Come distinguere atei e non atei?

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Come distinguere atei e non atei?

Messaggio Da Minsky il Gio 15 Gen - 20:00

In questo post, rispondendo in tono scherzoso a Mandalay sulla sua affermazione di essere "ateo dall'adolescenza", gli proponevo di sottoporsi al test per la credenza.

Ma la cosa, riflettendoci un momento, non avrebbe molto senso. Infatti, non sono sicuro che basti non essere credenti per potersi definire atei.

Premettiamo che, se non esistesse la religione, non esisterebbe l'ateismo. Infatti, se non esistessero i francobolli, non esisterebbero i collezionisti di francobolli, e non avrebbe alcun senso definirsi "non collezionisti di francobolli".

Dunque l'ateismo esiste solo in ragione della religione. Quindi è contrapposizione alla religione.

Formulo l'ipotesi che, per dirsi atea, una persona non possa essere semplicemente indifferente alla religione. Altrimenti sarebbe come il non collezionista di francobolli, in un mondo in cui non ci sono francobolli.

Per dirsi atea una persona dovrebbe essere contro la religione almeno sotto il profilo ideologico. Non pretendo che sia un attivista o che si impegni in un modo concreto per combatterla. Tutto sommato, anche il semplice fatto di vivere da ateo, è già una manifestazione, un comportamento avverso alla religione.

Che ne pensate?

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Re: Come distinguere atei e non atei?

Messaggio Da Rasputin il Gio 15 Gen - 20:56

Mah mi sembra una complicata definizione della normalità/salute mentale

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Re: Come distinguere atei e non atei?

Messaggio Da Minsky il Gio 15 Gen - 21:58

Rasputin ha scritto:Mah mi sembra una complicata definizione della normalità/salute mentale
Il fatto è che constato come alcune persone si dicano atee, pur manifestando concetti del tipo "bisogna avere rispetto per le religioni", "non si deve bestemmiare", "chi crede ha diritto di fare proselitismo", "i credenti hanno diritto di costruire chiese / moschee / salcazzo a spese della comunità", "non si devono offendere i sentimenti religiosi" (tipico della questione della satira religiosa), etc. etc.

Sono dubbioso che costoro si possano attribuire il titolo di atei.

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Re: Come distinguere atei e non atei?

Messaggio Da Rasputin il Gio 15 Gen - 22:02

Minsky ha scritto:
Rasputin ha scritto:Mah mi sembra una complicata definizione della normalità/salute mentale
Il fatto è che constato come alcune persone si dicano atee, pur manifestando concetti del tipo "bisogna avere rispetto per le religioni", "non si deve bestemmiare", "chi crede ha diritto di fare proselitismo", "i credenti hanno diritto di costruire chiese / moschee / salcazzo a spese della comunità", "non si devono offendere i sentimenti religiosi" (tipico della questione della satira religiosa), etc. etc.

Sono dubbioso che costoro si possano attribuire il titolo di atei.

Di stronzi però sí

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Re: Come distinguere atei e non atei?

Messaggio Da Minsky il Gio 15 Gen - 22:24

Rasputin ha scritto:
Minsky ha scritto:
Rasputin ha scritto:Mah mi sembra una complicata definizione della normalità/salute mentale
Il fatto è che constato come alcune persone si dicano atee, pur manifestando concetti del tipo "bisogna avere rispetto per le religioni", "non si deve bestemmiare", "chi crede ha diritto di fare proselitismo", "i credenti hanno diritto di costruire chiese / moschee / salcazzo a spese della comunità", "non si devono offendere i sentimenti religiosi" (tipico della questione della satira religiosa), etc. etc.

Sono dubbioso che costoro si possano attribuire il titolo di atei.

Di stronzi però sí
Mah, io li considererei appartenenti alla "fascia di mezzo" di chi non è né credente né ateo. E a ben vedere sospetto che la grande maggioranza della gente appartenga a questo ambito indistinto.

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Re: Come distinguere atei e non atei?

Messaggio Da Rasputin il Gio 15 Gen - 22:26

Minsky ha scritto:
Rasputin ha scritto:
Minsky ha scritto:
Rasputin ha scritto:Mah mi sembra una complicata definizione della normalità/salute mentale
Il fatto è che constato come alcune persone si dicano atee, pur manifestando concetti del tipo "bisogna avere rispetto per le religioni", "non si deve bestemmiare", "chi crede ha diritto di fare proselitismo", "i credenti hanno diritto di costruire chiese / moschee / salcazzo a spese della comunità", "non si devono offendere i sentimenti religiosi" (tipico della questione della satira religiosa), etc. etc.

