...e se le cose cominciassero a precipitare?

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Rasputin il Mar 19 Gen - 12:00

No era una semplice domanda per vedere se qualcuno aveva delle ipotesi attendibili Royales

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Mar 19 Gen - 12:51

Rasputin ha scritto:No era una semplice domanda per vedere se qualcuno aveva delle ipotesi attendibili Royales
Penso che il grosso problema stia nel fatto che Obama, per far uscire gli USA da una crisi epocale, ha stampato un'enormità di denaro. Denaro che si basa sul nulla. L'America, al contrario di quanto faceva 40 anni fa, di suo non produce più nulla. E' un po' il basso Impero dell'Impero Romano, dove tutto veniva fatto dalle province e nessuno toccava più niente.



E, proprio come Roma al declino, a fare le guerre non ci vanno più soldati del Nord Dakota, ma contractors. Parolone per nascondere il più prosaico e immarcescibile mercenario.
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Rasputin il Mar 19 Gen - 13:34

holubice ha scritto:
Rasputin ha scritto:No era una semplice domanda per vedere se qualcuno aveva delle ipotesi attendibili Royales
Penso che il grosso problema stia nel fatto che Obama, per far uscire gli USA da una crisi epocale, ha stampato un'enormità di denaro. Denaro che si basa sul nulla. L'America, al contrario di quanto faceva 40 anni fa, di suo non produce più nulla. E' un po' il basso Impero dell'Impero Romano, dove tutto veniva fatto dalle province e nessuno toccava più niente.



E, proprio come Roma al declino, a fare le guerre non ci vanno più soldati del Nord Dakota, ma contractors. Parolone per nascondere il più prosaico e immarcescibile mercenario.

Ottimo, vedo che fai progressi. E, sentiamo, con chi secondo te gli USA hanno debiti?

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Mer 20 Gen - 10:05

Rasputin ha scritto:Ottimo, vedo che fai progressi. E, sentiamo, con chi secondo te gli USA hanno debiti?
La butto là: con l'Hotel Bilderberg

Sì, sono convinto anche io che ci sono diverse conventicole il cui scopo è aiutarsi vicendevolmente per divenire sempre più ricche e potenti. Esiste sicuramente una lobby ebraica (*), come ne esiste una ecclesiastica, per non parlare delle piccole e grandi mafie politiche, di ogni tipo e colore. Ma sono cose, a mio avviso, fisiologiche. L'uomo, qualsiasi uomo, per raggiungere il suo scopo ha bisogno sempre di utilizzare una sua corporazione/mafia/massoneria che l'aiuti ad emergere.

Gli USA avevano fino allo scorso novembre ben 18.005 miliardi di dollari di debito federale. Ma secondo stime più 'profonde', se si vanno a vedere le garanzie che Bush accordò per non far fallire le banche dei mutui subprime, i buchi in bilancio dei singoli stati federali (alcuni dei quali tecnicamente falliti), ed altro, il totale sarebbe di ben 62.000 miliardi. Inoltre gli Americani hanno una propensione a 'fare gli americani': spendono e spandono, utilizzando spesso denaro a debito. Quindi anche la popolazione fa i suoi micro 'buffi' familiari. Se è vero quanto ho letto, gli americani possiedono una ricchezza privata che è pari a 4 volte il loro debito pubblico federale. Gli Italiani, invece, possiedono una ricchezza che è quasi 9 volte il loro debito pubblico. Questo è il motivo per cui il buon Andreotti era solito dire che in giro esistono frati poveri in conventi ricchi, e conventi poveri con dentro frati ricchi. L'Italiano, si sa, esercita la virtù cardinale della modestia solo una volta all'anno, ad Aprile, all'atto della stesura del suo modello 730 ...  mgreen  Tutto questo per dire che dagli USA, a mio avviso, starebbe per esplodere un default  supernova, sopratutto se, come sta facendo in questi giorni la Cina, la gente comincia a subodorare il pericolo e scappa disordinatamente dai Teasure Bond USA.

Noi, paradossalmente siamo messi molto meglio: se una qualche Patrimoniale andasse a rovistare nei nostri materassi, sicuramente ce ne sarebbe a sufficienzaa per rimettere in sesto altri 8 Stati ...



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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Mer 20 Gen - 10:08

Toh, guardatelo per intero ...




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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Mer 20 Gen - 10:50

Mi piace Il Giornale, la versione quando Berlusconi è all'opposizione: in quanto a catastrofismo ed apocalittico, è peggio del mio thread ...


