Problema: gli USA hanno il serbatoio pieno

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Problema: gli USA hanno il serbatoio pieno

Messaggio Da holubice il Sab 20 Feb - 17:09

Forse l'avete notato anche voi, gli Stati Uniti sono sempre più riluttanti ad impegnarsi in avventure belliche in Medio Oriente, si sono ritirati progressivamente dall'Iraq, fino a farlo sprofondare in una totale guerra civile tra sunniti e sciiti, non toccano un dito (o quasi) nella questione Siria, lasciano i loro partner europei a sbrigarsela da solo. Sono lontani i tempi del "Gendarme del Mondo" che spediva il suo esercito un po' ovunque.

Usa in fuga dal Medio Oriente: riposizionamento o scelta obbligata?



"Gli Usa mettono a punto una nuova strategia per il Medio Oriente. In verità si parla da tempo di un disimpegno degli Stati Uniti da una delle aree più instabili del pianeta, che farebbe parte di un disegno più ampio di riposizionamento sul versante pacifico, il cosiddetto Pivot to Asia, rallentato per il momento dai timori degli alleati europei, come l’Italia, e le bizze di quelli arabi, come l’Arabia Saudita, intimorita, come spiega Reuters, dagli ammiccamenti di Washington con Teheran." (continua nel link)


Al di là delle analisi dei giornali, c'è un fatto nuovo fondamentale: le perforazioni dei nuovi pozzi 'orizzontali' (ovvero l'estrazione con esplosioni sotterrane 'fracking') hanno assicurato agli USA l'indipendenza energetica da petrolio: un attimo dopo tutte le truppe hanno immediatamente abbandonato una regione a tutti gli effetti invasa dal lontano 1991 (Bush senior), lasciando la bega completamente nelle mani degli Europei.

Avete visto con quanta fretta i Tedeschi stanno costruendo non uno, ma due oleodotti Russia-Germania che portino copioso petrolio russo? E con quanta fretta e decisionismo il governo italiano sta disseminando piattaforme di estrazione al largo dell'Adriatico?

Con un Nord Africa e una Penisola Arabica attraversata perennemente da pulsioni Jahdiste, dove un ingegnere dell'Eni, piuttosto che della Total o della British Petrolium, rischia costantemente di venire sgozzato in diretta sotto Periscope arriveremo anche noi, volenti o nolenti, all'indipendenza energetica.

Potrebbe essere un esito positivo di tanta negatività.


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Re: Problema: gli USA hanno il serbatoio pieno

Messaggio Da Minsky il Sab 20 Feb - 20:21

holubice ha scritto:...


Al di là delle analisi dei giornali, c'è un fatto nuovo fondamentale: le perforazioni dei nuovi pozzi 'orizzontali' (ovvero l'estrazione con esplosioni sotterrane 'fracking') hanno assicurato agli USA l'indipendenza energetica da petrolio: un attimo dopo tutte le truppe hanno immediatamente abbandonato una regione a tutti gli effetti invasa dal lontano 1991 (Bush senior), lasciando la bega completamente nelle mani degli Europei.

Avete visto con quanta fretta i Tedeschi stanno costruendo non uno, ma due oleodotti Russia-Germania che portino copioso petrolio russo? E con quanta fretta e decisionismo il governo italiano sta disseminando piattaforme di estrazione al largo dell'Adriatico?

Con un Nord Africa e una Penisola Arabica attraversata perennemente da pulsioni Jahdiste, dove un ingegnere dell'Eni, piuttosto che della Total o della British Petrolium, rischia costantemente di venire sgozzato in diretta sotto Periscope arriveremo anche noi, volenti o nolenti, all'indipendenza energetica.

Potrebbe essere un esito positivo di tanta negatività.


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L'indipendenza energetica con le piattaforme nell'Adriatico? Patetico. Solo l'imbecillità dell'attuale classe politica italiana può avvalorare un'idea così idiota. Già il costo di estrazione, attualmente, supera i 40 $ al barile, contro un prezzo di mercato che oscilla intorno ai 30. Poi, essendo greggio di qualità pessima, deve essere trattato subito prima ancora del trasporto in raffineria, su apposite navi-cisterna attrezzate di impianti di desolforazione, ancorate ad un palo in mare aperto. Poi c'è il trasporto, ancora con navi, e la raffinazione, che richiede impianti più complessi e costosi di quelli che trattano il greggio "buono". Alla fine viene a costare il doppio.
Anche il fracking, comunque, è molto costoso, come abbiamo già discusso, e infatti le aziende estrattive americane stanno fallendo una dopo l'altra, mentre 400 miliardi di dollari di investimenti sono stati cancellati.

