LA PREDISPOSIZIONE A SVILUPPARE TUMORI

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Re: LA PREDISPOSIZIONE A SVILUPPARE TUMORI

Messaggio Da SauroClaudio il Mar 9 Dic - 23:45

Minsky ha scritto:
SauroClaudio ha scritto:...
grazie!  Grazie degli ottimi consigli Claudio!
Sembrerò pazzo, ma sto ottenendo buoni risultati in un paio di casi mantenendo la vitamina D intorno a 100 ng/ml (come consigliato dai ricercatori), e somministrando anche succo di limone, quattro limoni al giorno (10 erano troppi). La ricerca è iniziata circa un mese fa con delle ecografie, che sono state ripetute adesso: ebbene il tumore si è ridotto ed anche le metastasi, ora aspetto una RMN che mi confermi la diagnosi. Si tratta di carcinomi del colon non trattati con chemioterapia perché i pazienti erano cardiopatici e non avrebbero retto una chemioterapia d'urto. Oltretutto devo segnalare altri effetti positivi, una riduzione dell'insufficienza cardiaca con scomparsa degli edemi perimalleolari, una normalizzazione della pressione arteriosa, una migliore circolazione che si è tradotta in un recupero della memoria ed un parlare più fluido riferito dal paziente come un miglior senso di benessere, potrei continuare con altre piccole cose, ma credo di aver detto l'essenziale. Adesso si tratta di estendere il sistema ad altri, sempre che ci sia un riscontro obiettivo e valido anche con la RM:
Vi farò sapere!


Alla luce di quanto sta emergendo fa benissimo Rasputin a bere tutte le mattine il succo di un limone con succo di pompelmo, perché ha effettivamente un'azione preventiva su molte patologie; le cose semplici, a volte sono quelle più importanti, e questo vale anche per la salute.
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Re: LA PREDISPOSIZIONE A SVILUPPARE TUMORI

Messaggio Da Mandalay il Mer 10 Dic - 7:48

SauroClaudio ha scritto:
Minsky ha scritto:
SauroClaudio ha scritto:...
grazie!  Grazie degli ottimi consigli Claudio!
Sembrerò pazzo,
Spoiler:
ma sto ottenendo buoni risultati in un paio di casi mantenendo la vitamina D intorno a 100 ng/ml (come consigliato dai ricercatori), e somministrando anche succo di limone, quattro limoni al giorno (10 erano troppi). La ricerca è iniziata circa un mese fa con delle ecografie, che sono state ripetute adesso: ebbene il tumore si è ridotto ed anche le metastasi, ora aspetto una RMN che mi confermi la diagnosi. Si tratta di carcinomi del colon non trattati con chemioterapia perché i pazienti erano cardiopatici e non avrebbero retto una chemioterapia d'urto. Oltretutto devo segnalare altri effetti positivi, una riduzione dell'insufficienza cardiaca con scomparsa degli edemi perimalleolari, una normalizzazione della pressione arteriosa, una migliore circolazione che si è tradotta in un recupero della memoria ed un parlare più fluido riferito dal paziente come un miglior senso di benessere, potrei continuare con altre piccole cose, ma credo di aver detto l'essenziale. Adesso si tratta di estendere il sistema ad altri, sempre che ci sia un riscontro obiettivo e valido anche con la RM:
Vi farò sapere!


Alla luce di quanto sta emergendo fa benissimo Rasputin a bere tutte le mattine il succo di un limone con succo di pompelmo, perché ha effettivamente un'azione preventiva su molte patologie; le cose semplici, a volte sono quelle più importanti, e questo vale anche per la salute.


No tu lo sei davvero.

Come ti ho già scritto caro Dott. Sauro scrivere "Saurate" in un forum non è reato,
scriverle da medico riguardo a terapie o diagnosi  SI'.

Come tu certamente saprai (?) fare "ricerca-sperimentazione" necessita dell'approvazione di un comitato etico e del consenso informato dei pazienti, gli studi scientifici si fanno in doppio ceco (sempre che tu riesca a capire di cosa sto parlando) divulgare fantomatici (perché di questo si tratta) risultati miracolosi prima di essene sicuri è pericoloso e criminale soprattutto se in un forum pubblico.
Scrivi tutte le Saurate che vuoi sulla tua rincarnazione sugli spiriti guida e quant'altro
galleggi nella tua testa ma guardati dal divulgare idiozie su pratiche pseudomediche
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Re: LA PREDISPOSIZIONE A SVILUPPARE TUMORI

Messaggio Da Justine il Mer 10 Dic - 8:50

Quoto Mandalay, aggiungo tuttavia che scrivere cose che non stanno né in cielo né in terra non è comunque buona prassi a prescindere, perché la persona disposta a crederci la trovi sempre. Per cui sarebbe buona cosa risparmiarsele

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Re: LA PREDISPOSIZIONE A SVILUPPARE TUMORI

Messaggio Da Rasputin il Mer 10 Dic - 9:01

Mandalay ha scritto:
SauroClaudio ha scritto:
Minsky ha scritto:
SauroClaudio ha scritto:...
grazie!  Grazie degli ottimi consigli Claudio!
Sembrerò pazzo,
Spoiler:
ma sto ottenendo buoni risultati in un paio di casi mantenendo la vitamina D intorno a 100 ng/ml (come consigliato dai ricercatori), e somministrando anche succo di limone, quattro limoni al giorno (10 erano troppi). La ricerca è iniziata circa un mese fa con delle ecografie, che sono state ripetute adesso: ebbene il tumore si è ridotto ed anche le metastasi, ora aspetto una RMN che mi confermi la diagnosi. Si tratta di carcinomi del colon non trattati con chemioterapia perché i pazienti erano cardiopatici e non avrebbero retto una chemioterapia d'urto. Oltretutto devo segnalare altri effetti positivi, una riduzione dell'insufficienza cardiaca con scomparsa degli edemi perimalleolari, una normalizzazione della pressione arteriosa, una migliore circolazione che si è tradotta in un recupero della memoria ed un parlare più fluido riferito dal paziente come un miglior senso di benessere, potrei continuare con altre piccole cose, ma credo di aver detto l'essenziale. Adesso si tratta di estendere il sistema ad altri, sempre che ci sia un riscontro obiettivo e valido anche con la RM:
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Alla luce di quanto sta emergendo fa benissimo Rasputin a bere tutte le mattine il succo di un limone con succo di pompelmo, perché ha effettivamente un'azione preventiva su molte patologie; le cose semplici, a volte sono quelle più importanti, e questo vale anche per la salute.


No tu lo sei davvero.

Come ti ho già scritto caro Dott. Sauro scrivere "Saurate" in un forum non è reato,
scriverle da medico riguardo a terapie o diagnosi  SI'.

Come tu certamente saprai (?) fare "ricerca-sperimentazione" necessita dell'approvazione di un comitato etico e del consenso informato dei pazienti, gli studi scientifici si fanno in doppio ceco (sempre che tu riesca a capire di cosa sto parlando) divulgare fantomatici (perché di questo si tratta) risultati miracolosi prima di essene sicuri è pericoloso e criminale soprattutto se in un forum pubblico.
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Mah (Sdrammatizziamo) secondo me è proprio quello che fa lui, anzi le fa anche in doppio slovacco carneval
Comunque il mio beverone mattutino ha scopi (Oltre ad altre cose) immunitari, se serve ad altro non lo so...
Quoto anche Justine.

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Re: LA PREDISPOSIZIONE A SVILUPPARE TUMORI

Messaggio Da SauroClaudio il Mer 10 Dic - 12:02

Justine ha scritto:Quoto Mandalay, aggiungo tuttavia che scrivere cose che non stanno né in cielo né in terra non è comunque buona prassi a prescindere, perché la persona disposta a crederci la trovi sempre. Per cui sarebbe buona cosa risparmiarsele
Veramente i due anziani non stanno in cielo stanno in terra e mi sono riservato di fare una diagnosi più precisa dopo RM: non so neppure se sia stata la vit D ed il limone o se sia un errore di lettura dell'ecografia per cui aspetto a tirare conclusioni.

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Nel 1990 venne dimesso dall'Ospedale di Tregnago un anziano (78 anni) con un grosso tumore al polmone sx che aveva dato già metastasi anche sul polmone dx; poichè era cardiopatico e diabetico i medici decisero di non fare la chemioterapia perchè non l'avrebbe sopportata. Mandato a casa a morire con una prognosi di tre mesi di vita, non solo visse quattro anni, ma non morì neppure per il tumore ma per un infarto mentre portava una palla di fieno al suo finile.
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Re: LA PREDISPOSIZIONE A SVILUPPARE TUMORI

Messaggio Da Justine il Mer 10 Dic - 12:07

E dagli. Come dissi già in precedenti post, in virtù del mio ipertiroidismo io posso ingozzarmi plurime volte al giorno di casse di carboidrati, senza mettere su un grammo, ed anche dimagrendo, per effetti catabolici muscolari. Ció non significa che ad ogni persona sulla terra si adegua la mia "dieta": se si desse un quinto del mio intake calorico ad una persona media o lievemente sovrappeso, inizierebbero a verificarsi spiacevoli effetti.
Medicina significa saper anche distinguere cosa va bene a -quel- paziente. Non tutti rispondono allo stesso modo, ed a ben più di qualcuno le cure artigianali non fanno alcunché

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Re: LA PREDISPOSIZIONE A SVILUPPARE TUMORI

Messaggio Da SauroClaudio il Mer 10 Dic - 15:29

Justine ha scritto:E dagli. Come dissi già in precedenti post, in virtù del mio ipertiroidismo io posso ingozzarmi plurime volte al giorno di casse di carboidrati, senza mettere su un grammo, ed anche dimagrendo, per effetti catabolici muscolari. Ció non significa che ad ogni persona sulla terra si adegua la mia "dieta": se si desse un quinto del mio intake calorico ad una persona media o lievemente sovrappeso, inizierebbero a verificarsi spiacevoli effetti.
Medicina significa saper anche distinguere cosa va bene a -quel- paziente. Non tutti rispondono allo stesso modo, ed a ben più di qualcuno le cure artigianali non fanno alcunché
Guarda che la Vit D non è una cura artigianale ( ci sono molti studi in merito) ed il succo di limone sarà artigianale ma io penso che faccia molto bene. Che poi curi i tumori questo è un altro discorso. A proposito visto che sei ipertiroidea volevo dirti che alcune forme di ipertiroidismo sembrano legate ad una carenza di colecalciferolo. So che mi consideri meno di zero, ma ti consiglio di fare un dosaggio della Vit D. C'è qualcuno su questo Forum che l'ha già fatto e mi ha chiesto consiglio.
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Re: LA PREDISPOSIZIONE A SVILUPPARE TUMORI

Messaggio Da Justine il Mer 10 Dic - 15:43

Non soffro di avitaminosi, ho ossa robuste (mai una frattura), mangio tuorli d'uovo, salmone, Ovomaltina... Ce n'è a quintali, dipende da altro
Ad ogni modo per me è una sorta di benedizione (laicamente parlando) che il mio corpo funzioni così, non voglio avere un metabolismo normotipico

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Re: LA PREDISPOSIZIONE A SVILUPPARE TUMORI

Messaggio Da SauroClaudio il Mer 10 Dic - 15:53

Justine ha scritto:Non soffro di avitaminosi, ho ossa robuste (mai una frattura), mangio tuorli d'uovo, salmone, Ovomaltina... Ce n'è a quintali, dipende da altro
Ad ogni modo per me è una sorta di benedizione (laicamente parlando) che il mio corpo funzioni così, non voglio avere un metabolismo normotipico
Justine, fai anche intensa attività fisica mi pare di aver capito. Quale è lo sport che pratichi? Sono curioso, perchè anch'io sono stato uno sportivo.
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Re: LA PREDISPOSIZIONE A SVILUPPARE TUMORI

Messaggio Da Rasputin il Mer 10 Dic - 17:25

Justine ha scritto:Non soffro di avitaminosi, ho ossa robuste (mai una frattura), mangio tuorli d'uovo, salmone, Ovomaltina... Ce n'è a quintali, dipende da altro
Ad ogni modo per me è una sorta di benedizione (laicamente parlando) che il mio corpo funzioni così, non voglio avere un metabolismo normotipico

Anch'io ho ossa robuste, ma riesco comunque a rompermele regolarmente prrrrr

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Re: LA PREDISPOSIZIONE A SVILUPPARE TUMORI

