Sport preferiti

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Re: Sport preferiti

Messaggio Da primaverino il Sab 7 Feb - 16:11

Hara2 ha scritto:
Spoiler:

The best

Il football americano è indubbiamente uno sport affascinante.

Spoiler:
Un mio vecchio conoscente e quasi compaesano (Gianluigi Bravin, che giocò nei Frogs nel ruolo di Cornerback vincendo il campionato italiano e ammiratore/tifoso dei Dallas Cowboys) sosteneva che non esiste sport di squadra col medesimo livello di "gioco" (con e senza palla) in senso stretto.
Non sono sicurissimo che abbia ragione, ma va pur detto che non mi sento di escluderlo...

Personalmente lo trovo un po' troppo "frammentario" (nel senso che seguire un'intera partita dopo un po' mi da noia) ma debbo dire che la spettacolarità degli Highlights è davvero di rara bellezza (senso estetico mio, of course).
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Re: Sport preferiti

Messaggio Da Rasputin il Sab 7 Feb - 18:19

Scusa il cherrypick, ma sei informatissimo e su Meneghin non ho davvero altro da dire (A parte  vomito sulla schifosa ipocrisia del paraculbertiniano "Dilettantismo" degli atleti [e di che stracazzo dovrebbero vivere, porcamadonna!])

Primaverino ha scritto:4) Eh beh... Sta Wellington è una vera "iron woman" non c'è che dire...
Ho tuttavia notato che c'è persino chi ha vinto di più...
Comunque uno sport durissimo come il triathlon effettivamente non consente carriere ventennali sempre ai massimi livelli (se non ho capito male) e pure il livello medio dei contendenti è altissimo e probabilmente il "ricambio generazionale" pressoché costante...
Poi se ho detto cazzate, correggimi.

Non correggo ma rettifico/integro solamente:

- Wellington è stata la prima, e finora l'unica persona (Sia uomo che donna) a vincere a Kona al 1. tentativo

- c'è stato, è vero, chi ha vinto di più, ma erano altri tempi (Vedi Dave Scott)

- in tempi attuali, non ricordo di nessun triatleta che sia rimasto ai vertici mondiali (Parlo del triathlon duro, l'Ironman) per oltre 5 anni.

Ci sono eccezioni, Faris- Al Sultan, Yvonne Van Vlerken, ma il problema in realtà è biologico: uno sforzo del genere uccide determinate cellule muscolari, che non si rigenerano più; gli atleti lo sanno.

E il problema, te lo posso confermare in prima persona, non sono solo le competizioni: in gara parti ed in genere arrivi, cosati quel che costi come ad esempio queste due signore qui



il problema è tenere il ritmo di allenamento necessario. E non tanto fisicamente, perché un ragionevole programma di allenamento prevede ben calcolate fasi di recupero/rigenerazione; ma mentalmente.

Io mi ricordo di giornate (E non mi allenavo per l'Ironman, ma per la metà della distanza) in cui dopo 96km in bici, un'escursione classica che ripetevo 3 - 4 volte all'anno, in cui arrivavo a casa, mi mettevo le scarpette e mi ci facevo sopra 12km di corsa.

Non ho mai amato la corsa, e spesso per obbligarmi a raggiungere i km/sett. previsti, ci andavo in piscina (6,5km da casa mia), facevo i miei bravi 3,5km a nuoto poi (Intenzionalmente senza soldi in tasca e senza tessera dell'autobus) ero costretto a tornare a casa altresí di corsa.

Ma ne potrei raccontare di storie...ed ero - sono sempre stato - solo un dilettante

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Re: Sport preferiti

Messaggio Da primaverino il Dom 8 Feb - 0:25

Rasputin ha scritto:Scusa il cherrypick, ma sei informatissimo e su Meneghin non ho davvero altro da dire (A parte  vomito sulla schifosa ipocrisia del paraculbertiniano "Dilettantismo" degli atleti [e di che stracazzo dovrebbero vivere, porcamadonna!])

Mah...
Il discorso peraculbertiano è in effetti sempre stato fonte di controversie...
Pierre de Coubertin era un pedagogista (tra l'altro) e aveva una visione idealistica dello sport, che lui intendeva in duplice funzione educativa (mens sana in corpore sano, per riassumere) e di aggregazione sociale pure in ottica internazionalista.
E comunque rivolto all'educazione "dei giovani".
Probabilmente il suo intento pedagogico escludeva premi in denaro per questioni idealistiche, poi sta' a vedere...
Forse (lo dico io, quindi magari è una cazzata) il suo punto di vista era solo un po' troppo radicale visto con gli occhi "contemporanei" (ma ricorda che stiamo parlando del 1894, anno in cui illustrò il suo progetto all'opinione pubblica).
Egli si ispirava alle Olimpiadi dell'antica Grecia (che pure prevedevano la "tregua olimpica", ovvero la sospensione momentanea delle guerre in atto) persino in ottica "pacifista" se mi passi il termine...
Infatti il suo intento era quello di rendere popolare (in sostanza) la pratica dell'educazione fisica "latu sensu" come corroborante del singolo umano.
[una curiosità "divagatoria": siccome si ispirava ai giochi dell'antica Grecia, l'opinione di de Coubertin era che la competizione dovesse essere solo maschile, ma il CIO non ne tenne conto...].
La prima Olimpiade dell'era moderna (Atene 1896) prevedeva corse, salti, lanci, prove di forza e resistenza et similia, oltre a nuoto, ciclismo, scherma (e se mi dimentico qualcosa, perdonami) tanto è vero che nessun sport di squadra venne ammesso all'Olimpiade del 1896.
Nel 1900 venne ammessa la pallanuoto, ma altri sport di squadra fecero la prima apparizione ufficiale parecchio tempo dopo. (anche se in alcuni casi si disputarono delle gare a scopo "dimostrativo" senza peraltro venir "ufficializzate").
Se vogliamo e se mi passi l'accostamento, de Coubertin (questione femminile a parte) non la pensava troppo diversamente da te.
Lo sport olimpionico visto come individuale e sganciato da nazionalismi di sorta.
Il sig. Rossi, Herr Mueller, monsieur Dupont e mr. Smith se la giocano e che vinca il migliore.
Come tali e non in qualità di Italia, Germania, Francia, UK...
Ma è pur vero (come giustamente sottolinei) che gli sportivi di un certo livello non possono fare quaranta ore di fabbrica la settimana (che ai tempi erano pure di più, ma tralasciamo) e poi "divertirsi" con la preparazione atletica.
Col tempo che ci è voluto (e sfruttando l'enorme effetto propagandistico che lo sport assicura) e forse per il bene stesso della Manifestazione si è resa necessaria una preparazione sempre più specialistica e mirata dell'Atleta in grado di concorrere a certi livelli.
E come giustamente fai notare, in qualche modo sta gente deve pur poter campare...
Ergo gli atleti (in alcuni casi nominalmente "dilettanti") furono di fatto dei professionisti (come è giusto che sia, secondo me).
Al solito la politica ci si è messa di mezzo e alle volte si è assistito a vere e proprie dimostrazioni di "ipocrisia applicata".
Polemiche a parte, mi pare che attualmente l'unico sport olimpico nel quale gareggino atleti effettivamente dilettanti sia la boxe.

