dimostrazione dell'inesistenza di Dio

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Re: dimostrazione dell'inesistenza di Dio

Messaggio Da PierpaoloPierpaoli il Sab 13 Ago - 8:07

Voi con tutta la vostra logica comunque non riuscite a comprendere quella del credente. Eppure non è difficile. Al credente delle vostre dimostrazioni non potrà mai fregare di meno. A lui non interessa la realtà dei fatti. Crede perché ne ha bisogno. Perché è molto più facile vivere da credenti che da ateo. Come ateo che scopo ti rimane per vivere se non la conservazione della specie (che comunque un giorno si estinguerà lasciando il nulla lo stesso)? È molto più facile vivere con uno scopo, pensando che le sofferenze di oggi siano giustificate da una ricompensa che ci sarà domani. E che importanza ha se è vero o no? In fondo alla fine ciò che è vero è ciò che la nostra mente pensa e quando cessiamo di esistere nulla più ha importanza. La scelta del credente è quella di Cypher (a volte l'ignoranza è un bene). Può essere condivisa o meno ma ha un senso. Siete sicuri che la vostra vita sia più felice di quella del credente?

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Re: dimostrazione dell'inesistenza di Dio

Messaggio Da Paolo il Sab 13 Ago - 8:27

P.P. sostanzialmente condivido la tua posizione. Però con alcune considerazioni.

Pur comprendendo la necessità di dare un senso alla vita e alle difficoltà del vivere non mi capacito come persone intelligenti e di buona cultura possano credere a favolette che non sono degne (intellettualmente parlando) nemmeno per un bambino di pochi anni. A me sembra, e forse qui sbaglio, che l'analisi logica dei fatti e delle cose sia un automatismo della mente umana. E quello che mi colpisce di più è che anche davanti ad un ragionamento assolutamente logico il credente lo rifiuti in modo del tutto assoluto.

Io penso che la felicità o l'infelicità della vita non dipenda in alcun modo dal credo religioso. A ben altre basi e origine. In ogni caso il credere o il non credere non dipende certo dalla tua volontà. Non è che io mi possa imporre di credere in qualcosa che la mia razionalità mi dice sia impossibile esista.

La questione che io ho sollevato non riguarda la fede ma ben si il significato a se stante di un dato fatto. Ovvero non comprendo quale sia il principio di causa/effetto che è, anzi che dovrebbe essere, alla base di alcuni riti religiosi propri del cristianesimo, che sono il sacrificio umano e la eucarestia. Non trovo alcun nesso tra il fatto di uccidere un essere umano e il "vantaggio" che da questo ne dovrebbe trarre una divinità tanto dal perdonare peccati, compiere miracoli o comunque essere benevole con chi compie un omicidio. E lo stesso vale per l'ostia o il vino. Non vedo dove sia il nesso, diciamo causa/effetto, che vi possa essere nel mangiare un qualcosa e da questo trarne un vantaggio spirituale. E tutto questo nulla ha a che fare con la fede.

Paolo
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Re: dimostrazione dell'inesistenza di Dio

Messaggio Da Armok il Sab 13 Ago - 8:43

Siete sicuri che la vostra vita sia più felice di quella del credente?


Non saprei ma certamente non voglio che decisioni riguardanti la mia vita vengano prese da poteri e organizzazioni basate sulla fede e/o che speculano sulla fede.

Specialmente non quella cristiana o islamica.



Come ateo che scopo ti rimane per vivere se non la conservazione della specie (che comunque un giorno si estinguerà lasciando il nulla lo stesso)?

Il piacere di vivere, per chi lo ritiene un piacere.

Armok
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Re: dimostrazione dell'inesistenza di Dio

Messaggio Da marisella il Sab 13 Ago - 9:50

Armok ha scritto:Credo intendesse dire "pregano varie divinità da duemila anni". L' islam è più "giovane" di molte altre religioni.