Messaggio Da SauroClaudio il Mar 16 Dic - 22:38

L'IMPORTANZA DELLA COMUNICAZIONE CELLULARE
I responsabili della comunicazione cellulare sono generalmente molecole extracellulari secrete da altre cellule o dalla cellula stessa che possono agire sulla cellula stessa, a brevi distanze o a lunghe distanze. Tali molecole sono catturate da recettori (recettori G), che sono spesso proteine transmembrana collocate all'interno della membrana plasmatica con un sito di legame posto nello spazio extracellulare. Le vie di segnalazione coinvolgono per lo più proteine di segnalazione, possono essere relativamente semplici ma più spesso, negli organismi superiori, sono complesse ed interconnesse tra loro, non hanno specifica direzionalità e possono essere lette sia dalla membrana plasmatica verso il citoplasma o il nucleo che viceversa. Le proteine non sono però gli unici attori di queste vie di segnalazione che spesso coinvolgono anche ioni inorganici, fosfolipidi, steroidi e loro derivati. Queste proteine infine fanno convergere la segnalazione a proteine effettrici, la cui conformazione viene alterata mediante opportune reazioni chimiche che possono portare alla loro attivazione o inattivazione. Di queste proteine fanno parte ad esempio i canali ionici, proteine regolatrici di geni, enzimi, proteine strutturali del citoscheletro, recettori intracellulari. Sembra che un fattore determinante nel regolare tali proteine negli animali superiori sia il colecalciferolo e l'ergocalciferolo oltre al retinolo; queste sarebbero strettamente legate anche con i canali del calcio. Si è visto in fatti che in mancanza di colecalciferolo e di ergocalciferolo e retinolo , gran parte di queste proteine vengono a mancare compromettendo l'ingresso del calcio nella cellula. Tali proteine agiscono su altri bersagli scatenando la risposta finale a quella data via di segnalazione che può essere l'alterazione dell'espressione genica, l'alterazione del metabolismo di una o più sostanze, la creazione di complessi proteici, il movimento della cellula per azione sul citoscheletro. Ma quello che è fondamentale nelle cellule staminali è che tali proteine determinano la direzionalità, cioè la capacità a differenziarsi in organi specifici. Questo avviene fin dallo sviluppo dell'ovulo in morula e successivamente in embrione, ma aviene anche nell'organismo adulto dove le staminali da ogni organo si differenziano in cellule adulte secondo linee ben precise. La mancanza determina la perdita di direzionalità, e ciò comparta una replizione indifferenziata delle cellule che vanno a formare il così detto tumore o neoplasia. Tale tumore o neoplasia sarà tanto più indifferenziato, quanto più erano indifferenziate le cellule che perdono la direzionalità. Risulta chiaro quindi che in mancanza di ergocalciferolo, colecalciferolo e retinolo tali cellule perdono la capacità direzionale. Generalmente bastano valori relativamente bassi di queste sostanze (vitamine) per sostenere le proteine necessarie per la comunicazione, però esistono molte sostanze che possono ostacolarne la funzione. Gran parte delle sostanze che agiscono nella cascata infiammatoria ne ostacolano l'azione ( e quindi impediscono la comunicazione cellulare). Fra le sostanze esogene che ostacolano la comunicazione cellulare (e quindi i recettori G di comunicazione) possiamo annoverare le sostanze presente nei catrami, certi prodotti di combustione (benzopirene), il cisplatino che si usa in chemioterapia, certi virus (es il Virus dell'HIV che causa il Sarcoma di Kaposi), l'amianto, le sostanze radioattive e molte altre. Esistono sostanze che facilitano l'azione di queste vitamine, ed in particolare tutte quelle che riducono il processo infiammatorio. In questo senso certe sostanze possono essere più o meno specifiche nell'attivare i recettori G, sempre che siano presenti, anche in minima quantità il colecalciferolo, l'ergocalciferolo, ed il retinolo. Certe sostanze che pur essendo molto attive nel ridurre l'infiammazione come ad esempio il cortisone, sono poco attive nel facilitare l'azione dei recettori G ( chiamati G per pura convenzione, come abbiamo visto le sostanze implicate sono molte), mentre altre sostanze che agiscono con meccanismo diverso risultano molto attive nel facilitare l'azione delle suddette vitamine. Si tratta di sostanze vegetali, in particolare i bioflavonoidi e le antocianine, il coenzima Q, molti oligoelementi e minerali quali ad esempio il magnesio ed il calcio. Tutte queste sostanze hanno anche un ruolo importante nel ridurre l'infiammazione. Da tutto ciò abbiamo capito come la comunicazione fra le cellule sia indispensabile perchè conservino la specificità e la direzionalità, e questo si traduce in particolare nella direzinalità delle staminali. Se pensiamo al feto ad esempio tale meccanismo diventa indispensabile perchè non si abbiano malformazioni fetali anche gravi, se pensiamo alle staminali dell'adulto possiamo far l'esempio dell'osso nel quale le staminali si differenziano nelle varie cellule che ritroviamo nel sangue, globuli rossi, globuli bianchi, piastrine.. Ma così è in ogni organo perchè c'è un ricambio continuo delle cellule vecchie che vengono sostituite da cellule nuove. La partenza avviene sempre da una cellula indifferenziata, che si differenzia progressivamente in cellula adulta con funzioni ben precise. Il meccanismo non è semplice e necessita, come già detto , di quei fattori che determinano la direzionalità.

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Re: LA PREDISPOSIZIONE A SVILUPPARE TUMORI

Messaggio Da SauroClaudio il Mar 16 Dic - 22:40

PERCHÉ MOLTISSIMI TIPI DI TUMORE?

Uno delle obiezioni che sono state mosse alla scoperta dei ricercatori del Moores Cancer Center dell'Università della California, che fanno risalire i tumori (17 tipi di tumore, finora)ad una perdita dei recettori G per mancanza di colecalciferolo (abbiamo visto anche di retinolo) stà nel fatto che esistono moltissimi tipi di tumore a seconda degli organi in cui il tumore si sviluppa e spesso nello stesso organo possono svilupparsi tumori con caratteristiche diverse ad esempio nel tipo di sviluppo, nelle caratteristiche , nella forma, tutte cose che farebbero pensare ad una mutazione genetica, più che ad una regressione a livello di staminali. Tutto questo non tiene conto che la perdita dei recettori G può avvenire a qualsiasi livello di sviluppo delle staminali il che giustificherebbe i diversi tipi di tumore. Ma il punto debole dell’oncologia ufficiale e che giustifica in pieno la scoperta dei ricercatori del Moores Cancer Center dell'Università stà nel fatto che i tumori quando danno metastasi queste troppo spesso si presentano con caratteristiche diverse tanto che spesso non si riesce a trovare nessuna correlazione con il tumore di origine. Faccio un esempio, un tumore che si sviluppa nel colon e da metastasi ossee, troppo spesso le metastasi non sono uguali al tumore di partenza, troppo spesso hanno poche o nessuna correlazione con il tumore di partenza. Ad esempio le metastasi ossee troppo spesso hanno le caratteristiche delle staminali ossee senza nessuna correlazione al tumore originale, quasi come se un secondo tumore si fosse sviluppato nell’osso. Questo giustifica in pieno la scoperta dei ricercatori del Moores Cancer Center dell'Università della California, per il semplice fatto che solo le cellule staminali, ance senza recettori G, riescono ad adattarsi al diverso ambiente in cui si trovano ed ad assumere di conseguenza le caratteristiche ad esempio delle staminali ossee, o di altro organo, anche se diversamente differenziate. Chiaramente capirete anche voi che l’ambiente dell’osso è diverso dall’ambiente del colon, lo stesso dicasi per l’ambiente del fegato o di altro organo, dove possono assumere caratteristiche completamente diverse dal tumore originale. Uno dei punti deboli dell’oncologia ufficiale stà nel fatto che non è mai riuscita a dimostrare né con microscopio elettronico né con altro mezzo, che c’è un alterazione dei geni della replicazione per cui queste si replicherebbero in modo caotico, non si sa come l’alterazione dei geni della replicazione facciano viaggiare sempre la cellula neoplastica verso la glicolisi anaerobica, non si sa perché quando metastatizzano perdano completamente o quasi le caratteristiche delle cellule del tumore originale, in teoria se fosse per una semplice mutazione genetica dovrebbero mantenerle, non essendovi motivo che faccia assumere ad una cellula del colon le caratteristiche di una cellula ossea anche se più o meno staminale. Chiaramente non essendo ancora stata dimostrata l’alterazione genica, ne va di conseguenza che l’oncologia ufficiale perde qualsiasi validità. Solo le staminali, più o meno differenziate, possono adeguarsi all’organo che invadono, perché trovano un ambiente che le indirizza verso quella determinata forma oltre che quel determinato sviluppo. Per questo i ricercatori del Moores Cancer Center dell'Università della California, sono pienamente giustificati e giustificano meglio tutti gli infiniti tipi di tumore, differenziamente differenziati e con caratteristiche che troppo spesso non li fa risalire al tumore di origine.

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Re: LA PREDISPOSIZIONE A SVILUPPARE TUMORI

Messaggio Da SauroClaudio il Mer 17 Dic - 22:14

LA DIETA CHETOGENICA NELLA CURA DEI TUMORI
http://www.ceres-mct.com/it/campi-di-impiego/dieta-chetogenica/?gclid=CICs3InryLoCFcdZ3god_TUAnQ
http://www.pelotti.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=281:dieta-chetogenica-contrasta-il-cancro&catid=1:ultime&Itemid=27
http://www.medimagazine.it/tumori-cerebrali-rispondono-alla-dieta-e-radioterapia/
http://www.aerrepici.org/FORUM/topic.asp?TOPIC_ID=5159
http://www.asmn.re.it/Sezione.jsp?idSezione=10623
http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/oncologia/seno-la-dieta-corretta-dopo-la-diagnosi-di-tumore/6219
 
Traggo quanto scritto da alcuni siti internet estrapolando le parti più significative.


La dieta chetogenica la si usa e la si usava nelle epilessie resistenti ai farmaci, così casualmente si è scoperto che certi tumori cerebrali che causavano l'epilessia, con la dieta chetogenica regredivano e talvolta scomparivano.

Le prime segnalazioni in questo senso sono state fatte nel 1960, però subito non si è data importanza alla cosa pensando che le regressioni fossero dovute ad altre cause.

Ma che cos'è la dieta chetogenica?

La dieta chetogenica consiste in un alimentazione squilibrata, e cioè ricchissima di grassi e povera di proteine e di carboidrati.

Normalmente la dieta chetogenica si compone di un 80% di grassi, in un 10% di proteine, e in un 10% di carboidrati.

Tale dieta è rimasta tale da prima che si scoprisse che faceva regredire certe neoplasie.

Solo recentemente si è scoperto che l'acetone che si forma con un eccessivo consumo di grassi, diventa letale per numerosi tumori maligni perché non riescono ad utilizzarlo come alimento a differenza delle cellule sane.

A questo proposito bisogna dire che i tumori più sono maligni e quindi quanto più sono legati alla glicolisi anaerobia hanno molto più bisogno di glucosio delle cellule normali.

Il glucosio nel sangue non deve mai scendere sotto i 40 mg/dl altrimenti si va in coma, ma mentre questo livello di glucosio è sopportabilissimo dalle cellule normali, non è sopportato dalle cellule tumorali maligne che si avvalgono della glicolisi anaerobia.

Le cellule tumorali necessitano di livelli di glucosio di almeno 70 mg/dl per svilupparsi, se il valore scende sotto i 70 vanno in crisi.

Nella dieta chetogenica il glucosio deve essere continuamente monitorato per non scendere sotto i 45 mg/dl, ma i corpi chetonici sono alti per l’alto apporto di grassi e lo scarso apporto di zuccheri.

Le cellule tumorali, più sono maligne, più vanno sono sensibili a scarsi livelli di glucosio; con 45 mg/dl di glucosio non riescono ad alimentarsi e vanno in necrosi, cioè muoiono.

Comunque sia chiaro che la dieta chetogenica è una dieta estrema, certamente da usare solo nei centri oncologici perché i paziente va continuamente monitorato (in particolare la glicemia non deve scendere sotto i 40 mg/dl altrimenti si va in coma e si possono avere gravi sofferenze neurologiche.

La base della dieta chetogenica si basa sulla considerazione che il tumore sia una condizione patologica strettamente legata al metabolismo, e quindi che le alterazioni più o meno differenziate del DNA siano dovute ad alterazioni metaboliche che ne favoriscono lo sviluppo e la diffusione.

Dice il sito” Può una dieta chetogenica finalmente un "standard di cura" drug-free trattamento per il cancro? Personalmente, credo che sia assolutamente indispensabile, per qualsiasi tipo di cancro che si sta cercando di affrontare, e speriamo che un giorno tale metodo possa essere adottato  come prima linea di trattamento per certi tipi di tumori, e cioè quelli che rispondono meglio a tale dieta.

Una dieta chetogenica prevede eliminando tutti i carboidrati, cerali e verdure amidacee, e la loro sostituzione con grassi sani e poche proteine di alta qualità ed una piccola quantità di zuccheri complessi (pasta, pane , riso ecc). Non devono mai essere usati gli zuccheri semplici (saccarosio, glucosio ecc)

La premessa è che, poiché le cellule del cancro hanno bisogno di glucosio per prosperare, e i carboidrati si trasformano in glucosio nel nostro corpo, quindi abbassare il livello di glucosio nel sangue con una restrizione di carboidrati e proteine, produce una grande sofferenza alle cellule tumorali ed il tumore può fermarsi o addirittura andare in necrosi.

Se si riduce anche l'apporto proteico, il tumore andrà in sofferenza ancora maggiore, perché non riuscirà più a costruire quella rete di capillari che gli sono indispensabili ed a trasformare le proteine in glucosio. Le proteine già presenti nel corpo umano generalmente non vengono mobilitate da un ipoglicemia.

In pratica si è visto che con un apporto di grassi dell'80%, ed un apporto proteico del 10% ed un apporto in carboidrati del 10%, anche i carcinomi vanno in necrosi.