Giornale: Scatta la "corsa agli sportelli". A rivelarlo è l'economista Luigi Zingales. Chiede al governo un intervento più incisivo a livello europeo


"Scatta la "corsa agli sportelli". A rivelarlo è l'economista Luigi Zingales sulle pagine de Il Giorno. Chiede al governo un intervento più incisivo a livello europeo. Sgombra il campo da ogni equivoco: "«Non credo alle cospirazioni internazionali. Chi parla di 'avvertimenti all' Italia' applica al mondo circostante la propria mentalità mafiosa, oppure vuole alzare un polverone per nascondere i propri errori. Gli stessi che ieri raccontavano storielle sulla solidità delle banche italiane, oggi diffondono il sospetto di un' azione concordata dietro le quinte per destabilizzare il Paese. Sarebbe meglio, invece, dire la verità".
La verità secondo lui è che la situazione si fa sempre più pericolosa e che il governo non si rende conto che esiste in Italia il rischio di una corsa agli sportelli"." (continua nel link)



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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Mer 20 Gen - 10:53

Il Giornale: Dalla Cina al petrolio: il Fmi teme la crisi globale


"La frenata cinese, uno tra i principali elementi di preoccupazione a livello globale, è ora messa nero su bianco da Pechino: nel 2015 la crescita del Dragone è stata del 6,9%. È il peggior risultato degli ultimi 25 anni. Andrà meglio quest'anno? Nel suo ultimo World Economic Outlook, il Fondo monetario internazionale si mostra scettico sulle capacità dell'ex Impero Celeste di ritrovare uno slancio vigoroso. Anzi. Le stime, invariate rispetto alla pubblicazione di ottobre, sono di un +6,3% a fine dicembre e un +6% per il 2017. Insomma, per almeno altri due anni, addio ai tassi di sviluppo a due cifre. Un rallentamento destinato a condizionare l'economia globale, che non andrà oltre un'espansione del 3,4% quest'anno e del 3,6% nel 2017, due percentuali limate leggermente rispetto alle stime di qualche mese fa. Quanto all'Italia, è confermato un aumento del Pil pari all'1,3% nel 2016 e dell'1,2% nel 2017, numeri comunque più bassi rispetto alle stime del governo che, nella nota di aggiornamento del Def, ha previsto una crescita dell'1,6% quest'anno.Nonostante il lieve aggiustamento all'outlook mondiale, l'organizzazione guidata da Christine Lagarde sottolinea che la situazione potrebbe peggiorare. Il Fondo elenca cinque rischi: un andamento più debole del previsto in Cina; un ulteriore apprezzamento del dollaro; condizioni di finanziamento più strette che potrebbero accentuare le vulnerabilità dei mercati emergenti; un improvviso picco dell'avversione al rischio; un'escalation delle tensioni geopolitiche, in grado di colpire la fiducia e provocare interruzioni nel commercio globale, nel turismo e nei flussi finanziari." (continua nel link)




Accidenti! Dove nasconderò il mio gruzzolo ...?!?!?!?!?

eeeeeeek
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Minsky il Mer 20 Gen - 11:58

Corriere Della Sera ha scritto:Le Borse europee in forte calo
Piazza Affari in picchiata, Tokyo ko


Milano giù del 3%, ancora uno stop per Mps. Apertura negativa anche per le altre borse europee, sulla scia dei ribassi delle piazze asiatiche. Il Nikkei cede il 3,7%

di Marco Letizia e Redazione Online

Apertura in forte calo per le Borse europee, sulla scia dei decisi ribassi delle piazze asiatiche, in particolare Tokyo e Hong Kong, quest’ultima scesa ai minimi da quattro anni e alle prese con una fuga di capitali che mette a rischio l’aggancio della valuta locale al dollaro. Molto male anche Piazza Affari, su cui sembrano pesare anche le tensioni tra Italia e Ue che si scatenano in particolare sui titoli bancari. A continuare ad alimentare le vendite in Asia ed Europa sono principalmente la continua flessione del prezzo del petrolio e la revisione al ribasso delle stime sulla crescita globale del Fmi.

Milano
A Piazza Affari il listino apre malissimo, con un calo del Ftse Mib del 2,8% a 18.350 punti. Non riesce a fare prezzo Mps (calo teorico -8,47%) mentre Saipem strappa subito e viene messa in asta di volatilità (calo teorico -4,06%). Poi la situazione peggiora ulteriormente con il Mib che è arrivato a cedere il 3,76% e una nuova raffica di sospensioni. Questa mattina, in una nota, l’amministratore delegato di Banca Monte dei Paschi di Siena, Fabrizio Viola, ha dichiarato che «le prime evidenze relative al 2015 confermano che l’attuale andamento del tutto anomalo del titolo Mps non ha alcun riscontro nei fondamentali della banca che anche nel corso dell’ultimo trimestre sono migliorati, confermando il trend evidenziato nei primi nove mesi dell’anno». Giù Banco Popolare che era finito in asta di volatilità (-6,82%), Bpm (-4,45%), Mediobanca (-3,15%), Ubi (-3,78%), Unicredit (-5,33%).

Europa
Ma insieme a Milano anche tutte le principali piazze europee stanno perdendo terreno, ai minimi da 13 mesi. Londra cede il 2,7%, Parigi il 3,23%, Francoforte il 2,97% e Milano il 3,09 per cento. Il mercato appare nervoso, commentano i gestori, preoccupato per un rallentamento in Cina e il nuovo calo nel prezzo del petrolio. Tra i titoli più venduti spiccano Commerzbank (-5,59%), Deutsche Bank (-5,12%), SocGen (-4,48%), e Caixa (-4,88%). Pesante anche l’andamento dei minerari: Anglo American segna -5,76%, Bhp Billiton -6,41%, Glencore -6,43%. Tra le compagnie petrolifere Shell arretra del 4,82% sulla scia del profit warning emesso oggi.

