IMMIGRATI

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IMMIGRATI

Messaggio Da Minsky il Lun 16 Mag - 19:47

il Giornale ha scritto:Chiama due imbianchini immigrati: la picchiano e le occupano casa

Una donna malata di Thiene è stata caccitata dalla sua casa da due immigrati cui aveva chiesto di imbiancare le pareti. E la polizia non può cacciarli

Claudio Cartaldo - Lun, 16/05/2016 - 12:35

Televisore, cucina, camere da letto. Tutto compreso e gratis, anzi: abusivo. Due immigrati nordafricani hanno occupato la casa di una donna malata, dopo aver ricevuto l'incarico di imbiancarle la casa.

Una occupazione a tutti gli effetti, che nessuno può bloccare. Non la donna, che è anche stata picchiata quando ha provato a rientrare nella sua dimora. Né la polizia, che non può intervenire.

Questa, assurda, vicenda viene da Thiene. La giovane donna, Tiziana, ha ereditato la casa e, sperando di poterla rinnovare con una imbiancata, ha chiamato due uomini per stendere la vernice. Peccato che, una volta entrati in casa, non ne sono più usciti. Hanno occupato l'appartamento, senza più lasciarlo da oltre un anno.

I due, peraltro, sono pregiudicati per detenzione e spaccio di droga. Conosciuti alle forze dell'ordine che non possono nemmeno intervenire. La cosa ancora più assurda, è che Tiziana è anche costretta a pagare le utenze di luce e gas, per paura di ritorsioni e minacce. "Mi ha aperto un tizio che ha detto di chiamarsi Adil o qualcosa di simile – racconta davanti al picchetto radunato di fronte alla sua casa – sul divano c’era un altro tipo di colore di nome Mohamed. Ho chiesto loro di lasciarmi entrare in casa, ma mi hanno spintonata e scaraventata per terra. Sono finita al pronto soccorso. Ho chiamato i carabinieri. Sono venuti, ma mi hanno detto che non possono fare niente, che la legge impedisce loro di entrare e buttarli fuori. Mi hanno detto che non posso nemmeno cambiare la serratura. Sono due pregiudicati, sono sottoposti all’obbligo di dimora in casa mia. È pazzesco".

E così ieri il "comitato Prima Noi" è andato in aiuto di Tiziana "per capire chi abita la casa occupata della signora che ci ha segnalato l'abuso". "Questa casa va liberata al più presto - commenta Alex Cioni, responsabile del comitato - e riconsegnata alla legittima proprietaria. Diamo una settimana di tempo alle Autorità competenti per fare il loro lavoro, altrimenti chiameremo a raccolta le persone per bene al fine di ripristinare la legalità. L'ultimatum scade sabato prossimo".

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/chiama-due-imbianchini-immigrati-picchiano-e-occupano-casa-1259343.html

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Re: IMMIGRATI

Messaggio Da Minsky il Lun 16 Mag - 19:49

il Giornale ha scritto:Sessanta soldati del Califfo infiltrati nell'esercito belga

Sono di origini straniere, si sono radicalizzati in Europa. Volevano farsi destinare in Mali per unirsi alla jihad


Luigi Guelpa - Dom, 15/05/2016 - 08:14

Avevano chiesto a più riprese di raggiungere il contingente belga in Mali, secondo il capo di Stato maggiore dell'esercito Deconinck «per fuggire e unirsi ai guerriglieri jihadisti, ma stiamo verificando».

Un atteggiamento quantomeno ambiguo che ha fatto scattare l'allarme, fino alla frase choc pronunciata ieri dal ministro della Difesa Steven Vandeput: «Almeno 60 soldati sono sospettati di estremismo islamico. Sono stati identificati come musulmani radicalizzati. La libertà religiosa è un diritto fondamentale, ma in questo caso stiamo andando ben oltre». Le rivelazioni, confidate a un parlamentare e confermate al quotidiano Libre Belgique, scuotono il Belgio. Dalle affermazioni di Vandeput emerge infatti uno scenario inquietante che rafforza tutti i dubbi venuti a galla, soprattutto negli ultimi sei mesi, sul corretto funzionamento del sistema di sicurezza. Si parte dalla latitanza di quattro mesi di Salah Abdeslam, all'orgia nella stazione di polizia durante l'allarme terrorismo, fino ad arrivare al duplice attentato del 22 marzo scorso. Senza dimenticare le segnalazioni sottovalutate e le pochissime informazioni raccolte sul campo. Tutti elementi che hanno messo a nudo una realtà: l'intelligence belga ha fallito il suo compito ed è l'anello debole dell'Europa.

Il ministro Vandeput ha sottolineato l'intenzione di «coinvolgere il parlamento e adottare una strategia urgente», ma ciò non modifica la convinzione che i servizi non abbiano le risorse e soprattutto le capacità necessarie per combattere la minaccia jihadista, con effetto domino su Paesi limitrofi come Olanda, Francia e Germania. Dei 60 membri dell'esercito che hanno presentato comportamenti «anomali» ci sarebbero 55 soldati e 5 sottufficiali, quasi tutti di origini maghrebine, per lo più figli di immigrati del Marocco. Da ambienti vicini alle forze armate tra di loro figurano nove uomini originari del quartiere jihadista di Molenbeek, almeno sette di Schaerbeek (da dove era partito il commando per l'aeroporto di Zaventem), e cinque ex studenti di medicina dell'Università di Liegi. «Purtroppo un profilo ricorrente nei militari che alla fine si radicalizzano», denuncia il delegato del sindacato della Difesa belga Patrick Descy. Il funzionario spiega infatti che non si tratta di una novità assoluta: «Nel 2013 quattro soldati avevano sposato la causa del Califfato, andando a combattere in Siria», rivela. Due anni dopo uno di loro, Lofti Aoumer, apparve in un video in cui si minacciavano attentati in Francia e Belgio. Nel filmato invitava i musulmani «che non possono partire per l'Iraq e la Siria a portare avanti il jihad in Belgio». Come per altro accaduto a marzo. «I 60 militari attualmente monitorati possono rappresentare un pericolo proprio perché hanno ricevuto una formazione piuttosto accurata nell'esercito. Mi riferisco alla lettura delle mappe, all'uso e montaggio di armi e al lancio di granate», conclude Descy.

I jihadisti fanno leva anche sull'omertà della popolazione. Lo scorso giugno il ministro per le tematiche giovanili Rachid Madrane aveva istituito un numero verde per contrastare la lotta contro il radicalismo. In quasi un anno sono arrivate soltanto 50 segnalazioni, nessuna delle quali giudicata utile per gli inquirenti. Il telefono, semmai, viene adoperato per far alzare la tensione: come il falso allarme bomba di ieri alla metropolitana di Charleroi che ha mandando in tilt la città della Vallonia per diverse ore.

http://www.ilgiornale.it/news/politica/sessanta-soldati-califfo-infiltrati-nellesercito-belga-1258843.html

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Re: IMMIGRATI

Messaggio Da Cyrano il Mar 17 Mag - 16:14

Sapendo cosa vogliono dire "con" e "pute" in francese, e cosa pensano i francesi dei belgi, Vandeput e Deconink sono veramente due cognomi azzeccati per due alti funzionari belgi

Cyrano
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Re: IMMIGRATI

Messaggio Da Minsky il Dom 22 Mag - 19:13

Journalist speaks out: I was forced to hide the truth about immigration

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Re: IMMIGRATI

Messaggio Da Minsky il Gio 26 Mag - 8:30

Il Giornale ha scritto:L'imam: "Accettate le spose bambine: è la cultura dei migranti"

Il governo danese vuole dividere le coppie di rifugiati con spose minorenni. Ma l'imam Osama El-Saadi, della moschea di Aarhus, si oppone: "Dovete accettare la nuova cultura"

Claudio Cartaldo - Lun, 15/02/2016 - 22:23

L'esortazione dell'imam suona inascoltabile alle orecchie degli occidentali. E per quanto possa sembrare assurdo pensare che qualcuno in Europa sostenga la necessità di accettare per legge i matrimoni con spose bambine, un importante imam danese è arrivato a dichiararlo pubblicamente.

Osama El-Saadi, della moschea di Aarhus, in una intervista ad un giornale danese ha esortato il governo ad accettare le spose bambine perché tale pratica è nella cultura dei migranti che arrivano nel Paese.

Ecco, secondo l'imam, visto che gli immigrati che stanno invadendo l'Europa sono soliti far sposare le bambine, anche i Paesi occidentali dovrebbero accettarlo. Una pratica disumana. Ma visto che è "cultura", dovremo renderla legale.

Il tema in questione, secondo El-Saadi, dovrebbe essere visto da "una prospettiva diversa". "Questa si tratta di una straordinaria situazione umanitaria e penso che bisogna prendersi cura di queste famiglie. Sono sposati e, anche se l'uomo è due volte più vecchio, hanno comunque costruito una famiglia. Dobbiamo accettare il fatto che si tratta di una cultura diversa".

Sarebbero altri, inoltre, i benefici delle spose bambine. "Se si guardano alle condizioni dei campi profughi - ha detto - spesso sono piene di incertezze e violenza. Far sposare una figlia può dare maggiore stabilità". E poco importa se la piccola non ha ancora superato la maggiore età. Se è ancora una bambina.

La dichiarazione dell'imam, scrive Russia Today, segue l'annuncio del governo danese che ha comunicato l'intenzione di intervenire nei campi profughi per separare le bambine sposate con uomini molto più grandi. "Dobbiamo assulutamente garantire che nei centri d'accoglienza non ci siano ragazze costrette a vivere una relazione con un adulto", ha dichiarato il ministro dell'Integrazione Inger Støjberg. Secondo i dati emersi da alcune indagini, sarebbero 27 le bambine che rientrano nel sistema di accoglienza danese ad essere vittime di matrimoni forzati.

