i figli degli immigranti

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i figli degli immigranti

Messaggio Da Boeche il Mar 9 Set - 11:29

Voi considerate i figli degli immigrati nati e cresciuti in italia italiani?

E considerate un immigrato con cittadinanza italiana pari a un italiano vero?

Boeche
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Re: i figli degli immigranti

Messaggio Da Justine il Mar 9 Set - 11:50

Per me non è chiaro cosa significhi essere italiani nel mondo odierno, perciò risponderei, in linea di massima, sì ad entrambe le questioni

Da un punto di vista prettamente biologico direi inoltre che praticamente nessuno è figlio del lembo di terra in cui è nato, viste le migliaia di miliardi di emigrazioni ed immigrazioni passate

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[...] l'aeroporto c'è, no non c'è, pregasi indagare sulle differenze tra orari di percorrenza e orari sulle tabelle, la fermata si chiama aeroporto ma non è un aeroporto, differenze tra curare e guarire, cantanti lirici londinesi comunisti, 180% dei cinesi [...] (Jess)

Justine
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Re: i figli degli immigranti

Messaggio Da Rasputin il Mar 9 Set - 11:56

A me non è chiaro perché bisogna avere per forza una nazionalità

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Mi dissocio espressamente da tutte le dichiatrazioni da me rilasciate a partire da un'ora fa.
Qualunque somiglianza con la realtà è puramente casuale ed involontaria.
La pena di morte andrebbe applicata immediatamente e senza processo a chiunque, anche in tenera età, esprimesse il mero desiderio di diventare giudice o funzionario di qualsiasi categoria.

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Re: i figli degli immigranti

Messaggio Da Boeche il Mar 9 Set - 14:16

Loki ha scritto:Per me non è chiaro cosa significhi essere italiani nel mondo odierno, perciò risponderei, in linea di massima, sì ad entrambe le questioni

Da un punto di vista prettamente biologico direi inoltre che praticamente nessuno è figlio del lembo di terra in cui è nato, viste le migliaia di miliardi di emigrazioni ed immigrazioni passate


le identità europee sono fissate da centinaia di anni, in alcuni casi hanno superato il millennio d'età.

se ti riferisci alle migrazioni preistoriche dall'africa, allora ti posso rispondere che per quel che mi riguarda l'uomo si è adattato all'ambiente in cui è migrato e per me un europeo o un cinese possono definirsi autoctoni dei rispettivi territori.

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Re: i figli degli immigranti

Messaggio Da Boeche il Mar 9 Set - 14:26

Rasputin ha scritto:A me non è chiaro perché bisogna avere per forza una nazionalità


io stesso alterno fasi di nazionalismo ad altre opposte, ma alla fine  mi rifugio nel nazionalismo perché le migrazioni attuali stanno peggiorando la situazione della mia regione.

Poi mi accorgo di come i figli di immigrati non facciano l'interesse della zona in cui vivono, e non parlo solo di immigrati da altri stati, ma anche di immigrati da altre parti d'italia.

Nella mia classe delle superiori un giorno affrontammo la questione dell'indipendenza veneta, io risultati furono questi:

la maggior parte dei veneti della classe si espressero a favore, non ricordo in che percentuale, ma la vittoria dei sì fu schiacciante

c'erano poi 4 immigrati, una  dalla bulgaria, una dalla nigeria, un albanese e una moldava: tutti contrari

Infine c'erano 3 italiani(intendo non veneti): una toscana, contraria, un campano, contrario, uno mezzo veneto mezzo campano, contrario

Cosa dovrei pensare?

e poi , perché mettere a rischio un'identità plurisecolare in favore di una non-identità multirazziale e multiculturale?

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Re: i figli degli immigranti

Messaggio Da Justine il Mar 9 Set - 14:51

Il punto è che io guardo il tutto da una prospettiva biologica, pur capendo il tuo punto di vista.
Se Luca nasce in Italia, impara le usanze ed il suo passato (se ne ha voglia) dai libri e dalle esperienze.
Se John nasce in Italia da genitori statunitensi, e vive la sua vita da zero qui, non vedo perché non possa apprendere come tutti gli altri bambini l'identità che possiamo dire nazionale...
Poi è un mondo talmente globalizzato, è dura vedere di quanto differiscono un bimbo USA e italiano ad esempio delle metropoli.
Per me al punto in cui siamo la cosiddetta tradizione vivrà sempre più come fatto di cultura personale, ma sui libri o documentari.

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Re: i figli degli immigranti

Messaggio Da Minsky il Mar 9 Set - 15:06

È questione di avere o non avere sensibilità per l'ambiente. Io mi sento a casa nelle Dolomiti, quelle sono il mio ambiente, ma capisco che il territorio è per ciascuno il posto dove si sente a casa, e la sua sensibilità è più acuta per quel luogo. Questa visione particolare purtroppo fa perdere di vista il fatto che tutto il mondo è casa nostra, e che vaste porzioni di ambiente fragile sono soggette a degrado e distruzione con conseguenze che investono tutta l'umanità. Gli indios dell'Amazzonia che si oppongono alla devastazione della foresta pluviale lottano anche per noi veneti, anche se non ce ne rendiamo conto. D'altro canto chi si dichiara apolide sotto questo aspetto ed è indifferente al territorio in cui vive manca di attenzione per l'ambiente. Per gli immigrati forse è una questione di educazione, vengono da territori già inospitali, resi ostili dall'incuria e dalla sovrappopolazione, dove il concetto di difesa dell'ambiente è completamente estraneo.

