Verso il Nulla!

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Re: Verso il Nulla!

Messaggio Da Hara2 il Lun 11 Ago - 9:25

Ma anche no, molti (non tutti) talvolta hanno consapevolezza dell'inevitabilità del fatto che prima o poi cesseranno le proprie funzioni vitali, che ciò crei angoscia o meno è un fatto circostanziale. Se poi vuoi chiamare la  consapevolezza della  morte consapevolezza del nulla va bene ma scrivere Nulla significa ben poco
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Re: Verso il Nulla!

Messaggio Da Minsky il Lun 11 Ago - 9:33

ermetesilente ha scritto:...
Ma caro Ermete, perché tormentarsi con Heidegger? La filosofia lasciata a sé stessa è un delirio di vana autoreferenzialità. Infatti Heidegger dà una risposta, che se la leggi attentamente ti accorgi che non significa... nulla!

Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri ha scritto:L'elaborazione della domanda relativa al niente deve portarci in quella situazione dalla quale è possibile scorgere la risposta oppure l'impossibilità della risposta. Il niente è ammesso, la scienza, con superiore indifferenza nei suoi confronti, lo abbandona come ciò che “non c'è”.
Noi tuttavia tentiamo di interrogarci a proposito del niente. Che cos'è il niente? Già al primo contatto la domanda mostra qualcosa di insolito. Nel porcela, infatti, noi già all'inizio assumiamo il niente come qualcosa che “è” cosí e cosí, cioè lo trattiamo come un ente. Eppure il niente differisce proprio da esso in modo assoluto. Domandare del niente, chiedere che cos'è, e come è, significa tradurre l'oggetto della domanda nel suo contrario. La domanda si priva essa stessa del suo oggetto proprio.
Ne consegue che anche ogni risposta a questa domanda è per principio impossibile, perché inevitabilmente si articola nella forma secondo cui il niente “è” questo o quello. Rispetto al niente, domanda e risposta sono nello stesso modo un controsenso.
Cosí, per respingere la questione non è nemmeno necessario ricorrere alla scienza. La regola fondamentale del pensiero in generale, cui comunemente ci si richiama, ossia il principio di non contraddizione, la “logica” generale, sopprime la questione, perché il pensiero, che essenzialmente è sempre pensiero di qualcosa, qui come pensiero del niente, dovrebbe agire contro la sua propria essenza.
Poiché ci è impedito fare, in generale, del niente un oggetto, siamo già arrivati alla fine del nostro domandare del niente; ciò partendo dal presupposto che in tale domanda la “logica” sia l'istanza suprema, l'intelletto il mezzo e il pensiero la via per cogliere originariamente il niente e decidere del suo possibile svelamento.
Ma può la sovranità della “logica” essere lesa? Forse che l'intelletto non è realmente sovrano in questa domanda sul niente? Eppure è solo col suo aiuto che in generale noi possiamo determinare l'ente, e porlo come un problema, sia pure esso tale da consumare se stesso. Infatti, il niente è la negazione della totalità dell’ente, il puro e semplice non-ente. Ma cosí sussumiamo il niente nella determinazione superiore del negativo e quindi, cosí sembra, di ciò che è negato. Ma, secondo l'insegnamento sovrano e mai intaccato della “logica”, la negazione è una specifica operazione dell'intelletto. Come possiamo dunque, nel porci il problema del niente, anzi nell'interrogarci circa la possibilità stessa di questo problema, volere congedare l'intelletto? E d'altra parte è proprio cosí sicuro ciò che qui noi presupponiamo? Il “non”, la negatività e quindi la negazione rappresentano davvero la determinazione superiore sotto la quale cade il niente come modo particolare del negato? C'è il niente solo perché c'è il “non”, cioè la negazione? Oppure è vero il contrario, ossia che c'è la negazione e il “non” solo perché c'è il niente? Questo non è ancora stato deciso, anzi, non è mai stata neppure sollevata esplicitamente la questione. Da parte nostra affermiamo che il niente è piú originario del “non” della negazione.

