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Messaggio Da Minsky il Sab 30 Lug - 15:25

Libero ha scritto:Filippo Facci svela il vero volto dell'Islam: "Perché lo odio"

28 Luglio 2016

Odio l’Islam. Ne ho abbastanza di leggere articoli scritti da entomologi che osservano gli insetti umani agitarsi laggiù, dietro le lenti del microscopio: laddove brulica una vita che però gli entomologi non vivono, così come non la vivono tanti giornalisti e politici che la osservano e la giudicano dai loro laboratori separati, asettici, fuori dai quali annasperebbero e perirebbero come in un’acqua che non è la loro. È dal 2001 che leggo analisi basate su altre analisi, sommate ad altre analisi fratto altre analisi, commenti su altri commenti, tanti ne ho scritti senza alzare il culo dalla sedia: con lo stesso rapporto che ha il critico cinematografico coi film dell’esistente, vite degli altri che si limita a guardare e a sezionare da non-attore, da non-protagonista, da non vivente. Ma non ci sono più le parole, scrisse Giuliano Ferrara una quindicina d’anni fa: eppure, da allora, abbiamo fatto solo quelle, anzi, abbiamo anche preso a vendere emozioni anziché notizie. Eccone il risultato, ecco alfine le emozioni, le parole: che io odio l’Islam, tutti gli islam, gli islamici e la loro religione più schifosa addirittura di tutte le altre, odio il loro odio che è proibito odiare, le loro moschee squallide, la cultura aniconica e la puzza di piedi, i tappeti pulciosi e l’oro tarocco, il muezzin, i loro veli, i culi sul mio marciapiede, il loro cibo da schifo, i digiuni, il maiale, l’ipocrisia sull’alcol, le vergini, la loro permalosità sconosciuta alla nostra cultura, le teocrazie, il taglione, le loro povere donne, quel manualetto militare che è il Corano, anzi, quella merda di libro con le sue sireh e le sue sure, e le fatwe, queste parole orrende che ci hanno costretto a imparare. Odio l’Islam perché l’odio è democratico esattamente come l’amare, odio dover precisare che l'anti-islamismo è legittimo mentre l’islamofobia no, perché è solo paura: e io non ne ho, di paura. Io non odio il diverso: odio l’Islam, perché la mia (la nostra) storia è giudaica, cattolica, laica, greco-latina, rousseiana, quello che volete: ma la storia di un’opposizione lenta e progressiva e instancabile a tutto ciò che gli islamici dicono e fanno, gente che non voglio a casa mia, perché non ci voglio parlare, non ne voglio sapere: e un calcio ben assestato contro quel culo che occupa impunemente il mio marciapiede è il mio miglior editoriale. Odio l’Islam, ma gli islamici non sono un mio problema: qui, in Italia, in Occidente, sono io a essere il loro.

di Filippo Facci

http://www.liberoquotidiano.it/news/opinioni/11935139/filippo-facci-odio-islam-violentissimo-commento-libero-.html

Bhé, il ragazzo ha ragionissima. zizi

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Re: islam

Messaggio Da Minsky il Sab 30 Lug - 15:31

"Non toccate la Corsica o sarà guerra": gli indipendentisti corsi minacciano l'ISIS

Gli indipendentisti còrsi minacciano l’Isis: la nostra Isola non si tocca

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Re: islam

Messaggio Da Minsky il Sab 30 Lug - 15:37

Azione Culturale ha scritto:Oriana Fallaci, l’Islam e la retorica dei benpensanti

27 luglio 2016

Ci risiamo. E, credo, succederà ancora. Ogni qualvolta l’Islam decide di ricordarci con violenza la sua presenza nel nostro mondo, assistiamo alla solita, triste, scenetta. Articoli pro e contro Oriana Fallaci tornano di gran moda, il web esplode e gli algoritmi di Facebook ci ripropongono i pezzi di quotidiani di destra e sinistra, le risposte colte (ancorché sbagliate) di Terzani e quelle sconnesse e impacciate del Tommasi di turno. E allora ecco cosa penso veramente di tutto questo abbaiare verso Oriana Fallaci. Penso che ho letto i suoi libri dieci anni fa e oggi mi sento quasi in imbarazzo a parlarne, perché verrei immediatamente incasellato nelle file degli stolti che, da destra a sinistra, ne stanno strumentalizzando il pensiero.

