maturità?

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maturità?

Messaggio Da Minsky il Gio 22 Giu - 14:43

CAPRONI

All'esame di maturità uno dei temi consisteva nel commento di una poesia di Giorgio Caproni “Versicoli quasi ecologici”.
La poesia termina con questo verso:
“Come potrebbe tornare a essere bella, scomparso l’uomo, la terra”.
Eliminiamo l'uomo che “per profitto vile” (lo dice un po' più sopra la poesia) “fulmina un pesce, un fiume” e tutto tornerà ad essere buono e bello, com'era in origine.
Tutto molto suggestivo e commovente. Però, c'è qualcosa che non quadra.
E si, perché i concetti di “bello” o “brutto” sono umani, UNICAMENTE ED ESCLUSIVAMENTE UMANI”.
Un tramonto sul mare, una parete di roccia, un ghiacciaio sono belli PER L'UOMO, in sé non sono né belli né brutti, SONO, e basta.
Dal punto di vista della natura, ammesso che abbia un senso parlare di questo punto di vista, non esistono il bello ed il brutto, il buono ed il cattivo, il pulito e lo sporco, il puro e l'inquinato.
Come non esiste il tragico. Che un pianeta scompaia, e con questo tutti gli esseri che in esso vivono, è tragico PER NOI. È solo un evento fra i tanti per la “natura”.
Per Giorgio Caproni no, evidentemente. Per lui la natura è bella e buona. Ed è l'uomo il grande distruttore. Peccato che anche l'uomo sia un PRODOTTO DELLA NATURA, il risultato, probabilmente provvisorio, di una selezione naturale durata milioni di anni.
Un abisso separa la poesiola di Caproni dagli immortali versi che Leopardi dedica alla natura, o dalle suggestive pagine di uno Schopenhauer.
Ma la ministrA Fedeli ha preferito Caproni.
Anche gli esami di maturità sono ormai contaminati dal nichilismo ideologico.


G.Bernardini

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Re: maturità?

Messaggio Da Minsky il Gio 22 Giu - 14:55

Eppure Caproni ha ragione, in un certo senso. Non ci sono dubbi che la Terra stia diventando un pianeta sempre meno abitabile, PER L'UOMO, proprio a causa dello sfruttamento intensivo delle risorse naturali e delle devastazioni che ne conseguono. Quindi la peste della Terra è la specie umana, ma è anche la peste di sé stessa, specialmente se consideriamo alcune popolazioni particolarmente aggressive e invadenti, completamente insensibili alla sostenibilità e all'equilibrio con l'ambiente. La soluzione è ovvia e banale: diminuire la numerosità della popolazione umana. Drasticamente. Non fino alla scomparsa, altrimenti lo scopo si vanifica, ma abbastanza per rendere la Terra un posto dove si vive bene.

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