Sono dubbioso che costoro si possano attribuire il titolo di atei.

Di stronzi però sí
Mah, io li considererei appartenenti alla "fascia di mezzo" di chi non è né credente né ateo. E a ben vedere sospetto che la grande maggioranza della gente appartenga a questo ambito indistinto.

Sono quelli che cibano il cancro

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Re: Come distinguere atei e non atei?

Messaggio Da Justine il Gio 15 Gen - 22:36

Detta un po' simpaticamente, ma non per questo in maniera meno veritiera, un ateo percepisce alla grande il problema dell'impellente mortalità più di tanti altri: basti pensare la quantità di tempo e salute che è "costretto" a perdere nel dover fare colossale debunking di affermazioni di stampo paranormale che vengono confuse per tutt'altro, e dover spiegare chimica/biologia/psicologia/ e sa chissà chi cos'altro, a volte per mesi, anni, decenni, e reiteratamente.

Bisognerebbe scrivere un vademecum definitivo da cui attingere per spiegare alla falange dei credenti determinate cose, tanto gira e volta siamo sempre a battere gli stessi 5/6 chiodi

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Re: Come distinguere atei e non atei?

Messaggio Da Minsky il Gio 15 Gen - 22:42

Justine ha scritto:Detta un po' simpaticamente, ma non per questo in maniera meno veritiera, un ateo percepisce alla grande il problema dell'impellente mortalità più di tanti altri: basti pensare la quantità di tempo e salute che è "costretto" a perdere nel dover fare colossale debunking di affermazioni di stampo paranormale che vengono confuse per tutt'altro, e dover spiegare chimica/biologia/psicologia/ e sa chissà chi cos'altro, a volte per mesi, anni, decenni, e reiteratamente.

Bisognerebbe scrivere un vademecum definitivo da cui attingere per spiegare alla falange dei credenti determinate cose, tanto gira e volta siamo sempre a battere gli stessi 5/6 chiodi
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Re: Come distinguere atei e non atei?

Messaggio Da Justine il Ven 16 Gen - 3:22

Questa è tratta dall'edizione definitiva del vademecum, mi sa che alcuni vorranno anche i passaggi intermedi :D

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Re: Come distinguere atei e non atei?

Messaggio Da Mandalay il Ven 16 Gen - 10:22

Minsky ha scritto:In questo post, rispondendo in tono scherzoso a Mandalay sulla sua affermazione di essere "ateo dall'adolescenza", gli proponevo di sottoporsi al test per la credenza.

Ma la cosa, riflettendoci un momento, non avrebbe molto senso. Infatti, non sono sicuro che basti non essere credenti per potersi definire atei.  

Sono d'accordo che un fantomatico test per la credenza sia una cosa senza senso,
se la definizione di "ateo" è quella di senza dio, penso che basti affermare di non credere in "divinità" metafisiche per potersi definire ateo in senso generale, se la tua definizione di ateo è diversa può essere che alcuni (molti?) atei non rientrino nella tua definizione ce ne possiamo fare una ragione. Su questo forum si è affermato spesso che ci sono tanti atei quante teste (così, come anche tu affermi in alcuni tuoi post, ci sono tante religioni quanti credenti).

Minsky ha scritto:
Premettiamo che, se non esistesse la religione, non esisterebbe l'ateismo. Infatti, se non esistessero i francobolli, non esisterebbero i collezionisti di francobolli, e non avrebbe alcun senso definirsi "non collezionisti di francobolli".

Dunque l'ateismo esiste solo in ragione della religione. Quindi è contrapposizione alla religione.

Se non esistessero i francobolli potrebbero benissimo esistere gli adoratori dei francobolli (visto che, così come per me non esiste dio,  esiste chi crede nella esistenza  dio).

Dunque affermarsi ateo è sì in contrapposizione alla religione.

Minsky ha scritto:
Formulo l'ipotesi che, per dirsi atea, una persona non possa essere semplicemente indifferente alla religione. Altrimenti sarebbe come il non collezionista di francobolli, in un mondo in cui non ci sono francobolli.

