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Messaggio Da chef75 il Lun 23 Giu - 19:24

Che il mondo è popolato, purtroppo, anche da numerosi idioti è un dato di fatto.
Cosa porta uno stupido a commettere azioni che danneggiano se stesso e gli altri?...poco male sarebbe se il danno fosse rivolto solo a chi commette l'azione stupida, spesso però l'idiota coinvolge altre persone.Il marito che uccide moglie e figli perche innamorato di un altra o chi guida veicoli in modo pericoloso e mette a reppentaglio l'incolumità di gente che ha solo la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato, ma potrebbe essere qualsiasi altro caso dove per colpa di un azione stupida a rimetterci non è solo l'autore dell'azione.
Se mettiamo da parte la componente patologica, come per esempio la schizzofrenia, una delle possibili cause potrebbe essere il fattore culturale, persone che ignorano le basi fondamentali di una pacifica convivenza all' interno di una comunità, oppure una rigorosa educazione (come quella cattolica) ricevuta in eta adolescenziale basata su restrizioni che potrebbe favotire la formazione di turbe in età adulta che vengono poi sfogate compiendo azioni idiote.
Troppo spesso sentiamo dai TG che questi personaggi, autori di azioni idiote, vengono definiti dai conoscenti come: " brave persone", oppure persone "comuni", come tante, allora io dico: diffidare delle persone normali, potrebbero celare un assassino.

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Quando la maggior parte di una società è stupida allora la prevalenza del cretino diventa dominante ed ineguagliabile.
Carlo M. Cipolla

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Re: Pensiero

Messaggio Da Justine il Lun 23 Giu - 19:48

Il concetto stesso di "malattia" non è molto chiaro. Da un punto di vista funzionale, anche l'anarchia suprema degli impulsi risponde ad una sorta di equilibrio interno. Mi spiego: quando siamo febbricitanti, il nostro corpo è in subbuglio, ma per un motivo preciso, quello di debellare l'ondata di agenti patogeni che ci invade.

Così come le affezioni mentali sono il risultato di una difesa interiore volta ad assicurare al soggetto una realtà più confortante (ad es. la schizofrenia da te citata), anche se non mancano chiaramente le predisposizioni a livello (epi)genetico. Tutto è diretta conseguenza di qualcosa, poi il fatto che si nasca immersi in un bagno culturale anziché un altro è il discrimine finale (ad esempio, che dire di quei luoghi in cui certi tipi di tortura fisica sono benvisti e necessari per entrare a far parte del gruppo sociale, o le mille consuetudini che a noi fanno ridere ma sono la norma altrove?)

Non esiste una persona che può definirsi aprioristicamente "normale". Nessuno di noi può sapere a quale schifo potrebbe arrivare, se in condizioni di pressione estrema, ed inimmaginabile. Per questo diffidare di tutti, come dici, è l'unica soluzione "equilibrata". 

Molte volte semplicemente non si ammette che qualcuno possa sopravviverci o vivere felice senza di noi, ed è il motore fondamentale degli omicidi suicidari che piantano sfortunatamente la tenda in mezzo alle famiglie. 

Non so se da questo punto di vista siano idioti, credo profondamente disperati e mortalmente feriti. Vedere sparire gli altri, in quel flash iracondo, è l'unica soluzione per vedere la limpidezza, la pace, forse la fine da tempo desiderata.

