Sacrificio umano

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Sacrificio umano

Messaggio Da Paolo il Mar 11 Apr - 16:58

Visto l'approssimarsi della pasqua voglio riproporre un argomento di cui in passato abbiamo già discusso. Ovvero quello di stabilire quale rapporto ci possa essere (e se c'è) tra uccidere una persona e il beneficio che da questo atto ne potrebbe trarre una (ipotetica) divinità.

In estrema sintesi la dottrina cristiana sostiene che Cristo si sarebbe sacrificato facendosi uccidere sulla croce per salvare l'umanità. A me sembra un ragionamento, o meglio una posizione priva di ogni significato e di ogni logica. Non riesco a trovare un nesso tra le due cose. Gesù, consapevole del fatto che andando contro l'autorità che all'epoca governava la Palestina sarebbe stato messo a morte, ha deciso di portare fino in fondo la sua predicazione e di fasi condannare. Fin qui nulla di nuovo. Casi simili ce ne sono stati tantissimi. Però che questo fatto abbia salvato l'umanità per me rimane un mistero. Non certo l'unico ma sicuramente uno dei più illogici visto che di fatto la dottrina cristiana si basa proprio su questo!! thinkthank thinkthank
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Re: Sacrificio umano

Messaggio Da Minsky il Mar 11 Apr - 17:12


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Re: Sacrificio umano

Messaggio Da Rasputin il Mar 11 Apr - 18:14

Minsky ha scritto:

Mi ricorda la vignetta (Che continuo a non riuscire a trovare) del tipo con l'orso, fai il morto dicevano, non ti muovere e l'orso non ti farà niente dicevano, (La vignetta illustra il tipo ancora carponi coi pantaloni abbassati ed uno sfintere da fare invidia al Frejus mentre l'orso si allontana accendendosi una sigaretta) ahahahahahah

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Re: Sacrificio umano

Messaggio Da marisella il Mar 11 Apr - 20:13

Paolo ha scritto:Visto l'approssimarsi della pasqua voglio riproporre un argomento di cui in passato abbiamo già discusso. Ovvero quello di stabilire quale rapporto ci possa essere (e se c'è) tra uccidere una persona e il beneficio che da questo atto ne potrebbe trarre una (ipotetica) divinità.

In estrema sintesi la dottrina cristiana sostiene che Cristo si sarebbe sacrificato facendosi uccidere sulla croce per salvare l'umanità. A me sembra un ragionamento, o meglio una posizione priva di ogni significato e di ogni logica. Non riesco a trovare un nesso tra le due cose. Gesù, consapevole del fatto che andando contro l'autorità che all'epoca governava la Palestina sarebbe stato messo a morte, ha deciso di portare fino in fondo la sua predicazione e di fasi condannare. Fin qui nulla di nuovo. Casi simili ce ne sono stati tantissimi. Però che questo fatto abbia salvato l'umanità per me rimane un mistero. Non certo l'unico ma sicuramente uno dei più illogici visto che di fatto la dottrina cristiana si basa proprio su questo!! thinkthank thinkthank
Leggiti la Lettera ai Filippesi 2-6. Mi pare di essere come un pesce fuor d'acqua, io, sola, con tutti questi miscredenti, poveri untorelli che hanno a che fare con me... A un certo punto Paolo, l'Apostolo delle Genti, scrive (qui è alto il lirismo del brano, tra i più belli di tutto l'A.T.) :

...
perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra, e sotto terra (katactònion in greco);
e ogni lingua proclami
che Gesù Cristo é il Signore,
a gloria di Dio Padre.

P.S.
La Lettera ai Filippesi va letta in greco (é il greco della koiné, è semplice, non ha pretese atticizzanti), per non disperderne la bellezza.
P.P.S. Qui si usa il verbo greco kenòo, coniugato in ekenòsen( è un aoristo, cioè un perfetto, un passato remoto, che significa spogliò sè stesso, la spoliazione di Gesù), e da qui il concetto di Kènosi del Cristo della teologia cattolica. Von Balthasàr molto scrisse su ciò-
Ciao.
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Re: Sacrificio umano

Messaggio Da Paolo il Mar 11 Apr - 21:10

Mari e allora ? Che cosa c'entra quello che scrivi! Io vorrei solo sapere la relazione che lega la morte di un essere umano e il vantaggio che ne dovrebbe trarre una divinità da questa morte. Nulla più.
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Re: Sacrificio umano

Messaggio Da marisella il Mer 12 Apr - 10:26

Paolo ha scritto:Mari e allora ? Che cosa c'entra quello che scrivi! Io vorrei solo sapere la relazione che lega la morte di un essere umano e il vantaggio che ne dovrebbe trarre una divinità da questa morte.  Nulla più.
Gentile Paolo,
tu vuoi sapere il mondo intero, innanzi tutto hai spostato i termini del discorso, qui non è la divinita' che trae giovamento dalla morte di un essere umano, ma sono gli esseri umani che traggono giovamento dal sacrificio di una divinità.

