...e se le cose cominciassero a precipitare?

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Messaggio Da Rasputin il Mer 6 Gen - 17:56

Minsky ha scritto:
È banale. Praticamente tutta la produzione consumer proviene dalla Cina. Stanno producendo troppa roba, mentre in occidente abbiamo sempre meno soldi da spendere. Inevitabile che debbano cominciare a far marcia indietro.

Ma mi incuriosisce una cosa, quanto è il segmento della produzione industriale dell'estremo oriente commissionata da industrie occidentali? Mi riferisco a tessili, gruppi grossi come Nike Adidas etc nonché a tutte quelle marche che delegano la produzione in Cina e contigui...

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Armok il Mer 6 Gen - 18:01

Il pazzo coreano intanto testa nuove bombe, buttando giù per sbaglio le abitazioni della sua stessa gente a causa dei terremoti...
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Minsky il Mer 6 Gen - 18:11

Rasputin ha scritto:
Minsky ha scritto:
È banale. Praticamente tutta la produzione consumer proviene dalla Cina. Stanno producendo troppa roba, mentre in occidente abbiamo sempre meno soldi da spendere. Inevitabile che debbano cominciare a far marcia indietro.

Ma mi incuriosisce una cosa, quanto è il segmento della produzione industriale dell'estremo oriente commissionata da industrie occidentali? Mi riferisco a tessili, gruppi grossi come Nike Adidas etc nonché a tutte quelle marche che delegano la produzione in Cina e contigui...
Non saprei dove trovare dati accurati, ma l'impressione è che si tratti di una quota molto significativa.

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Rasputin il Mer 6 Gen - 18:17

Minsky ha scritto:
Rasputin ha scritto:
Minsky ha scritto:
È banale. Praticamente tutta la produzione consumer proviene dalla Cina. Stanno producendo troppa roba, mentre in occidente abbiamo sempre meno soldi da spendere. Inevitabile che debbano cominciare a far marcia indietro.

Ma mi incuriosisce una cosa, quanto è il segmento della produzione industriale dell'estremo oriente commissionata da industrie occidentali? Mi riferisco a tessili, gruppi grossi come Nike Adidas etc nonché a tutte quelle marche che delegano la produzione in Cina e contigui...
Non saprei dove trovare dati accurati, ma l'impressione è che si tratti di una quota molto significativa.

Ma se cosí è (Cosa che suppongo anch'io), l'effetto "Stanno producendo troppa roba, mentre in occidente abbiamo sempre meno soldi da spendere" dovrebbe rimanere entro limiti ragionevoli, visto che producono secondo richiesta

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Mer 6 Gen - 18:29

Minsky ha scritto:Non saprei dove trovare dati accurati, ma l'impressione è che si tratti di una quota molto significativa.
Tenete conto che i Cinesi non sono più soli. Molto spesso ormai, se sollevate un carica batterie, un giocattolo, un lampadario, al posto di Made in China troverete Made in Malaysia, Made in Cambodia, Made in Indonesia, Thailandia, etc. Ai 1.300 milioni di Cinesi si sono andati ad aggiungere 1.000 milioni di assimilabili. Le stesse industrie povere (tessili, mobilia, etc) cinesi si sono dovute de localizzare nei Paesi vicini, perché non ci stavano più nei costi ...

boxed

Le péril jaune



"Il pericolo giallo (talvolta terrore giallo)[1] è stato definito alla fine del XIX secolo come il presunto pericolo che i popoli dell'Asia potessero superare i bianchi e governare il mondo,[2] sovvertendo i valori, la cultura e il sistema di vita occidentali. Usato per indicare nel corso del XIX secolo il pericolo cinese, il termine venne usato agli inizi del Novecento per stigmatizzare il Giappone nel conflitto contro la Russia nel 1904. Il pericolo giallo divenne un tema comune nella cultura di massa, riflettendo gli stereotipi di razzismo, imperialismo e colonialismo dell'epoca." (continua link)
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Mer 6 Gen - 18:36

Rasputin ha scritto:Ma se cosí è (Cosa che suppongo anch'io), l'effetto "Stanno producendo troppa roba, mentre in occidente abbiamo sempre meno soldi da spendere" dovrebbe rimanere entro limiti ragionevoli, visto che producono secondo richiesta



Presto, il sabato sera, sentiremo dire ...

"Cameriere, due spiedini di cavallete, grazie ..."