Borse asiatiche
Male, come detto, anche le Borse asiatiche. Crolla la Borsa di Tokyo. L’indice Nikkei dei titoli guida ha terminato la seduta in calo del 3,7% (-632,18 punti), raggiungendo il livello più basso da 15 mesi, a 16.416,19 punti. Influenzato anche dalla rimonta dello yen, l’indice Nikkei ha lasciato sul campo il 13,75% dall’inizio dell’anno, con 10 sedute negative su 12, perdendo più del 20% dal picco del 2015, quando si trovava ai valori più alti da 19 anni.

Asia in calo
Chiude in calo anche Hong Kong (-3,82%), con l’indice Hang Seng sceso ai minimi da quattro anni e, come detto, con una fuga di capitali che minaccia l’agganciamento ultratrentennale del dollaro locale, che ha toccato il picco negativo da quasi nove anni, a quello americano. Perdite più moderate a Shenzhen (-1,03%) e Shanghai (1,02%), in altalena per buona parte della seduta.

Dollaro
Sul fronte delle valute il dollaro ha toccato il minimo dell’ultimo anno nei confronti dello yen a 116,66 yen, contro i 117,75 yen della vigilia, mentre l’euro vale ora 127,85 yen, movimenti che spingono gli operatori a vendere le azioni delle società esportatrici.

http://www.corriere.it/economia/16_gennaio_20/borse-andamaneto-giornata-2561e41a-bf47-11e5-b186-10a49a435f1d.shtml

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Minsky il Mer 20 Gen - 12:23

Reuters ha scritto:Paesi emergenti, verso deflussi capitali per 448 miliardi di dollari in 2016, avverte rapporto

20 gennaio 2016

NEW YORK (Reuters) - I mercati obbligazionari e azionari dei paesi emergenti si avviano a chiudere un altro anno di deflussi, effetto del rallentamento della crescita globale e dell'indebitamento delle aziende.

È quanto si legge in un rapporto dell'Institute of International Finance (Iif).

I mercati emergenti hanno registrato deflussi netti di capitali pari a 735 miliardi di dollari nel 2015, dopo il rosso di 111 miliardi del 2014.

Per quest'anno, afferma l'Iif, la previsione è che i deflussi si attestino a 448 miliardi di dollari.

Il think-tank con sede a Washington, una fonte autorevole di dati su flussi di investimento da e per il mondo in via di sviluppo, vede fuggire i capitali soprattutto dalla Cina; del resto, i timori riguardanti l'andamento dell'economia e la politica dei cambi di Pechino sono stati all'origine di gran parte dei deflussi dagli emergenti nel 2015.

L'anno scorso, infatti, la Cina ha fatto segnare un rosso di 676 miliardi di dollari.

"Ma la debolezza si estende ben oltre la Cina", commenta Charles Collyns, amministratore delegato e capo economista dell'Iif. "Abbiamo visto deflussi persistenti nei portafogli su una vasta gamma di mercati emergenti, con gli investitori preoccupati dalle prospettive di crescita e dall'elevato indebitamento delle imprese".

Il rapporto indica Turchia, Brasile e Sud Africa come paesi più vulnerabili a causa della debolezza della politica macroeconomica, del livello alto dell'indebitamento in valuta estera delle imprese e dei deficit.

India e Messico sono considerate mosche bianche. Ma l'incremento dei timori riguardanti Cina e Brasile, nonché la Russia in recessione per il secondo anno consecutivo rendono improbabile un ritorno degli investimenti sui paesi emergenti nel breve termine.

"L'nvecchiamento precoce dei mercati emergenti potrebbe continuare a pesare sulle prospettive di crescita", dice Hung Tran, direttore generale esecutivo dell'Iif. "Inoltre, la volatilità del mercato nei primi mesi del 2016 pesa sulla propensione al rischio".

Il report considera marginale l'impatto sugli emergenti dell'avvio del ciclo di aumento dei tassi negli Usa.

Le proiezioni dell'Iif si basano sull'analisi di trenta economie di mercato emergenti.

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Mer 20 Gen - 13:41

Paura del bail-in? Meglio saperne di più


"... C’è un numero fondamentale, per capire il meccanismo. Il bail-in si applica infatti almeno all’8% del totale del “lato destro” del bilancio bancario, cioè della somma delle passività della banca in dissesto. Il primo passo dopo il dissesto è quindi quello di agire su questo minimo 8% di passività. Ancora Bankitalia: ..."

Caro Minsk, io te lo ripeto sempre che ci saranno sempre due file, una di destra ed una di sinistra ...  mgreen

Ho messo questo link perché, primo la vignetta è fantastica, poi lo scrivente spiega bene come funziona questo benedetto bail-il, e uno si rende conto che è una cosa da mandare fuori di testa. O da mandare nel panico, perché alla luce delle recenti vicende nessuno si fiderà più di quanto gli viene detto da quello che fino a poco tempo prima era l'amico impiegato di una vita, ed ora è un potenziale (o reale) truffatore. Piuttosto che leggersi e decifrare tutte quelle microscopiche clausole che abbiamo sempre firmato all'apertura di un dossier titoli o un fondo di investimento, ora preferiremo riportare il denaro nel materasso, o spendercelo tutto a |u//ane ...