Bisogna inoltre tener presente che l'acetone stesso deve essere continuamente monitorato, perché se supera una certa soglia può essere di danno per vari organi, quali rene, fegato, encefalo ecc.

Comunque è una dieta che si comincia a prendere in considerazione anche presso i centri oncologici, come supporto alle terapie convenzionali.

Il punto forte di questa dieta sta nel fatto che le cellule tumorali sono molto più sensibili all'acetone delle cellule normali.

Mentre dalle cellule normali l'acetone può essere accettato come alimento, questo non si verifica per le cellule tumorali, che addirittura dall'acetone subiscono gravi danni con rottura delle membrane e blocco della glicolisi anaerobia.

In questo senso sono molto più sensibili all'acetone i tumori altamente maligni perché sono quelli che hanno le membrane più "fragili".

C'è chi sostiene fra gli oncologi che è molto meglio ridurre a zero le proteine e mantenere nell'alimentazione una certa quantità di carboidrati, e questo perchè l'organismo dei carboidrati non può farne a meno, pena un ipoglicemia che porterebbe al coma, mentre delle proteine può farne tranquillamente a meno per sei mesi, visto che le cellule normali dell'adulto hanno una grandissima resistenza ad un ipoproteinemia, mentre le cellule tumorali in carenza di proteine vanno subito in necrosi.

Non bisogna dimenticare che con una carenza proteica limitata nel tempo, le cellule tumorali non possono più costruire vasi sanguigni, ed è solo attraverso i vasi sanguigni che il tumore si alimenta e può espandersi.

Una carenza proteica insomma provoca una regressione del tumore, se non addirittura la morte.

Questo ci riporta alle cellule staminali (abbiamo già visto che il tumore è costituito da staminali che hanno perso la direzionalità e quindi si replicano in modo caotico dando metastasi)

Come già dicevo la dieta chetogenica sta prendendo piede presso numerosi centri oncologici, ma attualmente come compendio alle terapie convenzionali.

Sarebbe interessante abbinare tale dieta alla terapia con il calore e ad altre sostanze antitumorali che sono emerse negli ultimi anni.

Il grave è che gli stessi oncologi hanno difficoltà a discostarsi dalle terapie convenzionali perché devono attenersi ai protocolli, e se il paziente muore possono essere accusati dai famigliari di omicidio colposo.

Pertanto, la medicina è ferma, con pochissimi progressi, e questo anche nell’interesse delle case farmaceutiche.

CBN News ha recentemente pubblicato un articolo sulla dieta chetogenica . Chiaramente, molte persone si stanno rendendo conto che ciò che abbiamo fatto in termini di lotta al cancro semplicemente non funziona, e non possiamo permetterci di continuare nello stesso modo. La Prevenzione deve essere affrontate se mai si vuole invertire la tendenza sulla crescente incidenza del cancro in tutti i gruppi di età. Ma ancor più sorprendente, in termini di trattamento, è che il cancro può rispondere alla sola dieta.

"Dr. Fred Hatfield è un ragazzo impressionante: un campione di sollevamento di potenza campione, autore di decine di libri, un uomo d'affari milionario con una bella moglie. Ma ti dirà la sua più grande realizzazione è che sta uccidendo il suo cancro proprio nel momento giusto, "

CBN News scrive. "I medici mi hanno dato tre mesi di vita a causa di un diffuso tumore metastatico (carcinoma del colon metastatizzato) nella mia struttura scheletrica", ha ricordato. "Tre mesi, tre medici diversi mi ha detto la stessa cosa."

Dr. Hatfield si preparava a morire quando ha sentito parlare di terapia metabolica, conosciuta anche come la dieta chetogenica. Non aveva niente da perdere così ha fatto una prova presso un Centro Oncologico, e ... ha funzionato. Il cancro scomparve completamente, e al momento della sua intervista (sopra), era guarito.

"'Abbiamo aumentato notevolmente la sopravvivenza con la terapia metabolica,' [Dr. D'Agostino] ha detto. 'Così pensiamo che sia importante per conoscere questa informazione.' Non sono solo i topi di laboratorio. Dr. D'Agostino ha visto anche il successo simile in persone - un sacco di loro. 'Sono stato in corrispondenza di un numero di persone', ha detto. 'Almeno una dozzina negli ultimi anno e mezzo a due anni, e tutti loro sono ancora in vita, nonostante le probabilità. Quindi questo è molto incoraggiante. '"

Si pensi che molte persone affette da tumore, in fase terminale, persone che si sono già sottoposte a cicli di chemioterapia, e sono state mandate a casa a morire, sono un numero consistente e particolarmente significativo.

Dr. D'Agostino spiega come la dieta chetogenica può avere un drammatico (e rapido) effetto sul cancro. Tutte le cellule del vostro corpo sono alimentati dal glucosio. Questo comprende cellule tumorali. Tuttavia, le cellule tumorali hanno un difetto fatale interno - non hanno la flessibilità metabolica delle cellule normali e non possono adattarsi a usare i corpi chetonici come combustibile, come possono fare tutte le altre cellule .

Così, quando si altera la propria dieta e la si trasforma in quella conosciuta come "grasso-adattata," il tuo corpo inizia a utilizzare il grasso come carburante, piuttosto che i carboidrati. Quando si passa dai carboidrati ai grassi sani, si fa morire di fame il cancro che, dal momento che non si fornisce più il carburante necessario - glucosio - per la loro crescita. Come D'Agostino spiega:

"Le cellule normali hanno la flessibilità metabolica necessaria per adattarsi dall’ utilizzare il glucosio all’ utilizzare i corpi chetonici., Ma le cellule tumorali non hanno questa flessibilità metabolica. Così possiamo sfruttare questo"

Io aggiungerei, non solo il glucosio, ma anche le proteine, perché è con quelle che il tumore costruisce vasi e DNA per svilupparsi.

E’ un principio semplice, come la terapia con il calore che vedremo in seguito.

Uno dei miei mentori principali sull’importanza dell’ insulina e della leptina, Dr. Rosedale. è stato uno dei primi professionisti a sostenere una dieta sia a basso contenuto di carboidrati e sia moderato di proteine (e quindi con grasso di alta qualità) dieta. Questo era in contrasto con la maggior parte dei sostenitori del basso consumo di carboidrati, che erano, e sono tuttora, molto propensi, se non la promoventi, un alto contenuto proteico, come un sostituto per i carboidrati. Le proteine si potrebbero anche eliminare completamente, almeno nella prima fase, perché le cellule normali resistono ad una mancanza proteica per sei mesi mentre i tumori hanno bisogno di molte proteine per svilupparsi. C’è da dire anche che una dieta con uno scarsissimo introito proteico, non comporterebbe un abbassamento delle difese immunitarie.

Se voi o qualcuno che conosci è sfidato dal cancro, l'opzione più sana potrebbe essere quella di sostituire i carboidrati con grassi benefici, e limitare la vostra proteina a fonti di alta qualità biologica, dice il Dr. Rosedale che consiglia 0,2 grammo di proteine per chilogrammo di massa magra del corpo, che per la maggior parte delle persone sarà di circa 20 grammi di proteine al giorno (o 0,2 grammi per chilo di peso corporeo ).  La chiave è quello di aggiungere grassi sani per sostituire i carboidrati e proteine in eccesso. L’oncologo Giuseppe Nacci consiglia di togliere completamente le proteine, mantenendo un apporto di carboidrati minimo, sufficiente a mantenere la glicemia a 45 mg/dl; tale dieta senza proteine potrebbe in teoria essere mantenuta per sei mesi senza che il sistema immunitario venga compromesso; c’è da dire comunque che una dieta simile per sconfiggere il tumore andrebbe mantenuta per un periodo molto più corto, massimo di 1-2 mesi.

Quale dieta quindi:

Olive e olio d'oliva extra vergine 200 gr (1800 calorie)

Riso o pasta 50 gr (180 calorie)

Frutta o verdura (per il valore di 150 calorie)

Gli alimenti proteici si sospendono per almeno tre mesi.

Tale composizione dei pasti permette una formazione ottimale dei corpi chetonici. Negli anni ’60 dello scorso secolo è stato appurato che i grassi MCT(a media catena) dispongono di un effetto chetogenico ancora più elevato rispetto ai tradizionali grassi LCT (saturi a lunga catena), ovvero a parità di grassi assunti, aumenta la formazione dei corpi chetogeni. È quindi stata sviluppata la dieta chetogenica a base di grassi MCT, la quale prevede il 80% di grassi MCT, 10% di grassi LCT, 10% di proteine (come già detto l’apporto proteico si può completamente sospendere per tre mesi). La dieta chetogenica tradizionale e quella a base di grassi MCT presentano effetti simili, tuttavia quest’ultima permette di aumentare le quantità di carboidrati assunti, aumentando quindi le possibilità alimentari e rendendo la dieta più variegata.

Altri fattori di stile di vita che sono stati trovati ad avere un impatto sulla malattia cronica e il cancro includono:

Vitamina D: Ci sono prove schiaccianti che punta al fatto che la carenza di vitamina D svolge un ruolo cruciale nello sviluppo del cancro. (lo vedremo anche più avanti); la Vit D inoltre viene potenziata dall’azione del retinolo (Vit A)

Numerose sostanze tumorali sono emerse negli ultimi tempi, curcumina, ipericina, principi della Graviola.

 Ottenere sonno adeguato: sia in termini di dormire a sufficienza, e dormire tra alcune ore

C'è un picco di melatonina che si verifica tra la mezzanotte e le 01:00 che non si vuole perdere, perché le conseguenze sono assolutamente spettacolari. La melatonina non è solo un ormone del sonno, ma è anche un antiossidante molto potente. Si riduce la quantità di estrogeni il corpo produce e stimola il sistema immunitario.

Ribadisco ancora una volta che la dieta chetogenica deve essere attuata solo da un Centro Oncologico, perché durante tale dieta il paziente va continuamente monitorato (glicemia, corpi chetonici, elettroliti, ECG, EEG ecc); se uno la fa di suo può andare incontro al coma ed alla morte.
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Re: LA PREDISPOSIZIONE A SVILUPPARE TUMORI

Messaggio Da SauroClaudio il Ven 19 Dic - 22:28

LA CURA DEI TUMORI CON IL CALORE
Traggo quanto riportato da alcuni siti internet:
http://www.curadelcancro.it/articoli/curare-con-il-calore.html
http://www.ipertermiaitalia.it/newiper/articoli/febbre.html
http://www.lamescolanza.com/TEMP=2009/052009/tumoricheguarisconoconlafebbre=060509.html
 
 
La sensibilità delle cellule tumorali nei confronti del calore è cosa nota da tempo. Per altro, questa sensibilità è decisamente superiore a quella delle cellule sane. Quando la temperatura si porta da 37°C a 42°C, inizia una vera e propria moria di cellule cancerose. Questo effetto è attualmente sfruttato dalla terapia Ipertemica antitumorale, che in sostanza si sostituisce alle stesse capacità dell’organismo di produrre una salutare reazione febbrile. Inoltre, diversi studi hanno anche dimostrato che cellule tumorali sottoposte per circa sei ore ad una temperatura di 41°C iniziavano a produrre linfociti T, che sono fondamentali per le difese immunitarie, conclude Perugini Billi.

 

 

In Italia vi sono alcuni centri specialistici che curano i tumori proprio con una sorta di febbre indotta. Tale terapia viene definita Ipertermia. Si tratta di una terapia non invasiva effettuata con un apparecchio che produce una radiofrequenza allo scopo di direzionare il calore direttamente sull’organo malato. Il Synchrotherm RF 13.56, questo il nome dell’apparecchio, provoca un riscaldamento localizzato a una temperatura di circa 43°-44° C. «L'ipertermia è impiegata nella cura dei tumori poiché le cellule tumorali avendo una membrana aberrante temono il calore. La loro membrana cellulare non riesce a smaltirlo adeguatamente e quindi si innesca un meccanismo di morte cellulare denominato apoptosi. Inoltre localmente il danno da chemioterapia e/o radioterapia concomitante viene amplificato. Non da ultimo il calore attiva localmente le cellule del sistema immunitario potenziando la risposta contro il tumore. Può essere impiegata nella cura di tutti i tumori solidi a patto che non vi sia imponente versamento ascitico o pleurico» spiega il dr. Carlo Pastore.

Un altro dei motivi per cui le cellule cancerose sono molto più sensibili alla febbre sarebbe la loro modalità di respirazione attraverso la glicolisi anaerobica.

Tale respirazione con l'ipertermia cessa completamente e la cellula tumorale muore.

Questo si verifica anche nei carcinomi con metastasi, scompare il tumore primario e le metastasi.

In passato dopo febbri molto alte si era notata una completa scomparsa di tumori maligni e si era gridato al miracolo.

E' incredibile dice il dr .Carlo Pastore che un sistema così semplice non abbia preso piede e non sia entrato nella terapia ufficiale, o meglio è entrato in alcuni centri ma solo come compendio della chemioterapia.

http://www.youtube.com/watch?v=KdKBJMT3e6U

 

Ma la febbre molto alta già da sola è sufficiente a debellare parecchi tipi di tumore maligno senza bisogno di intossicare l'organismo con farmaci molto tossici.

