delle religioni, non può che essere pessimo, proprio per la natura di questa idea. Ora, faccio una piccola digressione per spiegare meglio il punto. Potrebbe sembrare che io voglia limitare la possibilità delle persone di crearsi fantasie, mondi immaginari, amici immaginari. Non è così! Ognuno ha diritto di costruirsi i suoi miti, ci mancherebbe. E la fantasia è il motore della creatività, una delle più alte qualità umane: sopprimerla sarebbe terribile. Ma, e qui ti prego di prestare la massima attenzione, finisce proprio che questo genere di fantasie, le religioni, siano la morte della fantasia umana. Ma andiamo con ordine. Per esempio, all'epoca in cui i film di George Lucas suscitarono grande entusiasmo tra i giovani, alcuni si fecero prendere così tanto da costruirsi un mito basato sulle storie di "Guerre Stellari". Tuttavia, nessuno sano di mente ha mai pensato che esistesse davvero la "forza" e i cavalieri jedi. Ancora. Qui a Venezia abbiamo la tradizione del carnevale. Tutte quelle feste e i costumi costano parecchi soldi. È uno spreco. Però ciascun veneziano che voglia indossare i panni di Pantalon de' Bisognosi, di Brighella o di Colombina, il costume lo paga di tasca propria. Non cerca di farselo pagare dagli altri fingendo poteri.

Dunque, perché la religione uccide la fantasia? Perché ha la pretesa di essere vera. E perché le associazioni religiose come le chiese sono associazioni criminali? Perché nascono e sono studiate per opprimere la gente, sfruttare il popolo, fare violenza. Non è un caso fortuito che la religione venga utilizzata per commettere soprusi! Nasce per questo. Se credi che il papa o i cardinali o qualunque clero di qualunque religione creda davvero alle stronzate religiose che predica, sei un credente totale! Ma io sono sicuro che non lo sei. Quindi non puoi credere che loro credano. Invece loro sanno che le storie che raccontano sono stronzate, ma stronzate utili perché il popolo stordito dalle loro stronzate le crede vere.

La religione uccide... distrugge, rovina, ammorba. È come un vizio schifoso da cui si fa fatica, molta fatica a liberarsi. Poi quando sei libero ti sembra assurdo che qualcuno possa continuare nel vizio, tanto ti senti meglio.

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Re: chiesa assassina

Messaggio Da primaverino il Sab 7 Giu - 16:26

Rasputin ha scritto:
primaverino ha scritto:

Ecco, così va meglio...  ok 
1) Si possono fare entrambe le cose, dato che una non esclude l'altra
2) Certamente. Così come evito di andare a duecento all'ora con la macchina e come sto attento a non sporgermi troppo dal balcone.
3) Non me l'hai chiesto ma ti rispondo lo stesso... E come ho provato dolore quando sono morti i miei, anziché gridare di gioia perché sono andati in paradiso (forse)

Altre domande sciocche?

1. una è inutile, l'altra no.

2. allora il tuo dio o è un incapace, o è un figlio di puttana

3. evito le cose personali.

Altre risposte sceme?  carneval 

1) Ciò che è utile per me lo decido io, se non ti dispiace...
2) La responsabilità delle mie azioni è mia e mia soltanto.
3) Grazie per la sensibilità, mein freund.

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Re: chiesa assassina

Messaggio Da primaverino il Sab 7 Giu - 17:07

Minsky ha scritto:

Bravo, vedo che ti stai avvicinando al nocciolo della questione.

1) Vedi, l'utilizzo che si può fare di un'idea come quella delle religioni, non può che essere pessimo, proprio per la natura di questa idea.
Spoiler:
Ora, faccio una piccola digressione per spiegare meglio il punto. Potrebbe sembrare che io voglia limitare la possibilità delle persone di crearsi fantasie, mondi immaginari, amici immaginari. Non è così! Ognuno ha diritto di costruirsi i suoi miti, ci mancherebbe. E la fantasia è il motore della creatività, una delle più alte qualità umane: sopprimerla sarebbe terribile. Ma, e qui ti prego di prestare la massima attenzione, finisce proprio che questo genere di fantasie, le religioni, siano la morte della fantasia umana. Ma andiamo con ordine. Per esempio, all'epoca in cui i film di George Lucas suscitarono grande entusiasmo tra i giovani, alcuni si fecero prendere così tanto da costruirsi un mito basato sulle storie di "Guerre Stellari". Tuttavia, nessuno sano di mente ha mai pensato che esistesse davvero la "forza" e i cavalieri jedi. Ancora. Qui a Venezia abbiamo la tradizione del carnevale. Tutte quelle feste e i costumi costano parecchi soldi. È uno spreco. Però ciascun veneziano che voglia indossare i panni di Pantalon de' Bisognosi, di Brighella o di Colombina, il costume lo paga di tasca propria. Non cerca di farselo pagare dagli altri fingendo poteri.

2) Dunque, perché la religione uccide la fantasia? Perché ha la pretesa di essere vera.
3) E perché le associazioni religiose come le chiese sono associazioni criminali? Perché nascono e sono studiate per opprimere la gente, sfruttare il popolo, fare violenza. Non è un caso fortuito che la religione venga utilizzata per commettere soprusi! Nasce per questo.
4) Se credi che il papa o i cardinali o qualunque clero di qualunque religione creda davvero alle stronzate religiose che predica, sei un credente totale! Ma io sono sicuro che non lo sei. Quindi non puoi credere che loro credano. Invece loro sanno che le storie che raccontano sono stronzate, ma stronzate utili perché il popolo stordito dalle loro stronzate le crede vere.

5) La religione uccide... distrugge, rovina, ammorba. È come un vizio schifoso da cui si fa fatica, molta fatica a liberarsi. Poi quando sei libero ti sembra assurdo che qualcuno possa continuare nel vizio, tanto ti senti meglio.

1) La premessa che fai è già viziata da pregiudizio evidente. Ho già avuto modo di dire che il senso di prevaricazione ammantato da universalismo è tipico (ma non esclusivo) della cultura occidentale (e pure la laicissima Francia illuminista ha perfettamente incarnato tale afflato, praticandolo sistematicamente).
[*]
2 - 3) Come qualsiasi teorizzazione filosofica che si proponga di essere "universale". Talché vi sono pure religioni che divergono assai, se paragonate tra loro. Relativamente ai monoteismi (o limitandoci al cattolicesimo, per semplicità discorsiva) direi che la religione incarna l'indole del proponente prima ancora di "formarla".
4) In parte si e in parte no.
5) Prendo atto del tuo percorso di identificazione personale. Evidentemente abbiamo avuto storie di vita diverse.
Taluni (e a ragion veduta, presumo) ricordano con senso di vivo malessere il loro precedente stato di credenti (credini?) durante il quale si sentivano oppressi da incombenti sensi di colpa e pastoie che imbrigliavano il loro normale vissuto.
Per quanto mi riguarda (complici due genitori e una nonna tutt'altro che "fanatici") non ho mai avvertito alcun senso d'oppressione.
[*]
Spoiler:
Eviterò di trattare in questa sede, di alcuni degli indubbi vantaggi sociali apportati dalla Modernità (primo fra tutti la coscrizione obbligatoria inventata dal teppista corso glorificato da molti, che regalò ad enormi masse di contadini, commercianti e artigiani il "privilegio" di poter prender parte alle prime "guerre di massa" precedentemente appannaggio dei nobili, delle loro corti e dei mercenari a servizio). Hai voluto l'uguaglianza? Adesso vai in guerra e crepa.