Gesù arrivò nella pienezza dei tempi, si era in pieno ellenismo, la lingua ufficiale dell'impero era la koinè, i filosofi avevano aperto le menti dei più forti e i profeti quelle dei più deboli. C'era una grande attesa messianica nell'impero di Roma, anche Virgilio ce ne parla nella sua celebre IV Egloca, in cui dice che si attende la nascita di un bimbo che porterà la pax, questi pare sarà il figlio di Asinio Pollione, esperto d'ebraismo, o di Giulia, nipote del princeps.

Tornando alla religione greca, che permeò quella di tutta la terra allora conosciuta, diciamo che tre furono gli stadi di essa:

ctonio: cioè terrestre, di origine pelasgo -micenea (si adorano piccole divinità nei boschi), più popolari tra i poveri, e predominano in età pre-omerica.

olimpico:  di origine probabilmente acheo-dorico, più popolare tra i ricchi, diffuso in età omerica.

mistico: di origine egizio- asiatico, più popolare tra le classi medie, e post-omerico.

Al tempo di Pericle era diffuso il mistero, in esso venivano adorati gli dei che si immolavano per la salvazione dell'umanita' e risorgevano al terzo giorno. Ricordiamo tra tutti i misteri orfici o dionisiaci. Orfeo era sacerdote di Dioniso. Dioniso è l'ultimo dio giunto nell'olimpo greco, e spodesta una certa Estia, una dea del focolare, e viene dalla Tracia nel VII sec. Il mito narra che i Titani gelosi di Dioniso, che per sfuggire a essi si era tramutato in toro, lo sbranarono e divorarono, e da qui nacque l'usanza, tra gli iniziati, di cibarsi delle carni di un toro, che simboleggiava Dioniso, per sentirsi più vicino a lui, e per essere rafforzati da lui. Nelle processioni le menadi, donne invasate dopo aver mangiato le carni del toro, si scatenavano,  in orge, in preda alla possessione del dio. Gli iniziati vivevano in comunità, vestivano di bianco, erano casti, come gli esseni, e attendevano la vita del mondo che verrà. Vi sono mosaici ed affreschi che rappresentano prima il Cristo su un asinello e poi Dioniso,  con i pampini in testa. Ogni religione ne incornicia un'altra, ma solo col Cristo si conchiude la volta celeste.
Ciao.
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Re: Sacrificio umano

Messaggio Da rob93 il Mer 12 Apr - 18:15

I cristiani dovrebbero prendere esempio da jesoo e sacrificarsi anche loro per l'umanità ok
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Sacrificio umano

Messaggio Da anacron il Ven 14 Apr - 19:00

marisella ha scritto:
Paolo ha scritto:Mari e allora ? Che cosa c'entra quello che scrivi! Io vorrei solo sapere la relazione che lega la morte di un essere umano e il vantaggio che ne dovrebbe trarre una divinità da questa morte.  Nulla più.
Gentile Paolo,
tu vuoi sapere il mondo intero, innanzi tutto hai spostato i termini del discorso, qui non è la divinita' che trae giovamento dalla morte di un essere umano, ma sono gli esseri umani che traggono giovamento dal sacrificio di una divinità.

Gesù arrivò nella pienezza dei tempi, si era in pieno ellenismo, la lingua ufficiale dell'impero era la koinè, i filosofi avevano aperto le menti dei più forti e i profeti quelle dei più deboli. C'era una grande attesa messianica nell'impero di Roma, anche Virgilio ce ne parla nella sua celebre IV Egloca, in cui dice che si attende la nascita di un bimbo che porterà la pax, questi pare sarà il figlio di Asinio Pollione, esperto d'ebraismo, o di Giulia, nipote del princeps.

Tornando alla religione greca, che permeò quella di tutta la terra allora conosciuta, diciamo che tre furono gli stadi di essa:

ctonio: cioè terrestre, di origine pelasgo -micenea (si adorano piccole divinità nei boschi), più popolari tra i poveri, e predominano in età pre-omerica.

olimpico:  di origine probabilmente acheo-dorico, più popolare tra i ricchi, diffuso in età omerica.

mistico: di origine egizio- asiatico, più popolare tra le classi medie, e post-omerico.