Anche se mi risulta esistessero forme di monoteismo pre-islamico in medio oriente già molto prima di Maometto.
Sì, c'era monoteismo pre-islamico in palestina, erano tutti poveri pecorai, soli e senza appartenenza, Maometto li riunì e diede loro patria e appartenenza.
Paolo ma cos'è che ti tormenta? Che Gesù abbia detto questo è il mio corpo e questo è il mio sangue? puoi leggere tutta l'epistola ai Romani e  quella agli Ebrei per capirne di più, cmq lo ha detto lui. wink..

marisella
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Re: dimostrazione dell'inesistenza di Dio

Messaggio Da Rasputin il Sab 13 Ago - 11:53

PierpaoloPierpaoli ha scritto:Voi con tutta la vostra logica comunque non riuscite a comprendere quella del credente. Eppure non è difficile. Al credente delle vostre dimostrazioni non potrà mai fregare di meno. A lui non interessa la realtà dei fatti. Crede perché ne ha bisogno. Perché è molto più facile vivere da credenti che da ateo. Come ateo che scopo ti rimane per vivere se non la conservazione della specie (che comunque un giorno si estinguerà lasciando il nulla lo stesso)? È molto più facile vivere con uno scopo, pensando che le sofferenze di oggi siano giustificate da una ricompensa che ci sarà domani. E che importanza ha se è vero o no? In fondo alla fine ciò che è vero è ciò che la nostra mente pensa e quando cessiamo di esistere nulla più ha importanza. La scelta del credente è quella di Cypher (a volte l'ignoranza è un bene). Può essere condivisa o meno ma ha un senso. Siete sicuri che la vostra vita sia più felice di quella del credente?

Una sola considerazione: non esiste la "Mia" (Parlo per me) logica e "Quella del credente"; la logica non è convenzionale. Può essere più o meno sistematizzata, ma non è che prima di Aristotele la gente se ne fregasse del principio di identità o di quello di non contraddizione. La logica è il mezzo, indispensabile ed universale, tramite cui si può discutere e ragionare. Non è una questione di condivisione.

Costituisce la base di qualunque scambio di idee, e questo rende il resto delle tue considerazioni - peraltro correttissime - superflue.

Ho inoltre il sospetto che il livello di felicià individuale sia abbastanza indipendente dalla presenza di una fede o meno, e più dipendente dal saldo sul conto corrente.

Non si tratta di una regola assoluta, ovvio.

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Re: dimostrazione dell'inesistenza di Dio

Messaggio Da Paolo il Sab 13 Ago - 12:29

Mari a me non mi tormenta nulla. Solo sono sconcertato dal fatto che la dottrina cristiana si fondi sostanzialmente su dei riti non solo privi di ogni significato ma che, se li analizzi, risultano essere dei residui di usanze tribali! A me non sembra cosa da poco.

Rasp, io ho avuto modo di conoscere delle persone che poi, per vari motivi, si sono suicidate. E tutte erano credenti. Mio cugino che era spastico dalla nascita ed era un feroce ateo è morto a causa della sua situazione ma l'ultima cosa che aveva in mente era quello di suicidarsi!! La felicità nulla ha a che fare con la fede.

Paolo
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Re: dimostrazione dell'inesistenza di Dio

Messaggio Da marisella il Sab 13 Ago - 14:18

@ Paolo.Ma su ciò sono stati versati fiumi d'inchiostro, no? Leggi. Che ti posso dire io in 2 minuti, non ho neanche preparazione umanistica , solo scientifica. Io non so che significhi mangiare il corpo e il sangue di Cristo, lo faccio e basta,lo ha detto lui, oppure mi devo riallacciare a tutti i riti dell'antichità, Ifigenia che viene sacrificata per placare i venti e far partire la flotta micenea, e, cercando, troviamo tanti esempi simili, ma se ciò ti dà la nausea perchè parli con noi, fuggi lontano. no?

marisella
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Re: dimostrazione dell'inesistenza di Dio

Messaggio Da Armok il Sab 13 Ago - 14:49

Una sola considerazione: non esiste la "Mia" (Parlo per me) logica e "Quella del credente"; la logica non è convenzionale. Può essere più o meno sistematizzata, ma non è che prima di Aristotele la gente se ne fregasse del principio di identità o di quello di non contraddizione. La logica è il mezzo, indispensabile ed universale, tramite cui si può discutere e ragionare. Non è una questione di condivisione.


Quoto.

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Re: dimostrazione dell'inesistenza di Dio

Messaggio Da Paolo il Sab 13 Ago - 16:14

marisella ha scritto:@ Paolo.Ma su ciò sono stati versati fiumi d'inchiostro, no? Leggi. Che ti posso dire io in 2 minuti, non ho neanche preparazione umanistica , solo scientifica. Io non so che significhi mangiare il corpo e il sangue di Cristo, lo faccio e basta,lo ha detto lui, oppure mi devo riallacciare a tutti i riti dell'antichità, Ifigenia che viene sacrificata per placare i venti e far partire la flotta micenea, e, cercando, troviamo tanti esempi simili, ma se ciò ti dà la nausea perchè parli con noi, fuggi lontano. no?

