...e se le cose cominciassero a precipitare?

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Rasputin il Gio 28 Gen - 18:05

holubice ha scritto:[...]
Be' sì, in uno scenario in cui vi sia deflazione, il seppellire tutto il proprio denaro sotto il pavimento è in effetti il miglior tipo di investimento: i prezzi che calano da un anno all'altro saranno il tuo tasso di interesse reale quando acquisterai qualcosa (e per giunta senza 130 euro di costi!).[...]

A meno che non si disponga del denaro necessario per acquistrare degli immobili. Forse - almeno qui da me - è ancora l'unico tipo di investimento relativamente sicuro.

E no, i soldi in Germania no, in principio perché le banche sono uguali ovunque.

Se ne avete tantitanti meglio la Svizzera o le Cayman

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Ven 29 Gen - 7:46

Rasputin ha scritto:... E no, i soldi in Germania no, in principio perché le banche sono uguali ovunque.
...
"Il vero ladro non è colui che entra in banca con il mitra,
ma colui che l'ha fonda"




(Bertolt Brecht)
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Ven 29 Gen - 7:52

Forse le cose, più che precipitare, stanno capovolgendosi ...

Rapina in gioielleria, vittima e bandito si stringono la mano



"È successo a Napoli nel quartiere Ponticelli dove il colpo è finito con una stretta di mano tra il rapinatore e il gioielliere. Protagonisti una coppia di rapinatori che sono entrati fingendosi clienti: ad un certo punto, lui ha estratto la pistola immobilizzando il titolare mentre lei ha svuotato la cassaforte. Presi i gioielli la donna è uscita dal negozio mentre l’uomo, come mostra un video, si è fermato a chiacchierare con la vittima arrivando a mostrare il suo documento. I due si sono poi salutati dandosi la mano."


Questo, tanto per dire, con l'impiegato di Banca Etruria o Banca Marche non sarebbe mai potuto accadere ...



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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Minsky il Ven 29 Gen - 17:11

holubice ha scritto:...


Questo, tanto per dire, con l'impiegato di Banca Etruria o Banca Marche non sarebbe mai potuto accadere ...



mgreen
Già, già. Ho colto l'ironia. ok

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Minsky il Sab 30 Gen - 8:46

TREND ONLINE ha scritto:Il pericoloso bluff della Germania che può distruggere l'Europa

ROSSANA PREZIOSO, PUBBLICATO: 1 ORA FA

In passato, prima che gli aiuti di stato venissero regolati e giudicati fuori legge dall’Europa, molti governi, primo fra tutti quello tedesco, avevano provveduto a fare generose iniezioni di liquidità nel sistema del credito, sistema a suo tempo pericolante.

La divergenza

La scelta ha avuto la duplice conseguenza di rafforzare le banche estere ma senza metterle definitivamente in salvo (l'esempio più eclatante è il buco nero della Germania con Deutsche Bank la cui pericolosità analizzeremo tra poco) riusciendo però nello stesso tempo ad esacerbare le differenze interne tra i vari sistemi del Continente sempre più diviso.

Roma per incapacità, inerzia o semplicemente mancanza di fondi, pensò bene di affidarsi all’aurea di apparente serenità che aleggiava tra i suoi istituti di credito pur sapendo che la situazione non era certamente quella resa pubblica. Ma dal momento che tutti i nodi vengono al pettine, bene o male l’Italia non ha fatto altro che procrastinare la resa dei conti, un gioco che i governi (di qualsivoglia colore essi siano) fanno spesso e volentieri in ogni campo della res publica da oltre 150 anni a questa parte. Questo è il nocciole della risposta che potrebbe essere data a chi si sta chiedendo come mai, tutto a un tratto, ci si è accorti che i 200 miliardi e oltre di sofferenze nei crediti bancari costituiscono un problema ancora più forte in ottica di bail in e di unione bancaria europea.