Sin qui si è parlato di Olimpiadi "estive"...
Per quelle invernali il discorso cambia (ma di poco) perché sono state introdotte successivamente (1924).
Qui uno sport di quadra c'era già (hockey su ghiaccio).
A tale proposito c'è un aneddoto formidabile, relativo alla sfida del Secolo tra Canada e Urss... Lo conosci?
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Re: Sport preferiti

Messaggio Da primaverino il Dom 8 Feb - 1:13

Rasputin ha scritto:
Primaverino ha scritto: Eh beh... Sta Wellington è una vera "iron woman" non c'è che dire...
Ho tuttavia notato che c'è persino chi ha vinto di più...
Comunque uno sport durissimo come il triathlon effettivamente non consente carriere ventennali sempre ai massimi livelli (se non ho capito male) e pure il livello medio dei contendenti è altissimo e probabilmente il "ricambio generazionale" pressoché costante...
Poi se ho detto cazzate, correggimi.

Non correggo ma rettifico/integro solamente:

1) - Wellington è stata la prima, e finora l'unica persona (Sia uomo che donna) a vincere a Kona al 1. tentativo

2) - c'è stato, è vero, chi ha vinto di più, ma erano altri tempi (Vedi Dave Scott)

3) - in tempi attuali, non ricordo di nessun triatleta che sia rimasto ai vertici mondiali (Parlo del triathlon duro, l'Ironman) per oltre 5 anni.

Ci sono eccezioni, Faris- Al Sultan, Yvonne Van Vlerken, ma il problema in realtà è biologico: uno sforzo del genere uccide determinate cellule muscolari, che non si rigenerano più; gli atleti lo sanno.

4) E il problema, te lo posso confermare in prima persona, non sono solo le competizioni: in gara parti ed in genere arrivi, cosati quel che costi come ad esempio queste due signore qui

Spoiler:

il problema è tenere il ritmo di allenamento necessario. E non tanto fisicamente, perché un ragionevole programma di allenamento prevede ben calcolate fasi di recupero/rigenerazione; ma mentalmente.

Spoiler:

Io mi ricordo di giornate (E non mi allenavo per l'Ironman, ma per la metà della distanza) in cui dopo 96km in bici, un'escursione classica che ripetevo 3 - 4 volte all'anno, in cui arrivavo a casa, mi mettevo le scarpette e mi ci facevo sopra 12km di corsa.

Non ho mai amato la corsa, e spesso per obbligarmi a raggiungere i km/sett. previsti, ci andavo in piscina (6,5km da casa mia), facevo i miei bravi 3,5km a nuoto poi (Intenzionalmente senza soldi in tasca e senza tessera dell'autobus) ero costretto a tornare a casa altresí di corsa.

5) Ma ne potrei raccontare di storie...ed ero - sono sempre stato - solo un dilettante

1) Chapeau!
2) Interessante: vuoi essere così gentile da volgarizzare il concetto ai meno preparati? (me, ovviamente) wink..
3) Mi pare di capire che già stare 5 anni a quei livelli sia al limite dell'umano...
Giusto per associazione di idee... Nel triathlon di alto livello, come stiamo a doping?
4) Il video è addirittura commovente. Chissà perché mi ha ricordato Dorando Petri.
5) Al tuo piacere, fratello. Racconta... Non mi stanco mai, quando si parla di sport.