Ad ogni modo, la prima considerazione che mi viene spontaneamente da fare è che questo dibattito, già da sé, dimostra quanto lei avesse ragione a proposito della debolezza della nostra cultura, più impegnata a condannare giornalisti e politici che non a preoccuparsi dei terroristi in circolazione e di chi li supporta. C’è un dato di fatto sempre più evidente da considerare: una larga parte della popolazione è affascinata dall’Islam, dalla sua forza e compattezza, non c’è altra spiegazione. Gli intellettualodi alla ricerca dell’hashtag di tendenza, dell’ironia acchiappa-like, degli sfottò a chi è (credono loro) meno illuminato, si contrappone all’assordante silenzio sul piano della condanna nei confronti di quelli che quasi vengono fatti passare per dei martiri, dei “kamikaze” (mai termine fu più sbagliato) che si fanno saltare in aria per delle ottime ragioni.

Da una parte ci sono 500 milioni (vado a spanne) di under 30 mediorientali al 99% musulmani, convinti che la loro religione è il bene assoluto e che si diffonderà ovunque nel mondo. Dall’altra, abbiamo 500 milioni di giovani occidentali, in maggioranza privi di una radice culturale e determinati prima di ogni altra cosa a dare addosso alla società di derivazione cristiana che ha offerto loro ogni tipo di libertà. Il gioco, anche dopo Parigi, anche dopo Bruxelles, anche dopo Nizza, è dare addosso a qualsiasi evento euro-correlato, mentre ciò che deriva dalla cultura mussulmana è ammirevole o quantomeno comprensibile.

Perché “eh mica ci siamo indignati per i morti in Siria”. E voi invece? Quanto siete puliti, voi che parlate di una morta e titolate “Oriana non aveva ragione”, per attirare click, giusto perché tanto sapete che non può rispondervi (e buon per voi, dato che la sua penna tagliava infinitamente più di qualsiasi matitina spuntata odierna). Voi, piccoli leoni da tastiera con la banda larga, siete mai stati al cospetto di Khomeini e Saddam? Con “voi”, logicamente, includo tutti, come faceva lei, che “non mi lascio strumentalizzare né dalla sinistra al caviale né dalla destra al foie gras e guai a chi ci prova” (Intervista a sé stessa – cit.) Ciò premesso, niente paura. Anche 10 anni fa lei aveva a che fare con i vostri insulti sguaiati, quello non è cambiato.

È vero, ci sono molte persone che strumentalizzano alcuni suoi scritti senza aver mai letto nulla di nulla, su questo avete ragione. Sono altresì convinto, comunque, che anche fra i suoi detrattori il tasso di lettura rasenti lo zero. Il dramma, però, non è l’avverarsi delle sue “profezie”, che in un certo senso non sono che ovvie constatazioni della realtà. Lei raccontava ciò che vedeva. Oggi succedono esattamente le stesse cose, ma in proporzioni maggiori. In altre parole, si può dire che Oriana fosse anche prevedibile. Il suo coraggio, invece, stava nell’esprimere concetti magari ovvi nei cuori di molti, ma che quasi tutti avevano paura ad esternare. Tu, finto intellettuale che pensi che leccando le scarpe del nemico ti salverai, domani cambierai comunque lato del marciapiede alla loro vista. Continuerai a non frequentare “certi quartieri”, giustificandoti pensando che “bé dai in altre città è peggio”.

E poi, dal tuo MacBook-pro-cinese-ma-chissenefrega-dei-cinesi impartirai lezioncine di politica internazionale e teologia. Sì perché “anche la Bibbia contiene passi violenti”. Infatti, a catechesi, a scuola e in Chiesa tutti noi abbiamo conosciuto guide spirituali che ci incitavano alla conversione violenta degli infedeli. Ci minacciavano ogni giorno di morte nel malaugurato caso avessimo deciso di rinnegare la nostra fede. Ignoriamo pure, poi, quelle cosucce su cui si appoggia la democrazia, conosciute anche come Costituzione, Codice civile, Legge e Tribunali laici. Facile e vigliacco, oggi, dire che la Fallaci dell’ultimo periodo era una vecchia pazza e decaduta, parlare di demenza senile o altre bestialità senza alcuna cognizione di causa. Vigliacco, come lo show della Guzzanti che la prendeva in giro per il suo tumore, in mezzo alle risate schifose della peggior parte delle zecche-col-culo-al-caldo italiche. Non uno a cui interessassero, invece, le minacce di morte che subiva, che già allora venivano considerate “normali”.Già dieci anni fa in Occidente era normale essere minacciati di morte se si criticava l’Islam.