Ma non è solo la Danimarca ad essere stata investita da questo problema. Anche la Norvegia ha diffuso dei dati in merito. E l'anno scorso erano 61 le donne richiedenti asilo sposate e con una età inferiore a quella necessaria per dare un consenso libero al matrimonio. La più giovane aveva 11 anni.

Una forma di schiavitù. Che l'imam vuole imporre a tutta l'Europa.

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/limam-accettate-spose-bambine-cultura-dei-migranti-1225008.html

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Re: IMMIGRATI

Messaggio Da Minsky il Gio 26 Mag - 17:57


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Re: IMMIGRATI

Messaggio Da Minsky il Gio 26 Mag - 20:59

il Giornale ha scritto:Idomeni, la tratta delle siriane: costrette dai marocchini a far sesso per 5 euro

Nel "Ghetto di Idomeni" le gang marocchine hanno aperto un bordello in un vecchio vagone. Le siriane vengono a costrette a prostituirsi per pochi euro

Sergio Rame - Sab, 21/05/2016 - 12:15

Il campo profughi di Idomeni, al confine con la Macedonia, è una polveriera.

La criminalità organizzata sta prendendo il sopravvento. Il vagone di un treno è stato trasformato in un bordello, mentre gli immigrati marocchini hanno concentrato nelle proprie mani lo spaccio della droga. "Siamo andati alla ricerca di quel vagone. Da qualche tempo sentivamo voci circa la presenza di un bordello nel campo - ha detto un reporter della stazione televisiva greca Skai - quando abbiamo trovato il convoglio e stavamo per registrare, i migranti, alcuni armati di coltelli, ci hanno minacciato e cacciato".

La polizia greca sta portando avanti un'inchiesta capillare sulle gang criminali composte soprattutto da iracheni e marocchini. Sono loro a gestire un giro di prostituzione all'interno del campo profughi più grande della Grecia. Opererebbero in un vagone abbandonato e in un magazzino attaccato al campo che ospita oltre 9.200 immigrati (alcuni media parlano di 11mila presenze). Qui donne vulnerabili sarebbero costrette a vendersi per appena 5 euro a prestazione sessuale. Secondo l'emittente Skai, le prostitute sono siriane arrivate in Grecia da sole. I mariti si trovano ancora in Siria o sono già arrivati nel Paesi del Nord Europa, mentre loro hanno finito i pochi soldi che avevano in tasca. Per segnalare il bordello, la gang ha messo il cartello "Road to the roses" (la via per le rose). I criminali girano per il campo di Idomeni in cerca di donne sole. Offreno loro protezione e le obbligano a prostituirsi. "Il pericolo - denuncia Ananya Roy sull'Internetional Business Times - è che avviino alla prostituzione anche i bambini, il gruppo attualmente più fragile".

Dopo aver visita tre hotspot sulle isole di Samos, Lesbo e Chio, Human Rights Watch accusa le autorità di polizia di non garantire la protezione delle persone recluse nei centri di registrazione e di non intervenire per fermare combattimenti e conflitti. "Gli uomini si ubriacano e cercano di entrare nella nostra tenda tutte le notti - ha raccontato una donna di 19 anni che proviene dall'Eritrea, ora ferma a Vathi - siamo state dalla polizia e abbiamo chiesto che ci portassero in una zona del campo separata da quella in cui cercano di abusare di noi, ma la polizia non ci ha aiutate. Siamo fuggite dal nostro Paese proprio per questo, e ora in questo campo abbiamo paura di lasciare la nostra tenda". Nei campi, spiega Bill Frelick, direttore dei diritti dei rifugiati per Human Rights Watch, "donne e bambini che sono fuggiti dalla guerra affrontano quotidianamente la violenza e vivono con paura".

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/idomeni-siriane-balia-dei-marocchini-costrette-far-sesso-5-e-1261771.html

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Re: IMMIGRATI

Messaggio Da Minsky il Sab 28 Mag - 16:02


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Re: IMMIGRATI

Messaggio Da Minsky il Sab 28 Mag - 19:40

Muslim refugees to the British people “we do not accept British laws, you adopt our Sharia Laws”

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Re: IMMIGRATI

Messaggio Da Minsky il Dom 29 Mag - 10:59

ANSA ha scritto:Migranti: "minorenne incinta stuprata"

In 600 giunti a Palermo su nave Msf, anche 10 bimbi sotto 5 anni


Redazione ANSA PALERMO
29 maggio 2016 12:18


(ANSA) - PALERMO, 29 MAG - C'è anche una minorenne stuprata e rimasta incinta, secondo quanto riferisce il medico che l'ha visitata, tra i 600 migranti sbarcati stamane a Palermo con la nave Bourbon Argos di Msf; 500 gli uomini; 73 le donne e 31 i minori. "A bordo ci sono 15 donne in stato di gravidanza - dice il medico Giuseppe Termini, direttore del Poliambulatorio Palermo Centro che coordina lo sbarco - e due hanno avuto minacce di aborto. La minorenne incinta è stata stuprata ed è terrorizzata. L'abbiamo affidata alla nostra equipe di psicologi". A bordo ci sono anche dieci bambini al di sotto cinque anni. "Non è la prima volta - dice Paola Mazzoni, medico di bordo della nave Bourbon Argos di Msf - che riusciamo a filtrare casi di minorenni incinte perché vittime di stupro. È difficile intercettare storie come questa perché si tratta di persone provate dal punto di vista psicologico. Le violenze sessuali non sono solo sulle donne, sono certa che anche ragazzi giovanissimi sono vittime di stupro".

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Re: IMMIGRATI

Messaggio Da Minsky il Dom 29 Mag - 21:36

Azione Culturale ha scritto:L’antirazzismo al servizio del capitale: le contraddizioni della retorica immigrazionista

29 maggio 2016

È fine maggio, ma a Messina sembra già estate inoltrata. Sono le 22 passate e ci sono ancora più di 20 gradi. La luna piena illumina romanticamente l’acqua dello stretto e rende meno pesante l’attesa. Siamo in pullman e aspettiamo di imbarcarci sul traghetto che ci riporterà nel “continente”.

Da lontano si iniziano ad intravedere dei lampeggianti azzurri che si fanno spazio tra le auto e si avvicinano al traghetto che ha aperto il portellone per fare entrare i passeggeri. Tre cellulari dei carabinieri scortano sette autobus, la fila viene bloccata per dare la precedenza ai bus. Le forze dell’ordine confabulano con i membri dell’equipaggio e solo dopo più di mezz’ora riusciamo ad imbarcarci anche noi.

I bus sono guardati a vista dai carabinieri, ci avviciniamo e chiediamo. Sono Senegalesi e Gambiani, tutti maschi, tutti sui vent’anni, sbarcati a Palermo insieme a pochissime donne e bambini date subito alle case famiglia. Questo ci riferisce un giovane pubblico ufficiale, che poi aggiunge “la maggior parte verrà trasferita nei centri di accoglienza della Puglia, altri andranno nel Lazio a far mangiare le cooperative e a lavorare per 4 soldi” il carabiniere sorride, ma amaramente. In Senegal e Gambia non ci sono conflitti, anzi, il Gambia viene denominato “la tigre africana” per la crescita del suo PIL che va avanti da qualche anno. Ma il miraggio ormai sbiadito di un facile arricchimento e la destabilizzazione di quella che è la porta del Mediterraneo, la Libia, fa riversare in Italia migliaia di persone, anche e soprattutto da terre dove non esiste nessuna guerra. I ragazzi che sono nell’autobus hanno facce stanche e sognanti, ignari del futuro che da lì a pochi giorni spetterà alla maggioranza di loro.

I professionisti del solidarismo spicciolo fanno passare alle cronache solo ed esclusivamente storie “strappalacrime”. Bimbe (fortunatamente) scampate all’annegamento, ragazzini del Senegal con il sogno di giocare a calcio lanciati in Lega Pro. Tutti felici a sbandierare storie d’amore che vincono sui razzisti cattivoni. Nessuno di questi giornalisti “freelance”, impregnati di facile e finto antirazzismo, racconterà la storia del 99% di questi ragazzi che stanno attraversando lo stretto e del ruolo ignaro quanto infame che tra qualche giorno andranno a ricoprire, quello del sistematico ricambio di manodopera a basso costo. Che sia nell’edilizia o nel campo ortofrutticolo, il discorso è identico. Giovani immigrati che andranno in centri di accoglienza, a Foggia, Latina o Reggio Emilia, centri da dove riusciranno ad uscire o scappare con enorme facilità, visto che nei C.a.r.a. (centro di accoglienza per richiedenti asilo) l’ingresso e l’uscita non sono impediti, ma blandamente controllati, per poi finire a lavorare 12 ore in campi di agrumi o ortaggi per 15 euro quando va bene. Questo a discapito loro e di italiani che vivevano anche serenamente di questa occupazione, quando veniva retribuita dignitosamente e con tanto di busta paga regolare.

Da qualche anno, ormai, non è più così. Un italiano che non abita né in un C.a.r.a. né in un appartamento sub affittato insieme ad altre 15 persone, non può certo mantenere la propria famiglia con poche decine di euro e soprattutto in “nero”, nel frattempo chi si nasconde dietro l’antirazzismo da parata, permette e sottace un ricambio tragico della manodopera che altro non fa, se non foraggiare il caporalato, la criminalità, la disoccupazione e finanche il debito pubblico. Come? È presto detto. In molti, soprattutto certa sinistra, urlano come un mantra che “gli immigrati ci pagheranno le pensioni”, ma di certo a pagarci le pensioni non sarà questa immigrazione, votata solo alla tratta a bassissimo costo. I campi e cantieri di mezza Italia sono popolati di immigrati clandestini sottopagati e per giunta in nero. Ergo, nessun contributo pagato all’INPS, né ad altri. Dall’altra parte, invece, ci sono milioni di euro spesi per mantenere centri di accoglienza. A guadagnare, da questo esodo destinato a crescere, sono veramente in pochi. Cooperative, molte volte gestite in maniera poco trasparente e caporalato, a spese del proletariato italiano e delle nuove generazioni, soppiantate e costretto ad emigrare o ad accontentarsi delle briciole. Briciole che non permetteranno a nessuno di pianificare un futuro o di creare una famiglia.