Un'ulteriore curiosità, carissimo: hai mai (ri)pensato alla tua vita trascorsa?... Ritieni che in circostanze diverse avresti mai potuto essere uno sportivo professionista?
(Ci metto un aneddoto di mio...)
Te lo chiedo perché un amico di giovinezza aveva un talento innato per il calcio (so che come sport non ti interessa, ma volevo solo rimarcare il "caso umano") ed era stato "provinato" per una società sportiva satellite del Torino (quando il Torino era una squadra di prima fascia).
Si pensava che di lì a poco avrebbe fatto il salto di qualità, dato il suo spirito gladiatorio (ricordava Furino, ma con più classe, non so se mi spiego) ma poi si "perse" causa cattive compagnie...
Tempo due anni (ormai "bruciato" nell'ambiente calcistico) grazie al suo fisico leggero ma "esplosivo" decise di iscriversi ad una palestra di pugili ed arrivò nel giro di un altro anno, alle selezioni per il campionato nazionale dilettanti con un record di vittorie da "vera promessa della boxe"... (categoria "pesi leggeri"... Era 1,69 per 59/60 kg. di peso e "tirato" come una corda di violino... ma credimi che a dargli una manata era come picchiare su una lastra di granito...)
Purtroppo ancora una volta il "demone" (perdona il termine, non ne trovo di migliori) che lo pervadeva prese il sopravvento e gli precluse una carriera che pareva solo attenderlo a braccia aperte...
Forse avrebbe potuto diventare un buon calciatore...
Forse avrebbe potuto diventare un buon pugile...
Di certo riposa nel cimitero del mio paese.

Spoiler:
in birra veritas a) Poverino.
in birra veritas b) Che pirla.
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Re: Sport preferiti

Messaggio Da Rasputin il Dom 8 Feb - 10:35

Primaverino ha scritto:[...]Polemiche a parte, mi pare che attualmente l'unico sport olimpico nel quale gareggino atleti effettivamente dilettanti sia la boxe.

Sin qui si è parlato di Olimpiadi "estive"...
Per quelle invernali il discorso cambia (ma di poco) perché sono state introdotte successivamente (1924).
Qui uno sport di quadra c'era già (hockey su ghiaccio).
A tale proposito c'è un aneddoto formidabile, relativo alla sfida del Secolo tra Canada e Urss... Lo conosci?

In sintesi, la mia opinione è che probabilmente un tempo, non essendo lo sport in generale arrivato a livelli troppo elevati, era possibile competere ai massimi senza doverlo praticare a tempo pieno. Poi ovviamente i (Politici) tempi di reazione da tribunale costituzionale di CIO, federazioni e comitati vari presieduti da arteriosclerotici barbogi che di sport ne capivano quanto me di astronomia hanno prolungato la fase ipocrita, prima di dover prendere atto che facevano una figura migliore legalizzando lo sport professionale a tutti i livelli.

Le perdite sono state minime, una che mi viene spontaneamente in testa è il circuito parallelo di coppa del mondo (Di sci) professionisti, che era composto quasi esclusivanmente da ex atleti del circuito "Dilettanti" passati appunto al professionismo, un nme che mi viene in mente è quello di Erwin Stricker (Te lo ricordi?).

No, non credo di conoscere l'aneddoto che menzioni, ma se me lo accenni magari scopro di conoscerlo...


Primaverino ha scritto:2) Interessante: vuoi essere così gentile da volgarizzare il concetto ai meno preparati? (me, ovviamente)

Beh tanto meno preparato non mi sembri, anzi informatissimo direi, ma in determinati campi...ti ho menzionato Dave Scott, ed oltre ad essere finora l'unico di due uomini ad aver vinto 6 (Sei!) volte a Kona, è stato protagonista nel 1989 proprio insieme all'altro esavincitore e suo arcirivale Mark Allen, di quella che è passata alla storia come Iron War (Guerra del ferro), la prima volta che Allen dopo vari tentativi finalmente è riuscito a batterlo.

Dopo essere usciti dall'acqua l'uno poco dietro l'altro, 180km in bici e quasi tutti i 42,195 della maratona testa a testa e senza scambiarsi una sola parola



il video è lungo, ma ne vale la pena; puoi farlo partire dal minuto 8'30", poi saltellare fino alla maratona, dove veramente hanno corso gomito a gomito, sempre senza proferire parola...minuto 32'45", da lí in poi si scatena l'inferno, finché Allen a sole 2 miglia dall'arrivo (Dal minuto 36'00"), dopo 8 ore esatte di gara, riesce a sferrare l'attacco definitivo...fino ad oggi non si è più visto nulla di simile.

Primaverino ha scritto:3) Mi pare di capire che già stare 5 anni a quei livelli sia al limite dell'umano...
Giusto per associazione di idee... Nel triathlon di alto livello, come stiamo a doping?

Infatti. Inoltre il sistema attuale di qualificazione per Kona, la Mecca dove tutti vogliono arrivare, è diventato crudele: un sistema a punti che costringe gli atleti a partecipare a più gare tanto meno riescono ad ottenere buoni piazzamenti. I professionisti non dovrebbero farne più di 2 all'anno (Sulla distanza completa), ma ad esempio la Van Vlerken (Vera donna di ferro, l'ho conosciuta in Austria l'anno scorso) all'Ironman di Kona in ottobre ha dovuto mollare, pregiudicata tra le altre cose nel nuoto da un placca nella clavicola destra inserita in seguito ad una caduta in bicicletta la scorsa primavera...per cominciare ad accumulare punti per Kona 2015 poco più di un mese dopo (I tempi minimi di recupero dopo una gara del genere si aggirano sulle 6 settimane) si è presentata all'Ironman Florida, lo ha vinto (Ha avuto culo, a causa delle condizioni del mare è stata annullata la frazione a nuoto) ed io ancora non so se con quello si à già qualificata o no...tema doping, alcuni sono stati beccati, ma finora sembra che lo sport sia rimasto relativamente "Pulito", questo a mio parere perché si tratta di 3 discipline ben diverse tra loro, ed un tipo di doping che potrebbe favorire ad esempio la frazione in bici potrebbe essere controproducente per quella a nuoto/corsa e viceversa...ma sono mie supposizioni.

La lista ufficiale al momento è piuttosto magra

http://en.wikipedia.org/wiki/Category:Doping_cases_in_triathlon

ma sono personalmente a conoscenza di casi non rappresentati.