Ti ricordo che questo forum si chiama "atei italiani" . Dove vuoi che ne parli ?. Io espongo delle argomentazioni idee e poi ognuno ne può fare quello che vuole. Ma è logico che se io esprimo delle perplessità su determinati punti è perché ho piacere e sapere anche l'opinione degli atri, atei o credenti che siano.

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Re: dimostrazione dell'inesistenza di Dio

Messaggio Da Minsky il Sab 13 Ago - 16:23

PierpaoloPierpaoli ha scritto:Voi con tutta la vostra logica comunque non riuscite a comprendere quella del credente. Eppure non è difficile. Al credente delle vostre dimostrazioni non potrà mai fregare di meno. A lui non interessa la realtà dei fatti. Crede perché ne ha bisogno. Perché è molto più facile vivere da credenti che da ateo. Come ateo che scopo ti rimane per vivere se non la conservazione della specie (che comunque un giorno si estinguerà lasciando il nulla lo stesso)? È molto più facile vivere con uno scopo, pensando che le sofferenze di oggi siano giustificate da una ricompensa che ci sarà domani. E che importanza ha se è vero o no? In fondo alla fine ciò che è vero è ciò che la nostra mente pensa e quando cessiamo di esistere nulla più ha importanza. La scelta del credente è quella di Cypher (a volte l'ignoranza è un bene). Può essere condivisa o meno ma ha un senso. Siete sicuri che la vostra vita sia più felice di quella del credente?
Ma quanto ti agiti. Chi ha detto mai che la mia dimostrazione sia indirizzata ai credenti. Non è così. La mia dimostrazione, come ho spiegato ma volentieri ribadisco, serve a stabilire un punto fermo: che non è vero sia impossibile dimostrare l'inesistenza della divinità. È possibile ogniqualvolta siano definite le caratteristiche dell'essere immaginario. L'ontologia di qualunque essere immaginario trascendente infatti si distrugge nel momento stesso in cui gli vengono attribuite proprietà. La dimostrazione pertanto è rivolta agli atei che si lasciano trarre in inganno dai sofismi teologici che piagnucolano "non puoi dimostrare che dio non esiste!".
Per esempio, consideriamo il dio della bibbia. Nella bibbia c'è scritto che dio è un vecchio con la barba che sta seduto sopra le nuvole da dove annusa con soddisfazione il fumo degli olocausti. C'è scritto esattamente così. Ebbene, basta una mongolfiera per salire sopra le nuvole e verificare che non c'è nessun vecchio con la barba seduto sopra le nuvole ad annusare il profumo dell'arrosto. Questo è il dio della bibbia. Che non esiste. Poi i teologi cristiani hanno rielaborato in mille modi la storia, e ovviamente adesso non è che posso mettermi a confutare ogni singola rielaborazione. Si tratta di una Montagna di merda, spalarla tutta è uno sforzo sovrumano. Ma fortunatamente non è necessario. Basta sapere che, in linea di principio, ogni merdata può essere confutata.

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Re: dimostrazione dell'inesistenza di Dio

Messaggio Da Paolo il Sab 13 Ago - 16:34

quoto..

Minsk concordo con te su tutto quanto hai esposto. Quello che io mi domando è come sia possibile che esista gente (e a quanto sembra sono miliardi di persone) che possano credere a quello che è scritto nella bibbia!! Mah... doh doh

Paolo
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Messaggio Da marisella il Sab 13 Ago - 16:58