Ma purtroppo non esistono studi sufficienti o perlomeno sono ancora in corso.

Provocare febbri molto alte in pazienti sarebbe semplicissimo utilizzando l'opportuno antigene.

Facendo viaggiare la febbre intorno ai 43 gradi si provocherebbe la morte completa di tutte le cellule tumorali e le cellule sane resterebbero vive ed in grado di riprendersi completamente.

Ovviamente per una febbre così alta il paziente deve essere ospedalizzato e monitorato continuamente.

Anche i rischi sarebbero minimi, basterebbe somministrare al paziente un anticonvulsivante, ad esempio del fenobarbitale (che non costa nulla, per scongiurare gli eventuali rischi di convulsioni.)

Ma la terapia con la febbre costa troppo poco, per questo non si è imposta (per motivi etici dicono ).

 

E chissà che molte guarigioni da tumori repentine e quasi immediate per le quali si è invocato il miracolo, non siano state causate proprio da febbri belle alte che hanno distrutto le cellule tumorali (vedi Lourdes ecc)

 Poi è importante non usare antipiretici  per abbassarla, perché gli antipiretici inibiscono un enzima importantissimo, la glutatione - perossidasi che riduce i radicali liberi ed aumenta le difese immunitarie.

Forse avremmo anche qualche tumore in meno.

Ho telefonato proprio oggi all'Istituto di Medicina Biologica di Milano per sapere se ci sono degli studi in merito alla febbre sistemica tramite la tossina di Coley. Ho parlato con un medico e mi ha detto che non lo sa perchè loro trattano solo apparecchi che focalizzano le radioonde sul tumore in modo da portare la massa tumorale a 42 gradi.

Mi ha detto che questa pratica è abbastanza nuova e sono pochi finora i centri che hanno questi apparecchi, ma che con questi apparecchi si ottengono dei risultati straordinari, si rende più sensibile il tumore al chemioterapico ed alla radioterapia e questo è molto intuitivo da capire, per cui si può usare il chemioterapico in dosi minori e così pure la radioterapia.

Gli ho chiesto perchè non tutti i Centri Oncologici ne fossero provvisti, e mi ha risposto che alcuni anni fa hanno fatto un convegno a Milano sulla terapia con il calore ed hanno incontrato resistenze enormi, perchè molti Centri Oncologici avevano paura che la terapia tramite il calore andasse a sostituire la chemioterapia e la radioterapia.

Invece no, con la terapia con il calore si potevano ridurre considerevolmente i chemioterapici e la dose di raggi X; ma quanto c'è voluto perchè lo capissero! E nonostante i risultati veramente straordinari, pochi centri si sono forniti sinora di queste apparecchiature il cui funzionamento è molto semplice.

Mi ha detto che per eventuali studi con la Tossina di Coley e febbre sistemica dovrei rivolgermi all'Associazione Europea di Ipertermia comunque mi ha detto che adesso l’ipertermia sistemica si ottiene con i raggi infrarossi; questi sono molto più sicuri della tossina di Coley, che finora ha dato scarsissimi risultati.

E' bello che mi ha detto: "lei dottore capisce vero, perchè ci sono tutte queste resistenze " Io gli ho risposto : "Capisco benissimo"

Molti centri oncologici comunque ultimamente si stanno attrezzando per abbinare la febbre e poter ridurre al minimo gli effetti collaterali delle terapie convenzionali, vedi il Centro Oncologico del Prof . Mancuso di Milano, il Centro Oncologico di Verona, di Pavia, di Roma e molti altri.

Ricapitolando ed aggiungendo altre cose:

 

l’ipertermia oncologica è attualmente un trattamento che può essere utile per molte forme tumorali, è pur usando la terapia convenzionale permette la riduzione di chemioterapici e radiazioni, con il vantaggio che ne deriverebbero minor effetti tossici da questi.

Il principio base dell’ipertermia oncologica è quello di surriscaldare le cellule tumorali, a temperature che superano di molto il valore fisiologico. E’ ormai accertato che ad un valore di 43-44 gradi le cellule tumorali muoiono sicuramente, mentre le cellule normali resistono anche a 48 gradi. Il principio pertanto è semplicissimo. Il calore altera l’omeostasi delle cellule neoplastiche, soprattutto la glicolisi anaerobia, inducendo danni al DNA ed alle membrane e conseguente necrosi

Migliora inoltre enormemente l’ingresso dei farmaci chemioterapici, in tal modo si possono ridurre gli effetti tossici.

Inoltre la febbre alta stimola molto il sistema immunitario favorendo il riconoscimento da parte dei leucociti delle cellule tumorali come corpi estranei. I leucociti in tal modo si mettono in azione e provocano l’eliminazione delle cellule tumorali.

Inoltre la febbre alta blocca l’angiogenesi, stimolando la produzione di una proteina, (chiamata PAI-1) capace di inibire la formazione di nuovi vasi sanguigni. Il tumore per svilupparsi ha bisogno di sviluppare rapidamente nuovi vasi sanguigni, se gli viene tolta questa possibilità il suo sviluppo si ferma e regredisce. Inoltre non sarà più in grado di mandare cellule tumorali in circolo con la formazione di metastasi.

Vi sono diversi tipi di terapia oncologica in base alla localizzazione del tumore ed all’area da trattare.

La principale tipologia d’ipertermia viene definita capacitiva poiché è una tecnica non invasiva che applica il calore nel punto interessato con particolari radiofrequenze. Questo permette che la zona dove è localizzato il tumore venga portata a 44°, una temperatura che manda in necrosi le cellule tumorali.

Total Body: prevede l’applicazione, mediante frequenze all’infrarosso. Questa mira a riscaldare l’intero organismo per stimolare il sistema immunitario. Può in tal modo portare l’intero corpo a 42 gradi  ed è particolarmente utile in caso di metastasi ma tuttora in fase sperimentale.

La tossina di Coley non si usa più perché troppo rischioso indurre la febbre con una tossina, e poi da una febbre molto variabile con molti insuccessi.

Terapia intra operatoria perfusionale: è un tipo di ipertermia che ha lo stesso meccanismo di funzionamento delle altre ma che viene eseguita sul sangue. In pratica il sangue viene riscaldato a 43° e poi riinfuso nell'organismo del paziente. E' una metodica abbastanza invasiva e poco usata.

Tutti i tumori possono essere trattati con l'ipertermia., ad esempio l'esecuzione focalizzata per un tumore solido è abbastanza rapida, dura in media 45- 60 minuti e non necessita di ricovero. Può essere eseguita nell'ambulatorio oncologico e non provoca alcun dolore al paziente.

La procedura è molto semplice: il paziente viene fatto sdraiare sul lettino e gli vengono applicate due piastre (chiamate anche elettrodi)collegate alla macchina che eroga le onde elettromagnetiche. Il paziente non avverte mai una sensazione di calore nelle piastre.

Le piastre vengono applicate ed orientate in modo che le onde elettromagnetiche si focalizzano sul tumore portandolo a 44 gradi e quindi alla necrosi.

Finita la seduta il paziente può tranquillamente tornare a casa.

Per maggior sicurezza che il tumore sia andato in necrosi, si eseguono 4-5 di queste sedute.

Se il tumore è particolarmente aggressivo si può abbinare l'ipertermia alle terapie convenzionali, con il vantaggio che l'ipertermia favorisce maggiormente l'efficacia della chemioterapia e dalla radioterapia e può addirittura permettere che si usino dosaggi inferiori di chemioterapici e di raggi X.

La terapia con il calore ha diversi vantaggi

 -breve durata

 - assenza completa di tossicità

 -minori danni ai tessuti se non addirittura assenti

 -riduce la necessità di sottoporre il paziente ad un intervento chirurgico

L'ipertermia oncologica va eseguita sempre ed esclusivamente da un medico oncologo.

Vediamo finora l'efficacia dell'ipertermia dagli studi finora condotti:

- Glioblastoma: il trattamento nei confronti della sola chemioterapia aumenta da 15 al 31 %

-Carcinoma mammario recidivante: una remissione completa in una percentuale che va da 38 al 60% dei casi

-Carcinoma della cervice uterina: si parla di una remissione completa in una percentuale che va dal 53 al 87 % dei casi.

Tralascio altri tumori perchè non ci sono studi attendibili perlomeno su larga scala e sono tuttora in esecuzione, ma i risultati definitivi si avranno frà qualche anno.

Fortunatamente molti Centri Oncologici si stanno attrezzando con la cura con l'ipertermia ed è sufficiente fare una breve ricerca su internet per trovarli.

Un ultima cosa: a parte i tumori, anche nelle malattie infettive, la febbre non andrebbe mai abbassata a meno che non superi i 39,5 gradi (a parte il bambino che è un caso a parte).

Infatti la febbre è una risposta naturale dell’organismo alle infezioni e seve per una  maggior sintesi di anticorpi; abbassarla significa molto spesso cronicizzare la malattia.

Dare antipiretici ad uno che ha un tumore è indice della più completa ignoranza in materia, perché con l’abbassamento della febbre si riduce la risposta immunitaria dell’organismo.

Se presente dolore causato dal tumore non conviene usare FANS, ma farmaci che non abbassano la febbre tipo  il Tramadolo Cloridrato e nei casi più gravi la Buprenorfina Cloridrato.

Esiste attualmente una clinica in Germania che da la massima importanza al sistema immunitario ed alle tossine esogene per stimolarlo. Mentre Coley usava batteri vivi, questa clinica usa lisati di batteri morti per stimolare la febbre per le cellule tumorali e con ottimi risultati; inoltre sono stati trovati anche virus specifici che attaccano le cellule tumorali.

Riporto il sito:

http://www.praxis-thaller.de/krebstherapie_italienisch.html

“”Febbre, virus e cellule immuni autologhe nella terapia biologica

del cancro di stadio avanzato
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Re: LA PREDISPOSIZIONE A SVILUPPARE TUMORI

Messaggio Da SauroClaudio il Lun 22 Dic - 22:46

In quest’ottica, e cioè dell’attività del colecalciferolo e del retinolo nell’attivare i recettori G di comunicazione ed in particolare i recettori G delle cellule staminali, che perdendo la direzionalità si replicano in modo scoordinato e danno origine al tumore più o meno differenziato, occorre precisare una cosa importante che forse non ho mai detto e cioè che nel tumore inevitabilmente troviamo un PH acido e questo perché sia attiva al massimo la respirazione anaerobica. Se il PH cellulare, come abbiamo già visto si aggira su valori di 6,9, nel tumore possiamo avere valori che scendono addirittura sotto i 6, e cioè 5,8-5,9.

Se il PH ematico deve mantenersi necessariamente intorno a valori di 7,35-7,45 con delle modeste variazioni , prima che insorgano dei problemi (tali variazioni che potremmo definire fisiologiche si aggirano intorno a 7,20-7,60), così non è per il PH cellulare che può subire variazioni molto più marcate, e questo si verifica proprio nel caso dei tumori o cancri che dir si voglia. Ora avrete sentito parlare di alimenti alcalinizzanti e di alimenti acidificanti, ebbene si intende quegli alimenti che portano il PH fisiologico ematico intorno ai valori limite di questa modesta oscillazione, e cioè gli alimenti alcalinizzanti possono portare il PH ematico intorno a 7,60 e gli alimenti acidificanti possono portare il PH ematico intorno a 7,20. Ora però dobbiamo chiederci che significato possono avere queste modeste oscillazioni per il PH intracellulare: ebbene con mia grande sorpresa, spulciando testi di fisiologia ho scoperto che il significato può essere notevole, e cioè un PH ematico “alto” può inflenzare in modo decisivo anche il PH intracellulare. Questo significa che con un PH intorno a 7,50 le cellule non riescono più a mantenere al loro interno un PH acido e lo portano necessariamente verso la basisicità perché con un PH esterno “alto” lo sforzo di pompare ioni all’esterno diventa eccessivo per mantenere un acidicità intracellulare.