Oggi, lo schiavismo programmato e benedetto dall’UE, così come da onlus e movimenti “no borders”, viene chiamato “accoglienza” e chiunque prova a spiegare e denunciare un fenomeno destinato solo a disintegrare la già precaria situazione occupazionale, viene marchiato come “razzista”, “salviniano”, “nazista” da chi si rifiuta di vedere cosa ci sia davvero dietro il velo di pietismo e finta fratellanza.

L’immigrazione verso un continente impoverito e destabilizzato come quello europeo porta effetti collaterali che le sinistre “fraterne” con il lavoro degli altri rifiutano di vedere, conflitti sociali in strati impoveriti dalla crisi che strozza le famiglie dal 2009. Piccola borghesia e proletariato hanno già difficoltà a sopperire alle esigenze quotidiane, dalla casa, alla scuola, alla salute. Se alle difficoltà quotidiane aggiungiamo la concorrenza sleale per quel poco di lavoro rimasto, il collasso della società italiana ed europea è servito. Forse, un giorno, gli spacciatori di amore fraterno e baci colorati sulle spalle della povera gente, lo capirà. Ma sarà comunque troppo tardi.

Il traghetto arriva a Villa San Giovanni (Reggio Calabria). Un paese che placidamente affonda, tra austerità, disoccupazione e scioperi generali. Ma guai a dirlo ai giovani Gambiani e Senegalesi stipati in un autobus. Sarà una sorpresa. Un’amara sorpresa che nessun Tommasi narrerà.

(di Luigi Ciancio)

http://www.azioneculturale.eu/2016/05/lantirazzismo-al-servizio-del-capitale-le-contraddizioni-della-retorica-immigrazionista/

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Re: IMMIGRATI

Messaggio Da Minsky il Dom 29 Mag - 22:19


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Re: IMMIGRATI

Messaggio Da Minsky il Lun 30 Mag - 19:46

Il problema islamico in Svezia è arrivato al punto di non ritorno. E in Baviera è boom per le pistole

quoto..

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Re: IMMIGRATI

Messaggio Da Rasputin il Lun 30 Mag - 20:26

Minsky ha scritto:Il problema islamico in Svezia è arrivato al punto di non ritorno. E in Baviera è boom per le pistole

quoto..

Interessante articolo.

In effetti anch'io


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Re: IMMIGRATI

Messaggio Da Minsky il Mar 31 Mag - 8:20

GATESTONE INSTITUTE ha scritto:L'epidemia di stupri commessi dai migranti raggiunge l'Austria

di Soeren Kern
14 maggio 2016

Pezzo in lingua originale inglese: Migrant Rape Epidemic Reaches Austria

Traduzioni di Angelita La Spada


Secondo i dati raccolti dal Ministero dell'Interno austriaco, a Vienna, quasi un richiedente asilo su tre è accusato di aver commesso reati nel 2015. Le bande di nordafricani che si contendono il controllo del traffico di droga sono responsabili di circa la metà dei 15.828 crimini violenti – stupri, rapine, accoltellamenti e aggressioni – denunciati in città nel 2015.

Nel 2015, l'Austria ha ricevuto 90.000 richieste di asilo, collocandosi al secondo posto tra i paesi nell'Unione Europea per numero di richieste su base pro capite, ma questa cifra è irrisoria in confronto a ciò che l'attende. Il ministro dell'Interno Wolfgang Sobotka ha dichiarato il mese scorso che fino a un milione di migranti sono pronti a partire dalla Libia per raggiungere l'Europa attraverso il Mediterraneo.

Il brutale stupro di gruppo di una donna commesso da tre richiedenti asilo afgani nel centro di Vienna, il 22 aprile scorso, ha scioccato l'opinione pubblica austriaca e richiamato l'attenzione su un aumento di stupri, aggressioni sessuali e altri reati perpetrati in tutto il paese.

L'ondata di crimini commessi dai migranti si verifica nel momento in cui il Partito della Libertà (Fpoe), contrario all'immigrazione, trionfa nei sondaggi. Il suo candidato, Norbert Hofer, il 24 aprile, ha vinto il primo turno delle presidenziali in Austria e potrebbe anche vincere al ballottaggio del prossimo 22 maggio.

I tre migranti – due di 16 anni e uno di 17 – hanno seguito la giovane donna, una studentessa di 21 anni che partecipa a un programma di scambio, nei bagni pubblici della stazione ferroviaria di Praterstern, uno dei principali nodi di trasporto di Vienna. E lì, mentre uno dei giovani la teneva ferma, gli altri due l'hanno violentata a turno.

Un passante ha chiamato la polizia dopo aver sentito le urla della ragazza. Ma all'arrivo degli agenti, i tre se n'erano già andati. Sono stati poi arrestati mentre cercavano di lasciare la stazione. Non parlando il tedesco, attraverso un interprete i migranti hanno raccontato che erano ubriachi e di non ricordare di aver commesso un crimine.

Se condannati, essi rischiano una pena massima di sette anni e mezzo di carcere. Secondo gli osservatori locali, vista la natura indulgente del sistema giudiziario austriaco, i tre possono finire per passare solo due anni dietro le sbarre.

È anche improbabile che i migranti vengano espulsi: secondo la legge europea, mandarli in Afghanistan sarebbe una violazione dei loro diritti umani. Piuttosto, gli osservatori dicono che gli afgani beneficeranno delle prestazioni di previdenza sociale – 830 euro (950 dollari) al mese più l'assistenza sanitaria gratuita – e probabilmente per il resto della loro vita saranno assistiti dallo Stato austriaco.

Lo stupro alla stazione di Praterstern è solo uno dei numerosi reati a sfondo sessuale commessi dai migranti in Austria (altri casi di violenze e aggressioni sessuali perpetrate dai migranti sono riportati nell'appendice qui di seguito all'articolo):

Un richiedente asilo iracheno di 20 anni ha confessato di aver stuprato un ragazzino di 10 anni in una piscina pubblica di Vienna. L'uomo ha detto che lo stupro è stata "un'emergenza sessuale" per "un eccesso di energia sessuale". L'aggressore, che ha lasciato in Iraq la moglie e il figlio, ha raccontato di non essere stato in grado di controllare la sua libido perché non aveva avuto rapporti sessuali dal suo arrivo in Austria, avvenuto a settembre.

Un profugo afgano di 18 anni è stato condannato a 20 mesi di carcere per aver violentato una donna di 72 anni a Traiskirchen. "Prima l'ha riempita di lividi, poi l'ha stuprata e le ha sottratto la biancheria intima come trofeo", ha detto la polizia locale. Oltre ad aver avuto una sentenza clemente, all'uomo sarà permesso di rimanere in Austria e una volta uscito di prigione potrà beneficiare delle prestazioni socio-assistenziali.

Un richiedente asilo afgano di 20 anni è stato arrestato dopo aver costretto una ragazzina di 13 anni di Korneuburg ad avere ripetuti rapporti sessuali con lui. L'uomo, che era ospite in un centro di accoglienza per profughi di Hollabrunn, è entrato in contatto con la minore attraverso Internet. A ogni loro incontro, lui l'ha minacciata verbalmente fino a quando la ragazzina non ha accettato di avere rapporti sessuali. Il profugo è stato arrestato dopo che la piccola aveva raccontato ai genitori della relazione che durava da più di tre mesi.

La notte di Capodanno, svariate decine di donne sono state vittime di aggressioni sessuali commesse da gruppi di migranti a Vienna, Salisburgo e Innsbruck. Queste aggressioni a sfondo sessuale, in arabo taharrush ("molestia sessuale"), sono simili a quelle perpetrate quella stessa sera dai migranti nordafricani a Colonia, in Germania, e in altre città. La polizia ha inizialmente negato che questi episodi siano avvenuti, ma poi ha ammesso di aver mentito per proteggere la privacy delle vittime.

Chi osa collegare la spirale di crimini alla migrazione di massa musulmana viene messo a tacere dai guardiani del multiculturalismo austriaco.

Ad aprile, ad esempio, il Consiglio della stampa austriaco (Presserat) – un gruppo che impone un "codice etico" politicamente corretto per costringere i media austriaci ad adottare la linea del multiculturalismo seguita dallo Stato – ha censurato la rivista di sinistra Falter per "discriminazione nascosta" verso i musulmani.

I redattori della rivista – peraltro favorevoli a promuovere il multiculturalismo in Europa – sembrano essersi stancati degli stupri sistematici e impuniti commessi dai migranti in tutto il Vecchio Continente. Così, il disegno in bianco e nero di copertina del numero di gennaio-febbraio di Falter raffigura cinque donne europee dalla "pelle bianca" circondate da un gran numero di uomini arabi dalla "pelle scura". L'immagine evoca le scene dei taharrush, a Colonia.

Spiegando in tre pagine i motivi della propria "decisione", il Presserat ha stabilito che l'immagine viola il "codice etico" perché equivale a "dissimulare ingiurie e discriminazioni" verso gli uomini arabi:

"Gli uomini sono tutti ritratti con la stessa espressione feroce, i capelli neri e le sopracciglia scure. In tal modo – nel contesto delle aggressioni di Colonia – l'artista costruisce un prototipo di uomini nordafricani, vale a dire del mondo arabo. L'uniformità dell'immagine lascia intendere che in essa non vengono ritratti degli individui, ma un gruppo etnico omogeneo i cui membri si comportano tutti allo stesso modo.