Senza l'invenzione del cattolicesimo vai tranquillo che gli spagnoli avrebbero comunque depredato i "selvaggi precolombiani" trovando un altro "alto" pretesto, gli inglesi (che cattolici non sono) avrebbero comunque collezionato "dominii" per 35 mln di kmq e la laica Francia sappiamo quanto "bene" ha fatto nel corso della sua plurisecolare storia coloniale.
Per molti anni, di lì in avanti, si è poi perso l'uso della giustificazione morale teosofica "assoluta" alle proprie discutibili azioni, fino a che (colpo di genio!) si è istituito il Processo di Norimberga ai danni della potenza sconfitta ed ecco che (ancora una volta) i vincitori erano tali "perché avevano ragione".
E in quanto "moralmente superiori" avevano il diritto di giudicare gli sconfitti.
Infatti (e qui arriviamo a ieri l'altro) Milosevic (perdente) è morto in galera, mentre l'omologo Tudjman nel suo letto. Due assassini, due diversi destini...

Come ti ripeto, l'idea di dio è del tutto secondaria al senso di predazione innato.

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Re: chiesa assassina

Messaggio Da Minsky il Sab 7 Giu - 19:45

primaverino ha scritto:
Minsky ha scritto:

Bravo, vedo che ti stai avvicinando al nocciolo della questione.

1) Vedi, l'utilizzo che si può fare di un'idea come quella delle religioni, non può che essere pessimo, proprio per la natura di questa idea.
Spoiler:
Ora, faccio una piccola digressione per spiegare meglio il punto. Potrebbe sembrare che io voglia limitare la possibilità delle persone di crearsi fantasie, mondi immaginari, amici immaginari. Non è così! Ognuno ha diritto di costruirsi i suoi miti, ci mancherebbe. E la fantasia è il motore della creatività, una delle più alte qualità umane: sopprimerla sarebbe terribile. Ma, e qui ti prego di prestare la massima attenzione, finisce proprio che questo genere di fantasie, le religioni, siano la morte della fantasia umana. Ma andiamo con ordine. Per esempio, all'epoca in cui i film di George Lucas suscitarono grande entusiasmo tra i giovani, alcuni si fecero prendere così tanto da costruirsi un mito basato sulle storie di "Guerre Stellari". Tuttavia, nessuno sano di mente ha mai pensato che esistesse davvero la "forza" e i cavalieri jedi. Ancora. Qui a Venezia abbiamo la tradizione del carnevale. Tutte quelle feste e i costumi costano parecchi soldi. È uno spreco. Però ciascun veneziano che voglia indossare i panni di Pantalon de' Bisognosi, di Brighella o di Colombina, il costume lo paga di tasca propria. Non cerca di farselo pagare dagli altri fingendo poteri.

2) Dunque, perché la religione uccide la fantasia? Perché ha la pretesa di essere vera.
3) E perché le associazioni religiose come le chiese sono associazioni criminali? Perché nascono e sono studiate per opprimere la gente, sfruttare il popolo, fare violenza. Non è un caso fortuito che la religione venga utilizzata per commettere soprusi! Nasce per questo.
4) Se credi che il papa o i cardinali o qualunque clero di qualunque religione creda davvero alle stronzate religiose che predica, sei un credente totale! Ma io sono sicuro che non lo sei. Quindi non puoi credere che loro credano. Invece loro sanno che le storie che raccontano sono stronzate, ma stronzate utili perché il popolo stordito dalle loro stronzate le crede vere.

5) La religione uccide... distrugge, rovina, ammorba. È come un vizio schifoso da cui si fa fatica, molta fatica a liberarsi. Poi quando sei libero ti sembra assurdo che qualcuno possa continuare nel vizio, tanto ti senti meglio.

1) La premessa che fai è già viziata da pregiudizio evidente. Ho già avuto modo di dire che il senso di prevaricazione ammantato da universalismo è tipico (ma non esclusivo) della cultura occidentale (e pure la laicissima Francia illuminista ha perfettamente incarnato tale afflato, praticandolo sistematicamente).
[*]
2 - 3) Come qualsiasi teorizzazione filosofica che si proponga di essere "universale". Talché vi sono pure religioni che divergono assai, se paragonate tra loro. Relativamente ai monoteismi (o limitandoci al cattolicesimo, per semplicità discorsiva) direi che la religione incarna l'indole del proponente prima ancora di "formarla".
4) In parte si e in parte no.
5) Prendo atto del tuo percorso di identificazione personale. Evidentemente abbiamo avuto storie di vita diverse.
Taluni (e a ragion veduta, presumo) ricordano con senso di vivo malessere il loro precedente stato di credenti (credini?) durante il quale si sentivano oppressi da incombenti sensi di colpa e pastoie che imbrigliavano il loro normale vissuto.
Per quanto mi riguarda (complici due genitori e una nonna tutt'altro che "fanatici") non ho mai avvertito alcun senso d'oppressione.
[*]
Spoiler:
Eviterò di trattare in questa sede, di alcuni degli indubbi vantaggi sociali apportati dalla Modernità (primo fra tutti la coscrizione obbligatoria inventata dal teppista corso glorificato da molti, che regalò ad enormi masse di contadini, commercianti e artigiani il "privilegio" di poter prender parte alle prime "guerre di massa" precedentemente appannaggio dei nobili, delle loro corti e dei mercenari a servizio). Hai voluto l'uguaglianza? Adesso vai in guerra e crepa.

Senza l'invenzione del cattolicesimo vai tranquillo che gli spagnoli avrebbero comunque depredato i "selvaggi precolombiani" trovando un altro "alto" pretesto, gli inglesi (che cattolici non sono) avrebbero comunque collezionato "dominii" per 35 mln di kmq e la laica Francia sappiamo quanto "bene" ha fatto nel corso della sua plurisecolare storia coloniale.
Per molti anni, di lì in avanti, si è poi perso l'uso della giustificazione morale teosofica "assoluta" alle proprie discutibili azioni, fino a che (colpo di genio!) si è istituito il Processo di Norimberga ai danni della potenza sconfitta ed ecco che (ancora una volta) i vincitori erano tali "perché avevano ragione".
E in quanto "moralmente superiori" avevano il diritto di giudicare gli sconfitti.
Infatti (e qui arriviamo a ieri l'altro) Milosevic (perdente) è morto in galera, mentre l'omologo Tudjman nel suo letto. Due assassini, due diversi destini...