Assolutamente no io sono ateo ma non me ne può fregare di meno di chi professa una religione se questo lo fa star bene e non inficia la mia libertà.

Minsky ha scritto:
Per dirsi atea una persona dovrebbe essere contro la religione almeno sotto il profilo ideologico. Non pretendo che sia un attivista o che si impegni in un modo concreto per combatterla. Tutto sommato, anche il semplice fatto di vivere da ateo, è già una manifestazione, un comportamento avverso alla religione.

Dal punto di vista ideologico....può darsi ma non vedo come questo possa danneggiare o complicare i miei rapporti con chi crede.
Perché deve essere avverso? Lo sarà solo quando dovrò difendere la mia libertà.

Minsky ha scritto:
Che ne pensate?

Io penso che i rapporti fra le persone devono essere improntati al rispetto reciproco,
penso che non sono i credenti che possono danneggiare me o la società in cui vivo,
ma come sempre accade è chi manovra le persone: i "potenti", chi stabilisce le regole, che possono rendere la mia vita più complicata, è verso di loro che vanno indirizzate le mie energie perché non soffochino il mio bisogno di vivere in una società il più possibile "libera".

E per libera intendo una società che consenta a me e agli altri di vivere come più ci aggrada senza romperci i coglioni a vicenda.
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Re: Come distinguere atei e non atei?

Messaggio Da Justine il Ven 16 Gen - 11:04

L'ateo è "unico": non esiste un numero inferiore o superiore di dei a cui non crede rispetto agli altri "colleghi". Altrimenti si parte con le 50 sfumature di grigio dell'agnosticismo, e l'ateismo non c'entra più.
Semmai possono differire per opinioni nella percezione della storia, filosofia, cose simili; ma tutti concordano nell'affermare l'inesistenza di dio/degli dei.

A me infastidisce sapere che le persone si debbano appellare a risorse di fattura religiosa per convincersi che valga la pena e ce la si debba fare così, passando per tutti gli annessi e connessi. Vogliamo parlare di essere una specie in cui il concetto di dignità assume un significato, poi cediamo alla prima consolazione immaginaria che troviamo, mi pare abbastanza detrimentale alla natura umana, se vogliamo magnificarla e renderla quella che è. Altrimenti, diamo libertà e non trattamento sanitario anche alle persone in stati schizofrenici che non sfociano nella violenza fisica, se è vero che ognuno può far passare per vero (e contaminando il pensar comune con le loro credenze, non è che rimane isolato nelle loro teste) quello che vuole.

Tutti noi abbiamo la facoltà di cambiare le cose attorno a noi già a partire da un gruppo di 10 persone. Immaginiamo ognuna di esse che parla ad altri 10 ed altri 10 ed altri 10...

Il mondo lo facciamo noi, noi piccoli e singoli. Per questo bisogna assumersi responsabilità di quello che si pensa anche nel privato.

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Re: Come distinguere atei e non atei?

Messaggio Da Minsky il Ven 16 Gen - 11:45

Justine ha scritto:Questa è tratta dall'edizione definitiva del vademecum, mi sa che alcuni vorranno anche i passaggi intermedi :D
Il bello è che non ci sono "passaggi intermedi".

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Re: Come distinguere atei e non atei?

Messaggio Da Minsky il Ven 16 Gen - 12:27

Mandalay ha scritto:
Minsky ha scritto:In questo post, rispondendo in tono scherzoso a Mandalay sulla sua affermazione di essere "ateo dall'adolescenza", gli proponevo di sottoporsi al test per la credenza.

Ma la cosa, riflettendoci un momento, non avrebbe molto senso. Infatti, non sono sicuro che basti non essere credenti per potersi definire atei.  

Sono d'accordo che un fantomatico test per la credenza sia una cosa senza senso,
Scusa ma forse c'è un piccolo fraintendimento, non ho detto che il "test per la credenza" sia una cosa senza senso, ho detto che non avrebbe senso considerare soddisfacente un risultato negativo del "test per la credenza" ai fini di stabilire se una persona sia atea.