Primaverino ha scritto:5) Al tuo piacere, fratello. Racconta... Non mi stanco mai, quando si parla di sport.

Come vedi, nemmeno io... mgreen

Ne ho di storie da raccontare, soprtatutto in allenamento...dall'avere quasi finito allenamenti di 80km in bici ed a pochi km da casa incrociare amici appena partiti per il loro, invertire la marcia e ricominciare da capo, fino a decidere spontaneamente con una compagna di allenamento (Sí, una donna ma forte come un orso) dopo 96 km di bici di fare una "Corsetta" di altri 10 partendo da casa mia, stirarmi un polpaccio in gara al km 15 di 21 di corsa, pensare di ritirarmi ma non trovando in quel punto del percorso alcun veicolo di assistenza zoppicare per2-300m e poi ricominciare a correre (Per crollare poi 1m dopo l'arrivo), ecceccecc...se mi viene in mente qualcos'altro te lo racconto.

Primaverino ha scritto:Un'ulteriore curiosità, carissimo: hai mai (ri)pensato alla tua vita trascorsa?... Ritieni che in circostanze diverse avresti mai potuto essere uno sportivo professionista?

È una domanda che mi hanno posto in tanti, ma seriamente non ci ho mai pensato. Ho sempre fatto sport come ho voluto, per divertimento e passione, ed in un paio di casi non sono - proprio per questo motivo - nemmeno arrivato allo sport agonistico, cito il più significativo, il windsurf, sport praticato intensamente nel il periodo tra il 1990 ed il 1996 durante il quale mi trovavo in un posto ideale ed ero conosciuto come "Pazzo furioso" nonché "Distruttore di attrezzature", perché uscivo - insieme ad un drappello di altri che si poteva contare sulle dita di una mano - anche quando la maggior parte degli altri stava in spiaggia a guardare.
Ho sempre preferito fare quello che volevo, insomma.

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Re: Sport preferiti

Messaggio Da Hara2 il Dom 8 Feb - 10:45

Rasputin ha scritto:  il windsurf, sport praticato intensamente nel il periodo tra il 1990 ed il 1996 durante il quale mi trovavo in un posto ideale ed ero conosciuto come "Pazzo furioso" nonché "Distruttore di attrezzature",


Abbiamo qualcosa in comune?! boxed

Delle volte manco riuscivi ad  a trasportare la tavola dall'auto o dalla rastrelliera fino all'acqua che il vento te la strappava via.
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Re: Sport preferiti

Messaggio Da Rasputin il Dom 8 Feb - 11:01

Hara2 ha scritto:
Rasputin ha scritto:  il windsurf, sport praticato intensamente nel il periodo tra il 1990 ed il 1996 durante il quale mi trovavo in un posto ideale ed ero conosciuto come "Pazzo furioso" nonché "Distruttore di attrezzature",


Abbiamo qualcosa in comune?! boxed

Delle volte manco riuscivi ad  a trasportare la tavola dall'auto o dalla rastrelliera fino all'acqua che il vento te la strappava via.

Dove eri?

Io qui



scattata nel novembre 1992 se non ricordo male, ma l'ultima uscita in condizioni simili - anche se non cosí estreme - è stata nell'agosto 2004:


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Re: Sport preferiti

Messaggio Da Hara2 il Dom 8 Feb - 11:30

Abitavo sul tirreno, per la precisione già mar ligure, in toscana, per qualche anno con i cugini  avemmo  in "uso" un 20 metri, sardegna, spagna,  marocco e anche di la
Specie in Sardegna e dalle parti di almerimar ho tentato seriamente di  suicidarmi più volte

Comunque l'unico sport che abbia mai fatto a livello agonistico è nuoto pinnato (e tecnica subacquea) poi sono arrivati i russi, micidiali con i loro monopinna da corsa ......quando anche le ragazzine fanno tempi migliori dei tuoi ti scoraggi
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Re: Sport preferiti

Messaggio Da Rasputin il Dom 8 Feb - 11:47

Hara2 ha scritto:Abitavo sul tirreno, per la precisione già mar ligure, in toscana, per qualche anno con i cugini  avemmo  in "uso" un 20 metri, sardegna, spagna,  marocco e anche di la
Specie in Sardegna e dalle parti di almerimar ho tentato seriamente di  suicidarmi più volte

Comunque l'unico sport che abbia mai fatto a livello agonistico è nuoto pinnato (e tecnica subacquea) poi sono arrivati i russi, micidiali con i loro monopinna da corsa ......quando anche le ragazzine fanno tempi migliori dei tuoi ti scoraggi

A Capo Testa il maestrale può tirare forte parecchio, non ci sono mai stato ma lo so...io ero a Lanzarote, là il vento non è cosí forte, le vele più piccole che si usano stanno sui 4mq (La mia della foto era una Simmer 4.6), ma le onde sono onde oceaniche, ed il fondo è di roccia lavica frastagliata (E costellato di ricci di mare).

Se ci rimani preso ti macinano, io ho ancora delle cicatrici sulla schiena

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Messaggio Da primaverino il Dom 8 Feb - 16:19

Rasputin ha scritto:
Primaverino ha scritto:[...]
Qui uno sport di quadra c'era già (hockey su ghiaccio).
A tale proposito c'è un aneddoto formidabile, relativo alla sfida del Secolo tra Canada e Urss... Lo conosci?


No, non credo di conoscere l'aneddoto che menzioni, ma se me lo accenni magari scopro di conoscerlo...