Come ti ripeto, l'idea di dio è del tutto secondaria al senso di predazione innato.



Ah, ok. Senza cattolicesimo gli spagnoli avrebbero depredato lo stesso, non c'è dubbio. Il clero però gli ha dato una grossa mano, sai? E senza religioni, quelli che volevano uccidere, distruggere, incendiare, torturare, stuprare, saccheggiare, rubare etc. etc. avrebbero fatto esattamente le stesse e identiche cose. Ho capito bene fin qui? Però, gentilmente, fammi un esempio di come avrebbero potuto giustificare tutte quelle malefatte.

Intanto ti faccio un esempino io dei danni della religione. Un esempino piccolo piccolo, ce ne sarebbero milioni.


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Re: chiesa assassina

Messaggio Da Justine il Sab 7 Giu - 20:37

Tra i milioni di esempi, quello sovrano è sicuramente assegnare all'essere umano un posto che non ha. E per giunta, anche in una "seconda vita"... Come se accontentarsi fosse nocivo, dal punto di vista religioso.

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[...] l'aeroporto c'è, no non c'è, pregasi indagare sulle differenze tra orari di percorrenza e orari sulle tabelle, la fermata si chiama aeroporto ma non è un aeroporto, differenze tra curare e guarire, cantanti lirici londinesi comunisti, 180% dei cinesi [...] (Jess)

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Re: chiesa assassina

Messaggio Da Minsky il Sab 7 Giu - 21:21

Loki ha scritto:Tra i milioni di esempi, quello sovrano è sicuramente assegnare all'essere umano un posto che non ha. E per giunta, anche in una "seconda vita"... Come se accontentarsi fosse nocivo, dal punto di vista religioso.
Ho voluto proporre un esempio di tipo molto pratico e materiale. È chiaro che ce ne sarebbero un'infinità di ben più gravi e significativi, ma alla fin fine una cosa semplice semplice forse trasmette meglio il concetto.

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Re: chiesa assassina

Messaggio Da Rasputin il Sab 7 Giu - 21:28

primaverino ha scritto:
1) Ciò che è utile per me lo decido io, se non ti dispiace...
2) La responsabilità delle mie azioni è mia e mia soltanto.
3) Grazie per la sensibilità, mein freund.

1. No. Tu puoi benissimo e sei liberissimo di decidere di comportarti in maniera stupida ed inutile (Ad es. pregando) ma l'utilità o meno di qualcosa è un dato oggettivo, non soggettivo  wink.. 

2. E chi lo ha messo in dubbio?

3. Ho fatto un'eccezione ma occhio che potrebbe essere l'ultima  sagace 

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Re: chiesa assassina

Messaggio Da Hara2 il Sab 7 Giu - 22:23

Rasputin ha scritto:
primaverino ha scritto:
1) Ciò che è utile per me lo decido io, se non ti dispiace...

1. No. Tu puoi benissimo e sei liberissimo di decidere di comportarti in maniera stupida ed inutile (Ad es. pregando) ma l'utilità o meno di qualcosa è un dato oggettivo, non soggettivo  wink.. 


Ma anche no

Mi è  utile qualunque cosa che mi da piacere o animo che mi predispone nel giusto atteggiamento, che mi conforta, che mi stimola  a ragionare, che mi restituisce  gusto, che soddisfa i miei personalissimi bisogni, ecc.

Hara2
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Messaggio Da primaverino il Sab 7 Giu - 22:26

Rasputin ha scritto:
primaverino ha scritto:
1) Ciò che è utile per me lo decido io, se non ti dispiace...
2) La responsabilità delle mie azioni è mia e mia soltanto.
3) Grazie per la sensibilità, mein freund.

1. No. Tu puoi benissimo e sei liberissimo di decidere di comportarti in maniera stupida ed inutile (Ad es. pregando) ma l'utilità o meno di qualcosa è un dato oggettivo, non soggettivo  wink.. 

2. E chi lo ha messo in dubbio?

3. Ho fatto un'eccezione ma occhio che potrebbe essere l'ultima  sagace 

1) Ti ripeto che l'utilità di un gesto è puramente soggettivo. Libero tu di fingere di non capire.
2) Non fare il furbo con me, per favore.
3) Come credi.

primaverino
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Re: chiesa assassina

Messaggio Da Rasputin il Sab 7 Giu - 22:38

Hara2 ha scritto:

Ma anche no

Mi è  utile qualunque cosa che mi da piacere o animo che mi predispone nel giusto atteggiamento, che mi conforta, che mi stimola  a ragionare, che mi restituisce  gusto, che soddisfa i miei personalissimi bisogni, ecc.

Allora mi sa che bisogna mettersi d'accordo sul significato della parola "Utile"

primaverino ha scritto:

1) Ti ripeto che l'utilità di un gesto è puramente soggettivo. Libero tu di fingere di non capire.
2) Non fare il furbo con me, per favore.
3) Come credi.

1.Ti ripeto che l'utilità di qualsiasi cosa è oggettiva, non soggettiva.

2. Ripeto la domanda.

3. Ho perso un figlio di 2 mesi all'età di 21 anni e mezzo, e sono perfettamente consapevole che non esiste più.

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Messaggio Da Hara2 il Sab 7 Giu - 22:46

Rasputin ha scritto:
Hara2 ha scritto:

Ma anche no

Mi è  utile qualunque cosa che mi da piacere o animo che mi predispone nel giusto atteggiamento, che mi conforta, che mi stimola  a ragionare, che mi restituisce  gusto, che soddisfa i miei personalissimi bisogni, ecc.

Allora mi sa che bisogna mettersi d'accordo sul significato della parola "Utile"





Io più lavoro più sono utile o almeno pago più tasse. La mia capacità di lavorare viene determinata anche dalle mie condizioni di benessere psicofisico.
Ma ciò che può a sua volta essere utile alle mie condizioni di benessere psicofisico non necessariamente sarà utile a te.