Minsky ha scritto:
PierpaoloPierpaoli ha scritto:Voi con tutta la vostra logica comunque non riuscite a comprendere quella del credente. Eppure non è difficile. Al credente delle vostre dimostrazioni non potrà mai fregare di meno. A lui non interessa la realtà dei fatti. Crede perché ne ha bisogno. Perché è molto più facile vivere da credenti che da ateo. Come ateo che scopo ti rimane per vivere se non la conservazione della specie (che comunque un giorno si estinguerà lasciando il nulla lo stesso)? È molto più facile vivere con uno scopo, pensando che le sofferenze di oggi siano giustificate da una ricompensa che ci sarà domani. E che importanza ha se è vero o no? In fondo alla fine ciò che è vero è ciò che la nostra mente pensa e quando cessiamo di esistere nulla più ha importanza. La scelta del credente è quella di Cypher (a volte l'ignoranza è un bene). Può essere condivisa o meno ma ha un senso. Siete sicuri che la vostra vita sia più felice di quella del credente?
Ma quanto ti agiti. Chi ha detto mai che la mia dimostrazione sia indirizzata ai credenti. Non è così. La mia dimostrazione, come ho spiegato ma volentieri ribadisco, serve a stabilire un punto fermo: che non è vero sia impossibile dimostrare l'inesistenza della divinità. È possibile ogniqualvolta siano definite le caratteristiche dell'essere immaginario. L'ontologia di qualunque essere immaginario trascendente infatti si distrugge nel momento stesso in cui gli vengono attribuite proprietà. La dimostrazione pertanto è rivolta agli atei che si lasciano trarre in inganno dai sofismi teologici che piagnucolano "non puoi dimostrare che dio non esiste!".
Per esempio, consideriamo il dio della bibbia. Nella bibbia c'è scritto che dio è un vecchio con la barba che sta seduto sopra le nuvole da dove annusa con soddisfazione il fumo degli olocausti. C'è scritto esattamente così. Ebbene, basta una mongolfiera per salire sopra le nuvole e verificare che non c'è nessun vecchio con la barba seduto sopra le nuvole ad annusare il profumo dell'arrosto. Questo è il dio della bibbia. Che non esiste. Poi i teologi cristiani hanno rielaborato in mille modi la storia, e ovviamente adesso non è che posso mettermi a confutare ogni singola rielaborazione. Si tratta di una Montagna di merda, spalarla tutta è uno sforzo sovrumano. Ma fortunatamente non è necessario. Basta sapere che, in linea di principio, ogni merdata può essere confutata.
Avevo già letto la tua dimostrazione di Olbers in un libro di Margherita Hack sull'universo.Bene, confutiamo le merdate ( quanto mi fa schifo questo termine, è pure ora di cena...).

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Re: dimostrazione dell'inesistenza di Dio

Messaggio Da marisella il Sab 13 Ago - 16:59

Paolo ha scritto:quoto..

Minsk concordo con te su tutto quanto hai esposto. Quello che io mi domando è come sia possibile che esista gente (e a quanto sembra sono miliardi di persone) che possano credere a quello che è scritto nella bibbia!! Mah... doh doh
Siamo poveri in spirito. wink..

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Re: dimostrazione dell'inesistenza di Dio

Messaggio Da Minsky il Sab 13 Ago - 17:04

marisella ha scritto:
Avevo già letto la tua dimostrazione di Olbers in un libro di Margherita Hack sull'universo.Bene, confutiamo le merdate ( quanto mi fa schifo questo termine, è pure ora di cena...).
Dicesi "Paradosso di Olbers", non è una dimostrazione. wall2

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Messaggio Da marisella il Sab 13 Ago - 17:17

Paolo ha scritto:
marisella ha scritto:@ Paolo.Ma su ciò sono stati versati fiumi d'inchiostro, no? Leggi. Che ti posso dire io in 2 minuti, non ho neanche preparazione umanistica , solo scientifica. Io non so che significhi mangiare il corpo e il sangue di Cristo, lo faccio e basta,lo ha detto lui, oppure mi devo riallacciare a tutti i riti dell'antichità, Ifigenia che viene sacrificata per placare i venti e far partire la flotta micenea, e, cercando, troviamo tanti esempi simili, ma se ciò ti dà la nausea perchè parli con noi, fuggi lontano. no?

Ti ricordo che questo forum si chiama "atei italiani" . Dove vuoi che ne parli ?. Io espongo delle argomentazioni idee e poi ognuno ne può fare quello che vuole. Ma è logico che se io esprimo delle perplessità su determinati punti è perché ho piacere e sapere anche l'opinione degli atri, atei o credenti che siano.
"Il mangiare un dio" non era un rito sconosciuto nell'antichità, nella Grecia cio' avveniva durante le Grandi Dionisie, delle feste speciali, le più importanti dell'antica Grecia, in cui un toro( che simboleggiava Dioniso) veniva ucciso e brandelli del toro venivano mangiati dalle menadi che si dimenavano , perchè impossessate dal dio.Questa è la leggenda di Dioniso che, quando era sotto forma di toro, venne sbranato dai Titani, e quindi uccidendo un toro si uccideva il dio e il toro diventava dio.Vi sono mosaici e affreschi in cui è rappresentato Dioniso con edera in testa e pampini in una mano seguito da Gesù su un asinello, ossia ogni religione prepara la via alla successiva, ma è solo con Gesù che si conchiude la volta celeste.