Era quasi giusto morire per strada, in Olanda, se confezionavi un documentario contrario all’islamicamente corretto (Theo Van Gogh). Per alcuni, oggi è normale e in fondo quasi meritato morire a dozzine se si critica l’Islam (vedi Charlie Hebdo). Ecco dove stava la straordinaria verità del suo messaggio. Nessuno come lei aveva descritto la decadenza del senso di appartenenza al mondo libero e democratico. I terroristi trovavano e trovano terreno fertile nel lassismo e nel finto perbenismo di una larga maggioranza dei governanti occidentali, così impauriti dal poter sembrare razzisti (che poi è scorretto, visto che si parla di una religione, non di una razza), dall’aver rinunciato a difendere il nostro modo di vivere, come se fosse un beneficio immeritato e non il risultato di millenni di sconvolgimenti e spargimento di sangue. Inutile, adesso, gonfiare il petto e parlare di chiusura di frontiere.

Oggi l’ennesima dimostrazione di disfattismo la rileviamo in primis nella popolazione civile: c’è più gente ansiosa di illustrare al mondo la differenza fra religione e terrorismo che realmente colpita dal fatto che da domani potrebbe sedersi in un teatro assieme alla propria fidanzata e vederla morire con un colpo di fucile a pompa in faccia. Eppure, a volte questi leoni si dimostrano davvero coraggiosi. Mostrano tutto il loro mordente, decidono di farci capire quanto potente può essere la loro tastierina wireless con il tasto cancelletto consumato. Solitamente, capita quando c’è da criticare il politicante di turno o la Chiesa che non è d’accordo con i matrimoni gay. Allora sì che si scatena la veemenza e l’orgoglio laico.

Certo, quelli non si fanno esplodere in metropolitana. Sarà per questo che lo stesso livore e gli stessi improperi non vengono riservati agli Imam autoproclamati portavoce nelle varie città d’Italia che vorrebbero sovvertire le leggi laiche in favore della sharìa. Vorrei che si capisse che dire questo, che rifiutare un atteggiamento arrendevole, non preclude il voler essere amico di tutti. Non esclude l’essere pacifista (per davvero, non con le spranghe e i caschi) o l’auspicare una convivenza pacifica con appartenenti ad ogni religione. Il multiculturalismo va benissimo, ma su scala globale, non forzandolo all’interno di Stati nazionali con una propria identità ben precisa. La Fallaci era un’atea ed ex partigiana, figlia di comunisti, non la nipote illegittima di Himmler come a qualcuno piacerebbe credere. Una che con la sua storia professionale aveva sicuramente strumenti di analisi infinitamente maggiori di qualsiasi elemento che oggi con Internet pensa di essere diventato un esperto di politica estera.

Il problema è che un gruppo crescente di persone disprezza a prescindere noi e la nostra società. Gli facciamo letteralmente ribrezzo, ci considera ridicoli eretici dal ventre molle. La parte più estrema di questo gruppo è pronta ad atti come quelli di Parigi e state pur certi che questo non cambierebbe nemmeno se tutto l’Occidente ritirasse le sue truppe da qualsiasi luogo al mondo (anche da dove è la popolazione o il governo locale a chiedere che invece ci restino). Si comportano così in nome di una e una sola religione. Nessuno si fa saltare in aria per soldi o per fama. Riservargli tenerezza e comprensione non cambierà il loro pensiero. Sono loro a non voler essere nostri fratelli.

(di Danny Dusatti)

http://www.azioneculturale.eu/2016/07/oriana-fallaci-lislam-la-retorica-dei-benpensanti/

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Re: islam

Messaggio Da Minsky il Sab 30 Lug - 15:43

Libero ha scritto:...allora creperemo tutti". Islam, c'è solo una possibilità: la cupa profezia di Giordano

28 Luglio 2016

Un altro mattacchione? Un altro pazzo isolato? Un altro depresso? E adesso come reagirà l'Europa di fronte a un prete sgozzato in chiesa, mentre dice messa, da due islamici che gridavano Allah Akbar? Organizzerà un convegno di psichiatri? Si affiderà agli antidepressivi? Più Prozac per tutti? Continueranno a raccontarci la favoletta dei malati di mente che in quest'estate 2016, anziché mettersi in testa il cappello di Napoleone, vanno in giro a massacrare cristiani? Insisteranno con le bugie, le minimizzazioni, «per favore», «non generalizziamo», «i profughi non c'entrano nulla», «l'Islam? Figuriamoci», «la nostra risposta sono le porte aperte» e già che ci siamo «inauguriamo una mezza dozzina di moschee»? Davvero faranno così? Ce lo dicano, perché nel caso prepariamo il collo: se non ci difenderemo, infatti, finiremo presto tutti sgozzati. Proprio come quell'anziano sacerdote sull'altare di Saint-Etienne-du-Rouveray. Il tempo è scaduto, ne abbiamo perso fin troppo in chiacchiere e dibattiti da salotto.