L'equivoco con la Bce

La domanda diventa ancora più impellente se si pensa che nei giorni scorsi è bastato che la Bce facesse un ordinario giro di richieste ad alcune banche italiane circa le loro intenzioni e strategie per la gestione delle sofferenze per gettare il panico nel settore e far precipitare la situazione, tanto che è dovuto intervenire lo stesso governatore della Bce, in occasione della conferenza stampa che illustrava le decisioni prese dal board nell’ambito delle politiche monetarie, a specificare che i chiarimenti chiesti da Francoforte rientravano nella normale routine amministrativa in preparazione a un più ampio piano di gestione delle sofferenze bancarie e che queste erano un problema radicato, gestibile solo in ottica di lungo tempo quindi, alla fine, non sarebbero state fatte pressioni sul sistema bancario italiano nè sarebbero state chieste altre capitalizzazioni di sorta. Ma ancora non bastava perché poche ore dopo arrivava la conferma dell’accordo, in sede Ue, delle norme che regolavano la liquidazione dei non performing loans e le dinamiche che avrebbero permesso di evitare l’uso dell’aiuto di stato tanto avverso all’Europa. Ebbene invece di festeggiare per una razionalizzazione del problema i mercati hanno preso a bersagliare nuovamente il settore bancario made in Italy consci del fatto che, a differenza del resto delle banche europee, le italiane erano quelle che avevano ricevuto meno capitali di stato all’indomani della crisi del 2011.

Banche ed economia reale

Non solo, ma c’è anche da ricordare che i crediti incagliati e in sofferenza derivano dalle difficoltà dell’economia reale, la stessa che in Italia ha segnato ben 2 recessioni, la stessa che proprio nel Bel Paese, nonostante gli annunci ottimisti del governo continua da tempo a languire. Guarire quei 200 miliardi e oltre (che diventerebbero più di 350 qualora si volessero conteggiare anche i crediti difficilmente recuperabili oltre a quelli inevitabilmente persi) significherebbe alleggerire la situazione dell’economia reale e in questo caso il gioco dei numeri non basta perché bisognerebbe agire e in concreto le cose fatte sono relativamente poco incisive sul lungo termine.

A suo tempo le banche italiane non ricevettero aiuti di stato quando invece potevano. Per merito loro? No, per un semplice gioco di marketing che allora, anni fa, funzionò, ma che adesso invece chiede il conto: allora, si disse, non c’erano i presupposti per un aiuto, poi la crisi ha fatto letteralmente saltare il banco con l’esplosione delle sofferenze, proprio mentre l’Europa impediva ai governi di intervenire.  

Germania e Italia

Guardando ai numeri le banche tedesche hanno ricevuto dallo stato oltre 270 miliardi di euro quando era ancora permesso farlo, il che ha permesso al comparto di trovare nuova linfa vitale anche grazie alle ristrutturazioni operate  e alla presenza di un pilastro forte tra i soci; intanto il sistema bancario italiano registrava una fuga di capitali che superava i 230 miliardi di euro. Ma non è finita, sempre i numeri suggeriscono anche altro:  da ottobre 2015 a novembre dello stesso anno le banche italiane hanno perso più di 6,4 miliardi mentre, sempre a novembre, il surplus di capitali delle banche teutoniche  ha registrato un saldo attivo pari a 592,5 miliardi. Ma i numeri non devono ingannare perché se da una parte gli interventi del governo tedesco sono stati enormi dall'altra non hanno risolto il problema. Un nome su tutti può essere paradigmatico: Deutsche Bank. Oltre a non aver superato gli stress test della Bce, proprio ieri la banca ha confermato i 6,7 miliardi di euro di perdite nel 2015 già annunciate in precedenza; oltre tutto c’è da guardare a un Tier 1 messo insieme in fretta ad aprile di due anni fa seguito poco dopo dall’altrettanto frettolosa vendita di azioni per un valore pari ad 8 miliardi di euro. In pieno piano di ristrutturazione, anche per recuperare quel rating che S&P ha fissato a BBB+, la banca ha anche in mente 15mila licenziamenti.