Questo, non l’ho ancora detto, ha delle implicazioni enormi, perché con un PH intracellulare superiore a 6,5 la glicolisi anaerobica non riesce più a funzionare, cioè il tumore non respira più e necessariamente muore. Da qui si comprende quanto sia importante avere una dieta alcalina, cioè con alimenti alcalini che sono costituiti soprattutto da verdure e da frutta. Ci sono delle tabelle belle e pronte se fate una ricerca su Internet sugli alimenti che portano il PH verso il basico ed alimenti che lo portano verso l’acido, pertanto non mi dilungherò a elencarli. Bisogna anche dire che i recettori G cellulari funzionano con un PH tendenzialmente basico, mentre tendono ad essere inattivati da un PH acido. Queste considerazioni non sono mie, ma addirittura dipendono da uno studio molto approfondito del Arizona Cancer Center (University of Arizona), che in questo senso ha fatto degli studi molto approfonditi. Negli Stati Uniti si stà imponendo per i tumori la così detta “Dieta Crudista” che si avvale soprattutto degli alimenti crudi però con esclusione degli alimenti animali; ebbene la dieta crudista si avvale soprattutto di frutta e verdura, e sembra che i risultati ci siano anche se non sono stati condotti studi randomizzati (la case farmaceutiche non li farebbero mai). A questo punto sembrerebbe avere perlomeno in parte ragione Simoncini che utilizza il Bicarbonato di sodio come alcalinizzante dicendo che tutti i tumori sono causati dalla Candida, in realtà la Candida è stata isolata dal 92% dei tumori. La candida si sa che non sopporta un ambiente alcalino e necessita per svilupparsi di un ambiente acido. Inoltre non si capisce perché la Candida debba far viaggiare tutte le cellule tumorali, tanto più sono indifferenziate, verso una glicolisi anaerobica. Al di la di queste considerazioni è indubbio che il bicarbonato di sodio è il più potente alcalino che possiamo assumere, però è indispensabile indicare un aspetto per la somministrazione di questa sostanza e per non incorrere in gravi danni da bicarbonato: è indispensabile, caso mai assumerlo per bocca in modo che l’organismo abbia il tempo di ripristinare il suo PH entro valori fisiologici anche se tendenzialmente alti (ma mai dannosi o pericolosi). L’assunzione per via endovenosa è pericolosa perché non potrebbe lasciare il tempo all’organismo di mettere in atto i suoi meccanismi di correzzione. Ma andiamo avanti, visto che il PH è stato studiato anche dal Arizona Cancer Center (University of Arizona), cosa hanno scoperto i ricercatori??  E’ stata studiata la somministrazione orale di bicarbonato di sodio in TOPI con cancro alla mammella, intrapresa allo scopo di aumentare il pH sistemico e ridurre conseguentemente l'acidità periferica della neoplasia; i risultati sono stati positivi e dopo l'utilizzo del bicarbonato di sodio è avvenuta una moderazione della formazione di metastasi spontanee originante dal cancro al seno delle cavie. La terapia ha anche ridotto il coinvolgimento linfonodale ma NON ha diminuito il relativo numero di cellule tumorali circolanti all'interno del torrente linfatico stesso. Inoltre, la somministrazione di bicarbonato di sodio per via endovenosa in altri modelli di cancro si è dimostrata utile nella riduzione delle metastasi epatiche e della prostata MA non ha sortito alcun effetto benefico sulle compromissioni tagumentarie di tipo MELANOMA. Chiaramente il PH non basta per sconfiggere il tumore occorrono altri accorgimenti; ed ecco che la dieta crudista (che si avvale soprattutto di frutta e verdura non cotti) è ricca di FLAVONOIDI, di gruppi S-H (quelli dell’aglio e della cipolla e delle brassicacee)e se la estendiamo ai frutti di bosco (Lazaeta) di ANTOCIANINE (mirtillo, sambuco nero, ribes nero) che sono potentissimi nell’attivare i recettori G di comunicazione intracellulare, oltre a tutte le vitamine importantissime per una corretta respirazione cellulare attraverso i mitocondri.. Veramente con queste sostanze bastano valori molto bassi di Colecalciferolo e retinolo, perché le cellule restino unite, cioè sono quelle sostanze che agiscono in opposizione alle sostanze tumorali (benzopirene, catrami, asbesto ecc).

Detto ciò penso di potermi congedare per non scrivere un papiro troppo lungo che nessuno leggerebbe. (Prima o poi metterò insieme tutti questi miei scritti e scriverò un libro.

Simoncini è stato radiato dall’Ordine dei Medici perché gli è morto un paziente ed un altro è stato male ed ha avuto bisogno di ricovero, ma quanti muoiono o stanno male durante la chemioterapia con cisplatino od ossiplatino????? L’oncologo Giuseppe Nacci è stato radiato dall’Ordine dei Medici perché ha avuto il coraggio di rendere pubblici i risultati della chemioterapia, e soprattutto perché ha detto che lui se avesse un tumore non si sottoporrebbe mai ad una chemioterapia (gli introiti per la chemioterapia delle case farmaceutiche, solo in Italia, sono di 30 miliardi di euro all’anno, ci sarebbe da risollevare la nazione, con il bicarbonato, si intende  )
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Re: LA PREDISPOSIZIONE A SVILUPPARE TUMORI

Messaggio Da SauroClaudio il Lun 29 Dic - 11:43

Per i tumori ero partito dalla scoperta che avevano fatto i  ricercatori del Moores Cancer Center dell'Università della California, relativamente all’importanza del colecalciferolo (Vit D3) per sostenere i recettori G di comunicazione fra le cellule, e che se questi mancano le cellule impazziscono e perdono la direzionalità, le cellule già mature possono regredire a livello di staminali, e le cellule staminali a qualunque livello si trovino, possono, perdendo la direzionalità dare origine al tumore. Successivamente ho introdotto anche l’importanza del retinolo (Vit A), per mantenere intatti questi recettori e perché le cellule non perdano la direzionalità. Questo l’ho ricavato da numerosi studi che sono stati fatti in seguito e da un colloquio che ho avuto con il Prof. Paolo Pontiggia del centro termooncologico di Pavia il quale mi ha detto che se, in caso di tumore, si mantengono i valori di colecalciferolo e di retinolo a livelli massimi del range terapeutico è quasi come fare una chemioterapia classica, senza però avere gli effetti collaterali sulle cellule normali, praticamente vengono colpite solo le cellule tumorali. Generalmente il retinolo non si dosa (il suo valore massimo può essere di 1200 ng/l) anche perché si presuppone che il retinolo non sia carente, ma in caso di tumore il suo valore può essere ugualmente basso aggirandosi sui 360 ng/l. Ora questa mia considerazione è molto importante se vengono considerati gli altri fattori che facilitano l’azione di queste due vitamine, abbiamo già visto, flavonoidi, antocianine, curcumina, artemisina, magnesio, zinco e molti oligoelementi. Abbiamo visto anche i fattori che ostacolano i recettori G di comunicazione (benzopirene, catrami, asbesto, virus, raggi x ecc). Pertanto è indispensabile assumere anche un alimentazione corretta per apportare all’organismo, oltre alle vitamine essenziali, anche gli altri fattori importanti che abbiamo nominato. Al di la di queste considerazioni, va considerata al massimo, come alternativa alla chemioterapia ed alla radioterapia, la termoterapia oncologica. Questa, come già visto, si basa su un sistema semplicissimo, e cioè che il tumore resiste a temperature molto più basse delle cellule normali, perché si basa su un sistema di respirazione completamente diverso. Oltretutto io credevo che le cellule normali resistessero fino a 47 gradi, ho saputo dal Prof. Pontiggia che resistono bene anche a 53-54 gradi senza essere lese; infatti quando si attua la termoterapia generalizzata si mette il paziente sotto una campana (solo la testa resta fuori) e si porta il calore a 49 gradi. Mi ha detto un paziente “ vedevo l’indicatore della temperatura che andava a 49 gradi, poi scendeva lentamente fino a 46 gradi per poi risalire a 49 gradi, dio mio quanto ho sudato, e questo per un ora e mezza””. Ora i tumori, a seconda di quanto sono differenziati, possono resistere a temperature di 46 gradi (poco differenziati e quindi poco maligni) fino a 42 gradi (molto differenziati e quindi molto maligni, quelli che danno metastasi). Questo è estremamente importante perché porta la termoterapia oncologica al massimo livello di efficienza soprattutto nei tumori maligni, sicuramente più della chemioterapia e della radioterapia, ed oltretutto senza gli effetti collaterali di queste. Ora è vergognoso che in Italia vi siano solo cinque Centri per attuare una termoterapia oncologica, e prima di amputare una gamba per un osteosarcoma della tibia o del femore, non venga neppure presa in considerazione questa possibilità. C’è da dire che su tale terapia la classe medica stessa è nella completa ignoranza, perché non viene neppure insegnata nelle università. Mi sono chiesto il perché, ma penso sia lo stesso motivo per il quale l’oncologo Giuseppe Nacci è stato radiato dall’Ordine. Si pensi che solo le Case Farmaceutiche ricavano per la chemioterapia, e solo in Italia, 30 miliardi di euro ogni anno, e la spesa complessiva per i tumori (per visite, ricoveri, RM, TAC, Marker tumorali ecc) si aggira sui 94 miliardi di euro. Ci sarebbe da risollevare l’Italia se si facesse una prevenzione seria e se si dessero, fin dall’infanzia poche nozioni di base per prevenire i tumori. Forse non si preverrebbero tutti, perché in una zona infestata dall’amianto, qualche mesotelioma pleurico ci sarebbe comunque, o nelle zone altamente inquinate da radiazioni le leucemia ed alcuni tumori ci sarebbero comunque, però con un alto livello di colecalciferolo e di retinolo avrebbero più difficoltà a svilupparsi. Devo dire un'altra cosa, perché importante. Al centro termo oncologico di Pavia giungono casi veramente disperati, persone che hanno già subito cicli di radioterapia e di chemioterapia con metastasi ovunque e che sono stati “scaricati” dai centri oncologici. Ora è incredibile come in pazienti giudicati terminali avvengano delle guarigioni, merito sicuramente del Prof. Pontiggia che oltre alla terapia termica applica una dieta rigida alcalinizzante, oltre a sostanze naturali che si sono dimostrate le più promettenti nel combattere i tumori, e perché no, in certi casi anche alcune sostanze usate in chemioterapia, quelle che si sono dimostrate più efficaci e meno tossiche. Pertanto oltre ad una termoterapia si abbina anche una chemioterapia classica, ma a dosi ridotte, perché il calore facilita moltissimo l’ingresso dei chemioterapici nelle cellule tumorali. Purtroppo io mi sono imbarcato in una bella avventura, dopo aver rese note queste mie considerazioni su Facebook, ricevo telefonate di continuo da pazienti o parenti di pazienti che hanno tumori metastatizzati ed hanno già subito già più cicli di chemioterapia e radio terapia; li invio tutti al Centro Termooncologico di Pavia, ed ho già avuto dei buoni risultati. Mi telefonano da tutt’Italia, che devo fare??
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Re: LA PREDISPOSIZIONE A SVILUPPARE TUMORI

Messaggio Da SauroClaudio il Mer 31 Dic - 23:41

Vi ho precedentemente illustrato una dieta acetonemica che si basava su una marcata ipoglicemia (45 mg/dl) per far morire il tumore. Abbiamo visto che i tumori, quanto più sono legati ad una glicolisi anaerobica, tanto più sono dipendenti dal glucosio e necessitano di un livello di glucosio alto (80 mg/dl) per potersi sviluppare e dare metastasi. Questo vale per tutti i tumori altamente indifferenziati che siano solidi o del sangue (leucemia). Però è stato sottolineato poco l’importanza che ha l’acetone nel essere tossico per le cellule tumorali. In effetti l’acetone anche senza un ipoglicemia marcata può determinare una lisi delle membrane delle cellule tumorali. Intendo dire che un acetonemia da sola può guarire un tumore sia solido sia del sistema circolatorio (linfomi, leucemie). Questo è dovuto ad una scarsa malleabilità delle cellule tumorali, che non riescono a metabolizzare l’acetone in energia (a differenza delle cellule normali), pertanto l’acetone si accumula dentro la cellula tumorale e provoca una vera e propria lisi di membrana. La dieta acetonemica era stata utilizzata ed è tuttora utilizzata nelle epilessie resistenti ai farmaci, ed è proprio in questi casi che certi tumori cerebrali (gliomi estremamente maligni) sono scomparsi, senza la necessità di un ipoglicemia marcata. C’è da dire che nella dieta acetonemica la glicemia generalmente scende su livelli di 60 mg/dl, e questo utilizzando 200 ml di olio di oliva extra vergine e sole verdure crude che siano scarsamente amidacee. Poiché la glicemia non vogliamo farla scendere eccessivamente altrimenti necessiterebbe un monitoraggio continuo della glicemia, si può abbinare ai 200 ml di olio di oliva (1800 calorie) , una modesta quantità di riso, o di pasta o di pane, meglio se integrali. Per modesta quantità intendo 60-70 gr/die di riso, pasta o pane; a questi si possono aggiungere verdure crude come insalata e pomodori, cetrioli rape grattugiate, rapanelli, cetrioli, aglio e cipolla a volontà(oltretutto l’aglio e la cipolla sono anche anticancerogeni) . Chiaramente in tale dieta i 200 ml di olio si usano per condire la verdura, il riso, la pasta ed il pane. Si tenga presente che se uno è diabetico tenderà ad avere crisi ipoglicemiche marcate e qundi andrà monitorata più spesso la glicemia; nell’individuo non diabetico normalmente la glicemia si attesta sui 60 mg/dl, e questo si tenga presente che è un valore più che sufficiente per mandare in necrosi il tumore che oltretutto viene colpito anche dai corpi chetonici. Una dieta chetogenica che si può attuare da soli quindi, come nel testo “Diventa Medico di te stesso” dell’oncologo Giuseppe Nacci. In tale dieta è indispensabile eliminare le proteine per almeno un mese, perché eliminandole si impedisce al tumore di formare il circolo capillare di cui ha bisogno. Quindi niente carne, uova, latte, pesce, ma una dieta completamente aproteica, ed anche qui si è visto che mentre le cellule normali riescono a resistere tre mesi con una dieta aproteica, le cellule tumorali riescono a resistere pochi giorni. Oltre a queste osservazioni vanno recuperate quelle nozioni su cui tanto abiamo fatto leva e cioè un adeguato apporto di colecalciferolo e di retinolo per ripristinare i recettori G di membrana.  Il valore di queste vitamine dovrà essere mantenuto ai valori massimi del range terapeutico (intorno a 100 ng/ml per la Vit D3, ed intorno a 120 ng/L per la Vit A). Oltre a questi accorgimenti si possono assumere estratti di piante che si sono dimostrate antitumorali, come la polvere di curcuma (10 gr/die) la polvere di Graviola (1 gr/die), e l’estratto  glicerinato di artemisia ( 10 ml/die). Nell’individuo normale tale dieta non comporta nessun rischio perché la glicemia non scenderà mai sotto i 60 mg/dl, mentre nel diabetico la glicemia va continuamente monitorata ( l’importante è che se si sente girar la testa deve assumere subito due cucchiaini di zucchero. Gli apparecchi per monitorare la glicemia ormai sono a portata di tutti e sono semplicissimi da usare.
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Re: LA PREDISPOSIZIONE A SVILUPPARE TUMORI