Penso che un po' tutti sappiate perché i Cinesi, un tempo, erano soliti seppellire i loro cari con la testa all'ingiù, e con il sedere che sputava dalla terra ...


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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Rasputin il Mer 6 Gen - 18:43

holubice ha scritto:
Tenete conto che i Cinesi non sono più soli. Molto spesso ormai, se sollevate un carica batterie, un giocattolo, un lampadario, al posto di Made in China troverete Made in Malaysia, Made in Cambodia, Made in Indonesia, Thailandia, etc. Ai 1.300 milioni di Cinesi si sono andati ad aggiungere 1.000 milioni di assimilabili. Le stesse industrie povere (tessili, mobilia, etc) cinesi si sono dovute de localizzare nei Paesi vicini, perché non ci stavano più nei costi ...[...]

Ma anche Afghanistan, Marocco, Lituania, e perfino Portogallo...
È in parte quello a cui mi riferivo con la mia domanda, ma visto che producono per noi su richiesta, da dove deriva l'eccesso di produzione?

holubice ha scritto:
Rasputin ha scritto:Ma se cosí è (Cosa che suppongo anch'io), l'effetto "Stanno producendo troppa roba, mentre in occidente abbiamo sempre meno soldi da spendere" dovrebbe rimanere entro limiti ragionevoli, visto che producono secondo richiesta



Presto, il sabato sera, sentiremo dire ...

"Cameriere, due spiedini di cavallete, grazie ..."

Penso che un po' tutti sappiate perché i Cinesi, un tempo, erano soliti seppellire i loro cari con la testa all'ingiù, e con il sedere che sputava dalla terra ...


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Qui invece non ti capisco proprio boh

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Mer 6 Gen - 18:54

Rasputin ha scritto:Qui invece non ti capisco proprio boh


Io credo che l'unica legge economica davvero infallibile sia quella dei 'vasi comunicanti': più stanno meglio loro, più comperano auto, appartamenti confortevoli e viaggi organizzati, e più vai a piedi tu, più gente finisce in una baracca e più rimane l'estate in città Occidentali.

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Rasputin il Mer 6 Gen - 18:57

holubice ha scritto:
Rasputin ha scritto:Qui invece non ti capisco proprio boh


Io credo che l'unica legge economica davvero infallibile sia quella dei 'vasi comunicanti': più stanno meglio loro, più comperano auto, appartamenti confortevoli e viaggi organizzati, e più vai a piedi tu, più gente finisce in una baracca e più rimane l'estate in città Occidentali.

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Qui forse ti capisco: dici che la richiesta, alla fine della fiera, è causata da loro?

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Minsky il Mer 6 Gen - 20:03

Rasputin ha scritto:
Minsky ha scritto:
Rasputin ha scritto:
Minsky ha scritto:
È banale. Praticamente tutta la produzione consumer proviene dalla Cina. Stanno producendo troppa roba, mentre in occidente abbiamo sempre meno soldi da spendere. Inevitabile che debbano cominciare a far marcia indietro.

Ma mi incuriosisce una cosa, quanto è il segmento della produzione industriale dell'estremo oriente commissionata da industrie occidentali? Mi riferisco a tessili, gruppi grossi come Nike Adidas etc nonché a tutte quelle marche che delegano la produzione in Cina e contigui...
Non saprei dove trovare dati accurati, ma l'impressione è che si tratti di una quota molto significativa.

Ma se cosí è (Cosa che suppongo anch'io), l'effetto "Stanno producendo troppa roba, mentre in occidente abbiamo sempre meno soldi da spendere" dovrebbe rimanere entro limiti ragionevoli, visto che producono secondo richiesta
Hai centrato il punto. La richiesta sta diminuendo, quindi producono meno, la loro espansione economica esplosiva sta rallentando, e presto saranno anche loro con la merda fino al collo: miliardi senza lavoro. Anche perché, come ha puntualizzato correttamente Holu, i cinesi a loro volta stanno delocalizzando verso Paesi ancora più sfigati, dove ci sono schiavi ancora più derelitti da sfruttare. Noi occidentali ci siamo messi definitivamente fuori dal giro, giova sottolineare, quando abbiamo avviato la globalizzazione.