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Re: Problema: gli USA hanno il serbatoio pieno

Messaggio Da holubice il Dom 21 Feb - 13:36

Minsky ha scritto:L'indipendenza energetica con le piattaforme nell'Adriatico? Patetico. Solo l'imbecillità dell'attuale classe politica italiana può avvalorare un'idea così idiota. Già il costo di estrazione, attualmente, supera i 40 $ al barile, contro un prezzo di mercato che oscilla intorno ai 30. Poi, essendo greggio di qualità pessima, deve essere trattato subito prima ancora del trasporto in raffineria, su apposite navi-cisterna attrezzate di impianti di desolforazione, ancorate ad un palo in mare aperto. Poi c'è il trasporto, ancora con navi, e la raffinazione, che richiede impianti più complessi e costosi di quelli che trattano il greggio "buono". Alla fine viene a costare il doppio.
Anche il fracking, comunque, è molto costoso, come abbiamo già discusso, e infatti le aziende estrattive americane stanno fallendo una dopo l'altra, mentre 400 miliardi di dollari di investimenti sono stati cancellati.

Sì, Minsk, concordo con quanto tu scrivi. Anche perché sei un'autorità in materia.

Ma forse ti è sfuggito un fatto. Questo:



I Maomettani non saranno più disposti a farsi imporre un dittatore etero diretto piazzato, di volta in volta, dagli USA, Francia, Regno Unito, etc. Questi qui, da qui in avanti, sgozzeranno il primo viso pallido che passi loro a tiro. O falceranno con un mitra il primo turista con sandali che insudici la loro sacra terra.

Tradotto, non ti arriverà più nessuna goccia di petrolio. E semmai ti arriverà, non certo al prezzo che decidi tu, e non con i proventi che vadano in maggior parte alla compagnie di estrazione occidentali. Lo stesso Bin Laden teorizzava che il prezzo del petrolio saudita doveva essere venduto agli Americani a molto più di 100 dollari al barile (ora lo pagano la metà esatta di tutti gli altri).

Ricordati che Al Queda litiga con l'Isis in quanto li ritengono troppo radicali ...


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Re: Problema: gli USA hanno il serbatoio pieno

Messaggio Da holubice il Dom 21 Feb - 13:41

Immaginate, invece, se tutti i parcheggi d'Italia fossero riconvertiti in questo modo:



Un panello solare oggi costa un quinto di quanto costasse 10 anni fa. E danno una buona resa per 35 anni di vita.

Se questa benedetta penisola su cui siamo accampati fosse popolata di, che so, Svedesi, non ci sarebbe ormai centimetro quadro di asfalto non tappezzato di questi aggeggi.


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Re: Problema: gli USA hanno il serbatoio pieno

Messaggio Da Minsky il Dom 21 Feb - 14:15

Magari non si tirasse più fuori una goccia di petrolio dal sottosuolo! Se n'è rimasto sepolto nelle profondità della terra da milioni di anni, molto opportunamente, e sarebbe bene che rimanesse là.

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Re: Problema: gli USA hanno il serbatoio pieno

Messaggio Da holubice il Lun 22 Feb - 7:26

Della serie: vedetevela voi.

SIRIA, GLI USA RITIRANO LA PORTAEREI: PUTIN È IL PADRONE DEL MEDIO ORIENTE



"La USS Theodore Roosevelt è stata ritirata dal Golfo Persico. E’ quanto hanno comunicato, pochi minuti fa, dalla Marina Militare degli Stati Uniti.
Con l’uscita della Roosevelt, gli USA non hanno alcun vettore in Medio Oriente. Ciò non accadeva dal 2007. Il Pentagono, per quella che sembrerà una sorta di dietro front degli Stati Uniti nella lotta in Siria ed in Iraq contro l’Isis, ha assunto questa decisione in uno dei momenti più delicati della guerra."



Questo è l'effetto più evidente del cosidetto Fracking ...



Se è vero come è vero che il barile estratto dai Sauditi nel loro deserto costa molto meno di quello spillato in Iowa dagli USA, è anche vero che per lavorare in mezzo a quei beduini bisogna anche tenere in piedi mezzo esercito americano nel Golfo Persico. E tutto questo ha un costo enorme, che va messo in conto.

Ricorda caro Minsk:

"E' l'aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo protegge"


ok



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Re: Problema: gli USA hanno il serbatoio pieno

Messaggio Da Minsky il Lun 22 Feb - 19:05

holubice ha scritto:...

Ricorda caro Minsk:

"E' l'aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo protegge"


ok


Ma quale spada, nel momento che il mondo civile non avesse più bisogno del petrolio arabo, per gli islamici sarebbe f-i-n-i-t-a. Non hanno investito nulla in sviluppo, ricerca, industria, istruzione. Non gli resterebbe altro da fare che tornare a pascolare le capre, e darsele a bastonate e lanci di pietre, perché nessuno gli venderebbe più i cannoni.