Europa e Usa

Le radici del problema affondano in più punti ma trovano tutte un humus ideale nel nodo gordiano delle asimmetrie createsi con gli interventi dei singoli stati non regolati da un’unione che allora non c’era e che oggi stenta a trovare la strada della nascita.

Un facile parallelismo potrebbe essere fatto proprio con la Fed la quale, libera da nazionalismi di sorta, all’indomani della crisi dei mutui subprime che stressava proprio le banche, si decise di revisionare leggi e regole alla base del sistema finanziario in parallelo a interventi mirati per il salvataggio e il consolidamento del sistema bancario e il credito in generale attraverso cartolarizzazione dei crediti che comprendevano sia NPL che crediti con garanzie pubbliche.  È bene specificare subito che il confronto deve tener conto del fatto che l’Europa e il suo sistema economico sono particolarmente legati al nodo dell’istituto di credito a differenza di quanto avviene negli Usa dove il mercato ricopre un ruolo maggiore per la raccolta di capitali e la gestione del risparmio. Un approccio del genere sarebbe impensabile in un’Europa che non solo non riesce a mettersi d’accordo nemmeno di fronte all’emergenza dei migranti rischiando di rinnegare accordi storici presi in passato (leggi Schengen) ma che più volte ha minacciato di disintegrarsi sotto la spinta di chi non riesce a reggere il passo di lacci regolamentari e obblighi di austerità il più delle volte controproducenti.  

http://www.trend-online.com/prp/bluff-germania-europa/

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Sab 30 Gen - 11:07

IL FATTO: Libia, Usa spingono Italia all’intervento. Analisti: “Roma teme esclusione del 2011, perciò parteciperà all’azione militare”


"Washington preme sull’acceleratore sulla questione libica. E tira Roma per la giacchetta. “Paesi come l’Italia hanno esperienza in quella parte del mondo. E noi attingeremmo alle loro risorse, le loro capacità, per portare avanti i nostri obiettivi in quella regione”, ha detto giovedì sera il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest rispondendo a domande sui possibili passi in Libia nell’ambito della lotta all’Isis. “Non ci sono al momento annunci”, ha precisato Earnest, aggiungendo tuttavia che il presidente è in consultazioni continue con la sua squadra per la sicurezza circa la lotta allo Stato Islamico, in Iraq e Siria, ma anche sui possibili “passi che possono essere fatti in altri Paesi come la Libia”. Poco dopo Barack Obama ha affrontato la questione della Libia incontrando alla Casa Bianca i suoi consiglieri sulla sicurezza nazionale per discutere degli sforzi per contrastare l’avanzata dei jihadisti." (CONTINUA NEL LINK)

Non mi ricordo chi, ma qualcuno diceva che in caso di stagnazione e coma profondo dell'economia non ci sia nulla più efficace di una bella guerra per riossigenare i conti e i trend industriali.

???
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Rasputin il Sab 30 Gen - 11:11

Io più semplicemente ho letto che le guerre sono in genere il risultato di surplus economico

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Sab 30 Gen - 11:49

Rasputin ha scritto:Io più semplicemente ho letto che le guerre sono in genere il risultato di surplus economico
Overproduction



"In economics, overproduction, oversupply, excess of supply or glut refers to excess of supply over demand of products being offered to the market. This leads to lower prices and/or unsold goods along with the possibility of unemployment.
The demand side equivalent is underconsumption; some consider supply and demand two sides to the same coin – excess supply is only relative to a given demand, and insufficient demand is only relative to a given supply – and thus consider overproduction and underconsumption equivalent.
Overproduction is often attributed as due to previous overinvestment – creation of excess productive capacity, which must then either lie idle (or under capacity), which is unprofitable, or produce an excess supply."