Prima che ci vada da solo ...     ok
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Minsky il Mer 20 Gen - 17:07

Repubblica ha scritto:Le banche affondano Piazza Affari, Wall Street crolla con il petrolio

Il listino milanese scende ai minimi dal 2013, mentre il comparto del credito arretra del 7%: pesano i timori per la bad bank e le tensioni tra il governo e Bruxelles. In rosso anche Wall Street, che patisce la discesa del petrolio sotto quota 27 dollari al barile. In risalita lo spread

di GIULIANO BALESTRERI

20 gennaio 2016


MILANO - Piazza Affari affonda sotto i colpi delle banche: a fine giornata lascia sul parterre il 4,8% e scende sotto quota 18mila punti, sui minimi dal dicembre 2013. Non sono quindi bastate le rassicurazioni della Bce, che ieri avevano fatto tirare un sospiro di sollievo alle Borse europee e a Milano: sulle banche italiane non c'è alcun faro specifico da parte di Bruxelles, hanno garantito le istituzioni comunitarie e nazionali, ma le tensioni tra Roma e la Commissione Ue rischiano di complicare il percorso che porterà alla nascita della bad bank e soprattutto il riconoscimento della flessibilità di bilancio chiesto dal premier Matteo Renzi che a Palazzo Chigi ha incontrato insieme al ministro Pier Carlo Padoan il governatore di Bankitalia Ignazio Visco e il dg Salvatore Rossi per parlare della situazione del settore bancario.

Ad affondare Milano è quindi l'intero comparto bancario che cede il 7%, mentre Mps vive una nuova giornata di passione fino a chiudere in rosso del 22%. Vendite anche su Intesa Sanpaolo e Unicredit. La tensione si trasferisce anche sul fronte dei titoli di Stato: lo spread tra Btp e Bund tedeschi si allarga di una ventina di punti base poco sotto quota 115, con un rendimento vicino all'1,64%. Sensibile rialzo dello spread anche per i titoli di Portogallo, Spagna e Grecia.

Per il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, comunque "non è in corso un attacco all'Italia" e non c'è "nessun motivo concreto dietro il calo delle banche", ma solo volatilità. Un supporto al Belpaese è arrivato - oggi - dal membro austriaco del board della Bce, Edwald Nowotny, che ha riconosciuto come l'Italia stia affrontando "molto bene i problemi" delle banche e che non ci sia un "caso" specifico all'interno dell'Europa o della Banca centrale. Padoan si è aggiunto alla schiera di chi getta acqua sul fuoco: "Oggi si registrano grandi turbolenze che riflettono impulsi a livello internazionale. Malgrado questo, c'è una solidità di fondo del sistema bancario italiano che va avanti e che non a caso viene considerato uno dei più affidabili e attraenti dove investire". Parole miti anche dal presidente della Commissione, Jean Claude Juncker, che non vede "rischi di una crisi importante".

I problemi per i mercati globali sono incominciati nella notte con il crollo della Borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei che in chiusura ha ceduto il 3,7% a quota 16.416,19, ai minimi da 15 mesi. Pesanti, con Piazza Affari, anche tutte le Borse europee penalizzate soprattutto dall'andamento del comparto energetico che paga la discesa del petrolio Wti sotto quota 27 dollari al barile: Londra chiude in calo del 3,6%, Francoforte del 3,11% e Parigi del 3,45%. Male anche Wall Street: terminano gli scambi del Vecchio continente, il Dow Jones cede il 2,5%, l'S&P 500 il 2,6% e il Nasdaq lascia sul parterre il 2,5%.

Al di là di stime e previsioni, la ripresa sembra sempre più debole come dimostra il continuo calo del petrolio, che dopo l'effimera fiammata di ieri sopra i 30 dollari torna a calare: giù anche il Brent sotto quota 28 dollari. D'altra parte la domanda si indebolisce, mentre l'offerta - con il ritorno sul mercato del greggio iraniano - continua ad aumentare. A farne le spese, in questo frangente, è soprattutto la Russia dove il rublo continua a perdere terreno su euro e dollaro: contro la moneta unica è scambiato a 87,1, mentre vale 79,56 contro il biglietto verde. L'euro, invece, chiude in leggere calo a quota 1,09 sul dollaro.

Osservata speciale resta ancora la Cina, dopo che ieri Pechino ha annunciato per il 2015 la crescita del Pil al passo più lento da 25 anni (+6,9%); contemporaneamente il Fondo monetario ha tagliato le stime di crescita del mondo a un +3,4% nel 2016, dal +3,6% calcolato lo scorso autunno. Gli economisti di Washington hanno sottolineato il rallentamento delle economie emergenti e degli Usa, ma si aspettano segnali di ripresa dall'intera Eurozona. Tuttavia - avverte il Fmi - i rischi restano al ribasso, come dimostra anche l'atteso calo in Germania dell'indice Zew sulla fiducia.