Mandalay ha scritto:se la definizione di "ateo" è quella di senza dio, penso che basti affermare di non credere in "divinità" metafisiche per potersi definire ateo in senso generale, se la tua definizione di ateo è diversa può essere che alcuni (molti?) atei non rientrino nella tua definizione ce ne possiamo fare una ragione. Su questo forum si è affermato spesso che ci sono tanti atei quante teste (così, come anche tu affermi in alcuni tuoi post, ci sono tante religioni quanti credenti).
No, sto cercando di attribuire un significato più preciso al termine "ateo", dal momento che viene comunemente considerato equivalente a "non credente".
Anni fa ci fu un'appassionata discussione, condotta se ben ricordo da Darrow, su questo argomento, e già allora avevo cercato di puntualizzare che ci dovrebbe essere una differenza tra le due definizioni.
È possibile come osservi tu, che alla fine alcuni che si dicono atei non "passino" questo criterio, ma se ve ne potrete fare una ragione voi (mi pare che ti includi sin d'ora nel novero), me ne potrò fare una ragione anch'io, e poi ognuno si dichiarerà come vuole.
Sull'osservazione "tanti atei quante teste" ti ha già ottimamente risposto Justine con una chiarezza e lucidità che non saprei migliorare nemmeno in ore di studio, quindi sottoscrivo quanto ha detto lei e ti rimando al suo post. Aggiungo soltanto un appunto: che, come ho detto tante volte e volentieri ripeto, non c'è reciprocità, specularità o equivalenza di alcun tipo tra ateo e credente.

Mandalay ha scritto:
Minsky ha scritto:
Premettiamo che, se non esistesse la religione, non esisterebbe l'ateismo. Infatti, se non esistessero i francobolli, non esisterebbero i collezionisti di francobolli, e non avrebbe alcun senso definirsi "non collezionisti di francobolli".

Dunque l'ateismo esiste solo in ragione della religione. Quindi è contrapposizione alla religione.

Se non esistessero i francobolli potrebbero benissimo esistere gli adoratori dei francobolli (visto che, così come per me non esiste dio,  esiste chi crede nella esistenza  dio).
Nella mia allegoria, i francobolli sono la metafora della religione, non di dio. E la religione esiste (purtroppo): è quella cosa idiota da cui stiamo cercando di liberarci.

Mandalay ha scritto:Dunque affermarsi ateo è sì in contrapposizione alla religione.
"Affermarsi ateo" è già una presa di posizione ideologica contrapposta ad affermarsi credente, te ne do atto. Vorrei andare un po' oltre alla mera affermazione.

Mandalay ha scritto:
Minsky ha scritto:
Formulo l'ipotesi che, per dirsi atea, una persona non possa essere semplicemente indifferente alla religione. Altrimenti sarebbe come il non collezionista di francobolli, in un mondo in cui non ci sono francobolli.

Assolutamente no io sono ateo ma non me ne può fregare di meno di chi professa una religione se questo lo fa star bene e non inficia la mia libertà.
Pragmatismo condivisibile ma purtroppo inapplicabile. Coloro che professano idiozie religiose inficiano pesantemente la libertà altrui in mille modi e in mille situazioni concrete dagli albori dell'umanità ai giorni nostri (oggi più di ieri e meno di domani, verrebbe da dire).

Mandalay ha scritto:
Minsky ha scritto:
Per dirsi atea una persona dovrebbe essere contro la religione almeno sotto il profilo ideologico. Non pretendo che sia un attivista o che si impegni in un modo concreto per combatterla. Tutto sommato, anche il semplice fatto di vivere da ateo, è già una manifestazione, un comportamento avverso alla religione.

Dal punto di vista ideologico....può darsi ma non vedo come questo possa danneggiare o complicare i miei rapporti con chi crede.
Perché deve essere avverso? Lo sarà solo quando dovrò difendere la mia libertà.
Bene, capisco che tu hai avuto esperienze diverse e assai meno immersive delle mie, non c'è problema, permettimi solo di lasciarti una fraterna esortazione a tenerti pronto.

Mandalay ha scritto:
Minsky ha scritto:
Che ne pensate?

Io penso che i rapporti fra le persone devono essere improntati al rispetto reciproco,
penso che non sono i credenti che possono danneggiare me o la società in cui vivo,
ma come sempre accade è chi manovra le persone: i "potenti", chi stabilisce le regole, che possono rendere la mia vita più complicata, è verso di loro che vanno indirizzate le mie energie perché non soffochino il mio bisogno di vivere in una società il più possibile "libera".

E per libera intendo una società che consenta a me e agli altri di vivere come più ci aggrada senza romperci i coglioni a vicenda.
Parole sante. wink..