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Rasputin il Mer 6 Gen - 20:22

Minsky ha scritto:
Hai centrato il punto. La richiesta sta diminuendo, quindi producono meno, la loro espansione economica esplosiva sta rallentando, e presto saranno anche loro con la merda fino al collo: miliardi senza lavoro. Anche perché, come ha puntualizzato correttamente Holu, i cinesi a loro volta stanno delocalizzando verso Paesi ancora più sfigati, dove ci sono schiavi ancora più derelitti da sfruttare. Noi occidentali ci siamo messi definitivamente fuori dal giro, giova sottolineare, quando abbiamo avviato la globalizzazione.

Ok comincio a capirci qualcosa. Coincide anche con un mio conoscente, il quale (Secondo me astutamente) un mio conoscente commercia (Acquista) coi cinesi, ma prodotti finiti, e li importa qua per rivenderli a prezzi convenienti.

Non ha 2 problemi che hanno gli altri piccoli produttori che si servono di manodopera orientale: il controllo qualità e lo stoccaggio minimo; compra (Di persona, ci va 2 volte l'anno) quello che gli va e quanto gli va

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Gio 7 Gen - 12:45

Minsky ha scritto:...  come ha puntualizzato correttamente Holu, i cinesi a loro volta stanno delocalizzando verso Paesi ancora più sfigati, dove ci sono schiavi ancora più derelitti da sfruttare. ...
STAMPA: La Cina delocalizza in Africain cerca di manodopera low cost



"La crescita economica in Cina rallenta anche se il primato mondiale non è a rischio. Ma al governo di Pechino non basta e il premier assicura che l’azione sarà concentrata soprattutto su l’obiettivo di una crescita maggiore. Da parte loro, le imprese del colosso asiatico, per ridurre i costi di produzione, guardano all’Africa, per approfittare del basso costo della monodopera e del prezzo di alcune materie prime, con l’obiettivo di esportare in Occidente." (continua nel link)


Vi chiedo, sarà mai possibile che riapra una qualunque di quelle dittarelle di mobili, confezioni, calzature che da sempre erano la vera colonna portante dell'economia italiana? Ai bei tempi, su 4 euro di PIL prodotto, ben 3 erano messi insieme da aziende medio piccole. E tenete conto che in quell'euro lasciato fuori ci finiscono d'ufficio anche tutti i servizi prodotti non prodotti da tutta la pubblica amministrazione.


Mettici pure che la Cina, dopo aver recuperato due secoli in meno di due decenni, ora ha anche incominciato ad investire massicciamente in tecnologie militari. Il bilancio ufficiale è già alto di suo, ma gli esperti del Pentagono ritengono che gli investimenti reali siano molto più alti.

"E' l'aratro che traccia il solco. Ma è la spada che lo protegge"


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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Rasputin il Gio 7 Gen - 12:55

holubice ha scritto:[...]
Vi chiedo, sarà mai possibile che riapra una qualunque di quelle dittarelle di mobili, confezioni, calzature che da sempre erano la vera colonna portante dell'economia italiana? Ai bei tempi, su 4 euro di PIL prodotto, ben 3 erano messi insieme da aziende medio piccole. E tenete conto che in quell'euro lasciato fuori ci finiscono d'ufficio anche tutti i servizi prodotti non prodotti da tutta la pubblica amministrazione.
[...]

Un'altra cosa che mi ha detto il conoscente di cui ho parlato, effettivamente, è che - complice anche il fatto che i cinesi non sono più tanto disposti a lavorare per una tazza di riso - la manodopera là non è più tanto a buon mercato, tra l'altro è gente che impara molto, molto in fretta e la lezione (Quella di delocalizzare le produzioni) pare sia passata bene...

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Gio 7 Gen - 13:04

Rasputin ha scritto:Un'altra cosa che mi ha detto il conoscente di cui ho parlato, effettivamente, è che - complice anche il fatto che i cinesi non sono più tanto disposti a lavorare per una tazza di riso - la manodopera là non è più tanto a buon mercato, tra l'altro è gente che impara molto, molto in fretta e la lezione (Quella di delocalizzare le produzioni) pare sia passata bene...
Solo una piccola parte della popolazione cinese si è spostata dalle miserabili campagne ed è entrata nella macchina produttiva della nazione. 300 milioni di persone, massimo 400 milioni. Ci sono almeno 900 milioni che ne sono rimasti fuori. Insomma, il loro Buuumm non era neanche cominciato che già gli viene scippato da qualche morto di fame confinante.