"Di conseguenza, i lettori potrebbero avere l'impressione che le aggressioni a sfondo sessuale avvenute a Colonia non siano state commesse da singoli individui o da gruppi di individui, ma che tale condotta sia tipica degli uomini originari del Nord Africa, ossia del mondo arabo. L'immagine potrebbe dare l'impressione che tutti i nordafricani presenti in Europa siano incapaci di comportarsi correttamente nei confronti delle donne".

I redattori di Falter hanno respinto queste accuse di razzismo:

"Il fatto è che i nordafricani sono largamente responsabili delle aggressioni sessuali di Colonia. Questo è quanto accaduto e dovrebbe esserci consentito di raffigurarlo".

Vienna è l'epicentro dei crimini commessi dai migranti in Austria. Secondo i dati raccolti dal Ministero dell'Interno austriaco, a Vienna, quasi un richiedente asilo su tre è accusato di aver commesso reati nel 2015. Dei circa 21.000 richiedenti asilo autorizzati a vivere nella capitale, 6503 hanno commesso un reato nel 2015, un aumento del 50 per cento rispetto al 2014. Le cifre mostrano anche che 2270 criminali sono al di sotto dei 20 anni, il 72 per cento in più rispetto al 2014. Sette autori di reati hanno meno di nove anni e 31 hanno meno di tredici anni.

Secondo Gerhard Pürstl, il capo della polizia di Vienna, le bande di nordafricani che si contendono il controllo del traffico di droga sono responsabili di circa la metà dei 15.828 crimini violenti – stupri, rapine, accoltellamenti e aggressioni – denunciati in città nel 2015.

La zona circostante la stazione di Praterstern è invasa da indolenti migranti dell'Afghanistan e del Nord Africa che vendono droga, si contendono il controllo del territorio e aggrediscono le passanti. Secondo i media locali, nel 2015, la polizia è intervenuta nella zona 6265 volte, in media 17 volte al giorno.

Il presidente del sindacato della polizia austriaca, Hermann Greylinger, ha dichiarato che a Vienna occorrono almeno altri 1200 agenti di polizia per tutelare l'ordine:

"Se accogliamo nel nostro paese 111.000 migranti, di alcuni dei quali non si possono verificare i precedenti criminali, allora è ovvio che bisogna aumentare drasticamente il numero degli agenti di polizia. Quasi tutti i richiedenti asilo affluiscono a Vienna. Ora lì ci sono più migranti di quanti abitanti ha Salisburgo, la quarta città più grande del paese".

Il problema della criminalità tra i migranti in Austria è esacerbato da una sistema penale troppo lassista. Il 4 maggio, ad esempio, un 21enne keniano ha ucciso senza motivo una donna di 54 anni in una strada affollata di Vienna colpendola alla testa con una sbarra di ferro. È emerso che l'uomo era noto alla polizia della città perché dal suo arrivo in Austria nel 2008 aveva commesso almeno 18 reati – traffico di droga, aggressioni a pubblico ufficiale, aggressioni a colpi di spranga – ma ogni volta è stato rimesso in libertà.

Vista la crescente insicurezza, non sorprende affatto che gli elettori austriaci vogliano davvero un cambio di direzione nella politica.

In una sorta di terremoto politico, il candidato del Partito della Libertà (Fpoe), Norbert Hofer, ha ottenuto il 36 per cento dei voti al primo turno delle elezioni presidenziali austriache del 24 aprile. Hofer – che ha presentato un programma elettorale volto a limitare l'immigrazione e introdurre regole severe per i richiedenti asilo – ha sconfitto tutti gli altri candidati, compresi quelli dei due partiti al potere, i socialdemocratici e il Partito del popolo austriaco, che dominano la vita politica austriaca dalla fine della Seconda guerra mondiale.

Hofer, che asserisce che come presidente sarà il "protettore dell'Austria", ha ora buone possibilità di battere nel ballottaggio del 22 maggio prossimo, il rappresentante dei Verdi, Alexander Van der Bellen, un economista di 72 anni che è contrario a porre limiti all'immigrazione.

L'ascesa rapidissima di Hofer ha richiamato l'attenzione dei partiti dell'establishment. Il 27 aprile, tre giorni dopo la vittoria elettorale del candidato del Partito della Libertà, il parlamento austriaco ha approvato quella che potrebbe essere una delle leggi più ristrettive in Europa in materia di diritto d'asilo.

Con la nuova legge, l'Austria dichiarerà uno "stato di emergenza" sulla crisi migratoria. Questo consentirà alle autorità austriache di valutare le richieste d'asilo direttamente alla frontiera. Sarà consentito l'ingresso nel paese solo ai richiedenti asilo i cui familiari si trovano già in Austria o a chi può dimostrare di essere in pericolo nei paesi di transito. Gli altri migranti saranno respinti. La nuova legge limita anche a tre anni la durata del diritto di asilo dal momento della concessione.

Il ministro dell'Interno, Wolfgang Sobotka ha detto che la nuova legge è necessaria per arginare il flusso di migranti e rifugiati. "Non possiamo farci carico del fardello del mondo", egli ha asserito.

Nel 2015, l'Austria ha ricevuto 90.000 richieste di asilo, collocandosi al secondo posto tra i paesi nell'Unione Europea per numero di richieste su base pro capite, ma questa cifra è irrisoria in confronto a ciò che l'attende. In un'intervista radiofonica del 28 aprile, Sobotka ha dichiarato che fino a un milione di migranti sono pronti a partire dalla Libia per raggiungere l'Europa attraverso il Mediterraneo.

Soeren Kern è senior fellow al Gatestone Institute di New York. È anche senior fellow per la politica europea del Grupo de Estudios estratégicos/Strategic Studies Group che ha sede a Madrid. Seguitelo su Facebook e Twitter. Il suo primo libro, Global Fire, uscirà nel 2016.

Appendice

Aggressioni sessuali e stupri perpetrati in Austria tra gennaio e aprile 2016.

Il Gatestone Institute si è occupato dell'epidemia di stupri commessi dai migranti in Germania e Svezia. Il problema si è ora esteso all'Austria. Qui di seguito sono riportati alcuni casi avvenuti nei primi quattro mesi del 2016.

29 aprile. Un migrante algerino di 35 anni ha tentato di violentare una donna a una fermata dell'autobus a Linz. L'uomo ha picchiato selvaggiamente la sua vittima che prima di perdere conoscenza gli ha rotto il naso. L'aggressore è stato arrestato dopo essersi recato in un ospedale in cerca di cure mediche. In seguito è emerso che l'algerino ha una fedina penale lunga ed è stato accusato di altri tentativi di stupro, ma non può essere espulso perché l'Algeria si rifiuta di riprenderselo.

25 aprile. Kronen Zeitung, il più importante quotidiano austriaco, riporta che un "uomo dall'aspetto arabo" ha tentato di stuprare una donna di 27 anni a una fermata dell'autobus a Vienna. "Tutto ciò che sapeva dire era sesso, sesso, sesso", la donna ha raccontato. L'uomo ha tirato fuori un preservativo dalla tasca e poi si è abbassato i pantaloni. "Ho urlato più forte che potevo finché non è scappato." La donna ha anche detto che la polizia si è totalmente disinteressata del suo caso: "Non hanno nemmeno chiesto il mio nome". Dopo che i media locali si sono occupati dell'episodio, la polizia si è scusata parlando di "malinteso deplorevole".

24 aprile. Un migrante non identificato ha stuprato una giovane donna di 19 anni a Eisenstadt.

22 aprile. Tre richiedenti asilo afgani hanno violentato una 21enne in una stazione ferroviaria di Vienna.

22 aprile. Un richiedente asilo afgano di 17 anni ha tentato di stuprare una donna di 20 anni a Graz.

21 aprile. Un richiedente asilo afgano di 17 anni ha aggredito sessualmente una 19enne su un treno a Grieskirchen. Il capotreno è intervenuto dopo aver sentito urlare la vittima. L'afgano ha detto alla polizia che la donna aveva mentito, esigendo delle scuse.

20 aprile. Due migranti nordafricani hanno aggredito sessualmente una donna davanti alla stazione principale di Salisburgo. Quando un passante di 26 anni ha cercato di intervenire, i due lo hanno percosso così violentemente con calci e pugni per cui ha dovuto ricorrere alle cure dei sanitari. Uno degli aggressori è un richiedente asilo del Marocco. L'altro indiziato è ancora a piede libero.

15 aprile. Un migrante sloveno di 42 anni è stato arrestato per una tentata aggressione sessuale ai danni di una 18enne a Leibnitz.

13 aprile. Un uomo "dall'aspetto arabo" ha aggredito sessualmente tre donne a una fermata dell'autobus a Vienna.

24 marzo. Due migranti afgani sono stati arrestati per aver violentato una giovane donna di 20 anni a Wels.

21 marzo. Un migrante nordafricano ha aggredito una donna di 27 anni su un treno della metropolitana di Vienna. L'uomo ha cominciato a toccare le mani della donna. Quando lei si è alzata per trovare un altro posto, l'uomo l'ha afferrata iniziando a baciarla sulla bocca. La polizia ha detto di non potere fare nulla perché baciare qualcuno non è un'aggressione sessuale.

12 marzo. Un richiedente asilo libico di 16 anni ha tentato di rapire e violentare due donne a Vienna. I tre si sono conosciuti nella metropolitana e il libico ha proposto alle donne di andare a ballare. Invece, le ha condotte in un edificio dove ha cercato di rinchiudere le due vittime in un seminterrato e di stuprarle. Una delle donne è riuscita a scappare e chiamare la polizia.