Spoiler:
ùtile agg. e s. m. [dal lat. utĭlis, der. di uti «usare»]. – 

1. agg. 

a. Che può usarsi al bisogno, che può servire: oggetti u.un apparecchio, uno strumento, un elettrodomestico u., molto u.spazio u., effettivamente utilizzabile:lo spazio u. è di 100 metri quadratidi sei stanze solo tre sono u.un regalo utile. In partic., tempo u., quello entro il quale si può compiere un qualche atto e passato il quale lo stesso atto non è valido o non è possibile: arrivò in tempo u. per avvertirloè scaduto il tempo u. per presentare la domanda. 

b. Che reca o può recare vantaggio, profitto: servizio u.ricerca u.fare un lavoro u.un rimedio, una cura u.il tuo consiglio mi è stato utilissimola sua protezione ti potrà essere molto u. in seguitopartite u.risultato u., nelle cronache sportive, gli incontri vinti o pareggiati; specificando: è un esercizio u. per il fisico, per la memoriaesperienze u. per la formazione professionale; con reggenza di prop. finale: il soggiorno all’estero è quanto mai u. per apprendere le lingue straniere.Nel linguaggio scient. e tecn., qualifica attribuita a determinate grandezze, generalmente in relazione al fatto che queste (o gli effetti da esse prodotti) risultano vantaggiose per scopi particolari: per es., in una macchina è considerato «utile» il lavoro delle resistenze non passive, che vengono dette esse stesse resistenze utili. Con valore neutro in funzione predicativa, riferito a verbi all’infinito o a prop. soggettive: è u. conoscere in tempo queste notiziesarà u. informarsi benecredo sia u. che tu vadami torna u. agire così. 

c. In economia, bene u., bene ritenuto capace di soddisfare un bisogno provocando una sensazione piacevole o evitandone una dolorosa. Con sign. più generico, redditizio, che dà frutto: un’attività u.professioni u.impiego u. di un capitale; di un terreno agrario, superficie u., quella coltivata, contrapp. alla superficie incolta o avente comunque altra destinazione: questo progresso dell’agricultura equivalse dunque a un triplicamento della superficie u. (C. Cattaneo). 

d. Riferito a persona, che con la sua attività o con i suoi uffici è d’aiuto: è un collaboratore, un impiegato veramente u.vorrei poterti essere u. nel tuo lavoro;è un uomo u., o che ti può essere u., tientelo perciò carose posso essere u. in qualche cosa ..., formula di cortesia con cui si offre il proprio aiuto. Per la locuz. u. idiota, nel giornalismo politico, v. idiota, n. 2. 

e. Nel linguaggio giur., che consiste nell’uso o riguarda l’uso, nell’espressionedominio u., il rapporto tra l’enfiteuta e il fondo (contrapp. al dominio diretto, quello esercitato dal concedente). 

2. s. m. 

a. Cosa utile, vantaggiosa, o insieme di cose utili e vantaggiose: unire l’u. al dilettevolemescolare l’u. al dolce, precetto oraziano (Ars poet. 343) fondamentale per ogni indirizzo di estetica pedagogica. 

b. Utilità, vantaggio materiale oppure intellettuale, morale: procurare l’u. dello statoche u. ti viene dal comportarti così?l’u. non è sempre in contrasto con l’onestovedo che non ricava, o che non trae, nessun u. dai miei insegnamenti,dalle mie lezionimolti pensano più all’u. proprio che a quello della societàve lo dico per il vostro utile. 

c. Guadagno, profitto: speri di ricavare qualche u. da quest’impresa?a me non ne viene nessun u.; ricavo, interesse, frutto di una somma data in prestito: assai mercatanti avrebbe trovati che per piccolo u. ogni quantità di denari gli avrebber prestata (Boccaccio); è un investimento sicuro, ma che dà un u. modesto. In partic., nel linguaggio finanziario e contabile, l’eccedenza del totale dei ricavi sul totale dei costi di una o più operazioni commerciali o finanziarie o dell’intera gestione d’impresa: u. lordo, quando, nel computo dei costi sostenuti per produrlo, non si tiene conto delle spese e oneri di indiretta imputazione; u. netto, quando i costi sostenuti per produrlo sono comprensivi anche di tali spese. Spesso al plur.:dividere gli u. tra gli azionistipartecipazione dei lavoratori agli u. delle imprese(v. partecipazione, n. 2); utili di congiuntura, guadagni realizzati in occasione di particolare congiuntura. Con il senso generico di guadagno, profitto, u. sperato, espressione che, nella pratica delle assicurazioni di merci, indica la maggiorazione operata sul costo di origine delle merci, per determinare il valore assicurabile delle stesse in considerazione del prevedibile e consuetudinario profitto che l’assicurato ritrarrebbe dalla loro vendita e che verrebbe a mancare in caso di sinistro. ◆ Avv.utilménte (ant. utileménte), in modo utile, con profitto materiale o morale, vantaggiosamente: impiegare utilmente il denaro, il proprio tempoVienne oramai, ché ’l tempo che n’è imposto Più utilmente compartir si vuole (Dante).

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Re: chiesa assassina

Messaggio Da Rasputin il Sab 7 Giu - 23:09

Hara2 ha scritto:

Io più lavoro più sono utile o almeno pago più tasse. La mia capacità di lavorare viene determinata anche dalle mie condizioni di benessere psicofisico.
Ma ciò che può a sua volta essere utile alle mie condizioni di benessere psicofisico non necessariamente sarà utile a te.


Spoiler:
ùtile agg. e s. m. [dal lat. utĭlis, der. di uti «usare»]. – 

1. agg. 

a. Che può usarsi al bisogno, che può servire: oggetti u.un apparecchio, uno strumento, un elettrodomestico u., molto u.spazio u., effettivamente utilizzabile:lo spazio u. è di 100 metri quadratidi sei stanze solo tre sono u.un regalo utile. In partic., tempo u., quello entro il quale si può compiere un qualche atto e passato il quale lo stesso atto non è valido o non è possibile: arrivò in tempo u. per avvertirloè scaduto il tempo u. per presentare la domanda. 

b. Che reca o può recare vantaggio, profitto: servizio u.ricerca u.fare un lavoro u.un rimedio, una cura u.il tuo consiglio mi è stato utilissimola sua protezione ti potrà essere molto u. in seguitopartite u.risultato u., nelle cronache sportive, gli incontri vinti o pareggiati; specificando: è un esercizio u. per il fisico, per la memoriaesperienze u. per la formazione professionale; con reggenza di prop. finale: il soggiorno all’estero è quanto mai u. per apprendere le lingue straniere.Nel linguaggio scient. e tecn., qualifica attribuita a determinate grandezze, generalmente in relazione al fatto che queste (o gli effetti da esse prodotti) risultano vantaggiose per scopi particolari: per es., in una macchina è considerato «utile» il lavoro delle resistenze non passive, che vengono dette esse stesse resistenze utili. Con valore neutro in funzione predicativa, riferito a verbi all’infinito o a prop. soggettive: è u. conoscere in tempo queste notiziesarà u. informarsi benecredo sia u. che tu vadami torna u. agire così. 