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Re: Pensiero

Messaggio Da ToninoScalzo il Mar 24 Giu - 10:14

Ognuno la intende come vuole, per me l'obiettivo dei media è questo:
Diffidate di tutti tranne che di noi! E se una intera piazza è pronta a smentirci, sappiate che loro (non noi) hanno interessi a raccontare balle. Noi invece di balle non te ne possiamo raccontare!!! Ci danno solo 50/60 volte più di quando prendi tu a farti il culo dentro una fabbrica ... proprio per dirti la verità.
E poiché questo thread è legato al pensiero, al linguaggio, al nostro intendere … ne approfitto per rispondere a delle osservazioni di Loki e contemporaneamente cerco di spiegare cos’è il pensiero.
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ToninoScalzo ha scritto:Ecco perché Godel (rifletto su quanto elaborato da Tonino) non si è sforzato più di tanto nel definire univocamente proprietà "positiva". Si tratta di un sistema (artatamente) assiomatico con incoerenze interne. Furbone, di primo acchito, ma una scorciatoia del genere gli è valsa una prova inficiabile da ogni punto di vista
Loki ha scritto:Non conosco tutto il pensiero di Gödel, io mi limito alle mie conoscenze d’informatica.
Ho letto parecchi libri sul linguaggio Pascal, sul C, etc. E so che è impossibile per un compilatore prevedere/preavvisarmi quando un mio comando lo manderà in loop.
La dimostrazione (complicatissima) è di Alan Turing ed è una fotocopia (una conseguenza) della dimostrazione di Kurt Gödel.
Loki ha scritto:Fortunatamente, un paio di decenni dopo vennero ideati i primi watchdog in grado di scampare il PC dalle situazioni di deadlock e loop infinito... Anche se si tratta di una "proprietà" estrinseca al sistema compilato. Ma nel caso di Godel si tratta di questioni semantiche, più che algoritmiche
Ho parecchi anni di programmazione in Pascal, in C, in BASIC (etc) sulle spalle (ora sono un po' arrugginito) però sento di poter dire la mia (come dice il mio avatar) con cognizione di causa, ossia … pure i PC odierni vanno in loop!
Ma cerchiamo di spiegare i loop in maniera diversa dal consueto.

Il loop è un programma lineare (non contraddittorio, sincero) rispetto alle premesse del linguaggio, ma che si ripetere all’infinito mandando in casino il nostro pc.

Per comprendere questa cosa dobbiamo partire dal (provato) presupposto che tutti i linguaggi (non solo quelli delle macchine) sono incompleti (non sono sufficienti a contenere l’intero Universo), conducono a dei paradossi linguistici. Cioè tutti i linguaggi hanno delle pareti limite che sembrano colonne d’Ercole … apparentemente invalicabili.

E i paradossi nel mondo dell’informatica si definiscono loop.

Per chiarire la cosa voglio fare un esempio terra-terra. Proviamo a chiedere ad un bambino (che stravede per noi e che per nessuna ragione al mondo vorrebbe sfigurare ai nostri occhi) di mostrarci quanto vale … e come prova del suo valore gli affidiamo un compito importantissimo: comprarci le sigarette.
Gli spieghiamo dov’è la tabaccheria, di rispettare il suo turno nella coda, di essere gentile con il tabaccaio e poi gli molliamo un 1€.
Il ragazzino, raggiunge la tabaccheria, fa la sua coda e quanto è il suo turno chiede le sigarette mostrando l’euro. Il tabaccaio però gli fa notare che le sigarette costano di più e il ragazzino educatamente fa un passo indietro e ricomincia la sua coda. Quando è nuovamente il suo turno … richiede le sigarette e rimostra un’altra volta il suo euro ma …

Apparentemente quel fare sembrerebbe scemo, in realtà è un comportamento logico. Il ragazzino ripete le sue mosse perché ha come limite il suo comprendonio: non riesce a comprendere che servono tante monete quanto ne occorrono per bilanciare il valore delle sigarette … poiché quel concetto è esterno al suo intendere.
Può il tabaccaio spiegargli il concetto valore?
Certo! Proprio come Einstein potrebbe spiegarci la teoria della relatività ... mentre il dentista ci sta per cavare un dente.
Ps. Il bambino ha una missione importantissima da svolgere e non vuole fallirla!

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Re: Pensiero

Messaggio Da Justine il Mar 24 Giu - 10:52

Io, di norma, anche se forse può non sembrare, investo parecchio tempo per scoprire se e come soprattutto posso fidarmi di certi concetti e previsioni. Dirò che qualche volta mi parte pure l'OCD su compiti di routine, sarà che per mia natura non sono mai in piano.

In molti crediamo di avere la stessa unica ragione, inevitabilmente però qualcuno finisce per sbagliare e viene abburattato dai fatti su un terreno ripido, quello del provare le proprie asserzioni. Così più che concentrarsi su un loop a qualcuno può venire in mente il classico pensiero laterale, quello che secondo alcuni detti zen fa rovesciare la tazza e trovare fragole su un contrafforte di pura roccia.