Al tempo di Pericle era diffuso il mistero, in esso venivano adorati gli dei che si immolavano per la salvazione dell'umanita' e risorgevano al terzo giorno. Ricordiamo tra tutti i misteri orfici o dionisiaci. Orfeo era sacerdote di Dioniso. Dioniso è l'ultimo dio giunto nell'olimpo greco, e spodesta una certa Estia, una dea del focolare, e viene dalla Tracia nel VII sec. Il mito narra che i Titani gelosi di Dioniso, che per sfuggire a essi si era tramutato in toro, lo sbranarono e divorarono, e da qui nacque l'usanza, tra gli iniziati, di cibarsi delle carni di un toro, che simboleggiava Dioniso, per sentirsi più vicino a lui, e per essere rafforzati da lui. Nelle processioni le menadi, donne invasate dopo aver mangiato le carni del toro, si scatenavano,  in orge, in preda alla possessione del dio. Gli iniziati vivevano in comunità, vestivano di bianco, erano casti, come gli esseni, e attendevano la vita del mondo che verrà. Vi sono mosaici ed affreschi che rappresentano prima il Cristo su un asinello e poi Dioniso,  con i pampini in testa. Ogni religione ne incornicia un'altra, ma solo col Cristo si conchiude la volta celeste.
Ciao.
La Pax che il sacrificio di Gesù ha portato sulla Terra è cosa evidente.
Come prima di allora, gli esseri umani, continuarono a scannarsi tra di loro,
infatti le guerre non cessarono certo, anzi, se possibile, furono sempre più
cruente e distruttive fino ad arrivare a quelle attuali dove è in gioco l'estinzione
del genere umano.  Questa la chiami Pax

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Re: Sacrificio umano

Messaggio Da Rasputin il Ven 14 Apr - 19:13

Poi, bella forza a farsi ammazzare per noi o per chicchessia, tanto lo sapeva benissimo di essere immortale no?

Sarà per quello che i cattolici hanno imparato cosí bene a fare i gay col culo degli altri? Royales

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Re: Sacrificio umano

Messaggio Da marisella il Ven 14 Apr - 21:20

anacron ha scritto:
marisella ha scritto:
Paolo ha scritto:Mari e allora ? Che cosa c'entra quello che scrivi! Io vorrei solo sapere la relazione che lega la morte di un essere umano e il vantaggio che ne dovrebbe trarre una divinità da questa morte.  Nulla più.
Gentile Paolo,
tu vuoi sapere il mondo intero, innanzi tutto hai spostato i termini del discorso, qui non è la divinita' che trae giovamento dalla morte di un essere umano, ma sono gli esseri umani che traggono giovamento dal sacrificio di una divinità.

Gesù arrivò nella pienezza dei tempi, si era in pieno ellenismo, la lingua ufficiale dell'impero era la koinè, i filosofi avevano aperto le menti dei più forti e i profeti quelle dei più deboli. C'era una grande attesa messianica nell'impero di Roma, anche Virgilio ce ne parla nella sua celebre IV Egloca, in cui dice che si attende la nascita di un bimbo che porterà la pax, questi pare sarà il figlio di Asinio Pollione, esperto d'ebraismo, o di Giulia, nipote del princeps.

Tornando alla religione greca, che permeò quella di tutta la terra allora conosciuta, diciamo che tre furono gli stadi di essa:

ctonio: cioè terrestre, di origine pelasgo -micenea (si adorano piccole divinità nei boschi), più popolari tra i poveri, e predominano in età pre-omerica.

olimpico:  di origine probabilmente acheo-dorico, più popolare tra i ricchi, diffuso in età omerica.

mistico: di origine egizio- asiatico, più popolare tra le classi medie, e post-omerico.