Dal punto di vista macroeconomico (l'agenda dei mercati), a Davos si apre il World Economic Forum. In Gran Bretagna, il tasso di disoccupazione a fine novembre scende al 5,1%. Nell'Eurozona, invece, si segnala il +2,3% dei prezzi delle case nel terzo trimestre del 2015 e il calo del surplus delle partite correnti Ue, fermo a 12,3 miliardi a novembre dai 16,2 miliardi di un anno prima. Negli Stati Uniti, l'indice sulla richiesta di nuovi mutui per la settimana che si è conclusa lo scorso 15 gennaio è cresciuto del 9%. Sempre negli Usa, I prezzi al consumo di dicembre sono scesi dello 0,1%. L'indice core, al netto di energia e alimentari, è salito dello 0,1%. Il dato è sotto le attese degli analisti, che scommettevano su un aumento dello 0,2%. Nel 2015 i prezzi sono saliti dello 0,7%. Le costruzioni di case nuove, invece, sono scese del 2,5% a un tasso annualizzato di 1,15 milioni di unità. Il dato è sotto le attese degli analisti, che scommettevano su un aumento del 2,3%.

Tra le materie prime continua il rialzo del prezzo dell'oro sui mercati, dove si conferma bene rifugio in una stagione di cali per le altre classi di investimento. Il metallo con consegna immediata sale dello 0,6% a 1.093 dollari: da inizio anno il rialzo delle quotazioni è pari al 3% e ribalta il trend negativo visto nel 2015.

http://www.repubblica.it/economia/2016/01/20/news/borse_tonfo_per_l_asia_tokyo_perde_oltre_il_3_per_cento-131632677/

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Gio 21 Gen - 14:23



... e per proseguire serviamo ...


Banca Mps è a rischio Bail In?

"Ieri mattina il crollo (l’ennesimo) delle quotazioni di Mps ha trascinato giù tutto il settore bancario, e di conseguenza tutto il nostro listino, in cui le banche pesano quasi il 30%.
Monte Paschi ha guidato i ribassi di tutto il settore, ma anche Unicredit è stata sospesa per eccesso di ribasso ad un certo punto della mattinata.
Che cosa sta succedendo alle nostre banche? E’ l’effetto Banca Etruria & C. o c’è da preoccuparsi?
A fare paura sono soprattutto due istituti : Banca Monte Paschi e Banca Carige.
A volte per capire se una banca è sicura basta guardare i grafici." (continua nel link)




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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Gio 28 Gen - 6:52

STAMPA: “I soldi in banca? Non ci fidiamo più. Li teniamo in casa dentro un muro”



"«Non ci fidiamo più delle banche». Claudio e Franca tenevano i risparmi in cantina. Centocinquantamila euro infilati in un’intercapedine del muro. Lì li hanno trovati i truffatori, finti addetti dell’acquedotto, che con la scusa di un’esplosione imminente sono entrati nella loro villa, alle porte di Torino. Ecco che cosa ha prodotto lo tsunami delle banche, scatenato dal caso Etruria. Dopo dieci giorni di titoli in picchiata, con titoli crollati anche del 40 per cento in un mese, i risparmiatori rischiano di fare la fine della coppia di pensionati torinesi. Che per paura di perdere il proprio capitale, si è affidata a un nascondiglio fai da te. Il surrogato del vecchio materasso." (continua nel link)


Sono le prove tecniche di un Bank Run ...



... prossimo venturo?


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Messaggio Da holubice il Gio 28 Gen - 7:01

La metto là, per quegli utenti che, fortunati loro, hanno di questi problemi ...

AFFARI LEGALI: Trasferimento denaro in Germania

"Il prelievo forzoso sui conti correnti ciprioti ha portato scompiglio e paure in Europa, circa la sicurezza dei propri risparmi. Hanno fatto anche molto discutere, in Italia, le dichiarazioni di Jörg Kramer, capo economista di Commerzbank, che propone l’introduzione nel nostro Paese di un prelievo forzoso pari al 15% su depositi e titoli per azzerare il debito pubbico italiano. Avendo ricevuto molte richieste circa la possibilità e la leicità di trasferire denaro in Germania, abbiamo deciso di chiarire l'argomento a beneficio dei nostri mandanti.

Detenere o trasferire una somma di denaro all'estero è cosa assolutamente lecita nonchè semplice, laddove esista innanzitutto un presupposto fondamentale, ossia che oggetto del trasferimento sia una somma di denaro legittimamente detenuta, perchè, ad esempio, frutto di risparmi, vincite, eredità, utili dichiarati.
Attualmente esiste un limite di denaro (10.000,-- EURO nel momento in cui si scrive) che può essere trasportato all'interno dell'EU senza alcun limite. Qualora questa soglia venga superata, è necessario dichiarare l'"uscita" del denaro dall'Italia.
Le ragioni che spingono i correntisti italiani a trasferire i propri risparmi in Germania sono chiare: le banche tedesche sono considerate tra le più solide in Europa e la Germania, tra gli stati dell'Unione Europea, è quello più virtuoso e sicuro per risparmi ed investimenti. Un prelievo forzoso come a Cipro, in Germania, non difficilmente sará possibile." (continua nel link)



Ovviamente, più terrorismo spandono i Nazisti, più liquidità in euro defluirà dai nostri istituti di credito mezzi falliti alle varie Deutsche Bank e Landwirtschaftliche Rentenbank.

