Quand'è che si è iniziato a parlare di non-letteralismo biblico?

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Quand'è che si è iniziato a parlare di non-letteralismo biblico?

Messaggio Da Armok il Mer 2 Set - 21:22

Da che anni è, più o meno, che i cattolici hanno iniziato a parlare di lettura metaforica o allegorica della Bibbia ( i protestanti mi pare che per lo più siano ancora letteralisti )?
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Re: Quand'è che si è iniziato a parlare di non-letteralismo biblico?

Messaggio Da Justine il Mer 2 Set - 21:31

1) Se lo fanno (ci sono ancora cattolici che la interpretano letteralmente)

2) Direi personalmente dai tempi del Naturalismo (attendiamo conferme)

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Re: Quand'è che si è iniziato a parlare di non-letteralismo biblico?

Messaggio Da jillo il Gio 3 Set - 10:57

Armok ha scritto:Da che anni è, più o meno, che i cattolici hanno iniziato a parlare di lettura metaforica o allegorica della Bibbia ( i protestanti mi pare che per lo più siano ancora letteralisti )?

l'interpretazione letteralista biblica nasce all'epoca della Riforma ed è comunque rigettata dai cattolici.
quanto all'"introduzione" della lettura metaforica farei una precisazione distinguendo il "metodo" dall'"approccio".
uno dei metodi interpretativi seguiti dagli esegeti è quello scientifico storico-critico, indispensabile per lo studio scientifico del significato dei testi (storico non tanto e solo perché studia la portata storica di testi antichi ai quali si applica, ma soprattutto perché cerca di chiarire i processi storici di produzione dei testi biblici, processi diacronici lunghi e complessi) che si affianca ad altri metodi di analisi letteraria, retorica, narrativa, semiotica... I metodi, da soli, sarebbero strumenti inadeguati per interpretare la Bibbia, in quanto considerano i libri isolatamente ignorando la relazione che li lega alla stessa Tradizione. per questo gli esegeti ricorrono al supporto di svariati approcci.
l'interpretazione metaforica è fornita probabilmente da approcci interpretativi (ma non saprei da quando adottati) come l'antropologico culturale o ancor più dall'approccio psicoanalitico, ossia, in questo caso, il contributo di psicologi all'esegesi biblica per comprendere il significato di riti, sacrifici, divieti o la portata metaforica dei racconti dei miracoli, o e visioni dell'apocalisse...
La lettura letterale del testo (non letteralista) tende invece ad interpretare secondo le convenzioni letterarie del tempo e a riconoscerne e distiguere il senso immediato dal senso metaforico es. "abbiate la cintura ai fianchi" ossia siate disponibili ... il senso lo si può comprendere con chiarezza solo conoscendo il senso che quel particolare genere letterario antico accordava a questa espressione.
questo è il compito principale dell'esegesi, utilizzare in questa analisi tutte le possibilità delle ricerche letterarie e storiche. l'esegeta non dimenticherà che il senso letterale della Scrittura è quello espresso direttamente da autori umani ispirati. ma essendo frutto di ispirazione, questo senso è anche voluto da Dio, l'autore principale. (il fondamentalismo letteralista rifiuta che la parola di Dio ispirata sia redatta ed espressa con linguaggio umano quindi da autori umani con capacità limitate).

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Re: Quand'è che si è iniziato a parlare di non-letteralismo biblico?

Messaggio Da Justine il Gio 3 Set - 11:01

Quindi nulla ci vieta di ritenere Harry Potter ispirato da Enki; ma come possiamo esserne certi?

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Re: Quand'è che si è iniziato a parlare di non-letteralismo biblico?

Messaggio Da Paolo il Gio 3 Set - 12:25

Jillo, come ho già detto non conosco la bibbia e quello che so l'ho letto nei vari interventi scritti da utenti che invece la conoscono bene. Però non serve uno studioso per capire che è una accozzaglia di racconti più disparati scritti da chi esprimeva la mentalità dell'epoca e non certo perchè ispirati da dio! 