Pensa piuttosto: dov'eri tu prima di nascere?

Lì ritornerai.

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Re: Verso il Nulla!

Messaggio Da FuoriDagliSchemi il Lun 11 Ago - 9:58

Ottima domanda Minsky, secondo me ciò che precede la nostra esistenza -e, pertanto, rientra nel campo della nostra inesistenza- può essere utile per capire ciò che seguirà la nostra fine -e, di nuovo, si va nell'inesistenza-. Il concetto di "nulla" ognuno se lo figura come meglio crede, ma... il cervello umano immagina ciò di cui ha esperienza, e qualcosa -pre concepimento e post morte- che non fa parte dell'esistenza, che il cervello non può "conoscere" poiché o non esisteva o sarà decomposto, non può essere effettivamente immaginato. Sarebbe un po' come chiedere a una persona cieca dalla nascita di immaginare un alieno viola...
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Re: Verso il Nulla!

Messaggio Da Justine il Lun 11 Ago - 10:12

Rasputin ha scritto:
ermetesilente ha scritto:[...]Il Niente lo esperisci nel pensiero della possibilità della  tua inesistenza, non è solo un concetto ma fa parte di te in quanto esistente.  no!

Questa frase non ha alcun significato  boxed 

Ma credo che ne abbia, se l'ho interpretato bene... Credo che Ermete voglia significare che l'esperienza del Nulla, ovvero lo stato di mancata ricezione degli stimoli sensoriali e delle informazioni che ci provengono dall'ambiente circostante, è immaginabile naturalmente da vivi, non da morti (dove invece avviene l'attuazione del medesimo concetto, tranche atemporale in cui non è però possibile sperimentarne gli effetti, non avendo più funzionalità cerebrale residua)
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Re: Verso il Nulla!

Messaggio Da Rasputin il Lun 11 Ago - 11:54

ermetesilente ha scritto:
Rasputin ha scritto:
ermetesilente ha scritto:[...]Il Niente lo esperisci nel pensiero della possibilità della  tua inesistenza, non è solo un concetto ma fa parte di te in quanto esistente.  no!

Questa frase non ha alcun significato  boxed 

In parte sono io che mi esprimo male, non avendo più una gran precisione nel lessico filosofico. Se vuoi comprendere al meglio leggi Essere e Tempo di Heidegger, di sicuro comprenderai il tutto...

Io condivido la risposta datati da Minsky.

Loki ha scritto:
Ma credo che ne abbia, se l'ho interpretato bene... Credo che Ermete voglia significare che l'esperienza del Nulla, ovvero lo stato di mancata ricezione degli stimoli sensoriali e delle informazioni che ci provengono dall'ambiente circostante, è immaginabile naturalmente da vivi, non da morti (dove invece avviene l'attuazione del medesimo concetto, tranche atemporale in cui non è però possibile sperimentarne gli effetti, non avendo più funzionalità cerebrale residua)
"Fa parte di noi" nel senso in cui possiamo immaginare cosa ci aspetta dopo la morte: l'assenza di percezioni, ovvero approssimativamente il Nulla che pertiene anche alla nostra condizione pre- e post- natale.

Te sei troppo buona  wink.. 

comunque sbaglio o il grassettato equivale a dire che il nulla è un'astrazione?

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Re: Verso il Nulla!