Qualcuno tende ad affibbiare a Marx prevalentemente la casacca di filosofo, dimenticandosi che egli era essenzialmente un economista. Sì può essere d'accordo o meno con le sue teorie, ma rimangono teorie crudamente economiche.




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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Sab 30 Gen - 12:05

Tenete conto che mettere gli scarponi in Libia, intendo scarponi occidentali, significherebbe scaldare degli animi ...



... già molto esagitati di loro.

L43: Africa, la mappa del terrorismo islamico Dal Sahel alla Somalia, le basi di al Qaeda nel continente nero.

"... Gli episodi di terrore sul territorio africano sono sempre più diffusi. Secondo il database sul terrorismo globale del Dipartimento per la sicurezza americano, nel 2001 se ne contavano appena 400 l'anno; poco più di 10 anni dopo hanno superato i 2 mila. Il continente più povero, giovane e affamato del pianeta è diventato insomma la culla del nuovo terrorismo...."

La strategia, a mio avviso, è piuttosto chiara: ammazzare il primo viso pallido che si azzardi a mettere piede in territorio arabo. Mettendo così definitivamente fine a secoli di ingerenze e dittatori etero diretti nella regione.


Com'è che diceva sempre Bossi: "Padroni a casa nostra!"

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Minsky il Lun 1 Feb - 18:48

Il Sole 24ore ha scritto:Il mercato bollente dei Titoli di Stato: 5.500 miliardi di bond sottozero. Cosa può fare il piccolo risparmiatore?

di Vito Lops 01 febbraio 2015

A fine 2015 i titoli di Stato che nel mondo viaggiavano con rendimenti sottozero erano pari a 3mila miliardi di dollari. Ora, dopo appena un mese del 2016 siamo a 5.500 miliardi, o 5,5 trilioni se si preferisce questa unità di misura. Il succo non cambia: una marea di titoli di Stato oggi non offre più un rendimento, anzi bisogna pagare il venditore per possederli.

Un paradosso figlio dell’era dei bassi tassi di interesse e dei tassi sui depositi addirittura negativi. La scorsa settimana la Banca centrale del Giappone (BoJ) ha deciso di portare sottozero il tasso sui depositi, ovvero quello che le banche in teoria dovrebbero ricevere per la liquidità che a fine serata parcheggiano presso il conto che hanno presso la banca centrale. Il condizionale è doveroso perché se questo tasso è negativo accade il contrario: sono le banche a pagare una tassa alla banca centrale per parcheggiarvi la liquidità.

Parcheggiare il denaro è quindi diventato bollente, si paga. Accade lo stesso anche nell’Eurozona, con la Bce che a dicembre ha tagliato il tasso sui depositi da -0,2% a -0,3%. E secondo gli analisti a marzo potrebbe portare questo tasso su livelli ancora più scottanti: -0,4%. Queste aspettative stanno spingendo i grandi investitori e le banche a utilizzare i titoli di Stato come strumento alternativo per parcheggiare la liquidità, piuttosto che parcheggiare il denaro presso il conto di riserve che detengono in banca centrale. Che costa di più.

E questo sta portando i tassi dei titoli di Stato sempre più giù e i prezzi (che si muovono in direzione opposta) sempre più su. Nell’Eurozona i rendimenti sono negativi addirittura su scadenze fino a 7 anni (titoli tedeschi) mentre ci sono svariati Paesi (Francia, Austria, Finlandia, Belgio) con tassi negativi fino a 5 anni. In Svizzera i rendimenti sono negativi addirittura su scadenze fino a 15 anni!

Dal punto di vista finanziario il mondo quindi pare procedere al contrario. È come se si fosse scoperto che la Terra non girasse più intorno al Sole. Allo stesso tempo i tassi dei bond non girano più intorno all’inflazione, perché questa non c’è o ve n’è troppo poca. Di conseguenza i titoli di Stato (nel cui rendimento normalmente vengono incorporati il rischio di default dell’emittente proporzionale alla scadenza e le aspettative di inflazione) in questo momento prezzano solo il rischio emittente, rischio che è peraltro ridotto al lumicino dato che dietro ci sono le banche centrali che fanno quantitative easing (ovvero dichiarano pubblicamente di comprarne mensilmente una quantità). E quale speculatore si sognerebbe mai di andare contro una banca centrale che potenzialmente ha una quantità di fuoco (denaro) illimitata?