Adesso siamo arrivati all'ora della scelta: o si combatte o si muore. O si capisce che c'è una guerra di religione in corso o siamo già stati sconfitti. L'abbiamo già scritto tante volte, ma adesso il nemico ha alzato il tiro: l'attacco a una chiesa, durante una messa, con i fedeli e le suore prese in ostaggio, il prete scuoiato come un agnello sacrificale sotto il crocifisso, nel pieno dell'Europa cristiana, ebbene: un atto del genere dovrebbe aprire gli occhi anche ai più ottusi. Che aspettiamo ancora? Che ci vengano a sgozzare nel Duomo di Milano? Nella basilica di Assisi? O magari sotto il Cupolone di San Pietro? Il messaggio è già chiaro. Vi ricordate la bandiera nera che sventolava sul Vaticano? Vi ricordate i cristiani copti uccisi sul bagnasciuga della Libia per insanguinare il nostro mare?

Vi ricordare le minacce del Califfo, che ripeteva «arriveremo a Roma per uccidere tutti gli infedeli»? Sembravano esagerazioni, paradossi, boutade. Invece l'attacco è in corso. Houellebecq ha sbagliato tutto: la sottomissione non avverrà in maniera pacifica, ma con le armi in pugno, non ci conquisteranno con democratiche elezioni ma con il coltello per le decapitazioni. Di che cosa abbiamo ancora bisogno per convincercene? Finora, fateci caso, hanno mantenuto tutte le promesse.
Anche nelle ultime settimane.

Avevano annunciato attacchi in Francia, e così è stato. Avevano annunciato attacchi in Germania, e così è stato. Avevano annunciato attacchi in riva al mare, e c'è stata la strage sulla passeggiata di Nizza. Avevano annunciato che sarebbe stata un' estate di sangue, e così purtroppo è. Sono assassini, questi islamici, ma non cialtroni. A modo loro, sono persone di parola: dicono che vogliono tagliare le teste, e zac, lo fanno. Dicono che vogliono distruggere i cristiani, e zac, rispettano l'impegno. Non mancano mai l'appuntamento con la morte, che per loro, per altro, significa vergini in fiore e fiumi di latte. A noi lo sgozzamento, a loro il paradiso.

E di fronte a questo attacco frontale, davanti a questo offensiva violenta e spregiudicata, l'Europa dei tremebondi che fa? L' avete sentita in questi giorni: discute di pazzia, follia, gesti isolati, minimizza, specifica, precisa, si perde nei distinguo, organizza sessioni plenarie sulle teorie dei discendenti di Freud, si autoflagella, si colpevolizza, esulta se trova che un assassino (iraniano) ha in casa una foto di Breivik («lo vedete: i cattivi siamo noi»), erige processi sulla diffusione delle armi, come se le armi sparassero da sole, «ah signora mia non sa com'è facile procurarsi una pistola» (in effetti, in Europa non tanto: ma per un coltello basta entrare in cucina), si comporta come se la colpa delle sparatorie fosse delle fabbriche di pistole e la colpa degli sgozzamenti delle coltellerie. Alcuni giornali hanno persino messo sotto processo i videogiochi (lo giuro: i videogiochi). Tutto pur di non dire la piatta e brutale verità: il Corano ordina, i musulmani sgozzano. È la guerra santa dell'Islam.

Questa verità sta lì da tempo, sotto i nostri occhi, oggi è rossa come il sangue di quel sacerdote. Ma noi non vogliamo ammetterla. Preferiamo raccontarci balle, nascondere la verità, come hanno fatto ripetutamente in questi giorni il governo francese, e forse anche quello tedesco. Preferiamo non dire quello che sappiamo, e cioè che è in atto un attacco coordinato e organizzato contro di noi. Preferiamo chiudere gli occhi, liberare dalle carceri soggetti pericolosi, come uno di due assalitori della Normandia, come i terroristi appena usciti a Bari, come tanti altri, preferiamo esporci al rischio della morte piuttosto che al rischio della verità. È pazzesco: sembra quasi che la civiltà occidentale, oggi, scelga di farsi ammazzare piuttosto che ammettere di dover fare i conti con la religione islamica. Sceglie di soccombere piuttosto che ammettere che i sacri principi della tolleranza e del dialogo non possono funzionare sempre, perché se qualcuno ti vuole uccidere non basta sventolargli in faccia la bandiera della pace. È così duro prenderne atto che andiamo diritti verso la macellazione avvolti dal nostro morbido involucro di bugie. Anche ieri, le prime dichiarazioni dopo lo sgozzamento del prete, sono andate in questa direzione. Il premier francese ha parlato di «barbaro attacco», il Papa ha «condannato l'odio».