Inoltre la questione dell'interpretazione è del tutto inaccettabile. Se si ricorre a questi sotterfugi per giustificare le porcate che contiene allora tutto è permesso. Ovvero se ognuno interpreta i vari passaggi, le parole, i concetti a suo modo, come meglio vuole e come più gli fa comodo, è possibile giustificare tutto, anche il mine kampf di Hiler! Troppo comodo! Le parole, le frasi, i concetti che esprimono hanno un loro significato oggettivo e voler trovare a tutti i costi, e per di più secondo quello che fa comodo a questo o a quello, una diversa interpretazione vanifica ogni valore a quello che la bibbia stessa contiene. 

Trova tu un senso a questo:

AT Levitico 15,25:La donna che ha un flusso di sangue per molti giorni, fuori del tempo delle regole, o che lo abbia più del normale sarà immonda per tutto il tempo del flusso, secondo le norme dell'immondezza mestruale. Ogni giaciglio sul quale si coricherà durante tutto il tempo del flusso sarà per lei come il giaciglio sul quale si corica quando ha le regole; ogni mobile sul quale siederà sarà immondo, come lo è quando essa ha le regole. Chiunque toccherà quelle cose sarà immondo; dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell'acqua e sarà immondo...


Genesi 3, 16 [Dio] E alla donna disse: «Io moltiplicherò i tuoi affanni e le tue gravidanze: con dolore partorirai i tuoi figlioli,

sarai sotto la potestà del marito, ed egli ti dominerà.»


AT Deuteronomio 25,11 Se alcuni verranno a contesa fra di loro e la moglie dell'uno si avvicinerà per liberare il marito dalle mani di chi lo percuote e stenderà la mano per afferrare costui nelle parti vergognose, tu le taglierai la mano e l'occhio tuo non dovrà averne compassione.


AT Esodov21, 7 Quando un uomo venderà la figlia come schiava, essa non se ne andrà come se ne vanno gli schiavi. Se essa non piace al padrone, che così non se la prende come concubina, la farà riscattare. Comunque egli non può venderla a gente straniera, agendo con frode verso di lei. Se egli la vuol dare come concubina al proprio figlio, si comporterà nei suoi riguardi secondo il diritto delle figlie. Se egli ne prende un'altra per sé, non diminuirà alla prima il nutrimento, il vestiario, la coabitazione. Se egli non fornisce a lei queste cose, essa potrà andarsene, senza che sia pagato il prezzo del riscatto.


Per non parlare della violenza! Ti riassumo alcuni punti, ma so che c'è di peggio. 

 la morte dei primogeniti egiziani (cf Es 12,29), la condanna a morte per i bestemmiatori (Lv 24), il monito di Mosè ai soldati che volevano risparmiare donne e bambini (Dt 20).......
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Re: Quand'è che si è iniziato a parlare di non-letteralismo biblico?

Messaggio Da jillo il Gio 3 Set - 12:59

Mi scuso anticipatamente con te, Armok, se non era tuo intento sottintendere quanto in molti tendenziosamente ed erroneamente asseriscono, ossia che la "proposta" della lettura metaforica sia un escamotage per eludere le asserite difficoltà interpretative di passi biblici dal significato evidentemente poco chiaro e "per consentire a ciascuno di interpretare alcuni passaggi come meglio vuole" (cit.Paolo... non il santo, ma il ns veterano wink.. )...
ecco perchè volevo  precisare quanto segue
1) la lettura metaforica non è una proposta alternativa alla lettura letteraria ma corretto approccio per interpretare correttamente espressioni metaforiche  
2) il senso dell'espressione metaforica non viene arbitrariamente attribuito ma lo si ricava dalla conoscenza di quel particolare genere letterario

@ Paolo e Justine
ma davvero vi è parso che volessi aprire una discussione a sostegno dell'autenticità della fonte divina ispiratrice degli autori biblici?

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Re: Quand'è che si è iniziato a parlare di non-letteralismo biblico?

Messaggio Da Justine il Gio 3 Set - 13:07

Non vedevo alcun "forse" in merito alla presunta ispirazione divina (di quale divinità tra tutte?), quindi la risposta è sì

Comunque non si fa riferimento ad una "scarsità di chiarezza", ma a una densissima vacuità di molti passi, che suonano esattamente come quelli di Sitchin e migliaia di altri tomi su miglioramenti individuali, entità svolazzanti luciferine (in senso esteso), che alla fine non sono altro che la magnificazione del nulla

come questo

" Il primo fondamento è di diaspro, il secondo di zaffìro, il terzo di calcedònio, il quarto di smeraldo, il quinto di sardònice, il sesto di cornalina, il settimo di crisòlito, l'ottavo di berillo, il nono di topazio, il decimo di crisopazio, l'undecimo di giacinto, il dodicesimo di ametista. E le dodici porte sono dodici perle; ciascuna porta è formata da una sola perla. E la piazza della città è di oro puro, come cristallo trasparente."