Allora domandiamoci chi sono i "potenti", chi stabilisce le regole che possono rendere la nostra vita più complicata, chi vive alla grande senza fare un cazzo vendendo idiozie nocive e pericolose alla gente, chi ha accumulato ingenti ricchezze truffando il popolo per secoli e millenni, e se davvero tutto questo può andare avanti anche perché la gente è supina e ha tanto "bisogno" di credere a favole del cazzo.

Non si può aggiustare tutto in una volta quando c'è un guasto enorme, e ognuno in una qualsiasi organizzazione di qualsiasi dimensione deve avere la sua specializzazione più o meno importante, ognuno è una rotella e tutti insieme si fa marciare il sistema.

Nella nostra società democratica, per cambiare le cose e assicurarsi di avere la massima libertà si agisce a livello politico, cioè informando le persone. Questa è la strada. I "potenti" sono tali solo perché ci sono milioni di persone che credono nella loro potenza. Altrimenti sarebbero solo degli inetti qualunque, come nella realtà la gran parte di loro sono. Come vedi è tutta questione di credenza.

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Re: Come distinguere atei e non atei?

Messaggio Da Mandalay il Mar 27 Gen - 14:20

Il processo di secolarizzazione della società occidentale è in atto già da qualche secolo
(forse anche da prima della rivoluzione industriale) indipendentemente dai bisogni delle masse.

In una società basata sui consumi un peccatore spende e compra molto di più di un mite fedele angosciato dai sensi di colpa, e questo processo procederà finchè le cose continueranno a evolvere in questo senso, indipendentemente dalle varie spinte che possono essere messe in atto dalle varie associazioni religiose o atee.

I poteri economici che dominano le masse hanno mezzi attualmente molto più efficaci, per pilotare le coscienze e i bisogni della gente, della religione, per "lobotomizzare" i compratori/elettori funziona molto meglio una "reclame" di una madonna che piange.

Ma questo non significa che si può spegnere il bisogno di irrazionale che esiste nell'uomo, il bisogno di conciliare paleo cervello e corteccia fa si che l'uomo abbia bisogno per sopravvivere di qualcosa di più che mero calcolo matematico, o percorso logico.

C'è chi scala montagne, c'e' chi video gioca, c'e' chi corre chilometri in bicicletta, tutte cose che ad uno sguardo esterno paiono prive di razionalità alcuna ma che servono a chi le vive per sopravvivere meglio, certo potrebbero farne a meno
ma dovrebbero rinunciare a parte di se (e sicuramente cercherebbero altre cose per appagare il loro bisogno di irrazionalità).
C'e' chi questo bisogno lo placa con una illusione che dia più senso alla sua vita per lui è così se gli serve che danno mi fa?

Il potere che pilota le masse ha bisogno di un chiavistello per aprire le coscienze la religione ora gli serve anche meno di una volta per i suoi scopi.

Aumentare la consapevolezza della gente questo è ciò che serve per rendere la gente almeno consapevole di essere pedine.
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Re: Come distinguere atei e non atei?

Messaggio Da Justine il Mar 27 Gen - 15:12

Beh, tra una persona che scala montagne ed un indottrinatore di masse vedo differenza.
Così come tra una videogiocatrice (quale io sono) e gli attentatori dell'Hebdo che magari sparerebbero a manetta per alcune cutscene di videogames non proprio aderenti al credo.
Io leggo anche manga demenziali in cui si parla di asini volanti (la roba più normale che si incontra), ma non vado a discutere animatamente spiegando che gli asini volanti esistono perché leggo frutti di fantasia altrui.
Si tratta di reagire con consapevolezza e sapere perché abbiamo bisogno di certe cose. L'onestà verso di noi, ecco cosa ci aiuterebbe ad essere piú sani, e soprattutto saper sdrammatizzare le passioni in cui crediamo

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Re: Come distinguere atei e non atei?

Messaggio Da Mandalay il Mar 27 Gen - 15:45

Justine ha scritto:Beh, tra una persona che scala montagne ed un indottrinatore di masse vedo differenza.
Così come tra una videogiocatrice (quale io sono) e gli attentatori dell'Hebdo che magari sparerebbero a manetta per alcune cutscene di videogames non proprio aderenti al credo.
Io leggo anche manga demenziali in cui si parla di asini volanti (la roba più normale che si incontra), ma non vado a discutere animatamente spiegando che gli asini volanti esistono perché leggo frutti di fantasia altrui.