Come vedete, manca una parola, sempre la stessa. Non sono stati i marziani ad attaccare ma gli islamici, l'odio non nasce sotto il cavolo ma dentro le moschee. Noi continuiamo a tacerlo. E perciò finiremo tutti come padre Jacques, 58 anni di sacerdozio, lacerati con una lama al collo, mentre celebrava la messa del mattino nella sua chiesa in Normandia. Se il Papa avesse le palle, lo dovrebbe proclamare santo subito. San Jacques Martire, ucciso per difendere la nostra fede dall'aggressione dei seguaci di Allah. Suona anche bene. Suona ormai un po' inutile, però.

Mario Giordano

http://www.liberoquotidiano.it/news/libero-pensiero/11933839/mario-giordano--contro-l-islam-e-una-guerra-di-religione---o-si-reagisce-o-si-muore-.html

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Re: islam

Messaggio Da Minsky il Sab 30 Lug - 15:47

Il Foglio ha scritto:Il paradigma del ventriloquo per spiegare il rapporto tra terrorismo islamico e responsabilità individuale

“Il mio nome è Shylock” di Howard Jacobson l'autore fa apparire il personaggio di Mehdi Mehdi, comico franco-algerino accusato di incitare all'odio contro gli ebrei propagando l'ideologia nazista. Ecco perché l'esempio è perfetto per capire cosa sta succedendo oggi


di Antonio Gurrado | 25 Luglio 2016 ore 17:36

Ho trovato una delle considerazioni più sagge sul rapporto fra terrorismo islamico e responsabilità individuale lì dove non me la sarei mai aspettata, fra le righe di un romanzo inglese ispirato a Shakespeare: “Il mio nome è Shylock” di Howard Jacobson (Rizzoli).

Fugacemente l'autore fa apparire il personaggio di Mehdi Mehdi, comico franco-algerino accusato di incitare all'odio contro gli ebrei propagando l'ideologia nazista. Se non che, di mestiere, Mehdi-Mehdi fa il ventriloquo; pertanto si difende facendo inoppugnabilmente notare che a propagare l'ideologia nazista è caso mai il pupazzo che porta in grembo, il quale infatti non perde occasione di salutare il pubblico a braccio teso. Se il saluto nazista viene poi reiterato da isolate frange estremiste o da giovani particolarmente suggestionabili, sostiene Mehdi Mehdi, la colpa è del pupazzo di cui seguono l'esempio, e non del ventriloquo che di per sé “non ha né personalità né ideologie proprie”. Ovvio che è assurdo, è un romanzo satirico. Eppure ogni volta che dopo avere contato i cadaveri usiamo le espressioni “cane sciolto”, “lupo solitario”, “soggetto a rischio”, “maniaco depressivo”, “folle isolato”, “falso musulmano”, stiamo incolpando il pupazzo per assolvere il ventriloquo.

http://www.ilfoglio.it/bandiera-bianca/2016/07/25/terrorismo-islamico-responsabilita-individuale-paradigma-ventriloquo___1-vr-144816-rubriche_c281.htm

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Re: islam

Messaggio Da Minsky il Sab 30 Lug - 15:50

“RAISLAMICA”: UN VERO CANALE DELLA TV DI STATO CHE OGNI CITTADINO DOVRA’ PAGARE A SUA INSAPUTA!

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Re: islam

Messaggio Da Minsky il Sab 30 Lug - 16:39

Repubblica ha scritto:Iran, uomini velati sui social. "Ecco cosa provano le donne"

Su Instagram, Twitter e altri network riscuote successo l'hastag #meninhijab, creato dalla giornalista iraniana Masih Alinejad. Un modo per sostenere la battaglia femminile contro l'obbligo di indossare il velo e per comprendere in prima persona il valore della libertà


di ANNA DICHIARANTE
29 luglio 2016


Era stata Masih Alinejad, giornalista e attivista iraniana che dal 2009 vive in esilio tra Londra e New York, a lanciare per prima la provocazione. Con la campagna social "My Stealthy Freedom" ("La mia libertà clandestina"), lanciata nel 2014 su Facebook, aveva invitato le donne del suo paese a fotografarsi senza velo sulla testa e a postare quelle immagini. Un segno di protesta e di rivolta in uno Stato dove portare l’hijab, il velo islamico, è obbligatorio per legge da quando, nel marzo 1979, lo stabilì l’ayatollah Khomeini subito dopo la Rivoluzione. In pochissimi giorni, quella campagna raccolse un notevole successo e migliaia di contatti. Donne, ma anche uomini appoggiarono questo progetto per chiedere il rispetto della dignità femminile.