c. In economia, bene u., bene ritenuto capace di soddisfare un bisogno provocando una sensazione piacevole o evitandone una dolorosa. Con sign. più generico, redditizio, che dà frutto: un’attività u.professioni u.impiego u. di un capitale; di un terreno agrario, superficie u., quella coltivata, contrapp. alla superficie incolta o avente comunque altra destinazione: questo progresso dell’agricultura equivalse dunque a un triplicamento della superficie u. (C. Cattaneo). 

d. Riferito a persona, che con la sua attività o con i suoi uffici è d’aiuto: è un collaboratore, un impiegato veramente u.vorrei poterti essere u. nel tuo lavoro;è un uomo u., o che ti può essere u., tientelo perciò carose posso essere u. in qualche cosa ..., formula di cortesia con cui si offre il proprio aiuto. Per la locuz. u. idiota, nel giornalismo politico, v. idiota, n. 2. 

e. Nel linguaggio giur., che consiste nell’uso o riguarda l’uso, nell’espressionedominio u., il rapporto tra l’enfiteuta e il fondo (contrapp. al dominio diretto, quello esercitato dal concedente). 

2. s. m. 

a. Cosa utile, vantaggiosa, o insieme di cose utili e vantaggiose: unire l’u. al dilettevolemescolare l’u. al dolce, precetto oraziano (Ars poet. 343) fondamentale per ogni indirizzo di estetica pedagogica. 

b. Utilità, vantaggio materiale oppure intellettuale, morale: procurare l’u. dello statoche u. ti viene dal comportarti così?l’u. non è sempre in contrasto con l’onestovedo che non ricava, o che non trae, nessun u. dai miei insegnamenti,dalle mie lezionimolti pensano più all’u. proprio che a quello della societàve lo dico per il vostro utile. 

c. Guadagno, profitto: speri di ricavare qualche u. da quest’impresa?a me non ne viene nessun u.; ricavo, interesse, frutto di una somma data in prestito: assai mercatanti avrebbe trovati che per piccolo u. ogni quantità di denari gli avrebber prestata (Boccaccio); è un investimento sicuro, ma che dà un u. modesto. In partic., nel linguaggio finanziario e contabile, l’eccedenza del totale dei ricavi sul totale dei costi di una o più operazioni commerciali o finanziarie o dell’intera gestione d’impresa: u. lordo, quando, nel computo dei costi sostenuti per produrlo, non si tiene conto delle spese e oneri di indiretta imputazione; u. netto, quando i costi sostenuti per produrlo sono comprensivi anche di tali spese. Spesso al plur.:dividere gli u. tra gli azionistipartecipazione dei lavoratori agli u. delle imprese(v. partecipazione, n. 2); utili di congiuntura, guadagni realizzati in occasione di particolare congiuntura. Con il senso generico di guadagno, profitto, u. sperato, espressione che, nella pratica delle assicurazioni di merci, indica la maggiorazione operata sul costo di origine delle merci, per determinare il valore assicurabile delle stesse in considerazione del prevedibile e consuetudinario profitto che l’assicurato ritrarrebbe dalla loro vendita e che verrebbe a mancare in caso di sinistro. ◆ Avv.utilménte (ant. utileménte), in modo utile, con profitto materiale o morale, vantaggiosamente: impiegare utilmente il denaro, il proprio tempoVienne oramai, ché ’l tempo che n’è imposto Più utilmente compartir si vuole (Dante).

Tutti dati oggettivi, concordo  wink.. 

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Re: chiesa assassina

Messaggio Da primaverino il Sab 7 Giu - 23:11

Rasputin ha scritto:

1.Ti ripeto che l'utilità di qualsiasi cosa è oggettiva, non soggettiva.

2. Ripeto la domanda.

3. Ho perso un figlio di 2 mesi all'età di 21 anni e mezzo, e sono perfettamente consapevole che non esiste più.

1 - 3) Ok rasp, hai ragione e sono stupido.
Fine delle trasmissioni, che a parlare per un cazzo mi girano le palle.

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Re: chiesa assassina

Messaggio Da Hara2 il Sab 7 Giu - 23:42

Rasputin ha scritto:
Hara2 ha scritto:

Io più lavoro più sono utile o almeno pago più tasse. La mia capacità di lavorare viene determinata anche dalle mie condizioni di benessere psicofisico.
Ma ciò che può a sua volta essere utile alle mie condizioni di benessere psicofisico non necessariamente sarà utile a te.


Spoiler:
ùtile agg. e s. m. [dal lat. utĭlis, der. di uti «usare»]. – 

1. agg. 

a. Che può usarsi al bisogno, che può servire: oggetti u.un apparecchio, uno strumento, un elettrodomestico u., molto u.spazio u., effettivamente utilizzabile:lo spazio u. è di 100 metri quadratidi sei stanze solo tre sono u.un regalo utile. In partic., tempo u., quello entro il quale si può compiere un qualche atto e passato il quale lo stesso atto non è valido o non è possibile: arrivò in tempo u. per avvertirloè scaduto il tempo u. per presentare la domanda. 

b. Che reca o può recare vantaggio, profitto: servizio u.ricerca u.fare un lavoro u.un rimedio, una cura u.il tuo consiglio mi è stato utilissimola sua protezione ti potrà essere molto u. in seguitopartite u.risultato u., nelle cronache sportive, gli incontri vinti o pareggiati; specificando: è un esercizio u. per il fisico, per la memoriaesperienze u. per la formazione professionale; con reggenza di prop. finale: il soggiorno all’estero è quanto mai u. per apprendere le lingue straniere.Nel linguaggio scient. e tecn., qualifica attribuita a determinate grandezze, generalmente in relazione al fatto che queste (o gli effetti da esse prodotti) risultano vantaggiose per scopi particolari: per es., in una macchina è considerato «utile» il lavoro delle resistenze non passive, che vengono dette esse stesse resistenze utili. Con valore neutro in funzione predicativa, riferito a verbi all’infinito o a prop. soggettive: è u. conoscere in tempo queste notiziesarà u. informarsi benecredo sia u. che tu vadami torna u. agire così. 

c. In economia, bene u., bene ritenuto capace di soddisfare un bisogno provocando una sensazione piacevole o evitandone una dolorosa. Con sign. più generico, redditizio, che dà frutto: un’attività u.professioni u.impiego u. di un capitale; di un terreno agrario, superficie u., quella coltivata, contrapp. alla superficie incolta o avente comunque altra destinazione: questo progresso dell’agricultura equivalse dunque a un triplicamento della superficie u. (C. Cattaneo). 

d. Riferito a persona, che con la sua attività o con i suoi uffici è d’aiuto: è un collaboratore, un impiegato veramente u.vorrei poterti essere u. nel tuo lavoro;è un uomo u., o che ti può essere u., tientelo perciò carose posso essere u. in qualche cosa ..., formula di cortesia con cui si offre il proprio aiuto. Per la locuz. u. idiota, nel giornalismo politico, v. idiota, n. 2. 

e. Nel linguaggio giur., che consiste nell’uso o riguarda l’uso, nell’espressionedominio u., il rapporto tra l’enfiteuta e il fondo (contrapp. al dominio diretto, quello esercitato dal concedente). 