Mi pare che è un passo del Manifesto di Marx:

"Il capitalista sposterà sempre il suo capitale di regione in regione, di nazione in nazione, alla ricerca sempre di luoghi in cui la manodopera sia più miserabile e a buon mercato"

Adesso vado a memoria, ma il senso era (profeticamente) quello.



P.S.
Se non ricordo bene, mi pare che 'Good bye' in inglese può significare sia 'Addio' che 'Arrivederci' ...


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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Rasputin il Gio 7 Gen - 13:19

holubice ha scritto:
Solo una piccola parte della popolazione cinese si è spostata dalle miserabili campagne ed è entrata nella macchina produttiva della nazione. 300 milioni di persone, massimo 400 milioni. Ci sono almeno 900 milioni che ne sono rimasti fuori. Insomma, il loro Buuumm non era neanche cominciato che già gli viene scippato da qualche morto di fame confinante.

Mi pare che è un passo del Manifesto di Marx:

"Il capitalista sposterà sempre il suo capitale di regione in regione, di nazione in nazione, alla ricerca sempre di luoghi in cui la manodopera sia più miserabile e a buon mercato"

Adesso vado a memoria, ma il senso era (profeticamente) quello.[...]


Mah...non sono tanto sicuro che ai cinesi nelle campagne vada poi cosí male, tra l'altro esportano anche da quelle, lo vedo nei supermercati (Anche se non compro, nel timore di svegliarmi un giorno con antenne e tentacoli carneval ).
Lo "Scippo" mi pare quindi non troppo grave, si vede che le regole del capitalismo si applicano anche quando esso è di stato

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Gio 7 Gen - 13:44

Toh, manco a farlo a posta ...

La borsa cinese crolla ancora: -7%. A Shanghai e Shenzhen contrattazioni sospese



"Ancora segnali negativi per l’economia cinese. Le contrattazioni le borse di Shanghai e Shenzen sono state infatti oggi temporaneamente sospese per eccesso di ribasso. È la seconda volta che accade nel corso di questa settimana. A darne notizia è stata l’agenzia di stampa ufficiale Xinhua. Le contrattazioni sono state sospese dopo che le azioni sono crollate di più del 7% a Shanghai e dell’8,5% a Shenzhen."


Eh, fortuna che ho disinvestito in tempo dalla borsa, e li ho seppelliti in giardino ...





wink..
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Rasputin il Gio 7 Gen - 13:59

Uhm...mi puzza di manovra USraeliana

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Dom 10 Gen - 16:35

E nel frattempo ...

CACCIABOMBARDIERE USA SORVOLA LA COREA DEL SUD: AVVERTIMENTO A PYONGYANG



"Gli Stati Uniti hanno disposto il sorvolo di un cacciabombardiere a lungo raggio B-52 sulla penisola coreana in risposta al test nucleare (il quarto) annunciato dalla Corea del Nord la scorsa settimana. L'aereo Usa ha sorvolato a bassa quota la città sudcoreana di Osan"


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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Paolo il Dom 10 Gen - 17:17

holubice ha scritto:E nel frattempo ...

CACCIABOMBARDIERE USA SORVOLA LA COREA DEL SUD: AVVERTIMENTO A PYONGYANG



"Gli Stati Uniti hanno disposto il sorvolo di un cacciabombardiere a lungo raggio B-52 sulla penisola coreana in risposta al test nucleare (il quarto) annunciato dalla Corea del Nord la scorsa settimana. L'aereo Usa ha sorvolato a bassa quota la città sudcoreana di Osan"

Holub più che domandarti cosa potrebbe succedere se le cose iniziassero a precipitare ti dovresti domandare cose succederebbe se fosse il cacciabombardiere a precipitare! mgreen
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Lun 11 Gen - 12:55

Paolo ha scritto:Holub più che domandarti cosa potrebbe succedere se le cose iniziassero a precipitare ti dovresti domandare cose succederebbe se fosse  il cacciabombardiere a precipitare! mgreen
L'altro giorno mi sono letto questo articolo, del fantastico pozzo senza fondo BBC ...

America's iconic war machine



"The most feared bomber plane of the 20th Century is still going strong after 60 years in service in the US military - from Vietnam to Afghanistan. And she will keep on flying until 2044. How does this 1950s behemoth survive in the era of drones and stealth aircraft?" (CONTINUA NEL LINK)





???
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Lun 18 Gen - 19:33

Dove mettere questo articolo, se non qui ...?