Messaggio Da SauroClaudio il Mer 31 Dic - 23:45

Ad uno che mi ha chiesto sul digiuno se terapeutico nei tumori ho risposto:
Con il digiuno si creano corpi chetonici in grande quantità per cui è sicuramente terapeutico. Però io non prolungherei il digiuno oltre una settimana perchè diventerebbe troppo debilitante ; i succhi di Breuss sinceramente non li conosco. Comunque il digiuno va sempre accompagnato da una buona quantità di liquidi per eliminare le tossine che si formano. Con il digiuno infatti, dopo quattro giorni, dopo che il corpo ha utilizzato tuuto il glicogeno endogeno, mobilizza le proteine per formare zuccheri, ma in questa operazione si formano una grande quantità di radicali liberi che vanno eliminati appunto con i liquidi, tisane ed acqua almeno due litri al giorno. Ma per formare corpi chetonici si può adottare un digiuno parziale, cioè si possono introdurre nel digiuno i grassi parzialmente insaturi, e si è visto che l'olio di oliva e altrettanto efficace dei grassi saturi nel formare corpi chetonici. Chiaramente una dieta con solo olio non può farla un diabetico perchè rischierebbe un ipoglicemia marcata, un diabetico deve integrare la dieta con cereale e pane integrali, la glicemia non deve mai andare sotto i 50 mg/dl. 200 gr di olio di oliva hanno 1800 calorie, 300 grammi hanno 2700 calorie, però c'è un problema, se assumete solo olio con tisane o acqua rischiate di correre in bagno 10 volte al giorno, per cui l'olio va usato con verdura cruda, e cereali integrali. Solo in questo modo non correrete in bagno 10 volte al giorno, ma 3-4 volte. Per cui con questa dieta siamo già fuori dal digiuno, visto che abbiamo introdotto altri alimenti.Io sono contrario ad un digiuno assoluto, ma propendo più per una dieta integrata con verdure crude e cerali integrali a seconda dell'esigenza. Sarebbe interessante piuttosto valutare la dieta chetogenica associata alla terapia termica per i tumori oltre a tutto il resto (Vit D3, Vit A, piante medicinali, calcio, magnesio, zinco, rame ed altri oligoelementi) Sicuramente non è mai stato fatto e sarebbe da valutare seriamente perchè di fronte a questa proposta io credo che ci troviamo dinnanzi alla scofitta vera e propria dei tumori anche se avanzati. Io vorrei che non cadeste nella chemioterapia ufficiale per non subire gli effetti devastanti del Cisplatino o dell'Ossiplatino, sostanze che gli infermieri ed i medici devono maneggiare con i guanti per non restare ustionati. Oltretutto sono anche sostanze dimostrate cancerogene e che possono facilitare la diffusione di metastasi, ed è un vero mistero che la medicina ufficiale li usi ancora, se non fosse il tutto spiegabile per gli enormi interessi che ci stanno sotto. Ma qui giochiamo sulla pelle di persone ammalate, non possiamo abbassarci per degli interessi a simili miserie, la chemioterapia è un delitto continuo, doloso per giunta, Pertanto con queste mie considerazioni io spero di aver acceso una luce, una speranza agli ammalati di tumore, spero in questo inizio anno 2015 di essere giovato qualcosa a molti disperati che non vedono nessuna via di uscita. Spro di aver dato un qualcosa di concreto, di realmente efficace, per queste patologie che sembrano non lasciare scampo. Un ultima cosa hai vegani, visto che questo l'ho constatato facendo le analisi a moltissime persone, anche vegani, ho constatato che hanno una cronica carenza di Vit D3, generalmente il valore si aggira sull'otto, un valore pericolosissimo se non ci fosse la Vit a che compensa un poco. Per cui vi consiglio, ai vegani intendo, ma il mio invito vorrebbe essere indirizzato a tutti di fare un dosggio della Vit D e se carente di provvedere con degli integratori, e quest'estate con un mese di mare, poichè "Poiché il soffio della vita è nella luce del sole e la mano della vita è nel vento" Con questo mi commiato "momentaneamente" e vi auguro Felice Anno Novo.
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Re: LA PREDISPOSIZIONE A SVILUPPARE TUMORI

Messaggio Da SauroClaudio il Gio 8 Gen - 23:37

La Zeolite come antitumorale.
Cosa sono le Zeoliti?? Sono delle sostanze di origine vulcanica che si formano per lo più dall'incontro tra lava incandescente e acqua di mare.
Si presentano come minerali naturali dalla struttura microporosa, costituita da migliaia di piccoli canali in grado di legare rilevanti quantità di tossine e metalli pesanti dannosi alla nostra salute.
Il nome “zeolite” deriva dalle parole greche “zeo” = “bollire” e “lithos” = “pietra”, pertanto significa pietra che bolle e deriva dal fatto che, quando viene scaldata, libera acqua senza modificare la struttura dell’alluminosilicato e sembra che bolla.
Esistono più di 100 tipi diversi di zeolite, che possono essere raggruppate in quelle a struttura fibrosa, lamellare e cristallina sferica. A causa delle sue particolari proprietà, la Clinoptilolite, i cui cristalli hanno struttura lamellare, ha dimostrato negli anni di essere la più adatta per l’uso nella medicina umana e veterinaria. In Giappone le zeoliti sono state approvate come additivi alimentari fin dal 1996; 39 brevetti relativi all’applicazione delle zeoliti nell’uomo sono stati registrati in tutto il mondo dal 1986.
I russi sono stati fra i primi a sfruttare la capacità della zeolite di attrarre e trattenere gli ioni positivi, come i metalli pesanti e gli isotopi radioattivi: nel 1986, a Chernobyl, tonnellate di zeolite furono utilizzate per erigere barriere e per bonificare i terreni contaminati. In quell'occasione la clinoptilolite fu utilizzata anche per decontaminare le acque, e furono preparati biscotti e cioccolate alla zeolite da dare ai bambini colpiti dalle radiazioni per proteggerli dalle loro terribili conseguenze.
La zeolite è anche in grado di ridurre i radicali liberi in eccesso, chiamato stress ossidativo, responsabili dell'insorgenza o dell'aggravamento di molte malattie come diabete, malattie cardiovascolari, tumori ed invecchiamento precoce.
In Austria, il professor Wolfgang Toma dell'Ospedale di Villach, utilizza la zeolite in oncologia allo scopo di ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia tradizionale.
Le zeoliti attualmente stanno suscitando tanto interesse in quanto la loro rigorosa struttura cristallina è composta da minuscoli canali diretti in tutte le direzioni che hanno una carica negativa e quindi consente l'assorbimento di numerose tossine che essendo perlopiù caricate positivamente, vengono attirate dalla zeolite e intrappolate nei canali cristallini. Poichè la zeolite non viene assorbita dall'apparato gatro-intestinale, essa viene espulsa con le feci insieme a tutta la robaccia che ha incontrato nel suo percorso.

Questo vale anche per le sostanze tossiche che si trovano già all'interno del corpo che vengono richiamate dentro il lume intestinale, come attirate da una calamita, con il risultato di una efficace disintossicazione sistemica.
Ma si è recentemente visto che le zeoliti sono dei potenti antitumorali. Ma come agiscono?? Potenziando l’azione di tutte le sostanze antitumorali che hanno il loro effetto sulla comunicazione fra cellule (recettori G di comunicazione). Paradossalmente potenziano l’azione delle sostanze antitumorali, Colecalciferolo, retinolo, bioflavonoidi, curcumina, artemisina, oligolelementi indispensabili, e nel contempo assorbono nei loro microcanali le sostanze cancerogene ( benzopirene, sostanze dei catrami, asbesto, virus ecc) Si è visto che sono i più potenti fattori contro i radicali liberi, ancora più della curcumina e dell’artemisina. Quando si assumono però si devono assumere ad una certa distanza dai principi attivi perché ne potrebbero compromettere l’assorbimento (si lascino passare almeno due ore).
La zeolite attivata è una forma di zeolite ridotta in polvere finissima e del tutto simile alle sabbie lunari, ma i granuli di tale polvere, pur essendo dell’ordine di micrometri se non addirittura di nanometri presentano migliaia di canali, atti ad assorbire le tossine più minuscole ed i metalli pesanti. Assorbono egregiamente anche le sostanze radioattive tanto che fu usata dai russi nel disastro di Chernobyl. In quell’occasione fu messa nei biscotti, nel pane ed in ogni alimento e limitò enormemente i danni da radiazioni sulla popolazione colpita.
Ma non solo: la zeolite rilascia nell’organismo degli oligoelementi e minerali di cui esso necessita. Il corpo cosi viene disintossicato, de-acidificato, alcalinizzato, e snellito e contemporaneamente rimineralizzato: i suoi depositi di minerali vengono di nuovo riempiti. Infatti la sua struttura cristallina contiene cationi quali calcio, magnesio, sodio, potassio ed altri oltre a molecole di acqua.
Ancor più importante è che fegato e reni vengono alleggeriti, perché molte tossine vengono già “afferrate” nel canale digestivo e non raggiungono quindi la circolazione. Si possono notare anche benefici nel sonno: nel prendere sonno e nel dormire.
Uno degli esempi di utilizzo della zeolite, che dà risultati immediatamente visibili, è quello negli sportivi, specialmente in quelli che fanno un'attività estenuante come la maratona o le gare di ciclismo. Durante una gara massacrante come una maratona, oltre alla produzione di acido lattico che disturba la prestazione, l'organismo produce anche ammoniaca, che è tossica per il cervello ed è responsabile di molte delle crisi di fatica che chi ha provato questi sport ben conosce.
L'uso della zeolite limita parecchio gli effetti negativi delle crisi di fatica riducendo la quantità di ammoniaca che intossica il cervello. Adesso i lettori si domanderanno se questa zeolite è la panacea, ossia il mitico farmaco universale ricercato fin dai tempi antichi. Sicuramente no, anche se gli studi in corso potrebbero riservare nuove sorprese. Siccome gli effetti di questa sostanza sono reali e non ci sono controindicazioni al suo uso, la zeolite può essere assunta anche dalle persone sane, perché rappresenta un ottimo fattore di prevenzione e cura di molte malattie (carenze immunitarie, intossicazioni, malattie autoimmuni ecc) Ma quello che ci può interessare di più è nella cura dei tumori. Nei casi di tumore o di diatesi tumorale, vengono liberate continuamente dall’organismo sostanze tossiche che vanno a rompere i fattori di comunicazione intracellulare; le zeoliti assorbono tutte queste sostanze tossiche e facilitano , come già detto l’azione di fattori che favoriscono i recettori G di comunicazione.
Dove si trova la zeolite attiva? In Farmacia ed in erboristeria sotto forma di capsule o di polvere con rispettivo misurino; si seguano le indicazioni che sono molto semplici. Chi l’avrebbe mai detto che per giuarire da malattie e tumori sarebbe bastata un po di polvere di Luna?