È questo il motivo per cui c’è una fortissima domanda anche sui BoT italiani a 12 mesi che viaggiano su tassi negativi (-0,08%). A comprarli non sono i piccoli risparmiatori ma banche e grandi investitori che vi parcheggiano la liquidità. Pagando meno di quanto pagherebbero compiendo la stessa operazione presso la rispettiva banca centrale.

Di fronte a questo scenario un piccolo risparmiatore cosa può fare? Deve fare molta attenzione e sapere che i titoli di Stato (e quelli dell’Eurozona in particolare) non sono più un terreno semplice e garanzia di buoni rendimenti, come in passato. Sono diventati un terreno bollente. I prezzi sono molto cari e quindi per un investimento nel medio-lungo termine non sembrano essere la soluzione ideale. Qualche investitore più avveduto potrebbe utilizzarli per compiere operazioni di trading sul brevissimo periodo, cavalcando l’attuale onda rialzista (sui prezzi) in vista della decisione della Bce a marzo che dovrebbe annunciare nuove manovre espansive. Comprarli in questa fase e venderli a ridosso della decisione della Bce. Ma anche qui bisogna fare attenzione: la manovra della Bce risulta in parte già scontata come ci dimostra l’andamento dello Shatz (così si chiama il titolo governativo tedesco a 2 anni mentre gli altri si chiamano Bund) che viaggia su livelli record con il tasso che è sceso a -0,5% come non era mai accaduto prima. E i titoli italiani viaggiano sui livelli che hanno toccato lo scorso dicembre in scia all’aspettativa (che poi fu disattesa dal governatore Draghi) che già in quel mese la Bce annunciasse una manovra espansiva. Quindi la futura mossa della Bce attesa per marzo è già abbastanza prezzata dai bond.

I prezzi dei titoli di Stato potrebbero però scendere (e quindi risultare un po’ meno cari) qualora nelle prossime sedute il petrolio dovesse continuare a recuperare terreno. A quel punto potrebbero aumentare le aspettative di inflazione e i rendimenti dei titoli di Stato dovrebbero andare a incorporarle salendo (e facendo scendere i prezzi che si muovono in direzione opposta). In questa evenienza ci potrebbe essere - segnalano gli esperti - un’occasione relativamente favorevole per un investimento orientato però nel brevissimo periodo, e più in ottica speculativa che non da cassettista.

Come per qualsiasi strumento finanziario, il trading di breve periodo può essere molto rischioso, anche se si tratta di titoli di Stato. Pur restando forse l’unica opzione al momento per chi vuole provare a ricavare qualcosina da quelli che un tempo erano la forma di investimento più utilizzata dagli italiani che, non a caso, si chiamavano BoT people.

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2016-02-01/il-mercato-bollente-titoli-stato-5500-miliardi-bond-sottozero-cosa-puo-fare-piccolo-risparmiatore-112227.shtml

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Rasputin il Lun 1 Feb - 19:11

Cassaforte a muro e contanti in casa, il resto son balle

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Minsky il Mar 9 Feb - 9:51

Il Sole 24ORE ha scritto:Borse, i segnali della tempesta perfetta: dal «rimbalzo del gatto morto» alla corsa all’oro

di Vito Lops, con un articolo di Marco lo Conte 8 febbraio 2016

Parola d’ordine: liquidi. Il consiglio che gli addetti ai lavori danno ai risparmiatori in questa fase di turbolenza sui mercati finanziari è di assumere il più possibile posizioni liquide. Perché non è dato sapere al momento quando la tempesta si esaurirà. Ci sono infatti numerosi segnali che indicano che quello in corso (Piazza Affari -20% da inizio anno, ma vanno male tutti i listini su scala globale) non sia un ribasso giunto al capolinea.