8 marzo. Un richiedente asilo afgano di 20 anni è stato sorpreso a mostrare i genitali davanti a una bimba di 7 anni in una piscina pubblica di Vienna. Il direttore dell'impianto e un istruttore di nuoto hanno trattenuto il giovane fino all'arrivo della polizia che però lo ha lasciato andare.

6 marzo. Un uomo "dall'aspetto straniero" ha aggredito sessualmente una donna di 37 anni in una piscina pubblica di Klagenfurt dopo che era intervenuta per impedirgli di molestare il suo bambino di 4 anni.

25 febbraio. Un uomo "dall'aspetto meridionale" ha aggredito sessualmente due adolescenti in un centro commerciale di Innsbruck.

22 febbraio. Un migrante afgano di 18 anni è stato arrestato per aver stuprato una donna di 52 anni a Innsbruck.

14 febbraio. Sei migranti hanno aggredito sessualmente una donna di 49 anni in un stazione della metropolitana di Vienna. Due degli uomini, un richiedente asilo afgano di 18 anni e un iracheno di 23 anni, sono stati arrestati mentre tentavano di lasciare la stazione. Gli altri quattro sono ancora a piede libero.

11 febbraio. Un migrante iraniano di 33 anni si è masturbato davanti alle clienti di una piscina pubblica di Linz.

8 febbraio. Un migrante macedone di 22 anni, identificato solo come Ibrahim J., è stato arrestato a Vienna per aver aggredito sessualmente più di 20 donne a Vienna e in altre parti del paese. È anche accusato di aver violentato una ragazza di 15 anni.

6 febbraio. Un gruppo di 28 richiedenti asilo ha cercato di aggredire sessualmente le clienti di una pista di pattinaggio su ghiaccio all'aperto di Stockerau. I migranti hanno poi aggredito il personale addetto alla sicurezza che aveva cercato di intervenire. La polizia ha dovuto ristabilire l'ordine.

4 febbraio. Sei uomini "dall'aspetto meridionale" hanno aggredito una donna di 53 anni davanti a un negozio di alimentari a Spittal dopo che lei si era rifiutata di dar loro del denaro.

3 febbraio. Tre migranti hanno molestato sessualmente una ragazza di 16 anni a una fermata del tram a Leonding. Uno degli uomini l'ha immobilizzata mentre gli altri due a turno l'hanno aggredita.

26 gennaio. Un richiedente asilo di 24 anni originario del Gambia ha stuprato e ucciso un'americana di 25 anni a Vienna. La donna – del Colorado – che lavorava come ragazza alla pari, aveva ospitato l'uomo, Abdou I., nel suo appartamento. Quest'ultimo aveva lasciato il centro di accoglienza perché la sua richiesta di asilo era stata respinta e temeva di essere espulso. Dopo l'omicidio, l'uomo è fuggito in Svizzera, dove è stato arrestato dopo che la polizia aveva rintracciato il suo telefono cellulare. In seguito è emerso che era ricercato in Germania per un'aggressione sessuale ai danni di una minorenne.

23 gennaio. Un migrante macedone ha tentato di violentare una giovane donna di 21 anni a Vienna. L'uomo aveva visto la sua vittima in metropolitana e l'aveva seguita dopo che era scesa dal treno.

16 gennaio. Un richiedente asilo afgano di 21 anni ha stuprato una 18enne al Prater, un grande parco pubblico di Vienna.

10 gennaio. Un richiedente asilo afgano di 29 anni ha cercato di molestare sessualmente un bambino di sei anni in una piscina pubblica di Linz. La madre del bimbo ha detto: "Ho visto sei migranti entrare nella struttura. Due di loro si sono seduti sul bordo della piscina per bambini e uno ha iniziato a toccarsi i genitali flirtando con il più piccolo dei mei figli".

1° gennaio. Gruppi di uomini arabi hanno aggredito sessualmente almeno 24 donne a Vienna, Salisburgo e Innsbruck.

http://it.gatestoneinstitute.org/8034/austria-stupri-migranti

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Re: IMMIGRATI

Messaggio Da Rasputin il Mar 31 Mag - 12:20

[...]L'uniformità dell'immagine lascia intendere che in essa non vengono ritratti degli individui, ma un gruppo etnico omogeneo i cui membri si comportano tutti allo stesso modo.

"Di conseguenza, i lettori potrebbero avere l'impressione che le aggressioni a sfondo sessuale avvenute a Colonia non siano state commesse da singoli individui o da gruppi di individui, ma che tale condotta sia tipica degli uomini originari del Nord Africa, ossia del mondo arabo. L'immagine potrebbe dare l'impressione che tutti i nordafricani presenti in Europa siano incapaci di comportarsi correttamente nei confronti delle donne".[...]

Come in effetti è.

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Qualunque somiglianza con la realtà è puramente casuale e inintenzionale.

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Re: IMMIGRATI

Messaggio Da Minsky il Mar 31 Mag - 16:22


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Re: IMMIGRATI

Messaggio Da Minsky il Mer 1 Giu - 17:50

GATESTONE INSTITUTE ha scritto:In Germania, i musulmani perseguitano i rifugiati cristiani
"Gli episodi sono volutamente minimizzati e anche insabbiati"


di Soeren Kern
24 maggio 2016
Pezzo in lingua originale inglese: Germany: Christian Refugees Persecuted by Muslims
Traduzioni di Angelita La Spada


Secondo un nuovo rapporto diffuso dalla ong Open Doors, migliaia di cristiani ospiti dei centri di accoglienza per profughi sono perseguitati dai musulmani, a volte anche dal personale di sicurezza di queste strutture.

"Uno dei principali ostacoli all'indagine è costituito dal fatto che molte vittime hanno avuto paura di parlare. (...) Essi temono non solo per loro stessi e per l'incolumità dei propri familiari in Germania, ma anche per la sicurezza dei loro cari rimasti nei paesi di origine." — Un estratto del rapporto di Open Doors.

"Sono fuggito dal mio paese nella speranza di una vita più sicura a fronte dei crescenti pericoli. In Germania, però, mi sento ancora più minacciato." — Un profugo cristiano, in Germania.

"Nonostante le crescenti segnalazioni di questo problema da parte dei media, degli enti di beneficenza, delle organizzazioni per i diritti umani, i capi della chiesa e le organizzazioni cristiane, le autorità tedesche e i politici hanno avviato di rado un'indagine. Piuttosto, siamo convinti che questi episodi siano volutamente minimizzati e anche insabbiati. (...) Anche nelle stazioni di polizia, gli attacchi dettati da motivi religiosi contro i profughi cristiani non sono documentati come tali." — Un estratto del rapporto di Open Doors.

Migliaia di cristiani ospiti dei centri di accoglienza per profughi sono perseguitati dai musulmani, a volte anche dal personale di sicurezza di queste strutture, secondo un nuovo rapporto, che afferma che nella maggior parte dei casi le autorità tedesche non hanno fatto nulla per proteggere le vittime.

Stando al documento, le autorità tedesche e la polizia hanno volutamente minimizzato e anche insabbiato "la questione tabù" delle aggressioni musulmane contro i rifugiati cristiani, a quanto pare per evitare di alimentare sentimenti contrari all'immigrazione.

Il rapporto, intitolato "Attacchi dettati da motivi religiosi contro i rifugiati cristiani in Germania" (Religiös motivierte Übergriffe gegen christliche Flüchtlinge in Deutschland), è stato pubblicato dall'ufficio tedesco di Open Doors, un'organizzazione non governativa che opera a sostegno dei cristiani perseguitati nel mondo.

Lo studio – che conferma quanto si legge in un'analisi del Gatestone Institute sulla violenza in Germania tra musulmani e cristiani nei ricoveri per i rifugiati – documenta oltre 300 episodi in cui i profughi cristiani sono stati vittime di aggressioni fisiche e a sfondo sessuale, e minacciati anche di morte, a causa della loro fede.

Il report si basa sulle interviste a 231 rifugiati cristiani, condotte tra il febbraio e l'aprile di quest'anno. Oltre l'80 per cento delle persone intervistate è costituito da uomini e oltre la metà è al di sotto dei 30 anni. La maggior parte degli intervistati proviene da Afghanistan e Siria. Nove su dieci di coloro che hanno partecipato al sondaggio sono musulmani convertiti al Cristianesimo. Di questi, la maggioranza si era già convertita nei loro paesi di origine.

Degli intervistati, 86 hanno detto di aver subito aggressioni da parte dei rifugiati musulmani e dal personale di sicurezza delle strutture di accoglienza, molti dei quali sono anche musulmani. Oltre il 70 per cento afferma di aver ricevuto minacce di morte; 92 sono stati insultati per la loro fede cristiana e 62 sono stati costretti ad "ascoltare ad alto volume musica religiosa e preghiere", presumibilmente musulmane. Altri hanno dichiarato di essere stati vittime di aggressioni fisiche sotto forma di pugni, sputi, spintoni e abusi sessuali. Circa il 75 per cento degli intervistati ha detto che le molestie dei musulmani sono un "problema frequente".

I rappresentanti della ong Open Door e di altre organizzazioni no profit a una conferenza stampa per presentare il rapporto "Attacchi di matrice religiosa contro i rifugiati cristiani in Germania", tenuta a maggio di quest'anno.
Secondo Open Doors, gli episodi di cui si parla nel rapporto sono "solo la punta di un iceberg" perché "molti profughi cristiani hanno paura di incontrare maggiori difficoltà, se denunciano gli episodi di violenza". Altri temono che "le informazioni fornite potrebbero finire nelle mani sbagliate e mettere in pericolo i loro familiari che ancora vivono nei paesi di origine". Il report afferma:

"La paura di molte vittime di partecipare al sondaggio ha costituito uno dei principali ostacoli all'indagine. I rifugiati cristiani hanno detto di temere ripercussioni negative qualora le informazioni personali fossero cadute nelle mani sbagliate. Essi temono non solo per loro stessi e per l'incolumità dei propri familiari in Germania, ma anche per la sicurezza dei loro cari rimasti nei paesi di origine.