2. s. m. 

a. Cosa utile, vantaggiosa, o insieme di cose utili e vantaggiose: unire l’u. al dilettevolemescolare l’u. al dolce, precetto oraziano (Ars poet. 343) fondamentale per ogni indirizzo di estetica pedagogica. 

b. Utilità, vantaggio materiale oppure intellettuale, morale: procurare l’u. dello statoche u. ti viene dal comportarti così?l’u. non è sempre in contrasto con l’onestovedo che non ricava, o che non trae, nessun u. dai miei insegnamenti,dalle mie lezionimolti pensano più all’u. proprio che a quello della societàve lo dico per il vostro utile. 

c. Guadagno, profitto: speri di ricavare qualche u. da quest’impresa?a me non ne viene nessun u.; ricavo, interesse, frutto di una somma data in prestito: assai mercatanti avrebbe trovati che per piccolo u. ogni quantità di denari gli avrebber prestata (Boccaccio); è un investimento sicuro, ma che dà un u. modesto. In partic., nel linguaggio finanziario e contabile, l’eccedenza del totale dei ricavi sul totale dei costi di una o più operazioni commerciali o finanziarie o dell’intera gestione d’impresa: u. lordo, quando, nel computo dei costi sostenuti per produrlo, non si tiene conto delle spese e oneri di indiretta imputazione; u. netto, quando i costi sostenuti per produrlo sono comprensivi anche di tali spese. Spesso al plur.:dividere gli u. tra gli azionistipartecipazione dei lavoratori agli u. delle imprese(v. partecipazione, n. 2); utili di congiuntura, guadagni realizzati in occasione di particolare congiuntura. Con il senso generico di guadagno, profitto, u. sperato, espressione che, nella pratica delle assicurazioni di merci, indica la maggiorazione operata sul costo di origine delle merci, per determinare il valore assicurabile delle stesse in considerazione del prevedibile e consuetudinario profitto che l’assicurato ritrarrebbe dalla loro vendita e che verrebbe a mancare in caso di sinistro. ◆ Avv.utilménte (ant. utileménte), in modo utile, con profitto materiale o morale, vantaggiosamente: impiegare utilmente il denaro, il proprio tempoVienne oramai, ché ’l tempo che n’è imposto Più utilmente compartir si vuole (Dante).

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Re: chiesa assassina

Messaggio Da primaverino il Sab 7 Giu - 23:54

Minsky ha scritto:
1) Ah, ok. Senza cattolicesimo gli spagnoli avrebbero depredato lo stesso, non c'è dubbio. Il clero però gli ha dato una grossa mano, sai?
2) E senza religioni, quelli che volevano uccidere, distruggere, incendiare, torturare, stuprare, saccheggiare, rubare etc. etc. avrebbero fatto esattamente le stesse e identiche cose. Ho capito bene fin qui?
3) Però, gentilmente, fammi un esempio di come avrebbero potuto giustificare tutte quelle malefatte.

4) Intanto ti faccio un esempino io dei danni della religione. Un esempino piccolo piccolo, ce ne sarebbero milioni.

Spoiler:

1) Si.
2) Si.
3) E perché le avrebbero dovute giustificare? Per sentirsi "culturalmente e moralmente superiori" esattamente come gli occidentali secolarizzati di oggi? Per esportare la democrazia e i Diritti Umani anche contro la volontà degli altri? Per cambiare strumento di colonizzazione violenta sostituendo croce e spada con tecnologia e macdonald? Perché è chiaro che "tutti vorrebbero essere come noi"?
Ho solo detto (e da mo'...) che la presunzione dell'Uomo bianco (permettimi di chiamarla così) necessita (non chiedermi il perché) di una giustificazione morale purchessia. E' una mia convinzione. Se non ti piace, pace amen, ma per favore piantiamola lì con le puttanate relative al mondo "latte e miele" che addiverrà dopo la fine delle balle religiose, che a sessant'anni non puoi essere ancora così ingenuo.
Se il paradiso ultraterreno è al limite dell'impossibile, quello terreno è semplicemente utopistico.
Ad ognuno la propria stampella.
Sono stato chiaro, adesso?
4) E pensa che Ratzinger (quello che ha coperto i pedofili a quanto parrebbe) è un amante dei gatti.

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Re: chiesa assassina

Messaggio Da Minsky il Dom 8 Giu - 10:49

primaverino ha scritto:
Minsky ha scritto:
1) Ah, ok. Senza cattolicesimo gli spagnoli avrebbero depredato lo stesso, non c'è dubbio. Il clero però gli ha dato una grossa mano, sai?
2) E senza religioni, quelli che volevano uccidere, distruggere, incendiare, torturare, stuprare, saccheggiare, rubare etc. etc. avrebbero fatto esattamente le stesse e identiche cose. Ho capito bene fin qui?
3) Però, gentilmente, fammi un esempio di come avrebbero potuto giustificare tutte quelle malefatte.

4) Intanto ti faccio un esempino io dei danni della religione. Un esempino piccolo piccolo, ce ne sarebbero milioni.

Spoiler:

1) Si.
Bene.
primaverino ha scritto:
2) Si.
Bene.
primaverino ha scritto:
3) E perché le avrebbero dovute giustificare? Per sentirsi "culturalmente e moralmente superiori" esattamente come gli occidentali secolarizzati di oggi? Per esportare la democrazia e i Diritti Umani anche contro la volontà degli altri? Per cambiare strumento di colonizzazione violenta sostituendo croce e spada con tecnologia e macdonald? Perché è chiaro che "tutti vorrebbero essere come noi"?
Ho solo detto (e da mo'...) che la presunzione dell'Uomo bianco (permettimi di chiamarla così) necessita (non chiedermi il perché) di una giustificazione morale purchessia. E' una mia convinzione. Se non ti piace, pace amen, ma per favore piantiamola lì con le puttanate relative al mondo "latte e miele" che addiverrà dopo la fine delle balle religiose, che a sessant'anni non puoi essere ancora così ingenuo.
Se il paradiso ultraterreno è al limite dell'impossibile, quello terreno è semplicemente utopistico.
Ad ognuno la propria stampella.
Sono stato chiaro, adesso?
È chiaro che stai distorcendo la realtà. Oppure non vuoi riconoscerla. "Esportare la democrazia e i diritti umani" sono puri pretesti, inventati da te perché nessuno li ha mai dichiarati, mentre i conflitti sono determinati dagli interessi economici. E tutto il funzionamento del mondo delle relazioni umane e tra i popoli è profondamente condizionato dalle religioni, su ogni versante. Senza le religioni il mondo sarebbe migliore, non automaticamente idilliaco. Chi l'ha mai detto questo?
primaverino ha scritto:
4) E pensa che Ratzinger (quello che ha coperto i pedofili a quanto parrebbe) è un amante dei gatti.
Quindi? Io i gatti li mangio.