Sale l’oro nonostante la bassa inflazione
Il primo segnale lo si può notare nell’andamento del prezzo dell’oro. Da inizio anno è salito del 10%. Anche oggi il metallo giallo viene comprato e torna a 1.170 dollari l’oncia, livelli che non vedeva dallo scorso autunno. «L'oro rimane un bene rifugio in momenti di elevata volatilità, ma non bisogna dimenticare che il dollar index (un basket di valute contro dollaro) si è deprezzato dell’1,8% e con l'euro del 2,9% da inizio anno, quindi l'effetto valuta ha contribuito in parte a questo trend positivo dell'oro - spiega Marco Aboav, macro portfolio manager di MoneyFarm -. Potremmo trovarci nel 2016 ad una guerra valutaria tra Paesi sviluppati tramite nuovi allentamenti monetari per importare inflazione: in Giappone è stato annunciato, in Europa potrebbe essere presentato a marzo, negli Stati Uniti gli stress test richiesti dalla Fed per le banche americane includono anche uno scenario con tassi negativi, ci si aspetta ulteriori svalutazioni della valuta cinese. Se la guerra valutaria fosse intrapresa da tutte le banche centrali dei paesi sviluppati, l'oro rimarrebbe l'unica valuta a beneficiarne». Certo, di mezzo c’è la svalutazione del dollaro che di per sé dà forza intrinseca all’oro e a tutte le materie prime quotate in dollari. Ma l’attuale guerra delle valute non è l’unico motivo che sta spingendo l’oro. «Quello che preoccupa - spiega Massimo Siano, capo per il Sud Europa di Etf Securities - è che il metallo giallo stia salendo pur in assenza di prospettive di aumento dell’inflazione». Si sa, infatti, che l’oro è un bene rifugio, ma lo è soprattutto nelle fasi che preludono a un’impennata dell’inflazione, dato che l’oro protegge dal rincaro del costo della vita.

Troppi rimbalzi “del gatto morto”
Un altro segnale da tempesta perfetta lo si legge osservando la prova di forza dei mercati azionari. Questa mattina nella prima mezz’ora di scambi Piazza Affari è arrivata a guadagnare oltre un punto percentuale. Ma il rimbalzo è durato pochissimo. Dopo un’ora l’indice perdeva già il 2% con un’escursione intraday di tre punti percentuali. Perché accade questo? «Sono i classici rimbalzi del gatto morto - spiega un esperto -. Quando cade da una grande altezza anche un gatto rimbalza ma questo non significa che non stia cadendo». Per spiegare lo stesso fenomeno si può usare anche la metafora del pescatore. «Durante le fasi ribassiste gli speculatori testano la forza del mercato e lo lasciano andare per un po’ - spiega un trader -. Se vedono che il mercato non ha una grande spinta, tornano di nuovo all’attacco. Un po’ come fa il pescatore con il pesce che ha abboccato all’amo. Dopo averlo acchiappato molla un po’ la presa per testarne la forza. Una volta scoperto che il pesce non ha grande forza per salvarsi con le proprie forze, il pescatore capisce che la presa è quella giusta e poi dà il colpo di grazia». I numerosi rimbalzi della prima mezz’ora delle ultime sedute non sarebbero quindi altro che dei test degli speculatori per testare la capacità del mercato di risollevarsi da solo. Ma se questo fa appena +1% dopo aver perso il 20% si capisce che non ha molta forza e quindi questo dà nuovo spazio agli speculatori per attaccare, per andare a mettere in risalto i punti di debolezza di un mercato.