"Un altro grave ostacolo è stato rappresentato dal fatto che molte donne sono state restie a denunciare le aggressioni sessuali per il senso di vergogna che spesso è più accentuato tra le donne mediorientale rispetto a quelle occidentali.

"A peggiorare le cose, molti rifugiati hanno avuto esperienze negative con le autorità e la polizia del loro paese di origine a causa della loro fede cristiana. Essi sono abituati a essere trattati come cittadini di seconda classe. Ora si rendono conto che le cose non sono diverse nei centri di accoglienza per profughi in Germania – un paese con la libertà di religione – e nemmeno una volta hanno ricevuto aiuto".

Il rapporto contiene anche le testimonianze di profughi cristiani che parlano di "un costante clima di paura e panico" nelle strutture di accoglienza tedesche:

"Sono fuggito dal mio paese nella speranza di una vita più sicura a fronte dei crescenti pericoli. In Germania, però, mi sento ancora più minacciato."

"A questo punto devo dire che non sapevo che venendo in Germania, e solo a causa della mia fede religiosa, mi avrebbero vessato come in Iran."

"I musulmani tracciano croci, segnandovi sopra una X per oltraggiarci. Gettano la loro spazzatura davanti alla nostra porta. Ascoltano ad alto volume l'adhan (la chiamata islamica alla preghiera) e la lettura del Corano. Abbiamo dovuto abbandonare l'ultimo centro di accoglienza in cui eravamo ospitati, a causa delle minacce di morte."

"Nel nostro alloggio di prima accoglienza, il personale di sicurezza non rispetta le regole. Ogni mattina alle 5 veniamo svegliati dal suono dell'adhan. La situazione sta peggiorando. A chi si lamenta viene detto che questo un diritto dei musulmani. Inoltre, ci offendono impunemente. Nella nostra struttura, due miei amici hanno ricevuto minacce di morte. Uno dei due si è visto strappare dal collo la catenina con il crocifisso. Nessuno di noi osa più indossare una croce."

"Quando ci mettiamo in fila per ricevere il nostro sussidio, veniamo spinti in fondo alla fila. Anche in cucina, siamo gli ultimi a mangiare. Dopo mezzanotte, mentre dormiamo, bussano alla finestra e non possiamo più riaddormentarci per la paura. E il giorno dopo, durante i corsi di lingua non riusciamo ad apprendere bene, perché siamo stanchi. I musulmani ci chiamano mortad (apostati) e rubano il nostro cibo. Hanno rubato così tanto cibo che ora ogni stanza ha un frigorifero."

"Nella nostra struttura di accoglienza sono stato insultato e aggredito fisicamente molte volte dai musulmani. Ogni volta, è dovuta intervenire la polizia. È penoso per me ripensare a quegli episodi e ho seri problemi psicologici. Ho anche tentato di suicidarmi. Il personale addetto alla sicurezza oltraggia la nostra religione e ci aggredisce. Ho testimoniato davanti alla polizia. Dopo aver ricevuto minacce di morte, ci siamo recati in commissariato con il nostro pastore e abbiamo presentato una denuncia."

Il report contiene una testimonianza di Gottfried Martens, un pastore della Chiesa evangelico-luterana di Berlino, che segnala alcuni episodi di molestie perpetrate dai musulmani all'inizio di maggio, episodi sui cui la polizia non si è ancora preoccupata di indagare:

"Una coppia di cristiani iraniani è stata vittima di bullismo da parte del responsabile afgano di un centro di accoglienza per profughi di Berlino. Essendo 'infedeli' non gli è stato dato un letto e sono stati costretti a dormire per mesi sul pavimento, fino a quando poi l'afgano ha devastato la loro zona notte e distrutto i loro oggetti religiosi (il cero pasquale, la bibbia, i bollettini parrocchiali).

"Un altro cristiano è stato vessato dai rifugiati musulmani che salmodiavano tutto il giorno il Corano a causa della sua conversione. Ieri sera, l'uomo ha tentato di uccidersi con la lama di un rasoio. Per fortuna, è stato salvato in tempo.

"Due settimane fa, abbiamo dovuto accogliere otto profughi di un'altra struttura. Erano stati minacciati di morte perché si erano rifiutati di partecipare alla rituale preghiera musulmana nella palestra. Gli addetti alla sicurezza chiamati in aiuto si sono uniti alla preghiera, a fianco di chi aveva minacciato i cristiani. Questi ultimi sono stati costretti a uscire dalla sala mentre i musulmani gridavano 'Allahu Akbar' (Allah è il più grande!). I sorveglianti musulmani hanno poi vietato ai cristiani di mettere piede nel centro accusandoli di aver aggredito gli ospiti musulmani".

Secondo Open Doors:

"È allarmante che i rifugiati cristiani e altre minoranze religiose debbano sempre più far fronte alle stesse persecuzioni e discriminazioni subite nei loro paesi d'origine musulmani e che nemmeno in Germania riescano a ottenere la protezione attesa.

"Nonostante le crescenti segnalazioni di questo problema da parte dei media, degli enti di beneficenza, delle organizzazioni per i diritti umani, i capi della chiesa e le organizzazioni cristiane, le autorità tedesche e i politici hanno avviato di rado un'indagine. Piuttosto, siamo convinti che questi episodi siano volutamente minimizzati e anche insabbiati. Da colloqui confidenziali con i ricercatori di Open Doors, è emerso che anche nelle stazioni di polizia, gli attacchi dettati da motivi religiosi contro i profughi cristiani non sono documentati come tali.

"Di conseguenza, molti episodi di violenza settaria e confessionale non sono statisticamente riconosciuti e classificati correttamente in termini di gravità e frequenza. Questo significa che un gran numero di violazioni dei diritti umani per motivi religiosi contro i cristiani e altre minoranze viene considerato irrilevante".

Il rapporto termina con una serie di raccomandazioni per il governo tedesco affinché contribuisca ad agevolare i rifugiati cristiani:

L'appartenenza religiosa di tutti i migranti dovrebbe essere annotata nella fase iniziale del processo di registrazione dei rifugiati e i dati dovrebbero essere trasmessi nel corso dell'iter per l'assegnazione dei profughi alle strutture di prima accoglienza.
Le minoranze religiose dovrebbe essere unificate in modo che la percentuale dei cristiani e di altre minoranze religiose in relazione ai musulmani presenti nelle strutture di accoglienza sia approssimativamente uguale.
I cristiani e le altre minoranze religiose che sono vittime di persecuzioni e discriminazioni dovrebbero essere accolti in strutture separate.
Andrebbe potenziata la componente non musulmana dei membri musulmani del personale addetto alla sicurezza.
Gli impiegati e lo staff della sicurezza che operano nei centri di accoglienza per profughi dovrebbero essere regolarmente sensibilizzati in merito alle cause dei conflitti religiosi e alla protezione delle minoranze religiose.
I cristiani perseguitati dovrebbero disporre di una lista di nomi di altri cristiani a cui rivolgersi per chiedere aiuto.
Alcune istituzioni vicine al governo tedesco contestano apertamente quanto asserito da Open Door e hanno fornito un alibi politico alle autorità per non fare nulla per aiutare i cristiani perseguitati.

Nel marzo 2016, il Konrad Adenauer Stiftung (KAS), un think tank di centro-destra che è indipendente ma strettamente legato all'Unione cristiano-democratica di Angela Merkel, ha pubblicato un'analisi titolata "I cristiani sotto pressione?" (Christen unter Druck?), in cui si sostiene che parlare di persecuzione dei cristiani perpetrata dai musulmani in Germania e nel resto del mondo è esagerato e in ogni caso un'accusa del genere non può essere provata:

"Nel mondo, come in Germania, è difficile ottenere informazioni attendibili sugli attacchi contro i cristiani. Le notizie sono per lo più soggettive e non dimostrano empiricamente nulla di grave... .

"Probabilmente, esistono una serie di ragioni per la violenza nei centri di accoglienza per profughi, come ad esempio, il fatto che un gran numero di persone conviva per un lungo periodo di tempo in uno spazio ristretto, senza privacy e in condizioni di stress. Alche il fattore psicologico potrebbe essere determinante: le preoccupazioni per il futuro, la lingua, le barriere culturali e l'elaborazione dei recenti ricordi di fuga dal proprio paese di origine. E come se questo non fosse già abbastanza stressante, ci sono situazioni in cui aguzzini e perseguitati nei loro paesi di origine si rincontrano negli alloggi di prima accoglienza in Germania.

"Oltre a scontri interconfessionali, situazioni di conflitto motivati etnicamente, ad esempio, si registrano ripetuti scontri tra afgani e iracheni. È anche preoccupante il gran numero di conflitti che coinvolgono i rifugiati che si sono convertiti al Cristianesimo. Si sa molto poco dell'ostilità verso gli arabi cristiani che si sono convertiti nei loro paesi di origine".

Il report del KAS sconsiglia di separare i rifugiati in base all'appartenenza religiosa perché questo "invierebbe un segnale sbagliato" ai nuovi arrivati riguardo all'impegno della Germania a favore della libertà religiosa: "In Germania, non c'è alcuna deroga culturale o religiosa alla nostra visione delle libertà civili. (...) La Germania garantisce la libertà di religione. (...) In Germania, nessuno deve sentirsi costretto a nascondere la propria appartenenza religiosa né si può impedire a qualcuno di convertirsi a un'altra religione.