Al tempo di Pericle era diffuso il mistero, in esso venivano adorati gli dei che si immolavano per la salvazione dell'umanita' e risorgevano al terzo giorno. Ricordiamo tra tutti i misteri orfici o dionisiaci. Orfeo era sacerdote di Dioniso. Dioniso è l'ultimo dio giunto nell'olimpo greco, e spodesta una certa Estia, una dea del focolare, e viene dalla Tracia nel VII sec. Il mito narra che i Titani gelosi di Dioniso, che per sfuggire a essi si era tramutato in toro, lo sbranarono e divorarono, e da qui nacque l'usanza, tra gli iniziati, di cibarsi delle carni di un toro, che simboleggiava Dioniso, per sentirsi più vicino a lui, e per essere rafforzati da lui. Nelle processioni le menadi, donne invasate dopo aver mangiato le carni del toro, si scatenavano,  in orge, in preda alla possessione del dio. Gli iniziati vivevano in comunità, vestivano di bianco, erano casti, come gli esseni, e attendevano la vita del mondo che verrà. Vi sono mosaici ed affreschi che rappresentano prima il Cristo su un asinello e poi Dioniso,  con i pampini in testa. Ogni religione ne incornicia un'altra, ma solo col Cristo si conchiude la volta celeste.
Ciao.
La Pax che il sacrificio di Gesù ha portato sulla Terra è cosa evidente.
Come prima di allora, gli esseri umani, continuarono a scannarsi tra di loro,
infatti le guerre non cessarono certo, anzi, se possibile, furono sempre più
cruente e distruttive fino ad arrivare a quelle attuali dove è in gioco l'estinzione
del genere umano.  Questa la chiami Pax
Più che altro Virgilio parla della pax romana, sai che Augusto gli aveva commissionato l'intera Eneide, ma lui non finiva mai il poema e il princeps andava su tutte le furie per questo.  Augusto aveva aperto i Saeculares Ludi per celebrare la grandezza di Roma ma Virgilio impiegava troppo tempo, però scrisse la IV Egloga, citata anche da Dante, in cui si parla di un puer che dovrà nascere, forse il figlio di Asinio Pollione , suo mentore, a casa del quale si riunivano i dotti e saggi ebrei di passaggio a Roma, o il figlio di Ottavia, nipote del princeps. In questa IV Egloga si intrecciano tutte le correnti mistiche , messianiche e esoteriche che si agitavano nell'impero di Roma. Mi sovviene ora Pascoli, con le sue Myricae, è la sua prima raccolta di poesie, e il titolo deriva dal 2^ verso della IV Egloga di Virgilio (Arbusta juvant humilesque myricae ), le myricae sono le tamerici, il poeta parla delle piccole cose, della natura, della campagna, dei fiumi, dei ruscelli, delle rimembranze, della nostalgia. Mi sono lasciata trasportare dai miei ricordi su Pascoli, tramite le catene associative che, oggigiorno, chiameremo freudiane.

Gesù dice più di una volta che non è venuto a portare la pace sulla terra ma la spada, dice anche : vi lascio la pace, vi do la mia pace ma non come la dà il mondo la do io a voi.
Ciao. 
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Re: Sacrificio umano

Messaggio Da Minsky il Ven 14 Apr - 21:54

marisella ha scritto:
Più che altro Virgilio parla della pax romana, sai che Augusto gli aveva commissionato l'intera Eneide, ma lui non finiva mai il poema e il princeps andava su tutte le furie per questo.  Augusto aveva aperto i Saeculares Ludi per celebrare la grandezza di Roma ma Virgilio impiegava troppo tempo, però scrisse la IV Egloga, citata anche da Dante, in cui si parla di un puer che dovrà nascere, forse il figlio di Asinio Pollione , suo mentore, a casa del quale si riunivano i dotti e saggi ebrei di passaggio a Roma, o il figlio di Ottavia, nipote del princeps. In questa IV Egloga si intrecciano tutte le correnti mistiche , messianiche e esoteriche che si agitavano nell'impero di Roma. Mi sovviene ora Pascoli, con le sue Myricae, è la sua prima raccolta di poesie, e il titolo deriva dal 2^ verso della IV Egloga di Virgilio (Arbusta juvant humilesque myricae ), le myricae sono le tamerici, il poeta parla delle piccole cose, della natura, della campagna, dei fiumi, dei ruscelli, delle rimembranze, della nostalgia. Mi sono lasciata trasportare dai miei ricordi su Pascoli, tramite le catene associative che, oggigiorno, chiameremo freudiane.

Gesù dice più di una volta che non è venuto a portare la pace sulla terra ma la spada, dice anche : vi lascio la pace, vi do la mia pace ma non come la dà il mondo la do io a voi.
Ciao. 
Massì, ovvìa, Gesooo dice un sacco di cose di cui la metà non significano nulla e l'altra metà sono illogiche e contraddittorie. Ex absurdo sequitur quodlibet.
Piuttosto, tu conosci bene davvero i vangeli? Prova a rispondere a questo quiz, vediamo quante risposte esatte riesci a dare: Quiz sui Vangeli

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Messaggio Da marisella il Sab 15 Apr - 7:13