E anche adesso, su Instagram, Twitter e altri social network, circola l'hashtag #meninhijab. Gli uomini iraniani, infatti, hanno iniziato a caricare le loro foto mentre indossano il velo accanto a mogli, amiche, sorelle o donne della famiglia. Un modo per farsi testimoni della sofferenza che l'obbligo di indossare quell'indumento provoca nelle donne. Ma pure un modo per provare sulla propria pelle quanto un'imposizione del genere possa ledere i diritti di ogni essere umano.

A spronare gli uomini a velarsi e a fotografarsi è stata proprio Alinejad. "Ho pensato che sarebbe stato fantastico invitare gli uomini a sostenere i diritti delle donne", ha detto la giornalista, notando che nella popolazione maschile iniziano a scomparire il fastidio e il pregiudizio verso le donne che si ribellano ai dettami sul vestiario e non solo. Così, provare a mettersi nei panni delle donne e a sottostare agli sguardi di queste ultime mentre posano con il capo coperto, sta aiutando molti uomini a condividere i sentimenti femminili e a rendersi conto del privilegio di cui godono. Cioè quello della libertà.

Un atteggiamento di apertura e di solidarietà che, secondo Alinejad, contrasta con quello reazionario e conservatore delle autorità iraniane. Le donne che si mostrano in pubblico senza velo, infatti, sfidano i controlli della polizia religiosa e, in base a quanto previsto dal codice penale islamico in vigore in Iran, possono essere condannate al carcere fino a due mesi, a una multa o alla fustigazione. Chi rifiuta di indossare il velo, inoltre, non può andare a scuola e molto difficilmente riesce a trovare lavoro.

D'altra parte, già quando la giornalista aveva lanciato la sua campagna nel 2014, non erano mancate critiche. A fare il verso a "My Stealthy Freedom" di Alinejad era stato il gruppo Facebook "Men’s Stealthy Freedoms" ("La libertà clandestina degli uomini") su cui venivano pubblicate carrellate di fotografie di uomini velati e truccati. Scimmiottavano così le donne che avevano osato sfidare la legge iraniana, ma, soprattutto, la cultura discriminatoria e maschilista. Allo stesso modo, era stato creato il gruppo "Real Freedom of Iranian Women" che difendeva l'importanza di portare l’hijab e sottolineava la minore invasività di questo indumento rispetto a quella del chador.

Soltanto lo scorso maggio, poi, otto modelle erano state arrestate in Iran per aver postato su Instagram le loro foto senza hijab. I loro arresti rientravano in un'operazione durata quasi due anni e denominata Spider II, che aveva portato all'identificazione di 170 persone tra modelle, fotografi e makeup artist, tutte accusate di comportamento anti-islamico.

http://www.repubblica.it/esteri/2016/07/29/news/iran_uomini_velati_sui_social_ecco_cosa_provano_le_donne_-145031400/

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Re: islam

Messaggio Da Zeno il Sab 30 Lug - 20:07

gli islamofobi nostrani non li sopporto, fanno 2 pesi e 2 misure: ammiccano a idee reazionarie e soprattutto fanno i baciapile 

se fossero nati e vissuti in paesi islamici farebbero gli stessi discorsi verso l'occidente

Zeno
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Re: islam

Messaggio Da Minsky il Sab 30 Lug - 21:58

Zeno ha scritto:gli islamofobi nostrani non li sopporto, fanno 2 pesi e 2 misure: ammiccano a idee reazionarie e soprattutto fanno i baciapile 

se fossero nati e vissuti in paesi islamici farebbero gli stessi discorsi verso l'occidente
Purtroppo alcuni sono come dici tu. È questa la tragedia.

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Re: islam

Messaggio Da Minsky il Dom 31 Lug - 9:59

Libero ha scritto:Filippo Facci censurato. Vittorio Feltri, la furia e lo sdegno: "Il popolo di fessi e cretini"

31 Luglio 2016

I social network talvolta possono essere divertenti, ma sono quasi sempre dannosi. Amplificano i luoghi comuni, danno voce a chi di norma non ne ha e ciò ha un valore democratico almeno apparente. Non serve combatterli e chiederne l’abolizione.
Chi non ha niente da dire di solito è molto ciarliero e si esprime con veemenza verbale nella speranza - vana - di farsi sentire e di avere udienza. La maggioranza dei fruitori dei social è costituita da gente isterica che si sfoga insultando chiunque abbia un ruolo più o meno importante, politici, uomini e donne sotto i riflettori, insomma i cosiddetti vip. I luoghi di incontro telematico sono la versione moderna e ingigantita del bar commercio, dove ciascuno dice la prima scemata che gli viene in testa, raramente verificando l’attendibilità delle proprie sparate.