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Minsky il Gio 28 Gen - 7:10

holubice ha scritto:La metto là, per quegli utenti che, fortunati loro, hanno di questi problemi ...

AFFARI LEGALI: Trasferimento denaro in Germania

"Il prelievo forzoso sui conti correnti ciprioti ha portato scompiglio e paure in Europa, circa la sicurezza dei propri risparmi. Hanno fatto anche molto discutere, in Italia, le dichiarazioni di Jörg Kramer, capo economista di Commerzbank, che propone l’introduzione nel nostro Paese di un prelievo forzoso pari al 15% su depositi e titoli per azzerare il debito pubbico italiano. Avendo ricevuto molte richieste circa la possibilità e la leicità di trasferire denaro in Germania, abbiamo deciso di chiarire l'argomento a beneficio dei nostri mandanti.

Detenere o trasferire una somma di denaro all'estero è cosa assolutamente lecita nonchè semplice, laddove esista innanzitutto un presupposto fondamentale, ossia che oggetto del trasferimento sia una somma di denaro legittimamente detenuta, perchè, ad esempio, frutto di risparmi, vincite, eredità, utili dichiarati.
Attualmente esiste un limite di denaro (10.000,-- EURO nel momento in cui si scrive) che può essere trasportato all'interno dell'EU senza alcun limite. Qualora questa soglia venga superata, è necessario dichiarare l'"uscita" del denaro dall'Italia.
Le ragioni che spingono i correntisti italiani a trasferire i propri risparmi in Germania sono chiare: le banche tedesche sono considerate tra le più solide in Europa e la Germania, tra gli stati dell'Unione Europea, è quello più virtuoso e sicuro per risparmi ed investimenti. Un prelievo forzoso come a Cipro, in Germania, non difficilmente sará possibile." (continua nel link)



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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Gio 28 Gen - 7:39

Minsky ha scritto:«Presupposto per l'apertura di un conto è il possesso di un domicilio postale in Germania.»
Ci domiciliamo tutti da Rasp? Royales
Sto' ca$$o!

Se i soldi passano in qualche modo sotto le mani sue, altro che '29 ...!     mgreen

P.S.
Una volta aveva scritto che la banca lo avvertiva con un sms non appena qualcuno gli accreditava qualcosa in conto. E così riusciva a spendere i suoi soldi con ancora più in fretta del passato ...
Meglio li affido al mago Mario Pacheco Do Nascimento





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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Paolo il Gio 28 Gen - 7:52

Minsky ha scritto:
holubice ha scritto:La metto là, per quegli utenti che, fortunati loro, hanno di questi problemi ...

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"Il prelievo forzoso sui conti correnti ciprioti ha portato scompiglio e paure in Europa, circa la sicurezza dei propri risparmi. Hanno fatto anche molto discutere, in Italia, le dichiarazioni di Jörg Kramer, capo economista di Commerzbank, che propone l’introduzione nel nostro Paese di un prelievo forzoso pari al 15% su depositi e titoli per azzerare il debito pubbico italiano. Avendo ricevuto molte richieste circa la possibilità e la leicità di trasferire denaro in Germania, abbiamo deciso di chiarire l'argomento a beneficio dei nostri mandanti.

Detenere o trasferire una somma di denaro all'estero è cosa assolutamente lecita nonchè semplice, laddove esista innanzitutto un presupposto fondamentale, ossia che oggetto del trasferimento sia una somma di denaro legittimamente detenuta, perchè, ad esempio, frutto di risparmi, vincite, eredità, utili dichiarati.
Attualmente esiste un limite di denaro (10.000,-- EURO nel momento in cui si scrive) che può essere trasportato all'interno dell'EU senza alcun limite. Qualora questa soglia venga superata, è necessario dichiarare l'"uscita" del denaro dall'Italia.
Le ragioni che spingono i correntisti italiani a trasferire i propri risparmi in Germania sono chiare: le banche tedesche sono considerate tra le più solide in Europa e la Germania, tra gli stati dell'Unione Europea, è quello più virtuoso e sicuro per risparmi ed investimenti. Un prelievo forzoso come a Cipro, in Germania, non difficilmente sará possibile." (continua nel link)



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Non mi risulta che per avere un conto in Germania tu debba avere la un recapito postale. Quello che so per certo che in Ungheria così come nelle altre nazioni "ex sovietiche" tu puoi aprire un conto sia personale che come società senza avere alcuna necessità di recapiti postali. In oltre puoi avere bancomat e carta di credito senza alcun problema. E' solo in Italia che ti fanno mille problemi. In molti altri paesi è tutto molto più facile.
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Hara2 il Gio 28 Gen - 9:46

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Rasputin il Gio 28 Gen - 10:45

holubice ha scritto:
"«Non ci fidiamo più delle banche». Claudio e Franca tenevano i risparmi in cantina. Centocinquantamila euro infilati in un’intercapedine del muro. Lì li hanno trovati i truffatori, finti addetti dell’acquedotto, che con la scusa di un’esplosione imminente sono entrati nella loro villa, alle porte di Torino. Ecco che cosa ha prodotto lo tsunami delle banche, scatenato dal caso Etruria. Dopo dieci giorni di titoli in picchiata, con titoli crollati anche del 40 per cento in un mese, i risparmiatori rischiano di fare la fine della coppia di pensionati torinesi. Che per paura di perdere il proprio capitale, si è affidata a un nascondiglio fai da te. Il surrogato del vecchio materasso."  (continua nel link)


Sono le prove tecniche di un Bank Run ...