Troppi punti deboli
E di punti di debolezza, in questo momento, ce ne sono fin troppi. Così come ci sono fin troppi capri espiatori che possono essere additati per giustificare le vendite. L’introduzione del bail-in (che sposta la responsabilità dei salvataggi bancari dagli Stati ai clienti della banca) in Europa e la mancanza di un’adeguata regolamentazione europea (non esiste al momento un fondo interbancario di salvataggio in Europa ma ogni Paese deve cavarsela da solo) offre un segnale di debolezza che gli speculatori stanno andando a scalfire. Un altro punto di debolezza riguarda il prezzo del petrolio. Si sa che c’è troppa offerta ma manca un accordo politico tra Paesi Opec e Paesi non Opec per ridurre la produzione. Questa, nella logica di uno speculatore, è manna dal cielo perché sa che fino a che non verrà trovata un’intesa in tal senso le probabilità di guadagnare andando all’attacco (con vendite allo scoperto) crescono.

La bolla dei Paesi emergenti
Altro elemento di incertezza, altro punto a vantaggio di volatilità e speculatori. La Federal Reserve avrebbe dovuto alzare i tassi a marzo. Ma non lo farà perché l’economia Usa rallenta e poi c’è una bolla nei Paesi emergenti (fortemente indebitati in dollari) che sta esplodendo lentamente ma è pronta ad esplodere con maggiore irruenza in caso di rialzo dei tassi.

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2016-02-08/borse-ecco-segnali-tempesta-perfetta-rimbalzo-gatto-morto-corsa-all-oro-104102.shtml

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Mar 23 Feb - 13:34

Spargiamo un po' di terrorismo a piene mani, finiremo con l'acqua alla gola ...?

L’allarme degli scienziati: il livello dei mari mai così alto


"Nel secolo scorso il livello dei mari si è innalzato come mai prima negli ultimi 2.800 anni. Abbiamo sentito molte notizie sugli effetti del riscaldamento globale, ma questa pubblicata dal giornale scientifico Proceedings of the National Academy of Sciences è forse la più sorprendente.
Si tratta del risultato di una ricerca condotta dal Bob Kopp, studioso del clima alla Rutgers University del New Jersey, insieme a nove colleghi di varie università americane e straniere.
Secondo il loro studio, dal 1900 al 2000 i mari si sono alzati di circa 14 centimetri, cioè 1,4 millimetri all’anno. Una tale velocità, in base ai loro calcoli, non si era mai registrata nei 28 secoli precedenti. L’elemento più preoccupante, però, è che secondo la Nasa l’attuale ritmo dell’innalzamento dei mari è di 3,4 millimetri all’anno, cioè oltre il doppio di quello del secolo passato. Kopp e i suoi colleghi non hanno dubbi sul fatto che il fenomeno è stato provocato dal comportamento dell’uomo, e prevedono che di questo passo passi i mari potrebbero arrivare ad alzarsi di oltre un metro entro la fine del secolo in corso. "

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Justine il Mar 23 Feb - 13:37

Meglio acqua alla gola che sterco fino al collo
Anche se vedendo da quanto dura 'sto thread... Mah, siamo in entrambe le sostanze
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da holubice il Mar 23 Feb - 13:46

Il mare sommergerà le nostre città (se non ci muoviamo)



"Londra, New York, Shanghai, Hong Kong, Calcutta, Mumbai, Dhaka, Jakarta, Hanoi, Rio de Janeiro. Ma anche Napoli, Pisa, Ravenna e Venezia. Tutte città condannate - se non si farà nulla per arrestare il riscaldamento globale prodotto dai gas serra - ad essere parzialmente sommerse a causa dall’aumento del livello del mare nel giro di un secolo o più.
Secondo un nuovo studio realizzato dall’organizzazione americana Climate Central, le emissioni globali di gas serra potrebbero portare a enormi aumenti del livello delle acque, e alla conseguente scomparsa di molte delle più belle coste e città italiane (oltre che, naturalmente, di grandi metropoli mondiali situate sulla riva del mare)."
(continua nel link)

Vi faccio notare che nessuno di noi sa esattamente con che progressione le temperature aumenteranno di anno in anno. Le famose serre ...