Messaggio Da ToninoScalzo il Lun 11 Ago - 12:05

ermetesilente ha scritto: [...]Il Niente lo esperisci nel pensiero della possibilità della  tua inesistenza, non è solo un concetto ma fa parte di te in quanto esistente.  no!
Questa frase non ha alcun significato  boxed
loki ha scritto:Ma credo che ne abbia, se l'ho interpretato bene... Credo che Ermete voglia significare che l'esperienza del Nulla, ovvero lo stato di mancata ricezione degli stimoli sensoriali e delle informazioni che ci provengono dall'ambiente circostante, è immaginabile naturalmente da vivi, non da morti (dove invece avviene l'attuazione del medesimo concetto, tranche atemporale in cui non è però possibile sperimentarne gli effetti, non avendo più funzionalità cerebrale residua)
"Fa parte di noi" nel senso in cui possiamo immaginare cosa ci aspetta dopo la morte: l'assenza di percezioni, ovvero approssimativamente il Nulla che pertiene anche alla nostra condizione pre- e post- natale.
Ogni frase ha un senso. Il difficile è leggerla, rileggerla, eppoi eventualmente rileggerla ancora.
Si fa assai prima a credere che quella frase non abbia senso ...
Dio lo pensa anche se non lo ha scritto:Ah quanto sarebbe bello il mondo se tutti stessero zitti e parlassi solo io … l’unico essere che riesce a dire cose sensate per davvero.
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Re: Verso il Nulla!

Messaggio Da Justine il Lun 11 Ago - 12:18

È curioso che dio soffra di solitudine ad un tal punto, IMO.
Per il resto, ogni concetto partorito da mente umana è crackato da mente umana o dalle prossime AI, o da un guizzo di apparente nonsense di segno contrario

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Re: Verso il Nulla!

Messaggio Da Rasputin il Lun 11 Ago - 12:19

ToninoScalzo ha scritto:
Ogni frase ha un senso. Il difficile è leggerla, rileggerla, eppoi eventualmente rileggerla ancora.

Blinda come fosse antani della supercazzora brematurata con scappellamento a destra.

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Messaggio Da Justine il Lun 11 Ago - 13:28

Curiosamente, quella frase vuole esprimere un nonsense, ma come un detto di Lautreamont (quello sull'asse da stiro) ormai ha raggiunto una propria valenza e conseguentemente un significato... Bizzarro

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Re: Verso il Nulla!

Messaggio Da ToninoScalzo il Mer 13 Ago - 3:45

Chissà mai cosa significherà questa frase ???
A bumba a ganga.
Per un intellettuale vicino a dio, per chi cioè ha capito tutto dalla vita:
«un bel nulla!»

Per mia cugina, mi riferisco a quando aveva 3 mesi, invece …
«La vaschetta piena d'acqua e con dentro i pesciolini rossi, cadendo ha fatto boom.»

E va veh ma ... 'sto significato ha un senso?
Ovviamente no, se restiamo seduti alla destra di nostro padre iddio!

Qualcuno dirà …
«Okay, okay … e tutte quelle belle parole dette dai politici? Che cacchio significano?»
semplice
Voio, voio … lavorare niente!
Voio, voio … guadagnare soldi assai!
Questo almeno a parere di una persona che non si reputa Dio.

Spoiler:
Per avere un senso, pure le parole non possono essere fine a se stesse ...
ma devono invece essere serve di qualcuno.
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Re: Verso il Nulla!

Messaggio Da Justine il Dom 17 Ago - 20:01

ermetesilente ha scritto:
Hara2 ha scritto:
Io no, non lo esperisco,  pazienza.
Si tratta di assumere o meno le nostre categorie di pensiero come realtà.
Tutto niente hanno senso riferiti a un insieme, io non mi esperisco, limite mio, come tale

Tu ti giulebbi di me... chiunque pensando a cosa lo attende dopo alla morte, prova su di sè il Nulla e la sua angosciosa possibilità...

Ma quello che attende, dopo la morte, è per l'appunto in Nulla stesso: prefigurarlo vuol dire semplicemente farsi da sommozzatore nei concetti più o meno aderenziali al vero che di esso si possono avere, tra cui la sua percezione da vivi.

Per il resto, la sua plastificazione (morte + nulla) è talmente conclamata che ormai pulirsi le terga con un centrino o con la c. igienica ha la medesima valenza, sotto il punto di vista precedente: l'evasione dal concetto del "rem tene" della solita pignatta delle cose che necessariamente controvoglia alcuni fanno fino alle parole (inespresse e salmodianti) relative alla fine, non esiste. E per questo, il Nulla, per certuni non è prefigurabile

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