o il reliquiario simil-occulto in cui si parla di luci e azzurri e tonalità cilestrine senza spiegare alcunché, con quel sensazionalismo tascabile come:

"L'interdimensionalità esteriore ci permette di qualificare l'energia magnetica cristallina della Terra ricambiando con l'evoluzione l'essere di luce lodevole tornando all'evoluzione spirituale ulteriore"

Serve a qualcosa?

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Re: Quand'è che si è iniziato a parlare di non-letteralismo biblico?

Messaggio Da jillo il Gio 3 Set - 13:55

Justine ha scritto:...
una densissima vacuità di molti passi...che alla fine non sono altro che la magnificazione del nulla

come questo

" Il primo fondamento è di diaspro, il secondo di zaffìro, il terzo di calcedònio, il quarto di smeraldo, il quinto di sardònice, il sesto di cornalina, il settimo di crisòlito, l'ottavo di berillo, il nono di topazio, il decimo di crisopazio, l'undecimo di giacinto, il dodicesimo di ametista. E le dodici porte sono dodici perle; ciascuna porta è formata da una sola perla. E la piazza della città è di oro puro, come cristallo trasparente."

o il reliquiario simil-occulto in cui si parla di luci e azzurri e tonalità cilestrine senza spiegare alcunché, con quel sensazionalismo tascabile ...

Una città non a caso quadrata, con 12 porte, la nuova Gerusalemme le cui fondamenta tempestate di pietre preziose ben note agli antichi come non a caso calcedonio, zaffiro, diaspro... e tutte le 12 pietre incastonate nel pettorale del sommo sacerdote come descritto nell'esodo...
sono ovviamente espressioni metaforiche mediante le quali l'autore (che per alcuni sarebbe ispirato da Dio, per altri manco per sogno) in realtà dice qualcosa (altro che vano sensazionalismo tascabile) comprensibile alla luce delle espressioni culturali del tempo e del rapporto dell'umanità con quel Dio (al quale l'autore evidentemente credeva) di cui già si parla dal primo versetto del Genesi sino all'Apocalisse.

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Re: Quand'è che si è iniziato a parlare di non-letteralismo biblico?

Messaggio Da Justine il Gio 3 Set - 14:28

Non ci trovo nulla di diverso dalle narrazioni di Saint Seiya, in cui il 12 ha un altrettanto incommensurabile valore, non per questo un numero ha tali psicagogiche valenze per il fatto di essere numero

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Re: Quand'è che si è iniziato a parlare di non-letteralismo biblico?

Messaggio Da Paolo il Gio 3 Set - 14:40

jillo ha scritto:
Justine ha scritto:...
una densissima vacuità di molti passi...che alla fine non sono altro che la magnificazione del nulla

come questo

" Il primo fondamento è di diaspro, il secondo di zaffìro, il terzo di calcedònio, il quarto di smeraldo, il quinto di sardònice, il sesto di cornalina, il settimo di crisòlito, l'ottavo di berillo, il nono di topazio, il decimo di crisopazio, l'undecimo di giacinto, il dodicesimo di ametista. E le dodici porte sono dodici perle; ciascuna porta è formata da una sola perla. E la piazza della città è di oro puro, come cristallo trasparente."

o il reliquiario simil-occulto in cui si parla di luci e azzurri e tonalità cilestrine senza spiegare alcunché, con quel sensazionalismo tascabile ...

Una città non a caso quadrata, con 12 porte, la nuova Gerusalemme le cui fondamenta tempestate di pietre preziose ben note agli antichi come non a caso calcedonio, zaffiro, diaspro... e tutte le 12 pietre incastonate nel pettorale del sommo sacerdote come descritto nell'esodo...
sono ovviamente espressioni metaforiche mediante le quali l'autore (che per alcuni sarebbe ispirato da Dio, per altri manco per sogno) in realtà dice qualcosa (altro che vano sensazionalismo tascabile) comprensibile alla luce delle espressioni culturali del tempo e del rapporto dell'umanità con quel Dio (al quale l'autore evidentemente credeva) di cui già si parla dal primo versetto del Genesi sino all'Apocalisse.