Queste considerazioni sono stati prese da un cospicuo studio fatto sulle zeoliti e da numerosi siti internet.
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Re: LA PREDISPOSIZIONE A SVILUPPARE TUMORI

Messaggio Da SauroClaudio il Ven 1 Mag - 22:47

Mi capita sempre più spesso di ricevere telefonate da genitori di bambini con tumore. Questo mi scuote molto, chiaramente, perchè sapere che un bambino ha un tumore non è come per una persona anziana, magari di 80-90 anni che manifesta una forma tumorale. Quello che ho notato inoltre è che in questi bambini generalmente la chemioterapia fa poco o nessun effetto terapeutico, non solo, ma hanno delle forme tumorali estremamente aggressive e veloci. Generalmente questi genitori mi telefonano quando il bambino ha già subito chemioterapia, e presenta metastasi diffuse che interessano qualsiasi organo, in particolare l'osso. Mi sono chiesto se possa centrare l'iniquinamento, l'alimentazione, certe sostanze conservanti presenti nelle merendine, ma sono portato a credere che tali fattori abbiano un importanza marginale, perchè facendo fare a questi bambini il dosaggio ematico della Vit D, addirittura non si riesce a dosare, in tutti dico, non in pochi. Allora mi ricollego a tutti i bambini che le mamme mi portano in ambulatorio, e che sono quasi tutti rachitici, e facendo fare un dosaggio della Vit D trovo valori di 3, di 4, di 6 al massimo, cioè valori bassissimi. E' possibile che se tali fattori diventano non dosabili si alterino le proteine G di segnalazione cellulare. Ma quale è l'importanza di tali recettori??? Per capire quale importanza abbiano i recettori G o proteine G basta fare una semplice ricerca. I recettori accoppiati alle proteine G (o GPCR) sono una famiglia di recettori biologici che comprende i recettori colinergici muscarinici, i recettori adrenergici, dopaminergici, serotoninergici, i recettori cannabinoidi e i recettori degli oppiacei e delle purine. Regolano praticamente tutte le funzioni cellulari, ed è comprensibile che se vengono a mancare la cellula impazzisca . La loro integrità è particolarmente importante soprattutto nelle cellule staminali, perchè queste devono mantenere una direzionalità ben precisa. Ad esempio dalle cellule staminali del midollo osseo si differenzieranno gli osteociti, le cellule che andranno a comporre la spugnosa ossea, ma non solo, tutte le cellule del sangue con le loro relative funzioni. Ad esempio una direzione formerà i globuli rossi, un altra direzione i globuli bianchi un altra direzione le piastrine. Senza contare che anche nell'ambito dei globuli bianchi si differenziano diverse specie, linfociti, leucociti, monociti, eosinofili, basofili. Tutto questo meccanismo è estremamente complesso. I GPCR sono costituiti da una singola catena polipeptidica formata anche da 1100 residui. La caratteristica strutturale è rappresentata da 7 \alpha-eliche transmembrana, simili a quelle che si trovano nei canali ionici, con un dominio extracellulare N-terminale di lunghezza variabile e un dominio intracellulare C-terminale. Attraverso l'attivazione di vari meccanismi di trasduzione del segnale, i GPCR controllano tutti gli aspetti della funzione cellulare. Il collegamento tra il recettore e il primo stadio della trasduzione del segnale viene stabilito attraverso le proteine G. Le proteine G rappresentano il livello intermedio nella gerarchia organizzativa di gestione della comunicazione tra recettori ed enzimi effettori o canali ionici. Abbiamo visto che un canale ionico particolarmente importante è quello del calcio. Ma poichè le proteine G sono di tre specie, abbiamo le proteine G che regolano anche i canali ionici del magnesio (che oltretutto regola 350 enzimi), ed i canali ionici del potassio, anche questi importantissimi. In pratica le proteine G regolando i canali ionici regolano tutte le funzioni cellulari, oltre al PH endocellulare. Appunto perchè calcio, magnesio e potassio sono ioni endocellulari che entrano in tutti i processi biochimici della cellula. Una loro mancanza provoca o la morte cellulare o fa regredire la cellula a livello di simil staminali. La differenza fra le cellule staminali vere e proprie e le cellule tumorali, stà nel fatto che le cellule staminali integre hanno tutti i recettori, o proteine G in funzione, mentre le cellule tumorali hanno uno o più di questi recettori che non funziona, per cui hanno perso qualsiasi direzionalità e si replicano in modo caotico. Anche per questo in un tumore possiamo trovare cellule in diversi stadi di differenziazione, perchè una volta persi i recettori, le cellule tumorali tendono a perdere nella replicazione caotica altri recettori ed ad indifferenziarsi ancora di più, intendo dire che le cellule di una metastasi possono essere molto più indifferenziate del tumore di origine. Una volta persi i recettori è molto difficile ripristinarli. La scoperta dei ricercatori dei ricercatori del Moores Cancer Center dell'Università della California non è da poco, dal momento che hanno constatato che tali recettori, in particolare quelli legati al calcio sono strettamente dipendenti dal ergocalciferolo o Vit D3. Persi tali recettori la cellula regredisce a livello di staminali, o meglio io credo che siano le staminali che perdono qualsiasi direzionalità e diventano tumore. Infatti è abbastanza difficile immaginare delle cellule mature che regrediscono, è più facile pensare a delle cellule che sono già staminali e che perdono qualsiasi direzionalità. Da qui la mia considerazione che il tumore ha sempre, a mio modesto parere, origine da staminali più o meno differenziate. Ma ritornando ai bambini di 8-9-10-12 anni affetti da tumore sono portato a credere che ci sia una carenza di certe vitamine forse fin dalla nascita, cioè le madri stesse hanno trasmesso al feto questa carenza, che poi si è aggravata con la crescita. Infatti sono bambini anche rachitici, quindi che hanno problemi ossei di decalcificazione. Abbiamo vista che la Vit D è potenziata e suffragata nella sua funzione da altri elementi, ed anche se molto basso il valore, può funzionare lo stesso basta che ci sia Vit A, ed oligoelementi come il Boro e lo Zinco. Pertanto è probabile che sia un insieme di carenze che si vengono ad accumulare durante la crescita che fanno scattare il tumore. Una Vit D già bassa, che si vede sottrarre, per qualche motivo, anche altri fattori che la sostengono, provoca una perdita o un alterazione delle proteine G di comunicazione con coinvolgimento anche del DNA. Però non è l'alterazione del DNA che causa il tumore, l'alterazione  del DNA è solo una conseguenza (ma questo è un aspetto marginale di tutta la questione). Ma allora cosa si può fare con questi bambini???? E' un bel problema, perchè le proteine G una volta perse hanno un estrema difficoltà a ripristinarsi. Comunque penso sia utile portare tutti quei fattori che erano carenti e che hanno causato una perdita dei recettori di membrana, alti, intendo a valori massimi, al limite della tossicità (non ancora tossici, ma al limite). Con la Vit D ed A è facile nel bambino, ma con altri fattori che si sono dimostrati utili può risultare molto difficile. Ad esempio con i Bioflavonoidi e con le Antocianine, che hanno dimostrato un indiscussa utilità può risultare molto difficile, perchè il bambino tende ad escludere quegli alimenti che non lo aggradano. Generalmente il bambino mangia poca verdura e questo può essere un guaio, perchè fa mancare sia alcune vitamine come la A che i bioflavoni. Il bambino ha difficoltà ad assumere le capsule, e gli risulta spesso difficile assumere una polvere, come ad esempio la polvere di curcuma che ha dimostrato indiscussi effetti antitumorali. Non parliamo poi dei succhi delle brassicacee che il bambino rifiuta (molto spesso). Aglio e cipolla, per i loro gruppi S-h sarebbero importanti, ma sono improponibili per un bambino. Pertanto, e lo dico sinceramente, mi risulta moto difficile attuare la mia Chemioterapia Naturale, e devo ricorrere a dei sotterfugi. Ad esempio il succo di brassicacee, mescolarlo con miele, allora posso sperare che il bambino lo assuma. Altri fattori che possono essere utili, dolcificandoli, pur sapendo che lo zucchero non sarebbe tanto indicato nei tumori, ma devo valutare rischi e benefici, e cioè se il benefici è maggiore del rischio, se lo valuto decisamente maggiore allora prescrivo il farmaco fitoterapico, altrimenti rinuncio. Spero di non avervi stancato troppo con questo papiro, ma vorrei che lo leggeste e possibilmente ricevere da voi anche qualche consiglio relativamente a come fare nel bambino per somministrare certe sostanze per il bambino sgradevoli.
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Re: LA PREDISPOSIZIONE A SVILUPPARE TUMORI

Messaggio Da SauroClaudio il Mar 5 Mag - 16:50

TRASTUZUMAB

Certo che siamo ancora in alto mare per la chemioterapia classica dei tumori.  Ad una mia paziente del 1957 è stato diagnosticato un cancro della mammella di 4° grado. Oltre alla terapia chirurgica (prossima) ha già iniziato la chemioterapia; dopo due cicli di chemio ha già perso tutti i capelli per cui si è messa la parrucca.

Per curiosità ho voluto conoscere i farmaci che usano per fargli la chemioterapia, lo ha chiesto in oncologia, e gentilmente hanno scritto i farmaci della chemio su un foglio per il medico curante: i farmaci sono  TAXANI  e TRASTUZUMAB. Vediamo prima quest’ultimo che sembra una promessa, recentemente rintrodotto, anche se era uscito all’inizio del secolo (per un certo periodo non si era usato, in favore di altri che hanno fatto cilecca). Ho trovato un sito internet che riporta le caratteristiche del farmaco

http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=22050

Riporto per intero il sito perché ne vale la pena:

L’anticorpo monoclonale che ha rivoluzionato il trattamento di una delle forme più aggressive di tumore del seno, quello HER2-positivo, può dare effetti indesiderati a livello cardiaco, soprattutto se associato a regimi di chemioterapici con antracicline. Ma i benefici sulla sopravvivenza restano tali da surclassare i rischi. Lo dimostra una revisione della Cochrane Library

 

Vediamo cosa dicono gli studi:

 

 

L’analisi condotta dalla Cochrane ha preso in considerazione le pazienti con tumore della mammella HER2 positivo, in fase avanzata; in particolare sono stati esaminati i dati provenienti da sette studi clinici condotti su 1.497 donne, che sono state trattate con trastuzumab in associazione ad altri farmaci, in prima linea (prima della progressione del tumore) o alla progressione. La sopravvivenza senza progressione (PFS), nelle donne trattate con l’anticorpo monoclonale è risultata aumentata da 2 a 11 mesi e anche la sopravvivenza a due anni è risultata più elevata. Il trastuzumab risultava inoltre particolarmente efficace quando utilizzato come trattamento di prima linea o in associazione ai taxani.

 

Da 2 ad 11 mesi su quanti anni di sopravvivenza??? Vediamo!

Con le terapie standard, risultano ancora vive a due anni 300 donne su 1000, mentre aggiungendo il trastuzumab in terapia sopravvivono a due anni 373 donne su mille. Tra tutte queste, sviluppano problemi cardiaci 10 donne trattate con la terapia standard e 35 di quelle trattate con trastuzumab, che per questo devono interrompere la terapia. E una volta interrotto il trattamento, gli effetti collaterali cardiaci in genere regrediscono. A particolare rischio di effetti indesiderati a carico del cuore sono le donne trattate con l’associazione trastuzumab-antracicline. I benefici della terapia comunque sorpassano di gran lunga i sui effetti indesiderati.

 

A due anni, a due anni, a due anni, a due anni, a due anni risultano vive senza farmaco 300 donne su 1000 mentre con il farmaco a due anni, a due anni, a due anni risultano vive 373 donne su mille, a due anni, a due anni, a due anni, ed a cinque??? Non lo dice: Forse è meglio non dirlo. Comunque l’articolo conclude che i benefici della terapia sorpassano di gran lunga gli effetti indesiderati. La tossicità è cardiaca ed è doppia dei farmaci antecedenti . Poiché i farmaci antecedenti so per certo che prevedevano l’uso del cisplatino e dell’ossiplatino, che sono parecchio cardiotossici, significa che il TRASTUZUMAB ha una tossicità doppia del cisplatino, non mi pare poco. C’è un altro particolare, la cura non è assolutamente risolutiva, ed un particolare che ho trovato su Wikipedia, il costo: Wikipedia dice che la cura costa 100.000 euro ad un anno; che significa ad un anno????????????? Quante sedute di chemioterapia sono. Mi pare di intravedere che la cura complessiva, cioè un ciclo di sedute di chemioterapia che porta 73 donne in più (373 anziché 300)a sopravvivere a dua anni costi 100.000 euro, una bella sommetta.

http://it.wikipedia.org/wiki/Trastuzumab

 

Va bè che la vita umana vale più di qualsiasi cosa, però qui si tratta di un farmaco che non è risolutivo, ma che prolunga in modo modesto la sopravvivenza di un numero molto limitato di donne a due anni; non riesco a trovare quale è la sopravvivenza a 5 anni. In un altro sito trovo che la tossicità cardiaca è aumentata di 5 volte rispetto alla terapia standard, e poiché la terapia standard è già parecchi cardiotossica, mi vien da pensare che il farmaco è veramente molto tossico per il cuore. Non solo ma un altro beneficio dice:

http://www.unimi.it/news/55702.htm

“Questo significa - afferma Lorenzo Moja, nostro ricercatore al dipartimento di Sanità pubblica e tra gli autori dello studio - che per ogni mille donne con tumore al seno HER2 positivo che ricevono la terapia standard (senza trastuzumab) 900 di loro saranno ancora in vita dopo 3 anni; su mille che invece ricevono il trastuzumab in aggiunta alla terapia standard, 933 sopravvivranno”. Qui stravolge completamente i calcoli. A tra anni sono 900 donne che sopravvivono, nel precedente 300 su 1000 a due anni. Dovrebbero mettersi d’accordo.

Ma vediamo l’altro farmaco, il TAXANI:

Per il TAXANI non c’è nessuno studio che ne dimostri l’efficacia, anzi il sito dice:

http://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/articoli/2007/11_Novembre/30/taxani.shtml

“”Secondo gli autori dello studio, restano però alcuni punti da chiarire, come l’efficacia di questi farmaci in donne con tumori particolari (quelli sensibili agli ormoni e quelli cosiddetti HER2 positivi), o la durata e i dosaggi ideali. Ci si attende che i diversi studi clinici attualmente in corso possano aiutare a trovare le risposte che ancora mancano.””