... prossimo venturo?
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Minsky il Gio 28 Gen - 12:34

ANSA ha scritto:Milano in caduta libera con banche, -3,3%

Incertezza economia cinese pesa su Shanghai (-2,92%), Tokyo chiude in ribasso

Redazione ANSA MILANO
28 gennaio 2016 13:19


MILANO - Piazza Affari sotto pressione per le vendite che mettono i bancari all'angolo. Il Ftse Mib aggiorna ancora il calo con l'indice principale che affonda a -3,3% a 18.226 punti. Nel credito sospese ancora Mps, Ubi a cui si aggiunge Banco Popolare. Bpm perde il 6,97%, Bper il 5,48%, Unicredit il 6,79% e Intesa il 4,83%

Ancora una seduta da dimenticare per la Borsa di Shanghai che cede il 2,92%. A pesare, ancora una volta, le incertezze sulla tenuta dello yuan e l'onda lunga della gelata arrivata ieri dai dati sull'industria cinese, al settimo calo consecutivo. Forte corrente di vendite anche su Shenzhen che perde il 4,18 per cento.

Prese di beneficio sul mercato giapponese dopo la crescita della vigilia: la borsa di Tokyo ha chiuso in ribasso dello 0,7% con l'indice Nikkei che scende a 17.041,45 punti.

Borse di Asia e Pacifico incerte dopo che la Fed che ha mantenuto invariati i tassi di interesse, ha espresso preoccupazione per lo stato dell'economia. A pesare sui mercati è sempre la Cina all'indomani del settimo calo consecutivo dell'industria cinese che si fa sentire su Shanghai con il listino che perde il 2,92 per cento. Il listini guardano anche al saliscendi del petrolio. Tra le Borse male anche Shenzhen (-4,18%). Poco mossa, invece, Hong Kong (-0,13%), in lieve rialzo Seul (+0,48%), Sidney (+0,60%) e debole Tokyo (-0,71%) alla vigilia di una serie di dati macro tra cui l'inflazione e la produzione industriale. "La Fed riconosce la realtà" e cioè "che la prospettiva è diventata più incerta e sta segnalando che ci possono essere meno rialzi dei tassi", sottolinea a Bloomberg Shane Oliver della AMP Capital Investors a Sidney. Sul fronte europeo i futures sono in negativo. Tra i dati sensibili di giornata il pil in Gran Bretagna, la fiducia dei consumatori nell'Eurozona e l'inflazione in Germania.

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Rasputin il Gio 28 Gen - 12:50

Non è che le cose stiano cominciando a precipitare, anzi io dubito che lo faranno mai. Si tratta di un calo lento ma relativamente costante che dura da decenni, perché ce ne accorgiamo il meno possibile.
In realtà anche la soglia della povertà non è fissa, ma flottante come la virgola di una calcolatrice tascabile; anche io non più di una decina d'anni fa andavo al ristorante una volta in settimana, ed ora nemmeno mi passa per la testa.
Quando ci ritroveremo in mutande saremo già preparati per accettarlo, ci sembrerà normale.

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da primaverino il Gio 28 Gen - 13:03

Rasputin ha scritto:Non è che le cose stiano cominciando a precipitare, anzi io dubito che lo faranno mai. Si tratta di un calo lento ma relativamente costante che dura da decenni, perché ce ne accorgiamo il meno possibile.
In realtà anche la soglia della povertà non è fissa, ma flottante come la virgola di una calcolatrice tascabile; anche io non più di una decina d'anni fa andavo al ristorante una volta in settimana, ed ora nemmeno mi passa per la testa.
Quando ci ritroveremo in mutande saremo già preparati per accettarlo, ci sembrerà normale.

Si, mi pare che la chiamino la teoria della rana bollita (o qualcosa del genere).
L'unico punto che non mi è chiaro è a chi o cosa serva una lenta, regressiva e più o meno costante proletarizzazione dei ceti medio-bassi nel lungo periodo...
Avere (poniamo) 1.000 miliardi di euro ed essere l'ultimo ricco sopravvissuto in un mondo di miserabili che non riescono ad acquistare più nulla fa di te un povero come gli altri dato che non si può mangiare il denaro...
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Gio 28 Gen - 15:55

Rasputin ha scritto:Magari facessero tutti cosí! Cassaforte a muro e soldi in casa, bonifici in contanti a sportelli e sistemi automatici e affanculo le banche

Confermo il sistema di notifica entrate per SMS mgreen
La posta da un interesse dello 0.5% annuo (sospetto che sia annuo). La mia signora è andata a fare un prelievo, ha chiesto l'estratto conto e ha visto che gli interessi di un anno non coprivano neanche il costo del Bollo di Stato.