Minsky ha scritto:
marisella ha scritto:
Più che altro Virgilio parla della pax romana, sai che Augusto gli aveva commissionato l'intera Eneide, ma lui non finiva mai il poema e il princeps andava su tutte le furie per questo.  Augusto aveva aperto i Saeculares Ludi per celebrare la grandezza di Roma ma Virgilio impiegava troppo tempo, però scrisse la IV Egloga, citata anche da Dante, in cui si parla di un puer che dovrà nascere, forse il figlio di Asinio Pollione , suo mentore, a casa del quale si riunivano i dotti e saggi ebrei di passaggio a Roma, o il figlio di Ottavia, nipote del princeps. In questa IV Egloga si intrecciano tutte le correnti mistiche , messianiche e esoteriche che si agitavano nell'impero di Roma. Mi sovviene ora Pascoli, con le sue Myricae, è la sua prima raccolta di poesie, e il titolo deriva dal 2^ verso della IV Egloga di Virgilio (Arbusta juvant humilesque myricae ), le myricae sono le tamerici, il poeta parla delle piccole cose, della natura, della campagna, dei fiumi, dei ruscelli, delle rimembranze, della nostalgia. Mi sono lasciata trasportare dai miei ricordi su Pascoli, tramite le catene associative che, oggigiorno, chiameremo freudiane.

Gesù dice più di una volta che non è venuto a portare la pace sulla terra ma la spada, dice anche : vi lascio la pace, vi do la mia pace ma non come la dà il mondo la do io a voi.
Ciao. 
Massì, ovvìa, Gesooo dice un sacco di cose di cui la metà non significano nulla e l'altra metà sono illogiche e contraddittorie. Ex absurdo sequitur quodlibet.
Piuttosto, tu conosci bene davvero i vangeli? Prova a rispondere a questo quiz, vediamo quante risposte esatte riesci a dare: Quiz sui Vangeli
Certo, Gesù è un rimbambito, affetto da demenza precoce e da dislessia...Su che quiz mi mandi? Ci vuole tempo. C'è un bel sole per spiaggia e pranzo al ristorante sul mare. inchino
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Re: Sacrificio umano

Messaggio Da Minsky il Sab 15 Apr - 8:27

marisella ha scritto:
Certo, Gesù è un rimbambito, affetto da demenza precoce e da dislessia...Su che quiz mi mandi? Ci vuole tempo. C'è un bel sole per spiaggia e pranzo al ristorante sul mare. inchino
Macché ci vuole tempo, è una scusa per defilarsi... sono 20 domandine con risposta del tipo sì / no. Io ci ho impiegato meno di 5 minuti e ho dato 18 risposte esatte su 20. moon

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Messaggio Da anacron il Sab 15 Apr - 11:51

marisella ha scritto:
anacron ha scritto:
marisella ha scritto:
Paolo ha scritto:Mari e allora ? Che cosa c'entra quello che scrivi! Io vorrei solo sapere la relazione che lega la morte di un essere umano e il vantaggio che ne dovrebbe trarre una divinità da questa morte.  Nulla più.
Gentile Paolo,
tu vuoi sapere il mondo intero, innanzi tutto hai spostato i termini del discorso, qui non è la divinita' che trae giovamento dalla morte di un essere umano, ma sono gli esseri umani che traggono giovamento dal sacrificio di una divinità.

Gesù arrivò nella pienezza dei tempi, si era in pieno ellenismo, la lingua ufficiale dell'impero era la koinè, i filosofi avevano aperto le menti dei più forti e i profeti quelle dei più deboli. C'era una grande attesa messianica nell'impero di Roma, anche Virgilio ce ne parla nella sua celebre IV Egloca, in cui dice che si attende la nascita di un bimbo che porterà la pax, questi pare sarà il figlio di Asinio Pollione, esperto d'ebraismo, o di Giulia, nipote del princeps.

Tornando alla religione greca, che permeò quella di tutta la terra allora conosciuta, diciamo che tre furono gli stadi di essa:

ctonio: cioè terrestre, di origine pelasgo -micenea (si adorano piccole divinità nei boschi), più popolari tra i poveri, e predominano in età pre-omerica.

olimpico:  di origine probabilmente acheo-dorico, più popolare tra i ricchi, diffuso in età omerica.

mistico: di origine egizio- asiatico, più popolare tra le classi medie, e post-omerico.