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Re: chiesa assassina

Messaggio Da Rasputin il Dom 8 Giu - 11:13

IT:

1° elenco: LE PERSECUZIONI DEL CRISTIANESIMO
• Anno 782: nelle regioni nordeuropee 4500 sassoni sono decapitati su ordine di Carlo Magno per aver rifiutato il battesimo cattolico.
• Anno 965: 24 ribelli romani sono condannati a morte su ordine di Papa Giovanni XIII a Roma.
• Anno 1096: 800 ebrei sono massacrati dai cattolici a Worms in Germania.
• Anno 1096: 700 ebrei sono liquidati dai cattolici a Magonza in Germania.
• Anno 1098: 4.000 ungheresi sono massacrati dai crociati in marcia verso la Palestina.
• Anno 1099: 15 luglio: 40.000 ebrei e musulmani sono massacrati dai Crociati a Gerusalemme.
• Anno 1145: 700 ebrei sono liquidati dai cattolici a Colonia e Spira in Germania.
• Anno 1146: 100 ebrei sono massacrati dai cattolici a Sully e Ramerupt in Francia.
• 1171: 18 ebrei sono arsi vivi a Blois in Francia.
• 1191: 2700 prigionieri di guerra mussulmani sono decapitati dai crociati in Palestina.
• 1193: 100 ebrei sono massacrati a Bray-Sur-Seine in Francia.
• 1208: 20.000 catari e i loro sostenitori sono massacrati dai crociati a Beziers nel sud della Francia.
• 1219: 7.000 eretici (catari e le loro famiglie) sono massacrati dai crociati a Marmand nel sud della Francia.
• 1244 16 marzo: 250 catari e valdesi sono arsi vivi per ordine dell’inquisitore nel sud della Francia.
• 1278: 267 ebrei sono impiccati a Londra a segito di false accuse di omicidio rituale a danno dei cattolici.
• 1279 13 febbraio: 200 catari e Valdesi tratti prigionieri sono arsi vivi nell’arena di Verona per ordine dell’Inquisitore.
• 1310: 28 ribelli di Massaficaglia (FE) sono giustiziati dai mercenari pontifici.
• 1370: 20 ebrei sono arsi vivi dai cattolici a Bruxelles.
• 1377 3 febbraio: 2500 abitanti di Cesena sono massacrati dai mercenari pontifici in quanto ribelli antipapali.
• 1391: 4000 ebrei sono massacrati dai cattolici a Siviglia in Spagna.
• 1397: 100 valdesi di Graaz in Austria sono impiccati e bruciati per ordine dell’Inquisizione.
• 1400: 30 cittadini romani sono condannati a morte per ordine del governo pontificio n quanto ribelli.
• 1405: 12 cittadini romani ribelli sono massacrati dai mercenari pontifici, guidati dal nipote di papa Innocenzo VII.

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Re: chiesa assassina

Messaggio Da Hara2 il Dom 8 Giu - 12:10

E il meglio deve ancora venire, persecuzioni, eccidi ed espulsione degli ebrei e dei mussulmani dalla Spagna, e via a seguire torquemada, i protestanti, gli illuministi, gli erasmiani, i carbonari eccetera eccetera

@Primaverino

La giustificazione morale è sempre ex post facto, serve per mostrare le proprie virtù alle successive generazioni.
Chi commette stragi sa cosa sta facendo e quanto meno intuisce il perchè del suo agire.
Se non ci fosse stata porta pia...

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Re: chiesa assassina

Messaggio Da primaverino il Dom 8 Giu - 16:05

Minsky ha scritto:
È chiaro che stai distorcendo la realtà. Oppure non vuoi riconoscerla. "Esportare la democrazia e i diritti umani" sono puri pretesti, inventati da te perché nessuno li ha mai dichiarati, mentre i conflitti sono determinati dagli interessi economici. E tutto il funzionamento del mondo delle relazioni umane e tra i popoli è profondamente condizionato dalle religioni, su ogni versante. Senza le religioni il mondo sarebbe migliore, non automaticamente idilliaco. Chi l'ha mai detto questo?

Nonò, caro Minsky...
Gli americani (che di Vietnam già ne hanno avuto uno) non possono permettersi il lusso dello Yankee medio men che convinto delle assolute buone ragioni relative alle guerr... OOOps!! Volevo dire "operazioni di peace-keeping" poste in atto dallo Zio Sam...
Noi (cioè "i buoni") andiamo colà per liberare gli afghani dai cattivi oppressori talebani e via discorrendo, e per il loro bene li educheremo alla democrazia etc.
Nessuna distorsione della realtà. Semplice divergenza di opinione (a esser benevolo).

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Re: chiesa assassina

Messaggio Da Minsky il Dom 8 Giu - 16:37

primaverino ha scritto:
Minsky ha scritto:
È chiaro che stai distorcendo la realtà. Oppure non vuoi riconoscerla. "Esportare la democrazia e i diritti umani" sono puri pretesti, inventati da te perché nessuno li ha mai dichiarati, mentre i conflitti sono determinati dagli interessi economici. E tutto il funzionamento del mondo delle relazioni umane e tra i popoli è profondamente condizionato dalle religioni, su ogni versante. Senza le religioni il mondo sarebbe migliore, non automaticamente idilliaco. Chi l'ha mai detto questo?

Nonò, caro Minsky...
Gli americani (che di Vietnam già ne hanno avuto uno) non possono permettersi il lusso dello Yankee medio men che convinto delle assolute buone ragioni relative alle guerr... OOOps!! Volevo dire "operazioni di peace-keeping" poste in atto dallo Zio Sam...
Noi (cioè "i buoni") andiamo colà per liberare gli afghani dai cattivi oppressori talebani e via discorrendo, e per il loro bene li educheremo alla democrazia etc.
Nessuna distorsione della realtà. Semplice divergenza di opinione (a esser benevolo).
Scusa ma ti stai confondendo tra la versione ufficiale e i "rumors dei media".
Per esempio, Bush ha dovuto far tirare giù alcuni edifici a Manhattan a forza di missili ed esplosivo, per addossare la colpa ai terroristi islamici (cattivissimi, questo sì, ma anche incapaci) e creare il pretesto per la guerra all'Afghanistan.