Su Twitter e su Facebook dominano il turpiloquio, l’invettiva e l’ingiuria. Persone anonime si divertono un mondo ad avere accesso alla piazza web che consente loro di sparacchiare giudizi anche temerari, comunque incauti, di sicuro poco ponderati. I social permettono a tutti di porsi in evidenza, anzi di illudersi di contare qualcosa e di orientare l’opinione pubblica. Però sul piano pratico non so fino a che punto le idee della folla che usa internet per farsi notare incidano sulle decisioni di chi ha in mano le leve del potere. Poco, suppongo.

Anche perché l’uso del computer in Italia è ancora limitato alle persone giovani che hanno dimestichezza con le tecnologie avanzate. Osservando quanto avviene sui social si ha poi la sensazione che essi siano un moltiplicatore di banalità atte ad incrementare il conformismo. Chi esce dagli schemi più diffusi del pensiero unico, quello di moda, si trova a dover combattere con una massa di disinformati che però, essendo assai folta, si ritiene forte e invincibile. L’esempio più eclatante lo si è avuto in questi giorni.

Il nostro ottimo inviato Filippo Facci, per aver scritto articoli documentati e vigorosi contro le violenze islamiste, è stato confinato all’indice da Facebook, escluso dalla community quale elemento indesiderabile. In altri termini, censurato, bocciato quale disturbatore intollerabile di coloro che sono al servizio della divulgazione convenzionale. Facci, giornalista eminente di Libero, come tutti può piacere o no, ma è indubbio che sia un uomo di rara intelligenza e capace di interpretare i fatti della vita in modo originale. Sull’islam egli ha scritto pagine che è da fessi sottovalutare in quanto offrono spunti di riflessione profonda.

Ebbene, poiché le sue tesi non rientrano nel calderone delle insulsaggini correnti, i guardiani di Facebook le hanno disinvoltamente oscurate, quasi si trattasse di bestemmie. Ormai siamo a questo punto. Chi non sta con i musulmani, assassini o no, in Italia è sgradito, considerato un reietto, un fascista, peggio, un essere indegno di ospitalità. Fossi in Facci, mi vanterei di essere respinto dai cretini. Libero è suo e lo sarà sempre.

di Vittorio Feltri

http://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/11936667/vittorio-feltri-facebook-censura-le-idee-di-filippo-facci-ma-pubblica-altri-deliri.html

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Re: islam

Messaggio Da Nessuno il Dom 31 Lug - 15:29

Mi chiedo quanti musulmani abbia questo Facci conosciuto di persona. Io ne ho conosciuti un po' [credenti o anche diventati atei, che però per forza di cose si portano dietro ancora "pesi culturali"], sarò stato fortunato a beccare le mosche bianche, non so, ma mi sono piaciuti.

Nessuno
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Messaggio Da Paolo il Dom 31 Lug - 15:35

Facci parla dell'islam come cultura e non dei singoli casi.

Paolo
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Messaggio Da Nessuno il Dom 31 Lug - 15:40

Sarà, ma per conoscere una cultura davvero penso sia indispensabile venire a contatto realmente con le persone. Senno è tutta una cosa astratta, per non dire banalotta.

Nessuno
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Messaggio Da Paolo il Dom 31 Lug - 15:42

Non vedo che fatica si faccia per conoscerli! Se io esco di casa e faccio 300 mt sono già nella loro realtà! E io abito a Brescia !

Paolo
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Messaggio Da Nessuno il Dom 31 Lug - 15:46

Beh, prova a conoscerne qualcuno. Parlare è indispensabile per noi umani, altri animali si basano sugli odori inchino

Nessuno
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Messaggio Da Paolo il Dom 31 Lug - 15:56

Ne ho conosciuti molti e so benissimo come e cosa pensano. Il problema non è il singolo ma la loro cultura. E qui ha ragione Facci!!

Paolo
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Messaggio Da Minsky il Dom 31 Lug - 18:06

Nessuno ha scritto:Sarà, ma per conoscere una cultura davvero penso sia indispensabile venire a contatto realmente con le persone. Senno è tutta una cosa astratta, per non dire banalotta.
Giustissimo. E io l'ho fatto, mio malgrado, o meglio senza proposito ma per necessità di lavoro, di stare a contatto realmente con la società islamica. E la trovo repellente.