Il tutto avvenne nel 1972 mentre la Guerra Fredda era al massimo della tensione e ogni occasione era buona per fare propaganda da ambo le parti...
URSS e Canada erano le due nazionali (di gran lunga) più vincenti a livello di campionato del Mondo, mentre ai giochi olimpici prevaleva l'URSS per numero di vittorie.
I canadesi avversavano l'ipocrisia del "professionismo di stato" sovietico, i russi ribattevano con l'accusa di "codardia" da parte canadese, ovvero di cercare un alibi per evitare ai loro campioni di veder messo in dubbio l'autoreferenziale presunzione di essere i più forti comunque, ovvero: "se vincete siete i più forti, se perdete tirate fuori la scusa di aver mandato i ragazzini...".
Si cominciò a ventilare l'ipotesi di una supersfida che coinvolgesse gli assi che giocavano in NHL da un lato e la nazionale sovietica dall'altro.
I canadesi incontrarono emissari russi a Praga (in perfetto stile guerra fredda, come ricordato) e al termine della trattativa si addivenne ad un accordo.
Si sarebbero disputate otto gare (le prime quattro in quattro diverse città canadesi, le successive dopo quindici giorni a Mosca nel "tempio" della mitica Armata Rossa - CSKA).
I quotidiani sportivi canadesi sbertucciarono i mangiapatate russi per settimane e un bel dì si arrivò a Gara-1...
La partita finì 7-3 per i russi che per inciso avevano una linea d'attacco da paura, la cui punta di diamante era rappresentata dall'impareggiabile Valerij Charlamov (o Karlamov non mi ricordo) il quale a dispetto di un fisico da "ragioniere che va in palestra" (ovvero 1,75 per settanta kg o poco più) si "beveva" gli avversari a due alla volta, saltandoli come se fossero birilli (un difensore canadese con dieci anni di esperienza al più alto livello, pare ebbe a dire: "E' [Charlamov] la cosa più impressionante che si possa vedere su una pista ghiacciata").
Le sfide seguenti videro dapprima pareggiare il conto da parte canadese, poi un pari vero e proprio e di nuovo una vittoria sovietica...
A questo punto il "fattaccio"...
Lo staff canadese pianificò a tavolino di azzoppare Charlamov incaricando il loro difensore più "cattivo" di rompergli una caviglia. (non è un'illazione: lo confessò, anni dopo l'assistant coach del Team Canada).
Nonostante la sua assenza i sovietici se la batterono alla pari e anzi allungarono portandosi sul 3-1 complessivo (tre vinte un pari una persa, dopo la prima in casa...).
Poi i canadesi (pure al netto del vergognosissimo episodio di cui ho riferito) essendo comunque uno squadrone riuscirono a impattare la serie a Gara-7.
Pertanto l'ultima partita si rivelò decisiva, dato che c'erano state tre vittorie a testa e un pari.
Finì 6-5 per il Canada, ma apparve chiaro che ormai la presunta superiorità dell'NHL sul "resto del Mondo" era da considerarsi archiviata per sempre o quantomeno riveduta "nei toni"...
In ogni caso, e a maggior gloria degli attaccanti canadesi, che comunque mica erano dei manovali dell'hockey, il titolo di MVP del torneo fu assegnato al portiere russo, che pure a detta dei colleghi Yankee e canadesi era "il più forte di tutti".
Comunque con Charlamov in pista le cose sarebbero andate diversamente (il giudizio pare sia unanime tra gli esperti).
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Re: Sport preferiti

Messaggio Da primaverino il Dom 8 Feb - 16:41

Rasputin ha scritto:

1) Le perdite sono state minime, una che mi viene spontaneamente in testa è il circuito parallelo di coppa del mondo (Di sci) professionisti, che era composto quasi esclusivanmente da ex atleti del circuito "Dilettanti" passati appunto al professionismo, un nme che mi viene in mente è quello di Erwin Stricker (Te lo ricordi?).

2) Beh tanto meno preparato non mi sembri, anzi informatissimo direi, ma in determinati campi...ti ho menzionato Dave Scott, ed oltre ad essere finora l'unico di due uomini ad aver vinto 6 (Sei!) volte a Kona, è stato protagonista nel 1989 proprio insieme all'altro esavincitore e suo arcirivale Mark Allen, di quella che è passata alla storia come Iron War (Guerra del ferro), la prima volta che Allen dopo vari tentativi finalmente è riuscito a batterlo.
[...]
il video è lungo, ma ne vale la pena; puoi farlo partire dal minuto 8'30", poi saltellare fino alla maratona, dove veramente hanno corso gomito a gomito, sempre senza proferire parola...minuto 32'45", da lí in poi si scatena l'inferno, finché Allen a sole 2 miglia dall'arrivo (Dal minuto 36'00"), dopo 8 ore esatte di gara, riesce a sferrare l'attacco definitivo...fino ad oggi non si è più visto nulla di simile.

[...]

Infatti. [...]
3) (I tempi minimi di recupero dopo una gara del genere si aggirano sulle 6 settimane)
4) [doping]
La lista ufficiale al momento è piuttosto magra

http://en.wikipedia.org/wiki/Category:Doping_cases_in_triathlon

ma sono personalmente a conoscenza di casi non rappresentati.



1) Si. Stricker me lo ricordo. Però non la sapevo la storia del "circuito parallelo".

2) Davvero notevoli entrambi. Che si sappia (un po' di gossip non guasta mai) i due reciprocamente si stimano? Sono amici? Si odiano?
Gli sport individuali (per quelli di squadra si va a momenti) abbisognano di rivalità tra campioni "di riferimento"...

Coppi e Bartali...
Borg e McEnroe...
Thoeni e Stenmark (ma pure Klammer...)
Rossi e Biaggi...

E tanto altro ancora...