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Re: i figli degli immigranti

Messaggio Da Boeche il Mar 9 Set - 16:12

Loki ha scritto:Il punto è che io guardo il tutto da una prospettiva biologica, pur capendo il tuo punto di vista.
Se Luca nasce in Italia, impara le usanze ed il suo passato (se ne ha voglia) dai libri e dalle esperienze.
Se John nasce in Italia da genitori statunitensi, e vive la sua vita da zero qui, non vedo perché non possa apprendere come tutti gli altri bambini l'identità che possiamo dire nazionale...
Poi è un mondo talmente globalizzato, è dura vedere di quanto differiscono un bimbo USA e italiano ad esempio delle metropoli.
Per me al punto in cui siamo la cosiddetta tradizione vivrà sempre più come fatto di cultura personale, ma sui libri o documentari.

Ti rispondo con una citazione di un film che mi hanno fatto vedere a scuola:

in una classe di ragazzi in germania si parla dell'olocausto e dei suoi responsabili, e delle sue ripercussioni sulla germania e i tedeschi.

A un certo punto una ragazza tedesca dice che essendo discendenti di coloro che appoggiarono Hitler, erano per certo versi responsabili, al chè uno studente di origine turca risponde grossomodo "chissenefrega, io sono turco"

Insomma, io in quanto  veneto da innumerovoli generazioni posso dirmi orgoglioso del passato della mia terra (dei miei antenati )e dichiararlo senza problemi. Ma immagina che lo faccia un negro o un asiatico residente in veneto, lo prenderesti sul serio o gli rideresti dietro? rispondi seriamente

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Re: i figli degli immigranti

Messaggio Da Justine il Mar 9 Set - 16:37

Ma onestamente la storia è fatta dalle persone, almeno per come la vedo. Se i nipoti dei nipoti di tal John contribuiscono al successo di una città/regione/nazione, possono esser sicuramente considerati come appartenenti.
Pensiamo alla maggior parte dei minorenni e degli adulti ahimé moderni: nella mia città sanno che esiste il ponte di Tiberio perché ci passano per andare a ridere al bar, ma dei retroscena... Chi provvide e perché alla storia del monumento, malgrado siano riminesi non ne sanno un'acca.

Secondo questa logica dovremmo estrometterli. La storia del proprio paese non è ormai più vissuta, ma studiata dai volenterosi. Questi ultimi, li ammiro, per dire.

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Re: i figli degli immigranti

Messaggio Da Boeche il Mar 9 Set - 16:51

Loki ha scritto:Ma onestamente la storia è fatta dalle persone, almeno per come la vedo. Se i nipoti dei nipoti di tal John contribuiscono al successo di una città/regione/nazione, possono esser sicuramente considerati come appartenenti.
Pensiamo alla maggior parte dei minorenni e degli adulti ahimé moderni: nella mia città sanno che esiste il ponte di Tiberio perché ci passano per andare a ridere al bar, ma dei retroscena... Chi provvide e perché alla storia del monumento, malgrado siano riminesi non ne sanno un'acca.

Secondo questa logica dovremmo estrometterli. La storia del proprio paese non è ormai più vissuta, ma studiata dai volenterosi. Questi ultimi, li ammiro, per dire.

ma la rimini romana non è in continuità con la rimini di oggi

mentre il veneto di oggi lo è con il veneto medievale e forse anche con quello antico

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Re: i figli degli immigranti

Messaggio Da Justine il Mar 9 Set - 17:04

Quindi possiamo ammettere che ad un certo punto avviene un ricambio culturale.
Il problema è che di cambi culturali locali non possiamo più permettercene, le peculiarità del paese o della nazione vanno prima coagulandosi e poi lentamente dissolvendosi davanti all'uniforme spinta delle mode globali...

Per quello suggerivo che entro qualche generazione nessuno noterà differenze
- se non, appunto, sui manuali di testo o volumi di storia. E saremo quello che chiamano "cosmopoliti cittadini del mondo"...

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Re: i figli degli immigranti

Messaggio Da Rasputin il Mar 9 Set - 18:12

Boeche ha scritto:
Rasputin ha scritto:A me non è chiaro perché bisogna avere per forza una nazionalità


io stesso alterno fasi di nazionalismo ad altre opposte, ma alla fine  mi rifugio nel nazionalismo perché le migrazioni attuali stanno peggiorando la situazione della mia regione.

Poi mi accorgo di come i figli di immigrati non facciano l'interesse della zona in cui vivono, e non parlo solo di immigrati da altri stati, ma anche di immigrati da altre parti d'italia.