Non parliamo del sottoscritto: il mio conto, se vado a sommare le varie commissioni e spese di tenuta conto che sberlucciano qua e à durante l'anno, mi costa circa 130 euro all'anno. In compenso ottengo ben 2-3 euro di interessi ad ogni estratto conto.



Be' sì, in uno scenario in cui vi sia deflazione, il seppellire tutto il proprio denaro sotto il pavimento è in effetti il miglior tipo di investimento: i prezzi che calano da un anno all'altro saranno il tuo tasso di interesse reale quando acquisterai qualcosa (e per giunta senza 130 euro di costi!).


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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Gio 28 Gen - 16:06

Paolo ha scritto:Non mi risulta che per avere un conto in Germania tu debba avere la un recapito postale. Quello che so per certo che in Ungheria così come nelle altre nazioni "ex sovietiche" tu puoi aprire un conto sia personale che come società senza avere alcuna necessità di recapiti postali. In oltre puoi avere bancomat e carta di credito senza alcun problema. E' solo in Italia che ti fanno mille problemi. In molti altri paesi è tutto molto più facile.  
E comunque, cari amici, qui c'è spiegato tutto quanto va fatto ...

Trasferire e Dichiarare Soldi all'Estero per Salvare i Capitali



"Portare soldi all'estero è perfettamente legale e non vi è inoltre alcun limite alla somma di denaro esportabile. Questa non è nemmeno da considerarsi una pratica sospetta o deplorevole, anzi, con i tempi che corrono e il rischio concreto che il nostro Paese vada in pappa, è certamente furbo differenziare i propri depositi ed esportare un po' di capitale. Le banche italiane, per carità, sono da considerarsi piuttosto solide, ma portare i nostri averi all'estero potrebbe essere una mossa intelligente, soprattutto in visione di possibili prelievi forzati o aumento delle tassazioni sui conti correnti, senza parlare dell'importanza strategica di investire all'estero per differenziare le proprie entrate." (continua nel link)



Poi non venitemi a dire che non vi voglio bene, e che il (facile) profeta Holubice non vi ha avvertito  per tempo ...

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Messaggio Da Minsky il Gio 28 Gen - 17:52

holubice ha scritto:
Paolo ha scritto:Non mi risulta che per avere un conto in Germania tu debba avere la un recapito postale. Quello che so per certo che in Ungheria così come nelle altre nazioni "ex sovietiche" tu puoi aprire un conto sia personale che come società senza avere alcuna necessità di recapiti postali. In oltre puoi avere bancomat e carta di credito senza alcun problema. E' solo in Italia che ti fanno mille problemi. In molti altri paesi è tutto molto più facile.  
E comunque, cari amici, qui c'è spiegato tutto quanto va fatto ...

Trasferire e Dichiarare Soldi all'Estero per Salvare i Capitali



"Portare soldi all'estero è perfettamente legale e non vi è inoltre alcun limite alla somma di denaro esportabile. Questa non è nemmeno da considerarsi una pratica sospetta o deplorevole, anzi, con i tempi che corrono e il rischio concreto che il nostro Paese vada in pappa, è certamente furbo differenziare i propri depositi ed esportare un po' di capitale. Le banche italiane, per carità, sono da considerarsi piuttosto solide, ma portare i nostri averi all'estero potrebbe essere una mossa intelligente, soprattutto in visione di possibili prelievi forzati o aumento delle tassazioni sui conti correnti, senza parlare dell'importanza strategica di investire all'estero per differenziare le proprie entrate." (continua nel link)



Poi non venitemi a dire che non vi voglio bene, e che il (facile) profeta Holubice non vi ha avvertito  per tempo ...

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Ma... siamo proprio sicuri che portare i soldi in Cermania sia la scelta giusta?

IL GAZZETTINO ha scritto:Deutsche Bank chiude un Annus horribilis. Cryan: "ristrutturazione difficile, ma ne usciremo"

(Teleborsa) - 2015 anno da dimenticare per Deutsche Bank. Come preannunciato al mercato la scorsa settimana, la big bank tedesca ha chiuso l'esercizio con una maxi perdita da 6,8 miliardi euro, di cui 2,1 miliardi nel solo quarto trimestre, a causa della profonda ristrutturazione messa in atto dal management e dei pesanti oneri per i contenziosi legali. I ricavi sono invece migliorati del 5% a 33,5 miliardi, ma nel solo quarto trimestre si è verificato uno scivolone del 15% a 6,6 miliardi. Il brusco peggioramento della redditività si è riversato anche sulla patrimonializzazione, con il Core Tier 1 sceso all'11,1%. "Sappiamo che i periodi di ristrutturazione possono essere difficili siamo comunque fiduciosi che proseguendo in modo disciplinato la nostra strategia possiamo trasformare Deutsche Bank in un istituto più forte, più efficiente e più performante" ha commentato il Chief Executive Officer John Cryan, chiamato a giugno a risollevare conti e reputazione della prima banca in Germania per asset.

Giovedì 28 Gennaio 2016, 12:41

http://www.ilgazzettino.it/economia/deutsche_bank_chiude_un_annus_horribilis_cryan_ristrutturazione_difficile_ma_ne_usciremo-1511914.html

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