3) Hai anticipato una mia domanda... Sei settimane di recupero danno una vaga idea della "durezza" di tale disciplina...

4) Quanto "vale" il triathlon? (cioè, detto con crudezza: quanti soldi girano?)
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Re: Sport preferiti

Messaggio Da Hara2 il Dom 8 Feb - 16:44

Copiaincollando da http://www.scacchierando.net/ che fo prima ricordo come negli scacchi si arrivò ai momenti più grotteschi della guerra fredda

Baguio 1978: Karpov - Korchnoi

I russi passarono la sedia di Korchnoi ai raggi x per verificare l'assenza di dispositivi di onde elettromagnetiche   mentre lo staff di Korchnoi replicò   dichiarando che avevano a disposizione strumenti per misurare  il livello di radioattività nella sala da gioco
L'URSS a quel punto dichiarò ufficialmente di non aver usato ordigni radioattivi nel territorio filippino  (nessuno ha mai capito se fossero ironici o meno)

Protesta formale riguardo allo yogurt che Karpov era solito mangiare. Per risolvere la questione fu necessaria una riunione fiume di diverse ore  la soluzione fu che Karpov avrebbe potuto avere il suo yogurt ma  solo ad un certo momento stabilito, portato da un cameriere stabilito e solo del gusto mangiato durante la seconda partita  per evitare che questi fattori potessero essere una qualche sorta di codice

Precedentemente vi erano stati casi simili come l'accusa di artifici magici e parapsicologici rivolti dal team di Spassky contro gli americani e relative ispezioni in sala   


Ricordo che, malgrado in italia  la scacchiera sia mai andata forte, ai tempi la sfida era coperta dal tg e dalla stampa quasi come un mondiale di calcio
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Messaggio Da Rasputin il Dom 8 Feb - 17:02

Ah, qui mi si apre un mondo intero...

Primaverino ha scritto:Il tutto avvenne nel 1972 mentre la Guerra Fredda era al massimo della tensione e ogni occasione era buona per fare propaganda da ambo le parti...
URSS e Canada erano le due nazionali (di gran lunga) più vincenti a livello di campionato del Mondo, mentre ai giochi olimpici prevaleva l'URSS per numero di vittorie.[...]

Valerij Charlamov (o Karlamov non mi ricordo) il quale a dispetto di un fisico da "ragioniere che va in palestra" (ovvero 1,75 per settanta kg o poco più) si "beveva" gli avversari a due alla volta, saltandoli come se fossero birilli (un difensore canadese con dieci anni di esperienza al più alto livello, pare ebbe a dire: "E' [Charlamov] la cosa più impressionante che si possa vedere su una pista ghiacciata").[...]
Lo staff canadese pianificò a tavolino di azzoppare Charlamov incaricando il loro difensore più "cattivo" di rompergli una caviglia. (non è un'illazione: lo confessò, anni dopo l'assistant coach del Team Canada).[...]il titolo di MVP del torneo fu assegnato al portiere russo, che pure a detta dei colleghi Yankee e canadesi era "il più forte di tutti".
Comunque con Charlamov in pista le cose sarebbero andate diversamente (il giudizio pare sia unanime tra gli esperti).

[...]1: mi ricordo della rivalità tra Canada e URSS a quei tempi, e

[...]2: se la memoria non mi inganna, mi ricordo però anche della loro fama di "Picchiatori" (Con le mazze e sulle schiene degli avversari)

[...]3: non conoscevo Kharlamov, ed ho cercato:



c'è anche un documentario di quasi un'ora, se vuoi te lo passo wink..

Quanto ai portieri russi nella galassia, devo dirti io quale è (E qui faccio un'eccezione) Gesù di Nazareth o lo sai da solo? wink..

PS al momento sta girando il super G in Vail...

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Messaggio Da Rasputin il Dom 8 Feb - 17:07

Hara2 ha scritto:
Ricordo che, malgrado in italia  la scacchiera sia mai andata forte, ai tempi la sfida era coperta dal tg e dalla stampa quasi come un mondiale di calcio

Per evidenti motivi, mi pare (Forse allora i mezzi di comunicazione non erano ancora di dominio ebreo moon )

Pur non considerandolo uno sport, mi spiace che oggi non abbia la stessa risonanza di allora...

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Messaggio Da primaverino il Dom 8 Feb - 17:17

Hara2 ha scritto:Copiaincollando da http://www.scacchierando.net/ che fo prima ricordo come negli scacchi si arrivò ai momenti più grotteschi della guerra fredda
[...]
Ricordo che, malgrado in italia  la scacchiera sia mai andata forte, ai tempi la sfida era coperta dal tg e dalla stampa quasi come un mondiale di calcio  

Hai ragione fratello. Ricordo gli episodi che hai riportato.
Ma il clou avvenne nel 1972 (stesso anno dello scippo cestistico di Monaco e delle sfide di hockey di cui ho già parlato).

Sto parlando della sfida mondiale tra Fischer e Spasskij in Islanda, naturalmente...
Dal dopoguerra in poi le finali del Campionato del mondo erano state appannaggio esclusivo dei sovietici (sovietico il campione e sovietico pure lo sfidante) e Bobby Fischer (che pure aveva boicottato il campionato USA) venne comunque iscritto alle qualificazioni mondiali perché i mangia-hamburger sapevano perfettamente che in sua assenza nessun dannato cane Yankee avrebbe potuto competere contro i "cyborg" russi.
I due (che sul mio personalissimo cartellino identifico come "il Matto e il Mostro") furono protagonisti di una sfida memorabile, terminata con la vittoria di Fischer per abbandono dell'avversario alla ventunesima (!!!) partita...
Giusto per tratteggiare i contorni di cosa significhi una sfida a quei livelli, ricordo che Fischer pretese (e ottenne) lo spegnimento delle telecamere che riprendevano l'evento perché a suo dire il loro "rumore" gli faceva perdere concentrazione.
E pure chiese l'eliminazione delle prime sette file di spettatori che, sempre a suo dire, lo infastidivano (ne vennero comunque tolte tre... Per la serie: va bene tutto ma a tutto c'è un limite...) mgreen
In compenso Spasskij richiese (e ottenne a sua volta) l'allontanamento di una famiglia presente in quanto infastidito dall'insopportabile rumore provocato dallo scartamento delle caramelle del loro figlio (è vero, non vi dico una balla!).