Nella mia classe delle superiori un giorno affrontammo la questione dell'indipendenza veneta, io risultati furono questi:

la maggior parte dei veneti della classe si espressero a favore, non ricordo in che percentuale, ma la vittoria dei sì fu schiacciante

c'erano poi 4 immigrati, una  dalla bulgaria, una dalla nigeria, un albanese e una moldava: tutti contrari

Infine c'erano 3 italiani(intendo non veneti): una toscana, contraria, un campano, contrario, uno mezzo veneto mezzo campano, contrario

Cosa dovrei pensare?

e poi , perché mettere a rischio un'identità plurisecolare in favore di una non-identità multirazziale e multiculturale?

Per me il punto è che le identità/sensi di appartenenza sono la base di tutti i conflitti, vanno eliminati.

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La pena di morte andrebbe applicata immediatamente e senza processo a chiunque, anche in tenera età, esprimesse il mero desiderio di diventare giudice o funzionario di qualsiasi categoria.

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Messaggio Da Boeche il Mar 9 Set - 19:21

Loki ha scritto:Quindi possiamo ammettere che ad un certo punto avviene un ricambio culturale.
Il problema è che di cambi culturali locali non possiamo più permettercene, le peculiarità del paese o della nazione vanno prima coagulandosi e poi lentamente dissolvendosi davanti all'uniforme spinta delle mode globali...

Per quello suggerivo che entro qualche generazione nessuno noterà differenze
- se non, appunto, sui manuali di testo o volumi di storia. E saremo quello che chiamano "cosmopoliti cittadini del mondo"...

no , questo non succeredà mai, a meno che una nazione non diventi tanto forte da spazzare via tutte le altre

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Re: i figli degli immigranti

Messaggio Da Boeche il Mar 9 Set - 19:23

Rasputin ha scritto:

Per me il punto è che le identità/sensi di appartenenza sono la base di tutti i conflitti, vanno eliminati.


eliminarli è un utopia, ci saranno sempre, e se scompariranno sarà per via di un livellamento verso il basso

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Messaggio Da Rasputin il Mar 9 Set - 19:29

Boeche ha scritto:
Rasputin ha scritto:

Per me il punto è che le identità/sensi di appartenenza sono la base di tutti i conflitti, vanno eliminati.


eliminarli è un utopia, ci saranno sempre, e se scompariranno sarà per via di un livellamento verso il basso

Mah...forse si tratta solo di esserne consapevoli.

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Messaggio Da FuoriDagliSchemi il Mar 9 Set - 19:36

Personalmente concordo con Rasp, non vedo alcuna rilevanza nell'avere l'una o l'altra nazionalità.

P.s.: non so gli altri utenti, ma io mi sono appena imbattutta in uno strano messaggio, proveniente dal forum, che mi suggeriva il suicidio  boxed
Che ci sia qualche bot in circolazione?

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Messaggio Da Rasputin il Mar 9 Set - 19:44

FuoriDagliSchemi ha scritto:Personalmente concordo con Rasp, non vedo alcuna rilevanza nell'avere l'una o l'altra nazionalità.

P.s.: non so gli altri utenti, ma io mi sono appena imbattutta in uno strano messaggio, proveniente dal forum, che mi suggeriva il suicidio  boxed
Che ci sia qualche bot in circolazione?

A quanto vedo non ci sono bots collegati...non sarà mica un tuo ex ah ah

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Messaggio Da FuoriDagliSchemi il Mar 9 Set - 19:57

Piuttosto improbabile, non ho ex  boxed
Dunque, che azz è?

FuoriDagliSchemi
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Messaggio Da Rasputin il Mar 9 Set - 20:09

FuoriDagliSchemi ha scritto:Piuttosto improbabile, non ho ex  boxed
Dunque, che azz è?

Ma che messaggio era, email o cosa?

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Messaggio Da Justine il Mer 10 Set - 3:49

Riferisco a proposito di stranezze, che ultimamente, navigando le conversazioni passate del forum, apparivano curiosi redirect sui servizi hosting senza aver cliccato nulla (e curiosamente su Opera ho attiva una protezione contro questo tipo di comportamenti del browser)...

Follia collettiva ok

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Messaggio Da Rasputin il Mer 10 Set - 8:09

Loki ha scritto:Riferisco a proposito di stranezze, che ultimamente, navigando le conversazioni passate del forum, apparivano curiosi redirect sui servizi hosting senza aver cliccato nulla (e curiosamente su Opera ho attiva una protezione contro questo tipo di comportamenti del browser)...

Follia collettiva ok

Vero, è successo anche a me usando il motore di ricerca. Ma non penso di poterci far nulla, deve essere un problema di piattaforma

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Messaggio Da FuoriDagliSchemi il Mer 10 Set - 8:14

Rasputin ha scritto:
FuoriDagliSchemi ha scritto:Piuttosto improbabile, non ho ex  boxed
Dunque, che azz è?

Ma che messaggio era, email o cosa?
Una sorta di pop-up. Navigando mi è apparsa al centro della scheda questa finestra.

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Messaggio Da Justine il Mer 10 Set - 8:56

Concordo con Rasp, avendo sperimentato diverse proliferazioni di pubblicità navigando vecchie considerazioni, che deve trattarsi di un bug (o un gesto voluto) dei proprietari di piattaforma.

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