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Messaggio Da primaverino il Dom 8 Giu - 16:50

Minsky ha scritto:
primaverino ha scritto:
Minsky ha scritto:
È chiaro che stai distorcendo la realtà. Oppure non vuoi riconoscerla. "Esportare la democrazia e i diritti umani" sono puri pretesti, inventati da te perché nessuno li ha mai dichiarati, mentre i conflitti sono determinati dagli interessi economici. E tutto il funzionamento del mondo delle relazioni umane e tra i popoli è profondamente condizionato dalle religioni, su ogni versante. Senza le religioni il mondo sarebbe migliore, non automaticamente idilliaco. Chi l'ha mai detto questo?

Nonò, caro Minsky...
Gli americani (che di Vietnam già ne hanno avuto uno) non possono permettersi il lusso dello Yankee medio men che convinto delle assolute buone ragioni relative alle guerr... OOOps!! Volevo dire "operazioni di peace-keeping" poste in atto dallo Zio Sam...
Noi (cioè "i buoni") andiamo colà per liberare gli afghani dai cattivi oppressori talebani e via discorrendo, e per il loro bene li educheremo alla democrazia etc.
Nessuna distorsione della realtà. Semplice divergenza di opinione (a esser benevolo).
Scusa ma ti stai confondendo tra la versione ufficiale e i "rumors dei media".
Per esempio, Bush ha dovuto far tirare giù alcuni edifici a Manhattan a forza di missili ed esplosivo, per addossare la colpa ai terroristi islamici (cattivissimi, questo sì, ma anche incapaci) e creare il pretesto per la guerra all'Afghanistan.

Beh, certo... La stampa, la radio, la TV e internet (ai tempi del potere temporale "in nome di Dio") non li avevano ancora inventati...
Dai, Minsk, non far torto alle tua (notevole) intelligenza.
Poi, se ti va, torniamo all'oggetto del contendere: io sostengo semplicemente che le nefandezze perpetrate in passato (e pure quelle presenti e temo, anche quelle future) non abbisognino necessariamente di un dio "purchessia".
Il fatto che tale "argomento" sia stato a suo tempo determinante non significa che in sua assenza tali nefandezze non sarebbero comunque state compiute.
Non mi pare difficile, come concetto.
Poi, libero tu di illuderti che senza religioni gli Incas sarebbero ancora un "popolo sovrano" o i nativi americani correrebbero ancora dietro ai bisonti.

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Re: chiesa assassina

Messaggio Da jessica il Dom 8 Giu - 18:50

vabè primaverino, ma pure tu...
dovresti averlo capito che ognuno ha il suo argomento off limit su cui non è possibile alcun confronto. che perdi tempo a fare?
tanto se anche tu riuscissi a dimostrare che senza la religione ce la mettiamo lo stesso in quel posto, magari tentando di far notare che dove la religione è stata messa da parte forzatamente le cose sono andate ugualmente, se non peggio, prima cercherebbero di contraddire i fatti (pensa che per rigirarsi la frittata una volta rasputin ha sostenuto che i cinesi sono per l'80% credenti e per l'80% atei...  applaudi ) poi, se mai qualcuno riuscisse nel miracolo, allora ci sarebbe sempre la tattica renus: chi crede nell'ateismo di stato, nelle dottrine social\comuniste, chi segue un leader, è un credente, cioè un religioso, cioè è colpa della religione perchè anche se si autodefiniscono atei in realtà erano credenti. cvd.

un consiglio spassionato: lassa perde.


p.s. ah non volermene ma non ho letto tutto, semplicemente posso immaginare cosa contengano queste 6-7 pg

jessica
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Re: chiesa assassina

Messaggio Da Justine il Dom 8 Giu - 19:28

Forse con 80% di credenti e 80 di atei intendeva dire che una buona fetta di credenti cinesi è data dagli italiani che ne acquistano i prodotti

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[...] l'aeroporto c'è, no non c'è, pregasi indagare sulle differenze tra orari di percorrenza e orari sulle tabelle, la fermata si chiama aeroporto ma non è un aeroporto, differenze tra curare e guarire, cantanti lirici londinesi comunisti, 180% dei cinesi [...] (Jess)

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Re: chiesa assassina

Messaggio Da Rasputin il Dom 8 Giu - 21:47

primaverino ha scritto:
Beh, certo...  La stampa, la radio, la TV e internet (ai tempi del potere temporale "in nome di Dio") non li avevano ancora inventati...
Dai, Minsk, non far torto alle tua (notevole) intelligenza.
Poi, se ti va, torniamo all'oggetto del contendere: io sostengo semplicemente che le nefandezze perpetrate in passato (e pure quelle presenti e temo, anche quelle future) non abbisognino necessariamente di un dio "purchessia".
Il fatto che tale "argomento" sia stato a suo tempo determinante non significa che in sua assenza tali nefandezze non sarebbero comunque state compiute.
Non mi pare difficile, come concetto.
Poi, libero tu di illuderti che senza religioni gli Incas sarebbero ancora un "popolo sovrano" o i nativi americani correrebbero ancora dietro ai bisonti.

jessica ha scritto:vabè primaverino, ma pure tu...
dovresti averlo capito che ognuno ha il suo argomento off limit su cui non è possibile alcun confronto. che perdi tempo a fare?
tanto se anche tu riuscissi a dimostrare che senza la religione ce la mettiamo lo stesso in quel posto, magari tentando di far notare che dove la religione è stata messa da parte forzatamente le cose sono andate ugualmente, se non peggio, prima cercherebbero di contraddire i fatti (pensa che per rigirarsi la frittata una volta rasputin ha sostenuto che i cinesi sono per l'80% credenti e per l'80% atei...  applaudi ) poi, se mai qualcuno riuscisse nel miracolo, allora ci sarebbe sempre la tattica renus: chi crede nell'ateismo di stato, nelle dottrine social\comuniste, chi segue un leader, è un credente, cioè un religioso, cioè è colpa della religione perchè anche se si autodefiniscono atei in realtà erano credenti. cvd.

un consiglio spassionato: lassa perde.


p.s. ah non volermene ma non ho letto tutto, semplicemente posso immaginare cosa contengano queste 6-7 pg

I fatti sono: in nome delle religioni sono stati perpetrati ogni sorta di crimini contro l'umanità nonché atrocità di ogni genere.

Dire che anche senza sarebbe stato lo stesso è come dire che se mio nonno da piccolo avesse succhiato cherosene anziché latte adesso sarebbe un jet.

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Mi dissocio espressamente da tutte le dichiatrazioni da me rilasciate a partire da un'ora fa.
Qualunque somiglianza con la realtà è puramente casuale ed involontaria.

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