Kurt Godel

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Re: Kurt Godel

Messaggio Da Justine il Sab 14 Feb - 6:12

PierpaoloPierpaoli ha scritto:L'infinito esiste come astrazione mentale ma non penso che possa esistere nel mondo reale. Però penso che nessuno possa, al giorno d'oggi, affermarlo con certezza
Astrazione approssimativa, a livello mentale. Se ne deduce dall'abuso che ne fanno coloro che parlano di eternità credendo sì che sia un periodo di tempo vasto, ma vicina su per giù ad un range temporale che va dai dieci minuti (attesa sotto la pioggia) ai due anni (per l'adolescente), ai dieci, ai cento o ai mille/diecimila. Come se fosse tutto lì!

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Re: Kurt Godel

Messaggio Da Sandro il Sab 14 Feb - 13:52

Concordo anch'io...
Secondo me è impossibile avere una concezione completa di infinito, possiamo definirlo matematicamente, ma è un concetto irraggiungibile, nella nostra esperienza tutto ha inizio e fine,i primi siamo noi...sarebbe come,non sò, spiegare cos'è il colore verde ad un cieco dalla nascita...in termini di infinito temporale, una cosa che non riesco a capire è la differenza di "sforzo mentale" tra il pensare che esita un dio eterno che ha creato tutto e pensare che l'universo sia da sempre esistito (in varie forme), la prima non comporta uno "sforzo" maggiore per ottenere la stessa cosa? Magari il fatto che l'essere stati creati da un ente simile e che l'eternità possa essere estesa anche a noi possa in un certo senso confortare chi lo crede..allora può giustificare questo "salto", però si introduce un bisogno in più totalmente soggettivo...a me personalmente non preoccupa più di tanto il nulla della morte, quello che mi sta sulle palle è di non poter decidere quanto vivere "senza accorciare la già breve distanza"..scusate forse sono un po' ot

Sandro
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Re: Kurt Godel

Messaggio Da Sun Tzu il Sab 14 Feb - 14:29

Sandro ha scritto:Concordo anch'io...
Secondo me è impossibile avere una concezione completa di infinito, possiamo definirlo matematicamente, ma è un concetto irraggiungibile, nella nostra esperienza tutto ha inizio e fine,i primi siamo noi...sarebbe come,non sò, spiegare cos'è il colore verde ad un cieco dalla nascita...in termini di infinito temporale, una cosa che non riesco a capire è la differenza di "sforzo mentale" tra il pensare che esita un dio eterno che ha creato tutto e pensare che l'universo sia da sempre esistito (in varie forme), la prima non comporta uno "sforzo" maggiore per ottenere la stessa cosa? Magari il fatto che l'essere stati creati da un ente simile e che l'eternità possa essere estesa anche a noi possa in un certo senso confortare chi lo crede..allora può giustificare questo "salto", però si introduce un bisogno in più totalmente soggettivo...a me personalmente non preoccupa più di tanto il nulla della morte, quello che mi sta sulle palle è di non poter decidere quanto vivere "senza accorciare la già breve distanza"..scusate forse sono un po' ot

Se l'infinito in atto non esiste mi sa che verrebbe alquanto difficile credere per un credente un divinità eterna bhè se l'infinito non c'è come dire che se tale divinità c'è allora non è eterna in quanto un'infinito non c'è?Ma se,al contrario, l'infinito ci fosse allora come concilierebbe una divinità creatrice con un mondo eterno?

l'idea di "eternità" è intimamente correlata all'infinito,l'eternità è pensabile ma non c'è,essenzialmente l'eternità è un tempo infinito ,ma un tempo infinito non c'è se non come dici astrattivamente,il tempo è relativo all'osservatore,e nessun osservatore per quanto posto in diversi spazi e prospettive,percepirà un tempo eterno.

Sappiamo perfettamente che nemmeno questo pianeta durerà in eterno,che la stessa vita su questo pianeta non puo verosimilmente durare in eterno.Non c'è niente che dura in eterno penserebbe Eraclito,in effetti non appena l'attività solare cesserà la stessa vita di questo pianeta cesserà e con essa non ci saranno più divinità,nè infinito,ne più pensiero.

Le divinità si estingueranno quando si estinguerà l'umanità,non perchè gli esseri umani sono divinità,ma perchè varie sono le cose che potrebbero portare a credere,certamente le prove ontologiche sono solo redicolagini che camuffano il bisogno della divinità:il dolore della vita,l'ordine che percepiscono nella natura,la bellezza apparente,gli stessi rapporti umani,lo stesso bisogno di aiuto.

La mente crea angeli e demoni,e la mente stessa puo sciogliersi dalle catene dei primi quanto dei secondi,fino a dichiarare eistenianamente "le religioni sono tutte superstizioni".



Estinto l'uomo si estinguono inesorabilmente anche le sue superstizioni,e l'universo farà il suo corso dimentico che un umanità è mai esistita,e in ciò il credente ci vede un immensa programmazione fantastica,buttato nell'universo li solo per finire.L'universo stesso è dimentico delle divinità,e come diceva Hugo la religione non è nient'altro che l'ombra dell'universo stesso gettato sulle nostra intelligenza.

L'infinito si fermerà davanti l'ineludibilità dell'uomo finito:nè divino nè immortale ma nella sua perenne speranza psicologica di rendersi tale,e questo bisogno lega il credente alla sua divinità:la sua speranza.Spera che in qualche modo non cesserà di essere qualcosa,non derubo speranze illusorie,ma nemmeno mi inginocchio alle illusioni.
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Re: Kurt Godel

Messaggio Da Minsky il Sab 14 Feb - 15:29

Sun Tzu ha scritto:...
Bel discorso. ok2 applaudi

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Re: Kurt Godel

Messaggio Da Justine il Sab 14 Feb - 16:35

Il problema ora risiede nella possibilità di scoprire se qualche altra specie abbia dato via ad un circolo di credenze organizzate secondo propri personali pantheon. Ma questo è questione di tempo; al momento non è possibile escludere che non vi siano altri processi chimici che abbiano dato origine ad encefali dalla capacità elaborativa sufficiente per intessere culti, manie e superstizioni.
Mi auguroche eventuali altre menti siano cresciute su un pianeta poco ostile, in modo da evitare giocoforza la necessità di rispondere agli stimoli con emozioni e paure del tutto fuori luogo e certamente alla base delle fobie più insulse che nell'umano abbiano attecchito

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Messaggio Da Minsky il Sab 14 Feb - 17:00

Justine ha scritto:Il problema ora risiede nella possibilità di scoprire se qualche altra specie abbia dato via ad un circolo di credenze organizzate secondo propri personali pantheon. Ma questo è questione di tempo; al momento non è possibile escludere che non vi siano altri processi chimici che abbiano dato origine ad encefali dalla capacità elaborativa sufficiente per intessere culti, manie e superstizioni.
Mi auguroche eventuali altre menti siano cresciute su un pianeta poco ostile, in modo da evitare giocoforza la necessità di rispondere agli stimoli con emozioni e paure del tutto fuori luogo e certamente alla base delle fobie più insulse che nell'umano abbiano attecchito
Uhmmm... un pianeta "poco ostile" non produrrebbe una pressione selettiva adeguata a favorire la comparsa di esseri altamente organizzati, probabilmente.

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