Ma scusa Jillo non sarebbe stato assolutamente logico che azichè scrivere anzichè dodici perle dodici porte, anzichè diaspro o zaffiro ... scrivere le pietre incastonate nel pettorale del sommo sacerdote....

Ovviamente ???? Ma che senso ha pensare che dio ispiri una persona a scrivere in modo così criptico? A che pro? per quale motivo? Non era più semplice scrivere quello che si vuol dire?

Non è più logico pensare che sono invece stati scritti secondo leggende o credenze dell'epoca e poi adesso ci si sforza di darne una interpretazione diciamo sensata? Se un testo deve essere la guida spirituale e morale delle genti perchè scrivere una cosa per un'altra per poi farne intendere un'altra ancora, lasciando per di più spazio a mille interpretazioni? E per di più su ispirazione niente meno che divina! Jillo non sta in piedi niente di tutto quello che c'è scritto nella bibbia un mucchio di cazzate!
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Re: Quand'è che si è iniziato a parlare di non-letteralismo biblico?

Messaggio Da primaverino il Gio 3 Set - 14:42

Justine ha scritto:Non ci trovo nulla di diverso dalle narrazioni di Saint Seiya, in cui il 12 ha un altrettanto incommensurabile valore, non per questo un numero ha tali psicagogiche valenze per il fatto di essere numero

Senonché Saint Seiya fu creata nel 1985 a beneficio delle capre al tuo pari...
Ora non è per volertene, ma davvero il paragone è degno della tua cultura (che è pari a zero) e il fatto che tu non ci trovi nulla di diverso (a migliaia di anni di distanza) fa capire che sei una capretta che bela inutilmente nel tentativo di ottenere un plauso purchessia in un contesto così ristretto come questo forum... Continua pure, ci mancherebbe, ma per favore dismetti quell'aurea di sapienza che si riveste di nulla assoluto e che solo se fosse tale avrebbe già conquistato platee ben più vaste...
Non sei nessuno: abituati all'idea. Cordialmente.
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Re: Quand'è che si è iniziato a parlare di non-letteralismo biblico?

Messaggio Da Justine il Gio 3 Set - 14:55

Ai moderatori: qualcuno stipendia questo soggetto affinché continui a snocciolare cagate senza sapere che SS prende spunto proprio dalla mitologia greca?
Ah, i greci erano merda, ovvio

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Re: Quand'è che si è iniziato a parlare di non-letteralismo biblico?

Messaggio Da Paolo il Gio 3 Set - 15:08

Tempo addietro ho avuto uno scontro con un utente che poi se ne andato via (non per me ma per dissidi con l'amministrazione) per il fatto che io sostenevo che la storia di Adamo ed Eva e quella di Topolino sono equivalenti in quanto sono due storie fantastiche o meglio due favole. E quando si parla di favole poco conta il contesto ove esse siano nate o a cosa si ispirano. Per di più la favola di Adamo ed Eva è messa a fondamento di una dottrina che ha condizionale la storia dell'umanità per due millenni! Almeno Topolino non ha fatto danni! E i racconti biblici non sono certo diversi da questo.
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Re: Quand'è che si è iniziato a parlare di non-letteralismo biblico?

Messaggio Da primaverino il Gio 3 Set - 16:12

Justine ha scritto:Ai moderatori: qualcuno stipendia questo soggetto affinché continui a snocciolare cagate senza sapere che SS prende spunto proprio dalla mitologia greca?
Ah, i greci erano merda, ovvio

Nessuno mi stipendia (come comprenderebbe facilmente anche la penultima delle persone idiote) al netto dei tuoi riferimenti alla mitologia greca, di cui tu paia far riferimento in modo del tutto estemporaneo... Noto solo (da tempo) il tuo vacuo "non dire" in merito a tutto il resto.
Ciò premesso dispensa pure i tuoi "rossi" che sul mio personalissimo cartellino equivalgono a segnali di approvazione, dato che l'essere deprecato dalla "sig.na Nessuno" equivale a nota di merito, al netto di quel che te ne possa riocavare,
in ambito forumistico e a beneficio della tua (scarsissima) personalità ed in conseguenza. Sei "Nulla" (come ebbi a dire... Abituati all'idea. ok


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Re: Quand'è che si è iniziato a parlare di non-letteralismo biblico?