Si viaggia nella nebbia completa insomma, non c’è nulla di provato, salvo un modesto aumento della sopravvivenza a 2 anni con il TRASTUZUMAB, che non è assolutamente detto che si debba associare al TAXANI, oltretutto nessun sito dice la sopravvivenza a cinque anni, ma intanto abbiamo speso 100.000 euro, ne vale veramente la pena??

La paziente l’avevo inviata alla termoncologia di Pontiggia di Pavia, ma a Verona gli hanno detto: no assolutamente, non si può fare termoterapia e chemioterapia. In qualsiasi sito internet, se guardate la termoterapia serve a potenziare l’effetto della chemioterapia perché i farmaci penetrano maggiormente nel tumore se è stato ben riscaldato. Probabilmente lo sappiamo solo noi e non gli oncologi, mi viene malignamente da pensare così. Su richiesta dell’oncologo di Verona la signora ha lasciato perdere Pontiggia e farà solo chemioterapia, non mi sono sentito di forzare oltre, del resto la volontà del paziente va rispettata. Gli ho dato comunque anche la mia terapia immunostimolante.
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Re: LA PREDISPOSIZIONE A SVILUPPARE TUMORI

Messaggio Da SauroClaudio il Sab 9 Mag - 23:26

I PROCESSI INFIAMMATORI ALLA BASE DEI TUMORI

Nei miei post il primo che spicca è “La diatesi tumorale” dove dico testualmente “La diatesi tumorale, o meglio la predisposizione per sviluppare tumori è strettamente legata allo scheletro ed in sostanza alla vitamina D3 ed anche D2 ed al calcio”” In effetti c’è una stretta relazione fra Vit D e tumori, tanto è vero che i pazienti che hanno tumori hanno livelli di Vit D bassissimi e di conseguenza ne va di mezzo anche lo scheletro. Ma certamente limitare alla sola Vit D e quindi allo scheletro la “diatesi tumorale” è un po restrittivo. Abbiamo visto che le proteine G di comunicazione non dipendono solo per la loro integrità dalla Vit D ma anche da altri fattori, anche altre vitamine quali la A, la C, la B1, la B6, l’acido pantotenico o Vit B 5, e probabilmente molte altre oltre che da metalli come il magnesio ed oligoelementi, Zinco, Boro, Rame ecc. A livello vegetale abbiamo anche visto che sostengono tali elementi una serie di fattori, dagli Isoflafoni, alle Antocianine, al Licopene ed a molti altri che agiscono un po come vitamine andando a consolidare quelle famose proteine G di comunicazione, e quindi andando a consolidare tutto il biochimismo cellulare. Abbiamo anche visto che “la diatesi tumorale” può essere favorita da un insieme di fattori che vanno ad interferire con tutti quei fattori che consolidano i recettori G di membrana, dai radicali liberi a tutte quelle sostanze cancerogene che abbiamo più volte nominato e che possono trovarsi nella stessa alimentazione, e cioè l’alimentazione è determinante per causare una “diatesi tumorale” Ma cosa fanno in sostanza le sostanze cancerogene, o favorenti il cancro: in sostanza creano uno stato infiammatorio cronico. Anche se l’infiammazione è un meccanismo di difesa il cui obiettivo è l’eliminazione della causa iniziale, se tale infiammazione diventa cronica sortisce l’effetto opposto, cioè va a scompaginare tutti quei meccanismi che presiedono al equilibrio cellulare, in sostanza l’infiammazione cronica fa saltare non solo le proteine di membrana ma tutto quello che ne consegue, coinvolgendo i canali ionici di magnesio, calcio e potassio, e tutto quello che tali canali ionici regolano, in pratica la cellula soprattutto se staminale perde la sua direzionalità e da origine al tumore. Se sono carenti i fattori di equilibrio la cellula può restare in equilibrio precario anche per anni, finchè un qualsiasi fattore, o esogeno o endogeno (es una sbagliata alimentazione) causa uno squilibrio praticamente incorreggibile o correggibile con enormi sforzi ripristinando quei fattori che erano andati perduti sempre che questo non sia troppo tardi. Di fronte ad un tumore primario è ancora possibile rimediare, purchè non interveniamo con fattori che generano a loro volta infiammazione e squilibrio delle funzioni cellulari (es cisplatino), ma di fronte ad un tumore con metastasi è molto più difficile intervenire, perché , come già detto, le cellule tumorali replicandosi caoticamente perdono altri recettori, cioè vanno incontro ad un indifferenziazione sempre maggiore. Da qui, talvolta l’impossibilità, di risalire dalle metastasi al tumore primario, proprio perché le metastasi stesse perdono qualsiasi caratteristica del tumore di origine, le cellule metastatizzate sono molto più indifferenziate del tumore di origine, e questo quasi sempre. In questo senso si potrebbe giustificare, fino ad un certo punto una terapia anche citotossica, e cioè che va a bruciare le cellule neoplastiche, il grave è che quasi tutte le terapie con farmaci citotossici hanno scarsissima selettività e non riescono a distinguere le cellule sane da quelle tumorali, per cui bruciano il tumore, ma provocano nell’organismo una tale devastazione da favorire spesso l’insorgere di altri tumori o metastasi a distanza. Inoltre poiché i farmaci citotossici, soprattutto certi metalli come il cisplatino e l’ossiplatino rstano in circolo per anni, magari depositati nella matrice ossea, dove si liberano lentamente, ne consegue che possono far insorgere metastasi anche a distanza di anni, o asddirittura di decenni, l’ultimo caso che mi è capitato è una signora che è stata operata di un carcinoma mammario nel 1991, e gli si sono sviluppate delle metastasi solo iora, a distanza di 24 anni. Se non avesse fatto la chemioterapia, questa signora, e l’ha fatta con cisplatino, probabilmente o sarebbe morta prima o non sarebbe morta affatto, quasi sicuramente non avrebbe avuto delle metastasi a distanza di 24 anni. Certo che un tempo così lungo pone degli interrogativi, e cioè come può una cellula tumorale, cioè mutante, restare latente per un così lungo periodo di tempo. Probabilmente intervengono quei fattori che ha citato prima, e cioè la cellula vive in equilibrio precario per tanti anni, finchè interviene un fattore scatenante che la fa letteralmente impazzire. A questo punto tengo a ribadire che la “diatesi tumorale” è un equilibrio precario in cui centra sicuramente l’infiammazione. Possiamo ragionevolmente dire che l’infiammazione cronica è già una diatesi tumorale, ed in questa affermazione non credo di poter essere smentito da nessuno. Che fare? Creare uno stato anti infiammatorio, assumendo quegli elementi che contribuiscono in questo ed escludendo tutti quegli elementi che possono favorire l’infiammazione. Se vi iscrivete ad “Alimentazione e Salute “ di Liborio, vi assicuro che troverete delle infiammazioni interessanti in questo senso (l’uso degli zuccheri semplici è da escludere come l’uso dei latticini ecc). A proposito, ha approfondito ulteriormente ed ho letto che gli animali con pelo non riescono a sintetizzare la Vit D, questo lo fanno con la Vit C, ma gli erbivori assumendo grandi quantità di ergocalciferolo (Vit D2) con i vegetali che mangiano sopperiscono alla carenza, ed arricchiscono la loro carne di questa vitamina, a loro volta i carnivori, mangiando solo carne assumono attraverso la carne quantità sufficienti di Vit D2. Ma se avete un cane od un gatto che si alimenta di croccantini, è probabile che vada in carenza, infatti non sempre i croccantini vengono integrati a sufficienza con queste vitamine . Sono stato questa mattina ad un convegno sui tumori alla tiroide, interessante se non fosse che come sempre trattano le analisi, i tipi di tumore e la terapia (che si basa quasi sempre sulla chirurgia e sulla chemioterapia) dimenticando di dire cosa può causare i tumori tiroidei nonostante certi ricercatori abbiano ormai pubblicato studi su riviste qualificate nelle quali si dimostra che la carenza di certe vitamine (soprattutto la D) può essere alla base dei carcinomi tiroidei e delle disfunzioni tiroidee in genere. Sembre che il termine prevenzione nei convegni medici sia stato dimenticato completamente, anzi se si accenna ad un certo lavoro o studio che è stato fatto in questo senso i ricercatori sembrano cascare dalle nuvole. In ptratica accettano il tumore come una conseguenza logica della vita, una sfortuna per colui a cui capitta e sembrano non sappiano niente dei meccanismi che può averlo generato; questo lo dico non solo per i tumori alla tiroide ma per i tumori in genere. Fanno eccezione alcuni personaggi, che dopo aver speso una vita a fare chemioterapia ora scrivono libri di tutti gli alimenti antitumorali, vedi il Prof. Veronesi, che ha scritto un libro in merito, credo avendo copiato in parte dal sottoscritto, dal momento che io avevo posto gli stessi identici articoli su Forum Focus tre anni prima e me li sono trovati tali e quali sul libro di Veronesi, ne ho avuto la conferma sicura quando dice che per fare lo Yogurt bisogna metterci un dito dentro finchè si sente scottare; quando mai Veronesi ha avuto un intuizione simile????
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Re: LA PREDISPOSIZIONE A SVILUPPARE TUMORI

Messaggio Da SauroClaudio il Mer 13 Mag - 23:09

PRUNUS SPINOSA ED ANTOCIANINE.
In “ Alimentazione e Salute” è stato trattato il Prunus Spinasa Trigno come antitumorale e mi pare abbia suscitato parecchio interesse (su Facebook). Come dice correttamente Liborio l’attività antitumorale è dovuta oltre all’abbondanza di antocianine anche ad un'altra sostanza, la DELFINIDINA che si lega ai recettori della Vit D, cioè in pratica alle proteine G di comunicazione cellulare. Oltre alla DELFINIDINA pare importante anche l’ACIDO ELLAGICO presente nei frutti di bosco in variabile quantità a seconda della specie. A questo proposito vorrei sottolineare  che la pianta più ricca di antocianine e forse di principi attivi è il SAMBUCO EBBIO (basti pensare che l’EBBIO veniva utilizzato dai Romani per fare un inchiostro molto apprezzato ), velenoso se crudo perché contiene piccole quantità di acido cianidrico, ma che può essere mangiato dopo una semplice ebollizione perché l’acido cianidrico se ne va e restano le antocianine ed i principi attivi oltre ad una grande quantità di acido valerianico che vi impesterà la cucina se fate la confettura ma è molto salutare per il sistema nervoso, per il parkinson, per l’alzheimer, per le forme di ansia e di depressione e forse anche nelle malattie degenerative, non solo neurologiche ma anche cardiovascolari. L’importanza delle antocianine è salita negli ultimi tempi anche presso la medicina ufficiale ( basti pensare ai pomodori viola ottenuti dagli istituti oncologici per via transgenica). Ma perché utilizzare  la via transgenica quando abbiamo piante che possono sopperire egregiamente a questo compito come appunto il PRUNUS SPINOSA, ed il SAMBUCUS EBBIUS e che possono essere coltivate comodamente e dare una grande quantità di principi attivi. Finora si pensava che le antocianine fossero dei fattori preventivi del cancro, ma un recente studio ha messo in evidenza che sono fattori curativi, addirittura nel 70-78% dei casi, un risultato veramente considerevole che speriamo non pasi nel dimenticatoio per gli interessi delle case farmaceutiche. E’ chiaro che il PRUNUS SPINOSA ed il SAMBUCUS EBBIUS possono essere abbinati ad un insieme di altre sostanze naturali che ne potenziano l’azione e sono quelle citate nella mia Chemioterapia naturale. E’ chiaro, che secondo le ultime ricerche le piante funzionano quando esistono livelli di colecalciferolo anche minimi perché agiscono potenziandone l’azione e quindi attivando tutti quei fattori pre- infiammatori che vanno a consolidare i meccanismi di trasmissione cellulare. E’ possibile che anche l’ARTEMISIA funzioni quando ci sono livelli di colecalciferolo sufficienti a far funzionare i principi attivi della pianta, ed in questo senso penso che funzionino molte altre piante medicinali, ci vuole una base perché agiscano, se la base manca fanno cilecca. Questa osservazione è estremamente importante perché è  indirettamente suffragata dagli ultimi studi che sono emersi. Pertanto le antocianine abbinate a colecalciferolo ed al retinolo (che ne convalida l’azione) può essere la chiave di svolta delle terapie anti tumorali. E’ uba speranza, però convalidate da parecchi studi che sono stati fatti ultimamente.
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Re: LA PREDISPOSIZIONE A SVILUPPARE TUMORI

Messaggio Da Mandalay il Gio 14 Mag - 13:18

L'utilità di questo 3D sfiora lo 0.1 XmanX , valore astronomico che non pensavo di poter mai misurare. Forse ci pubblico un articolo su Focus.
Titolo "lo spreco dei bit nell'era dei forum" sottotitolo "sarà colpa degli alieni?" carneval
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Re: LA PREDISPOSIZIONE A SVILUPPARE TUMORI

Messaggio Da Justine il Gio 14 Mag - 13:54

Devo ancora intendere cosa stia succedendo in questo thread, infatti

_________________
Smettetela di bistrattare e misinterpretare la Scienza per fingere di dare plausibilità alle vostre troiate
Grazie
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