Come c'è differenza fra un cammello e una tigre, ma non era quello che volevo far notare, ci sono credenti che vivono la loro illusione come tu, io, tutte le persone "normali" vivono la loro parte irrazionale, cioè senza bisogno di fare proselitismo, anche perché capiscono che è una scelta personale, al più cercano di condividere le loro esperienze con altri che provano gli stessi interessi.
Bene così come io posso ascoltare e cercare di capire i tuoi interessi per i video giochi (anch'io fra l'altro sono un appassionato video giocatore) perché non posso ascoltare e cercare di capire un credente?
Visto che sono ateo faticherò a comprenderlo fino in fondo ma se non limita la mia libertà e non mi danneggia perché devo mettermi in contrasto con lui, perché lo devo denigrare o considerare minorato?  

Justine ha scritto:
Si tratta di reagire con consapevolezza e sapere perché abbiamo bisogno di certe cose. L'onestà verso di noi, ecco cosa ci aiuterebbe ad essere piú sani, e soprattutto saper sdrammatizzare le passioni in cui crediamo

Sì sono d'accordo ma la consapevolezza di cui parlavo era più di carattere culturale che "psicoanalitico"
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Messaggio Da Justine il Mar 27 Gen - 15:49

Esatto, ma il punto è che una credenza così inveterata, oltre a non essere così suscettibile di osservazioni (se prendo in giro le divinità Marvel non succede nulla, se prendo in giro Allah meglio cambiare pianeta), spesso incide a tutti gli effetti sulla vita degli altri. Vedi alcuni che preferiscono "pregare per il malato" o affidarsi a presunti poteri "oltremondani" per far quadrare le cose. Non sono del tutto convinta che una catena di superstizioni simili non abbia, per via dell'effetto farfalla, qualche risonanza nella vita di chi anche non crede o crede (ma non vuole essere toccato da quello che altri possono mettere in atto secondo questo schema di cose)

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Re: Come distinguere atei e non atei?

Messaggio Da Minsky il Mar 27 Gen - 21:47

Mandalay ha scritto:Il processo di secolarizzazione della società occidentale è in atto già da qualche secolo
(forse anche da prima della rivoluzione industriale) indipendentemente dai bisogni delle masse.

In una società basata sui consumi un peccatore spende e compra molto di più di un mite fedele angosciato dai sensi di colpa, e questo processo procederà finchè le cose continueranno a evolvere in questo senso, indipendentemente dalle varie spinte che possono essere messe in atto dalle varie associazioni religiose o atee.

I poteri economici che dominano le masse hanno mezzi attualmente molto più efficaci, per pilotare le coscienze e i bisogni della gente, della religione, per "lobotomizzare" i compratori/elettori funziona molto meglio una "reclame" di una madonna che piange.

Ma questo non significa che si può spegnere il bisogno di irrazionale che esiste nell'uomo, il bisogno di conciliare paleo cervello e corteccia fa si che l'uomo abbia bisogno per sopravvivere di qualcosa di più che mero calcolo matematico, o percorso logico.

C'è chi scala montagne, c'e' chi video gioca, c'e' chi corre chilometri in bicicletta, tutte cose che ad uno sguardo esterno paiono prive di razionalità alcuna ma che servono a chi le vive per sopravvivere meglio, certo potrebbero farne a meno
ma dovrebbero rinunciare a parte di se (e sicuramente cercherebbero altre cose per appagare il loro bisogno di irrazionalità).
C'e' chi questo bisogno lo placa con una illusione che dia più senso alla sua vita per lui è così se gli serve che danno mi fa?

Il potere che pilota le masse ha bisogno di un chiavistello per aprire le coscienze la religione ora gli serve anche meno di una volta per i suoi scopi.

Aumentare la consapevolezza della gente questo è ciò che serve per rendere la gente almeno consapevole di essere pedine.
Osservazioni perfettamente condivisibili, l'unica pecca che vi trovo è nella qualità dell'illusione, come la chiami tu, che implica effetti di ampia scala, nel caso della religione (in generale, con tutti i distinguo che vanno fatti per i diversi casi), sulla società. Dal suono delle campane a tutte le ore del giorno, sino ad altre forme di invadenza ben più dannose, la religione cattolica, per esempio, è tuttora un tumore nel corpo sociale che causa devastazioni non trascurabili. E se andiamo a vedere l'islam o l'induismo etc. non ci sono dubbi che siano idiozie profondamente malefiche. Paragonare questo con l'alpinismo, il ciclismo o i videogiochi, non ha proprio la minima proporzione.