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Messaggio Da marisella il Sab 13 Ago - 17:30

@  Paolo, ma queste cose stanno scritte sui llibri, di cio' se ne discute a catechismo in chiesa, certo anche io ti dico ciò che so, ma sapessi quanto ho studiato su ciò.

Uno ) Bisogna spogliarsi di se' stessi, come si sa
due) Bisogna parlare un altro linguaggio
tre) Solo con la fede puoi capire l'importanza del sacrificio di un dio.

.Pero' le tue domande devono essere meno generiche e più particolari, senno' abbracciamo tutta la storia del cristianesimo, e qua di credente vi sono solo io. Che vuoi sapere? Specifica. Royales

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Messaggio Da Paolo il Sab 13 Ago - 17:56

Mari la questione è molto semplice. Per quale motivo uccidere una persona dovrebbe essere cosa gradita a dio? Che vantaggio o beneficio potrebbe trarre dio da un omicidio?

Paolo
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Messaggio Da Minsky il Sab 13 Ago - 18:52

Paolo ha scritto:Mari la questione è molto semplice. Per quale motivo uccidere una persona dovrebbe essere cosa gradita a dio? Che vantaggio o beneficio potrebbe trarre dio da un omicidio?
Tlaloc, un dio degli Aztechi, gradiva sacrifici di bambini. Senza i sacrifici la pioggia non sarebbe arrivata ed il grano non sarebbe cresciuto. Tlaloc chiedeva le lacrime dei bambini, in modo che poi le loro lacrime avrebbero bagnato la terra. Per questo motivo i sacerdoti facevano piangere i bambini prima di sacrificarli, a volte strappandogli le unghie.

Anche nella religione cristiana dolore e sofferenza sono elementi di primario rilievo. Sofferenza, sangue versato, sacrificio, morte: si gira sempre lì intorno. Tutte le religioni sono basate sulla morte. Le religioni sono la morte.

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Messaggio Da marisella il Sab 13 Ago - 18:55

Paolo ha scritto:Mari la questione è molto semplice. Per quale motivo uccidere una persona dovrebbe essere cosa gradita a dio? Che vantaggio o beneficio potrebbe trarre dio da un omicidio?
Ma è un sacrificio, o offerta o fioretto, come tu preferisci.Il vantaggio lo traiamo noi. Hai visto quelli che durante la quaresima smettono di fumare?Per fare un fioretto.

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Messaggio Da marisella il Sab 13 Ago - 19:16

Minsky ha scritto:
Paolo ha scritto:Mari la questione è molto semplice. Per quale motivo uccidere una persona dovrebbe essere cosa gradita a dio? Che vantaggio o beneficio potrebbe trarre dio da un omicidio?
Tlaloc, un dio degli Aztechi, gradiva sacrifici di bambini. Senza i sacrifici la pioggia non sarebbe arrivata ed il grano non sarebbe cresciuto. Tlaloc chiedeva le lacrime dei bambini, in modo che poi le loro lacrime avrebbero bagnato la terra. Per questo motivo i sacerdoti facevano piangere i bambini prima di sacrificarli, a volte strappandogli le unghie.

Anche nella religione cristiana dolore e sofferenza sono elementi di primario rilievo. Sofferenza, sangue versato, sacrificio, morte: si gira sempre lì intorno. Tutte le religioni sono basate sulla morte. Le religioni sono la morte.
Ma non è così, le religioni parlano della morte e del dolore perchè questi esistono e cercano di dare una risposta, affinchè per noi non siano vani, per il resto una volta si faceva un abbonamento all'amico a Play Boy, ora non serve più visto tutto il porno del web.

marisella
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Messaggio Da Armok il Sab 13 Ago - 19:19

Hai visto quelli che durante la quaresima smettono di fumare?Per fare un fioretto.


Questo più che un sacrificio mi sembra un favore fatto a se stessi.
Anche alla società a dire il vero, considerate le conseguenze a lungo termine.

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Re: dimostrazione dell'inesistenza di Dio

Messaggio Da Paolo il Sab 13 Ago - 19:27

Scusa Mari ma non ci siamo per niente. Quello che tu dici si riferisce alla penitenza e non al sacrificio. Ovvero io ho peccato allora mi auto punisco. Per il sacrificio umano è il caso di dire che fai il gay con il culo degli altri! mgreen mgreen E' lui a morire e non tu! Capito mi hai?