Non per nulla, lo studio delle prime rudimentali AI (ad esempio dei robot Nao e Pepper) ha più rilevanza sull'emulazione dell'aspetto cognitivo umano, più che una granata di istruzioni superspecialistiche in ripetitività, col risultato che questi robot... imparano dall'ambiente.

Nonostante tutto, in alcuni casi certi umani mostrano capacità di astrazione quasi superiori. Per eguagliarle a cosa si ricorre? Alla randomness, che è quella dei "generatori di". Così nella scena si possono simulare piccoli incidenti che convincono di un valore diverso, ferma restando l'importanza dell'obiettivo finale...



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Messaggio Da paolo1951 il Mar 24 Giu - 13:54

... gira che rigira è sempre la solita storia, l'uomo desidera egoisticamente l'impossibile: l'immortalità, il consenso assoluto da parte dei suoi simili, la "venerazione" della propria persona, ecc.
Quasi nessuno riesce a godere delle cose reali, ancorché limitate, di cui dispone.

Quanto poi alla "normalità" questa è solo la legge della maggioranza: qualunque cosa è normale se la fanno i più.

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Messaggio Da paolo1951 il Mar 24 Giu - 13:57

Loki ha scritto:... In molti crediamo di avere la stessa unica ragione...
Quand'anche fosse unico il metodo "razionale" restano ben diversi gli "assiomi" da cui quel metodo parte.

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Messaggio Da Justine il Mar 24 Giu - 14:28

L'immortalità è virtualmente (mind uploading) e fisicamente (criogenia) fattibile, ci sono varie associazioni estere che ci stanno lavorando su. Non darei per certo che non sia un obiettivo alla dr.Zivago, in cui si cita che tutto il lavorio e tramestio umano è volto alla conquista di una surrogazione di fisicità potenzialmente e poi fattivamente (se si riuscirà a combattere l'heat death). Cosa molto più complessa è svicolare dal gusto del tributo narcisistico, ineliminabile finché esisterà l'ego nella sua conformazione attuale. L'immortalità è zucchero del luna park, al confronto.

Per il resto, c'è ragione dove un pensiero non incontri ostacoli in grado di eccepirlo in alcun modo. E questo fa capire quanto sia grande la sfida all'imparzialità...

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Messaggio Da paolo1951 il Mar 24 Giu - 19:59

Loki ha scritto:L'immortalità è virtualmente (mind uploading) e fisicamente (criogenia) fattibile, ci sono varie associazioni estere che ci stanno lavorando su...
No, possiamo anche pensare di allungare la vita umana di decenni o di secoli, ma non di certo di rendere un individuo immortale!
E comunque benché io potrei essere direttamente interessato alla cosa (cioè l'allungamento della vita oltre gli attuali limiti)... sinceramente non l'auspico.
Credo che sia bene che esista anche un'età per morire .... dopo i 70, quello che arriva è tutto regalato, dopo i 100 è decisamente "di troppo".

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Messaggio Da Justine il Mar 24 Giu - 20:04

Mah, io sono nata con un terribile cancro, mi sono messa in testa di voler conoscere molte cose, e temo purtroppo che nemmanco un lifespan di 100.000 lustri potrà servire all'uopo.
Di certo sono scelte individuali- una persona può esser stanca della vita a 20 come a 110 anni. Dipende dalla sua sete di sapere, di mettersi in gioco, di scoprire.
C'è un'errata percezione del longevismo, comunque: si teme che a 150 o 200 anni si sarà decrepiti come l'anziano medio che soprassiede ai lavori cantieristici. Non è così, i progetti attualmente in atto mirano a bioingegnerizzare (per chi vuole tentare questa strada rimanendo nel proprio corpo) tessuti e organi affinché rimangano in uno steady-state giovanile; mentre per chi sceglie di emulare coscienza, personalità o ricordi su un substrato digitale (opzione da me preferita)... Beh, tanto (tutto) è ancora da scrivere. 
Su questo fronte mi mantengo cautamente ottimista, se abbiamo l'intelligenza di non farci saltare in aria nel frattempo (e a che scopo? Si dovrebbero chiedere i leader), possiamo almeno cercare di ottenere grandi cose, in mezzo all'ambaradan nullificante.

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