Anni dopo, Kasparov (o Karpov, non ricordo) ebbe a dire che gli scacchi sono in assoluto lo "sport" più violento del mondo.
Sotto l'aspetto "fisico-atletico" già mi immagino il Rasp, caduto dalla sedia e con le lacrime agli occhi per il troppo ridere.
Sul piano psicologico, penso che sia vero.
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Messaggio Da primaverino il Dom 8 Feb - 17:37

Rasputin ha scritto:

[...]1: mi ricordo della rivalità tra Canada e URSS a quei tempi, e

[...]2: se la memoria non mi inganna, mi ricordo però anche della loro fama di "Picchiatori" (Con le mazze e sulle schiene degli avversari)

[...]3: non conoscevo Kharlamov, ed ho cercato:



c'è anche un documentario di quasi un'ora, se vuoi te lo passo wink..

*Quanto ai portieri russi nella galassia, devo dirti io quale è (E qui faccio un'eccezione) Gesù di Nazareth o lo sai da solo? wink..

PS al momento sta girando il super G in Vail...

2) Di sicuro non erano mammolette, va detto...
3) Volentieri... Un'oretta di Karlamov è un'oretta spesa bene. ok (e verdone!)

* Forse non ho capito bene la domanda...
Comunque se ci si limita alla "partita della vita" Craig (portiere USA a Lake Placid 1980) che parò l'impossibile proprio contro i sovietici (in semifinale) come "vice Cristo" ci sta a pennello...
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Messaggio Da Rasputin il Dom 8 Feb - 17:38

Primaverino ha scritto:1) Si. Stricker me lo ricordo. Però non la sapevo la storia del "circuito parallelo".

2) Davvero notevoli entrambi. Che si sappia (un po' di gossip non guasta mai) i due reciprocamente si stimano? Sono amici? Si odiano?
Gli sport individuali (per quelli di squadra si va a momenti) abbisognano di rivalità tra campioni "di riferimento"...

Coppi e Bartali...
Borg e McEnroe...
Thoeni e Stenmark (ma pure Klammer...)
Rossi e Biaggi...

E tanto altro ancora...

3) Hai anticipato una mia domanda... Sei settimane di recupero danno una vaga idea della "durezza" di tale disciplina...

4) Quanto "vale" il triathlon? (cioè, detto con crudezza: quanti soldi girano?)

1- purtroppo non ho trovato alcuna documentazione...magari cercherò meglio

2- il triathlon è un'altra cosa, consentimelo...non ho visto simili gesti di fair play in nessun altro sport, e come era da prevedersi,



3- te ne posso dire una a titolo informativo: io - né professionista né campione - il giorno dopo un 70.3, volgarmente detto qui "Mezza distanza", dovevo scendere le scale all'indietro, in avanti faceva troppo male wall2

4- non lo so esattamente, ma abbastanza poco. I premi in denaro stanno tra i 5 ed i 30.000 $, insomma senza sponsor e contratti nemmeno esisterebbe il professionismo...

Aneddoto: Chrissie Wellington (Ora non trovo i dati esatti) è arrivata almeno un paio di volte entro i primi 10 della classifica professionisti generale, ossia ha battuto anche la maggioranza dei pro maschi eeeeeeek

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Messaggio Da primaverino il Dom 8 Feb - 17:48

Rasputin ha scritto:

2- il triathlon è un'altra cosa, consentimelo...non ho visto simili gesti di fair play in nessun altro sport, e come era da prevedersi,



L'avevo intuito.
Ma ho comunque chiesto conferma.
Mi pare di comprendere che oramai il fair play sia sostanzialmente un optional in molte (quasi tutte?) le discipline (specie gli sport di quadra, mio malgrado) ma rimanga alla base del triathlon.
Ciò che altrove è eccezione, nel triathlon è "regola".
Complimenti!
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Messaggio Da Rasputin il Dom 8 Feb - 17:59

Primaverino ha scritto:* Forse non ho capito bene la domanda...
Comunque se ci si limita alla "partita della vita" Craig (portiere USA a Lake Placid 1980) che parò l'impossibile proprio contro i sovietici (in semifinale) come "vice Cristo" ci sta a pennello...

E chi ha detto che parlavo solo di hockey?

Ecco qui Giavè in persona:



Sapevi che era stato portiere di hockey? znaika

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Messaggio Da Rasputin il Dom 8 Feb - 18:06

primaverino ha scritto:
L'avevo intuito.
Ma ho comunque chiesto conferma.
Mi pare di comprendere che oramai il fair play sia sostanzialmente un optional in molte (quasi tutte?) le discipline (specie gli sport di quadra, mio malgrado) ma rimanga alla base del triathlon.
Ciò che altrove è eccezione, nel triathlon è "regola".
Complimenti!