Roubini: ingredienti della tempesta perfetta si stanno unendo



"... Il motivo principale, secondo Nouriel Roubini il catastrofista esperto di mercati, famoso per aver previsto il crollo dei mutui subprime, sta nel fatto che le banche centrali delle economie avanzate hanno artificialmente calmierato i tassi, ritoccandoli ogni volta a seconda delle necessità e impedendo, quindi, un normale evolversi della situazione (impedimento resosi necessario a causa della crisi in sè). Un atteggiamento che ha fatto aumentare i prezzi di altre attività a rischio, come le azioni e il credito (sempre a buon mercato). ..."


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Messaggio Da holubice il Lun 18 Gen - 19:38

Qui, forse, spiegato meglio ...


"“Credo che entro i prossimi 12 mesi (se non prima) assisteremo nuovamente al crollo dei mercati di Borsa. Non sarà come nel 2007-2009, ma molto peggio – scrive Virginio Frigieri su Traders Magazine – Il nocciolo della questione è che con 17.000 miliardi di dollari di debito, il governo degli Stati Uniti non potrà continuare a sostenersi senza fare nulla per molto altro tempo.”

“Verrà il momento – prosegue Frigieri – in cui la FED dovrà chiudere i rubinetti e si dovranno implementare misure drastiche.
Quando dico drastiche intendo qualcosa che tutto quello che abbiamo visto fino ad oggi in Europa sarà guardato come una passeggiata primaverile nel parco, in una giornata di sole.
[…] Marc Faber, sulle cui competenze economico e finanziarie non c’è da discutere, ha affermato recentemente di vedere “alte probabilità di un incidente di mercato di alto livello”…
Nouriel Roubini ha affermato che “bisogna prepararsi perché sta arrivando una tempesta perfetta”. Bill Gross di Pimco ha dichiarato che “ci stiamo avviando verso una supernova del credito”.
Bob Janjuah di Nomura ritiene che “i mercati sperimenteranno ancora un po’ nuovi massimi prima di crollare fino al 50%”. "


http://www.today.it/rassegna/crisi-economica-roubini-tempesta-perfetta.html



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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Minsky il Lun 18 Gen - 20:28

Repubblica ha scritto:Crollo senza fine del petrolio, Borse Ue in rosso. Milano ko con le banche

La fine delle sanzioni all'Iran apre le porte a una nuova iniezione di greggio sul mercato, con l'effetto di portare il Brent fin sotto quota 28 dollari al barile: minimi da dodici anni. Seduta ancora in negativo per la Borsa di Tokyo, mentre a Piazza Affari gli istituti soffrono la stretta Bce sui crediti difficili. Banca centrale cinese in campo per fermare le oscillazioni del yuan. Wall Street resta chiusa

di RAFFAELE RICCIARDI 18 gennaio 2016

MILANO - Il petrolio accelera la corsa al ribasso, dopo che le sanzioni verso l'Iran sono state ufficialmente rimosse: una normalizzazione dei rapporti internazionali che mette Teheran nelle condizioni di tornare a pompare altri barili di greggio in un mercato già di per sé saturo. La ricomparsa in scena di uno dei maggiori produttori di oro nero, infatti, rischia di alimentare ancor di più quell'eccesso di domanda determinato dalla politica dell'Opec, che ha preferito difendere le sue quote di mercato a danno dei produttori Usa, piuttosto che stringere i rubinetti per tenere i prezzi un po' più alti. Proprio oggi, il cartello ha precisato che il 2016 "sarà l'anno in cui inizia il processo di riequilibrio", con la riduzione delle produzioni dei Paesi non-Opec. Il timore dei mercati di dover fronteggiare ancora una fase di sovra-abbondanza di petrolio è ancora ben presente, tanto che il Brent e il Wti quotano ampiamente sotto 30 dollari al barile: nel primo caso si arriva a toccare un minimo sotto 28 dollari al barile, salvo poi risalire in area 28,6 dollari, a livelli mai raggiunti negli ultimi dodici anni. Anche nel caso del benchmark americano, la quotazione è intorno ai 29 dollari al barile.