Al tempo di Pericle era diffuso il mistero, in esso venivano adorati gli dei che si immolavano per la salvazione dell'umanita' e risorgevano al terzo giorno. Ricordiamo tra tutti i misteri orfici o dionisiaci. Orfeo era sacerdote di Dioniso. Dioniso è l'ultimo dio giunto nell'olimpo greco, e spodesta una certa Estia, una dea del focolare, e viene dalla Tracia nel VII sec. Il mito narra che i Titani gelosi di Dioniso, che per sfuggire a essi si era tramutato in toro, lo sbranarono e divorarono, e da qui nacque l'usanza, tra gli iniziati, di cibarsi delle carni di un toro, che simboleggiava Dioniso, per sentirsi più vicino a lui, e per essere rafforzati da lui. Nelle processioni le menadi, donne invasate dopo aver mangiato le carni del toro, si scatenavano,  in orge, in preda alla possessione del dio. Gli iniziati vivevano in comunità, vestivano di bianco, erano casti, come gli esseni, e attendevano la vita del mondo che verrà. Vi sono mosaici ed affreschi che rappresentano prima il Cristo su un asinello e poi Dioniso,  con i pampini in testa. Ogni religione ne incornicia un'altra, ma solo col Cristo si conchiude la volta celeste.
Ciao.
La Pax che il sacrificio di Gesù ha portato sulla Terra è cosa evidente.
Come prima di allora, gli esseri umani, continuarono a scannarsi tra di loro,
infatti le guerre non cessarono certo, anzi, se possibile, furono sempre più
cruente e distruttive fino ad arrivare a quelle attuali dove è in gioco l'estinzione
del genere umano.  Questa la chiami Pax
Più che altro Virgilio parla della pax romana, sai che Augusto gli aveva commissionato l'intera Eneide, ma lui non finiva mai il poema e il princeps andava su tutte le furie per questo.  Augusto aveva aperto i Saeculares Ludi per celebrare la grandezza di Roma ma Virgilio impiegava troppo tempo, però scrisse la IV Egloga, citata anche da Dante, in cui si parla di un puer che dovrà nascere, forse il figlio di Asinio Pollione , suo mentore, a casa del quale si riunivano i dotti e saggi ebrei di passaggio a Roma, o il figlio di Ottavia, nipote del princeps. In questa IV Egloga si intrecciano tutte le correnti mistiche , messianiche e esoteriche che si agitavano nell'impero di Roma. Mi sovviene ora Pascoli, con le sue Myricae, è la sua prima raccolta di poesie, e il titolo deriva dal 2^ verso della IV Egloga di Virgilio (Arbusta juvant humilesque myricae ), le myricae sono le tamerici, il poeta parla delle piccole cose, della natura, della campagna, dei fiumi, dei ruscelli, delle rimembranze, della nostalgia. Mi sono lasciata trasportare dai miei ricordi su Pascoli, tramite le catene associative che, oggigiorno, chiameremo freudiane.

Gesù dice più di una volta che non è venuto a portare la pace sulla terra ma la spada, dice anche : vi lascio la pace, vi do la mia pace ma non come la dà il mondo la do io a voi.
Ciao. 
Com plimenti per la dottissima disquisizione dell'argomento, magari un po fuori tema.
Giochini di parole a parte, mi stai dicendo che Gesù Ha detto più volte che non è venuto
a portare la pace sulla terra ma la spada, quindi la guerra ???  Trasecolo !

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Messaggio Da marisella il Sab 15 Apr - 18:07

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Paolo ha scritto:Mari e allora ? Che cosa c'entra quello che scrivi! Io vorrei solo sapere la relazione che lega la morte di un essere umano e il vantaggio che ne dovrebbe trarre una divinità da questa morte.  Nulla più.
Gentile Paolo,
tu vuoi sapere il mondo intero, innanzi tutto hai spostato i termini del discorso, qui non è la divinita' che trae giovamento dalla morte di un essere umano, ma sono gli esseri umani che traggono giovamento dal sacrificio di una divinità.

Gesù arrivò nella pienezza dei tempi, si era in pieno ellenismo, la lingua ufficiale dell'impero era la koinè, i filosofi avevano aperto le menti dei più forti e i profeti quelle dei più deboli. C'era una grande attesa messianica nell'impero di Roma, anche Virgilio ce ne parla nella sua celebre IV Egloca, in cui dice che si attende la nascita di un bimbo che porterà la pax, questi pare sarà il figlio di Asinio Pollione, esperto d'ebraismo, o di Giulia, nipote del princeps.