Non ho il diritto di dire che il modello di vita islamico per me è repellente? Posso dire che il gioco del calcio mi fa schifo. Perché non posso dire che l'islam mi fa schifo? Il diritto alla libertà di pensiero e di opinione non può essere diminuito per un falso principio di rispetto. Agli islamici la nostra società occidentale fa schifo, la rifiutano, pretendono di mantenere e imporre i loro costumi e le loro usanze, i loro principi religiosi del cazzo. La soluzione possibile è una soltanto: accettare in Europa chi ripudia l'islam, rispedire in Mussulmania chi vuole vivere con la merda islamica.

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Messaggio Da Rasputin il Dom 31 Lug - 18:38

Minsky ha scritto:"Non toccate la Corsica o sarà guerra": gli indipendentisti corsi minacciano l'ISIS

Gli indipendentisti còrsi minacciano l’Isis: la nostra Isola non si tocca

I corsi non scherzano ok

[...]Il nostro ottimo inviato Filippo Facci, per aver scritto articoli documentati e vigorosi contro le violenze islamiste, è stato confinato all’indice da Facebook, escluso dalla community quale elemento indesiderabile. In altri termini, censurato, bocciato quale disturbatore intollerabile di coloro che sono al servizio della divulgazione convenzionale. Facci, giornalista eminente di Libero, come tutti può piacere o no, ma è indubbio che sia un uomo di rara intelligenza e capace di interpretare i fatti della vita in modo originale. Sull’islam egli ha scritto pagine che è da fessi sottovalutare in quanto offrono spunti di riflessione profonda.[...]

A me spunti di riflessione profonda me li offre il fatto che siano proprio gli ebrei a cui appartiene FB a censurare le opinioni antiislamiste.

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Re: islam

Messaggio Da Minsky il Dom 31 Lug - 20:33


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Re: islam

Messaggio Da Minsky il Lun 1 Ago - 6:36

Rasputin ha scritto:
Minsky ha scritto:"Non toccate la Corsica o sarà guerra": gli indipendentisti corsi minacciano l'ISIS

Gli indipendentisti còrsi minacciano l’Isis: la nostra Isola non si tocca

I corsi non scherzano ok


Anche i sardi.


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Messaggio Da Zeno il Lun 1 Ago - 6:41

non mi toccate il kebab: quello al pollo con le cipolle lo adoro  sbav

Zeno
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Messaggio Da Minsky il Lun 1 Ago - 10:15

Zeno ha scritto:non mi toccate il kebab: quello al pollo con le cipolle lo adoro  sbav

Feci umane nel kebab, 142 clienti all'ospedale. Grave una 13enne

Allarme kebab: ecco cosa c'è dentro

Buon appetito! wink..

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Messaggio Da Zeno il Lun 1 Ago - 10:21

Minsky ha scritto:
Zeno ha scritto:non mi toccate il kebab: quello al pollo con le cipolle lo adoro  sbav

Feci umane nel kebab, 142 clienti all'ospedale. Grave una 13enne

Allarme kebab: ecco cosa c'è dentro

Buon appetito! wink..
quando vado a chiedere un kebab me lo preparano sotto gli occhi e mi chiedono cosa ci voglio 

forse sono io quello che mangia merda wink..

Zeno
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Messaggio Da Minsky il Lun 1 Ago - 10:53

Zeno ha scritto:
quando vado a chiedere un kebab me lo preparano sotto gli occhi e mi chiedono cosa ci voglio 
Te lo preparano come? Tagliando giù da quegli spiedoni. Non sai mica cosa ci hanno infilato, sugli spiedoni.

Zeno ha scritto:forse sono io quello che mangia merda wink..
Mah. Forse. Se lo dici tu... mgreen

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Messaggio Da Rasputin il Lun 1 Ago - 11:56

Minsky ha scritto:
Zeno ha scritto:
quando vado a chiedere un kebab me lo preparano sotto gli occhi e mi chiedono cosa ci voglio 
Te lo preparano come? Tagliando giù da quegli spiedoni. Non sai mica cosa ci hanno infilato, sugli spiedoni.

Zeno ha scritto:forse sono io quello che mangia merda wink..
Mah. Forse. Se lo dici tu...  mgreen

Qui i Kebap (Si scrive cosí, con la P) sono quasi tutti gestiti da turchi, soggetti a controlli abbastanza rigorosi, usano per lo più carne di tacchino mischiata a volte con un po' di manzo, non ho mai sentito né letto di grossi problemi sanitari come invece è successo - e più di una volta - a McDonald & Co.

Un buon döner rappresenta un pasto completo, ci sono verdure, carboidrati e vitamine, e personalmente lo trovo molto buono wink..

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