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Re: Problema: gli USA hanno il serbatoio pieno

Messaggio Da Rasputin il Lun 22 Feb - 19:27

Minsky ha scritto:
holubice ha scritto:...

Ricorda caro Minsk:

"E' l'aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo protegge"


ok


Ma quale spada, nel momento che il mondo civile non avesse più bisogno del petrolio arabo, per gli islamici sarebbe f-i-n-i-t-a. Non hanno investito nulla in sviluppo, ricerca, industria, istruzione. Non gli resterebbe altro da fare che tornare a pascolare le capre, e darsele a bastonate e lanci di pietre, perché nessuno gli venderebbe più i cannoni.

Volevo scrivere qualcosa di sostanzialmente simile ma non sono arrivato a formularlo

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Mi dissocio espressamente da tutte le dichiatrazioni da me rilasciate a partire da un'ora fa.
Qualunque somiglianza con la realtà è puramente casuale ed involontaria.
La pena di morte andrebbe applicata immediatamente e senza processo a chiunque, anche in tenera età, esprimesse il mero desiderio di diventare giudice o funzionario di qualsiasi categoria.

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Re: Problema: gli USA hanno il serbatoio pieno

Messaggio Da chef75 il Lun 22 Feb - 21:32

Minsky ha scritto:Magari non si tirasse più fuori una goccia di petrolio dal sottosuolo! Se n'è rimasto sepolto nelle profondità della terra da milioni di anni, molto opportunamente, e sarebbe bene che rimanesse là.

Chissà perché di questa idea lo sono stato sempre un pochetto pure io.

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Re: Problema: gli USA hanno il serbatoio pieno

Messaggio Da holubice il Mar 23 Feb - 8:53

Minsky ha scritto:Ma quale spada, nel momento che il mondo civile non avesse più bisogno del petrolio arabo, per gli islamici sarebbe f-i-n-i-t-a. Non hanno investito nulla in sviluppo, ricerca, industria, istruzione. Non gli resterebbe altro da fare che tornare a pascolare le capre, e darsele a bastonate e lanci di pietre, perché nessuno gli venderebbe più i cannoni.
Io penso che non sarebbe una buona cosa. Vorrebbe dire che, oltre ai marocchini, ai tunisini, ai siriani, poi ci ritroveremmo per le nostre strade anche i sauditi, i libici, gli iraniani.

Tutta gente ora, bene o male, ha di che mette insieme il pranzo con la cena, e che se ne sta a casa loro.

E comunque gli arabi non sono poi tutti uguali: gli Emirati Arabi Uniti, che dispongono di molto poco petrolio (in rapporto ai vicini), ha costruito la propria fortuna costruendo una specie di Svizzera in mezzo alle dune, per la rodata industria del riciclaggio del denaro. E guardano avanti:

IL SOLARE TERMICO A CONCENTRAZIONE: INAUGURATO A ABU DHABI IL PIÙ GRANDE IMPIANTO DEL MONDO, SHAMS 1




La stessa cosa potremmo dirla del Marocco, altra nazione senza una stilla di petrolio:

Marocco, la Germania africana snobbata dagli italiani

"«Il Marocco è la Germania del Nord Africa. Pensi che per gli operatori il problema principale è una crescita “solo” del 5% l’anno, rispetto ai ritmi del 10% cui il paese era abituato». A parlare è Marco Bondi, dell’azienda “BLB Group”, specializzata in impiantistica industriale. Bondi sostiene di aver trovato nel Paese maghrebino «un contesto all’avanguardia rispetto al resto della regione. Con la relativa stabilità politica – le rivolte hanno riguardato il paese solo marginalmente – il Marocco può servire da base per le attività non solo sulla costa mediterranea, ma anche in Africa Subsahariana»." (continua nel link)


Fino all'altro ieri guardavamo dall'altro in basso nazioni 'inferiori' come l'India o la Cina, le stesse nazioni che oggi comprano la Range Rover dagli ex colonialisti inglesi, o si vogliono portare via l'intero porto di Los Angeles in California.

Tutto questo è successo in un battibaleno, già alla metà degli anni '90 la Cina aveva inondato il mondo delle sue cianfrusaglie, tra lo stupore e l'incredulità generale. Lo stesso potrebbe accadere, anzi sta accadendo, con i jeans Made in Kenya, o farmaci Made in Marocco.

E noi qui, edonisti della terza età, senza figli e senza badanti, alla mercé di qualsiasi 'barbaro' che si palesi ai nostri confini ...


mgreen



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