Il report del KAS non offre alcun consiglio per sradicare la violenza settaria scoppiata nei centri di accoglienza della Germania.

Nel corso di una conferenza stampa indetta per presentare il rapporto di Open Doors, Volker Baumann, responsabile di un gruppo chiamato Azione per i cristiani perseguitati e i bisognosi (AVC), ha stimato che in Germania più di 40.000 migranti sono vessati nei centri di prima accoglienza a causa delle loro convinzioni religiose.

Secondo Gottfried Martens, il pastore della Chiesa evangelico-luterana di Berlino, il governo tedesco ha perso il controllo della situazione. In un'intervista a Frankfurter Allgemeine Zeitung, egli ha detto che la maggior parte dei cristiani che vengono perseguitati nei centri di accoglienza tedeschi non osa sporgere denuncia perché teme per la propria sicurezza. Ma se lo fanno, i musulmani depositano una controdenuncia. Inoltre, è impossibile dimostrare irrefutabilmente gli episodi di molestie. Così, la stragrande maggioranza dei rifugiati decide di non denunciare per non aggravare la situazione.

Thomas Müller, un analista di Open Doors Deutschland, ha concluso:

"I profughi cristiani provenienti da diversi paesi cercano senza successo di trovare salvezza e protezione in Europa ed è probabile che il rapporto mostri solo la punta di un iceberg. È chiaro che molti profughi cristiani – soprattutto quelli che si sono convertiti alla fede cristiana – vivono nel timore di persecuzioni da parte dei rifugiati musulmani che costituiscono la maggioranza degli ospiti dei centri di prima accoglienza allestiti in tutta Europa. È deludente sentire dire ai cristiani perseguitati che in un paese occidentale essi subiscono le stesse persecuzioni in atto nei loro paesi d'origine".

http://it.gatestoneinstitute.org/8113/musulmani-perseguitano-rifugiati-cristiani

Ma di che si stupiscono? Bisogna essere imbecilli per non capire qual'è il problema.

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Re: IMMIGRATI

Messaggio Da Minsky il Mer 1 Giu - 18:10

Azione Culturale ha scritto:Come smantellare punto per punto la retorica immigrazionista

26 aprile 2016

È in atto una trasformazione epocale, in cui la nostra società così come l’abbiamo conosciuta finora potrebbe presto scomparire grazie ad una globalizzazione che sta proseguendo spedita, assieme all’attacco finale contro gli stati nazionali. Essi sono per definizione costituiti da popolo, territorio e sovranità, tre elementi ormai in via di profonda modificazione, se non di estinzione. Una sovranità ormai completamente sostituita da un virulento potere finanziario, da interessi stranieri e da istituzioni sovranazionali spesso non elette da nessuno. Un territorio che non appartiene più al suo popolo ma è diventato libera terra di conquista, vendita e installazione di teste di ponte straniere. Rimane da estirpare il primo punto, ovvero il popolo autoctono, e lo si sta facendo tramite l’immigrazione di massa. Qui di seguito sono riassunte le armi che ancora rimangono per combattere questa deriva, utili in primo luogo a mettere in luce i danni e le contraddizioni dell’ideologia immigrazionista. Fatene buon uso!

1) “Gli immigrati sono una risorsa.”

Qualsiasi persona che decida di trasferirsi in un certo Paese deve mantenersi, e può farlo solo in tre modi:

– Mantenendosi senza fare nulla. Ciò grazie alle donazioni di qualche privato cittadino o associazione, o grazie allo stato. Questo significa impiegare le risorse finanziarie e materiali di una comunità in favore di qualcun altro di esterno,  ovvero impoverire la comunità senza ottenere nulla in cambio.
–  Trovando lavoro. Va detto che se esiste disoccupazione significa che qualsiasi posto di lavoro occupato da un immigrato è un posto di lavoro in meno per i componenti della comunità ospitante, specialmente in una situazione di crisi economica e impoverimento generale. Inoltre, pur di trovare lavoro, l’immigrato sarà sempre disponibile a lavorare in condizioni peggiori rispetto a quelle vigenti a norma di legge, venendo pagato meno e spingendo così al ribasso il livello salariale di tutti, con un enorme danno per la comunità ospitante. Per riscontri, basta visitare qualsiasi spiaggia durante la stagione estiva o qualche cantiere edile in tutta Italia.
– Rubando o delinquendo. Non servono spiegazioni, basta visitare qualche sobborgo metropolitano, le stazioni o i quartieri popolari di qualche città anche di media o piccola dimensione per rendersi conto della realtà del fenomeno.

2) “Gli immigrati fanno lavori che gli italiani non vogliono più fare.”

Falso. Gli immigrati fanno lavori che gli italiani hanno sempre fatto, con la sola differenza che gli italiani preferiscono farli in condizioni dignitose. Semplicemente molti nostri connazionali non accettano di lavorare per stipendi miseri che a stento garantiscono la sopravvivenza al singolo, quando fino a non molto tempo fa avevano raggiunto un livello di qualità della vita tra i più alti al mondo, e non solo per ricchezza privata. Gli italiani non accettano la schiavitù, molto semplicemente. Ci verrebbe da dire giustamente, ma al tempo del linguaggio orwelliano bisogna sempre stare attenti a dare tutto per certo.

3) “Servono più immigrati per poter pagare le pensioni.”

Va spiegato in che modo l’importare una massa di disoccupati comporterebbe un aumento delle entrate statali. Casomai si verifica l’esatto opposto, ovvero l’aumento delle spese a causa dei sussidi. La logica vorrebbe piuttosto che si facessero lavorare gli italiani disoccupati, aumentando il PIL, le entrate statali e anche l’occupazione nazionale. Oggi solo il 55% della forza lavoro è occupata. Non è necessario aumentare l’età pensionabile, né tagliare le pensioni, men che meno aumentare la popolazione, si tratta di mettere la gente nelle condizioni di poter lavorare dignitosamente. Curioso poi che invece di aiutare le famiglie ad avere figli si decida per l’importazione di milioni di stranieri, mentre la natalità è ai minimi dal 1861. Si tratta a tutti gli effetti di una consapevole, costante e neanche troppo lenta sostituzione etnica.

4) “Se si chiudono le frontiere ci saranno più morti in mare.”

Sbagliato. Gli immigrati partono perché sanno che verranno accolti. Se sapessero in partenza che verrebbero rimandati indietro, nessuno partirebbe verso il nulla rischiando la vita, e nessuno morirebbe in mare; chi li invita qui illudendoli di trovare l’Eldorado, piuttosto, è il primo responsabile della loro morte.

5) “Scappano dalla guerra.”

Nonostante tutti gli indicatori ad oggi dimostrino che coloro che scappano davvero dalla guerra sono solo una piccolissima parte delle persone in arrivo, questa fastidiosissima finzione su larga scala continua a venir propagandata a piena voce. L’evidenza non basta, quindi poniamoci qualche domanda, magari più efficace: se si parte dalla Francia in direzione Inghilterra, dall’Ungheria in direzione Austria o dalla Danimarca verso la Svezia si sta scappando forse da qualche guerra? Evidentemente no, dato che in Francia, in Ungheria o in Danimarca la guerra non c’è. L’obiettivo a lungo termine allora non è il trovare rifugio dalle bombe, ma il trasferirsi in paesi con alti standard di vita. D’altro canto, in paesi relativamente ricchi come Arabia Saudita o Israele di accogliere “profughi” non se ne parla nemmeno, oltre a non far nulla per porre fine alle guerre in Medio Oriente, anzi alimentandole per propri tornaconti geopolitici. Resta da chiedersi anche perché, nonostante le guerre ci siano sempre state, un flusso di immigrazione di tali proporzioni si verifichi soltanto ora, finendo col ritornare al punto 4, ovvero al fatto che queste persone partono perché sanno che verranno accolte senza nessun tipo di ostacolo.

6) “L’accoglienza è un dovere, non possiamo voltarci dinanzi alla sofferenza.”

Accogliere milioni di persone può sembrare un atto di generosità, ma al mondo ci sono miliardi di persone che vivono in condizioni di povertà, e pensare di accogliere chiunque è folle: impoverisce le nazioni ospitanti senza che le nazioni di provenienza ne traggano alcun beneficio. Anzi, questa finta soluzione legittima le cause del disagio: la miseria, le violenze, l’arretratezza, lo sfruttamento, l’assenza di diritti umani e gli interessi economici di pochi non vengono toccati, anzi proseguono ancora più di prima senza l’ingombro di qualche milione di persone che vorrebbero una vita migliore e che potrebbero averla, semplicemente combattendo a casa loro e cercando di migliorare la propria nazione. Se vogliamo davvero aiutare questi popoli, agiamo sulle cause, non accolliamoci gli effetti senza fare nulla.

7) “Bisogna ripartire i profughi tra i vari Paesi Europei .”

Ehmehm, cari signori scusate, ma l’immigrazione non era una risorsa? Perché allora tanta fretta di sbolognarla a qualcun altro?

8) “Bisogna distinguere tra profughi e migranti economici.”

A livello economico e sociale hanno lo stesso impatto, e rendiamoci conto che il fare ulteriori ed accomodanti selezioni inviterà ancora più persone a cercare “fortuna” qui. Visti i leggerissimi criteri di introduzione e la mortale politica di accoglienza indiscriminata.

9) “Istituiamo un corridoio umanitario.”