Messaggio Da Justine il Gio 3 Set - 16:18

Oh, what a lonesome heart, baby: attendi pure che qualcuno venga a parlarti della tua utilità: come? Nemmeno l'eco si pronuncia?
d'altronde apprezzo che tu mi dia ragione dopo aver speso molto tempo a parlare dell'inutilitá di ognuno di noi a livello macrocosmico
Gentile da parte tua! Indispensabile

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Re: Quand'è che si è iniziato a parlare di non-letteralismo biblico?

Messaggio Da adif il Ven 4 Set - 4:21

minchia primaverino ma quanto sei pesante?!
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Re: Quand'è che si è iniziato a parlare di non-letteralismo biblico?

Messaggio Da Justine il Ven 4 Set - 4:27

Noioso, più che altro
ad ogni discussione deve venire a cagare a fianco e pretendere che siano altri a pulire
senza contare che certe cose non aggiungono un decimo di vita ai suoi giorni

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Re: Quand'è che si è iniziato a parlare di non-letteralismo biblico?

Messaggio Da Armok il Ven 4 Set - 12:00

Mi scuso anticipatamente con te, Armok, se non era tuo intento sottintendere quanto in molti tendenziosamente ed erroneamente asseriscono, ossia che la "proposta" della lettura metaforica sia un escamotage per eludere le asserite difficoltà interpretative di passi biblici dal significato evidentemente poco chiaro e "per consentire a ciascuno di interpretare alcuni passaggi come meglio vuole" (cit.Paolo... non il santo, ma il ns veterano  )...
ecco perchè volevo  precisare quanto segue
1) la lettura metaforica non è una proposta alternativa alla lettura letteraria ma corretto approccio per interpretare correttamente espressioni metaforiche  
2) il senso dell'espressione metaforica non viene arbitrariamente attribuito ma lo si ricava dalla conoscenza di quel particolare genere letterario

@ Paolo e Justine
ma davvero vi è parso che volessi aprire una discussione a sostegno dell'autenticità della fonte divina ispiratrice degli autori biblici?



Non volevo sottointendere niente.

Seconda domanda: mi è parso di intendere che secondo il cardinale Roberto Bellarmino, l'interpretazione ad litteram fosse quella dei padri della chiesa e degli autori della filosofia scolastica. Corrisponde al vero?
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Re: Quand'è che si è iniziato a parlare di non-letteralismo biblico?

Messaggio Da primaverino il Ven 4 Set - 15:06

adif ha scritto:minchia primaverino ma quanto sei pesante?!

Hai ragione. Smetto.
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Re: Quand'è che si è iniziato a parlare di non-letteralismo biblico?

Messaggio Da Hara2 il Ven 4 Set - 15:35

Armok ha scritto:Da che anni è, più o meno, che i cattolici hanno iniziato a parlare di lettura metaforica o allegorica della Bibbia ( i protestanti mi pare che per lo più siano ancora letteralisti )?



Così a peso esso letteralismo non appartiene più di tanto né all'ebraismo né al cristianesimo ma è stato usato a mo di clava durante riforme, controriforme, scontri di opinione ecc, è stato impiegato in modo discontinuo e a macchia di leopardo, gli stessi redattori talmudici così come un paolo di tarso come poi un agostino oscillano tra ...'spetta, prima di andare avanti, "letteralismo" è termine un po' fumoso, andrebbe chiarito





primaverino ha scritto:
adif ha scritto:minchia primaverino ma quanto sei pesante?!

Hai ragione. Smetto.


Nel mio ultimo ricordo l'amore andava trionfando


Cosa mi sono perso?  


hihihihih
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Re: Quand'è che si è iniziato a parlare di non-letteralismo biblico?

Messaggio Da primaverino il Ven 4 Set - 17:12

Hara2 ha scritto:


primaverino ha scritto:
adif ha scritto:minchia primaverino ma quanto sei pesante?!

Hai ragione. Smetto.


Nel mio ultimo ricordo l'amore andava trionfando


Cosa mi sono perso?  


hihihihih

Un periodaccio di merda e un paio di ubriacature "cattive"...
Per il resto son sempre il solito (insolito) pirla di prima...
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