Atei islamici

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Atei islamici

Messaggio Da Minsky il Gio 20 Apr - 17:51

Un ateo islamico: quanto di più nobile e ammirevole possa riscontrarsi in una persona.

Siamo abituati a considerare l'ateismo una posizione ideologica che le persone possono liberamente assumere nella nostra società, senza particolari conseguenze. Sì, è vero che le gerarchie cattoliche esercitano ancora grande influenza in ogni aspetto della società, basti vedere come ogni parte politica di qualsiasi colore sia oggi disgustosamente appecorata al vaticano a scopo di vantaggio elettorale, di potere e di lurida corruzione. Ma nel mondo islamico c'è ben altro! L'ateismo è considerato un delitto passibile di morte. Anzi solitamente basta solo sembrare poco ferventi nell'impegno religioso per essere oggetto di violenza e persecuzione. La prevaricazione dell'idiozia religiosa è allucinante nelle società islamiche. E si pensi a come vengono indottrinati i bambini, sin da piccolissimi. Quelle menti vengono cauterizzate in modo irreversibile, sono rese idiote e insulse. Quanta forza, quanta intelligenza, quanta volontà occorre per liberarsi dal condizionamento dell'insegnamento religioso islamico? Noi occidentali non possiamo neppure immaginarlo. Ecco perché esempi come questo sono fari di luce che gettano un bagliore sul buio futuro dei questa umanità in pieno regresso di civiltà. Dovremmo trovare il modo di partecipare il nostro sostegno a queste persone.

Gazzetta di Modena ha scritto:Il professore modenese: «Dire no all’Islam si può, ma poi non si ha vita facile»

Nabil Cholhop: «Il 10% degli immigrati in provincia di Modena non crede» «Religione incompatibile con le società democratiche, chi lascia è perseguito»

di Gaetano Gasparini

12 marzo 2017


MODENA. In alcuni Paesi sono passibili della pena di morte, in altri del carcere duro, nella maggioranza dei casi, come minimo, rischiano l'isolamento sociale perché sfidare l'Islam significa sconvolgere famiglie, società e Stati le cui leggi si fondano sulla religione. Sono gli apostati, i rinnegati dell'Islam, il più grave dei peccati secondo la legge coranica, assimilati ai profani politeisti dell'età dell'ignoranza pre-islamica, la Jahiliyya, gli adoratori di idoli blasfemi, di vitelli d'oro. Il peccato diventa reato e nella gerarchia dell'idolatria gli atei si trovano un gradino più in basso dei pagani perché almeno questi ultimi credono in qualche forma di divinità mentre i primi non credono in niente. Molti hanno subito periodi di detenzione soltanto per aver rivendicato la libertà di pensiero, di coscienza. Altri sono stati costretti all'esilio. Ma la maggior parte di loro non dichiara pubblicamente di rinnegare l'Islam e pratica un ateismo nascosto, sommerso, per paura delle reazioni dei familiari, dei datori di lavoro e della comunità, la “umma islamica” che hanno tradito.

GLI INFEDELI. Appartengono alla categoria dei “kafir”, gli infedeli, i miscredenti, gli eretici e i convertiti ad altre religioni. Fra i più famosi ci sono intellettuali e scrittori, scienziati e medici, giornalisti, bloggers e attiviste musulmane che rifiutano di portare il velo. Salman Rushdie, Aayane Hirsi Ali, Théo Van Gogh e la redazione di Charlie Hebdo, per citare solo i più noti. Gli ultimi sono stati assassinati da jihadisti a seguito di una “fatwa”, sentenza giuridica emessa da un giureconsulto, “muftì”, che li condannavano in base alla Sharia a morte violenta e a un'eternità di tormenti nell'inferno dei blasfemi. I primi due vivono oggi sotto scorta perenne. Di norma l'apostata sentenziato a morte viene decapitato.
Eppure l'ateismo è in crescita nei paesi islamici.

ATEISMO IN CRESCITA. «In Arabia Saudita il 15% dei musulmani è ateo, in Siria il 25%», rivela Nabil Cholhop. Professore di fisica e matematica in un liceo di Vignola ma residente dalla metà degli anni '90 a Castelfranco Emilia, Nabil Cholhop è un ingegnere di origine siriana che si dichiara apertamente ateo. Fuma, beve alcol, mangia maiale e non ha mai messo i piedi in una delle 13 moschee che sorgono a Modena e provincia. È di famiglia musulmana druza, una setta sciita presente nel Levante e in Palestina, ma si dichiara ateo dall’età della ragione, «dai 15-16 anni quando ho cominciato a studiare la fisica e la matematica», ed è sposato con un'italiana che gli ha dato due figli.

A MODENA IL 10%. Secondo il dottor Cholhop, circa il 10% dei musulmani modenesi, su di un totale di 30mila residenti di fede islamica sul nostro territorio, è ateo o agnostico.
«Sono numeri destinati a crescere», afferma il professore che ha un punto di osservazione privilegiato per studiare da vicino il fenomeno: la scuola.
«La maggioranza delle ragazze musulmane che portano il velo lo fanno per costrizione o per un forte condizionamento mentale dei genitori, e non per scelta personale anche se affermano il contrario. Sono un professore di liceo e ho notato che molte ragazze musulmane si tolgono il velo prima di entrare a scuola per poi rimetterselo poco prima di tornare a casa, provo enorme tristezza per queste giovani».
Nabil Cholhop è ottimista sul futuro dell'integrazione: «Non credo che l'Italia sia a rischio islamizzazione. Le seconde generazioni sono sempre meno legate ai retaggi culturali dei genitori, le terze lo saranno ancora di meno», spiega Cholhop che incontriamo in un bar di Castelfranco Emilia con la figlia di 11 anni, Alessandra.