Termine confuso e mai specificato, eppure a ben vedere rappresenterebbe la scelta più logica per chi predica l’accoglienza. Si vogliono portare qui milioni di persone ma non si vogliono i morti in mare? Bene, si istituiscano dei traghetti e perché no anche degli aerei, facendo venire qui gli immigrati in sicurezza. Poi però si specifichi anche un numero: quanti ne possiamo accogliere? E cosa faremo una volta che quel numero sarà raggiunto? Continueremo a traghettare persone ad oltranza portando al collasso le nostre nazioni, peraltro senza che un solo problema nei paesi da cui provengono venga nel frattempo risolto? Oppure non mettiamo nessun tetto, e accogliamo interi continenti a casa nostra?

10) “Ci sono tanti immigrati che lavorano e pagano le tasse.”

Sì, così come ci sono tanti italiani senza lavoro che le tasse non possono più pagarle. Non è che senza quegli immigrati quei lavori non verrebbero svolti e quelle tasse non verrebbero pagate, sarebbero degli italiani a svolgere quei lavori e a pagare quelle tasse, come hanno sempre fatto e sono ancora in grado di fare.

11) “Ve la prendete coi più deboli. Questa è discriminazione.”

I più deboli sono quelli che non hanno le forze o i soldi per permettersi un lungo viaggio tra un capo e l’altro del Mediterraneo. I più deboli rimangono là dove sono nati, e muoiono lì. Loro sono i più deboli ma di loro il Mentalmente Aperto medio se ne frega. I più deboli sono anche coloro che dopo aver subito i risultati della geopolitica che li ha resi poveri, disperati e precari subiscono anche tutti i danni della politica immigrazionista una volta arrivati qui, mescolandosi in una situazione di disagio agli europei più poveri che non possono permettersi la villetta nel quartiere sicuro e il servizio di vigilanza, che vivono nel degrado delle periferie infestate da spacciatori, ladri e sbandati portati da noi senza occuparsi delle conseguenze. Questa è discriminazione, oltreché un crimine su larga scala.

12) “L’immigrazione non è un fenomeno controllabile.”

L’attuale immigrazione di massa è un fenomeno indotto. Proclamare al megafono che si accoglieranno due milioni di persone all’anno ne fa partire decine di milioni dai luoghi di residenza, e chiunque venga a sapere che entrando in Europa illegalmente verrà mantenuto o comunque non rimpatriato, si metterà subito in viaggio. Se invece si rende chiaro fin dall’inizio che nessuno verrà accolto, allora nessuno tenterà di arrivare. Le frontiere sono sempre esistite e sempre si sono protette, la loro eliminazione fa parte del progetto di globalizzazione capitalista, a danno delle nazioni, dei popoli e dei lavoratori autoctoni. E un governo che non difende i propri cittadini e i propri confini non ha ragione di esistere.

13) “È colpa nostra che abbiamo sfruttato i loro Paesi.”

Per certi versi è vero, i loro Paesi sono stati sfruttati anche per centinaia di anni e continuano ad essere sfruttati ancora oggi dall’imperialismo geopolitico ed economico, lo stesso che per certi versi oggi sfrutta pure noi. Motivo per cui le energie dovrebbero essere unite contro lo strapotere delle nazioni usurpatrici e dei mercati finanziari, contro le delocalizzazioni, contro la deregolamentazione del commercio in nome del “libero mercato” e non solo, anche al fine di tornare a produrre e consumare localmente, facendo valere il ruolo di uno stato emancipato e capace di riconquistare la propria legittima sovranità nazionale. In nessun caso la soluzione consiste nello spostare i popoli altrove, anzi questo è proprio l’obiettivo ultimo di tali poteri, trattandosi in ultima istanza del compimento del progetto globalizzatore che dopo la libera circolazione di merci e capitali ottiene anche la libera migrazione di popoli, rendendo ognuno un pezzo sostituibile in un caotico e criminale disegno. Thomas Sankara e Mu’ammar Gheddafi sono lì a dimostrarlo, anche ai popoli africani che oggi, al posto di lottare per l’emancipazione della propria casa, sono indotti a fuggire da chi rappresenta la guardia culturale politicamente corretta dell’imperialismo e dello sfruttamento.

14) “Viva il multiculturalismo. No alla xenofobia.”

Più che verso il rispetto e la valorizzazione delle culture tipiche, si sta andando verso la distruzione delle stesse, mischiandole fino a quando non ce ne sarà nessuna e rimarrà solo il Dio Denaro a dominare un calderone senz’anima, diversità e quindi bellezza. Chi si dichiara contrario all’immigrazionismo è tutt’altro che xenofobo, anzi vuole garantire la tutela delle diversità, delle unicità e particolarità di ogni cultura e il solo modo per farlo è garantire il diritto di poter vivere una vita dignitosa là dove si è nati, tra la propria cultura, le proprie tradizioni e le proprie radici.

In conclusione, possiamo chiederci intimamente cosa si prova a camminare per Venezia, Milano o Roma circondati da pakistani o cingalesi che vendono prodotti importati da chissà dove, e per conto di chissà chi. Ogni luogo sta perdendo la sua identità, e il senso di appartenenza è ciò che dà forza ad un popolo. Sparito questo, restano solo individui apolidi, alienati, deboli e in ultima istanza sostituibili. Ogni giorno la propaganda procede senza sosta, arrivando a modificare lo stesso linguaggio comune: Non più clandestini ma immigrati, poi migranti, poi profughi, ora rifugiati. Si utilizzano strumentalmente immagini di bambini e storie commoventi per spingere il nostro popolo a cedere, a commuoversi, la programmazione è cancellata in favore di un approccio meramente emozionale, mentre si accusa chi ancora ragiona con la testa, paradossalmente, di “parlare alla pancia”. È ora di finirla, ne va del futuro nostro e della nostra civiltà.

(di Lorenzo Fernetti)

http://www.azioneculturale.eu/2016/04/come-smantellare-punto-per-punto-la-retorica-immigrazionista/

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Re: IMMIGRATI

Messaggio Da Rasputin il Mer 1 Giu - 18:37

Minsky ha scritto:
Ma di che si stupiscono? Bisogna essere imbecilli per non capire qual'è il problema.

...le autorità tedesche e la polizia hanno volutamente minimizzato e anche insabbiato "la questione tabù" delle aggressioni musulmane contro i rifugiati cristiani, a quanto pare per evitare di alimentare sentimenti contrari all'immigrazione....
Esatto. Quello che in realtà non vogliono, è alimentare sentimenti contrari alla religione.

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Qualunque somiglianza con la realtà è puramente casuale e inintenzionale.

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Re: IMMIGRATI

Messaggio Da Minsky il Gio 2 Giu - 21:13


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Re: IMMIGRATI

Messaggio Da holubice il Ven 3 Giu - 14:45

Minsky ha scritto:
il Giornale ha scritto:Chiama due imbianchini immigrati: la picchiano e le occupano casa

... Questa, assurda, vicenda viene da Thiene. La giovane donna, Tiziana, ha ereditato la casa e, sperando di poterla rinnovare con una imbiancata, ha chiamato due uomini per stendere la vernice. Peccato che, una volta entrati in casa, non ne sono più usciti. Hanno occupato l'appartamento, senza più lasciarlo da oltre un anno. ...
Magari, se la signora Tiziana non avesse voluto fare il lavoro in nero speranzosa di pagare il tutto 7-8 banane, magari questo increscioso episodio non sarebbe successo ...

Guarda, secondo me i negretti se la sarebbero duvuta pure in€u/are alla signora Tiziana, guarda un po' ...

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Re: IMMIGRATI

Messaggio Da Minsky il Ven 3 Giu - 15:36

holubice ha scritto:
Minsky ha scritto:
il Giornale ha scritto:Chiama due imbianchini immigrati: la picchiano e le occupano casa

... Questa, assurda, vicenda viene da Thiene. La giovane donna, Tiziana, ha ereditato la casa e, sperando di poterla rinnovare con una imbiancata, ha chiamato due uomini per stendere la vernice. Peccato che, una volta entrati in casa, non ne sono più usciti. Hanno occupato l'appartamento, senza più lasciarlo da oltre un anno. ...
Magari, se la signora Tiziana non avesse voluto fare il lavoro in nero speranzosa di pagare il tutto 7-8 banane, magari questo increscioso episodio non sarebbe successo ...

Guarda, secondo me i negretti se la sarebbero duvuta pure in€u/are alla signora Tiziana, guarda un po' ...

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Ma che ragionamento del cazzo. Se li avesse invitati a pranzo, impietosita dalla loro condizione di emarginati, per poi vedersi buttata fuori di casa a titolo di ringraziamento, che cosa diresti?

P.S.: non cominciare anche tu a strosciare i quote, la "legge di Renus" ha già sufficienti conferme.

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Re: IMMIGRATI

Messaggio Da Minsky il Ven 3 Giu - 17:29

Rito propiziatorio per l'arrivo dei migranti.


Per la serie: quando essere idioti non basta.

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Re: IMMIGRATI

Messaggio Da holubice il Sab 4 Giu - 6:25

Minsky ha scritto:Ma che ragionamento del cazzo. Se li avesse invitati a pranzo, impietosita dalla loro condizione di emarginati, per poi vedersi buttata fuori di casa a titolo di ringraziamento, che cosa diresti?

P.S.: non cominciare anche tu a strosciare i quote, la "legge di Renus" ha già sufficienti conferme.
Permettimi di dissentire. La situazione è ben diversa. E' un po' come quel politico americano che aveva impostato tutta la sua campagna elettorale contro l'immigrazione e poi lo beccarono con la filippina a nero che gli rassetteva tutto il giorno la sua enorme casa.

I lettori del Giornale sono spesso così: piccoli e medi imprenditori che pagano stipendi da fame (senza contributi e senza assicurazione antinfortunistica) grazie alla disperazione provocata da questa invasione immigratoria, e poi sono i primi ad invocare la giustizia fai da te, le armi facili all'americana contro questa delinquenza che dilaga.

mad..


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