Tornando alla religione greca, che permeò quella di tutta la terra allora conosciuta, diciamo che tre furono gli stadi di essa:

ctonio: cioè terrestre, di origine pelasgo -micenea (si adorano piccole divinità nei boschi), più popolari tra i poveri, e predominano in età pre-omerica.

olimpico:  di origine probabilmente acheo-dorico, più popolare tra i ricchi, diffuso in età omerica.

mistico: di origine egizio- asiatico, più popolare tra le classi medie, e post-omerico.

Al tempo di Pericle era diffuso il mistero, in esso venivano adorati gli dei che si immolavano per la salvazione dell'umanita' e risorgevano al terzo giorno. Ricordiamo tra tutti i misteri orfici o dionisiaci. Orfeo era sacerdote di Dioniso. Dioniso è l'ultimo dio giunto nell'olimpo greco, e spodesta una certa Estia, una dea del focolare, e viene dalla Tracia nel VII sec. Il mito narra che i Titani gelosi di Dioniso, che per sfuggire a essi si era tramutato in toro, lo sbranarono e divorarono, e da qui nacque l'usanza, tra gli iniziati, di cibarsi delle carni di un toro, che simboleggiava Dioniso, per sentirsi più vicino a lui, e per essere rafforzati da lui. Nelle processioni le menadi, donne invasate dopo aver mangiato le carni del toro, si scatenavano,  in orge, in preda alla possessione del dio. Gli iniziati vivevano in comunità, vestivano di bianco, erano casti, come gli esseni, e attendevano la vita del mondo che verrà. Vi sono mosaici ed affreschi che rappresentano prima il Cristo su un asinello e poi Dioniso,  con i pampini in testa. Ogni religione ne incornicia un'altra, ma solo col Cristo si conchiude la volta celeste.
Ciao.
La Pax che il sacrificio di Gesù ha portato sulla Terra è cosa evidente.
Come prima di allora, gli esseri umani, continuarono a scannarsi tra di loro,
infatti le guerre non cessarono certo, anzi, se possibile, furono sempre più
cruente e distruttive fino ad arrivare a quelle attuali dove è in gioco l'estinzione
del genere umano.  Questa la chiami Pax
Più che altro Virgilio parla della pax romana, sai che Augusto gli aveva commissionato l'intera Eneide, ma lui non finiva mai il poema e il princeps andava su tutte le furie per questo.  Augusto aveva aperto i Saeculares Ludi per celebrare la grandezza di Roma ma Virgilio impiegava troppo tempo, però scrisse la IV Egloga, citata anche da Dante, in cui si parla di un puer che dovrà nascere, forse il figlio di Asinio Pollione , suo mentore, a casa del quale si riunivano i dotti e saggi ebrei di passaggio a Roma, o il figlio di Ottavia, nipote del princeps. In questa IV Egloga si intrecciano tutte le correnti mistiche , messianiche e esoteriche che si agitavano nell'impero di Roma. Mi sovviene ora Pascoli, con le sue Myricae, è la sua prima raccolta di poesie, e il titolo deriva dal 2^ verso della IV Egloga di Virgilio (Arbusta juvant humilesque myricae ), le myricae sono le tamerici, il poeta parla delle piccole cose, della natura, della campagna, dei fiumi, dei ruscelli, delle rimembranze, della nostalgia. Mi sono lasciata trasportare dai miei ricordi su Pascoli, tramite le catene associative che, oggigiorno, chiameremo freudiane.

Gesù dice più di una volta che non è venuto a portare la pace sulla terra ma la spada, dice anche : vi lascio la pace, vi do la mia pace ma non come la dà il mondo la do io a voi.
Ciao. 
Com plimenti per la dottissima disquisizione dell'argomento, magari un po fuori tema.
Giochini di parole a parte, mi stai dicendo che Gesù Ha detto più volte che non è venuto
a portare la pace sulla terra ma la spada, quindi la guerra ???  Trasecolo !
Matteo 10,32-11,5.

Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada.

Gesù é un segno di contraddizione.
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Re: Sacrificio umano

Messaggio Da Paolo il Sab 15 Apr - 18:22

marisella ha scritto:
anacron ha scritto:
marisella ha scritto:
anacron ha scritto:
marisella ha scritto:
Paolo ha scritto:Mari e allora ? Che cosa c'entra quello che scrivi! Io vorrei solo sapere la relazione che lega la morte di un essere umano e il vantaggio che ne dovrebbe trarre una divinità da questa morte.  Nulla più.
Gentile Paolo,
tu vuoi sapere il mondo intero, innanzi tutto hai spostato i termini del discorso, qui non è la divinita' che trae giovamento dalla morte di un essere umano, ma sono gli esseri umani che traggono giovamento dal sacrificio di una divinità.