Minsk non hai colto il nocciolo della questione, o forse io non mi sono espresso bene, ma la questione che mi pongo è un'altra. Cerco di essere più preciso. Io sono dell'idea che ogni comportamento umano trae le sue origini da una qualche necessità, intesa in senso lato della parola. Il senso del pudore, sconosciuto alle popolazioni tribali, potrebbe aver avuto origine quando l'uomo,vivendo in comunità sempre più numerose, ha avuto la necessità di limitare l'attività sessuale. Giusto per fare un esempio. Seppellire i morti, o comunque bruciarli, potrebbe aver avuto origine da necessità igenico sanitarie, così come la circoncisione. Così penso anche per la carne di maiale per gli islamici. Ha una sua ben precisa origine del tutto terrena!!

Con questa logica penso che anche l'idea che uccidere una persona possa essere cosa grata ad una divinità deve avere origini ancestrali quando l'uomo viveva ancora in tribù. Molto probabilmente è collegato alla caccia ma mi sfugge la causa primaria che è alla base di questa convinzione. E' questo quello che io mi chiedevo.

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Messaggio Da Rasputin il Sab 13 Ago - 20:07

marisella ha scritto:
Ma non è così, le religioni parlano della morte e del dolore perchè questi esistono e cercano di dare una risposta, affinchè per noi non siano vani, per il resto una volta si faceva un abbonamento all'amico a Play Boy, ora non serve più visto tutto il porno del web.

Le religioni ci mangiano, sulla sofferenza e sulla morte, e quando ne manca sono bravissime a crearle. Altro che cercare di dare risposte.


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Messaggio Da Armok il Sab 13 Ago - 20:11

Eppure.

Credo che si potrà, un giorno, spezzare questo circolo vizioso di vita, sofferenza e morte.

O raggiungendo qualche forma di immortalità o, come extrema ratio, con l'estinzione volontaria.

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Re: dimostrazione dell'inesistenza di Dio

Messaggio Da Minsky il Sab 13 Ago - 20:43

Paolo ha scritto:
Minsk non hai colto il nocciolo della questione, o forse io non mi sono espresso bene, ma la questione che mi pongo è un'altra. Cerco di essere più preciso. Io sono dell'idea che ogni comportamento umano trae le sue origini da una qualche necessità, intesa in senso lato della parola. Il senso del pudore, sconosciuto alle popolazioni tribali, potrebbe aver avuto origine quando l'uomo,vivendo in comunità sempre più numerose, ha avuto la necessità di limitare l'attività sessuale. Giusto per fare un esempio. Seppellire i morti, o comunque bruciarli, potrebbe aver avuto origine da necessità igenico sanitarie, così come la circoncisione. Così penso anche per la carne di maiale per gli islamici. Ha una sua ben precisa origine del tutto terrena!!

Con questa logica penso che anche l'idea che uccidere una persona possa essere cosa grata ad una divinità deve avere origini ancestrali quando l'uomo viveva ancora in tribù. Molto probabilmente è collegato alla caccia ma mi sfugge la causa primaria che è alla base di questa convinzione. E' questo quello che io mi chiedevo.
Mi sembra estremamente arduo scovare un'utilità nell'uccisione di un membro della comunità o tribù, per una popolazione primitiva già soggetta, tipicamente, a forte mortalità per tante minacce naturali, dalle malattie alle bestie feroci, carestie, siccità etc etc. Se consideri poi che i sacrifici, sia di animali che di umani, obbligano a privarsi degli elementi migliori ossia dei capi di bestiame più forti e sani ovvero di giovani vergini ovvero di bambini, è evidente che si tratta proprio di sprechi e danni per la comunità, che altro senso non possono avere se non l'auto-infliggersi una pena o se vuoi rinunciare ad una ricchezza a favore del dio, il quale attraverso la morte e la distruzione, di regola molto cruenta e dolorosa, della vittima, si appropria del bene sacrificato. Nessuna utilità o beneficio al mondo può derivare da simili pratiche, e qui davvero si evidenzia il bestiale e atroce potere della menzogna religiosa, che usa l'ignoranza e la paura del popolo per soggiogarlo e ridurlo a subire i più atroci soprusi senza ribellarsi.

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