ATEO CONVINTO. «Ai miei figli cerco di fornire gli strumenti intellettuali per decidere se credere o meno in Dio, la mia non è una crociata contro l'Islam, non vivo il mio ateismo come religione. Ritengo che identificare la religiosità con la moralità e l'etica individuale sia un errore fatale. I miei valori sono laici, progressisti e umanisti, rivendico la libertà di pensiero e di coscienza in una società plurale e democratica», chiosa Cholhop.
I nostri accordi prevedevano che al nostro incontro Cholhop fosse accompagnato da altri due signori ex credenti di origine iraniana.

PENA DI MORTE. «Hanno rifiutato l'intervista, in Iran l'apostasia è punibile con la pena di morte, sono professionisti che tornano nella Repubblica degli ayatollah per trovare le famiglie, per loro è un rischio concreto uscire allo scoperto. Temono che i servizi di intelligence dell'ambasciata iraniana in Italia li segnalino al governo centrale», dice il professore che allude al lavoro sporco delle ambasciate di numerosi paesi arabo-islamici in Occidente, dove la pratica della delazione fra compatrioti è largamente diffusa. Uomo di scienza, Nabil Cholhop non crede in Allah ma in Darwin e Voltaire, in Newton e Copernico, in Pitagora e Archimede. «Non ho grandi riferimenti intellettuali arabo-islamici a parte i filosofi aristotelici Averroè e Avicenna», dice. Come spesso accade per gli ex credenti diventati atei, non risparmia feroci critiche all'Islam che giudica la peggiore fra le religioni monoteiste. «Se ci basiamo sul Corano e sui Testi Sacri, l'idea di divinità che viene fuori è quella di un Allah vendicativo e geloso, lunatico e ignorante, violento e capriccioso: una figura meschina che promette le fiamme eterne dell'inferno per chi sbaglia, un destino di sofferenza infinita per i non credenti. È questo il Dio misericordioso dei musulmani? È questa la religione di pace, amore e fratellanza decantata nelle moschee?», chiede Nabil Cholhop.

RELIGIONE INCOMPATIBILE. Secondo il professore, l'Islam non è una religione riformabile a meno di procedere ad una revisione completa e profonda dei suoi dogmi da fare tremare le fondamenta stesse dell'Islam. E soprattutto non è una religione compatibile con i valori delle società democratiche. «L'Islam è una religione barbara e arretrata, il Corano si presenta come immutabile nel tempo e non emendabile» perché ritenuto il verbo di Dio consegnato a Mohamed, il sigillo di una lunga catena di profeti.
«È grottesco - conclude Cholhop - perché le società cambiano e non è pensabile che un testo risalente a 1400 anni fa regoli ancora le questioni mondane contemporanee anche se i musulmani ortodossi si ostinano a pensarla al contrario. Essi credono infatti che le loro fonti siano inerranti e adattabili a tutte le stagioni e le occasioni». Un motivo di ottimismo in più il dottor Nabil può avercelo: l'8 febbraio il consiglio degli Ulema marocchini, massima carica istituzione religiosa inquadrata nel ministero per gli affari religiosi del Marocco, ha abrogato la pena di morte per coloro che volessero cambiare religione.

http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2017/03/12/news/il-professore-modenese-dire-no-all-islam-si-puo-ma-poi-non-si-ha-vita-facile-1.15014546

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Re: Atei islamici

Messaggio Da Rasputin il Gio 20 Apr - 20:46

Cosí a naso mi sa che in parte le religione degli scimmioni vive delle cifre grigie, insomma di quelli che in realtà non credono ma professano per paura.

Brutta roba, non può finir bene.

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Re: Atei islamici

Messaggio Da Minsky il Gio 20 Apr - 21:31

Rasputin ha scritto:Cosí a naso mi sa che in parte le religione degli scimmioni vive delle cifre grigie, insomma di quelli che in realtà non credono ma professano per paura.

Brutta roba, non può finir bene.
Può finir bene se li aiutiamo! Se a quelli che in un modo o nell'altro vengono in Europa offriamo la possibilità di disintossicarsi dalla loro religione di merda. Bisogna dire: "la religione lasciatela fuori, come le scarpe infangate".
Ma come si fa se qui non abbiamo una casa linda ma siamo imbrattati dal vaticano? Per questo è diventato urgentissimo sbarazzarci di ogni retaggio religioso. Non si tratta solo dell'enorme costo che l'eterno carnevale cattolico ci costa, ma soprattutto del peso di queste zecche che non si accontentano di vivere a ufo, nel lusso, ma pretendono anche di normare la vita delle persone civili e operose. E infatti, vedi bene come Bergoglio si affanna ad accattivarsi le simpatie degli islamici. Lui pensa di farseli amici, di poterci convivere perché anche loro sono religiosi. Che idiota. Peggio di lui ci sono soltanto quelli che avversano gli islamici perché sono convinti che l'unico vero deeeo è quello cristiano. Ma come fai a dire: "voi lasciate a casa vostra il vostro deeeo perché quello vero è il nostro"? Non funziona così. Devi dire: "voi lasciate a casa il vostro deeeo perché nessun deeeo esiste, sono tutte stronzate, infatti anche noi lo abbiamo buttato nel cesso, il deeeo che avevamo: qui adesso è tutto pulito, deterso, splendente e profumato, vedete? Non vorrete mica spandere la vostra merda puzzolente in lungo e in largo, no?"

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Re: Atei islamici

Messaggio Da Minsky il Gio 4 Mag - 21:38


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