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Re: Come distinguere atei e non atei?

Messaggio Da Minsky il Mar 27 Gen - 21:50

Justine ha scritto:Esatto, ma il punto è che una credenza così inveterata, oltre a non essere così suscettibile di osservazioni (se prendo in giro le divinità Marvel non succede nulla, se prendo in giro Allah meglio cambiare pianeta), spesso incide a tutti gli effetti sulla vita degli altri. Vedi alcuni che preferiscono "pregare per il malato" o affidarsi a presunti poteri "oltremondani" per far quadrare le cose. Non sono del tutto convinta che una catena di superstizioni simili non abbia, per via dell'effetto farfalla, qualche risonanza nella vita di chi anche non crede o crede (ma non vuole essere toccato da quello che altri possono mettere in atto secondo questo schema di cose)
Se permetti, chiamarlo "effetto farfalla" mi sembra largamente inappropriato, lo chiamerei piuttosto "effetto elefante" che rende meglio l'idea della potenza in gioco.

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Re: Come distinguere atei e non atei?

Messaggio Da Justine il Mar 27 Gen - 21:51

:D Perfetto, condivido ;)

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Smettetela di bistrattare e misinterpretare la Scienza per fingere di dare plausibilità alle vostre troiate
Grazie
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Re: Come distinguere atei e non atei?

Messaggio Da blueberrymind il Mer 28 Gen - 16:50

Minsky ha scritto:In questo post, rispondendo in tono scherzoso a Mandalay sulla sua affermazione di essere "ateo dall'adolescenza", gli proponevo di sottoporsi al test per la credenza.



Premettiamo che, se non esistesse la religione, non esisterebbe l'ateismo.


Appunto, che è quindi come ammettere  che è la religione il prius dell'uomo,  lo stato natuale dell'uomo,  non l'ateismo che viene dopo; avete bisogno della religione che vi dia un significato per esistere




Infatti, se non esistessero i francobolli, non esisterebbero i collezionisti di francobolli, e non avrebbe alcun senso definirsi "non collezionisti di francobolli".

Dunque l'ateismo esiste solo in ragione della religione. Quindi è contrapposizione alla religione.

eh già purtroppo per te sembra essere proprio così, esistete fintanto che vi opponete a qualcosa, non avete esistenza propria





Che ne pensate?
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Re: Come distinguere atei e non atei?

Messaggio Da Mandalay il Mer 28 Gen - 16:53

blueberrymind ha scritto:
Minsky ha scritto:In questo post, rispondendo in tono scherzoso a Mandalay sulla sua affermazione di essere "ateo dall'adolescenza", gli proponevo di sottoporsi al test per la credenza.



Premettiamo che, se non esistesse la religione, non esisterebbe l'ateismo.


Appunto, che è quindi come ammettere  che è la religione il prius dell'uomo,  lo stato natuale dell'uomo,  non l'ateismo che viene dopo; avete bisogno della religione che vi dia un significato per esistere




Infatti, se non esistessero i francobolli, non esisterebbero i collezionisti di francobolli, e non avrebbe alcun senso definirsi "non collezionisti di francobolli".

Dunque l'ateismo esiste solo in ragione della religione. Quindi è contrapposizione alla religione.

eh già purtroppo per te sembra essere proprio così, esistete fintanto che vi opponete a qualcosa, non avete esistenza propria





Che ne pensate?
Penso che per fare il trol dovresti almeno imparare a quotare ahahahahahah ahahahahahah ahahahahahah
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Re: Come distinguere atei e non atei?

Messaggio Da Minsky il Mer 28 Gen - 17:06

blueberrymind ha scritto:
Minsky ha scritto:In questo post, rispondendo in tono scherzoso a Mandalay sulla sua affermazione di essere "ateo dall'adolescenza", gli proponevo di sottoporsi al test per la credenza.

Premettiamo che, se non esistesse la religione, non esisterebbe l'ateismo.

Appunto, che è quindi come ammettere  che è la religione il prius dell'uomo,  lo stato natuale dell'uomo,  non l'ateismo che viene dopo; avete bisogno della religione che vi dia un significato per esistere

Minsky ha scritto:Infatti, se non esistessero i francobolli, non esisterebbero i collezionisti di francobolli, e non avrebbe alcun senso definirsi "non collezionisti di francobolli".