... ci danno i pomodori a gennaio, se davvero abbiamo costruito un bel 'tendone' di CO2 tutto intorno alla Terra, forse potrebbe essere addirittura troppo tardi, anche se demolissimo tutte le nostre auto, se disattivassimo tutte le nostre stufe e se smettessimo di respirare ...

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da remigio il Mar 23 Feb - 18:40

Rasputin ha scritto:Cassaforte a muro e contanti in casa, il resto son balle
contanti fini a esaurimento,dopo sei costretto anche tu a usare la moneta elettronica.
la moneta carta? bye
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Justine il Mar 23 Feb - 18:55

Potremmo trasformarci in quegli invasati che danno pubblicamente fuoco ai $ dicendo: "questi non siamo noi, sono pezzi di caaaaaaaartaaaaa!"
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Rasputin il Mar 23 Feb - 19:10

Justine ha scritto:Potremmo trasformarci in quegli invasati che danno pubblicamente fuoco ai $ dicendo: "questi non siamo noi, sono pezzi di caaaaaaaartaaaaa!"

Non saranno come quei musulmani che danno fuoco ai televisori, orrore la tecnica moderna opera del demonio/degli infedeli ma sono quelli vecchi, a casa hanno i maxischermi al maoplasma carneval

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da remigio il Mar 23 Feb - 19:30

dico ... holubice, dal titolo dal 3d si può capire ,ma con tutte ste notizie che gli dai a sta gente, è un modo indiretto per dirgli cosa?
scusa la mia super ignoranza.
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Justine il Mar 23 Feb - 19:40

@remigio

Che il concetto di "mille e non più mille" è sempre sbagliato. L'universo finirà quando i tempi fisici saranno maturi, non certo per un soppalco di notiziole relative ad un mondo che è sempre andato malaccio
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Minsky il Mar 23 Feb - 23:11

remigio ha scritto:dico ... holubice, dal titolo dal 3d si può capire ,ma con tutte ste notizie che gli dai a sta gente, è un modo indiretto per dirgli cosa?
scusa la mia super ignoranza.
Holu cerca di farci capire che la fine del mondo è imminente, e che dobbiamo affrettarci a convertirci per poi andare in pellegrinaggio di qui e di là, con i sandali, la tunica (una sola tunica, se ben ricordo) e il bastone, e anche una chiavetta USB con caricato Tails, per tenerci in contatto tra di noi sul forum, e questo sarà d'estate (perciò i sandali) e andrà avanti un bel po', cioè il mondo ci impiegherà dei mesi a finire sul serio, e però intanto noi dovremo stare attenti a non farci beccare dall'inquisizione cattolica, che ci vorrà mettere al rogo, perché la chiesa è preda dei satanassi, cioè, la pretaglia è pericolosa, e questo già lo sapevamo da noi, quindi bisogna fare quello che i preti dicono ma non quello che fanno, sono tutti marci (come non essere d'accordo su questo aspetto, in effetti si fa fatica a trovare ancora qualcuno che abbia fiducia dei preti, chissà perché però non si sbattezzano e continuano a dare l'otto per mille alla chiesa cattolica, mah). Ecco, se ho capito bene, questo in estrema sintesi. wink..

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Zeno il Mer 24 Feb - 4:24

ma holu esattamente che idee ha? è cristiano? cattolico? protestante? millenarista?....

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Justine il Mer 24 Feb - 5:09

Tutto questo e molto più, perché limitarsi?
Anzi, stupisce che non abbia menzionato i Maya

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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Zeno il Mer 24 Feb - 5:43

parlando con lui finora mi è parso evasivo e spiritoso, non ho percepito moti catechistici
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Re: ...e se le cose cominciassero a precipitare?

Messaggio Da Justine il Mer 24 Feb - 5:44

Evasivo di certo, in quanto allo "spirito"... Fa sul serio (in entrambe le accezioni) ._.

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