Proprio l'andamento del greggio è uno dei parametri maggiormente osservati nelle sale operative, insieme alla Cina, in una giornata orfana degli operatori Usa: Wall Street rimane chiusa per celebrare il Martin Luther King day. I listini europei faticano a tenere botta alla situazione internazionale di volatilità, e vivono una seduta difficile a cominciare da Milano. Piazza Affari parte in positivo, poi gira in netto ribasso con i titoli bancari che vanno ko e Mps in grande difficoltà. Ieri un portavoce della Bce, citato dalle agenzia internazionali, ha confermato che Francoforte sta interrogando diversi istituti in merito agli alti livelli di crediti incagliati, uno dei grandi problemi degli Istituti bancari. Il Ftse Mib chiude lasciando sul parterre il 2,65%. Le altre hanno cercato di restare aggrappate alla parità, ma sul finale hanno virato in territorio negativo: a fine giornata Londra perde lo 0,42%, Francoforte lo 0,25% e Parigi arretra dello 0,49%.

L'agenda macroeconomica è stata piuttosto scarica e si segnala solo il commercio estero italiano; evento-principe della settimana è la riunione della Bce.

Chiusura in calo, in mattinata, per la Borsa di Tokyo, che peraltro ha ridotto nel finale le perdite registrate in avvio di seduta. L'indice Nikkei ha chiuso gli scambi a 16.955 punti (-1,12%), livello minimo da settembre scorso, dopo avere aperto in calo del 2,8 per cento. Si tratta della nona seduta in perdita, su 10, dall'inizio dell'anno. L'indice Topix ha lasciato sul terreno l'1,04% a 1.387 punti. Sostenuti gli scambi, con 2,23 miliardi di azioni passate di mano. La produzione industriale giapponese, dato definitivo, a novembre ha registrato un calo dello 0,9% su base mensile rispetto al -1% della lettura preliminare. Ad ottobre si registrò un 1,4%, su base annua la crescita è dell'1,7%.

È andata meglio alla Borsa di Shanghai, con l'indice Composite che ha recuperato leggermente a 2.913,84 punti (+0,44%); anche Shenzhen ha registrato un deciso rialzo (+1,58%). Diverso invece l'umore di Hong Kong, con l'indice Hang Seng in calo dell'1,45%. La Banca centrale cinese è attiva per ridurre la volatilità sui mercati valutari: ha annunciato che imporrà dei livelli di riserve sui depositi in yuan per le banche estere, modellandoli su quelli delle banche nazionali. La mossa, che segue la sospensione ad operare sul mercato dei cambi decisa a fine 2015 per alcuni colossi come Deutsche Bank o Standard, mira a bloccare fondi per oltre 30 miliardi di dollari e ridurre così la volatilità e le operazioni speculative.

L'euro chiude stabile a 1,0888 dollari e 127,7 yen: gli operatori non si sbilanciano prima che vengano diffusi, domani, i dati sul Pil cinese. Il rublo aggiorna i minimi dal dicembre 2014: la valuta europea è scambiata adesso a 86,2 sul rublo, mentre il biglietto verde è a 78,6 sulla moneta russa. Pesano, per l'economia russa, i tracolli dei prezzi energetici. Poco mosso lo spread fra Btp e Bund tedesco: il differenziale segna 102 punti contro i 100 della chiusura di venerdì. Il rendimento espresso è pari all'1,56%.

Come accennato, oggi Wall Street resta chiusa ma è reduce da un nuovo, forte, calo per la preoccupazione riguardante l'economia cinese. Gli ultimi 10 giorni di scambi sono stati i peggiori d'inizio anno in assoluto. Le turbolenze nei mercati finanziari alimentano le attese per un rialzo dei tassi graduale da parte della Federal Reserve, tanto che JP Morgan ha posticipato a giugno da marzo le stime per la prossima stretta. Il Dow Jones ha ceduto il 2,39%, scendendo sotto i 16.000 punti per la prima volta dallo scorso 29 settembre. Per l'indice benchmark S&P500 è stata la terza settimana di fila in calo, la striscia temporale più lunga dallo scorso luglio. Va sottolineato comunque un aspetto positivo: i minimi dell'agosto 2015 sono stati mantenuti.

http://www.repubblica.it/economia/2016/01/18/news/borse_18_gennaio_2016-131503593/

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Rasputin il Lun 18 Gen - 21:33

Cui prodest?

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Mar 19 Gen - 11:48

Rasputin ha scritto:Cui prodest?
Sospetti ...


... il consueto complotto demo-pluto-giudaico-massonico ...?


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