Dunque l'ateismo esiste solo in ragione della religione. Quindi è contrapposizione alla religione.

eh già purtroppo per te sembra essere proprio così, esistete fintanto che vi opponete a qualcosa, non avete esistenza propria

Minsky ha scritto:Che ne pensate?
Intanto, metto a posto le quotature solo nella risposta, sebbene volendo io abbia facoltà di correggere anche il tuo post, così rimane l'ennesima prova della regola empirica che afferma che i credenti hanno difficoltà a quotare correttamente i post nei forum.

Poi mi prendo pure la briga di risponderti, perché sei troppo divertente.

Secondo te la religione darebbe "significato" all'esistenza, e questo lo si sa e lo do per scontato, basta dire che sei credente, è implicito. Ma non c'è alcuna connessione col fatto che un ateo abbia bisogno della religione. Se la religione non esistesse, saresti ateo anche tu, e senza neppure potertene rendere conto. Pensa che tragedia cosmica! Tutte quelle menate d'uccello mentali con cui ti masturbi furiosamente... mai esistite. Come faresti? Pensaci. Stanotte. Mentre ti rigiri nel letto in preda ad un'angoscia tormentosa e sudi freddo. Che incubo! mgreen

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Re: Come distinguere atei e non atei?

Messaggio Da blueberrymind il Mer 28 Gen - 17:38

Minsky ha scritto:
blueberrymind ha scritto:
Minsky ha scritto:In questo post, rispondendo in tono scherzoso a Mandalay sulla sua affermazione di essere "ateo dall'adolescenza", gli proponevo di sottoporsi al test per la credenza.

Premettiamo che, se non esistesse la religione, non esisterebbe l'ateismo.

Appunto, che è quindi come ammettere  che è la religione il prius dell'uomo,  lo stato natuale dell'uomo,  non l'ateismo che viene dopo; avete bisogno della religione che vi dia un significato per esistere

Minsky ha scritto:Infatti, se non esistessero i francobolli, non esisterebbero i collezionisti di francobolli, e non avrebbe alcun senso definirsi "non collezionisti di francobolli".

Dunque l'ateismo esiste solo in ragione della religione. Quindi è contrapposizione alla religione.

eh già purtroppo per te sembra essere proprio così, esistete fintanto che vi opponete a qualcosa, non avete esistenza propria

Minsky ha scritto:Che ne pensate?
Intanto, metto a posto le quotature solo nella risposta, sebbene volendo io abbia facoltà di correggere anche il tuo post, così rimane l'ennesima prova della regola empirica che afferma che i credenti hanno difficoltà a quotare correttamente i post nei forum.

Poi mi prendo pure la briga di risponderti, perché sei troppo divertente.

Secondo te la religione darebbe "significato" all'esistenza, e questo lo si sa e lo do per scontato, basta dire che sei credente, è implicito.

Mai detto questo, ho detto che la religione da significato all'ateismo che è tutt'altra cosa. Come al solito si rovesciano i termini del discorso per cercare di spuntarla (logica dell'ateo)



Ma non c'è alcuna connessione col fatto che un ateo abbia bisogno della religione. Se la religione non esistesse, saresti ateo anche tu, e senza neppure potertene rendere conto.

E se mia nonna avesse le ruote sarebbe una carrozza, questa è quindi la tua logica (logica dell'ateo). Ma la relgione esiste INDIPENDENTEMENTE dall'atesimo, perchè voi, come hai ammesso tu, vi contrapponete ad essa. Siete voi a dipendere dalla religione




Pensa che tragedia cosmica! Tutte quelle menate d'uccello mentali con cui ti masturbi furiosamente... mai esistite. Come faresti? Pensaci. Stanotte. Mentre ti rigiri nel letto in preda ad un'angoscia tormentosa e sudi freddo. Che incubo! mgreen



Per fortuna che sarebbero i ceredenti ad avere immaginazione...ah aha ah, guarda quanto ce l'hanno gli atei invece ah ah
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Re: Come distinguere atei e non atei?

Messaggio Da Minsky il Mer 28 Gen - 17:47

blueberrymind ha scritto:...



... un milione di anni per arrivare a Bluequalchecosa!

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