Lo è davvero, qui un solo esempio tra molti:



Dal minuto 1'50"

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Messaggio Da Rasputin il Dom 8 Feb - 18:17

primaverino ha scritto:
Hai ragione fratello. Ricordo gli episodi che hai riportato.
Ma il clou avvenne nel 1972 (stesso anno dello scippo cestistico di Monaco e delle sfide di hockey di cui ho già parlato).

Sto parlando della sfida mondiale tra Fischer e Spasskij in Islanda, naturalmente...
Dal dopoguerra in poi le finali del Campionato del mondo erano state appannaggio esclusivo dei sovietici (sovietico il campione e sovietico pure lo sfidante) e Bobby Fischer (che pure aveva boicottato il campionato USA) venne comunque iscritto alle qualificazioni mondiali perché i mangia-hamburger sapevano perfettamente che in sua assenza nessun dannato cane Yankee avrebbe potuto competere contro i "cyborg" russi.
I due (che sul mio personalissimo cartellino identifico come "il Matto e il Mostro") furono protagonisti di una sfida memorabile, terminata con la vittoria di Fischer per abbandono dell'avversario alla ventunesima (!!!) partita...
Giusto per tratteggiare i contorni di cosa significhi una sfida a quei livelli, ricordo che Fischer pretese (e ottenne) lo spegnimento delle telecamere che riprendevano l'evento perché a suo dire il loro "rumore" gli faceva perdere concentrazione.
E pure chiese l'eliminazione delle prime sette file di spettatori che, sempre a suo dire, lo infastidivano (ne vennero comunque tolte tre... Per la serie: va bene tutto ma a tutto c'è un limite...) mgreen
In compenso Spasskij richiese (e ottenne a sua volta) l'allontanamento di una famiglia presente in quanto infastidito dall'insopportabile rumore provocato dallo scartamento delle caramelle del loro figlio (è vero, non vi dico una balla!).


Anni dopo, Kasparov (o Karpov, non ricordo) ebbe a dire che gli scacchi sono in assoluto lo "sport" più violento del mondo.
Sotto l'aspetto "fisico-atletico" già mi immagino il Rasp, caduto dalla sedia e con le lacrime agli occhi per il troppo ridere.
Sul piano psicologico, penso che sia vero.

A me pare che sul piano fisico ci sia poco da discutere, a parte un minimo di forma per preservare le necessarie stamine...sul piano psicologico, da discutere c'è ancora meno. Potrei tranquillamente paragonarlo ad un Ironman di cervelli

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Messaggio Da Hara2 il Dom 8 Feb - 18:49

Gli episodi scacchistici buffi hanno, ovvio, una finalità.  Far innervosire.  Lo stesso vale per il biliardo, gli avversari chiedono all'arbitro di controllarti il colore dei calzini, quando entrò in vigore il divieto di fumare io usavo i, come si chiamano, ciupaciup,  quasi ogni volta ciò veniva contestato. Nel bridge poi è un delirio anche coi separe.  
Come tutti i giocatori sanno devi prenderti ogni vantaggio possibile, se guardi un tavolo di poker serio il pro si prende un vantaggio fisico, prossemico, impone la propria presenza in timore doti,  ti rende insicuro


Gli scacchi sono un gioco FEROCE. Tutta la tua virilità è in gioco,  prendere il matto è essere stuprat


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Messaggio Da Rasputin il Dom 8 Feb - 18:52

Primaverino ha scritto:3) Volentieri... Un'oretta di Karlamov è un'oretta spesa bene.

Pronti:



ok

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Messaggio Da Rasputin il Dom 8 Feb - 18:58

Hara2 ha scritto:Gli episodi scacchistici buffi hanno, ovvio, una finalità.  Far innervosire.  Lo stesso vale per il biliardo, gli avversari chiedono all'arbitro di controllarti il colore dei calzini, quando entrò in vigore il divieto di fumare io usavo i, come si chiamano, ciupaciup,  quasi ogni volta ciò veniva contestato. Nel bridge poi è un delirio anche coi separe.  
Come tutti i giocatori sanno devi prenderti ogni vantaggio possibile, se guardi un tavolo di poker serio il pro si prende un vantaggio fisico, prossemico, impone la propria presenza in timore doti,  ti rende insicuro


Gli scacchi sono un gioco FEROCE. Tutta la tua virilità è in gioco,  prendere il matto è essere stuprat


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Come i tennisti del resto...sugli scacchi hai perfettamente ragione, ed è una ragione per la quale mi piace il gioco. Similmente al bigliardo, vince il più bastardo (Fa anche rima eh)

Sapevi che Kasparov di cognome faceva Weinstein? Royales

Origine dichiarata, armeno.

Madre, ebrea

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Messaggio Da Hara2 il Dom 8 Feb - 19:31

Il numero tra parentesi corrisponde alla posizione nella classifica dei migliori 64 giocatori di scacchi di sempre

Garry Kasparov 1 [1]
Robert (Bobby) Fischer 2 [3]
Mikhail Botvinnik [4]
Emanuel Lasker [6]
Viktor Korchnoi 3 [7]
Vasily Smyslov 4  [9]
Lev Polugaevsky [12]
Efim Geller [13]
Mikhail Tal [14]
Leonid Stein [15]
David Bronstein [17]
Isaak Boleslavsky [20]
Samuel Reshevsky [22]
Yuri Averbakh [25]
Semyon Furman [26]
Alexander Belyavsky [27]
Mark Taimanov [30]
Salomon Flohr [33]
Miguel Najdorf [35]
László Szabó [36]
Reuben Fine [38]
Akiba Rubinstein [44]
Wilhelm Steinitz [47]
Ossip Bernstein [49]
Aron Nimzowitsch [50]
Siegbert Tarrasch [53]
Rudolph Charousek [58]
David Janowski [61]
Johannes Zukertort [64]



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