Gesù arrivò nella pienezza dei tempi, si era in pieno ellenismo, la lingua ufficiale dell'impero era la koinè, i filosofi avevano aperto le menti dei più forti e i profeti quelle dei più deboli. C'era una grande attesa messianica nell'impero di Roma, anche Virgilio ce ne parla nella sua celebre IV Egloca, in cui dice che si attende la nascita di un bimbo che porterà la pax, questi pare sarà il figlio di Asinio Pollione, esperto d'ebraismo, o di Giulia, nipote del princeps.

Tornando alla religione greca, che permeò quella di tutta la terra allora conosciuta, diciamo che tre furono gli stadi di essa:

ctonio: cioè terrestre, di origine pelasgo -micenea (si adorano piccole divinità nei boschi), più popolari tra i poveri, e predominano in età pre-omerica.

olimpico:  di origine probabilmente acheo-dorico, più popolare tra i ricchi, diffuso in età omerica.

mistico: di origine egizio- asiatico, più popolare tra le classi medie, e post-omerico.

Al tempo di Pericle era diffuso il mistero, in esso venivano adorati gli dei che si immolavano per la salvazione dell'umanita' e risorgevano al terzo giorno. Ricordiamo tra tutti i misteri orfici o dionisiaci. Orfeo era sacerdote di Dioniso. Dioniso è l'ultimo dio giunto nell'olimpo greco, e spodesta una certa Estia, una dea del focolare, e viene dalla Tracia nel VII sec. Il mito narra che i Titani gelosi di Dioniso, che per sfuggire a essi si era tramutato in toro, lo sbranarono e divorarono, e da qui nacque l'usanza, tra gli iniziati, di cibarsi delle carni di un toro, che simboleggiava Dioniso, per sentirsi più vicino a lui, e per essere rafforzati da lui. Nelle processioni le menadi, donne invasate dopo aver mangiato le carni del toro, si scatenavano,  in orge, in preda alla possessione del dio. Gli iniziati vivevano in comunità, vestivano di bianco, erano casti, come gli esseni, e attendevano la vita del mondo che verrà. Vi sono mosaici ed affreschi che rappresentano prima il Cristo su un asinello e poi Dioniso,  con i pampini in testa. Ogni religione ne incornicia un'altra, ma solo col Cristo si conchiude la volta celeste.
Ciao.
La Pax che il sacrificio di Gesù ha portato sulla Terra è cosa evidente.
Come prima di allora, gli esseri umani, continuarono a scannarsi tra di loro,
infatti le guerre non cessarono certo, anzi, se possibile, furono sempre più
cruente e distruttive fino ad arrivare a quelle attuali dove è in gioco l'estinzione
del genere umano.  Questa la chiami Pax
Più che altro Virgilio parla della pax romana, sai che Augusto gli aveva commissionato l'intera Eneide, ma lui non finiva mai il poema e il princeps andava su tutte le furie per questo.  Augusto aveva aperto i Saeculares Ludi per celebrare la grandezza di Roma ma Virgilio impiegava troppo tempo, però scrisse la IV Egloga, citata anche da Dante, in cui si parla di un puer che dovrà nascere, forse il figlio di Asinio Pollione , suo mentore, a casa del quale si riunivano i dotti e saggi ebrei di passaggio a Roma, o il figlio di Ottavia, nipote del princeps. In questa IV Egloga si intrecciano tutte le correnti mistiche , messianiche e esoteriche che si agitavano nell'impero di Roma. Mi sovviene ora Pascoli, con le sue Myricae, è la sua prima raccolta di poesie, e il titolo deriva dal 2^ verso della IV Egloga di Virgilio (Arbusta juvant humilesque myricae ), le myricae sono le tamerici, il poeta parla delle piccole cose, della natura, della campagna, dei fiumi, dei ruscelli, delle rimembranze, della nostalgia. Mi sono lasciata trasportare dai miei ricordi su Pascoli, tramite le catene associative che, oggigiorno, chiameremo freudiane.

Gesù dice più di una volta che non è venuto a portare la pace sulla terra ma la spada, dice anche : vi lascio la pace, vi do la mia pace ma non come la dà il mondo la do io a voi.
Ciao. 
Com plimenti per la dottissima disquisizione dell'argomento, magari un po fuori tema.
Giochini di parole a parte, mi stai dicendo che Gesù Ha detto più volte che non è venuto
a portare la pace sulla terra ma la spada, quindi la guerra ???  Trasecolo !
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Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada.

Gesù é un segno di contraddinvenzione.
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